Governo dovrà impegnarsi a dare tempi certi
“Il progetto Einstein Telescope è per la Sardegna e per il Paese un obiettivo prioritario. In questa direzione, anche con proposte a mia firma, si è lavorato per sostenere la candidatura a livello internazionale. L'autorizzazione al campo eolico in quel territorio deliberata nel luglio 2022 aveva messo a rischio il successo del progetto. Con l'approvazione dell'emendamento di maggioranza al Senato l'autorizzazione al campo eolico era stata cancellata, imponendo tuttavia alcuni vincoli all'attività di imprese su un territorio di 400 km quadrati e di 19 comuni. Tra l'altro prevedendo procedure né chiare, né certe. Con l'ordine del giorno a mia firma approvato oggi in Aula alla Camera si impone al governo di stabilire con il primo provvedimento utile di escludere che le norme abbiano validità per le attività in essere e dall'altra parte vengano dati tempi certi per le nuove autorizzazioni fissando in 60 giorni il tempo massimo entro il quale il ministero dell'Università deve esprimere il parere. Desidero ringraziare tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, che hanno sottoscritto e votato all'unanimità il dispositivo per il quale hanno preso la parola i colleghi deputati sardi”.
Lo dichiara il deputato Pd, Silvio Lai.
UN’INTERROGAZIONE DEL PD AI MINISTRI DELL’INTERNO E DELLA GIUSTIZIA
“Ho sottoscritto l’interrogazione della collega Rachele Scarpa perché il rispetto dei diritti fondamentali di ogni individuo, senza discriminazioni di genere, orientamento sessuale o origine etnica devono essere garantiti sempre, anche dalla polizia. Incidenti come quello di Milano sottolineano la necessità di formare le forze dell’ordine sul rispetto dei diritti umani e sull'approccio più appropriato nelle interazioni con le persone, specialmente quelle in situazioni di vulnerabilità”.
L’episodio di Milano, documentato da un video girato da alcuni studenti dell'università Bocconi, riguarda un intervento della polizia locale nei confronti di una donna transessuale brasiliana. Nel filmato si vede la donna, in una situazione di apparente vulnerabilità, bloccata a terra da quattro agenti che le spruzzano negli occhi spray al peperoncino, le danno calci, la colpiscono ripetutamente con il manganello senza che lei reagisca in alcun modo. Come riportato nell’interrogazione, si tratta di un intervento preoccupante, qualunque reato sia stato eventualmente compiuto. La violenza e la sopraffazione dei metodi che vengono ripresi sono assolutamente inaccettabili in uno stato di diritto e vanno contro i principi di giustizia, rispetto dei diritti umani e uguaglianza per tutti i cittadini".
"Le forze dell’ordine hanno il compito di garantire la sicurezza e proteggere i cittadini e quando si verifica un abuso di potere o un uso eccessivo della forza, le preoccupazioni sono più che legittime. In situazioni di questo genere, è necessario che vengano condotte verifiche approfondite e imparziali. La promozione di una cultura di responsabilità e l'addestramento adeguato possono contribuire a prevenire abusi e a garantire che tutte le persone siano trattate con dignità e rispetto” così Fabio Porta, deputato italiano residente in Brasile e cofirmatario dell’ interrogazione sui fatti di Milano.
Cosa ne pensano i ministri della Salute e dell’Università?
Con il Dl bollette si approva una norma che consente ai laureati in odontoiatria di fare interventi di medicina estetica al viso in aree che non fanno parte della formazione universitaria (naso e occhi). Cosa ne pensa il ministro dell’Università e della Ricerca Bernini? Ritiene corretto nel metodo e nel merito modificare per questa via la competenza sanitaria degli odontoiatri in un campo così delicato come la medicina estetica? E il ministro della Salute Schillaci ritiene che in questo modo siano tutelati i pazienti? E cosa ne penserà l’Europa dopo che i percorsi sanitari di formazione sono uniformati per garantire la mobilità dei professionisti?
Così il deputato del Pd Silvio Lai.
Oggi ho avuto l'onore di prendere parte alla conferenza stampa "Diritto al Profitto" convocata dall'Unione degli Universitari. Il sindacato studentesco denuncia un cattivo utilizzo delle risorse del Pnrr e la mancanza di prospettiva e pianificazione strutturale in materia di residenzialità universitaria. Ringrazio l'UDU per il prezioso lavoro che inchioda la politica alle sue responsabilità e alle sue omissioni, e mi associo alla dura condanna delle parole della ministra e dell'operato del governo, che nelle politiche sulle residenze antepone gli interessi privati al diritto allo studio e all'impegno del pubblico nel garantirlo.
La stessa ministra ieri durante il question time ha detto che è il mercato a creare welfare, dimostrando di non avere alcuna volontà regolatrice. Il governo e il Parlamento ascoltino le denunce degli studenti, che in queste settimane stanno protestando nelle tende in tutta Italia, costretti non solo a sopportare le prese in giro del governo, ma anche il paternalismo di ricchi imprenditori come Brugnaro che, invece di adoperarsi per trovare soluzioni in quanto sindaco, sminuisce le proteste con fare tronfio e arrogante.
