01/04/2025 - 16:40

La politica protezionistica USA, con nuovi dazi su prodotti europei, colpirà duramente le Marche. Secondo l’Università di Macerata, l’impatto stimato nel 2025 è di oltre 200 milioni di euro, tra calo delle esportazioni e contrazione dei consumi. Per una regione che si deve rialzare, dopo anni difficili, sarebbe un colpo durissimo. Le nostre imprese non possono essere penalizzate da scelte geopolitiche su cui non possono incidere. Preoccupano il silenzio del governo nazionale e l'inerzia di quello regionale che ha il dovere di far sentire la voce delle Marche. Occorre tutelare le famiglie, i lavoratori e le aziende. Serve cioè una presa di posizione netta e coraggiosa per difendere l’economia marchigiana da una tempesta annunciata.

29/03/2025 - 17:37

“Il silenzio del Governo Meloni di fronte all’allarme sociale generato dalla possibile apertura domenica di una sede di Forza Nuova a Via Lucca a Roma, nei pressi dell’Università La Sapienza e della Sinagoga di Via Padova, è inquietante e intollerabile. È inconcepibile che a distanza di 24 ore dall’appuntamento, che gli organizzatori stessi hanno definito “adunata”, nessuna voce si sia ancora ufficialmente alzata per raccogliere l’appello lanciato dalle istituzioni locali e dalle forze sociali e democratiche del territorio per fermare questa iniziativa che non solo calpesta la costituzione e la storia della Capitale medaglia d’oro per la guerra di Liberazione e la resistenza ma mette anche pericolosamente a rischio l’ordine pubblico. Come parlamentari eletti in questo territorio rinnoviamo il nostro impegno per fermare questo scempio e annunciamo che presenteremo sia alla Camera che al Senato un’interrogazione urgente per chiedere conto dell’operato del Ministro Piantedosi. Le simpatie politiche dei rappresentanti del Governo non devono e non possono influenzare chi ha la responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini e deve fare chiarezza al più presto sulle attività di questa organizzazione che ha più volte dimostrato di rappresentare un pericolo per la collettività e sulle crescenti capacità economiche di cui dispone.”

Così in una nota tutti i parlamentari democratici eletti a Roma e nel Lazio i deputati Andrea Casu Paolo Ciani Michela Di Biase Marianna Madia Claudio Mancini Roberto Morassut Matteo Orfini Patrizia Prestipino e i senatori Cecilia D’Elia e Filippo Sensi.

 

28/03/2025 - 18:20

"Raccapricciante. Non ci sono altre parole per definire il video diffuso dalla segretaria alla Sicurezza americana Kristi Noem in cui si vede lei davanti a un gabbione pieno zeppo di esseri umani mezzi nudi, ammucchiati l'uno contro l'altro, privati di ogni forma di dignità. Sembra un'immagine uscita dagli archivi e che ci riporta ai momenti più bui della storia.
Persone trattate come bestie perché immigrati e, in quanto tali, definiti "terroristi". Eravamo già rimasti scioccati dal video degli uomini rimpatriati in catene e ceppi, con tanto di musica di sottofondo.
Gli Usa, la patria dei diritti, si stanno trasformando in un paese liberticida, un regime autoritario dove nessuno è più al sicuro e dove non è più neanche garantita la libertà di pensiero e di parola. Lo dimostrano gli arresti arbitrari degli studenti che si sono espressi o hanno manifestato in favore del popolo palestinese. E lo dimostra la lunga lista di parole vietate per le agenzie federali e le università: un attacco alla libertà della ricerca scientifica degno di un regime oscurantista. Un paese in cui, notizia di oggi, viene perfino negato ai sindacati il diritto alla contrattazione collettiva. Di questo dovremmo essere tutte e tutti molto preoccupati, ma per la destra italiana va tutto bene". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

28/03/2025 - 16:15

“Mi duole smentire la ministra Bernini: in Parlamento al Calderone è venuta a rispondere a un question time delle opposizioni. Non ha fatto un’informativa. Si è limitata a fare la vittima: il suo mestiere preferito. L’informativa l’abbiamo chiesta invece a lei, in quanto ministra dell’Università, dopo che dai suoi uffici era stato scritto nero su bianco che quella laurea non era registrata presso l’anagrafe nazionale dei laureati. La smettano di fare il gioco delle tre carte e vengano a spiegare in Parlamento”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

