20/03/2026 - 16:45

“Il Governo introduce un nuovo ‘gratta e vinci’ da 30 euro proprio mentre il caro carburanti mette in difficoltà famiglie e imprese. È necessario interrogarsi su quale modello di sviluppo la destra stia promuovendo. Uno basato sulla resilienza e sul supporto reale ai cittadini oppure uno che alimenta aspettative aleatorie in momenti di difficoltà diffusa. In un contesto in cui il potere d’acquisto cala e l’indebitamento cresce, la scelta di incentivare ulteriormente il gioco d’azzardo solleva interrogativi seri sulle priorità politiche ed economiche della destra nel nostro Paese. Offrire l’illusione di una vincita facile rischia di aggravare situazioni già fragili, anziché fornire strumenti concreti di sostegno. Una sola parola: vergognatevi!”.

Così Stefano Vaccari, deputato dem e segretario di Presidenza della Camera.

 

20/03/2026 - 16:26

"I dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle Imprese certificano che il decreto sulle accise varato dal governo non solo è parziale e tardivo ma persino controproducente sul caro carburanti. Le cifre ad oggi sono chiare: solo il 60 per cento dei distributori ha ridotto i prezzi, mentre il 40 per cento non ha applicato alcun beneficio e oltre l’11 per cento li ha addirittura aumentati. Altro che misura efficace: siamo di fronte a un intervento che non funziona e che scarica sui cittadini ed imprese il peso dell’inefficienza": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.

"È il segno evidente di un fallimento politico. Senza controlli preventivi e senza meccanismi obbligatori, il taglio delle accise resta sulla carta e alimenta comportamenti speculativi. Il governo smetta con la propaganda e intervenga seriamente: servono misure vere, non provvedimenti che si trasformano in un boomerang per famiglie e imprese": conclude.

 

20/03/2026 - 16:20

Martedi 24 marzo ore 14.30 l’on. Eleonora Evi presenterà la Proposta di Legge "Delega al Governo per l'istituzione di codici ATECO specifici, linee guida nazionali sulle pensioni feline e istituzione di un Ente Nazionale di Certificazione nel settore felino". Si tratta della prima proposta di legge per una disciplina organica nazionale dedicata ai servizi professionali rivolti ai gatti domestici.

L'Italia conta oggi oltre undici milioni di famiglie proprietarie di un gatto. Un mercato in costante espansione che include pensioni feline, servizi di cat sitting, consulenza comportamentale e day care e che si è sviluppato in assenza di qualsiasi quadro normativo di riferimento, generando incertezze burocratiche, fiscali e sanitarie tanto per gli operatori quanto per gli utenti.

La proposta di legge intende colmare questo vuoto attraverso tre strumenti di intervento coordinati, sui quali i proponenti illustreranno contenuti, motivazioni e prospettive di sviluppo nel corso della conferenza.

Alla conferenza parteciperanno Massimo Persichino Founder de “Il Condomicio” e ASS.N.O.F Associazione Nazionale Operatori Felini.

 

20/03/2026 - 15:50

“Ho assistito con un certo stupore al piccolo corteo di Napoli promosso dall’Ugl a difesa del contratto sottoscritto con Glovo. Peraltro l’Ugl è l’unico sindacato ad averlo siglato. Si attaccano le inchieste della magistratura di Milano che hanno scoperchiato lo sfruttamento di quarantamila lavoratori e si ribadisce che i ciclofattorini sono lavoratori autonomi e non dipendenti. E tali devono restare. Se fossero davvero  lavoratori autonomi non è chiaro per quale motivo i rider debbano essere del tutto eterodiretti dall’algoritmo, con un controllo costante e pervasivo e con procedure che non consentono di disconnettersi, pena l’applicazione di sanzioni, fino alla cancellazione dalla piattaforma. Infine, quella manifestazione ha preso di mira la Cgil con toni squadristici senza precedenti. Pensiamo che sia davvero incredibile che si difendano nei fatti dei contratti pirata, nonostante gli interventi della magistratura, e si chieda di continuare così come è senza porsi l’obiettivo di una stabilizzazione di chi lavora con turni massacranti e senza alcuna tutela”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

20/03/2026 - 15:45

“Altro che svolta storica: il ministro Adolfo Urso mente sapendo di mentire. Le conclusioni del Consiglio europeo smentiscono chiaramente la propaganda del Governo e bocciano la linea italiana sull’energia.

