Oggi una delegazione di deputati del Partito Democratico e delle opposizioni si è recata in Albania, a visitare i centri per migranti voluti dal governo Meloni. “È un luogo straniante” dichiara la parlamentare dem Rachele Scarpa. “Abbiamo avuto modo di parlare con alcuni dei trattenuti e ci hanno raccontato una metodologia molto dubbia di screening. Al largo di Lampedusa è avvenuto un pre-screening, chiedendo soltanto se le persone erano in salute oppure no, se avevano i documenti oppure no. Chi viene portato qui è sostanzialmente una cavia del governo". “La struttura di Gjadër – continua il deputato dem Paolo Ciani - è 90 km quadrati di pali di ghiaia sotterranea per sostenere un enorme campo di detenzione che contiene Cpr, carcere, uffici”.
“Confermiamo quanto denunciamo da mesi – continuano Scarpa e Ciani -, il Cpr è solo un enorme macchina di propaganda e di sperpero di denaro pubblico per violare sistematicamente i diritti umani che non risolverà affatto la questione migratoria”.
E’ gravissimo che il governo abbia congelato e di fatto reso inutile un organismo attivo e che ha realizzato negli anni molte iniziative concrete di integrazione, composto da autorevoli studiosi e personalità del mondo accademico. Come si pensa di interloquire con più di 2 milioni di cittadini musulmani se non con il confronto e la conoscenza reciproca?
È la solita ricetta della destra islamofoba e razzista.
Il ministro Piantedosi rinnovi la fiducia al Consiglio delle relazioni con la comunità islamica italiana e lo metta nelle condizioni di poter continuare a lavorare. Favorire il dialogo rimane l’unica strada per costruire l’integrazione e un tessuto di convivenza che evita lacerazioni e derive estremiste.
Così in una nota, Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, commentando la decisione delle dimissioni in blocco del Consiglio delle relazioni con la comunità islamica italiana istituito presso il Ministero dell’Interno.
“Siamo solidali con i lavoratori e le lavoratrici di Askanews che domani sciopereranno. Non è accettabile che a pagare siano sempre i giornalisti che vedono i loro stipendi tagliati da 12 anni senza che ci siano investimenti veri. Chiediamo al Governo che intervenga per far cambiare direzione alla proprietà per tutelare il lavoro e garantire i necessari adeguamenti salariali”. Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.
“Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai giornalisti di Askanews, che hanno proclamato lo sciopero per protestare contro l'ennesimo taglio del costo del lavoro, una richiesta aziendale definita giustamente "irricevibile e pericolosa" dall'assemblea redazionale. È inaccettabile che una redazione che da quasi 12 anni non percepisce uno stipendio intero e che ha già sopportato pesanti sacrifici finanziari, venga ancora una volta chiamata a pagare il prezzo di scelte aziendali discutibili, senza alcuna garanzia di sviluppo futuro.
Riteniamo necessario che l'azienda chiarisca al più presto i suoi piani di sviluppo e fornisca trasparenza sulle recenti scelte economiche. L'informazione di qualità è un bene irrinunciabile, e il lavoro dei giornalisti deve essere tutelato e valorizzato, non penalizzato. La salvaguardia dei posti di lavoro e la dignità professionale sono elementi fondamentali per garantire la sopravvivenza dell'informazione libera e indipendente” così una nota del gruppo parlamentare del Pd della Camera dei Deputati.
"Dopo il capo politico, Haniyeh, anche il capo militare di Hamas, Sinwar, è stato ucciso in un raid dell'Idf, a Rafah. Entrambi, per altro, oggetto di una richiesta di mandato di cattura internazionale da parte della Corte penale dell'Aja.
