21/06/2025 - 11:19

Si stima che la fibromialgia  colpisca in Italia oltre due milioni di persone prevalentemente donne, con sintomi complessi e impatto significativo sulla qualità di vita, lavorativa e sociale; è quindi una delle malattie reumatiche maggiormente invalidanti. Nonostante il riconoscimento da parte dell’OMS sin dal 1992, la patologia non gode ancora di un riconoscimento omogeneo a livello nazionale. La proposta di legge del Pd, a prima firma Gian Antonio Girelli, è però da oltre due anni ferma il Commissione Affari Sociali di Montecitorio ed è necessaria una sua rapida calendarizzazione. Il provvedimento garantirebbe risorse adeguate, esenzioni per i malati, reparti specialistici e una ricerca clinica strutturata ed efficace". E’ quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani a margine del convegno sulla  fibromialgia in corso al Polo Universitario di Grosseto.

20/06/2025 - 09:33

Oggi incontro con Anm, Camere Penali, Consiglio nazionale forense e giuristi: conclude Elly Schlein

Roma, 20 giugno 2025 – Ore 09:30-13:00
Camera di Commercio di Roma, Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano

Il Partito Democratico promuove l’incontro “Giustizia secondo Costituzione”, un evento pubblico per riflettere sullo stato della giustizia in Italia a partire dai principi fondanti della nostra Carta costituzionale. In un contesto in cui l’azione del governo appare sempre più orientata da logiche emergenziali e securitarie, e da proposte di segno punitivo nei confronti della magistratura come la separazione delle carriere, l’iniziativa intende rimettere al centro il rispetto delle garanzie costituzionali e i diritti fondamentali della persona.
La mattinata si articolerà in due panel di approfondimento:
Ore 09.30 – PANEL 1. "L’ultima frontiera del panpenalismo emozionale. Si vive di solo reato? Carcere ed esecuzione della pena". Repressione e diritti fondamentali della persona a 50 anni dall’ordinamento penitenziario, interverranno esperti del diritto e rappresentanti istituzionali, tra cui il prof. Roberto Bartoli dell’Università di Firenze; Samuele Ciambriello (portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti delle persone private della libertà), e le componenti dem nella commissione giustizia della Camera, Michela Di Biase e Rachele Scarpa. Introduce Walter Verini, Capogruppo PD in Commissione Antimafia. Modera Gabriella Cerami (la Repubblica).
Ore 11.00 – PANEL 2. "Le riforme della giustizia: civile, penale, ordinamento giudiziario e separazione delle carriere. A che punto siamo?"
Il confronto vedrà la partecipazione di protagonisti del mondo giudiziario e forense: Rocco Maruotti (segretario generale ANM), Francesco Petrelli (presidente Unione camere Penali), Francesco Greco (presidente del Consiglio nazionale Forense), e Anna Rossomando, Vicepresidente del Senato. Introduce Marco Lacarra, componente dem in commissione Giustizia della Camera. Modera Virginia Piccolillo (Corriere della Sera).
Ore 12.00 – Contributi di Alfredo Bazoli (capogruppo Pd in commissione Giustizia del Senato) e Federico Gianassi (Capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera).
Ore 12.30 – Intervento di Debora Serracchiani, Responsabile Nazionale Giustizia del PD.
Ore 12.45 – Conclusioni di Elly Schlein, Segretaria Nazionale del Partito Democratico.
L’iniziativa sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube @DeputatiPD.
Per info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it 

 

19/06/2025 - 14:12

Domani incontro con Anm, Camere Penali, Consiglio nazionale forense e giuristi: conclude Elly Schlein

Roma, 20 giugno 2025 – Ore 09:30-13:00

Camera di Commercio di Roma, Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano

 

Il Partito Democratico promuove l’incontro “Giustizia secondo Costituzione”, un evento pubblico per riflettere sullo stato della giustizia in Italia a partire dai principi fondanti della nostra Carta costituzionale. In un contesto in cui l’azione del governo appare sempre più orientata da logiche emergenziali e securitarie, e da proposte di segno punitivo nei confronti della magistratura come la separazione delle carriere, l’iniziativa intende rimettere al centro il rispetto delle garanzie costituzionali e i diritti fondamentali della persona.