Nessun via libera a interventi unilaterali sull’Ets, che resta invece uno strumento centrale delle politiche europee. L’Europa chiede soluzioni comuni e strutturali, mentre l’Italia continua a muoversi fuori da una strategia condivisa.

È una linea sbagliata che rischia di isolare il Paese e di non dare risposte concrete a famiglie e imprese”.

Lo dichiara Alberto Pandolfo, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Attività produttive della Camera

 

20/03/2026 - 15:33

“Dietro l’annuncio di voler andare avanti con la stessa squadra fino a fine legislatura emerge un quadro preoccupante. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che rivendicava ‘autonomia’ e affermava di non essere ‘ricattabile’, mostra invece difficoltà evidenti nel trarre le conseguenze politiche necessarie davanti a casi che in un qualsiasi altro Paese occidentale avrebbero portato alle immediate dimissioni da parte degli interessati.

I casi di Daniela Santanchè, Andrea Delmastro e Giusy Bartolozzi sollevano interrogativi seri sull’effettiva capacità di esercitare pienamente il proprio ruolo”.

Lo dichiara Andrea Casu, deputato del Partito Democratico, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo.

“La vicenda Delmastro ha contorni inquietanti: è necessario che Giorgia Meloni prenda posizione subito e non dopo il referendum, perché è in gioco la dignità delle istituzioni e la credibilità del suo governo”.

 

20/03/2026 - 15:15

“Le conclusioni del Consiglio europeo sono molto preoccupanti perché confermano, ancora una volta, la completa inadeguatezza del Governo Meloni, che si muove del tutto fuori da una strategia comunitaria proprio su un terreno decisivo come quello dell’energia. È particolarmente grave che, mentre l’Europa indica con chiarezza una direzione, il Governo italiano continui a sostenere posizioni prive di riscontro nei testi ufficiali. Il Consiglio europeo non ha dato alcun via libera alla sterilizzazione dell’ETS prevista dall’articolo 6 del decreto energia: sostenere il contrario è una forzatura politica priva di fondamento.
Al contrario, le conclusioni vanno in una direzione opposta: confermano il ruolo centrale dell’ETS, ribadiscono che eventuali modifiche devono avvenire a livello europeo e indicano come priorità interventi strutturali su rinnovabili, infrastrutture e funzionamento del mercato.
Il Governo ha scelto invece una strada diversa: una misura nazionale, unilaterale e selettiva che interviene solo sugli impianti a gas, riducendo artificialmente il prezzo del carbonio senza affrontare il vero nodo, che resta il costo del gas e il meccanismo di formazione del prezzo elettrico.
Parliamo di un intervento che, oltre a essere inefficace, rischia di essere incompatibile con le regole europee sugli aiuti di Stato e con la direttiva ETS.
La verità è semplice: il Consiglio europeo chiede più Europa e soluzioni strutturali. Il Governo risponde con una misura isolata, temporanea e tecnicamente debole. Non si abbassano le bollette indebolendo l’ETS, ma riducendo la dipendenza dal gas e riformando il mercato elettrico. Tutto il resto è propaganda.” Lo dichiara Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera e deputato del Partito Democratico che parla di “sonora bocciatura per Meloni”.

 

 

20/03/2026 - 15:03

“Non si comprende come la presidente, che ama presentarsi come paladina della legalità, possa continuare a giustificare un sottosegretario con delega all’amministrazione penitenziaria che ha avuto documentati rapporti con familiari di clan mafiosi, oltre ad essere stato condannato per diffusione di segreto d’ufficio. Si tratta di fatti di una gravità inaudita.

In un Paese normale, dopo fatti di tale gravità, il sottosegretario alla giustizia avrebbe dovuto dimettersi immediatamente.
Meloni ci spieghi perché questo non accade e perché non chiede conto a Delmastro della sua condotta e dei rapporti intrattenuti e per quali oscure ragioni continui a difendere in modo acritico un esponente del Governo titolare di una delega così delicata.

