“La Puglia non può essere lasciata sola di fronte a un'emergenza sicurezza che ha raggiunto livelli intollerabili. Il Ministro dell'Interno non può più fare spallucce, vogliamo risposte chiare e impegni concreti.” È con queste parole che i deputati del Partito Democratico Claudio Stefanazzi e Marco Lacarra annunciano la presentazione di un'interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi, a seguito di un mese di aprile che ha segnato la Puglia con una sequenza di episodi di violenza armata di straordinaria gravità.
Solo nelle ultime settimane, il capoluogo pugliese e la sua provincia hanno registrato cinque sparatorie: un giovane ferito in una sala giochi, un altro gambizzato, un 21enne colpito a una gamba a Bari Vecchia, l'omicidio al Divinae Follie di Bisceglie e infine, una sparatoria nel borgo antico di Bari che ha ferito un'anziana di 85 anni mentre si trovava nella propria abitazione.
“Una donna di ottantacinque anni colpita in casa propria mentre fuori esplodono colpi di pistola: è l'immagine più brutale di quanto stia accadendo — dichiarano i dem —. Il nostro territorio è sempre più teatro di una guerra tra clan e i cittadini ne pagano le conseguenze. Questo è inaccettabile.»
“Il quadro complessivo — aggiungono i parlamentari pugliesi — non è più riconducibile alla sola straordinarietà dei singoli eventi. Siamo di fronte a una presenza armata radicata sul territorio, a organizzazioni criminali che continuano ad agire con violenza crescente. Le forze dell'ordine lavorano con dedizione e professionalità, ma hanno bisogno di più personale, più mezzi, più risorse.”
"Sono necessarie iniziative urgenti per rafforzare la presenza delle forze dell'ordine e un potenziamento delle strutture della Direzione Distrettuale Antimafia operanti in Puglia, ma il Governo produce in serie presunti decreti ‘sicurezza’ senza che la situazione sul territorio migliori. Mentre Meloni, Nordio e Piantedosi ‘giocano’ a modificare il codice penale, alle nostre forze dell’ordine mancano mezzi adeguati per arginare minacce che si fanno ogni giorno più pericolose. Il tempo della propaganda è finito da un pezzo, il Governo si dia una svegliata e lavori per la sicurezza, quella vera, delle nostre comunità”, concludono Stefanazzi e Lacarra.
“Occorre urgentemente un tavolo di crisi presso il Ministero delle imprese e del made in Italy: quello che sta avvenendo allo stabilimento Hanon Systems di Campiglione Fenile è intollerabile e bisogna salvaguardare i 500 posti di lavoro a rischio”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione al ministro Urso sullo stabilimento Hanon Systems di Campiglione Fenile, in provincia di Torino, e sulla decisione dell’azienda di trasferire la linea produttiva EWP in Cina.
“Il Governo è a conoscenza dei piani industriali della società? Immagino di no, considerato che anche i sindacati sono venuti a conoscenza di questa scelta solo a conti fatti, nonostante fossero presenti dei tavoli tra azienda e parti sociali - prosegue la deputata piemontese - Bisogna richiedere formalmente chiarimenti in merito alle prospettive produttive, agli investimenti programmati e alle eventuali ulteriori operazioni di delocalizzazione, perché l’automotive in Italia ha già perso a sufficienza”.
“Mi aspetto anche un chiarimento in merito agli obblighi di informazione e consultazione previsti dalla normativa vigente. Situazioni del genere vanno prevenute, la delocalizzazione è una realtà che ormai conosciamo troppo bene e non possiamo procedere senza un piano di politiche industriali serio e puntuale” conclude Gribaudo.
"Con la nomina di Pierpaolo Danieli a segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale la struttura è finalmente operativa. Il Presidente Davide Gariglio è riuscito a garantire un management competente e capace di affrontare nel migliore dei modi le sfide del futuro. Dai progetti e dell'attività dell'Autorità portuale passa infatti la crescita sostenibile e lo sviluppo economico e sociale della comunità. Serve adesso che il governo metta le risorse necessarie per garantire al Porto di Livorno il ruolo di volano territoriale che merita": è quanto dichiarano Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, e Alessandro Franchi, consigliere regionale Dem della Toscana.
“Questo documento di finanza pubblica che ci viene presentato dopo quattro manovre di bilancio e tre anni e mezzo di governo è un verbale di resa.
È la certificazione di un fallimento, perché in questo documento il governo è costretto a mettere nero su bianco che il paese è più fragile, cresce poco, produce meno, investe meno, consuma meno e i salari reali non recuperano ancora la grande inflazione.
Il dato sulla crescita è molto cupo. Meno della metà della media dei paesi europei.
C’è una specifica fragilità del nostro paese che viene invece negata dalle fantasiose narrazioni del governo che vedono un quadro macroeconomico positivo che non esiste.
