19/03/2026 - 18:21

Diciamo che non bastava una condanna per rivelazione di segreto d’ufficio, ora arriva anche il coinvolgimento in una società legata alla figlia di un condannato per mafia del deputato ed esponente di Fdi, Andrea Delmastro Delle Vedove.
Non proprio un curriculum irreprensibile per ricoprire l’incarico di sottosegretario alla giustizia e tra i principali promotori della riforma della magistratura.
Ora spunta anche la foto con quel Mauro Caroccia che secondo i giudici avrebbe ripulito i soldi della famiglia mafiosa dei Senese con i suoi ristoranti e la cui figlia era appunto in società con Delmastro.
Ancora una volta nessun rispetto delle istituzioni e l’ennesimo insulto alla Costituzione che parla di disciplina e onore per chi ricopre incarichi pubblici.
Chissà se Meloni riuscirà a dire una parola su uno dei politici a lei più vicini.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, a un’iniziativa per il NO al Referendum sulla giustizia in corso a Feltre.

 

19/03/2026 - 17:00

“Delmastro è un caso da studiare. O è sfortunato o è un avventuriero. In ogni caso va cacciato dal Governo. Meloni non lo farà. Sapeva ma ha taciuto. Forse per paura del referendum. Una bistecca tricolore andata di traverso. Ma soprattutto un’idea proprietaria delle istituzioni”.

Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

19/03/2026 - 16:50

“Raccogliamo il grido d’allarme lanciato da CGIL CISL e UIL e condividiamo la forte preoccupazione per l’orientamento della Commissione di garanzia sugli scioperi, che estende l’applicazione della legge 146 al settore della logistica e del trasporto merci. Si tratta di una scelta molto discutibile che rischia di alterare l’equilibrio costruito in oltre trent’anni tra il diritto di sciopero, sancito dalla Costituzione, e la tutela dei diritti dei cittadini nei servizi pubblici essenziali. Un equilibrio che, prima di oggi, non ha mai incluso in modo generalizzato il comparto della logistica merci.

Questa scelta non consentirà di risolvere in alcun modo i problemi del settore ma avrà come unico effetto la compressione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per questo siamo pronti come Partito Democratico ad aprire immediatamente un confronto diretto con sindacati e imprese sul tema. È necessario che siano al più presto calendarizzati momenti di confronto in Parlamento per ripristinare in tempi brevi un quadro coerente con i principi della legge e costruire in maniera condivisa tutti gli interventi necessari per contrastare le pratiche scorrette nel settore senza limitare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”

Lo dichiarano Andrea Casu Deputato Pd e Vice Presidente della Commissione Trasporti della Camera e Antonio Misiani Senatore Pd e responsabile economia, finanze, imprese e infrastrutture della segreteria nazionale del Partito Democratico.

 

19/03/2026 - 16:17

“Il decreto carburanti approvato dal Governo è l’ennesimo intervento emergenziale che non affronta le cause strutturali del caro energia e si limita a produrre un effetto annuncio di brevissimo periodo.

Siamo di fronte al quarto decreto d’urgenza in materia energetica in questa legislatura, con un’impostazione identica ai provvedimenti già adottati nel 2023: stesse misure, stessi strumenti, stessi limiti. Cambia il contesto, ma non cambia l’incapacità del Governo di costruire una strategia credibile. La verità è semplice: questo decreto non risolve nulla.

La riduzione delle accise, che rappresenta il cuore del provvedimento, dura appena 20 giorni. Non è una misura per sostenere famiglie e imprese, ma un intervento pensato per costruire un titolo di giornale. Nessuno pianifica i consumi su un orizzonte così breve: il beneficio è temporaneo, incerto e dipende interamente dalla reale trasmissione dei prezzi alla pompa.

Ancora più grave è la totale assenza di misure strutturali, come la formazione dei prezzi o la struttura delle accise nel lungo periodo.

Sul fronte della trasparenza, il Governo ripropone norme già introdotte nel 2023 e già dimostratesi inefficaci, senza aver mai fornito al Parlamento una valutazione dei risultati ottenuti. È un fatto politicamente grave: si replicano strumenti falliti senza alcuna rendicontazione. Per questo chiediamo che il Governo presenti un report sull’applicazione del DL 5/2023 come condizione per una valutazione consapevole del nuovo provvedimento”. Così in una nota Vinicio Peluffo, vicepresidente Pd della commissione Attività produttive della Camera.