La mattinata si articolerà in due panel di approfondimento:

Ore 09.30 – PANEL 1. "L’ultima frontiera del panpenalismo emozionale. Si vive di solo reato? Carcere ed esecuzione della pena". Repressione e diritti fondamentali della persona a 50 anni dall’ordinamento penitenziario, interverranno esperti del diritto e rappresentanti istituzionali, tra cui il prof. Roberto Bartoli dell’Università di Firenze; Samuele Ciambriello (portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti delle persone private della libertà), e le componenti dem nella commissione giustizia della Camera, Michela Di Biase e Rachele Scarpa. Introduce Walter Verini, Capogruppo PD in Commissione Antimafia. Modera Gabriella Cerami (la Repubblica).

Ore 11.00 – PANEL 2. "Le riforme della giustizia: civile, penale, ordinamento giudiziario e separazione delle carriere. A che punto siamo?"

Il confronto vedrà la partecipazione di protagonisti del mondo giudiziario e forense: Rocco Maruotti (segretario generale ANM), Francesco Petrelli (presidente Unione camere Penali), Francesco Greco (presidente del Consiglio nazionale Forense), e Anna Rossomando, Vicepresidente del Senato. Introduce Marco Lacarra, componente dem in commissione Giustizia della Camera. Modera Virginia Piccolillo (Corriere della Sera).

Ore 12.00 – Contributi di Alfredo Bazoli (capogruppo Pd in commissione Giustizia del Senato) e Federico Gianassi (Capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera).

Ore 12.30 – Intervento di Debora Serracchiani, Responsabile Nazionale Giustizia del PD.

Ore 12.45 – Conclusioni di Elly Schlein, Segretaria Nazionale del Partito Democratico.

L’iniziativa sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube @DeputatiPD.

Per info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it 

 

17/06/2025 - 17:31

“La situazione del sistema universitario e della ricerca pubblica in Italia è diventata insostenibile. Siamo tra i Paesi OCSE con la più bassa spesa pubblica in ricerca, ferma allo 0,5% del PIL, lontanissimi da Germania (2,6%), Francia (2,1%) e Danimarca (4,8%). E il lieve incremento previsto nei prossimi cinque anni, pari allo 0,1%, è del tutto insufficiente”. Lo ha detto in Aula alla Camera, Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, intervenendo sulla mozione del Pd per un piano strategico nazionale volto ad attrarre e a favorire la permanenza di ricercatori europei ed extraeuropei in Italia.

“Il settore – ha proseguito l’esponente dem - continua a essere schiacciato dal precariato: su oltre 125mila addetti, ben 74mila sono precari. E i tagli voluti dall’esecutivo che riducono il fondo ordinario degli atenei, insieme al blocco del turn over rischiano di compromettere la tenuta del sistema. La mancanza di una visione strategica, l’assenza di investimenti e l’assenza  di un  piano straordinario di reclutamento, colpiscono giovani ricercatori, dottorandi e assegnisti, mentre il resto d’Europa rafforza le proprie università. Il paradosso è evidente: si parla di attrarre talenti dall’estero mentre si spinge all’emigrazione quelli italiani”.

“Il Partito Democratico - conclude Manzi - chiede un’inversione di rotta: serve un piano straordinario e strutturale per il reclutamento dei ricercatori e un investimento stabile nella ricerca di base. L’Italia ha bisogno di una politica pubblica che riconosca alla ricerca il ruolo strategico che merita. E’ sconfortante assistere ai pareri contrari del governo alle  mozioni presentate dalle opposizioni perché  questa poteva diventare una grande occasione di confronto comune su un tema così cruciale per il futuro del Paese: quello della libertà e dell’indipendenza della ricerca ”.

 

12/06/2025 - 19:00

“Serve una regolamentazione giuridica semplice ed efficace sull’intelligenza artificiale, non una normativa che, come il decreto sicurezza, limita i diritti invece di tutelarli”. Lo ha dichiarato Chiara Gribaudo (PD), vicepresidente del partito, intervenendo oggi alla Camera dei Deputati al convegno “Intelligenza artificiale e rapporti di lavoro – Attualità e prospettive”.

