Dall’attuazione del PNRR deriva un pezzo del futuro dell’Italia e dell’Europa stessa perché è un programma che segna un punto di svolta nell'integrazione comunitaria. Ad oggi il PNRR è diventato il Piano Nazionale dei Ritardi e dei Rinvii; le modiche che avete fatto finora sono sbagliate. Avete cancellato 100 mila posti negli asili nido, avete tagliato 500 case e ospedali di comunità e avete tolto dieci miliardi di euro ai comuni, spalmandoli su altre risorse nazionali. La spesa è in ritardo drammatico: i dati pubblici dicono che su 122 miliardi erogati finora e cioè il 62% totale abbiamo speso solo il 30 per cento delle risorse. Abbiamo da spendere ancora il 70 per cento. Alcuni missioni sono in ritardo clamoroso: quella inclusione è all’11 per cento di spesa, quella sanità al 14%, quella infrastrutture al 30%. Tutto questo con opere pubbliche in ritardo con il 60 per cento delle gare avviate non completate. Vogliamo sapere cosa intenda fare il governo per rafforzare e incrementare la capacità di spesa. In queste condizioni il piano rischia di fallire. Il ritardo non è un caso ed è il frutto dell’incapacità del governo di gestirlo in modo efficace. Non parliamo del sud perché i dati ci dicono che i progetti territorialmente localizzabili sono fermi al 34%. Sentiamo parlare di ulteriori modifiche; siccome ce ne sono state altre a ottobre di cui come parlamento non siamo stati messi pienamente a conoscenza, sarebbe utile che si possano chiarire le modiche immaginate. Si parla di altri 26 000 posti tagliati agli asili, di tagli agli studentati universitari e forse anche un lotto dell’alta velocità Salerno Reggio Calabria. Si faccia un’operazione verità sul più grande piano strategico del paese perché non possiamo permetterci di fallire”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee, nel corso dell'audizione del Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, sulle relative linee programmatiche.
“L’approvazione del decreto flussi ha prodotto effetti sui visti degli studenti non europei di cui neanche il governo si è reso davvero conto al momento dell’approvazione”. Lo dichiarano Christian Di Sanzo, deputato del Partito Democratico eletto in Nord e Centro America e Simona Bonafè, capogruppo PD in Commissione Affari Costituzionali. “Il decreto impone la rilevazione dei dati biometrici per tutti i visti nazionali inclusi gli studenti extra-europei che passeranno alcuni mesi in Italia. Questo significa che adesso, a differenza del passato, gli studenti dovranno presentarsi in persona al Consolato Italiano di riferimento, mentre prima il visto era ottenibile senza appuntamento in persona; purtroppo però i nostri consolati non hanno personale a disposizione per la quantità di appuntamenti richiesti e giá i tempi di elaborazione dei visti non sono compatibili con le esigenze dell’anno scolastico. Abbiamo presentato una interrogazione ai Ministri Piantedosi e Tajani per chiedere chiarezza e una esclusione degli studenti da questa norma che metterebbe in seria difficoltà la rete consolare e porterebbe tanti studenti a rinunciare a un percorso di studi nel nostro paese”, spiegano i due parlamentari dem.
“Basti pensare al solo flusso degli studenti americani circa 40.000 l’anno diretti verso le scuole, le università e i campus delle università americane in Italia - studenti che sono una ricchezza per il nostro paese e per le nostre realtà locali, soprattutto in Toscana e Lazio dove vi sono la grande maggioranza dei campus americani. Si tratta di una nuova difficoltà creata senza alcun motivo necessario e per la quale chiediamo un intervento rapido del governo per una soluzione che salvaguardi gli studenti interessati a studiare in Italia e scoprire il nostro paese - una ricchezza importante per l’Italia che la rende nota a livello internazionale e genera un indotto consistente per le regioni interessate”, concludono i deputati democratici.
