09/02/2026 - 15:24

 “Il caso che coinvolge il direttore di RaiSport Petrecca dimostra in modo evidente gli effetti della paralisi della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, bloccata dall’incapacità della maggioranza di esprimere un presidente di garanzia”. Lo dichiarano i componenti democratici della Commissione di Vigilanza Rai.
“Una paralisi che impedisce alla Commissione di svolgere il proprio ruolo di controllo sul servizio pubblico e di intervenire di fronte alle continue ingerenze della politica nella Rai. Uno stallo che non è neutro e che sta consentendo il consolidarsi di derive preoccupanti senza alcun controllo parlamentare”.
I componenti democratici esprimono “piena solidarietà ai giornalisti della Rai, in particolare a quelli di RaiSport, mentre si apprende dell’incontro previsto tra l’amministratore delegato Rai e il direttore di RaiSport dopo il caso della telecronaca di Milano Cortina.
I dem rivolgono quindi un “appello allo stato maggiore del governo, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, affinché si superi immediatamente questo stallo e si restituisca piena operatività alla Commissione di Vigilanza.
L’autonomia del servizio pubblico e il funzionamento degli organi di controllo sono un dovere democratico”.

09/02/2026 - 15:22

"È scomparso Antonino Zichichi. Una straordinaria personalità. Un italiano che ha reso onore al Paese, con la statura di un uomo di scienza conosciuto e stimato nel mondo. Profondamente legato anche a Bologna ed alla sua Università, di cui era professore emerito. Ricordiamo oggi un grande scienziato e un grande italiano". Così Andrea De Maria, deputato PD
 

09/02/2026 - 15:21

 “Un incontro promosso dall’Ambasciatrice d’Australia in Italia Julianne Cowley ha offerto l’occasione per riflettere su una trasformazione profonda degli equilibri internazionali: Indo-Pacifico e Mediterraneo allargato, pur lontani sulle mappe, sono oggi legati da dinamiche strategiche sempre più strette. Il confronto ha messo in evidenza come le grandi questioni del nostro tempo non conoscano confini regionali. La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, la sicurezza delle rotte marittime, la resilienza delle istituzioni democratiche di fronte a pressioni esterne e campagne di disinformazione sono sfide che impongono risposte comuni, fondate sulla cooperazione tra Paesi che condividono valori, responsabilità e rispetto dello Stato di diritto. Il dibattito è stato arricchito da interventi di altissimo profilo. Il Gen. Max A.L.T. Nielsen del NATO Defense College ha illustrato l’evoluzione dell’Alleanza Atlantica, sottolineando quanto le partnership globali siano ormai centrali per la sicurezza euro-atlantica. Il Prof. Rory Medcalf AM dell’ANU National Security College ha spiegato perché la stabilità dell’Indo-Pacifico non sia una questione distante per l’Europa, ma una componente diretta della sua sicurezza e prosperità. Tom Rogers AO ha infine posto l’accento su un tema cruciale e spesso sottovalutato: la tutela dei processi elettorali come elemento chiave della sicurezza nazionale, soprattutto in un’epoca segnata da interferenze, manipolazioni e minacce ibride. Un confronto intenso e stimolante, che conferma una verità sempre più evidente: in un mondo interconnesso, la sicurezza non si difende per compartimenti stagni, ma attraverso alleanze solide, fiducia reciproca e una visione condivisa del futuro.” Così il deputato eletto all’estero del Pd, Capogruppo dei socialisti e democratici in assemblea Parlamentare Nato, Nicola Carè.

09/02/2026 - 14:46

«Oggi, nel mio intervento in Aula sul decreto Ucraina ho ribadito una scelta netta: l’Italia deve stare dalla parte dell’aggredito, del diritto internazionale e dell’Europa, non della legge del più forte», dichiara il deputato del Pd Fabio Porta.

«Il provvedimento che abbiamo discusso tiene insieme tre elementi fondamentali: la proroga degli aiuti militari difensivi all’Ucraina, il rinnovo dei permessi di soggiorno per i rifugiati ucraini fino al 4 marzo 2027 e nuove tutele per i giornalisti freelance inviati nelle zone di guerra. È una risposta che parla contemporaneamente di sicurezza, diritti e democrazia.»

