14/01/2026 - 17:38

“Il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione in Commissione Agricoltura per chiedere al Ministro dell’Agricoltura quali misure urgenti e strutturali intenda adottare a sostegno della filiera del latte, oggi in piena crisi. Il prezzo del latte alla stalla è crollato fino a livelli che non coprono nemmeno i costi di produzione: il latte spot ha toccato quota 27 centesimi al litro, –54 per cento in un anno, mentre i prezzi al consumo restano invariati, a tutela dei margini della grande distribuzione. L’intesa promossa dal Ministero a dicembre su prezzi indicativi del latte si è rivelata non vincolante e inefficace: molte aziende hanno disdetto i contratti, lasciando gli allevatori senza sbocchi o costretti a vendere sottocosto. “Non bastano tavoli e impegni volontari – dichiarano i deputati PD firmatari –. Senza interventi strutturali il rischio è la chiusura delle stalle, la perdita di produzione nazionale e una filiera sempre più sbilanciata a danno degli allevatori”. Con l’interrogazione i componenti della commissione Agricoltura alla Camera, Forattini, Marino, Romeo, Rossi, Vaccari, chiedono al Governo di assumersi finalmente la responsabilità di governare il mercato e difendere una produzione strategica per l’agricoltura italiana.

 

14/01/2026 - 16:20

Sulle Acciaierie Valbruna di Bolzano e Vicenza è necessario che il governo esca da ogni inerzia e convochi al più presto il tavolo di confronto istituzionale con la Provincia autonoma, la Regione Veneto, l’azienda e le organizzazioni sindacali, al fine di garantire certezze sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento”. Così si legge nell’interpellanza urgente al governo delle deputate PD, Rosanna Filippin e Sara Ferrari.
"La mobilitazione dei lavoratori di Bolzano e Vicenza - continuano le parlamentari dem -, con presidi e iniziative pubbliche, l’ultima lunedì 12 con lo sciopero e il corteo a Bolzano con centinaia di partecipanti anche da Vicenza, testimonia l’altissimo livello di preoccupazione per il rischio di chiusura o delocalizzazione di una azienda che occupa attualmente 3200 lavoratori. Il bando, con il quale la provincia autonoma di Bolzano ha messo a gara il rinnovo della concessione dei terreni su cui insiste la fabbrica, scadrà il 15 gennaio, senza alcun partecipante perché è andato deserto il sopralluogo preventivo. Le interroganti chiedono al ministro Urso cosa intenda fare a questo punto, dopo aver voluto l’istruttoria Golden Power che ha dichiarato la piena strategicità nazionale delle acciaierie Valbruna e lo sollecitano ad una nuova urgente convocazione di un tavolo".
“Non si possono più aspettare promesse vane: il governo definisca una politica efficiente per il settore industriale, capace di sostenere gli insediamenti produttivi, accompagnare la transizione e difendere l’occupazione. A novembre il Ministro aveva evocato l’esercizio di poteri speciali, ora come intende fare la sua parte per scongiurare una crisi dalle importanti possibili conseguenze sociali, occupazionali e produttive?”, concludono Filippin e Ferrari.

14/01/2026 - 16:15

“L’autorizzazione al rigassificatore di Piombino è temporanea, ha una durata di tre anni e deve essere rispettata. Non siamo disponibili ad alcun prolungamento della permanenza dell’impianto nel porto di Piombino. La posizione della Regione Toscana, confermata dal Presidente Giani, è netta e coerente con gli atti approvati e con il programma di governo regionale: il rigassificatore deve lasciare il porto nei tempi previsti. La richiesta di Snam è quindi irricevibile ed occorre adesso una rapida e ferma presa di posizione da parte del Governo Meloni ”. Così in una nota congiunta Emiliano Fossi, deputato e segretario Pd della Toscana; Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio; Alessandro Franchi, consigliere regionale Pd della Toscana; Simone De Rosas, segretario Pd Elba – Val di Cornia e Fabio Cento, segretario Unione Comunale Pd di Piombino.