“L’IA può salvare vite e migliorare le condizioni di lavoro, ma può anche diventare uno strumento di controllo e di esclusione. Per questo – ha aggiunto – non possiamo permettere un’introduzione unilaterale nei luoghi di lavoro, senza il coinvolgimento delle rappresentanze e senza tutele chiare”.Gribaudo ha sottolineato la necessità di “garantire responsabilità umana, informazione trasparente e diritti”, richiamando anche l’impegno dell’UE e dell’Agenzia europea per la sicurezza sul lavoro sul tema della transizione digitale. “Solo governando questa trasformazione – ha concluso – l’intelligenza artificiale potrà essere davvero al servizio di un lavoro dignitoso e sicuro”.

Tra i relatori anche l’avvocato Stefano Margiotta, docente all’Università degli Studi Roma Tre, che ha contribuito al dibattito con un approfondimento giuridico sul disegno di legge C-2316 e l’articolo 11.

 

03/06/2025 - 17:24

“5660 cattedre in meno nella scuola, 2174 posti tagliati al personale ATA nel 2026/2027. Sono numeri reali, nero su bianco nell’ultima legge di bilancio, e oggi stanno diventando realtà nei territori: meno classi, meno docenti, meno opportunità. Il governo Meloni colpisce al cuore l’istruzione pubblica, nascondendo dietro il calo demografico una logica ragionieristica inaccettabile”. Lo ha detto in Aula alla Camera Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, nel corso delle dichiarazioni di voto finali al dl Pnrr e per l'avvio dell'anno scolastico 2025/2026, esprimendo il voto contrario del Gruppo dem.

“A peggiorare il quadro – ha evidenziato l’esponente Pd – nel decreto si stabilisce che dal 2026/2027 non si potranno costituire più classi di scuola secondaria superiore di quante ce ne siano state nel 2023/2024, a prescindere dal numero di studenti. Una norma che rischia di portare a sovraffollamento delle classi, soprattutto nelle aree più fragili del Paese. Una vera e propria macelleria sociale. Con la riforma degli istituti tecnici si riducono le ore di insegnamento generale nel biennio, si anticipano i percorsi PCTO, senza risorse aggiuntive, laboratori, formazione o investimenti per l’orientamento. Un’idea miope che non valorizza l’istruzione tecnica e perde la grande scommessa rappresentata dal Piano Nazionale di Ripresa e resilienza.”

“Infine non è possibile ignorare – ha concluso Manzi - l’emendamento sul pre-ruolo universitario inserito nel passaggio al Senato: si moltiplicano le figure precarie nella ricerca senza nuove risorse, senza tutele. È un colpo alla dignità del lavoro accademico e un tradimento degli impegni presi con l’Europa. Il Partito Democratico ha presentato proposte concrete per contrastare la povertà educativa, per garantire qualità e continuità nel lavoro di chi fa scuola e ricerca, per venire incontro anche alle richieste migliorative relative al contratto di ricerca. Non si è mai pensato da parte della maggioranza di aprire un vero confronto di merito su questo. E questo decreto va nella direzione opposta da quella che vorremmo attuare. Ecco perché votiamo contro, e continueremo ad opporci a questa visione nelle Aule parlamentari e nel Paese, per ribadire che tutto questo non è e non sarà mai a nostro nome”.

 