Porta sottolinea che il sostegno a Kiev è parte di una strategia europea più ampia: «Aiutare l’Ucraina a difendersi significa difendere la sicurezza del nostro continente e la credibilità dell’Europa, contro chi vorrebbe decidere il futuro dei popoli sulla base dei rapporti di forza.»

«Allo stesso tempo – aggiunge – garantire stabilità ai rifugiati ucraini in Italia e proteggere i giornalisti che raccontano i conflitti è un dovere morale oltre che giuridico. Senza la loro voce, l’opinione pubblica sarebbe disarmata di fronte alla propaganda.»

«Il Partito Democratico ha scelto una linea chiara: sostegno all’Ucraina, accoglienza responsabile, difesa della libertà di informazione dentro un forte quadro europeo e multilaterale. È il momento di dire con nettezza da che parte sta l’Italia, senza zone grigie né ambiguità», conclude Fabio Porta.

 

09/02/2026 - 13:44

*Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese di calcio*

venerdì 13 febbraio h. 11.30 c/o Sala stampa della Camera, Via della Missione 4Promossa dal responsabile nazionale sport del Pd,Mauro Berruto, parteciperanno:

Jibril Rayoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federcalcio palestinese

Dima Said, ex calciatrice e portavoce della federcalcio palestinese

Ehab Abu Jazar, CT della nazionale maschile palestinese di calcio

Charlotte Phillips, atleta della nazionale femminile palestinese di calcio

Valerie Tarazi, nuotatrice olimpica palestinese e membro dell’Olympic Council of Asia

Parteciperanno anche:

Renzo Ulivieri, presidente della AIAC (Associazione italiana allenatori calcio) e

Sua Eccellenza Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia

Nel corso della conferenza verrà consegnato ai giornalisti il ‘Report sull’attuale situazione dello Sport palestinese’. 

Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese Ehab Abu Jazar.

 

09/02/2026 - 13:25

“Nel mondo globalizzato i diritti sono l’unica cosa a non esserlo, mentre l’impoverimento e i costi del lavoro sono sempre a discapito di lavoratori e lavoratrici, anche nel nostro Paese. Questo è assurdo e oggi sono qui con un messaggio chiaro, in particolare per il ministro Tajani: vogliamo occuparci delle questioni serie per migliorare la vita di chi lavora in Italia? Allora fermiamo da subito le polemiche che si ripetono ogni estate, come lo Ius Scholae, che tanto sappiamo perfettamente che non entrerà mai nel programma di Governo, e approviamo la Convenzione Italia Marocco”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, a Rabat, in Marocco, al convegno “Verso una convenzione bilaterale di sicurezza sociale tra Italia e Marocco”.“Ho presentato una risoluzione che, se approvata, consentirà ai lavoratori e alle lavoratrici marocchine che vivono in Italia di totalizzare i contributi per raggiungere la pensione oltre ad una serie di prestazioni legate ai contributi - prosegue la deputata dem - Parliamo di mezzo milione di persone che, con onestà e dedizione, lavorano nel nostro Paese ma, attualmente, rischiano di perdere anni di contributi regolarmente versati”.

“Senza la ratifica, proseguirebbe una grande ingiustizia: anni di lavoro potrebbero non essere riconosciuti, vanificando una vita di lavoro onesto e incentivando il nero. Aspettiamo un segno di concretezza e serietà da parte del ministro Tajani, noi abbiamo depositato la risoluzione in Commissione Lavoro ma occorre al più presto discuterne: lo dobbiamo a mezzo milione di persone” conclude Gribaudo.

