Presentata interrogazione in vigilanza su assunzione militanti del partito di Meloni
Oggi i componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza Rai hanno depositato un’interrogazione parlamentare a risposta in commissione all’Amministratore Delegato della Rai, per “fare chiarezza sull’arrivo di due nuovi collaboratori presso Rainews.it, come riportato recentemente da un articolo de Il Fatto Quotidiano. Secondo quanto emerso, il sito Rainews.it, diretto da Francesca Oliva, avrebbe accolto due nuove firme: Filippo Mosticone, curatore dei contenuti digitali e della parte social, e Mattia Rocco Del Balzo, studente universitario che collabora alla comunicazione. Entrambi i collaboratori risultano essere militanti del partito Fratelli d’Italia, rispettivamente a Sora e presso il circolo della Garbatella a Roma. L’arrivo dei due collaboratori avrebbe suscitato malumori all’interno della redazione, perché i contrattualizzati Rai, per garantire il pluralismo e l’imparzialità del servizio pubblico, non dovrebbero svolgere attività politica o, se lo fanno, dovrebbero richiedere apposita aspettativa. L’interrogazione dei Democratici chiede quindi quali iniziative l’azienda intenda assumere per verificare quanto riportato e accertare eventuali violazioni dei principi contrattuali Rai, nonché le responsabilità dei vertici del canale. L’obiettivo è tutelare la correttezza, la trasparenza e l’imparzialità del servizio pubblico radiotelevisivo, valori fondamentali su cui il Partito Democratico continuerà a vigilare”.
"Quando la Dichiarazione universale dei diritti umani fu approvata, rientrava in quelle azioni che il mondo intero, rappresentato dall'Onu, decise di intraprendere perché quel "mai più" pronunciato dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale non fosse solo un'intenzione.
Oggi, però, 77 anni dopo quell'approvazione, i diritti umani sono sotto attacco e le guerre aumentano invece di diminuire. E aumentato proprio dove si voltano le spalle ai diritti umani e si scelgono regimi autoritari e illiberali.
Per questo, alla vigilia della Giornata mondiale sui diritti umani, abbiamo scelto di parlarne con oltre 250 ragazze e ragazzi delle scuole. Perché come disse Eleanor Roosevelt, i diritti umani universali iniziano "in piccoli luoghi, vicino a casa, così vicini e così piccoli che essi non possono essere visti su nessuna mappa del mondo. Ma essi sono il mondo di ogni singola persona; il quartiere dove si vive, la scuola frequentata, la fabbrica, la fattoria o l’ufficio dove si lavora".
Insieme a loro abbiamo parlato di come oggi i diritti umani siano sotto attacco e di come sia fondamentale reagire, ogni giorno, ognuno nel suo ambito e senza mai soccombere all’indifferenza.
Ed è proprio con i ragazzi che bisogna tornare a parlare dell'importanza della pace e dei diritti umani.
Stamattina, con gli interventi di Parisa Nazari, attivista iraniana e difensora dei diritti umani e delle donne, e Yara Abushab, studentessa palestinese di Medicina, uscita da Gaza poco prima del 7 ottobre, che ha perso gran parte della sua famiglia durante il genocidio, abbiamo ascoltato testimonianze dirette di due luoghi dove i diritti umani vengono calpestati: l’Iran e la Palestina. Il racconto di Yara Abushab, la cui vita è stata sconvolta dal genocidio, ha commosso tutta la platea che si è alzata in un applauso solidale che è stato un abbraccio collettivo.
Con Micaela Frulli, docente all'università di Firenze, abbiamo fatto un viaggio nel diritto internazionale, oggi pesantemente messo in discussione, e con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, abbiamo parlato dell'enorme lavoro delle associazioni e delle ONG per sostenere e proteggere chi è attaccato da regimi autoritari.
