"Con Alex Zanardi scompare una grande personalità. Campione sportivo, esempio di coraggio e di passione per la vita, in prima fila per promuovere coesione sociale e diritti dei disabili. Un grande esempio per tutti". Così Andrea De Maria, deputato del Partito Democratico.
“Desidero rivolgere i miei più sinceri complimenti a Francesco Scoppola per la sua riconferma alla guida del Comitato nazionale dell'Agesci e a tutte e tutti i componenti del nuovo Consiglio direttivo. Un augurio di buon lavoro per un incarico così importante e impegnativo, al servizio dell’associazione e delle comunità locali”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
“L’esperienza dell’Agesci rappresenta da decenni un punto di riferimento educativo straordinario per tante ragazze e ragazzi nel nostro Paese. Lo scoutismo continua a essere una palestra di cittadinanza attiva, responsabilità e solidarietà, capace di formare generazioni consapevoli e impegnate”, conclude Di Biase.
"Sono davvero senza parole, come senza tue parole sono stati questi ultimi sei anni. Era primavera, sei anni fa. Pochi giorni prima del tuo ultimo incidente, ti avevo chiesto dello spostamento dei Giochi Paralimpici di Tokyo per la pandemia, ti avevo chiesto se un anno di attesa in più, alla tua età, poteva essere un problema per arrivare al top ai Giochi e tu, sorridendo, avevi risposto: 'Che fortuna! Un anno in più per allenarmi, per fare programmi, per lavorare per esserci. È quella la parte bella'. Sei stato tutt’uno con la tua incontenibile voglia di pensare sempre in positivo, di guardare sempre alla soluzione, mai al problema.
Oggi non riesco davvero ad essere capace di fare quello che hai insegnato a tutti noi. Addio, Alex.
Adesso riposa, se puoi". Così il deputato e responsabile nazionale Sport del Pd, Mauro Berruto.
"Gli aggiornamenti sull'incendio del Monte Faeta sono positivi e sembrano escludere scenari catastrofici. Resta comunque l'allarme per gli ettari di boschi e terreni coltivati distrutti dalle fiamme. Tra Pisa e Lucca l’impegno degli operatori dei vigili del fuoco di canadair, forze dell’ordine e soccorsi è stato comunque continuato, straordinario ed encomiabile. È ora necessario intervenire per comprendere nel dettaglio le dinamiche dell'incendio e garantire risarcimento adeguati e rapidi a chi ha subito danni. Nel rinnovare la mia piena solidarietà alle comunità e alle realtà colpite dall’incendio, assicuro la pronta risposta del Partito Democratico anche in sede parlamentare, perché aiuti e soluzioni concrete arrivino nel più breve tempo possibile". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, annunciando una interrogazione parlamentare su quanto accaduto.
“Siamo di fronte a uno dei più gravi pasticci mai visti nel campo delle istituzioni culturali del nostro Paese. Una situazione che impone chiarezza e assunzione di responsabilità, a partire dal ministro Giuli, che non può continuare a limitarsi a prese di distanza formali o a scaricare su altri il peso di scelte e nomine che ricadono pienamente nell’alveo dell’azione di governo.
È troppo facile oggi dire ‘non condividiamo’. Non condivide il ministro, non condivide la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non condividono i partiti di maggioranza ad eccezione della Lega. Ma allora viene da chiedersi: chi ha governato queste scelte? Chi ha nominato i vertici della Biennale? Non siamo di fronte a un’entità astratta o a un ufo atterrato in laguna: la Biennale è una delle principali istituzioni culturali italiane e internazionali, e come tale merita competenza, visione e responsabilità. Per quanto tempo ancora andrà avanti questo balletto di posizioni contrapposte e di una maggioranza divisa su tutto, anche sulla gestione delle principali istituzioni culturali del Paese? Il ministro Giuli deve venire in Parlamento a chiarire, assumersi fino in fondo la responsabilità politica di questo scandaloso pasticcio e spiegare al Paese quali siano le intenzioni del governo per garantire credibilità e autorevolezza a una delle nostre istituzioni culturali più prestigiose.” Così in una nota Irene Manzi, capogruppo PD in Commissione Cultura alla Camera.
