07/05/2026 - 18:04

“I servizi informatici della giustizia ancora fuori uso rappresentano l’ennesimo grave disservizio per cittadini, utenti e operatori del settore. Questi sono i problemi reali che il governo dovrebbe affrontare, utilizzando al meglio le risorse straordinarie messe a disposizione dal PNRR per modernizzare e rendere efficiente il sistema giudiziario”. Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico. “E invece assistiamo ancora una volta all’immobilismo di un governo che ama definirsi longevo ma che si sta rivelando incapace di dare risposte concrete sui temi che stanno davvero a cuore ai cittadini, come il diritto a una giustizia veloce, efficiente e giusta. È inaccettabile che nel 2026 tribunali, procure, avvocati e personale amministrativo debbano tornare alla gestione manuale dei fascicoli a causa di sistemi informatici fragili e inadeguati. Servono investimenti, competenze e una strategia seria sulla digitalizzazione, non propaganda e continue distrazioni politiche”, conclude Serracchiani.

 

07/05/2026 - 17:57

"Grazie alla Rete No Bavaglio che tiene alta l'attenzione sullo sterminio delle giornaliste e dei giornalisti a Gaza e in Libano. Benjamin Netanyahu vuole che quello che accade nella Striscia e i crimini che il suo esercito commette anche in Libano non vengano raccontati. Per questo chi lavora nei media è un bersaglio. E per questo, per la prima volta, ai giornalisti internazionali è vietato di entrare a Gaza, è vietato fare il loro lavoro, è vietato raccontare la verità. Davanti a tutto questo tutti i governi europei dovrebbero indignarsi e reagire e invece, tranne qualche eccezione, non lo fanno, così come rimangono in silenzio davanti al genocidio. Con altre colleghe e colleghi dell'opposizione e insieme a giornaliste e giornalisti, alle associazioni, ai giuristi siamo stati per ben due volte al valico di Rafah per denunciare come la Striscia sia, di fatto, sigillata e impenetrabile, mentre il mondo si gira dall’altra parte. E anche in Italia, chi fa informazione raccontando il genocidio senza minimizzare, dando voce alle vittime e non nascondendo la realtà, subisce intimidazioni, esposti all'Ordine dei giornalisti, querele temerarie.
Sosteniamo queste professioniste e questi professionisti, come sosteniamo la Flotilla perché sono loro che riscattano il nostro senso di umanità, il sistema di valori in cui abbiamo sempre creduto e che ora rischia di essere stravolto.
E chiederemo, ancora una volta, al governo Meloni di votare a favore della sospensione dell'accordo di associazione Ue-Israele che si basa sul rispetto di quei diritti umani che, invece, Netanyahu ha ridotto a carta straccia". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, al presidio organizzato dalla Rete No Bavaglio che si è tenuto oggi davanti a Montecitorio.

07/05/2026 - 17:11

“Da due giorni la rete giudiziaria è paralizzata in tutta Italia e milioni di cittadini, avvocati, magistrati e operatori della giustizia stanno pagando il prezzo dell’ennesimo fallimento del governo sulla digitalizzazione. Mentre la tecnologia corre, il nostro Paese dimostra ancora una volta di non essere in grado di utilizzarla in modo efficiente e affidabile”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Giustizia della Camera. “Il ministro Nordio, invece di distrarsi con assurde denunce contro la stampa e polemiche propagandistiche, dovrebbe finalmente occuparsi dei problemi reali della giustizia italiana. È inaccettabile che nel 2026 il sistema telematico della giustizia possa bloccarsi per giorni impedendo depositi di atti, consultazione dei fascicoli e iscrizioni di notizie di reato. Nordio si sta dimostrando incapace e inadeguato a guidare un ministero cruciale per il Paese. Il suo mandato è ormai arrivato al capolinea nel fallimento: l’unica riforma che ha portato avanti è stata bocciata e politicamente deflagrata davanti al Paese. Nel frattempo tribunali e procure restano senza strumenti adeguati e i cittadini continuano a subire disservizi intollerabili. La digitalizzazione della giustizia dovrebbe rendere il sistema più efficiente e moderno. Con questo governo, invece, si è trasformata nell’ennesimo simbolo di improvvisazione e paralisi”, conclude Gianassi.