Il governo fugge dalle proprie responsabilità e sbaglia perché è evidente che delle responsabilità ne ha, e il confronto con gli altri paesi è impietoso.
L’effetto snowball è chiaro in questo Dfp. Si abbassano i tassi di interesse ma si riduce anche il tasso di crescita, con l'effetto di fare aumentare il debito, che si vorrebbe invece controllare con avanzi primari sempre più alti. Insomma la politica di controllo dei conti pubblici, non accompagnata da politiche industriali energetiche e da un lavoro di qualità si avvita su sé stessa: ci porta solo tasse più alte e spese più basse, per sanità, welfare e istruzione, e il Paese non cresce”. Lo ha detto Maria Cecilia Guerra capogruppo Pd in commissione bilancio della Camera, dichiarando il voto contrario del Pd alla risoluzione della maggioranza sul Dfp.
“Chiediamo chiarimenti ai vertici Rai per la lettera di richiamo al Giornalista Ranucci, il quale con estrema professionalità porta avanti le sue inchieste giornalistiche, sempre nel rispetto della piena trasparenza e con estremo coraggio, nonostante le numerose intimidazioni ricevute, di cui addirittura un attentato bomba.
I giornalisti svolgono un prezioso lavoro di informazione, un diritto sacrosanto sancito dalla nostra Costituzione”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari PD della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai a proposito della lettera di richiamo inviata dalla Rai al giornalista Ranucci in merito alle sue dichiarazioni sul ministro Nordio.
"Abbiamo depositato oggi un'interrogazione parlamentare rivolta a quattro Ministri - Agricoltura, Ambiente, Interno e Difesa - per chiedere conto dello stato di attuazione della riforma che nel 2016 ha assorbito il Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri, istituendo il CUFAA. La depositiamo sia alla Camera che al Senato: un segnale preciso dell'importanza che il Partito Democratico attribuisce a questo tema.
Quella riforma aveva un obiettivo dichiarato: rafforzare la tutela ambientale, forestale e agroalimentare valorizzando duecento anni di storia e di competenze specialistiche. A quasi dieci anni di distanza, le segnalazioni dei sindacati sulla prevista chiusura di Comandi regionali, Gruppi forestali e Nuclei investigativi NIPAAF ci impongono di fare chiarezza. Non possiamo permetterci di depotenziare un presidio specialistico dello Stato proprio mentre incendi boschivi, abusivismo edilizio in aree vincolate, reati contro gli animali - dal bracconaggio, al maltrattamento, al traffico di specie protette - e criminalità agroalimentare richiedono capacità investigative sempre più sofisticate.
Vogliamo sapere se esiste un piano per la terza fase del 2027, quante unità di personale forestale restano operative rispetto alla dotazione iniziale, quali risorse sono destinate ai mezzi e alle strutture, e se i Ministeri competenti abbiano mai verificato il reale esercizio delle funzioni attribuite al CUFAA. Chiediamo infine che il Governo riferisca al Parlamento con una relazione dettagliata. E' oggi più che mai necessario garantire la piena valorizzazione, autonomia operativa e coerenza organizzativa delle competenze specialistiche dei Carabinieri Forestali". Così una nota della deputata del Pd, Eleonora Evi, prima firmataria dell’interrogazione alla Camera insieme ai parlamentari del Pd Chiara Braga (Presidente Gruppo PD), Marco Simiani (capogruppo Ambiente), Antonella Forattini (capogruppo Agricoltura), Matteo Mauri (Responsabile Sicurezza PD), Augusto Curti, Sara Ferrari, Patrizia Prestipino e il senatore Michele Fina, primo co-firmatario della medesima interrogazione al Senato.
“È evidente che la politica economica del governo è fallita, non ha portato a nessuno dei risultati attesi e questo documento ne è la prova”. Lo ha detto intervenendo in aula in discussione generale sul DFP Silvio Lai, deputato Pd componente della commissione bilancio della camera.
“Il dfp si riduce ad una sintesi, una sorta di piccolo bilancio una pagella per noi del tutto insufficiente. Questo documento è interessante perché spiega per filo e per segno cosa non ha fatto il governo in questi anni. E questo emerge anche dal confronto con altri paesi Francia, Spagna, Portogallo su cui il governo rivendicava un primato dell’Italia. Crescita zero, occupazione ai minimi livelli e procedura d’infrazione. Avete tentato di dare la colpa al super bonus come se il super bonus fosse anche colpevole del traffico di Roma!
Un documento scritto sulla sabbia, fragile, senza una vera e propria strategia per guidare il paese nella crescita”, ha concluso.