“Dal Documento di finanza pubblica emerge in modo evidente il fallimento della politica economica e sociale del governo Meloni, che ha portato il Paese a sbattere contro un muro. I dati sono impietosi: la pressione fiscale è ai massimi degli ultimi 11 anni, mentre i salari reali sono diminuiti di circa 9 punti percentuali. Questo significa che i lavoratori hanno perso un mese di stipendio l’anno. Nel frattempo sono calati gli investimenti in sanità, scuola e istruzione e non è stato fatto nulla per sostenere la crescita. Austerità che non ha portato neppure al risanamento dei conti, visto che l'Italia non è uscita dalla procedura di deficit eccessivo e avrà il prossimo anno il debito pubblico più alto d'Europa". Lo afferma Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Affari europei alla Camera, a margine dell’approvazione della risoluzione di maggioranza sul Dfp.
“L’Italia - aggiunge l’esponente dem - cresce un terzo della media europea. Sono numeri oggettivi, che il governo non può continuare a negare scaricando responsabilità su altri, dall’Istat alle misure del passato che pure aveva sostenuto. È arrivato il momento di assumersi le proprie responsabilità. Nel documento manca qualsiasi prospettiva di crescita futura dopo il Pnrr, che il governo non ha voluto e grazie al quale oggi non siamo in recessione. Non c’è una strategia su sviluppo, inflazione ed energia: nessuna indicazione su come ridurre strutturalmente il costo delle bollette, mentre si rallenta sulle rinnovabili. È il segno di una grande confusione e dell’assenza di una visione”.
“Siamo di fronte - conclude De Luca - al governo più anti-meridionalista di sempre. Sono stati tagliati fondi sulla decontribuzione per le assunzioni al Sud e sulla perequazione infrastrutturale, risorse fondamentali per ridurre i divari territoriali. Il Pnrr prevedeva il 40% degli investimenti al Mezzogiorno per colmare le disuguaglianze. Il governo ha scelto la direzione opposta e, anche nel Dfp, riduce gli obiettivi sugli asili nido dal 33% al 15%, penalizzando famiglie e bambini delle aree più fragili del Paese. È una linea inaccettabile, che si inserisce in un disegno più ampio che mette a rischio l’unità nazionale. Continueremo a batterci in Parlamento e nel Paese per difendere un valore fondamentale: l’unità e la coesione dell’Italia, che questo governo sta mettendo seriamente in discussione”.
“La Puglia non può essere lasciata sola di fronte a un'emergenza sicurezza che ha raggiunto livelli intollerabili. Il Ministro dell'Interno non può più fare spallucce, vogliamo risposte chiare e impegni concreti.” È con queste parole che i deputati del Partito Democratico Claudio Stefanazzi e Marco Lacarra annunciano la presentazione di un'interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi, a seguito di un mese di aprile che ha segnato la Puglia con una sequenza di episodi di violenza armata di straordinaria gravità.
Solo nelle ultime settimane, il capoluogo pugliese e la sua provincia hanno registrato cinque sparatorie: un giovane ferito in una sala giochi, un altro gambizzato, un 21enne colpito a una gamba a Bari Vecchia, l'omicidio al Divinae Follie di Bisceglie e infine, una sparatoria nel borgo antico di Bari che ha ferito un'anziana di 85 anni mentre si trovava nella propria abitazione.
“Una donna di ottantacinque anni colpita in casa propria mentre fuori esplodono colpi di pistola: è l'immagine più brutale di quanto stia accadendo — dichiarano i dem —. Il nostro territorio è sempre più teatro di una guerra tra clan e i cittadini ne pagano le conseguenze. Questo è inaccettabile.»
“Il quadro complessivo — aggiungono i parlamentari pugliesi — non è più riconducibile alla sola straordinarietà dei singoli eventi. Siamo di fronte a una presenza armata radicata sul territorio, a organizzazioni criminali che continuano ad agire con violenza crescente. Le forze dell'ordine lavorano con dedizione e professionalità, ma hanno bisogno di più personale, più mezzi, più risorse.”
"Sono necessarie iniziative urgenti per rafforzare la presenza delle forze dell'ordine e un potenziamento delle strutture della Direzione Distrettuale Antimafia operanti in Puglia, ma il Governo produce in serie presunti decreti ‘sicurezza’ senza che la situazione sul territorio migliori. Mentre Meloni, Nordio e Piantedosi ‘giocano’ a modificare il codice penale, alle nostre forze dell’ordine mancano mezzi adeguati per arginare minacce che si fanno ogni giorno più pericolose. Il tempo della propaganda è finito da un pezzo, il Governo si dia una svegliata e lavori per la sicurezza, quella vera, delle nostre comunità”, concludono Stefanazzi e Lacarra.
