“Ieri la trasmissione Piazza Pulita ha dedicato dieci minuti di servizio alla ministra Calderone e ai suoi potenziali conflitti di interesse. Come al solito la ministra ha evitato di rispondere alle domande dei giornalisti. Come già accaduto in Parlamento due mesi fa in merito al suo percorso universitario e agli esami sostenuti la domenica nell’Università privata Link. Addirittura la sua scorta ha allontanato in malo modo l’inviato de La 7 che chiedeva di poter porre delle semplici domande a Calderone in merito al suo percorso universitario. La scorta si è poi difesa dicendo che stava rispettando semplicemente il protocollo. Non ci risulta che queste siano le regole di ingaggio delle forze dell’ordine quando un cronista prova a fare il suo mestiere. Torniamo a chiedere alla ministra Calderone di confrontarsi con la stampa e con il Parlamento”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
È in partenza in queste ore una delegazione diretta verso la Striscia di Gaza, con l’obiettivo di portare testimonianza diretta della tragedia umanitaria in corso e denunciare l’inerzia della comunità internazionale.
“È in corso un tentativo di cancellazione del popolo palestinese, un vero e proprio sterminio. E mentre questo accade, le potenze mondiali tacciono. L’Unione Europea, quella dei diritti, delle libertà e della solidarietà, sembra essere morta sotto le macerie di Gaza». Così la deputata dem Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. Oltre a Laura Boldrini, fanno parte della delegazione anche le deputate e i deputati del Pd Valentina Ghio, Arturo Scotto, Nico Stumpo, Rachele Scarpa e l'europarlamentare Cecilia Strada. Insieme a loro anche parlamentari di Avs e del M5S componenti dell'Intergruppo per la pace tra Israele e Palestina ed europarlamentari, oltre a docenti universitari, rappresentanti di ONG e numerosi giornalisti.
“Non possiamo accettare – ha proseguito l’esponente Pd - che, nel 2025, si parli ancora di pulizia etnica. Le espulsioni forzate, le deportazioni, il blocco degli aiuti umanitari sono crimini di guerra che il diritto internazionale condanna con fermezza”.
“Nel suo intervento in Aula, ieri, la presidente Meloni – ha concluso Boldrini - non ha mai condannato l'operato di Netanyahu, non ha espresso cordoglio per le vittime. Solo un moderato "non abbiamo condiviso". Parole di circostanza solo per non dispiacere l’alleato Netanyahu. Questo governo sta portando l’Italia dalla parte sbagliata della Storia. Con questa missione, la delegazione intende affermare un’altra Italia: quella che rifiuta lo sterminio del popolo palestinese, che si oppone alla cancellazione del diritto internazionale, che chiede con forza il cessate il fuoco permanente e l’immediato accesso dei beni di beni di prima necessità alla popolazione civile”.
La replica della premier Giorgia Meloni proprio non convince Elly Schlein: "Stanno smantellando la sanita' pubblica", dice la segretaria del Partito democratico ad "Avvenire". La segretaria del Pd tiene stretti i due grafici mostrati anche in Aula. E si appella a dati e numeri per contrastare la narrazione meloniana sui temi cari ai dem: "Stanno smantellando la sanita' pubblica senza il coraggio di ammetterlo. Meloni continua a mentire agli italiani dicendo che hanno fatto il piu' grande investimento della storia nella sanita'. Il problema e' che la spesa sanitaria si calcola in tutto il mondo sul Pil. E quella sta scendendo al minimo storico degli ultimi 15 anni. I suoi tagli - rileva Schlein - li stanno pagando direttamente i cittadini, perche' la Corte dei conti dice che nel 2023 la spesa per curarsi e' aumentata del 10 per cento, cioe' di 4 miliardi. Gli stessi che hanno messo sulla riforma fiscale. Tolgono con una mano quello che fingono di dare con l'altra. Per questo la chiamo tassa-Meloni". La segretaria osserva che "le responsabilita' non stanno mai solo da una parte. Ma qui siamo allo scaricabarile. Meloni da' sempre la colpa a qualcun altro. Sulle liste di attesa da' la colpa alle Regioni, facendo infuriare anche quelle che governano loro, ma non gli hanno dato un euro in piu', mentre avevano lanciato un piano di assunzioni sparito nel nulla. Il personale e' stremato con turni