È un insulto all’intelligenza degli italiani e delle italiane liquidare il comportamento di Delmastro come poco accorto. La presidente del Consiglio chiarisca perché un membro del suo Governo intratteneva rapporti con la figlia di un condannato per mafia e si faceva fotografare con lui, anche nel suo ristorante, peraltro insieme alla capo di gabinetto del ministro Nordio, Bartolozzi.

Spieghi, inoltre, quali sono le ragioni che le impediscono di  adottare misure nei confronti di Delmastro: lo faccia subito, non dopo il referendum”.

Lo dichiara Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.

 

20/03/2026 - 14:58

"Il sottosegretario Delmastro si deve dimettere. Non dopo il referendum. Adesso.
Non è credibile che non sapesse chi era il padre della 18enne con cui è entrato in società, come dimostra la foto pubblicata dallo stesso Mauro Caroccia ben 14 mesi prima che quella società nascesse.
E ha atteso la condanna definitiva a carico di Caroccia, prima di cedere le sue quote: dobbiamo pensare che se non fosse arrivata la condanna, le avrebbe tenute?
E quando pensava di comunicare alla Camera della sua partecipazione a questa società, come è obbligato a fare?
È l'ennesima vicenda vergognosa e opaca in cui Delmastro si trova coinvolto. Prima la rivelazione di segreto d'ufficio al suo amico Donzelli, per cui è stato condannato, poi l’episodio dello sparo di Capodanno costato l’espulsione da FdI del deputato Pozzolo che ha più volte denunciato il doppiopesismo nel partito, adesso una società con la figlia neodiciottenne di un noto prestanome del clan dei Senese, gruppo malavitoso tra i più attivi a Roma anche nel controllo della droga.
È evidente che Delmastro non è adatto a ricoprire un ruolo di responsabilità come quello di sottosegretario alla Giustizia.
Non ci sono alternative alle dimissioni per lui e per la vicepresidente della Regione Piemonte Chiorino, socia della stessa società". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

20/03/2026 - 14:45

Come fa a dire che non sapeva chi fosse la sua socia in affari e chi fosse il padre? Delmastro sempre più incompatibile con il ruolo di sottosegretario. Lasci l’incarico e con lui la capo di gabinetto Bartolozzi. La giustizia non può essere nelle mani di figure così inadeguate.

Lo ha scritto su X, Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, pubblicando la foto della cena del sottosegretario Delmastro nel ristorante di cui era socio.

 

20/03/2026 - 13:43

BONAFÈ E GIANASSI PRESENTANO INTERROGAZIONE SU MANCATE COMUNICAZIONI PATRIMONIALI DELMASTRO

I capigruppo PD nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, Simona Bonafè e Federico Gianassi, annunciano il deposito di un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Giustizia in merito al rispetto degli obblighi di comunicazione patrimoniale previsti dalla legge sui conflitti di interesse.
L’atto, richiama l’articolo 5 della legge 20 luglio 2004, n. 215, sul conflitto d’interesse che impone ai titolari di cariche di Governo di comunicare all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) le situazioni patrimoniali e le eventuali variazioni rilevanti, comprese partecipazioni societarie e cariche detenute.
Secondo quanto riportato da notizie di stampa - sottolineano i dem - il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove avrebbe partecipato alla costituzione della società “Le 5 Forchette Srl”, detenendo una quota del 25% del capitale sociale. Le stesse fonti riferiscono che tale partecipazione sarebbe stata successivamente trasferita alla società “G&G Srl”, interamente riconducibile al medesimo sottosegretario, configurando una variazione nella titolarità e nella struttura delle partecipazioni societarie.
Nell’interrogazione i deputati PD sottolineano come tali circostanze, se confermate, possano integrare variazioni patrimoniali rilevanti ai fini dell’applicazione della legge n. 215 del 2004, con conseguente obbligo di comunicazione all’AGCM entro i termini previsti.
I firmatari chiedono al Ministro se il sottosegretario abbia comunicato le suddette variazioni patrimoniali e, in caso affermativo, quali siano le date e i contenuti essenziali delle comunicazioni. In caso contrario, si sollecitano le iniziative necessarie per verificare il rispetto degli obblighi di legge e garantire la piena trasparenza delle situazioni patrimoniali dei titolari di cariche di Governo.