“Il Governo è in carica da ormai quattro anni, però la responsabilità è sempre di qualcun altro. Dell’Istat a cui va tutta la nostra solidarietà, accusata di non saper fare i conti, alla Corte dei Conti che in audizione ha sottolineato come l‘aumento del debito, ‘al di là del contributo ascrivibile al superbonus che era sostanzialmente noto, sia avvenuto per il determinante effetto della bassa crescita economica’. Crescita economica che nel documento del Governo non viene praticamente mai nominata. La pressione fiscale, le tasse, quelle che da 4 anni dicono di voler tagliare, sono al 43,1%, il record più alto da 11 anni. I salari reali si sono ridotti del 7,8%. Non c’è nulla per i 5,7 milioni di lavoratori e lavoratrici poveri a cui negano il salario minimo e a cui propongono l’ennesima presa in giro con il decreto primo maggio. Non c’è nulla per i 13 milioni di italiane e italiani che rinunciano a curarsi o per i 2 milioni che devono chiedere dei prestiti per potersi curare perché la sanità pubblica purtroppo non è più accessibile. Le risposte non ci sono nemmeno per le imprese, totalmente assenti in questo piano. Mentre la Spagna ha puntato sulla transizione green e ha abbassato il costo delle bollette, la maggioranza non crede nella transizione ecologica e nemmeno in quella digitale. Anche la grande potenzialità dell’intelligenza artificiale viene ignorata dal governo, come è stato sottolineato nelle audizioni. Ancora una volta, la destra costruisce un racconto che non regge alla prova dei fatti: scarica colpe, evita responsabilità e ignora i veri problemi del Paese. Il Partito Democratico continuerà a incalzare il Governo su questi nodi strutturali e a proporre misure concrete per crescita e sviluppo, lavoro dignitoso e diritto universale alla cura”.
Così la deputata Silvia Roggiani, della Presidenza del Pd alla Camera, intervenendo in Aula nella discussione generale sul Dfp.
“L’assalto alla Flotilla è un atto grave, illegale da parte del governo israeliano contro una missione umanitaria e contro il diritto internazionale. Chiediamo al governo italiano di garantire la massima sicurezza dei nostri connazionali italiani coinvolti. Attendiamo dall’Europa sanzioni esemplari contro il governo israeliano. Tutto questo non può rimanere impunito”. Così in una nota i parlamentari PD della commissione difesa della camera.
La sua intuizione e il suo coraggio hanno reso possibile il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni. Il suo assassinio fu un attacco allo Stato. L’eredità di Pio La Torre vive oggi nella lotta per legalità e giustizia sociale.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei deputati
“La sanità del Molise è commissariata da oltre sedici anni e questo dato dimostra il fallimento di uno strumento nato per essere temporaneo e straordinario, ma diventato invece una condizione permanente che ha progressivamente indebolito la rete sanitaria regionale, penalizzando soprattutto le aree interne. Il nuovo Programma Operativo 2026–2028 prevede scelte molto preoccupanti, come la trasformazione dell’ospedale di Agnone in ospedale di comunità, il ridimensionamento dell’ospedale di Isernia, con la chiusura del punto nascita, la chiusura della specialità cardiologica a Termoli e la riduzione delle guardie mediche e della continuità assistenziale, interventi calati dall'alto che rischiano di compromettere la piena garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza in un territorio già segnato da gravi criticità infrastrutturali e demografiche. La carenza di personale sanitario è ormai strutturale e nei prossimi anni rischia di aggravarsi ulteriormente senza un piano serio di assunzioni e di valorizzazione professionale. Chiediamo al Governo di fermarsi e di aprire subito un confronto istituzionale con la Regione, gli enti locali e le parti sociali per rivedere queste scelte e costruire un modello condiviso e più aderente ai bisogni del territorio, definendo infine un cronoprogramma chiaro e vincolante per il superamento del commissariamento e il rilancio della sanità pubblica in Molise. Questo disegno della sanità molisana non è sostenibile. Chiediamo al governo di non dimenticare il Molise, di abbandonare la logica dei tagli e di rimettere al centro della loro azione politica il diritto alla cura e alla salute dei cittadini molisani”. Lo dichiara Ilenia Malavasi Capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, prima firmataria di una interpellanza urgente al Governo.
“Il Dfp 2026 è la resa di un governo che ha smarrito la realtà, rifugiandosi in tecnicismi per nascondere un vuoto di visione”.
Così la deputata dem, Francesca Viggiano, intervenendo in Aula nella discussione generale sul Dfp.
“I tagli di quattro miliardi a Transizione 5.0 e i costi energetici fuori controllo - aggiunge - condannano le Pmi alla marginalità. Sul sociale il quadro è drammatico: il programma Gol è una scatola vuota che ignora la povertà lavorativa e l’inflazione. State dimenticando giovani e donne, trasformando il welfare in un lusso per pochi eletti. Non accetteremo che il futuro dell’Italia sia sacrificato a una ragioneria senza anima. Questo non è un piano di crescita, ma un rinvio che esclude i fragili e smantella le filiere. Il PD si opporrà a questa Italia a due velocità per restituire centralità al lavoro vero. È tempo - conclude - di investire sul capitale umano, non di gestire il Paese come un liquidatore”.