 

09/02/2026 - 12:35

“Che aspetta il Governo a riaprire finalmente una discussione sui salari e le condizioni di lavoro dei rider? Anche oggi abbiamo dovuto per l’ennesima volta aspettare la magistratura per un’indagine che riguarda l’azienda Foodinho-Glovo con 40mila lavoratori sfruttati, con orari impossibili e 5000 euro annui al mese. Uno scandalo! Anche di fronte al riferimento della magistratura al mancato rispetto dell’articolo 36 della Costituzione sull’equa retribuzione, riteniamo urgente che si metta all’ordine del giorno di nuovo il Salario Minimo. La politica non può arrivare dopo i giudici”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

09/02/2026 - 12:26

“L’inchiesta della Procura di Milano su Foodinho-Glovo conferma ciò che denunciamo da tempo: nel nostro paese esiste un vero caporalato digitale che sfrutta migliaia di rider, li paga sotto la soglia di povertà e aggira i contratti collettivi attraverso il controllo algoritmico. È una forma moderna di sfruttamento che colpisce soprattutto chi è più fragile e che richiede una risposta legislativa immediata": ė quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.

“In Parlamento giace da tempo una mia proposta di legge contro il caporalato, pensata proprio per colpire anche queste nuove forme di sfruttamento nel delivery e nella logistica, ma il governo continua a tenerla bloccata. La destra preferisce occuparsi di propaganda mentre ignora i problemi reali dei lavoratori. Servono regole chiare, tutele e salari dignitosi: il lavoro non può essere sacrificato in nome dei profitti delle piattaforme": conclude.
 

 

09/02/2026 - 12:00

A Niscemi c’è un via vai di persone che ogni giorno accompagnate dai vigili del fuoco cercano di recuperare l’indispensabile dalle case sul limite della frana. Uno spettacolo straziante e solitario perché il Governo ha abbandonato gli abitanti della cittadina siciliana. Dopo i roboanti annunci, le visite in elicottero lontane dalla gente e dalle contestazioni, né Meloni né alcun altro del governo si sono più fatti vedere. Uno stanziamento ridicolo di soli 100 milioni di euro non potrà risolvere i problemi di chi ha perso tutto. Con Meloni il Sud è stato cancellato dall’agenda politica. Le interessa di più parlare di Sanremo e del Ponte sullo stretto, il giocattolo che tiene buono Salvini ma che costerà quasi 14 miliardi drenando risorse per il Mezzogiorno per molte generazioni.

Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

09/02/2026 - 11:33

"Ancora una condanna per la premio Nobel iraniana Narges Mohammadi. Il regime degli ayatollah ha deciso che dovrà scontare altri 7 anni, oltre a quelli a cui era già stata condannata, per "raduno e collusione contro la sicurezza", a un anno per "propaganda" e a due anni di esilio.
L'attivista per i diritti delle donne Narges Mohammadi, che è anche malata, non sente la sua famiglia dal 14 dicembre e ha iniziato uno sciopero della fame.
Contro di lei si consuma l'ennesimo atto di feroce repressione di un regime teocratico e autoritario che non tollera dissenso, oppositori, attiviste e attivisti per i diritti umani.
Sono più di 40mila le persone arrestate durante le proteste di gennaio quando in migliaia sono stati uccisi dai pasdaran di Khamenei. E oggi è stato portato in prigione anche Javad Emam, portavoce della principale coalizione del campo riformista.
Va fermata la repressione, vanno fermate le esecuzioni capitali, vanno liberati i prigionieri politici e deve finire il regime tirannico degli ayatollah.
Restiamo al fianco del popolo iraniano che si ribella alla Repubblica Islamica e chiede democrazia, diritti e libertà". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

09/02/2026 - 11:20

“Il tempo passa ma per la Sicilia, devastata dal ciclone Harry, siamo ancora all'anno zero. La situazione è sempre più drammatica ma il governo conferma il completo disinteresse. Alle passerelle delle prime ore, alle tante promesse di aiuti e soprattutto di risorse, non è corrisposta alcuna azione concreta. Per il governo Meloni, il Sud e la Sicilia in particolare, restano solo un bacino di voti in campagna elettorale e un peso da abbandonare a se stesso quando i riflettori delle telecamere sono spente. È un governo irresponsabile che vive di propaganda e di inerzia”. Così in una nota la deputata siciliana del PD, Maria Stefania Marino.