Si svolgerà oggi, venerdì 17 alle ore 11, presso la Sala del Refettorio della Camera, il convegno ‘L'umanizzazione delle cure e la partecipazione attiva’, nel quale verranno presentate le esperienze di Bologna e Modena per un ospedale a misura di paziente. Percorsi di umanizzazione del ricovero attraverso palestre dove le pazienti con endometriosi possono praticare yoga, spazi esterni attrezzati con food truck per una pausa pranzo più confortevole e volontari formati per tenere compagnia agli anziani a rischio di disorientamento.
Aprirà i lavori Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, e a seguire gli interventi di: Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia-Romagna; Chiara Gibertoni e Claudio Vagnini, direttori generali rispettivamente dell’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e di Modena; Francesca Gorla, Sviluppo organizzativo IRCCS AOU di Bologna; Maria Chiara Wirz, ricercatrice Service Design IRCCS AOU di Bologna; Emanuela Luppi, Vicepresidente Comitato Consultivo Misto AOU di Modena; Carlo Alboni, Responsabile Struttura Semplice di Chirurgia Ginecologica MiniInvasiva e Robotica AOU di Modena; Chiara Gibertoni, Direttrice Generale IRCCS AOU di Bologna; Francesca Neviani, Dirigente Medico, Geriatria AOU di Modena; Angela Bertani, Dirigente Medico, Gastroenterologia AOU di Modena; Tanja Magni, paziente AOU di Modena. Conclusioni: Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali della Camera.
Per accreditarsi è necessario scrivere a segreteria.vaccari@camera.it.
Oggi, alle ore 15.00, si terrà un seminario sulla giustizia dal titolo “La giustizia riparativa. Giustizia mite ma non debole”, presso la Sala Berlinguer del Gruppo Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati. All’'incontro parteciperà la deputata democratica Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia del Pd, Adolfo Ceretti, criminologo e docente presso il Dipartimento di Giurisprudenza Università degli Studi di Milano-Bicocca e Mitja Gialuz, professore ordinario di Diritto processuale penale all’Università di Genova.
Al centro del dibattito il tema della giustizia riparativa come alternativa al sistema penale tradizionale, che pone l'accento sul recupero e la responsabilizzazione degli autori di reato e la riparazione del danno subito dalle vittime.
L'incontro è aperto a tutte e tutti e sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube del Gruppo Pd alla Camera. Si prega di comunicare la presenza inviando una mail all’indirizzo pd.ufficiostampa@camera.it
Si svolgerà domani, venerdì 17 alle ore 11, presso la Sala del Refettorio della Camera, il convegno ‘L'umanizzazione delle cure e la partecipazione attiva’, nel quale verranno presentate le esperienze di Bologna e Modena per un ospedale a misura di paziente. Percorsi di umanizzazione del ricovero attraverso palestre dove le pazienti con endometriosi possono praticare yoga, spazi esterni attrezzati con food truck per una pausa pranzo più confortevole e volontari formati per tenere compagnia agli anziani a rischio di disorientamento.
Aprirà i lavori Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, e a seguire gli interventi di: Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia-Romagna; Chiara Gibertoni e Claudio Vagnini, direttori generali rispettivamente dell’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e di Modena; Francesca Gorla, Sviluppo organizzativo IRCCS AOU di Bologna; Maria Chiara Wirz, ricercatrice Service Design IRCCS AOU di Bologna; Emanuela Luppi, Vicepresidente Comitato Consultivo Misto AOU di Modena; Carlo Alboni, Responsabile Struttura Semplice di Chirurgia Ginecologica MiniInvasiva e Robotica AOU di Modena; Chiara Gibertoni, Direttrice Generale IRCCS AOU di Bologna; Francesca Neviani, Dirigente Medico, Geriatria AOU di Modena; Angela Bertani, Dirigente Medico, Gastroenterologia AOU di Modena; Tanja Magni, paziente AOU di Modena. Conclusioni: Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali della Camera.
Per accreditarsi è necessario scrivere a segreteria.vaccari@camera.it.