Ma soprattutto, abbiamo ascoltato le voci delle ragazze e dei ragazzi la cui consapevolezza sul valore dei diritti umani e sull'impegno necessario per difenderli ovunque vengano calpestati è una boccata di ossigeno. Non è vero che ai giovani non interessano questi temi: ce l'hanno dimostrato con le mobilitazioni per Gaza e ce l'hanno dimostrato questa mattina. Chiedono di essere ascoltati e di avere spazi in cui potersi esprimere. Ed è proprio quello che oggi il Comitato diritti umani della Camera ha voluto fare". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'evento "Diritti umani sotto attacco - il dovere di reagire" che si è svolto oggi alla Camera dei Deputati.
Sottratti milioni a sanità e scuola
“I Cpr in Albania stanno sottraendo risorse alla sanità e alla scuola italiane mentre il governo continua a difendere un’operazione costosa, opaca e inutile. È un progetto costruito in deroga continua alle norme nazionali ed europee, più volte bloccato, che si regge su un’idea di ‘stato di eccezione’ diventato metodo politico”. Così il deputato Pd Matteo Orfini, commentando i dati dello studio realizzato da ActionAid e dall’Università di Bari e riportati oggi dal quotidiano Domani.
“Siamo davanti – prosegue l’esponente dem - a costi fuori controllo: 133 milioni solo per la parte italiana dell’appalto, affidamenti diretti, deroghe e procedure che l’Anac definisce tutt’altro che trasparenti. Per la costruzione dei centri risultano stanziati oltre 82 milioni, ma 10 milioni sono stati stanziati dal ‘fondo Difesa per costruzione di Cpr in Italia’; gli altri, ad eccezione di 15,8 milioni dal fondo per le esigenze indifferibili, sono stati sottratti a diversi ministeri: 3,2 milioni di euro al ministero della Salute 3,8 alla Cultura, quasi 3,6 all'Istruzione, 3,8 all'Università e ricerca. Il governo decide di investire in un’operazione che non affronta i flussi migratori e non porta alcun beneficio reale al Paese”.
“Questa vicenda – conclude Orfini - è un manuale di cattiva amministrazione: procedure in deroga, scarsa trasparenza, sprechi. Una scelta ideologica che produce solo danni e rischi contabili. Il governo rinunci a questo progetto fallimentare e riporti al centro le vere priorità: rafforzare i servizi pubblici, garantire legalità e costruire politiche serie sull’immigrazione. È tempo di smettere con la propaganda e di dire con chiarezza che i Cpr in Albania sono un errore costoso, inefficace e profondamente sbagliato”.
Trovo inaccettabile che la Presidente del Consiglio intervenga sulle scelte autonome di una libera istruzione accademica. Non entro nel merito della scelta dell' Ateneo bolognese sul corso per allievi ufficiali, scelta che per altro l' Università ha motivato sul piano tecnico. Ricordo però alla Presidente Meloni che l' art 33 della Costituzione garantisce l' autonomia delle istituzioni di "alta cultura, università ed accademia". Un principio fondamentale di libertà e democrazia". Così Andrea De Maria, deputato PD
DAL PD SOLO INTERVENTI CONCRETI PER AIUTARE FAMIGLIE E GIOVANI
“Cirielli parla di una Campania che non esiste. Chi vive davvero questa regione sa bene che in questi anni sono stati fatti interventi concreti per i giovani: trasporto pubblico gratuito per tutti gli universitari fuori sede, migliaia di corsi di formazione per disoccupati e inoccupati, sostegni mirati per aprire nuove imprese, bandi e agevolazioni per chi vuole costruirsi un futuro qui.
Di quale “assistenzialismo ai giovani” parla Cirielli? Questo non è mero assistenzialismo, ma si tratta di strumenti che hanno dato a molti ragazzi la possibilità di formarsi, lavorare, mettersi in gioco. È facile lanciare accuse senza conoscere i problemi reali delle famiglie che cercano solo di dare un’opportunità ai propri figli.