“Occorre urgentemente un tavolo di crisi presso il Ministero delle imprese e del made in Italy: quello che sta avvenendo allo stabilimento Hanon Systems di Campiglione Fenile è intollerabile e bisogna salvaguardare i 500 posti di lavoro a rischio”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione al ministro Urso sullo stabilimento Hanon Systems di Campiglione Fenile, in provincia di Torino, e sulla decisione dell’azienda di trasferire la linea produttiva EWP in Cina.
“Il Governo è a conoscenza dei piani industriali della società? Immagino di no, considerato che anche i sindacati sono venuti a conoscenza di questa scelta solo a conti fatti, nonostante fossero presenti dei tavoli tra azienda e parti sociali - prosegue la deputata piemontese - Bisogna richiedere formalmente chiarimenti in merito alle prospettive produttive, agli investimenti programmati e alle eventuali ulteriori operazioni di delocalizzazione, perché l’automotive in Italia ha già perso a sufficienza”.
“Mi aspetto anche un chiarimento in merito agli obblighi di informazione e consultazione previsti dalla normativa vigente. Situazioni del genere vanno prevenute, la delocalizzazione è una realtà che ormai conosciamo troppo bene e non possiamo procedere senza un piano di politiche industriali serio e puntuale” conclude Gribaudo.
"Con la nomina di Pierpaolo Danieli a segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale la struttura è finalmente operativa. Il Presidente Davide Gariglio è riuscito a garantire un management competente e capace di affrontare nel migliore dei modi le sfide del futuro. Dai progetti e dell'attività dell'Autorità portuale passa infatti la crescita sostenibile e lo sviluppo economico e sociale della comunità. Serve adesso che il governo metta le risorse necessarie per garantire al Porto di Livorno il ruolo di volano territoriale che merita": è quanto dichiarano Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, e Alessandro Franchi, consigliere regionale Dem della Toscana.
“Questo documento di finanza pubblica che ci viene presentato dopo quattro manovre di bilancio e tre anni e mezzo di governo è un verbale di resa.
È la certificazione di un fallimento, perché in questo documento il governo è costretto a mettere nero su bianco che il paese è più fragile, cresce poco, produce meno, investe meno, consuma meno e i salari reali non recuperano ancora la grande inflazione.
Il dato sulla crescita è molto cupo. Meno della metà della media dei paesi europei.
C’è una specifica fragilità del nostro paese che viene invece negata dalle fantasiose narrazioni del governo che vedono un quadro macroeconomico positivo che non esiste.
Il governo fugge dalle proprie responsabilità e sbaglia perché è evidente che delle responsabilità ne ha, e il confronto con gli altri paesi è impietoso.
L’effetto snowball è chiaro in questo Dfp. Si abbassano i tassi di interesse ma si riduce anche il tasso di crescita, con l'effetto di fare aumentare il debito, che si vorrebbe invece controllare con avanzi primari sempre più alti. Insomma la politica di controllo dei conti pubblici, non accompagnata da politiche industriali energetiche e da un lavoro di qualità si avvita su sé stessa: ci porta solo tasse più alte e spese più basse, per sanità, welfare e istruzione, e il Paese non cresce”. Lo ha detto Maria Cecilia Guerra capogruppo Pd in commissione bilancio della Camera, dichiarando il voto contrario del Pd alla risoluzione della maggioranza sul Dfp.
“Chiediamo chiarimenti ai vertici Rai per la lettera di richiamo al Giornalista Ranucci, il quale con estrema professionalità porta avanti le sue inchieste giornalistiche, sempre nel rispetto della piena trasparenza e con estremo coraggio, nonostante le numerose intimidazioni ricevute, di cui addirittura un attentato bomba.
I giornalisti svolgono un prezioso lavoro di informazione, un diritto sacrosanto sancito dalla nostra Costituzione”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari PD della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai a proposito della lettera di richiamo inviata dalla Rai al giornalista Ranucci in merito alle sue dichiarazioni sul ministro Nordio.
"Abbiamo depositato oggi un'interrogazione parlamentare rivolta a quattro Ministri - Agricoltura, Ambiente, Interno e Difesa - per chiedere conto dello stato di attuazione della riforma che nel 2016 ha assorbito il Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri, istituendo il CUFAA. La depositiamo sia alla Camera che al Senato: un segnale preciso dell'importanza che il Partito Democratico attribuisce a questo tema.