“Fermo restando lo spostamento del rigassificatore, Piombino merita da subito compensazioni e investimenti concreti. Non come contropartita per una proroga, ma come riconoscimento di un sacrificio sostenuto da un territorio e dal suo porto per un’opera di interesse nazionale. In questi anni il rigassificatore ha garantito un contributo economico alle aziende portuali di Piombino, ma insufficiente rispetto ai vincoli imposti allo sviluppo complessivo portuale, industriale e siderurgico. Servono per questo immediatamente investimenti strutturali: potenziamento delle infrastrutture portuali, e completamento delle infrastrutture terrestri e ferroviarie, nuove banchine, impulso allo sviluppo industriale e occupazionale, per creare più lavoro stabile e duraturo al porto, alla città di Piombino e al comprensorio della Val di Cornia”.
 

 

14/01/2026 - 15:46

“Sulla sicurezza siamo di fronte ad un clamoroso fallimento del governo Meloni, nonostante la raffica dei decreti a firma Piantedosi. La sicurezza è competenza dello Stato ma su questo punto il governo è campione di propaganda, incapace nel garantire sicurezza alle persone attraverso la prevenzione, le politiche sociali, il contrasto alla marginalità e la presenza effettiva delle forze dell'ordine sul territorio”. Così Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd, durante il Question Time alla Camera con il ministro Piantedosi.
“Sono sempre più frequenti gli episodi di aggressioni nelle nostre città che generano paura e insicurezza. Eppure il ministro Piantedosi continua a rispondere con vuote rassicurazioni. Addirittura parla di assunzioni straordinarie nelle forze di Polizia anche se sa che non coprono nemmeno il turnover. Poi cita i dati sul calo dei reati, più volte modificandoli, dimenticandosi che dietro a questi numeri ci sono persone in carne e ossa. Un clamoroso fallimento”, conclude Bonafè.

14/01/2026 - 15:43

“Domani inizia in Commissione Lavoro la discussione sulla proposta di legge del Partito Democratico per istituire il congedo paritario. È una battaglia che portiamo avanti con determinazione per sanare una ferita del nostro ordinamento: l’enorme disparità tra i cinque mesi spettanti alle madri e i soli dieci giorni previsti per i padri. Una distanza siderale che relega l’Italia lontano dagli standard dei Paesi europei più moderni. La nostra proposta prevede cinque mesi di congedo obbligatorio anche per i padri, non trasferibili e interamente retribuiti al 100%. Si tratta di una misura di civiltà che punta a sostenere la maternità. Oggi il sistema scarica quasi interamente il lavoro di cura sulle spalle delle donne, costringendole troppo spesso a scegliere tra professione e famiglia. Questo squilibrio alimenta le disuguaglianze di genere, frena l’occupazione femminile e penalizza la crescita economica del Paese.
Riconoscere ai padri il diritto e il dovere di essere presenti sin dai primi istanti di vita dei figli significa valorizzare la genitorialità e sostenere concretamente la natalità. Non è più tempo di semplici misure di ‘conciliazione’, serve una riforma strutturale che cambi la cultura del lavoro e della cura nel nostro Paese. Ci auguriamo che su un tema così decisivo per il futuro delle nuove generazioni e delle famiglie italiane ci sia un confronto serio e nel merito da parte di tutte le forze politiche”.
Così Ilenia Malavasi, capogruppo PD nella Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.

14/01/2026 - 15:41

“Ho ascoltato le parole del ministro Piantedosi sulla sicurezza e ho trovato la solita, vuota, propaganda. Ma c'è un elemento nuovo: il gioco delle tre carte. Venire in Parlamento e dire che si sono rafforzati gli organici per la sicurezza con nuove assunzioni è una clamorosa falsità, il gioco delle tre carte appunto. Le forze dell'ordine negli anni del governo Meloni sono diminuite e solo nel 2025 ci sono 1500 poliziotti in meno e altri 1000 in meno nell'anno precedente”. Lo dichiara il deputato e responsabile Sicurezza del PD, Matteo Mauri in replica al ministro Piantedosi durante il Question Time alla Camera.
“Alcuni reati crescono davanti l'opinione pubblica – sottolinea il parlamentare dem -, parlo di scippi, rapine, aggressioni e ciononostante il numero delle forze dell'ordine diminuisce. I numeri di Piantedosi non diventano verità e restano falsi anche se vengono ripetuti allo sfinimento”. “Il governo gridava all'emergenza quando i reati erano inferiori, ora invece sembra che tutto va bene. Propaganda irresponsabile, incapacità totale”, conclude Mauri.