Ricordo, inoltre, che molte delle misure che oggi Cirielli critica sono state votate anche da esponenti che fino a pochi giorni fa sedevano nella maggioranza regionale e che ora sono nella sua coalizione.
La Campania risponderà alle urne a questa propaganda superficiale e contraddittoria. I cittadini non si faranno prendere in giro”. Lo dichiara Stefano Graziano deputato del Pd e capogruppo in commissione Difesa della Camera.
“Ho presentato un’interrogazione al Ministro della Cultura per chiedere la sospensione immediata del progetto che prevede l’abbattimento integrale di 750 lecci lungo la storica ‘via d’acqua’ della Reggia di Caserta. È necessario fare piena chiarezza su un intervento che rischia di compromettere per decenni la prospettiva vanvitelliana e l’identità paesaggistica del sito UNESCO”. Lo dichiara il deputato del Pd, Stefano Graziano.
“Il progetto annunciato dalla Direzione della Reggia si fonda su una perizia secondo cui l’85% degli alberi sarebbe irrimediabilmente malato. Tuttavia – spiega Graziano – tali dati sono stati clamorosamente smentiti da due indagini tecniche indipendenti sollecitate dalla società civile. La prima, realizzata dal Consorzio universitario BENECON , certifica che solo il 6,9% dei lecci risulta irrimediabilmente compromesso, mentre oltre il 93% è in buone condizioni di salute. La seconda, condotta da agronomi e forestali, conferma che non più del 10% degli esemplari richiede interventi radicali”.
“Siamo di fronte a una divergenza macroscopica nelle valutazioni tecniche, tale da mettere in discussione la legittimità stessa dell’operazione – prosegue il deputato –. Non è accettabile procedere a un abbattimento così massiccio solo per il timore di perdere le risorse del PNRR destinate all’intervento. Persino la Soprintendenza ha lanciato l’allarme sulla possibile perdita dei valori storici e paesaggistici, raccomandando di diluire gli interventi nel tempo”.
“Sostituire alberi storici con esemplari giovani e non autoctoni significherebbe cancellare la scenografica ‘galleria verde’ che il mondo ci invidia, arrecando danni incalcolabili al paesaggio, al turismo e all’economia del territorio. Per questo – conclude Graziano – chiedo al Ministro se sia a conoscenza della situazione e se intenda disporre una verifica tecnica terza e indipendente, valutando soluzioni alternative di cura meno invasive. La tutela di un sito Patrimonio Mondiale UNESCO non può essere subordinata a logiche di spesa affrettate che rischiano di comprometterne l’armonia originaria”.
“Sui temi della sicurezza servono serietà, trasparenza e rispetto dei fatti. I dati presentati da Milena Gabanelli confermano in modo inequivocabile ciò che il Partito Democratico denuncia pubblicamente da tempo: la distanza crescente tra la narrazione del Governo e la realtà del Paese.
Lo ha detto con forza anche la nostra Segretaria Elly Schlein nell’Assemblea di Bologna: non esiste sicurezza senza investimenti adeguati per gli organici delle Forze dell'Ordine e per le politiche sociali, senza una strategia che tenga insieme prevenzione, repressione, legalità e presenza dello Stato sui territori.
La propaganda non basta e, anzi, rischia di indebolire proprio quei presìdi che dovrebbero essere rafforzati.
Il Governo è in evidente difficoltà. Dopo tre anni al Governo e nessun investimento sul comparto delle Forze dell'Ordine adesso non sa come giustificare l'aumento dei reati che si è registrato in questi anni. E perciò prova a dire che non c'è nessuna emergenza. Mentre fino a poco tempo fa, quando i dati erano addirittura più bassi, imbracciava un'inesistente "emergenza sicurezza" a fini elettorali. È di oggi un articolo scientifico in cui il Professor Cornelli della Università Statale di Milano ha dimostrato che i dati sugli omicidi commessi dai minori forniti dal Ministro Piantedosi a seguito di una mia interrogazione non erano corretti. E su quei dati il Goveno aveva costruito una campagna mediatica per alimentare l'insicurezza e criminalizzare una generazione.