Quella riforma aveva un obiettivo dichiarato: rafforzare la tutela ambientale, forestale e agroalimentare valorizzando duecento anni di storia e di competenze specialistiche. A quasi dieci anni di distanza, le segnalazioni dei sindacati sulla prevista chiusura di Comandi regionali, Gruppi forestali e Nuclei investigativi NIPAAF ci impongono di fare chiarezza. Non possiamo permetterci di depotenziare un presidio specialistico dello Stato proprio mentre incendi boschivi, abusivismo edilizio in aree vincolate, reati contro gli animali - dal bracconaggio, al maltrattamento, al traffico di specie protette - e criminalità agroalimentare richiedono capacità investigative sempre più sofisticate.
Vogliamo sapere se esiste un piano per la terza fase del 2027, quante unità di personale forestale restano operative rispetto alla dotazione iniziale, quali risorse sono destinate ai mezzi e alle strutture, e se i Ministeri competenti abbiano mai verificato il reale esercizio delle funzioni attribuite al CUFAA. Chiediamo infine che il Governo riferisca al Parlamento con una relazione dettagliata. E' oggi più che mai necessario garantire la piena valorizzazione, autonomia operativa e coerenza organizzativa delle competenze specialistiche dei Carabinieri Forestali". Così una nota della deputata del Pd, Eleonora Evi, prima firmataria dell’interrogazione alla Camera insieme ai parlamentari del Pd Chiara Braga (Presidente Gruppo PD), Marco Simiani (capogruppo Ambiente), Antonella Forattini (capogruppo Agricoltura), Matteo Mauri (Responsabile Sicurezza PD), Augusto Curti, Sara Ferrari, Patrizia Prestipino e il senatore Michele Fina, primo co-firmatario della medesima interrogazione al Senato.
“È evidente che la politica economica del governo è fallita, non ha portato a nessuno dei risultati attesi e questo documento ne è la prova”. Lo ha detto intervenendo in aula in discussione generale sul DFP Silvio Lai, deputato Pd componente della commissione bilancio della camera.
“Il dfp si riduce ad una sintesi, una sorta di piccolo bilancio una pagella per noi del tutto insufficiente. Questo documento è interessante perché spiega per filo e per segno cosa non ha fatto il governo in questi anni. E questo emerge anche dal confronto con altri paesi Francia, Spagna, Portogallo su cui il governo rivendicava un primato dell’Italia. Crescita zero, occupazione ai minimi livelli e procedura d’infrazione. Avete tentato di dare la colpa al super bonus come se il super bonus fosse anche colpevole del traffico di Roma!
Un documento scritto sulla sabbia, fragile, senza una vera e propria strategia per guidare il paese nella crescita”, ha concluso.
“Il Governo è in carica da ormai quattro anni, però la responsabilità è sempre di qualcun altro. Dell’Istat a cui va tutta la nostra solidarietà, accusata di non saper fare i conti, alla Corte dei Conti che in audizione ha sottolineato come l‘aumento del debito, ‘al di là del contributo ascrivibile al superbonus che era sostanzialmente noto, sia avvenuto per il determinante effetto della bassa crescita economica’. Crescita economica che nel documento del Governo non viene praticamente mai nominata. La pressione fiscale, le tasse, quelle che da 4 anni dicono di voler tagliare, sono al 43,1%, il record più alto da 11 anni. I salari reali si sono ridotti del 7,8%. Non c’è nulla per i 5,7 milioni di lavoratori e lavoratrici poveri a cui negano il salario minimo e a cui propongono l’ennesima presa in giro con il decreto primo maggio. Non c’è nulla per i 13 milioni di italiane e italiani che rinunciano a curarsi o per i 2 milioni che devono chiedere dei prestiti per potersi curare perché la sanità pubblica purtroppo non è più accessibile. Le risposte non ci sono nemmeno per le imprese, totalmente assenti in questo piano. Mentre la Spagna ha puntato sulla transizione green e ha abbassato il costo delle bollette, la maggioranza non crede nella transizione ecologica e nemmeno in quella digitale. Anche la grande potenzialità dell’intelligenza artificiale viene ignorata dal governo, come è stato sottolineato nelle audizioni. Ancora una volta, la destra costruisce un racconto che non regge alla prova dei fatti: scarica colpe, evita responsabilità e ignora i veri problemi del Paese. Il Partito Democratico continuerà a incalzare il Governo su questi nodi strutturali e a proporre misure concrete per crescita e sviluppo, lavoro dignitoso e diritto universale alla cura”.
Così la deputata Silvia Roggiani, della Presidenza del Pd alla Camera, intervenendo in Aula nella discussione generale sul Dfp.