"Le loro famiglie sono state sterminate sotto i bombardamenti a Gaza, le loro case sono state distrutte, di alcuni familiari non hanno più notizie da mesi. E' il racconto drammatico che Fatima e Fatiha, due donne originarie della Striscia ci hanno fatto, oggi, durante un incontro che come delegazione del Comitato diritti umani della Camera, abbiamo avuto a Ramallah con le ONG palestinesi che, da prospettive diverse, si occupano di diritti umani a Gaza e in Cisgiordania.
Un racconto che restituisce tutto l'orrore di quanto sta accadendo da ormai 14 mesi a Gaza dove, ad oggi, si contano almeno 47mila vittime di cui la maggior parte donne e minori.
Fatiha vive in Cisgiordania da quando andava all'università e dal 2000 ad oggi è potuta tornare a Gaza solo due volte perché neanche quando la madre è morta l'esercito israeliano le ha concesso di rientrare nella Striscia per partecipare ai funerali.
Ma Gaza non è l'unico posto in cui i diritti vengono costantemente calpestati. Come ha spiegato la ministra di Stato per gli Affari Esteri palestinese, Varsen Aghabekian Shahin, senza la fine dell'occupazione dei territori della Cisgiordania non ci sarà il rispetto dei diritti umani delle persone che vivono in quelle terre alle quali non viene nemmeno garantita la possibilità di muoversi liberamente, di curarsi, di continuare gli studi, di lavorare. Perfino la resistenza pacifica dei Territori - ha sottolineato la ministra di Stato - viene tacciata di terrorismo ed è motivo di persecuzione. Anche la ministra, come il sindaco di Betlemme, ha chiesto che la comunità internazionale faccia pressione per porre fine a quello che ha definito "un regime di apartheid". Chiede, Aghabekian Shahin, che venga finalmente rispettato il diritto internazionale che è uguale per tutti i paesi e i popoli. "Le vite dei palestinesi contano come quelle degli israeliani, degli ucraini e di tutti gli altri. Riconoscere lo Stato di Palestina non sarebbe solo un gesto simbolico, ma un'applicazione del diritto all'autodeterminazione dei palestinesi. Perché l'Italia non lo fa?". Lo riferisce Laura Boldrini, in questi giorni in missione in Israele e Palestina con una delegazione del Comitato permanente della Camera sui i diritti umani nel mondo di cui è presidente.
Si svolgerà venerdì 17 alle ore 11, presso la Sala del Refettorio della Camera, il convegno ‘L'umanizzazione delle cure e la partecipazione attiva’, nel quale verranno presentate le esperienze di Bologna e Modena per un ospedale a misura di paziente. Percorsi di umanizzazione del ricovero attraverso palestre dove le pazienti con endometriosi possono praticare yoga, spazi esterni attrezzati con food truck per una pausa pranzo più confortevole e volontari formati per tenere compagnia agli anziani a rischio di disorientamento.
Aprirà i lavori Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, e a seguire gli interventi di: Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia-Romagna; Chiara Gibertoni e Claudio Vagnini, direttori generali rispettivamente dell’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e di Modena; Francesca Gorla, Sviluppo organizzativo IRCCS AOU di Bologna; Maria Chiara Wirz, ricercatrice Service Design IRCCS AOU di Bologna; Emanuela Luppi, Vicepresidente Comitato Consultivo Misto AOU di Modena; Carlo Alboni, Responsabile Struttura Semplice di Chirurgia Ginecologica MiniInvasiva e Robotica AOU di Modena; Chiara Gibertoni, Direttrice Generale IRCCS AOU di Bologna; Francesca Neviani, Dirigente Medico, Geriatria AOU di Modena; Angela Bertani, Dirigente Medico, Gastroenterologia AOU di Modena; Tanja Magni, paziente AOU di Modena. Conclusioni: Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali della Camera.
Per accreditarsi è necessario scrivere a segreteria.vaccari@camera.it.