07/05/2026 - 16:02

“Quello che è accaduto questa mattina davanti alla Stamperia Mix di Prato è inaccettabile. Esprimiamo piena solidarietà al sindacalista dei Sudd Cobas barbaramente aggredito davanti ai cancelli dell'azienda. Arturo stava facendo il suo lavoro di sindacalista insieme ai lavoratori in sciopero. Mentre discuteva del mancato pagamento degli stipendi arretrati, come si vede dalle immagini, è stato colpito con pugni e calci. È un episodio grave, che condanniamo con fermezza. La violenza non può mai essere una risposta, tantomeno nei confronti di chi rappresenta i lavoratori e ne tutela i diritti. Quel gesto non colpisce solo una persona, colpisce la libertà sindacale e il diritto di manifestare la propria opinione”.

Lo dichiarano Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente PD Prato, e Marco Furfaro, deputato e membro della segretaria nazionale PD.

 

07/05/2026 - 15:56

“Siamo di fronte a un evento regolatorio unico che riguarda 8.000 chilometri di coste e il 32% del turismo nazionale, eppure il Governo ha deciso di affrontare la questione con una disattenzione e un’approssimazione sconcertanti. Dopo anni di promesse elettorali vuote e proclami solenni sull’uscita dalla Bolkestein, puntualmente smentiti dai fatti, l’esecutivo Meloni sta facendo precipitare il turismo balneare nel più grave caos normativo e amministrativo della storia recente. Tra le giravolte di Salvini e l’inerzia del ‘commissario anfibio’ Fitto, che appare e scompare tra Roma e Bruxelles senza produrre risultati, Comuni e imprenditori sono oggi lasciati senza di fatto un bando-tipo chiaro e in un clima di incertezza che genererà in molte parti del paese ricorsi e metterà a rischio lo sviluppo di un mercato da 30 miliardi di euro e la riqualificazione delle coste e delle spiagge.”

 

“Tutti questi anni e alla fine questo decreto sanciscono la totale mancanza di attenzione al turismo balneare, l’assenza di pianificazione sulla risorsa economica e naturale delle coste italiane. In questi anni il Governo ha ignorato le sfide cruciali dell’erosione costiera, degli scarichi a mare, della sostenibilità, e sulle concessioni invece di definire ambiti chiari per le gare coinvolgendo i comuni e loro pianificazioni sulla spiaggia ha creato nuovi garbugli normativi. È indispensabile intervenire subito, almeno su aspetti pratici come gli indennizzi, per evitare il degrado delle strutture: la fine del periodo dei 5 anni entro i quali investimenti non ammortizzati possono essere coperti da indennizzo (quello previsto dalla norma) va esplicitato in modo chiaro e deve coincidere con la data dell’effettivo inizio delle nuove concessioni. Senza questo chiarimento sulla data di fine del quinquennio per gli investimenti non ammortizzati previsti dalla norma, chi investirà di qui alla nuova concessione in un chiosco o in un bar o in una struttura legittima che magari è danneggiata dal maltempo? Si rischia di arrivare all’avvio delle nuove concessioni con ulteriore degrado. Chiediamo al Governo di azzeccarne almeno una per il bene del Paese, abbandonando gli slogan ideologici e senza senso della ex Ministra Santanchè e fornendo finalmente agli enti locali un quadro normativo certo per istruire i bandi e riqualificare le nostre spiagge”. Lo dichiara Andrea Gnassi, deputato del Partito Democratico.

 

07/05/2026 - 15:55

“Giuli non può far finta di essere un passante o un semplice osservatore. Il ministro aveva tutti gli strumenti per aprire un confronto serio e costruttivo con la Biennale ed evitare al nostro Paese una figuraccia internazionale che ci allontana dall’Unione europea. Aver consentito alla Russia di utilizzare quel palcoscenico per la propria propaganda non è responsabilità soltanto di Buttafuoco, come il ministro vorrebbe far credere, ma anche e soprattutto dell’incapacità del governo di gestire una situazione delicata e politicamente evidente”.
“È inutile continuare a scaricare le responsabilità. Chi governa non può chiamarsi fuori o sostenere di non avere alcun ruolo nelle scelte compiute. Ricordiamo a Giuli che Pietrangelo Buttafuoco è stato nominato presidente della Fondazione Biennale dal governo. È quindi il governo che deve assumersi fino in fondo la responsabilità di quanto accaduto e del danno arrecato all’immagine internazionale dell’Italia”.
Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Affari europei della Camera.