massacranti, in fuga verso il privato o all'estero (40 mila i medici fuggiti negli ultimi anni)". "Non so - continua - da quando la premier non esce dal Palazzo e va in un ospedale. Ci sono ancora i 'gettonisti' e se ci sono e' perche', quando lei era al governo con Berlusconi e io all'universita', hanno messo il tetto alle assunzioni. Oggi detassano gli straordinari. Ma il personale e' allo stremo. Servono risorse per fare nuove assunzioni". Ieri e' stata approvata la legge sulla condivisione degli utili delle imprese. Il Pd si e' astenuto: "Il tema ci e' sempre stato caro, ma contestiamo gli emendamenti del governo che hanno svuotato il testo, firmato anche da una parte di noi, rendendo tutto facoltativo, rimandandolo alla volonta' delle imprese. Noi siamo per una partecipazione piena, anche gestionale". Il Pd ha sposato i referendum, ma resta diviso sui quesiti sul lavoro: "Il Pd ha una linea approvata senza voti contrari in Direzione e prevede l'appoggio ai 5 referendum. Un sondaggio di Pagnoncelli ha mostrato come la nostra base e' la piu' convinta dei quesiti - tra il 92 e il 97 per cento - compreso quello sulla cittadinanza" conclude Schlein.
"L’ obbiettivo è entrare a Gaza. La missione che sta per partire, rappresenta una delle più grandi delegazioni internazionali mai spintasi fino alla Striscia. Siamo sessanta tra deputati e deputate, parlamentari italiani al parlamento europeo, docenti universitari di diritto internazionale, operatrici e operatori di ONG e associazioni impegnate sui diritti umani, giornalisti e giornaliste.
E' una delegazione di grande valore sociale che rappresenta l'Italia che dice no allo sterminio del popolo palestinese, no alla violazione costante del diritto internazionale, no al silenzio delle istituzioni italiane ed europee davanti allo scempio che si sta consumando a Gaza.
Abbiamo chiesto all'ambasciatore italiano in Israele di farsi carico di questa richiesta presso le autorità israeliane, ma a oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ma non ci arrenderemo. Vogliamo raggiungere Gaza in segno di solidarietà e vicinanza con il popolo palestinese che, come se non bastassero i bombardamenti indiscriminati, sta morendo di fame, di sete e di malattie per un piano preciso e dichiarato del governo Netanyahu. Un piano criminale che prevede anche l'invasione totale della Striscia e la deportazione dei palestinesi. Nel silenzio complice della comunità internazionale, è necessario tenere alta l'attenzione sullo sterminio in corso, vedere con i propri occhi, raccontare e denunciare i crimini che Netanyahu e il suo governo stanno compiendo”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd, a margine della conferenza stampa di presentazione della missione che si è tenuta oggi. Oltre a Boldrini, della delegazione fanno parte anche le deputate e i deputati del Pd Sara Ferrari, Valentina Ghio, Arturo Scotto, Nico Stumpo, Rachele Scarpa e l'europarlamentare Cecilia Strada. Insieme a loro anche parlamentari di Avs e del M5S.
“La ministra Bernini chiede, senza alcuna vergogna, di avere i numeri, come se non conoscesse le condizioni di lavoro di chi si occupa della ricerca e non solo in Italia. Si parla di 40mila precari a livello nazionale e di oltre 4mila solo in Piemonte: dopo anni di tagli queste persone chiedono al Governo di venire ascoltate e in cambio ricevono parole vuote e canzonatorie”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, sullo sciopero indetto oggi, 12 maggio, in tutta Italia da parte dei precari e delle precarie dell’università.“La ministra non comprende cosa vogliono? Che si smetta di distruggere con continui tagli dei fondi e dei finanziamenti una delle offerte didattiche più prestigiose e stimate nel mondo, permettendo a chi ci lavora di continuare a garantire nelle accademie di tutta Italia la formazione che gli studenti e le studentesse meritano - prosegue la deputata dem - Il Ddl 1240 firmato dalla ministra Bernini e dal Governo Meloni non fa altro che rendere il perenne precariato l’unica prospettiva di continuità all’interno delle università, dando a questa condizione un carattere istituzionale e consentendo di fatto agli atenei di non assumere mai i precari e le precarie”.