I dati della Gabanelli restituiscono un quadro oggettivo, che il Governo continua ad ignorare. È arrivato il momento di cambiare passo: servono politiche serie, risorse vere e un confronto istituzionale basato sulla realtà, non sugli slogan”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito Democratico.
“Da quando esiste il rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes – spiega il deputato del Partito Democratico Fabio Porta, eletto nella circoscrizione Estero – la mobilità degli italiani è in costante aumento, con un saldo negativo mai compensato dai rimpatri. I dati del 2024 e del 2025 confermano che i giovani non trovano nel nostro Paese prospettive di lavoro e crescita, e per questo scelgono l’estero”.
Secondo Porta, le politiche del governo aggravano un trend già allarmante: “L’Italia non è attrattiva – osserva – né per i propri giovani né per gli immigrati, che in molti casi la attraversano solo per andare altrove. È un Paese che, senza una visione diversa, rischia il declino demografico ed economico”.
Il deputato dem invita a “ripensare il concetto stesso di progresso, investendo su salari più alti, meritocrazia e università capaci di offrire opportunità reali”. Sul fronte dell’inclusione, aggiunge: “Serve una legge sulla cittadinanza opposta a quella voluta dalla destra, che oggi esclude invece di includere. Un Paese che nega diritti e chiude le porte ai nuovi italiani – conclude Porta – è un Paese che si condanna da solo alla recessione demografica e alla perdita di futuro. E’ un Paese destinato a morire”.
"Questa mattina sono stata in Piazza di Monte Citorio al fianco delle precarie e dei precari del CNR e degli Enti Pubblici di Ricerca. Parliamo di migliaia di ricercatrici, ricercatori, tecnologi, tecniche e personale amministrativo che da anni portano avanti la ricerca italiana in condizioni di precarietà intollerabile. Il governo non può continuare a ignorare la loro voce: servono subito fondi per le stabilizzazioni nella Legge di Bilancio". Così la deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa.
"Solo al CNR - aggiunge la deputata Pd - ci sono 4000 lavoratrici e lavoratori precari, molti dei quali rischiano di rimanere senza contratto già nei prossimi mesi con la fine dei progetti PNRR. Almeno 1500 di loro hanno pieno diritto alla stabilizzazione ai sensi della legge Madia. È assurdo che, mentre l’Italia dice di voler investire in innovazione, università e ricerca, chi manda avanti i laboratori e i progetti fondamentali per il Paese venga lasciato nell’incertezza più totale. L’anno scorso, grazie alla mobilitazione dei Precari Uniti CNR e all’impegno parlamentare trasversale di AVS, M5S e PD, si erano ottenuti 10 milioni di euro per le stabilizzazioni, fondi ancora oggi non spesi e comunque sufficienti appena per il 10% degli aventi diritto. È evidente che ora serva un intervento strutturale: non si costruisce ricerca con contratti a tempo, ricatti e fughe all’estero, ma investendo sul capitale umano".
"Sarò accanto a queste lavoratrici e lavoratori in Parlamento e nelle piazze, perché non c’è futuro per il Paese che non metta al centro la ricerca e chi la fa vivere ogni giorno. Il governo dimostri serietà: investa nella stabilizzazione e riconosca dignità a chi tiene in piedi la conoscenza", conclude Scarpa.
“La modifica dell’orario del treno regionale Livorno–Pisa San Rossore delle ore 8.00 sta creando notevoli difficoltà a molti studenti universitari e pendolari di un vasto territorio, non solo della città labronica ma anche dei comuni limitrofi (Rosignano, Cecina e zone della costa sud), costretti a cambiare abitudini o a ricorrere all’auto privata per raggiungere le sedi di studio e lavoro". Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, il quale, tramite un'interrogazione, ha chiesto l’intervento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per ottenere il ripristino dell’orario originario.