 

 

19/03/2026 - 16:16

"Trovo inaccettabile che un partito politico organizzi una sorta di "schedatura" delle scuole, come sta facendo Fratelli d' Italia. La memoria del dramma delle Foibe diventa il pretesto per una iniziativa inquietante, che  ricorda un passato in cui l' insegnamento era controllato dal potere politico. Ora il Ministero competente non si presti ad assecondare questo attacco al principio costituzionale della libertà di insegnamento". Così Andrea De Maria, deputato PD

 

 

19/03/2026 - 16:15

“L'affare che coinvolge il Sottosegretario alla Giustizia Delmastro, vari esponenti di Fratelli d'Italia in Piemonte, tra cui la Vicepresidente regionale Chiorino, e la figlia di un prestanome del clan Senese è gravissimo e va chiarito, per questo porteremo la vicenda in Commissione Antimafia. Come poteva Delmastro non sapere o non informarsi sul conto del padre di una ragazza di diciotto anni con cui faceva affari? Delmastro ha mai incontrato il padre? E perché non ha dichiarato alla Camera questa società, com’era doveroso fare? E Giorgia Meloni sapeva? E quando ha saputo? Sono interrogativi inquietanti. Delmastro non può più ricoprire una funzione così delicata, ne va della credibilità e dell’onorabilità delle istituzioni”, così il deputato democratico Peppe Provenzano.

19/03/2026 - 15:48

"Le misure cautelari disposte oggi dalla Procura di Prato confermano che la strategia giusta è una sola: non fermarsi al singolo laboratorio, ma indagare la filiera in tutte i suoi passaggi che traggono vantaggio da pratiche illegali. Lo sfruttamento non si ferma nel laboratorio, si alimenta lungo tutta la catena della committenza. Questa operazione dimostra cosa si ottiene quando Procura, Asl, Guardia di Finanza e Polizia Locale lavorano insieme. È l'approccio multilivello che chiediamo di rendere strutturale, ma servono più risorse e più personale ispettivo. Lo scudo penale per le capofiliera committenti che il centrodestra aveva introdotto nel Ddl PMI avrebbe messo a rischio questo tipo di strategie investigative.
Gli articoli introdotti avrebbero infatti permesso ai grandi committenti di proteggersi dietro una certificazione volontaria di facciata, scaricando ogni responsabilità lungo la catena dei subappalti. Lo scorso dicembre, con le opposizioni, i sindacati e la società civile, abbiamo ottenuto alla Camera la cancellazione di quella norma approvata al Senato. L'operazione di oggi conferma quanto fosse necessaria quella battaglia. Ma non basta fermare le norme sbagliate. Servono interventi strutturali: responsabilità solidale lungo tutta la filiera, tracciabilità obbligatoria dei subappalti, rafforzamento degli organici ispettivi e delle forze dell'ordine, protezione effettiva per chi denuncia".

Lo dichiara Christian Di Sanzo, deputato Commissione Attività Produttive e segretario reggente PD Prato.

 

19/03/2026 - 15:20

“Perché Meloni non dice nulla su Delmastro? Cosa le impedisce di chiederne le dimissioni?”. Lo chiede il capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi che sottolinea: “In nessun Paese al mondo sarebbe tollerata la permanenza al governo di un sottosegretario condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio e che diviene socio di una giovane ragazza, appena maggiorenne e senza precedenti attività imprenditoriali, figlia di persona sotto processo e condannata per agevolazione di associazione mafiosa. Perché Delmastro ha scelto questi soci per mettersi in affari? Perché ha omesso la comunicazione agli organi di controllo delle variazioni della propria situazione patrimoniale? Siamo di fronte a una sequenza di fatti che, se confermati, colpirebbero profondamente la credibilità e l’onorabilità delle istituzioni. Meloni si sta assumendo una responsabilità politica e istituzionale enorme nel mantenere Delmastro al governo. Perché la premier tace? Di cosa ha timore? Ancora più grave è che ciò avvenga alla vigilia del voto di domenica e lunedì, che dovrebbe invece svolgersi nella massima trasparenza. Gli italiani hanno il diritto di sapere chi li governa e chi sono gli estensori di una riforma costituzionale che incide sull’equilibrio tra i poteri dello Stato, a partire dall’indipendenza della magistratura” conclude Gianassi.