“Oggi queste persone scioperano con una dignità che dovrebbe essere d’esempio per tutta la politica. Quello che ci viene chiesto è semplice: diritti e tutele per chi svolge un ruolo così importante in una democrazia” conclude Gribaudo.
“Grande dolore per la perdita di un economista, docente universitario e politico di grande spessore come Marco Causi. Ho avuto la fortuna di conoscere da vicino le sue competenze tecniche, la passione civile e le qualità umane e politiche che ne hanno contraddistinto l’impegno per il comune di Roma e in Parlamento. Mi stringo al dolore dei famigliari in questo momento di dolore”. Lo afferma la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
Ho il piacere di invitarla alla presentazione del libro “Portuali e marittime, perché no? La disparità di genere nei porti italiani”, scritto da Barbara Bonciani, docente all’Università di Pisa, vicepresidente dell’associazione internazionale RETE ed ex Assessora al porto del Comune di Livorno.
L’incontro si terrà martedì 7 maggio alle ore 11.30 presso la Sala Stampa della Camera dei deputati.
Il volume, edito da FrancoAngeli nella collana Social DistrActors, rappresenta il primo studio organico sulla condizione femminile nei settori portuale e marittimo, e ne analizza cause, effetti e prospettive, integrando approccio scientifico e testimonianze dirette.
Oltre all'autrice interverranno:
On. Valentina Ghio, vicepresidente Gruppo PD alla Camera e componente Commissione Trasporti
On. Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente sui diritti umani nel mondo
Enzo Raugei, Presidente della Compagnia Portuale di Livorno
Martina Senesi, lavoratrice portuale
Luciana Mirella Cambiaso, comandante di lungo corso
Amedeo d’Alessio, Segretario nazionale Filt-Cgil
Modera: Giulia Sarti, giornalista del Messaggero Marittimo
Sarà un’occasione importante per riflettere insieme su un tema ancora poco esplorato ma fondamentale per l’equità, l’innovazione e la competitività del nostro Paese.
Ho il piacere di invitarla alla presentazione del libro “Portuali e marittime, perché no? La disparità di genere nei porti italiani”, scritto da Barbara Bonciani, docente all’Università di Pisa, vicepresidente dell’associazione internazionale RETE ed ex Assessora al porto del Comune di Livorno.
L’incontro si terrà martedì 7 maggio alle ore 11.30 presso la Sala Stampa della Camera dei deputati.
Il volume, edito da FrancoAngeli nella collana Social DistrActors, rappresenta il primo studio organico sulla condizione femminile nei settori portuale e marittimo, e ne analizza cause, effetti e prospettive, integrando approccio scientifico e testimonianze dirette.
Oltre all'autrice interverranno:
On. Valentina Ghio, vicepresidente Gruppo PD alla Camera e componente Commissione Trasporti
On. Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente sui diritti umani nel mondo
Enzo Raugei, Presidente della Compagnia Portuale di Livorno
Martina Senesi, lavoratrice portuale
Luciana Mirella Cambiaso, comandante di lungo corso
Amedeo d’Alessio, Segretario nazionale Filt-Cgil
Modera: Giulia Sarti, giornalista del Messaggero Marittimo
Sarà un’occasione importante per riflettere insieme su un tema ancora poco esplorato ma fondamentale per l’equità, l’innovazione e la competitività del nostro Paese.