26/03/2025 - 17:26

“Pochi minuti fa è arrivata la risposta ufficiale del Ministero dell'Università che conferma come, al momento del conseguimento della laurea triennale della Calderone, l'Università Link non era riconosciuta in Italia e quindi i titoli della ministra non risultano nell'anagrafe degli studenti del Ministero dell'istruzione: Calderone non ha dunque conseguito nessun diploma triennale valido. Per il PD, Marina Elvira Calderone non passerà alla storia per essere la prima ministra laureata la domenica, bensì per essere la ministra della precarietà. In pochi mesi è riuscita a liberalizzare i contratti a termine, ad allargare i voucher, ad eliminare il tetto del lavoro somministrato e soprattutto a negare il salario minimo legale. La ministra non risponde alle domande che le poniamo, non ci spiega come si sia laureata all'Università Link, né delle le tasse pagate, né sulla validità del titolo di studio triennale. Preferisce fare quello che le p più comodo: la vittima”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo PD in Commissione Lavoro, in replica alla ministra Calderone durante il question time alla Camera sulla sua laurea all'Università Link.

“Se Ruby è la moglie di Mubarak allora ha ragione la ministra Calderone: il suo percorso universitario è ordinario. Paragonarsi ad un normale studente lavoratore è quantomeno ardito: la ministra non portava pizze con la bicicletta per pagarsi gli studi ma era il presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro e nel board di Finmeccanica. Perché quindi non risponde nel merito a semplici domande?”, conclude Scotto.

 

26/03/2025 - 17:23

“A quanto pare c'è chi per laurearsi deve studiare giorno e notte e chi riesce a farlo anche con l'università chiusa: un vero miracolo. Parlo della ministra Calderone che non trova inopportuno iscriversi in un'università dove suo marito siede nel consiglio d'amministrazione e non spiega in Aula come abbia svolto gli esami con l'università chiusa o come poteva essere alunna e docente allo stesso tempo. La ministra non sa neanche rispondere se ha pagato le tasse universitarie o no, ma ha trovato il tempo per minacciare azioni legali”. Così il deputato dem Marco Sarracino, responsabile PD della Coesione territoriale, Sud e aree interne, intervenendo durante il question time alla ministra Calderone alla Camera.
“I salari in Italia crescono meno che in Europa e questo è uno dei principali motivi per cui i giovani laureati lasciano il nostro paese. Parliamo di ragazzi, studenti-lavoratori, che hanno fatto tanti sacrifici per potersi laureare e che non hanno avuto gli stessi privilegi della Ministra”, ha concluso Sarracino.

 

25/03/2025 - 18:01

“Domani alla Ministra Calderone chiederemo in Parlamento nel Question time la verità sul suo percorso universitario. Siamo interessati a capire se chi ha giurato sulla Costituzione è abituata a mentire o meno. Non esistono studenti lavoratori - come si è definita la Ministra - che sostengono gli esami la domenica, non pagano tutte le tasse universitarie, hanno il marito nel Cda di una università privata. Quindi spieghi cosa è accaduto alle migliaia di ragazzi e ragazze laureate che ogni anno lasciano il paese perché non hanno santi in paradiso”. Lo annuncia Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro di Montecitorio.

24/03/2025 - 13:03

“Sulla vicenda della cosiddetta ‘Laurea della domenica’ della ministra Calderone all’Università Link abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare rivolta alla presidente del Consiglio, al ministro dell’Università e della ricerca e alla stessa ministra del Lavoro. Meloni, Bernini e Calderone, non possono più far finta di niente dinnanzi a una vicenda che sa di familismo, furbizia, conflitto di interesse e sta pregiudicando il rapporto di fiducia e trasparenza che ogni rappresentante delle Istituzioni deve avere nei confronti del Parlamento e dei cittadini della Repubblica. Presidente del Consiglio e ministri interrogati devono chiarire alle Camere, se ne sono in grado, questo triste caso. Altrimenti sarebbe meglio trarne le conseguenze”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

23/03/2025 - 10:11

“Il familismo come leva di crescita professionale e gestione del potere. Una cosa non nuova, peraltro. Per questo pretendiamo che la Ministra Calderone venga in Parlamento. È il luogo dove ha preso la fiducia e ne deve avere rispetto. Non esiste uno spazio di valutazione autonoma possibile. La furbizia è un’onta per la Repubblica”. Lo scrive sui social il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo PD in Commissione Lavoro.

