“La riforma dell’ordinamento di Roma capitale ha compiuto oggi il primo passo in Parlamento. È una riforma di valore nazionale che punta a dare una nuova forma, più forte e solida, un profilo finalmente europeo al potere democratico della Capitale d’Italia che prevede facoltà legislative utili per la vita quotidiana di famiglie e imprese”. Lo scrive in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Per rendere la riforma davvero efficace - continua Morassut - occorreranno adeguate risorse. E come Pd abbiamo chiesto che il governo presenti presto e in parallelo alla riforma costituzionale una legge ordinaria che garantisca i mezzi e le risorse necessarie. Per questo oggi abbiamo espresso un voto di ‘astensione costruttiva’ perche questa garanzia, fortemente richiesta dal Sindaco di Roma Gualtieri, non c’è ancora. Ci auguriamo che il Governo mantenga gli impegni assunti nel confronto interistituzionale su questo punto, consentendo il nostro pieno voto favorevole nelle prossime letture. Sarebbe per tutti un errore non cogliere questa straordinaria occasione che non riguarda solo Roma ma l’Italia”.
“Con la fine di Tirrenia - Compagnia Italiana di Navigazione il Governo arriva tardi e scopre un problema che era evidente da tempo. Non siamo di fronte a una crisi aziendale, ma alla uscita di un operatore storico dal sistema della continuità territoriale marittima”. Lo dichiara il deputato Pd Silvio Lai.
“Il mercato si è già ridefinito, con una forte concentrazione intorno a pochi operatori, e oggi parlare di concorrenza è una finzione. In queste condizioni il bando sulla continuità marittima del Governo è sbagliato e va riscritto subito, perché costruito su presupposti che non esistono più”.
“Serve introdurre vincoli chiari, controllo sui prezzi e soprattutto inserire il trasporto delle merci, oggi totalmente scoperto. Senza una regolazione pubblica, anche i costi legati al sistema ETS rischiano di essere scaricati integralmente su imprese e cittadini, con effetti diretti su prezzi e competitività in particolare della Sardegna”.
“La continuità territoriale non può ridursi alla nave che parte: deve garantire accessibilità, equilibrio economico e diritti reali per chi vive e produce nell’isola”.
“Il governo è chiamato a dare risposte certe, parole di verità sulla carenza del carburante negli aeroporti. Serve trasparenza e nonostante sia passato un mese dall'informativa urgente richiesta dal PD, anche oggi il ministro Salvini tentenna con un generico 'stiamo gestendo la faccenda' per poi scaricare sull'Europa e il patto di stabilità le chiare mancanze di pianificazione e strategia del governo. Salvini deve fornire una completa analisi della situazione, aeroporto per aeroporto, farci sapere tutte le eventuali carenze e chi, a fine maggio sarà senza carburante”. Lo dichiara il capogruppo PD in Commissione Trasporti, Anthony Barbagallo in replica al ministro Salvini durante il Question Time alla Camera.
“Oggi la non-risposta di Salvini sui veri rischi del trasporto aereo – sottolinea il parlamentare dem - arriva quando il prezzo del carburante è arrivato alle stelle e, colpevolmente, non è stato utilizzato il bio-carburante che viene prodotto direttamente a Venezia e Gela per il trasporto aereo. Nel frattempo l'esecutivo non ha ascoltato l'allarme delle compagnie aeree, né le società e le associazioni di gestione aeroportuali per trovare unitariamente delle soluzioni alternative”. "È da inizio legislatura che il ministro parla di un piano nazionale degli aeroporti, lo annuncia sempre ma dopo quattro anni va cercato a 'Chi l'ha visto?'”, conclude Barbagallo.
“Se Giuli la pensa davvero così perché non dice alla sua maggioranza di votare la nostra risoluzione in commissione di Vigilanza Rai che dice no alla vendita? Semplice. E basta provocazioni mischiando le carte con il caso Venezi, su cui Giuli dovrebbe solo chiedere scusa invece che ironizzare”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano, commentando le parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli intervenuto in diretta da Fiorello sul caso del Teatro delle Vittorie e sulle ipotesi di intervento della Rai e del Ministero.