Così la deputata del Pd Rachele Scarpa.
Dal governo Meloni l'ennesima figuraccia, con un imbarazzante dietrofront sui 660 milioni annunciati solo la settimana scorsa per realizzare nuovi alloggi universitari, e dare risposte al caro affitti. Oggi all’ultimo minuto utile viene ritirato l’emendamento che sbloccava queste risorse del Pnrr, che rappresentano un primo segnale, sia pur insufficiente, per risolvere un problema che è diventato un’emergenza nazionale e per garantire il diritto allo studio a tutti. È ormai sempre lo stesso triste copione: roboanti annunci seguiti da vertiginose retromarce da parte di un governo di improvvisati, buoni solo a fare propaganda.
"Apprendo con stupore che il governo ha ritirato l'emendamento che avrebbe sbloccato 660 milioni di euro destinati alle residenze universitarie, probabilmente perché sarebbe stato dichiarato inammissibile. Siamo alle comiche, il governo fa finta di dare una risposta dopo che migliaia di studenti si sono mobilitati la scorsa settimana, prende in giro i ragazzi che protestano, e oggi mostra la volontà politica di non fare assolutamente nulla per un'emergenza che può solo che acuirsi. C'è bisogno di una politica ampia e strutturale, con vincoli ben precisi, e non di ritardi, iniziative raffazzonate e confusione. Ma intanto si buttano soldi infrastrutture non necessarie come il ponte sullo stretto". Lo dichiara la deputata dem Rachele Scarpa.
Dichiarazione di Rachele Scarpa, deputata Pd
Oggi sono insieme alla Rete degli Studenti Medi e all’Unione degli Universitari per chiedere la calendarizzazione della proposta di legge “Chiedimi come sto”, da loro elaborata insieme al Sindacato dei Pensionati Italiani nell’ambito di un lavoro prezioso che va avanti da anni.
Abbiamo bisogno di affrontare l’emergenza del disagio psicologico nel nostro paese con risposte strutturali, promuovendo le competenze psicologiche e garantendo la prevenzione a partire dia più importanti luoghi di comunità e socialità: le scuole e le università.
È stato per me un onore depositarla alla Camera, insieme alle colleghe e ai colleghi delle opposizioni: ora chiediamo che la mobilitazione degli studenti venga ascoltata.
Dichiarazione di Simona Bonafè, capogruppo Pd in commissione Affari Costituzionali
“Prima il governo annuncia la carica e poi si ritira con la coda tra le gambe. Davvero una gran brutta figura sul caro affitti.”
Così Simona Bonafè, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali commenta la decisione del governo di ritirare l’emendamento contro il caro affitti inserito nel decreto sulla pubblica amministrazione. “Se 660 milioni potevano non bastare di fronte ad una emergenza che sta coinvolgendo migliaia di giovani universitari, questo repentino dietrofront di oggi dimostra non già la sciatteria di questo esecutivo ma l’incapacità di risolvere i problemi veri che riguardano il paese. Troppo facile e troppo demagogico annunciare, in piena campagna elettorale, un provvedimento per nuovi posti letto presso alloggi o residenze per studenti quando sono sorte come funghi migliaia di tende davanti alle università e una volta archiviato il voto popolare, ritirare il testo dal decreto. Non si tratta di improvvisazione ma di una colpa grave nei confronti di un diritto, quello allo studio, sacrosanto per tutti noi e sancito dalla costituzione.
“Dopo Venezia e Padova, oggi ho voluto portare solidarietà anche agli studenti di Verona, accampati in Università da giovedì. La protesta studentesca non si spegne, e hanno ragione: le Regioni e il Governo devono assumersi la responsabilità di agire in fretta, per evitare che lo studio, e con esso il diritto alla casa, diventi sempre di più una questione di classe”.
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico, Rachele Scarpa.
Interrogazione del deputato del Partito Democratico al ministro dell’Università e della ricerca: “Il diritto all’alloggio è un pezzo fondamentale del diritto allo studio”
“Serve un censimento chiaro e preciso degli alloggi negli studentati pubblici”.
A chiederlo è Emiliano Fossi, deputato e segretario toscano del Partito Democratico, dopo la protesta degli studenti nelle tende di fronte a varie università italiane e alla sede del ministero dell’Università. Fossi presenterà un’interrogazione rivolta al ministro Bernini.
“Va garantito realmente il diritto allo studio a tutti - sottolinea Fossi - di cui il diritto all’alloggio è un pezzo fondamentale. Servono risorse immediate per posti letto in città come Milano, Roma, Firenze, Bologna. Posti negli studentati pubblici perché bisogna sempre pensare a chi non ha possibilità economiche per potersi trasferire in città dove il mercato degli affitti è ormai fuori controllo. Vanno realizzate, dunque, nuove residenze universitarie, incrementato il fondo aiuto per gli studenti fuorisede, e si dovrebbe valutare l’istituzione di un tavolo permanente al ministero dell’Università e della Ricerca per affrontare la crisi abitativa, visto che non si tratta di episodi isolati ma di una situazione strutturale”.