Si svolgerà venerdì 17 alle ore 11, presso la Sala del Refettorio della Camera, il convegno ‘L'umanizzazione delle cure e la partecipazione attiva’, nel quale verranno presentate le esperienze di Bologna e Modena per un ospedale a misura di paziente. Percorsi di umanizzazione del ricovero attraverso palestre dove le pazienti con endometriosi possono praticare yoga, spazi esterni attrezzati con food truck per una pausa pranzo più confortevole e volontari formati per tenere compagnia agli anziani a rischio di disorientamento.
Aprirà i lavori Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, e a seguire gli interventi di: Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia-Romagna; Chiara Gibertoni e Claudio Vagnini, direttori generali rispettivamente dell’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e di Modena; Francesca Gorla, Sviluppo organizzativo IRCCS AOU di Bologna; Maria Chiara Wirz, ricercatrice Service Design IRCCS AOU di Bologna; Emanuela Luppi, Vicepresidente Comitato Consultivo Misto AOU di Modena; Carlo Alboni, Responsabile Struttura Semplice di Chirurgia Ginecologica MiniInvasiva e Robotica AOU di Modena; Chiara Gibertoni, Direttrice Generale IRCCS AOU di Bologna; Francesca Neviani, Dirigente Medico, Geriatria AOU di Modena; Angela Bertani, Dirigente Medico, Gastroenterologia AOU di Modena; Tanja Magni, paziente AOU di Modena. Conclusioni: Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali della Camera.
Per accreditarsi è necessario scrivere a segreteria.vaccari@camera.it.
Ministro chiarisca quali interventi intende cancellare. A rischio asili nido, infrastrutture e studentati
“Il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Tommaso Foti, per sapere quali interventi del PNRR saranno oggetto della nuova revisione, rimodulazione o stralcio a seguito delle decisioni del governo e non saranno più finanziati. Inoltre, si chiede di conoscere il quadro completo sullo stato di attuazione degli investimenti”. L’interrogazione, a prima firma del capogruppo in Commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca, è stata sottoscritta anche dalla capogruppo dem a Montecitorio, Chiara Braga, e dal capogruppo in Commissione Bilancio, Ubaldo Pagano. I democratici chiedono inoltre di sapere “quali iniziative il governo intenda promuovere per accelerare l'attuazione dei progetti e degli investimenti in ritardo, così da rispettare il termine del 30 giugno 2026 previsto per la conclusione del programma.” L’interrogazione prende spunto dai ritardi significativi evidenziati nella relazione semestrale al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR, presentata il 9 dicembre 2024 dalla Corte dei Conti che ha rilevato forti scostamenti nell’avanzamento finanziario del Piano rispetto al cronoprogramma: “Al 30 settembre 2024 – sottolinea la Corte dei Conti – la spesa effettiva raggiungeva 57,7 miliardi, ossia solo il 30% delle risorse totali e poco più dei due terzi di quelle programmate entro l’anno”. In risposta a questi scostamenti – sottolineano i democratici - il ministro Foti, in una recente intervista televisiva, ha manifestato l’intenzione del governo di affrontare i ritardi accumulati non migliorando la capacità di spesa, ma riducendo gli obiettivi finali di alcune misure ed eliminandone altre, ritenute irrealizzabili nei tempi. Una scelta profondamente sbagliata anche perché le risorse verrebbero dirottate verso misure con maggiore capacità di assorbimento di cui però il parlamento non ha ancora avuto notizia. L’atto parlamentare evidenzia infine che le modifiche proposte riguarderebbero interventi relativi a edilizia pubblica, studentati universitari, asili nido e scuole, oltre a numerosi progetti infrastrutturali. Tra questi, la realizzazione del primo lotto della nuova linea dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, che verrebbe sostituito con altre tratte e successivamente finanziato tramite fondi nazionali non vincolati temporalmente.