07/05/2026 - 15:50

“Continuano i sotterfugi da parte del governo per evitare il bando di gara per il Ponte sullo Stretto. Ormai sono stati superati dieci decreti e l'esecutivo continua ad aggirare le prescrizioni della Corte dei Conti e della Autorità Nazionale Anticorruzione sulla necessità di una nuova gara pubblica”. Lo dichiara il deputato e Capogruppo PD in Commissione Trasporti Anthony Barbagallo poco dopo il voto finale a Montecitorio del Dl Commissari.
“Anche con questa ennesima scorciatoia il ministro Salvini e la premier Meloni andranno a sbattere contro un muro perché la previsione del codice degli appalti è categorica e non si può derogare. Il Partito Democratico ribadisce che se il governo vuole continuare con la fantomatica costruzione del Ponte, deve innanzi tutto rispettare le regole e indire una nuova gara”, conclude il parlamentare dem.

07/05/2026 - 15:43

“La destra lo ha ribadito: nessuna compensazione per Piombino ma soltanto la proroga a tempo indefinito della presenza del rigassificatore. La politica dei falsi annunci del governo travolge anche il senatore leghista Manfredi Potenti, sconfessato non solo da Giorgia Meloni ma persino dal suo capo politico Matteo Salvini: dopo aver promesso nei giorni scorsi ristori e investimenti oggi la maggioranza in Parlamento lo ha smentito senza appello. Altro che ‘pacchetto di indennizzi’, al territorio restano solo slogan, conferenze stampa e promesse senza copertura”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati Pd Emiliano Fossi e Marco Simiani sul loro ordine del giorno al Decreto Infrastrutture bocciato dall’Aula di Montecitorio.
“Piombino, Follonica, Scarlino, Castiglione della Pescaia e l’intera Val di Cornia meritano rispetto, non prese in giro", avvertono i dem. "Il territorio ha accettato sacrifici enormi in nome dell’interesse nazionale, chiedendo in cambio bonifiche, infrastrutture, sviluppo, riduzione dei costi energetici e reindustrializzazione. Quello che gli spetterebbe da anni".
"Il governo invece proroga il rigassificatore e contemporaneamente cancella gli impegni assunti: è un sopruso inaccettabile che continueremo a denunciare e combattere. Si tratta dell’ennesima beffa per una città che viene da anni di promesse non mantenute negli anni più bui della crisi dell’industria siderurgica”, concludono Fossi e Simiani.

07/05/2026 - 15:43

"Il ministro Urso usa la crisi nel Golfo Persico per fare propaganda nucleare a un convegno, il ministro Pichetto Fratin continua a ostentare sicurezza sul piano di ritorno al nucleare, a Palazzo Chigi fanno pure un vertice concludendo che è l'unica risposta al caro energia. E poi la maggioranza va sotto in Parlamento sulla nomina di chi dovrebbe garantire la sicurezza nucleare del Paese. Tre voti in meno di quelli necessari. È la fotografia esatta di questo governo: annunci infiniti, zero capacità di governo". Lo dichiara Vinicio Peluffo, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Attività produttive.

"Parliamo – aggiunge l’esponente dem - di sicurezza nucleare, approvvigionamenti energetici e transizione ecologica: temi decisivi, soprattutto in una fase segnata dall'instabilità internazionale che gli stessi Urso e Fratin invocano a ogni occasione per giustificare le proprie scelte. Eppure non riescono a trovare i voti nemmeno su una nomina indicata dal governo stesso. È l'ennesima certificazione di una maggioranza divisa, spaccata, incapace di sostenere le proprie scelte strategiche”.

“La bocciatura della nomina Graditi alla Consulta ISIN – conclude Peluffo - è una sconfitta parlamentare grave, che conferma il caos interno alla destra su un tema che non ammette improvvisazione. La risposta alla crisi energetica non sono i proclami nucleari di componenti di governo divisi su tutto: sono le rinnovabili, l'efficienza energetica, la diversificazione degli approvvigionamenti. Tutto quello che questo governo non sta facendo".