 

19/03/2026 - 15:19

"È gravissimo che il governo Meloni, per finanziare appena tre settimane di sconti sui carburanti, scelga di colpire ancora una volta la sanità pubblica sottraendo oltre 86 milioni di euro al fondo del Ministero della Salute. Questa operazione dimostra che per la destra il diritto alla cura è solo un bancomat da svuotare per coprire misure spot: togliere risorse strutturali ai malati e al personale medico per un sollievo fiscale minimo di pochi giorni è una scelta politica cinica e miope che non faremo passare sotto silenzio."

Così Ilenia Malavasi, Capogruppo PD in Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati.

 

19/03/2026 - 14:43

"L'ufficializzazione dei tagli ministeriali per coprire il decreto carburanti rivela un accanimento inaccettabile contro il sistema sanitario nazionale, che perde 86,053 milioni di euro in un colpo solo. Utilizzare fondi destinati alla salute dei cittadini per garantire un risparmio temporaneo e di appena 20 centesimi alla pompa è un'operazione di distrazione di massa che indebolisce i servizi essenziali: il Partito Democratico denuncia con forza questa gestione della spesa pubblica che sacrifica i bisogni fondamentali dei pazienti sull'altare di una propaganda governativa dalla durata di soli venti giorni”.
Così Gian Antonio Girelli, deputato Pd della Commissione Affari Sociali della Camera.

19/03/2026 - 13:00

“Altro che sostegno concreto: quello annunciato dal ministro Lollobrigida è un intervento del tutto insufficiente, fatto di pochi spiccioli elettorali che non affrontano minimamente la crisi gravissima del settore della pesca. A fronte di rincari eccezionali del gasolio e problemi strutturali mai risolti, come i mancati indennizzi per il fermo pesca 2024 e 2025 e i ritardi nei ristori, il Governo risponde con una misura temporanea e limitata, utile forse alla propaganda ma non alle imprese”.

Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, Marco Simiani.

“Come Partito Democratico - aggiunge -  lo diciamo da tempo: serviva un aiuto concreto e immediato fin dall’inizio, già dopo le prime tensioni sul fronte energetico e internazionale. Invece sono passati troppi giorni senza interventi efficaci, e oggi questo ritardo rischia di compromettere l’impatto delle poche risorse messe in campo. Il mercato, infatti, potrebbe assorbirle rapidamente, soprattutto alla luce della volatilità del costo del carburante, rendendo di fatto inefficace una misura già debole alla partenza. Il costo del carburante rappresenta una delle principali voci di spesa per i pescatori italiani, arrivando a incidere in alcuni sistemi di pesca per oltre il 40-60 per cento dei costi operativi complessivi. Nei primi mesi del 2026, i prezzi del gasolio nei porti italiani hanno registrato aumenti medi del 33 per cento, con punte fino al 42 per cento, superando spesso 1 euro al litro. Numeri che da soli spiegano la gravità della situazione. Le marinerie italiane sono allo stremo e molte imbarcazioni rischiano di non uscire più in mare perché i costi sono diventati insostenibili. Servivano interventi urgenti e strutturali, a partire da un vero sostegno sui carburanti e dallo sblocco immediato dei pagamenti arretrati. Così invece - conclude - si continua a ignorare la realtà e si mette definitivamente in ginocchio un comparto strategico per il paese”.