“Torna l'austerità per tutti, le mancette elettorali, il ponte sullo Stretto, i tagli al Mezzogiorno e alla sanità, mentre la crescita si avvia verso lo zero virgola”. Così, sui social, il Gruppo parlamentare del Partito Democratico evidenzia le principali criticità della manovra approvata ieri sera dalla Camera, che la capogruppo a Montecitorio, Chiara Braga, ha definito “ingiusta, inefficace e iniqua”. I democratici stigmatizzano i tagli indiscriminati a regioni ed enti locali (-12 miliardi di euro) e la sforbiciata lineare a tutti i ministeri, il cui conto – sottolineano – come sempre, sarà pagato dai più poveri: lavoratori dipendenti e pensionati, a cui non solo verranno aumentate le tasse, ma saranno ridotti i servizi pubblici essenziali, come sanità, welfare, scuola e trasporto pubblico locale. I democratici evidenziano anche il diritto alla sanità negato, mentre oltre 4 milioni di italiani rinunciano a curarsi. Il governo fa crollare gli investimenti nella sanità al minimo storico, bocciando l’emendamento presentato dal PD, che chiedeva 5,5 miliardi in più all'anno per il Servizio Sanitario Nazionale.
Colpite anche le pensioni minime e gli italiani all’estero. Le pensioni minime, che dovevano arrivare a 1.000 euro al mese, crescono solo di 3 euro lordi al mese. Previsti tagli anche per le pensioni degli italiani all’estero. Ignorate le infrastrutture del Mezzogiorno e le aree interne abbandonate. Le infrastrutture del Sud restano ferme, mentre il governo destina 15 miliardi per il ponte sullo Stretto, sottraendo risorse cruciali a tutto il Mezzogiorno, alle infrastrutture e alle strade locali già programmate dalle amministrazioni. Nuove tasse per i cittadini: aumenta il carico fiscale. Dal 1° gennaio, 17 milioni di italiani che possiedono un’auto diesel scopriranno che il carburante costerà di più, a causa dell’aumento delle accise, così come il canone Rai. Il governo aumenta il carico fiscale senza prevedere un reale intervento a favore delle famiglie, riducendo nel contempo le detrazioni fiscali. Tagli alla scuola, all’università e alla cultura. Il diritto all’istruzione è messo in crisi con centinaia di milioni di euro di tagli a un sistema educativo che avrebbe bisogno di risorse e misure per rafforzare l’insegnamento di sostegno, potenziare il tempo pieno e le mense scolastiche e garantire la gratuità di libri e trasporti scolastici per tutti. Colpite anche l’università e la ricerca: nessun intervento strutturale e ulteriori tagli a tutti i settori culturali.
No al salario minimo. È stata bocciata la proposta del PD di introdurre il salario minimo, ribadendo che sotto i 9 euro l’ora non è lavoro, ma sfruttamento. “Continueremo la nostra battaglia”, affermano i democratici, che hanno appena depositato oltre 120mila firme per mettere la legge d’iniziativa popolare in cima all’agenda politica.
Assenza di politiche industriali per la transizione ecologica. Mancano completamente all’appello politiche industriali adeguate, come conferma il drastico taglio al fondo per l’automotive e l’assenza di misure per supportare la transizione ecologica e affrontare l’emergenza climatica. Privatizzazione delle infrastrutture pubbliche. Restano forti dubbi e incertezze sulla privatizzazione di Anas e Ferrovie, un altro passo verso la cessione di asset strategici dello Stato. Colpito il terzo settore. Il governo estende la spending review colpendo le donazioni alle realtà del terzo settore, che quotidianamente offrono supporto alle comunità locali. Ritorno della legge "mancia". Torna la legge mancia, con 113 milioni di euro distribuiti in micro-interventi settoriali che appaiono più come “micro-mance” clientelari che come misure utili al Paese.