"Grazie alle Forze dell' Ordine che hanno individuato il responsabile del gravissimo attentato ai due militanti dell' Anpi a Roma. Un episodio di straordinaria gravità, che non può e non deve essere sottovalutato. . Ribadiisco la mia solidarietà ai due compagni che sono stati colpiti ed all' Anpi, associazione a cui sono iscritto. Il clima che si è creato quest' anno in occasione del 25 aprile deve far riflettere chi promuove e difende i valori dell' antifascismo e della Resistenza. Lo dico anche da ex Sindaco di Marzabotto: occorre riunire nel rifiuto di ogni violenza e nel richiamo comune all' antifascismo chi in Italia rappresenta la memoria della lotta di liberazione e del prezzo di sangue pagato dal popolo italiano per la libertà e la democrazia". Così Andrea De Maria, deputato PD
Nostra Pdl sposta 2,7 miliardi dal Ponte a manutenzione stradale e sviluppo
"Se sei un cittadino che abita in un'area interna in Italia oggi sei un cittadino di serie B, con meno diritti e meno opportunità, anche a causa di un governo che fa finta di non vedere questi problemi. Il documento di finanza pubblica lo conferma: meno risorse su welfare e servizi, più disuguaglianze tra i territori. Per questo il Partito Democratico ha presentato una proposta di legge che parla esclusivamente alle aree interne: stimola l'imprenditoria, soprattutto giovanile, attraverso un fondo per la nascita di nuove imprese, e prevede un grande piano di assunzioni nella pubblica amministrazione. Chi mette a terra il PNRR, che tra l'altro sta per finire, se non c'è una pubblica amministrazione rinnovata?".
Così Marco Sarracino, deputato Pd e componente della segreteria nazionale Dem con delega alla Coesione e alle aree interne, illustrando la proposta di legge Pd sulle aree interne nella conferenza stampa insieme ai sindaci, alle associazioni, ai parlamentari Pd e alla segretaria del Pd, Elly Schlein.
"La proposta a prima firma Schlein - aggiunge Sarracino - prevede inoltre meccanismi premiali e incentivi per il personale sanitario e scolastico che sceglie di lavorare nelle aree interne, superando la logica dei tagli agli ospedali e la riduzione dei plessi scolastici. Le risorse le prendiamo da un'opera inutile, il Ponte sullo Stretto: 2,7 miliardi da destinare alle infrastrutture, perché uno dei problemi delle aree interne è anche solo riuscire ad arrivarci".
"Il rischio concreto, senza interventi - conclude Sarracino - è la desertificazione. Sono stato in Basilicata, in alcuni comuni della provincia di Matera: per ogni nascita ci sono più di due persone che muoiono, e tantissimi giovani sono costretti ad andarsene. Il Partito Democratico sta lavorando su due fronti: la proposta di legge sulle aree interne e quella contro lo spopolamento, che depositeremo la prossima settimana alla Camera, per garantire il diritto a restare. Sono due grandi priorità, un'emergenza nazionale che Giorgia Meloni purtroppo non vede ma che noi vogliamo affrontare".
“Sulla vicenda delle concessioni balneari siamo di fronte all’ennesima figuraccia della destra, che continua a navigare a vista tra propaganda e contraddizioni. È quello che succede quando si affrontano situazioni complesse con superficialità, rinvii e soluzioni facili che inseguono solo consenso immediato. Ancora una volta l'intero settore viene penalizzato da scelte improvvisate e prive di visione. Usare emergenze reali come erosione costiera e maltempo, senza programmazione e per giustificare rinvii e proroghe, è un segno di debolezza politica, non di responsabilità. Servono serietà e soluzioni strutturali, non annunci smentiti nel giro di poche ore: la destra smetta di fare propaganda sulla pelle delle imprese e si assuma finalmente la responsabilità di governare con coerenza”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente, Marco Simiani, sull'emendamento della maggioranza al Decreto Infrastrutture prima approvato e poi bocciato al Senato.