 

09/02/2026 - 11:17

“Sono passiti 15 giorni da quando il ciclone Harry si è abbattuto sulla Sicilia. Dopo lo sgomento per le drammatiche conseguenze, il governo Meloni e quello regionale hanno impiegato tutte le loro forze in passerelle e promesse che, ad oggi, non sono né mantenute, né iniziate. Nulla di fatto, solo propaganda che finisce per alimentare la disperazione delle tante persone e imprese che hanno perso tutto. Il governo ha abbandonato la Sicilia e scaricato sulle amministrazioni locali ogni responsabilità. E in questo stato di disillusione, il governo regionale si conferma sempre più incapace e inconsistente”. Lo dichiara in una nota la deputata siciliana del PD Giovanna Iacono.

09/02/2026 - 11:00

"Grazie all’impegno del Partito Democratico e alla battaglia portata avanti nelle sedi istituzionali, è stato possibile correggere una proposta che avrebbe penalizzato duramente il Sud e, in particolare, la provincia di Enna. I criteri inizialmente adottati dal governo per la Legge sulla Montagna avevano escluso comuni che, secondo i parametri storici finora utilizzati, sono sempre stati riconosciuti come montani, mettendo a rischio risorse fondamentali per servizi e sviluppo delle aree interne": è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.

"Grazie all’azione del Pd e al confronto con le Regioni, sono stati recuperati comuni della provincia di Enna ingiustamente esclusi come Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Pietraperzia, Regalbuto e Valguarnera Caropepe. Un risultato significativi per tutelare le comunità dell’entroterra siciliano e garantire continuità a politiche essenziali per la montagna. Resta necessario un cambio di rotta anche sul dimensionamento scolastico, che continua a colpire le aree interne. Il Pd continuerà a difendere il Sud e i territori montani, che rappresentano una risorsa strategica per la crescita e lo sviluppo del paese": conclude.

 

09/02/2026 - 10:30

Peluffo e Pandolfo (Pd): Urso riferisca con urgenza al Parlamento

“L’allarme che emerge dall’inchiesta del Corriere della Sera sulla crisi del Made in Italy non può essere ignorato. Marchi storici ceduti, investimenti industriali in calo, incentivi incerti e una politica industriale che continua a mancare di una direzione chiara: è questo il quadro che oggi colpisce il cuore produttivo del Paese. Da mesi, come Partito Democratico, abbiamo sollevato il tema nelle sedi parlamentari, presentando interrogazioni su numerose crisi aziendali citate nell’articolo e depositando una mozione sulle politiche industriali. Purtroppo, alle nostre iniziative non sono seguite risposte adeguate da parte del governo. Per questo chiediamo che il ministro Urso venga immediatamente in audizione presso le Commissioni Attività produttive della Camera. Il governo ha appena presentato il Libro bianco sulle politiche industriali: è il momento di chiarire quali scelte concrete intenda mettere in campo per fermare la perdita di pezzi fondamentali del nostro sistema industriale.
Senza certezze sugli incentivi, senza una strategia sull’energia e senza una visione di medio-lungo periodo, il rischio è continuare ad assistere alla vendita di imprese e competenze costruite in decenni di lavoro. L’Italia non può permettersi una politica industriale fatta di annunci e documenti senza attuazione. Il Parlamento ha il dovere di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo e controllo. Il governo venga a spiegare cosa intende fare, subito”.
Così Vinicio Peluffo, deputato PD 
Vicepresidente Commissione Attività produttive della Camera e Alberto Pandolfo
Capogruppo PD Commissione Attività produttive.

 

08/02/2026 - 17:40

“Il Partito Democratico condanna sempre le violenze, le aggressioni alle forze dell'ordine e gli atti vandalici. Così come abbiamo fatto anche in occasione dei disordini durante la recente contestazione contro le Olimpiadi.
Certi esponenti di destra sembrano più interessati a informarsi sulle nostre prese di posizione piuttosto che a garantire  risultati sulla sicurezza. Un tema su cui evidentemente questa destra si sente in difetto perchè ha fallito, troppo impegnata a sfornare slogan invece che a produrre risulrati”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Pd.

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