“Un passo avanti per il benessere psicologico delle nostre studentesse e dei nostri studenti.” Così Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, annuncia con soddisfazione l’approvazione nella legge di bilancio di un emendamento a favore dell’istituzione di un servizio di sostegno psicologico nelle scuole. La misura, che riprende la proposta di legge di cui la parlamentare è prima firmataria, è stata inserita nella manovra grazie all’impegno del Partito Democratico. L’emendamento prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro per il 2025 e di 18,5 milioni di euro a partire dal 2026, per garantire l’accesso a servizi di supporto psicologico rivolti agli studenti e alle studentesse delle scuole italiane. “Avevamo chiesto uno stanziamento più ambizioso, pari a 120 milioni di euro per il 2025 e a 200 milioni di euro a partire dal 2026, consapevoli dell’enorme bisogno presente nelle scuole – sottolinea Scarpa – sappiamo che quanto ottenuto non basterà assolutamente, ma intanto abbiamo dato avvio al percorso, e questo è un bene.”
La parlamentare ha voluto ringraziare le associazioni che, con il loro impegno costante, hanno contribuito a portare questo tema al centro del dibattito pubblico: “La necessità di un supporto psicologico nelle scuole è un tema che è stato sollevato con forza da campagne come Chiedimi come sto, promossa dalla Rete degli Studenti Medi, dall’Unione degli Universitari e dal Sindacato Pensionati Italiani CGIL. Grazie al loro lavoro e alla loro mobilitazione, sono state poste le basi per la proposta di legge che ho depositato e a cui questo emendamento approvato si ispira.” Scarpa evidenzia l’importanza di questa misura in un momento storico in cui i dati sul disagio psicologico tra i giovani sono allarmanti: “Le difficoltà legate alla pandemia, le incertezze sul futuro e il crescente stress scolastico stanno lasciando segni profondi. È compito della politica offrire strumenti efficaci per supportare i giovani e le loro famiglie. Questo fondo rappresenta una prima risposta alle loro richieste.” La deputata ha infine assicurato che il lavoro del Partito Democratico continuerà per rafforzare questo servizio e raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi: “Non ci fermeremo qui – conclude – perché crediamo fermamente che investire nel benessere psicologico dei giovani significhi investire nel futuro del nostro Paese.”
"Quello che arriva oggi in quest’Aula è un provvedimento contenente davvero disposizioni eterogenee e poco organiche tra loro, mescolando tematiche in materia di lavoro, università, istruzione, senza una visione strutturale e di sistema.
In questo decreto per esempio a proposito dei progetti di internazionalizzazione degli Its Academy si fa cassa utilizzando risorse che dovrebbero servire per altro e, in particolare, per una finalità fondamentale come quella della divulgazione della cultura della sicurezza e della salute sul lavoro. Per non parlare dell'ennesimo intervento correttivo d’urgenza per la realizzazione degli obiettivi relativi ai posti letti per gli studenti universitari entro giugno 2026. L’ennesima norma tampone che deve affrontare la grave carenza di posti letto pubblici e di alloggi a prezzi accessibili per studenti universitari. Non sono sufficienti interventi parziali o finanziamenti limitati una tantum, per risolvere la crisi abitativa servono interventi seri e strutturali che aiutino a creare un sistema universitario più equo, accessibile e inclusivo.
Questo purtroppo è l’ennesimo decreto del Governo Meloni temporaneo e senza prospettive". Lo ha detto in Aula Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura di Montecitorio, intervenendo in discussione generale sul dl Pnrr lavoro, università, ricerca e istruzione.
“Un decreto che investe davvero poche risorse in istruzione e ricerca, come del resto fa la stessa manovra di bilancio - ha aggiunto Manzi - con i tagli al personale scolastico o al Fondo di finanziamento ordinario delle università.
I prossimi giorni saranno molto importanti per avviare una discussione seria all’interno della Commissione bilancio su questi ed altri temi, ci auguriamo che la maggioranza sia disponibile a farla insieme a noi. Altrimenti non è all’opposizione che avrete fatto un torto, ma al Paese e al suo futuro”.