“Il ritiro delle lettere di licenziamento per i lavoratori Trasnova Logitech e Teknoservice e la conseguente attivazione degli ammortizzatori sociali è, alla vigilia di questo Primo Maggio, una grandissima notizia. I mesi di lotta di queste lavoratrici e di questi lavoratori hanno portato a questo risultato importantissimo. Ora però bisogna costruire le condizioni per una soluzione industriale e verificare se davvero è reale l'interesse manifestato da alcune aziende di voler rioccupare i lavoratori sulla base di un piano industriale serio. Noi, come PD, continueremo a sostenere la battaglia di lavoratori sindacati e territorio affinché non si perda un solo posto di lavoro”.
Così il deputato dem e componente della segreteria nazionale del Pd, Marco Sarracino.
“Con una risoluzione presentata in commissione Finanze alla Camera, che ho sottoscritto insieme ai colleghi emiliano romagnoli Merola, Gnassi, Rossi, De Maria, De Micheli, Bakkali, Malavasi e Guerra, poniamo con forza all’attenzione del governo la questione strategica del rilancio delle aree appenniniche e delle zone montane svantaggiate. Abbiamo raccolto un sollecito arrivato dalla commissione Bilancio della Regione Emilia Romagna che con un proprio atto chiede di dare corso celermente alla proposta di legge approvata dalla Regione che ha già avviato il suo iter in Commissione. Una proposta che si inserisce pienamente nel solco della proposta di legge del Pd sulle aree interne, a prima firma Elly Schlein, che mira a definire una strategia nazionale organica per il rilancio e la coesione di questi territori. Una proposta che ha avuto il merito di costruire prima un percorso serio, partecipato e innovativo con i diversi portatori di interesse dei territori a partire dagli enti locali. Una proposta che parla di strumenti concreti. Dai benefici fiscali per microimprese e PMI agli incentivi alla residenzialità, dal sostegno all’acquisto della prima casa alle misure dedicate per attrarre personale sanitario e scolastico, alla valorizzazione delle filiere locali e delle produzioni tipiche”.
Così Stefano Vaccari, deputato dem e segretario di Presidenza della Camera.
"Il governo italiano tuteli i 55 cittadini italiani a bordo e chieda rilascio immediato degli attivisti"
"La storia si ripete. Come sei mesi fa, di notte, con droni, bombe sonore e flashbang: ieri notte, a mille chilometri da Gaza, in acque Sar greche, un'azione di pirateria da parte di Israele ha colpito la Global Sumud Flotilla. 22 barche fermate, attivisti attaccati con laser e armi da assalto semiautomatiche, 175 di loro ora su navi militari israeliane dirette verso Israele. Non è un fatto normale: è un atto di pirateria internazionale senza precedenti". Lo dichiara Arturo Scotto, deputato del Partito Democratico, intervenendo in Aula sulla vicenda, ricordando di essere stato tra i quattro parlamentari a bordo della Flotilla nel 2025, attaccati dai droni, abbordati e arrestati.
"Pongo alcune domande precise al governo: condanna o no questa azione? Tutela o no i 55 cittadini italiani a bordo? Per quale motivo – aggiunge l’esponente dem - non è stata inviata una fregata militare a scortare quelle navi, quando era già noto il rischio di un intervento israeliano? E all'Unione Europea chiedo: è accettabile che la portavoce della Commissione si sia limitata a sconsigliare la missione, senza muovere un dito per evitare quello che era già scritto? Anziché chiedere a Israele di rimuovere il blocco illegale nelle acque di Gaza, si dice agli attivisti di stare a casa".
"Il Mediterraneo –conclude Scotto - è casa di tutti, e chiunque voglia portare aiuti umanitari di fronte a un genocidio ha il diritto di navigarci. Non sta naufragando la Flotilla: sta naufragando la dignità dell'Europa. È inaccettabile che un Paese non membro dell'Unione Europea utilizzi il mare come casa propria a poche migliaia di chilometri dalle coste europee, umiliando l'intera comunità internazionale. Le richieste sono immediate e precise: rilascio di tutti gli attivisti detenuti sulle navi militari israeliane e sospensione dell'accordo di cooperazione tra Unione Europea e Israele, il cui articolo 2 prevede espressamente la sospensione in caso di violazione dei diritti umani. Chiediamo un'informativa immediata del presidente del Consiglio e dei ministri competenti, e ci auguriamo una grande mobilitazione popolare: fu quella a proteggerci quando fummo arrestati, e oggi può fare la differenza".