 

20/03/2026 - 11:44

“Leggiamo oggi sui giornali una raffica di articoli sul caso Delmastro che raccontano di una forte irritazione di Palazzo Chigi, di comportamenti inopportuni da parte del sottosegretario e di una gestione complessiva della vicenda giudicata poco accorta. Eppure, tutti questi stessi commenti e retroscena si concludono nello stesso modo: ‘Delmastro deve restare al suo posto’. Un copione già visto, che lascia emergere un quadro preoccupante. Si alimenta l’idea di una gestione amichettistica del potere, o peggio ancora di una protezione politica che nulla ha a che fare con il merito dei fatti. L’unica vera preoccupazione che sembra emergere è che la caduta del sottosegretario possa avere conseguenze sugli equilibri del governo. È un messaggio sbagliato e grave per le istituzioni. Perché dà l’impressione che, pur di restare attaccata alla poltrona e garantire la sopravvivenza del proprio equilibrio interno, la Presidente del Consiglio sia disposta ad accettare qualsiasi cosa.

Servirebbero trasparenza, rigore e rispetto delle istituzioni. Non la difesa a oltranza di chi sbaglia e la creazione di un club di politici protetti e intoccabili.” Così Federico Gianassi Capogruppo PD in Commissione Giustizia della Camera.

 

20/03/2026 - 11:20

Quartapelle: non restiamo in silenzio

La deputata democratica, Lia Quartapelle, promuove una campagna di “adozione politica” di prigionieri e condannati a morte in Iran, a cui hanno aderito 28 parlamentari di diversi schieramenti, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione internazionale sulle gravi violazioni dei diritti umani nel Paese.
L’iniziativa nasce nel contesto del peggioramento della situazione iraniana, segnata da arresti arbitrari, processi senza garanzie e un crescente ricorso alla pena di morte, anche contro minori. Ogni parlamentare aderente si impegna a seguire un caso individuale, monitorarne gli sviluppi e promuovere iniziative istituzionali e diplomatiche per la tutela dei diritti fondamentali.
La campagna è stata definita anche attraverso un confronto con Amnesty International e Hrana, organizzazioni impegnate nel monitoraggio della situazione dei prigionieri politici in Iran. Avviata dopo le proteste di gennaio, oggi assume un’urgenza ancora maggiore alla luce della guerra in corso e delle recenti esecuzioni.
“La comunità internazionale - ha dichiarato Lia Quartapelle - non può restare in silenzio di fronte a violazioni così gravi e sistematiche. Dare un nome e un volto a queste persone significa stare dalla parte di chi rischia di pagare il prezzo più alto”.

 

19/03/2026 - 20:30

Il voto riguarda gli equilibri della nostra democrazia e il rapporto tra cittadini e istituzioni. Non è una riforma della giustizia: non renderà i processi più veloci né migliorerà la vita delle persone. Al contrario, indebolisce la magistratura e altera il sistema di garanzie che protegge i cittadini, concentrando più potere nelle mani del governo.
È una scelta che incide sull’equilibrio tra i poteri dello Stato e apre la strada a ulteriori cambiamenti che possono ridurre gli spazi di rappresentanza e controllo.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei deputati, in apertura di un incontro a Belluno per il No al referendum.

 

19/03/2026 - 18:30

“Un decreto ridicolo, che dura solo 20 giorni e non va a ridurre il prezzo di benzina e gasolio, che ora è alle stelle e grava su famiglie e imprese.
Inoltre si finanzia uno sconto temporaneo sui carburanti tagliando servizi essenziali e investimenti strategici. Non c’è una strategia chiara del Governo sul taglio delle accise nel lungo periodo, né una politica energetica. È un intervento di pura propaganda ma non va a risolvere la vera emergenza economica”. Così in una nota Alberto Pandolfo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera.

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