“Sul Pnrr i conti non tornano e siamo sull'orlo di un fallimento totale che sta facendo precipitare l'Italia nel vuoto. Per questo rivolgiamo al governo un invito costruttivo: fatevi aiutare e coinvolgete il Parlamento. Questo esecutivo sta dilapidando un patrimonio economico che rischia di non tornare più. Ma soprattutto sta distruggendo il simbolo della Next Generation EU, la nuova integrazione europea che accoglie l'ispirazione ideale di Ventotene verso il percorso federalista degli Stati Uniti d'Europa”. Così il deputato Piero De Luca, capogruppo PD in Commissione Politiche UE, intervenendo in Aula sulla discussione del monitoraggio e dello stato di attuazione del PNRR.
“Se esistono i fondi del Pnrr – continua l'esponente dem - è solo per merito del lavoro dei progressisti e democratici in Italia e in Europa perché la destra non ha mai votato a favore degli Eurobond e del Recovery Fund al Parlamento europeo e addirittura ha votato contro il mandato per negoziare il Next Generation Eu a Bruxelles”. “Il Pnrr era e è ancora un'opportunità irripetibile di rilancio del sistema Paese e rafforzamento della coesione sociale. Oggi, però, rappresenta più un'occasione persa: è il Piano nazionale dei ritardi e dei rinvii. La spesa è ferma al 30% delle risorse complessive con ritardi in progetti strategici come asili, case e ospedali di comunità, residenze universitarie, infrastrutture, piani urbani. La verità è che il governo ha perso più tempo a modificare il Pnrr che ad attuarlo. Il PD chiede un pieno coinvolgimento del Parlamento su ulteriori modifiche e continuerà a chiedere trasparenza e verità sui numeri e sulle intenzioni del governo: dati che ad oggi restano impietosi mentre i ministri si contraddicono a vicenda in modo ridicolo. Siamo sull'orlo del baratro per colpa di questo governo che sta bruciando purtroppo il futuro del Paese", conclude De Luca.
"Troppe armi da fuoco in giro e troppi giovani che escono con un coltello in tasca. Per mettere un freno a questo fenomeno e per colmare il vuoto normativo nell'ordinamento italiano in materia di vendita di armi e coltelli ai minori, abbiamo presentato una proposta di legge a mia prima firma, che introduce specifiche disposizioni penali e amministrative volte a contrastare questo fenomeno, che negli ultimi anni ha visto una escalation senza precedenti. La nostra proposta si articola su tre punti fondamentali: l'introduzione di sanzioni con arresto fino a 3 anni e ammenda da mille a 10 mila euro per i venditori di armi a minorenni nei casi in cui il venditore non si renda conto dell'età minore dell'acquirente o della potenzialità offensiva dell'oggetto venduto, con estensione alle vendite online. Il secondo punto riguarda l'intento di sensibilizzare e responsabilizzare le società che esercitano il commercio di armi e coltelli incentivando l'adozione di modelli organizzativi idonei a prevenire la vendita a minori. Ed infine il terzo punto introduce un importante elemento di prevenzione, attraverso percorsi formativi nelle scuole secondarie. I corsi saranno gratuiti, con un minimo di 10 ore annuali, e non graveranno nelle risorse degli istituti scolastici. E' importante garantire un approccio multidisciplinare al tema della violenza e dell'uso delle armi fra i giovani coinvolgendo ordini professionali, università, magistratura e forze dell'ordine". Lo ha detto Debora Serracchiani, deputata e responsabile nazionale Giustizia del Pd, intervistata a margine della conferenza stampa a Montecitorio di presentazione della proposta di legge a sua prima firma in materia di vendita di armi e coltelli a minori e misure di prevenzione, a cui hanno partecipato i senatori del Pd, Walter Verini e Filippo Sensi, che hanno presentato una proposta di legge al Senato in materia di detenzione di armi da fuoco a prima firma Verini.
"Tra un complimento e l'altro per i reciproci, presunti, successi, ieri Meloni ha promesso a Trump che l'Italia comprerà più gas liquido dagli Usa, spendendo il 50% in più che comprandolo ad esempio dall'Algeria, e che arriveremo al 2% di spesa militare. E da dove le compriamo le armi per raggiungere questa soglia? Dagli Usa, naturalmente. Aggiungiamo i 10 miliardi di investimenti di imprese italiane in Usa che così creeranno lavoro oltre oceano invece che in Italia.