“Si tratta - conclude Simiani - di un collegamento fondamentale per la vita universitaria tra Livorno e Pisa e la sua rimodulazione, anche se di pochi minuti, ha avuto un impatto significativo sull’organizzazione quotidiana di molti ragazzi. Confidiamo che Trenitalia, di concerto con la Regione Toscana, possa valutare con attenzione le richieste dei cittadini e individuare una soluzione rapida e sostenibile, nel rispetto del diritto alla mobilità e allo studio”.
Per la libertà, per il diritto di parola, per difendere la pace e il dialogo. Per queste e molte altre ragioni – anche e soprattutto affetto e amicizia – oggi sono stata a Venezia in rappresentanza di tutto il Partito Democratico, dove Lele Fiano ha potuto terminare l’incontro promosso dagli studenti di Cà Foscari interrotto la settimana scorsa.
È stata un’occasione per ribadire la condanna a ogni forma di antisemitismo e ribadire l’impegno per la pace in Medio Oriente. Senza avere remore ad usare parole chiare per condannare il terrorismo di Hamas e, con la stessa forza, i crimini del Governo di Netanyahu.
Significativo farlo a 30 anni dalla morte di Isaac Rabin, premier israeliano che più di ogni altro si era battuto per la soluzione del conflitto.
Sono convinta che bisogna spezzare la spirale dell'odio con l'ascolto, riconoscere le ragioni del dolore e credere nella forza del rispetto reciproco. Perché, come ha detto magistralmente Lele Fiano oggi, la democrazia vive anche attraverso il dissenso ma muore con il silenzio. E difendere l’Università come luogo primario di confronto, di dialogo, di parola.
La strada della riconciliazione e della ricerca della convivenza tra due popoli è due Stati non è semplice ma è l'unica possibile.
Combattere l’intolleranza spetta anche a noi, spetta a ogni cittadino democratico dell’Europa perché l’antisemitismo sia relegato ai margini della storia e lo sforzo per la pace sia in cima alle nostre priorità.
Saremo sempre dalla parte di Lele.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Domani mercoledì 4 novembre Chiara Braga, Capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, parteciperà all’incontro con l’on. Lele Fiano presso l’Università di Venezia Ca’ Foscari.
Oggi giovedì 30 ottobre alle 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa congiunta delle forze di opposizione sui temi dell’università, dal disegno di legge governativo 1518, che abolisce l’abilitazione scientifica nazionale e imprime una torsione localistica al reclutamento universitario, fino alle riforme in itinere dell’ANVUR, del CUN e della governance degli atenei, che rappresentano una minaccia molto seria per l’autonomia dell’università.
Interverranno Alfredo D’Attorre per il PD, Antonio Caso per il M5S, Elisabetta Piccolotti per AVS e Davide Faraone per IV.
Domani giovedì 30 ottobre alle 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa congiunta delle forze di opposizione sui temi dell’università, dal disegno di legge governativo 1518, che abolisce l’abilitazione scientifica nazionale e imprime una torsione localistica al reclutamento universitario, fino alle riforme in itinere dell’ANVUR, del CUN e della governance degli atenei, che rappresentano una minaccia molto seria per l’autonomia dell’università.
Interverranno Alfredo D’Attorre per il PD, Antonio Caso per il M5S, Elisabetta Piccolotti per AVS e Davide Faraone per IV.
"Solidarietà a Emanuele Fiano a cui è stato impedito di parlare all'università Ca' Foscari di Venezia. È noto che le nostre posizioni sulla politica di Israele e su quanto accade a Gaza e in Cisgiordania sono divergenti al punto da avere portato Fiano ad attaccarmi pubblicamente. Ma sono fortemente convinta che in un paese democratico ognuno deve avere la possibilità di esprimere pacificamente la propria posizione e il confronto deve mantenere toni civili". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.