 

07/05/2026 - 15:08

“Per coprire i propri fallimenti, adesso il governo se la prende con la libera stampa. Dopo la denuncia a Bianca Berlinguer, ora un altro ministro, Matteo Piantedosi, denuncia Dagospia. Siamo davanti a una situazione estremamente grave, con esponenti dell’esecutivo che continuano a dichiarare guerra all’informazione che non fa altro che svolgere il proprio lavoro”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Pd in Commissione di Vigilanza Rai.
“Non è un caso che soltanto pochi mesi fa il governo abbia deciso di non recepire pienamente la direttiva europea anti-SLAPP, nata proprio per impedire le ingerenze della politica nelle scelte della stampa e per contrastare le pressioni esercitate attraverso le denunce temerarie. A Dagospia va la nostra piena solidarietà”, aggiunge. È estremamente grave - conclude - che da quando il governo Meloni è in carica l’Italia abbia già perso 15 posizioni nella classifica internazionale sulla libertà di stampa: un dato che non può essere considerato casuale”.

 

07/05/2026 - 15:07

“Il Governo Meloni boccia un nuovo ordine del giorno sulla progettazione dell’Alta Velocità e Alta Capacità ferroviaria lungo la dorsale tirrenica, sconfessando clamorosamente quanto il Parlamento aveva già approvato solo pochi mesi fa. È un fatto politico grave e inaccettabile: il 20 dicembre 2024 l’Aula di Montecitorio aveva infatti accolto, con il via libera dello stesso esecutivo, un impegno preciso per finanziare e realizzare gli interventi necessari sulla Tirrenica ferroviaria. Oggi invece la maggioranza fa marcia indietro sugli impegni assunti davanti al paese. Va ricordato che l’opera era stata introdotta tra gli interventi prioritari nel Def (Documento di economia e finanza) sia nel 2021 che nel 2022 dal governo 'Giallorosso' per poi essere cancellata dalla destra nel 2023”: dichiarano in una nota congiunta i deputati Dem Marco Simiani, Paola De Micheli, Andrea Casu, Valentina Ghio e Alberto Pandolfo sul loro atto al Decreto Infrastrutture respinto dall’Aula di Montecitorio.
“Parliamo di un’infrastruttura strategica per la mobilità, per il sistema dei porti, per la competitività delle imprese e per la coesione territoriale di tutto il versante tirrenico. Dopo mesi di propaganda sulle grandi opere, il governo dimostra ancora una volta di non avere alcuna visione concreta per il futuro del Paese e penalizza territori che attendono risposte da decenni. La verità è semplice: anche sulla Tirrenica ferroviaria la destra ha illuso cittadini, imprese e amministrazioni locali. Continueremo a incalzare l’esecutivo affinché rispetti gli impegni già votati dal Parlamento”: conclude la nota.

07/05/2026 - 15:05

“La proposta di Fratelli d’Italia non raccoglie alcuna delle nostre sollecitazioni, quindi è del tutto evidente che non può essere la sintesi di nulla. Se ci viene chiesto di accogliere quella è inutile anche solo iniziare il confronto, confronto che peraltro, essendo quella in corso una sessione da regolamento in quota alle opposizioni, non può che partire dalle nostre proposte.
Dare risposte alla crisi del cinema è e resta la nostra priorità. Ieri insieme alle altre forze di opposizione abbiamo posto 5 punti irrinunciabili. Attendiamo risposte concrete su quelli”. Così il deputato democratico, componente della Commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini che sottolinea
“attendiamo adesso dal presidente Mollicone una rapida convocazione della commissione cultura per iniziare a discuterne nel merito”.

07/05/2026 - 14:39

"È una situazione grottesca: il ministro Urso usa la crisi nel Golfo Persico e il blocco dello Stretto di Hormuz per fare propaganda sul nucleare a un convegno, mentre il suo stesso governo viene bocciato in Parlamento proprio sulla nomina di chi dovrebbe garantire la sicurezza nucleare del Paese. Non è energia, è teatrino". Lo dichiara Alberto Pandolfo, capogruppo PD in commissione Attività produttive alla Camera, commentando le dichiarazioni del ministro delle Imprese Adolfo Urso sul nucleare.