Questo, comunque, significa che Hamas stessa è decapitata, al prezzo di 43mila palestinesi uccisi a Gaza, tra cui 17mila bambini. Per Netanyahu è sufficiente perché cessi il fuoco, finisca il massacro del popolo palestinese e venga finalmente accolta la richiesta dei familiari degli ostaggi di aprire una trattativa per farli tornare a casa? La comunità internazionale non faccia cadere questa ennesima richiesta, non lasci sole queste famiglie e il popolo palestinese. Basta guerra". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Siamo sconcertati. La destra affronta le questioni del mondo del lavoro con un approccio ideologico fuori dal tempo. Lo abbiamo visto sul salario minimo, lo stiamo vedendo sulla riduzione dell'orario di lavoro. Il PD è consapevole di ciò che si muove nella società e non è un caso che molto gruppi industriali autonomamente abbiano già siglato accordi con i sindacati per la settimana corta e per una flessibilità oraria. Solo la destra si comporta come i padroni del vapore, fingendo di non accorgersi che le relazioni industriali sono molto più avanti e hanno già trovato punti di caduta innovativi in grado di coniugare produttività e flessibilità, garantendo al tempo stesso anche la competitività. Noi vogliamo dare una cornice legislativa a tutto questo, migliorando la vita delle lavoratrici e dei lavoratori italiani, il Governo Meloni invece no”. Così in una nota il deputato democratico componente della segreteria del Pd, Marco Sarracino.
“La scelta di Fratelli d’Italia di sopprimere l'intera legge delle opposizioni sulla riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario è scandalosa. Tradisce le aspettative, non delle opposizioni, ma di migliaia e migliaia di lavoratori che chiedono la settimana corta, che chiedono tempi di lavoro più umani, che chiedono di poter lavorare in condizioni migliori”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, a margine della conferenza stampa, alla presenza di Valentina Barzotti (M5S) e Francesco Mari (AVS), per denunciare il tentativo da parte della maggioranza di affossare la proposta di legge unitaria in quota alle opposizioni, sulla riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario.
“In questo Paese – ha concluso Scotto - ci sono tante imprese che in accordo con il sindacato, stanno sperimentando la settimana corta: da Lamborghini a Luxottica a Intesa Sanpaolo. È incredibile che la politica arrivi sempre dopo. È incredibile che non ci sia una normativa a supporto di imprese e sindacati per contrattare la riduzione dell'orario di lavoro. Chiediamo alla destra di ritirare l'emendamento soppressivo. Non ci fermeranno, faremo un’opposizione durissima”.
“Chiediamo al ministro Giuli di spiegare pubblicamente come intende attuare il diktat di Giorgetti, che impone un taglio lineare del 5% a tutti i ministeri, compreso il Ministero della Cultura. Quanto vale esattamente questo taglio per il Mic e, soprattutto, quali settori colpirà?”
Lo chiede la Capogruppo democratica in commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, che stigmatizza il continuo rinvio dell’audizione del ministro in parlamento. “Sono interrogativi urgenti - aggiunge - soprattutto alla luce del continuo rinvio della sua audizione in Parlamento. Non è accettabile che il ministro eviti il confronto nelle sedi istituzionali. E sorprende poi che davanti a questa incertezza continui a fare promesse pubbliche e ad annunciare iniziative quando ancora non ha spiegato quale linea politica intenda seguire per affrontare queste riduzioni”.
"Mentre il parlamento israeliano, la Knesset, sta per approvare delle norme che dichiarano l'Unrwa, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi, come "organizzazione terroristica" e le impedisce di operare in sostegno della popolazione palestinese, la risposta del governo italiano ad una nostra interrogazione è che è "preoccupato". E ci mancherebbe altro che non fosse almeno preoccupato.
La Knesset ha in discussione provvedimenti che, tra l'altro, eliminano tutte le garanzie riconosciute alle agenzie dell'Onu e al personale e ne impediscono il lavoro in Israele, Cisgiordania e Gerusalemme est.
Approvare queste leggi rientra nel disegno di Israele di disconoscere, indebolire e, possibilmente, smantellare l'Onu. Così come lo sono gli attacchi militari, continui, alle basi Unifil in Libano, la campagna di delegittimazione a cui Unrwa stessa è stata sottoposta nell'ultimo anno e l'aver dichiarato il segretario generale Guterres "persona non grata" e definito le Nazioni Unite "palude antisemita". L'Onu, seppure con i suoi limiti e le sue difficoltà, rimane l'unico presidio di tutela del diritto internazionale e della pace tra i popoli. Colpirla quando invece andrebbe rafforzata, è una decisione scellerata.