E poi grandi elogi per quello che li unisce: la battaglia contro gli immigrati e quella contro il cosiddetto woke, cioè contro i diritti delle minoranze.
Per finire, quel "faremo l'occidente di nuovo grande" pronunciato da Meloni parafrasando il suo amico. Ma di quale occidente parla la premier? Di quello che licenzia migliaia di persone dall’oggi al domani, senza alcuna tutela? Di quello che decide quali media sono ammessi e quali no? Quello che attacca la magistratura che non esegue gli ordini di chi governa? Quello che taglia i fondi alle università non allineate? Quello che deporta i migranti in catene e dà la caccia ai loro figli? Quello contro le persone LGBTQIA+? Quello che non concede visti a chi ha criticato Trump? Quello contro l'autodeterminazione delle donne?
La saldatura delle due destre di Meloni e Trump consolida una politica illiberale e oscurantista. Questo assetto è molto preoccupante proprio per quell'Occidente che si fonda, invece, sulla libertà, sui diritti civili e sociali, sull'inclusione, sulla solidarietà, sulla tutela delle categorie più fragili della popolazione.
Con cosa torna a casa, la premier? Con una promessa di Trump di venire in Italia e che si troverà un accordo con l'Europa. A quali condizioni è tutta da vedere, perché se c'è una cosa che abbiamo capito di Trump in questi quasi 100 giorni di mandato è che non ci possiamo fidare. Cambia idea in continuazione e ha un atteggiamento ricattatorio nei confronti di chiunque, alleati compresi. I dazi, in fin dei conti, sono questo: un grande ricatto.
E le garanzie sul gas e sulle armi date da Meloni al presidente americano vanno a tutto svantaggio dei cittadini italiani che pagheranno di più l'energia e si vedranno sottrarre fondi per la sanità, la scuola e il welfare.La trasferta più costosa della storia". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Oggi, martedì 15 aprile 2025, alle ore 16, si terrà presso la Sala Stampa di Montecitorio, via della Missione, n. 4, la conferenza stampa di presentazione dell’evento “MEDITERRANEO DI PACE”, organizzato dall’On. Claudio Stefanazzi insieme al Museo Ebraico di Lecce per presentare le due nuove mostre allestite fino al 24 aprile presso la Sala del Cenacolo, Complesso di Vicolo Valdina, Piazza in Campo Marzio 42, Roma:
- “Puglia crocevia del Mediterraneo - Mobilità di uomini, merci e culture”, curata da Fabrizio Lelli – Direttore del Museo Ebraico di Lecce e docente di lingua e letteratura ebraica presso l’Università “La Sapienza” di Roma - e da Fabrizio Ghio - architetto, archeologo e membro del comitato scientifico del Museo Ebraico di Lecce;
- "Errare, perseverare, sopravvivere", personale dell'artista ebraica americana di origine siriana Lenore Mizrachi-Cohen, curata da Fiammetta Martegani.
Per accreditarsi si prega di scrivere a fabio.mancini@camera.it, indicando, se del caso, la presenza di dispositivi per video e foto.
I lavori saranno trasmessi in diretta sul sito webtv.camera.it.
Domani, martedì 15 aprile 2025, alle ore 16, si terrà presso la Sala Stampa di Montecitorio, via della Missione, n. 4, la conferenza stampa di presentazione dell’evento “MEDITERRANEO DI PACE”, organizzato dall’On. Claudio Stefanazzi insieme al Museo Ebraico di Lecce per presentare le due nuove mostre allestite fino al 24 aprile presso la Sala del Cenacolo, Complesso di Vicolo Valdina, Piazza in Campo Marzio 42, Roma:
- “Puglia crocevia del Mediterraneo - Mobilità di uomini, merci e culture”, curata da Fabrizio Lelli – Direttore del Museo Ebraico di Lecce e docente di lingua e letteratura ebraica presso l’Università “La Sapienza” di Roma - e da Fabrizio Ghio - architetto, archeologo e membro del comitato scientifico del Museo Ebraico di Lecce;
- "Errare, perseverare, sopravvivere", personale dell'artista ebraica americana di origine siriana Lenore Mizrachi-Cohen, curata da Fiammetta Martegani.