Riferendosi alla questione della laurea conseguita all'Università Link, Scotto continua “Marina Elvira Calderone: la laureata della domenica. Lei è a tutti gli effetti la Ministra della Precarietà. Non esiste un atto del suo ministero che sia andato nella direzione di una maggiore stabilità del lavoro, della difesa dei salari e degli stipendi, di sostegno ai più poveri. L’inchiesta del 'Il Fatto Quotidiano' ha squadernato una serie infinita di anomalie per acquisire il 'pezzo di carta' che merita una risposta molto più seria di qualche goffa e imbarazzata battuta”. “Per chi ha costruito una retorica di governo sulla centralità del merito scagliata come una clava contro i percettori di sussidi sociali è senz’altro un’incoerenza. Oltre che un conflitto di interesse abbastanza esorbitante”, conclude Scotto.

 

22/03/2025 - 16:40

"In un paese normale la ministra Calderone avrebbe già sgombrato ogni dubbio sulla sua reale formazione, molto prima di essere invitata a chiarire i suoi titoli accademici in Parlamento. Evidentemente la titolare del dicastero del Lavoro, in un governo dove siedono già da tempo numerosi indagati per reati gravi, ritiene che non essere trasparenti sulla laurea verso elettori e cittadini rappresenti una minuzia insignificante. Come darle torto? Anche perché, come emerse due anni fa sulla stampa, fu scelta da Giorgia Meloni proprio per il suo curriculum". E' quanto dichiara il deputato Dem Emiliano Fossi in una nota sulla laurea della ministra Calderone all'Università degli studi Link.

22/03/2025 - 15:18

Pretendiamo in Commissione Lavoro trasperenza e verità su laurea

“Chiediamo al Presidente Rizzetto la convocazione urgente della Commissione lavoro per audire la Ministra Calderone e il Rettore dell’Universita’ degli studi Link. Le rivelazioni del Fatto Quotidiano segnalano incongruenze e conflitti di interessi nel percorso universitario della Ministra. Finora non conosciute. Il curriculum di un esponente del governo è una cosa seria. Pretendiamo trasparenza e verità innanzitutto in Parlamento”. Così in una nota congiunta i deputati Arturo Scotto, Valentina Barzotti e Franco Mari, rispettivamente capogruppo PD, M5S e Avs in Commissione Lavoro alla Camera.

 

21/03/2025 - 09:57

“L’articolo 34 della nostra Costituzione prevede che 'i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio'. Ma per la Lega non è così. A quanto si apprende da notizie a mezzo stampa, è recente l’approvazione dal consiglio regionale del Piemonte di un ordine del giorno, presentato da Fabrizio Ricca che chiede una ridefinizione nella gestione delle borse di studio universitarie, basate sulla premialità per chi 'studia nel territorio di residenza, al fine di incentivare la formazione locale”. Così si legge nell'interrogazione a prima firma del deputato PD, Mauro Berruto, alla ministra Anna Maria Bernini al fine di garantire il diritto allo studio su tutto il territorio nazionale con i medesimi criteri di erogazione.
“Come fatto notare dal PD della giunta piemontese – continua l'esponente dem - dal vicerettore dell'Università di Torino, Giuseppe Martino Di Giuda, e da diversi professori universitari il 'localismo è la negazione del merito e delle condizioni per far emergere l’eccellenza. Lo studio, il diritto allo studio necessita di territori sconfinati'”. “In altre parole il localismo inteso come premio allo studio è un'aberrazione dello studio stesso, soprattutto in una regione dove, su un totale di circa 130 mila universitari, il 34% arriva o da altre zone d’Italia oppure dall’estero. Il cosiddetto 'diverso', straniero o anche del Sud Italia, non è un potenziale pericolo e non sottrae nulla ai 'locali' piemontesi”, conclude Berruto.
L'interrogazione è stata firmata anche dai deputati PD, Federico Fornaro e Chiara Gribaudo.