Invece di stigmatizzare e condannare tutto questo, il governo è solo "preoccupato". Bisogna intervenire con azioni concrete anche perché sarebbe un precedente pericolosissimo con ricadute ben oltre i confini di Israele. Immaginate se in ogni guerra i parlamenti o i governi decidessero di togliere ogni prerogativa alle agenzie dell'Onu impedendo loro di intervenire sui territori in cui operano. Il ministro Tajani che nei prossimi giorni si recherà proprio in Israele dica chiaramente al suo omologo Katz che è necessario fermare queste norme e questa deriva". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“L’approvazione alla Camera della proposta di legge Simiani che istituisce un ‘Consorzio per la gestione della Laguna di Orbetello’ è un risultato significativo che premia l’impegno del Pd a sostegno dei territori e uno strumento che potrà tutelare e valorizzare una delle ricchezze paesaggistiche ed ambientali della Toscana. Mi auguro che il testo sia ora approvato con rapidità al Senato per consentire alla nuova governance di iniziare il lavoro prima possibile e garantire alla Laguna di continuare ad essere un luogo centrale per la crescita sostenibile locale”: è quanto dichiara il deputato e segretario dem della Toscana Emiliano Fossi sulla proposta di legge a prima firma del collega Pd Marco Simiani approvata oggi a Montecitorio.
“Il 13 ottobre del 2021, all'unanimità, veniva approvata una legge sulle discriminazioni sui luoghi di lavoro per le donne, che rivedeva il codice delle pari opportunità. Una legge su cui erano stanziati 52 milioni. A distanza di anni abbiamo chiesto al governo di informarci sull'applicazione della norma e abbiamo ricevuto come risposta 'vi faremo sapere'! Oggi non si nulla sulla situazione del gender gap e non esiste neanche un momento di condivisione in Aula”. Così la deputata dem Chiara Gribaudo, intervenendo a Montecitorio sulle mozioni per la parità di genere.
“Le donne – continua la parlamentare - rappresentano circa il 7% del Pil e in un Paese che non riesce a crescere dello 0 virgola, possiamo davvero permetterci di sprecare un tale potenziale? Nonostante i vostri toni trionfalisti, il divario occupazionale tra uomini e donne rimane di 18 punti percentuali e la situazione diventa ancora più drammatica quando parliamo di maternità che diventa un ostacolo vero e proprio alla carriera e anche all'indipendenza economica delle donne”.
“E’ una manovra di galleggiamento, è una manovra che non porta risposte, né alle persone, né alle famiglie, né ai grandi problemi che l'Italia ha oggi. Pensiamo alla sanità, saremmo alle comiche se non ci fossero di mezzo le vite delle persone. Il ministro Schillaci è andato a letto pensando di avere 3,4 miliardi per poi scoprire che invece quest'anno alla Sanità arriveranno solo 880 milioni. Pochissime risorse per un Paese dove la Sanità pubblica è davvero a rischio, con liste d’attesa lunghissime. Per non parlare dei Comuni. Abbiamo avuto un ministro che aveva promesso non ci sarebbero stati altri tagli, invece i Comuni, che devono garantire i servizi alle persone, si troveranno 1,6 miliardi di tagli nei prossimi tre anni”. Lo ha detto la deputata dem Silvia Roggiani, componente della commissione Bilancio, intervistata dal sito web dei Deputati Pd.
“Mancano - ha concluso Roggiani -alcuni temi fondamentali per la vita delle persone: non c'è niente sulle politiche per la casa, un problema che riguarda tantissime famiglie. Niente sul trasporto pubblico locale. Non c'è niente che davvero aiuti le persone contro il carovita, ad esempio, non c'è niente sul caro bollette”.
“Con l’approvazione alla Camera della proposta di legge sul Consorzio della Laguna di Orbetello, che ho presentato alla Camera dei deputati due anni fa, si conclude finalmente l’iter di un provvedimento che consentirà una tutela adeguata ed un continuo monitoraggio di un ecosistema fragile ma al tempo stesso prezioso per il nostro territorio”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio sul via libera, da parte della Commissione in sede Legislativa, della Pdl “Istituzione dell’Autorità per le lagune e le zone umide e disposizioni per la salvaguardia della laguna di Orbetello”. Il testo passerà ora al Senato per l’approvazione definitiva in legge.