Per accreditarsi si prega di scrivere a fabio.mancini@camera.it, indicando, se del caso, la presenza di dispositivi per video e foto.
I lavori saranno trasmessi in diretta sul sito webtv.camera.it.
“Leggo sulle agenzie di stampa raffiche di dichiarazioni di parlamentari di Fratelli d’Italia che spiegano che la Ministra Calderone ha già chiarito tutto in Parlamento e che la procura ha già archiviato la denuncia sulla laurea. La giustizia farà il suo corso e non spetta a me esprimermi. Per quello che mi riguarda invece la Ministra Calderone non ha chiarito un bel niente nel question time di tre settimane fa. Ha solo fatto la vittima parlando di dossieraggio. Dalle inchieste giornalistiche emerge invece un percorso universitario quanto meno approssimativo - con esami sostenuti nei giorni festivi e tasse universitarie non pagate del tutto - e con una commistione singolare tra l’ordine dei consulenti e l’università Link con il marito nel Consiglio di amministrazione. La Calderone deve spiegare agli studenti universitari se lo ritiene normale, soprattutto a quel mezzo milione di ragazze e ragazzi che hanno lasciato il nostro paese in questi dieci anni perché non avevano santi in paradiso”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Venerdì 11 aprile 2025 alle ore 17 a Bologna a Palazzo d’Accursio, nella Sala Farnese del Comune di Bologna, sarà presentato il libro di Marco De Paolis, “Caccia ai nazisti”, editore Rizzoli, con prefazione di Liliana Segre.
Con i saluti istituzionali del sindaco, Matteo Lepore, interverranno l’onorevole Andrea De Maria, già Sindaco di Marzabotto, la professoressa Eloisa Betti dell’Università di Padova, Valentina Cuppi, Sindaca di Marzabotto e Valter Cardi, Presidente del Comitato Regionale Onoranze Caduti di Marzabotto. Concluderà poi, l’autore, Marco De Paolis.
Nel libro, nel cui sottotitolo è spiegato sinteticamente l’oggetto del suo contenuto (Marzabotto, Sant’Anna e le stragi naziste in Italia: la storia del procuratore che ha portato i nazisti alla sbarra), l’autore ripercorre i lunghi e intensi sedici anni di lavoro giudiziario da procuratore, in tre diverse procure militari – La Spezia, Verona e Roma – interamente dedicato al tentativo di dare una risposta alle migliaia di famiglie italiane le cui vite furono sconvolte dalla violenza nazifascista abbattutasi sull’Italia e sui nostri militari all’estero dopo l’8 settembre 1943.
Sedici anni dedicati interamente al tentativo di ricercare, giudicare e punire centinaia di criminali di guerra tedeschi ed austriaci, responsabili delle più gravi e sanguinose stragi che hanno riguardato il nostro Paese e i nostri cittadini.
Il racconto, intenso e appassionato, di un magistrato che con i suoi pochi collaboratori ha condotto centinaia di indagini in Italia e all’estero alla ricerca dei nazisti responsabili della morte di quasi centomila italiani. Indagini condotte tra il 2002 e il 2018 quando molti pensavano e affermavano che ormai era impossibile procedere perché tutti i responsabili erano morti. Ed invece, quella lunga, ostinata, difficile corsa contro il tempo produsse in dieci anni diciassette processi e 57 condanne all’ergastolo.
Dal rinvenimento nel 1994 del cosiddetto “armadio della vergogna”, contenente 695 fascicoli occultati sulle stragi nazifasciste, il Procuratore Marco De Paolis diede inizio nel 2002 alla grande stagione processuale, conclusasi nel 2013, dei processi ai criminali di guerra tedeschi. Ciò ha permesso – sebbene a oltre 50 anni di distanza – di fare giustizia, anche se tardivamente, su alcune delle principali stragi perpetrate dai nazifascisti in Italia dopo l’armistizio.