"Sono ragazze e ragazzi, sono il nostro futuro. Lottano per affitti meno cari. Sognano un paese diverso, con più diritti ed opportunità.
Per questo stamane siamo andati non solo a manifestare il nostro sostegno ma anche ad assicurargli che in Parlamento il PD darà voce al merito della loro protesta. Per una battaglia giusta!". Lo scrive su Facebook il deputato e membro della segreteria nazionale Pd Marco Sarracino che questa mattina ha incontrato gli studenti all'Università La Sapienza di Roma in protesta contro il caro affitti.
“Siamo contenti che oggi la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, abbia finalmente parlato di diritto allo studio. C’è un’interrogazione parlamentare depositata da marzo sulla quale però attendiamo ancora risposte. La ministra venga in Parlamento. Quando si parla di borse di studio e di residenze universitarie si parla di diritti costituzionali”.
Lo dichiara il deputato del Partito Democratico, Nicola Zingaretti.
“Sul caro affitti per gli studenti il ministro Valditara gioca allo scaricabarile incapace, anche su questo tema, di dire qualcosa di sensato e di proporre soluzioni. Nel suo stesso governo prende le distanze pure la ministra Bernini.
Se Valditara fosse l'uomo giusto al posto giusto avrebbe dovuto già attivare un tavolo istituzionale con Regioni e Comuni per concertare azioni e misure che consentano di abbassare i costi degli affitti, aumentare le disponibilità, garantire i necessari controlli per evitare speculazioni. Dovrebbe poi spiegare perché è stato cancellato il fondo di 330 milioni per gli affitti e annunciarne, quindi, reintegro ed aumento.
Il ministro Valditara dovrebbe essere il garante costituzionale del diritto allo studio ed occuparsi delle criticità, come il caro affitti, che lo impediscono.
Venga nelle Università sarde e si accorgerà dei problemi reali. Parli con i rettori, i docenti, il personale amministrativo, gli studenti e avrà così il quadro completo delle lacune e dei disagi che emergono ogni giorno.
Per farlo bene però occorre lavorare seriamente evitando le boutade polemiche. Fino ad ora non ci è riuscito”. Lo scrive sui social il deputato del PD, Silvio Lai.
“Il caro affitti, che riguarda purtroppo non soltanto gli studenti ma anche le famiglie, non è una tematica nuova ma è esplosa oggi nella sua drammaticità a causa della mancanza di risposte della destra: una maggioranza divisa e a cui non rimane altro, come sempre in questi mesi, di addossare ad altri la propria inadeguatezza. Il governo Meloni non ha infatti saputo contrastare con efficacia l’inflazione che ha eroso il potere d’acquisto, ha tolto risorse alle politiche abitative (dal fondo morosità incolpevole, alla garanzia mutui giovani) proprio quando la Bce ha alzato i tassi di interesse, e non sta riuscendo a spendere le notevoli risorse del Pnrr sulla casa e sugli alloggi universitari”. Lo ha detto la deputata dem Simona Bonafè, nel corso della trasmissione “Omnibus” sul La 7.
“La protesta degli studenti che si stanno accampando con le tende davanti alle loro università, in protesta contro il caro affitti, è arrivata anche a Padova, città dove ho studiato e vissuto. Porterò oggi di persona la mia solidarietà al presidio davanti a Palazzo del Bo e il mio impegno a portare anche in Parlamento questa battaglia.
Trovo imbarazzante invece il commento del MInistro dell’Istruzione Valditara, che cerca goffamente di scaricare tutta la responsabilità sui Comuni, anzi, solo su quelli di centrosinistra: al Ministro sfugge, evidentemente, come gli alloggi e il diritto allo studio universitario siano competenze regionale, e che questa situazione nasce da una corresponsabilità di Regioni, amministrazioni locali, delle Università italiane, nonché dall’assenza almeno trentennale di una seria politica abitativa nel nostro paese.
Per dare le risposte tempestive che occorrono sarebbe bene che da Roma arrivassero meno scaricabarile e più concretezza: si può, ad esempio, potenziare la Legge 338/2000, attraverso cui stanziare più fondi per creare residenze universitarie. In generale, servono incentivi a una migliore pianificazione, che garantisca il diritto la residenzialità studentesca inserendolo in processi di rigenerazione urbana. Serve una grande spinta da parte del pubblico per regolare un’offerta che, se lasciata completamente al privato, non solo non è sufficiente, ma anche non garantisce affitti accessibili e porta alla grande speculazione che gli studenti oggi pagano sulla propria pelle”. Lo dichiara la deputata del Pd, Rachele Scarpa.