“Questo risultato è frutto di un articolato lavoro della Commissione Ambiente e di tutti i colleghi. Ringrazio in particolare la vice Ministra Gava, il Presidente Mauro Rotelli ed il relatore del provvedimento Fabrizio Rossi, che ha condiviso con me tutto il percorso legislativo, oltre agli altri proponenti della legge (Francesco Battistoni e Ilaria Fontana) ed i capigruppo che hanno permesso con la loro firma di utilizzare la forma legislativa per la ratifica della legge. Grazie al Consorzio sarà possibile programmare una gestione efficiente della Laguna, prevenire e contrastare con maggiore efficacia le criticità emerse in questi anni a causa dei mutamenti climatici ed utilizzare le risorse naturali compatibilmente con lo sviluppo sostenibile locale”: conclude Marco Simiani.
"Le parole del ministro Giorgetti sono l'ennesima dimostrazione di quello che noi sosteniamo da tempo: questo governo ha il chiaro obiettivo di smantellare il servizio sanitario nazionale. Con gli investimenti previsti per il 2025 non solo non ci sarà nessun rilancio, ma continuerà l'emergenza per le cittadine e i cittadini che si vedranno negato il diritto costituzionale alla salute. Ormai 4,5 milioni di persone non si curano più, di cui 2,5 milioni per ragioni economiche. A dispetto degli annunci roboanti, a dispetto dei tweet della presidente del Consiglio nei fatti non ci sono stanziate risorse reali aggiuntive, se non a partire dal 2026. Il “record storico” di cui parla la presidente Meloni è che nel 2025-2026 la spesa sanitaria scenderà al 6,05% del PIl. Il minimo storico degli ultimi 15 anni. Questi sono i numeri i vostri sono i soliti vergognosi giochetti fatti di slogan e inganni. Presidente Meloni c'è una cosa che fa più schifo di fare malapolitica: mentire". Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
Grazie ai nostri militari presenti nelle missioni di pace
"Ringrazio il ministro per le parole di buon senso. Fa bene a dire che i caschi blu non prendono ordini né da Israele e né da nessun'altro ma solo dall'Onu. Perché noi siamo lì solo per garantire la pace. E l'Onu è organismo di pace, deve garantire la pace nel mondo. Noi ribadiamo con forza che gli attacchi all'Unifil, missione di pace dell’Onu, da parte di Israele sono inaccettabili e li condanniamo senza se e senza ma. E ringraziamo i nostri militari impegnati ogni giorno per portare avanti le missioni di pace con impegno e devozione.
Pero’ dobbiamo anche dire che la missione Unifil ha funzionato in periodo di pace, nel
2007, quando aveva l’obiettivo di stabilizzare la regione del Libano; oggi dobbiamo prendere atto che c’è una difficoltà, è chiaro che ora va ripensata poiché le forze armate libanesi non sono riuscite a dare una mano all’Onu a contribuire ad una stabilità duratura fino ad abbattere gli Hezbollah.
Allo stesso tempo dobbiamo ricordare al ministro che le sue parole qui in Aula si devono ascoltare sempre, in qualsiasi consesso, poiché spesso queste parole vengono eliminate, cambiate, sostituite, tergiversate. Alle parole in Parlamento devono corrispondere le stesse parole anche in consiglio dei ministri e soprattutto in Assemblea delle Nazioni Unite, dove spesso il governo si è astenuto sulle risoluzioni internazionali. Per noi quello è grave, sono necessarie azioni diplomatiche più forti.
Ecco questo non lo possiamo accettare. Non possiamo accettare che nelle assemblee internazionali, alle Nazioni Unite, il Governo italiano si astenga, perché si va a compromettere quel multilateralismo internazionale necessario per affrontare i teatri di guerra". Lo ha detto in Aula Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, intervenendo durante l'informativa del Ministro della Difesa Crosetto sugli attacchi alle sedi Unifil in Libano da parte di Israele.