"Il Ministro Salvini nel 2022 aveva promesso di sbloccare la Tirrenica ma, nei fatti, il percorso si è fermato. Quanto emerso in Commissione Ambiente di Montecitorio nel corso dell’audizione di Anas è chiaro, così come appare evidente che l’Agenzia nazionale abbia svolto correttamente il proprio ruolo mentre il Ministero delle Infrastrutture abbia rallentato l’avanzamento dell’opera”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani, sull’audizione di Anas svolta ieri, martedì 28 aprile, a Montecitorio sulle tematiche riguardanti gli investimenti e la manutenzione della rete stradale nazionale.
“Anas ha inoltre confermato che la Tirrenica è stata esclusa dal Contratto di Programma 2021-2025 e che l’eventuale reinserimento potrà avvenire soltanto nel prossimo aggiornamento programmatorio. Non si è trattato solo di burocrazia ma di un preciso indirizzo politico: dopo quattro anni, l’advisor incaricato dal Mite non ha ancora definito il valore economico dei progetti necessari al passaggio di consegne da Sat ad Anas, determinando il definanziamento di risorse già stanziate e successivamente dirottate verso altre finalità. I lotti, compresi quelli immediatamente cantierabili, sono usciti dal Contratto di Programma e ad oggi non sappiamo se e quando verranno concretamente reintrodotti nella prossima programmazione. Purtroppo questi sono i fatti: la destra si assuma le proprie responsabilità di fronte ai cittadini e alle imprese dei territori": conclude.
“Il dolore cronico è riconosciuto a livello internazionale come una vera e propria patologia, ma in Italia migliaia di pazienti continuano a non avere tutele adeguate né accesso uniforme alle cure. È una situazione non più accettabile”.
Lo dichiarano i deputati Dem, Silvio Lai, Ilenia Malavasi e Gianni Girelli, presentando un’interrogazione ai ministri della Salute e per le Disabilità sul mancato recepimento della classificazione internazionale delle malattie ICD-11.
“Dal 2022 - proseguono gli esponenti del Partito Democratico - l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto il dolore cronico come condizione patologica autonoma, con una classificazione precisa che include, tra le altre, la fibromialgia e il dolore neuropatico cronico. Tuttavia, questo avanzamento scientifico non si è tradotto in un adeguato riconoscimento nel nostro Servizio sanitario nazionale. Oggi molti pazienti restano esclusi da esenzioni, percorsi di cura strutturati e misure di sostegno. Si crea così una frammentazione territoriale inaccettabile, con differenze tra Regioni e tra patologie che non trovano alcuna giustificazione clinica. Il Governo deve chiarire se siano state adottate linee guida nazionali per il recepimento dell’ICD-11, quali Regioni si siano adeguate e quali no e soprattutto quali misure urgenti si intendano adottare per garantire uniformità e tempi certi. Non possiamo permettere - concludono Lai, Malavasi e Girelli - che il diritto alla salute dipenda dal luogo in cui si vive o dalla specifica etichetta diagnostica. Serve un intervento nazionale che riconosca pienamente il dolore cronico e garantisca equità di accesso alle cure su tutto il territorio”.
La capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, interviene in merito alle recenti dichiarazioni della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, dalle quali emerge l’intenzione di avviare una diatriba legale con il Teatro La Fenice riguardo alle modalità del suo licenziamento da parte del sovrintendente.
“Siamo di fronte all’ennesimo caso in cui, oltre al danno, si rischia di aggiungere la beffa. La Fenice, una delle più importanti istituzioni culturali del Paese, si troverà ora a dover gestire una vicenda complessa che, indipendentemente dall’esito, comporterà un significativo impiego di tempo e risorse. Per non parlare del danno reputazionale che è sotto gli occhi di tutti. Quanto sta accadendo è il frutto di una gestione della cultura da parte della destra, e in particolare di Fratelli d’Italia, che sta producendo effetti dannosi diffusi. Le istituzioni culturali vengono caricate dei costi di una politica miope e irresponsabile, che considera la cultura come terreno di occupazione anziché come patrimonio da tutelare e valorizzare. Una volta chiariti tutti gli sviluppi della vicenda, chiederemo in Parlamento di fare piena luce sugli eventuali costi che il caso Venezi avrà determinato per le casse dello Stato italiano. Giuli, che ha responsabilità politiche in questo ambito, dovrebbe riflettere seriamente su quanto sta accadendo e assumersene fino in fondo le conseguenze”, conclude Manzi.