 

19/03/2026 - 12:16

“Meloni era già a conoscenza del caso Delmastro da un mese? È vera questa notizia che sta circolando? La Presidente del Consiglio deve chiarire, così come deve spiegare come sia possibile che Delmastro continui a restare nel suo incarico nonostante la gravità di quanto sta emergendo. Come può oggettivamente continuare a restare in carica al Ministero della Giustizia un sottosegretario già condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio e che, se verrà confermato, sarebbe stato in affari con persone in qualche modo legate a soggetti condannati in via definitiva per reati con aggravante mafiosa? Persone che solo ieri diceva di non conoscere (!?) e che oggi apprendiamo avrebbe addirittura frequentato? Cos’altro deve accadere? Meloni dovrebbe chiarire, e dovrebbe farlo prima del referendum. È una questione di trasparenza, proprio perché la legge è uguale per tutti e sarà tale solo se la magistratura resterà autonoma e indipendente. Non si distragga con i podcast, ci risponda”. Così la responsabile giustizia del Pd, la deputata Debora Serracchiani.

 

19/03/2026 - 12:00

"Questo governo non ha una strategia energetica per il Paese. Non l'ha mai avuta. Da settimane famiglie e imprese pagano il prezzo pieno della crisi, con benzina e gasolio oltre i due euro al litro e aumenti di oltre trenta centesimi dall'inizio del conflitto. Il Partito Democratico ha proposto il taglio delle accise un minuto dopo lo scoppio della guerra in Iran. Il governo ha preferito stare alla finestra. Ora arriva un decreto che scade fra venti giorni. Nel frattempo il petrolio continua a salire. Il 7 aprile si torna al punto di partenza, senza nessuno strumento strutturale per contenere i prezzi. Non è una politica energetica. È un intervento di emergenza arrivato in ritardo, pensato per durare lo stretto necessario. L'Italia arriva a questa crisi già in difficoltà: salari fermi, inflazione che erode il potere d'acquisto, crescita tra le più deboli d'Europa. Servono risposte di lungo periodo. Un governo che naviga a vista, subisce gli eventi e tampona i disastri non è un governo che governa. È un governo che improvvisa".

Lo dichiara Christian Di Sanzo, deputato del Partito Democratico e componente della
commissione Attività produttive.

 

19/03/2026 - 10:55

Di fronte al caro carburanti, l’esecutivo tira fuori un taglio delle accise di 25 centesimi al litro per appena 20 giorni. Una misura fragile, che non affronta minimamente le difficoltà di famiglie e imprese: troppo poco e troppo tardi.

La verità è che l’Italia arrivava a questo passaggio già in affanno: salari fermi, pressione fiscale in aumento, crescita tra le più deboli d’Europa. E invece di intervenire con serietà e visione, ci mette una pezza, sperando che passi in fretta. È l’opposto di una strategia: è improvvisazione. Altro che risposte strutturali, come quelle proposte dal Pd e da Elly Schlein per la riduzione delle accise e gli investimenti nelle rinnovabili.

Un taglio che dura 20 giorni non è una politica economica: è uno spot elettorale a poche ore da un voto che evidentemente il governo teme più di quanto faccia intendere. E solo uno spot il Paese non può permetterselo.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

19/03/2026 - 10:43

“Mentre, dopo l’ordine di riequilibrio di Agcom, ci aspettiamo che Mediaset offra stesso spazio con stessa audience a personalità di analoga visibilità della Premier Meloni, nel vano tentativo di riequilibrare una programmazione totalmente schiacciata sul SI, osserviamo che persino lo spot di comunicazione istituzionale delle reti Mediaset somiglia moltissimo alla campagna per il SI. Il messaggio a caratteri cubitali recita “Si vota” richiamando proprio lo slogan dei comitati per il SI. I colori sono gli stessi della campagna per il SI. E c’è un appello al voto - “ogni voto conta” - rispetto alla comunicazione e illustrazione del voto. Anche in questo caso abbiamo inviato una segnalazione ad Agcom. Stiamo osservando una vera e propria regressione nella comunicazione politica delle reti private del Gruppo Mediaset della famiglia Berlusconi. Un ritorno ai tempi del far west televisivo con una violazione studiata e organizzata delle normative vigenti, cui la Presidente del Consiglio si presta. A proposito di terzietà, questa campagna ha fatto riemergere con prepotenza, accanto alla RAI di TELEMELONI, il tema del conflitto di interesse tra politica e media”. Così in una nota, i parlamentari dem componenti della Commissione di Vigilanza RAI.

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