03/06/2025 - 13:18

“Perché la ministra Bernini non è presente in Aula mentre si discute un provvedimento nel quale è pesantemente intervenuta? Siamo davanti ad un atto di vero teppismo politico: la riforma impantanata in Parlamento, nella notte, viene trasformata in un emendamento per essere approvata al Senato e oggi alla Camera. La ministra Bernini ha rubato i diritti e le tutele per i ricercatori precari ed è scappata, smantellando una riforma che era stata fatta da tutti insieme durante il governo Draghi”. Lo dice il deputato Matteo Orfini nella dichiarazione di voto sul Dl Pnrr e avvio dell'anno scolastico 2025/26.
“È grave – sottolinea l'esponente Pd - che questo governo venga meno a quegli impegni e lo faccia con argomenti falsi, con una forma di insopportabile paternalismo: i ricercatori hanno una voce e hanno il diritto di parlare per se stessi, ma l'esecutivo non ha l'umiltà di ascoltarli e, invece, con un meccanismo perverso di flessibilità al risparmio, precarizza la loro vita”.
“Siamo di fronte ad un ricatto, c'è un sistema malato, feudale di schiavismo accademico che rende il mondo universitario ingiusto. C'è bisogno di una ricerca sana, non precaria, e il bisogno di correggere il metodo proposto dal governo: per mantenere gli impegni presi, sono necessarie le giuste risorse, quelle stesse risorse che il governo impegna su cose che non servono a nulla come i centri in Albania. Spiace che la senatrice Cattaneo abbia con la sua firma avallato un metodo che umilia il Parlamento. E spiace che la presidente della CRUI e il presidente dell'Accademia dei Lincei abbiano plaudito al ritorno alla precarietà”, conclude Orfini.

30/05/2025 - 15:31

“Questo provvedimento è privo di risorse aggiuntive e molto pericoloso per i territori. Impedisce agli istituti tecnici di aprire nuove sezioni con il rischio di tagliare materie importanti come matematica, italiano e storia e di produrre diplomati meno preparati.

Sulle università, chi oggi è precario, non avrà alcuna certezza per il futuro.
Lo scorso 12 maggio migliaia di ricercatori hanno scioperato con lo slogan «La ricerca è un lavoro», denunciando che il 42% del personale accademico è già precario. Eppure, di fronte a questa mobilitazione, il Governo risponde con un meccanismo che proroga l’incertezza fino al 2026, senza un piano di reclutamento stabile e senza investimenti strutturali.
Ogni giovane scienziato che va via dall’Italia all’estero l’Istat lo quantifica come una perdita di capitale umano che ci costa circa 14 miliardi di euro l’anno, una perdita enorme.

Ma veniamo ai docenti. 230 mila insegnanti lavorano già con contratti a termine e il Nord Italia fatica ancora a coprire le cattedre STEM.
Nulla si dice con riguardo a percorsi di formazione, retribuzioni e tutela delle supplenze brevi. Il governo promette assunzioni che non riuscirà a mantenere.

La scuola e la ricerca non sono capitoli di spesa da comprimere. Una riforma che non mette risorse è destinata a restare lettera morta; e una riforma che blocca le classi, precarizza i cervelli e costringe i docenti alla corsa a ostacoli non rende l’Italia più moderna, la rende soltanto più ingiusta”. Lo ha detto in Aula Patrizia Prestipino deputata Pd, usando toni fortemente critici nei confronti della maggioranza.

 

28/05/2025 - 13:40

Parteciperanno il mondo sindacale e delle imprese

Si terrà oggi mercoledì 28 maggio, alle ore 16 presso la Sala Stampa di Montecitorio, la conferenza stampa in tema di digitalizzazione e semplificazione del sistema-Paese, organizzata dall’On. Marco Lacarra in collaborazione con SEI Confimpresa, organizzazione sindacale fondata da un gruppo di imprenditori italiani con il compito di tutelare le imprese in ambito sindacale, economico-finanziario e tecnologico.

All’iniziativa, moderata da Sasha Mauro De Giovanni, interverranno Marco Lacarra, Marco Simiani, Ubaldo Pagano e Claudio Stefanazzi, deputati del Partito Democratico, Rino De Martino, Presidente Nazionale SEI Confimpresa, Claudio Capodieci, Segretario nazionale FAILM, Claudio Armeni, Segretario Generale Confederazione S.E.L.P., Laura Castelli, già Viceministra dell’Economia e delle Finanze, Luigi Troiani, Professore di Relazioni Internazionali e Storia e Politiche delle istituzioni europee alla Pontificia Università San Tommaso d'Aquino di Roma.

Per accrediti inviare mail a fabio.mancini@camera.it

 

27/05/2025 - 16:34

Parteciperanno il mondo sindacale e delle imprese

Si terrà domani mercoledì 28 maggio, alle ore 16 presso la Sala Stampa di Montecitorio, la conferenza stampa in tema di digitalizzazione e semplificazione del sistema-Paese, organizzata dall’On. Marco Lacarra in collaborazione con SEI Confimpresa, organizzazione sindacale fondata da un gruppo di imprenditori italiani con il compito di tutelare le imprese in ambito sindacale, economico-finanziario e tecnologico.