Il calcio italiano vive un abisso morale, finanziario e sportivo: serve riforma vera, non manovra di potere.
"Quello che abbiamo visto succedere nel mondo del calcio non riguarda solo il risultato sportivo: è un abisso dal punto di vista morale, finanziario e, di conseguenza, sportivo. Un tema che impone una riflessione seria. Le dimissioni del presidente Gravina non sono e non possono essere l'unica soluzione, ma deve essere altrettanto chiaro che la strada del commissariamento politico non è quella giusta. Ho grossi dubbi sul fatto che spingere verso un reset attraverso il commissariamento possa condurre a una strada altrettanto pericolosa: quella dell'occupazione degli spazi. Come potremmo fidarci di questa maggioranza, quando pochi giorni fa ho elencato in Aula, come fossi lo speaker di uno stadio, sette tra senatori, deputati e sottosegretari della maggioranza che sono contemporaneamente presidenti di federazioni sportive, leghe professionistiche o enti di promozione sportiva? Non è conflitto di interessi: è apologia di interessi! Come possiamo credere che la maggioranza agisca in modo diverso proprio ora e proprio sul calcio?" Così il deputato Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.
"Sulla bozza del disegno di legge del senatore Marcheschi – aggiunge l’esponente dem - ci sono elementi su cui possiamo convergere: la lotta alla pirateria, un tetto massimo per i procuratori, altri che non ci sono e su cui potremmo lavorare, per esempio la questione del minutaggio degli italiani. Ma ci sono due punti su cui il Partito Democratico non ci sarà. Il primo è il ‘betting’ come risorsa finanziaria per le società sportive: manca qualsiasi chiarezza su come verrebbero utilizzati quei fondi, e il dubbio che la ludopatia diventi uno strumento per mettere a posto bilanci in pesante perdita è più che fondato. Il secondo è l'articolo che prevede il commissariamento in casi straordinari: si tocca l'autonomia dello sport, e questo non è accettabile".
"L'assemblea della Federcalcio – conclude Berruto - è convocata per il 22 giugno. Mi auguro che le sue componenti trovino una convergenza autonoma su una persona che possa davvero mettere mano alle riforme. Quello che è successo non è accettabile, ma la soluzione deve venire dall'interno del mondo del calcio, non da una ulteriore occupazione politica".
“La situazione della Pediatria di Licata è ormai fuori controllo e non può più essere ignorata”. Con queste parole è stata depositata dalla parlamentare del PD Giovanna Iacono un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute per denunciare le gravi criticità che interessano l’Unità Operativa Semplice di Pediatria dell’ospedale di Licata e che coinvolgono anche l’Unità Operativa di Pediatria dell’ospedale di Canicattì.
"Dal momento in cui la struttura di Licata sia rimasta priva di dirigenti medici in organico - sottolinea la parlamentare dem - siamo di fronte a una condizione inaccettabile che si inserisce in un quadro già compromesso da anni di carenze strutturali e organizzative. Si è fatto ricorso in modo sistematico alla mobilità d’urgenza, trasformando uno strumento straordinario in una prassi ordinaria. Questo ha prodotto un effetto domino su altri reparti, in particolare sulla Pediatria di Canicattì, già sottoposta a forte pressione”.
"Il punto nascita di Licata, operante in deroga agli standard nazionali, rischia di non garantire più condizioni adeguate per la tutela di madri e neonati. “Non è più tollerabile – conclude Iacono – che a pagare siano i cittadini, il personale medico e gli operatori sanitari: servono risposte immediate e un piano straordinario di assunzioni. Il governo ristabilizzi le condizioni minime di sicurezza e continuità assistenziale, superando una gestione emergenziale di copertura del servizio, attraverso l’attivazione di un piano straordinario di reclutamento del personale medico, al fine di evitare il permanere di una situazione, che appare ormai strutturalmente insostenibile e che è ormai diventata la normalità".