"Urso - aggiunge l’esponente dem - dice che la crisi nel Golfo dimostra l'urgenza del nucleare per l'indipendenza energetica dell'Italia. Ma la crisi energetica che viviamo oggi è reale e immediata: prezzi alle stelle per famiglie e imprese, bollette insostenibili, industria in difficoltà. E la risposta del governo qual è? Convegni, annunci e un piano nucleare che nel migliore dei casi produrrà risultati tra vent'anni, ammesso che qualcuno riesca a gestirlo, visto che la maggioranza non trova nemmeno i voti per nominare chi dovrebbe vigilare sulla sicurezza degli impianti".

"È - conclude Pandolfo - un cortocircuito politico che certifica il caos interno alla destra: parlano di nucleare come priorità strategica e poi vanno sotto in commissione su una nomina indicata direttamente dall'esecutivo, 28 voti invece dei 31 necessari. Un esecutivo allo sbando, diviso, senza una linea credibile su un tema che per il Paese è decisivo. La strada giusta non è quella ideologica del nucleare a tutti i costi, ma investire davvero sulle energie rinnovabili, sull'efficienza energetica e sulla diversificazione degli approvvigionamenti. Queste sono le risposte concrete all'instabilità geopolitica, non i proclami di chi usa ogni crisi internazionale per giustificare scelte già decise a tavolino e già dimostratesi fallimentari alla prova dei fatti".

 

07/05/2026 - 14:28

“Tra Giuli e Salvini ormai volano gli stracci, a colpi di accuse reciproche sull’assenteismo. Da una parte c’è un ministro della Cultura che interpreta il proprio incarico come una continua gestione di antipatie personali, battibecchi e sgambetti politici poco compatibili con il ruolo di chi rappresenta la Repubblica italiana. Dall’altra un vicepremier sistematicamente assente dai dossier fondamentali del Paese, a partire dai trasporti che dovrebbe governare e che invece ha abbandonato”. Lo dichiara il deputato democratico Andrea Casu, vicepresidente della commissione trasporti della Camera.
“Il paradosso è che due assenti cronici cercano ora di scaricarsi addosso le rispettive responsabilità. Uno si rifugia nelle schermaglie personali, l’altro nella propaganda permanente. Il risultato è un governo sempre più litigioso, impegnato in faide interne mentre il Paese aspetta risposte concrete. Più che un confronto politico serio, sembra una gara a chi riesce a sottrarsi meglio ai propri compiti istituzionali” conclude Casu sottolineando come “il governo è in ritardo su tutto ma arriva in tempo solo per le polemiche”.

07/05/2026 - 14:26

“È una situazione surreale: mentre il ministro Fratin continua a ostentare sicurezza sul piano del governo per il ritorno al nucleare, la maggioranza viene battuta alla Camera proprio sulla nomina di chi dovrebbe garantire la sicurezza nucleare del Paese. Un cortocircuito politico e istituzionale che certifica il caos interno alla destra e l’incapacità del governo di sostenere persino le proprie scelte su un tema strategico come l’energia”.

Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in commissione Ambiente della Camera, commentando la bocciatura nelle commissioni Attività produttive e Ambiente della proposta di nomina dell’ingegner Giorgio Graditi alla Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), fermatasi a 28 voti contro i 31 necessari.

“Parliamo - aggiunge l’esponente dem - di sicurezza nucleare, di approvvigionamenti energetici e di transizione ecologica: temi decisivi per il futuro del Paese. Eppure la maggioranza va sotto anche su una nomina indicata direttamente dal governo. È la prova evidente di un esecutivo ormai allo sbando, diviso e senza una linea credibile”.

“Il tentativo di rilanciare il nucleare è già fallito alla prova dei fatti. È una scelta sbagliata e ideologica che, così come la intende il governo, farebbe fare un passo indietro all’Italia invece di investire davvero sulle rinnovabili, sull’efficienza energetica e sulla sicurezza del sistema energetico nazionale”, conclude Simiani.

 

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