All’iniziativa, moderata da Sasha Mauro De Giovanni, interverranno Marco Lacarra, Marco Simiani, Ubaldo Pagano e Claudio Stefanazzi, deputati del Partito Democratico, Rino De Martino, Presidente Nazionale SEI Confimpresa, Claudio Capodieci, Segretario nazionale FAILM, Claudio Armeni, Segretario Generale Confederazione S.E.L.P., Laura Castelli, già Viceministra dell’Economia e delle Finanze, Luigi Troiani, Professore di Relazioni Internazionali e Storia e Politiche delle istituzioni europee alla Pontificia Università San Tommaso d'Aquino di Roma.

Per accrediti inviare mail a fabio.mancini@camera.it

 

21/05/2025 - 19:26

Questo Pnrr sta diventando la Caporetto del Governo Meloni; il più grande fallimento dell’esecutivo di cui si scriverà sui libri di storia. Oggi proponete la revisione di un terzo del Pnrr ad un anno dalla fine. Quindi finora solo fake news e fallimenti: i conti che non tornano come segnalano tutti, da ultimo la Corte dei Conti e l’Anac, nella vostra indifferenza. Questo Piano è diventato la tela di Penelope.
A livello europeo, il governo sta liquidando il capitale politico di storica autorevolezza e credibilità del Paese. Siete isolati, nell’angolo, scomparsi dalle grandi decisioni strategiche, protagonisti di una débâcle diplomatica continua. Sul Pnrr lo stesso. I dati sono inequivocabili purtroppo: Transizione 5.0 ferma al palo; spesa per Politiche attive del lavoro: 7%; spesa per case e ospedali comunità al 7%; inclusione sociale ferma al 13%; trasporti e infrastrutture, spesa al 13%, altro che Ponte sullo Stretto; asili nido, scuola, l’università e la ricerca bloccati al 25%. Siete in enorme ritardo nella spesa. Sugli oltre 194 miliardi di euro stanziati, solo 70 miliardi effettivamente spesi in Italia, cioè il 58% delle risorse ottenute ed il 36% di quelle complessive. Ecco spiegata la ragione della volontà di apportare l’ennesima revisione. Voi siete costretti a mettere una toppa al buco che avete creato finora. Ma una domanda sorge spontanea, ma se andava tutto bene, perché viene presentata la revisione di 1/3 e tra poco forse della metà del Pnrr? Il Parlamento della Repubblica non è un semplice passacarte, ed ha il diritto di partecipare pienamente alle revisioni del Piano. Il Pnrr non è il bancomat dei FRATELLI e delle SORELLE D’ITALIA, è un grande piano che appartiene a tutta l’ITALIA e a tutti gli italiani.
Fermatevi allora. Dateci il tempo di analizzare in dettaglio le vostre proposte e sottoporvi le nostre indicazioni. Lei è tenuto ad una leale collaborazione con le Camere. Vi diffidiamo formalmente a non procedere con la Commissione senza un confronto ulteriore di merito sulle proposte appena ricevute.
Attuate il PNRR e rimettete l’Italia dalla parte giusta della storia altrimenti vi assumerete la responsabilità storica di aver bruciato il futuro dell’Italia e quello dell’Europa". Lo dichiara Piero De Luca della presidenza del gruppo Pd alla Camera e capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera, nel corso della dichiarazione di voto sulle risoluzioni PNRR.