17/03/2025 - 16:58

Ricordate la “protesta delle tende”? Era il 2023 quando, in tantissime università italiane, studenti e studentesse si mobilitarono per contrastare il caro affitto e chiedere investimenti sugli studentati pubblici.

“Una protesta giusta, che appoggiamo, perché riguardava un argomento fondamentale all’interno del diritto allo studio. Anche per questo nella stesura del PNRR prevedemmo 60mila nuovi alloggi entro il giugno 2026.

“Oggi un report dell’Unione degli Universitari ci informa di come il Governo Meloni, che all’epoca non ascoltò gli studenti liquidandoli con le solite frasi di circostanza che la destra usa per delegittimare ogni protesta, abbia effettivamente finanziato solamente 11.275 posti letto. Circa 228 milioni di euro a fronte di 1,2 miliardi di risorse complessive stanziate.

“In sostanza, denuncia l’associazione studentesca, dopo il PNRR si avrà solo lo 0,5% in più di copertura reale di posti pubblici. Il report, che vi invito a leggere e vi metterò nelle storie appena disponibile online, affronta anche temi su a chi vanno, effettivamente, i soldi stanziati. Insomma, come dicono loro stessi, “è tutto sbagliato”.

“Non vederci una chiara scelta politica sarebbe miope. Questa è la destra. Oltre alla sanità favoriscono la privatizzazione dell’istruzione: nell’Italia di Meloni si cura e studia solo chi può permetterselo.”

Lo dichiara in un post sui social network Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del PD.

 

11/03/2025 - 17:49

“La digitalizzazione porta nuove sfide, ma anche opportunità che non possiamo ignorare per la sicurezza sul lavoro". Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro, è intervenuta alla presentazione della ricerca del Progetto PrePara con INAIL, Fondazione Di Vittorio, Sapienza Università di Roma, IAL e il coinvolgimento di CGIL, CISL e UIL, al Politecnico di Milano.

"Il badge elettronico di cantiere, il tesserino parlante e i dispositivi digitali di segnalazione potrebbero evitare tragedie come Brandizzo. È urgente applicare le conclusioni della Commissione d'inchiesta sulla sicurezza sul lavoro, partendo dalle grandi aziende come RFI. Eppure, le nostre proposte per rendere obbligatori questi strumenti non sono stati minimamente considerati dal Governo in Legge di Bilancio. Chi ha paura della trasparenza e della sicurezza?"

Gribaudo ha poi rilanciato la proposta di una Procura unica del Lavoro per migliorare le indagini sugli infortuni e garantire giustizia alle vittime: "Le piccole procure spesso mancano di competenze tecniche. Con la digitalizzazione, sarà sempre più essenziale saper interpretare dati e tecnologie per tutelare i lavoratori".

"Non è la tecnologia il nemico, ma l’assenza di regole e di una cultura della sicurezza", ha concluso Gribaudo.

 

11/03/2025 - 17:48

Nessuna eliminazione del numero chiuso per Medicina

“Questo disegno di legge è un bluff che sposta di sei mesi in avanti il processo di selezione per l'ingresso a Medicina: il governo chiede una delega sostanzialmente in bianco al Parlamento e,  con la clausola di invarianza finanziaria, scarica sulle università, gli studenti e la famiglie gli effetti nefasti di questo provvedimento”. Lo dice la deputata dem Irene manzi, capogruppo Pd in Commissione Cultura, intervenendo in Aula sul disegno di legge di delega al governo per la revisione delle modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia,
“Nel passaggio tra Senato e Camera – continua la parlamentare Pd - ci saremmo aspettati che la commissione avesse potuto affrontare alcuni aspetti critici del provvedimento che avevamo provato a risolvere attraverso i nostri emendamenti, ma così non è stato. Nessuno del Pd sta difendendo lo status quo dell'accesso ai corsi della facoltà di medicina nelle università ma è chiaro che questo provvedimento non affronta nel merito le modalità d'accesso universitario e, in nessun modo, abolisce il numero chiuso”.  “ Questa delega in bianco peggiora l’ esistente senza affrontare nessuno dei problemi che riguardano il servizio sanitario nazionale. Siamo di fronte ad una legge bluff che fallisce tutti gli obiettivi che a parole si pone”, conclude Manzi.

 

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