“Con questo ennesimo Decreto Primo Maggio il Governo arriva tardi e male, aggirando i problemi di chi lavora e rimane in povertà. Sono mesi che chiediamo il salario minimo subito, che agisce immediatamente per alzare gli stipendi. Perché non ci vogliono ascoltare?”
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, rispondendo alle domande delle tv fuori da Montecitorio.
“Ancora una volta non c’è nulla di utile per i rider: chiediamo l’approvazione della nostra norma che davvero aiuterebbe quei lavori, la proposta di Legge Griseri Prisco. Basta andare avanti a decreti legge: le proposte per delle leggi ad hoc, come quella sul salario minimo, ci sono, è ora che il Governo ci ascolti” conclude Gribaudo
“La situazione della Pediatria di Licata è ormai fuori controllo e non può più essere ignorata”. Con queste parole è stata depositata dalla parlamentare del PD Giovanna Iacono un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute per denunciare le gravi criticità che interessano l’Unità Operativa Semplice di Pediatria dell’ospedale di Licata e che coinvolgono anche l’Unità Operativa di Pediatria dell’ospedale di Canicattì.
"Dal momento in cui la struttura di Licata sia rimasta priva di dirigenti medici in organico - sottolinea la parlamentare dem - siamo di fronte a una condizione inaccettabile che si inserisce in un quadro già compromesso da anni di carenze strutturali e organizzative. Si è fatto ricorso in modo sistematico alla mobilità d’urgenza, trasformando uno strumento straordinario in una prassi ordinaria. Questo ha prodotto un effetto domino su altri reparti, in particolare sulla Pediatria di Canicattì, già sottoposta a forte pressione”.
"Il punto nascita di Licata, operante in deroga agli standard nazionali, rischia di non garantire più condizioni adeguate per la tutela di madri e neonati. “Non è più tollerabile – conclude Iacono – che a pagare siano i cittadini, il personale medico e gli operatori sanitari: servono risposte immediate e un piano straordinario di assunzioni. Il governo ristabilizzi le condizioni minime di sicurezza e continuità assistenziale, superando una gestione emergenziale di copertura del servizio, attraverso l’attivazione di un piano straordinario di reclutamento del personale medico, al fine di evitare il permanere di una situazione, che appare ormai strutturalmente insostenibile e che è ormai diventata la normalità".
“A parole difendono la sovranità alimentare, nei fatti la indeboliscono. La bocciatura dei nostri ordini del giorno sul sostegno al comparto della pesca va esattamente in questa direzione: lascia sole le imprese e aumenta la dipendenza dell’Italia dalle importazioni”.
Lo dichiarano Antonella Forattini, capogruppo in Commissione Agricoltura alla Camera per il Partito Democratico, e i colleghi Marino, Romeo, Rossi, Vaccari, commentando il voto dell’Aula sul disegno di legge ‘Valorizzazione della risorsa mare’.
“Oggi - aggiungono - circa tre quarti del pesce che consumiamo arriva dall’estero. In questo contesto, scegliere di non sostenere la pesca italiana, già colpita dall’aumento dei costi energetici e dal calo delle risorse europee, significa accettare consapevolmente di perdere capacità produttiva. Abbiamo proposto una misura concreta: un credito d’imposta per compensare almeno in parte i maggiori costi di carburante. Una scelta pragmatica per evitare che molte imbarcazioni siano costrette a restare in porto. Il Governo ha detto no. È una decisione che pesa ancora di più se si guarda al quadro complessivo: nel prossimo ciclo europeo le risorse per la pesca scendono da oltre 6 miliardi a poco più di 2. Di fronte a questo scenario servirebbero interventi nazionali mirati. Invece si sceglie l’inerzia. Il risultato è chiaro: meno produzione nazionale, più importazioni, meno lavoro nei territori costieri. Altro che sovranità. Parliamo di circa 12 mila imbarcazioni e di centinaia di migliaia di lavoratori lungo tutta la filiera. Non intervenire significa mettere a rischio un settore strategico del nostro agroalimentare e intere comunità. Se davvero si vuole valorizzare la risorsa mare, servono scelte coerenti. Perché - concludono - senza sostegno alle imprese, la sovranità resta uno slogan”.