21/05/2025 - 18:10

“Siamo ormai a poco alla scadenza del 30 giugno 2026, termine ultimo entro il quale devono essere completati tutti gli interventi previsti dal Pnrr, e il quadro è segnato da ritardi strutturali, continui cambi di rotta, modifiche non trasparenti e una governance che appare sempre più debole e confusa. Non è questa la collaborazione istituzionale che serve al Paese. La Corte dei Conti è stata chiarissima: al 31 dicembre 2024 la spesa effettivamente sostenuta ammontava a poco meno di 64 miliardi di euro, appena il 33% del totale. In particolare, sono in forte affanno le missioni su Inclusione e Coesione, Salute e REPowerEU, con livelli di attuazione inaccettabilmente bassi. Ma i ritardi penalizzano le case della comunità, gli studentati universitari, gli asili nido, i piani urbani integrati, i trasporti ferroviari strategici e settori chiave per la transizione ecologica come la mobilità elettrica e l’uso dell’idrogeno verde. E come se tutto questo non bastasse, si ipotizza un ulteriore dirottamento di ben 14 miliardi del Pnrr e 11 miliardi dei fondi di coesione per un nuovo programma di aiuti alle imprese colpite dai dazi commerciali Usa. Non si può affrontare questa fase finale continuando a stralciare, ridurre, rimodulare. Il rischio non è solo perdere risorse: è perdere fiducia, credibilità internazionale e un’opportunità irripetibile di crescita. Non ci sono più alibi. Se il Pnrr fallisce, fallisce l’Italia. E noi abbiamo il dovere di non permetterlo”.

Così la deputata democratica, Rosanna Filippin, intervenendo in Aula sul Pnrr.

 

16/05/2025 - 19:31

“Oggi, primo giorno della nostra missione a Il Cairo da dove domani partiremo verso il valico di Rafah, per poi tentare di entrare a Gaza. Abbiamo ascoltato le drammatiche testimonianze di giornalisti palestinesi e rappresentanti delle ong internazionali e locali che operano nella Striscia: i gazawi sfollati sopravvissuti alle privazioni e alle operazioni militari israeliane in corso, sono allo stremo. I continui bombardamenti e il blocco totale degli aiuti umanitari, imposto dal governo Netanyahu a inizio marzo, rappresentano alcune delle eclatanti violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani che condanniamo con determinazione. Chiediamo alla comunità internazionale e in particolare all’Unione europea e al governo italiano di intervenire con fermezza per fermare lo sterminio”.

Lo dichiarano i parlamentari dell’Intergruppo per la pace tra Palestina e Israele che partecipano alla missione organizzata dall’Associazione delle Ong Italiane (AOI), Arci e Assopace Palestina. La delegazione è composta da 60 partecipanti, tra deputati e deputate, europarlamentari, docenti universitari, rappresentanti delle organizzazioni della cooperazione internazionale e giornalisti.

 

16/05/2025 - 14:37

“Siamo appena arrivati al Cairo, assieme ai colleghi e le colleghe del Partito Democratico, insieme a noi anche i parlamentari del Movimento Cinque Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra.

Ci sono anche professori e professoresse universitarie, associazioni, ONG, giornalisti e giornaliste.

Oggi saremo qui per parlare con l’Agenzia delle Nazioni Unite, con gli esperti della politica regionale e parleremo anche con le ONG palestinesi.

Domani partiremo di buon’ora e attraverseremo il Sinai per arrivare ad Al Arish dove trascorreremo la notte e poi da lì andremo alla volta di Rafah con l’intento di entrare a Gaza”. Lo ha detto in una video intervista la deputata del PD Laura Boldrini che con una delegazione di parlamentari ed associazioni è immissione alla volta di Gaza.

 

16/05/2025 - 13:58

“Ieri la trasmissione Piazza Pulita ha dedicato dieci minuti di servizio alla ministra Calderone e ai suoi potenziali conflitti di interesse. Come al solito la ministra ha evitato di rispondere alle domande dei giornalisti. Come già accaduto in Parlamento due mesi fa in merito al suo percorso universitario e agli esami sostenuti la domenica nell’Università privata Link. Addirittura la sua scorta ha allontanato in malo modo l’inviato de La 7 che chiedeva di poter porre delle  semplici domande a Calderone in merito al suo percorso universitario. La scorta si è poi difesa dicendo che stava rispettando semplicemente il protocollo. Non ci risulta che queste siano le regole di ingaggio delle forze dell’ordine quando un cronista prova a fare il suo mestiere. Torniamo a chiedere alla ministra Calderone di confrontarsi con la stampa e con il Parlamento”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

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