“È importante che ogni iniziativa legislativa del governo in tema nucleare arrivi solo dopo la conclusione dell’indagine nucleare che stiamo portando avanti in Commissione Attività Produttive. Consentire la conclusione dell’indagine permetterà al Parlamento di potersi esprimere sul tema indicando anche le vie piú opportune. Contiamo che il rispetto del ruolo del Parlamento non venga meno in una tema che ha necessariamente bisogno di una visione a lungo termine per il Paese.”
Cosí il Deputato PD dottorato di ricerca in Ingegneria Nucleare al panel del Convegno AIN insieme a parlamentari rappresentanti di tutti i partiti. “Dal governo vi è ancora una azione molto confusa con l’intento di portare avanti una agenda nucleare che assomiglia piú a un generico libro dei desideri che a un vero programma strategico. Dicono di voler puntare sui piccoli reattori che però non sono ancora pienamente commerciali. Ci preoccupa invece il silenzio del governo sulla gestione della Sogin, nonostante le notizie allarmanti riguardo la condotta dell’AD, e l’azione sul deposito unico nucleare la cui soluzione deve essere una priorità prima di riaprire una vera discussione sul tema. Se si vuole parlare del futuro del nucleare, si investa prima di tutto seriamente nella ricerca a partire dalle nostre università“
Contro i tagli alla sanità, alla scuola, ai trasporti. Oggi in piazza a Como con Cgil e Uil a manifestare contro una pessima legge di bilancio.
Vicino ai lavoratori e ai pensionati che più di altri pagano le scelte scellerate del governo. Non hanno mantenuto la promessa elettorale di rivedere la legge Fornero e hanno reso inapplicabili le altre agevolazioni come opzione donna. Non un euro in più per abbattere le liste d’attesa nella sanità pubblica e solo favori a quella privata, tagli a scuola e università e niente per la crescita e lo sviluppo. E così sempre più giovani lasciano il paese e fanno sempre meno figli. E sulle donne continua a pesare il carico del lavoro di cura e l’assenza di servizi. Intanto litigano, si fanno ripicche e vanno avanti solo a colpi di fiducia. Perché li tiene insieme l’occupazione del potere ma niente che interessi veramente i cittadini.
Ascoltino la voce di chi oggi ha scioperato, esercitando un diritto fondamentale che la destra ha messo sotto attacco. Lo facciano da subito votando gli emendamenti delle opposizioni su sanità, salario minimo, congedi paritari e conversione dell’industria a partire dal settore automotive.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Governo inesistente o dannoso su politiche Mezzogiorno
“Il rapporto Svimez 2024 racconta di un Paese che punta tutto sul Pnrr per ridare slancio a una ripresa che dopo la crisi Covid si manifesta a macchia di leopardo, con un Mezzogiorno che è appeso a un filo: dopo la buona performance 2019-23 il Sud rallenta inesorabilmente. Nel mentre il governo si propone con una Legge di bilancio anti-Sud, con norme e iniziative che sono inutili se non dannose per il Mezzogiorno. A partire dal fallimento della tanto proclamata Zes unica, dal ritardo che si registra sull’avanzamento del Pnrr, dalla crisi automotive che innerva il tessuto industriale del Mezzogiorno. Ma è soprattutto l’universo giovanile a mandare i messaggi più drammatici che rivelano i danni del governo: su tutte un drammatico degiovanimento (o invecchiamento) che pesa su Sud e Centro Italia nei prossimi 10 anni, frutto non solo dei cambiamenti demografici ma anche di scelte politiche. Svimez sottolinea la crescita dell’emigrazione giovanile e intellettuale Sud Nord, stimolata anche da interventi sulla Finanziaria 2025, e la sparizione di Decontribuzione Sud a cui si aggiungono gli effetti dei tagli sul fondo unico universitario che nelle università del Mezzogiorno bloccherà la totalità delle assunzioni e l’abbandono al loro destino di migliaia di ricercatori anche assunti con il Pnrr che dovranno spostarsi al Nord o all’estero”.