14/01/2026 - 15:09

"Saremo in piazza, venerdì 16 a Roma, al fianco di Amnesty International e di Woman Life Freedom for Peace and Justice per sostenere il popolo iraniano e il suo diritto all'autodeterminazione, alla libertà e alla democrazia.
Le notizie che arrivano dall'Iran, le poche che riescono a superare il blocco di internet, sono drammatiche: le persone uccise sono migliaia e altrettante quelle arrestate e, probabilmente, torturate.
Ma la rivoluzione popolare non si ferma: con grande coraggio, donne e uomini iraniani continuano a protestare contro il regime totalitario e oscurantista degli ayatollah che nega ogni diritto e ogni libertà ed è causa di una gravissima crisi economica. Un regime mai stato così debole e in bilico. Ed è ora che il nostro sostegno, politico e pacifico, al popolo iraniano è fondamentale.
Per questo invito tutte e tutti a partecipare venerdì 16 alle ore 16 alla manifestazione indetta in piazza del Campidoglio a Roma.
Non lasciamo solo il popolo iraniano!". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

14/01/2026 - 14:57

“Il Dap, dipartimento della polizia penitenziaria, ha negato al comune di Modena la possibilità di svolgere una seduta del Consiglio Comunale presso la casa circondariale di Sant’Anna. Una decisione grave che rappresenta non solo uno sgarbo istituzionale verso la città di Modena, ma anche il tentativo di impedire da parte di un organismo alle dirette dipendenze del governo che vengano accesi i riflettori su una serie di criticità e interrogativi sul sovraffollamento, sull’assistenza sanitaria, sulle condizioni di lavoro del personale, sulle carenze e di progetti e di reinserimento all’interno di quella struttura carceraria”.

Lo dichiarano di deputati del Pd, Stefano Vaccari, Maria Cecilia Guerra e Debora Serracchiani, che hanno depositato alla Camera un’interrogazione al ministro della Giustizia per chiedere conto delle motivazioni della decisione del Dap e per conoscere le iniziative che il ministro Nordio intende adottare per consentire che l’assemblea richiesta possa svolgersi come accaduto in altre città.

“Non si spiega perché - insistono i parlamentari del Pd - consigli comunali straordinari siano stati autorizzati e poi tenuti nelle strutture carcerarie di Milano e di Roma e a Modena venga negata questa possibilità. Non da oggi il Comune di Modena assieme all’Ausl e al terzo settore, sono impegnati per offrire sul territorio di competenza una proficua collaborazione, indispensabile per supportare il carcere sia da un punto di vista istituzionale e sanitario, sia nei rapporti con le associazioni e i volontari per i progetti e le attività culturali, sociali, cosi come di reinserimento lavorativo".

 

 

14/01/2026 - 14:40

“È grave e inaccettabile che proprio nel giorno in cui si celebrano i 50 anni dalla nascita di la Repubblica si debba a ricordare la totale mancanza di chiarezza da parte del gruppo Gedi sul futuro di quotidiani che hanno fatto la storia del giornalismo italiano e che rappresentano un presidio essenziale di democrazia e pluralismo dell’informazione”. Così la capogruppo democratica Irene Manzi nel corso dell’Audizione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, sulle problematiche connesse alla vendita del gruppo editoriale GEDI. “Ancora più preoccupante – sottolinea Manzi - è l’atteggiamento tenuto dal gruppo nei mesi precedenti il dicembre 2025: una gestione opaca che non ha informato adeguatamente sulle prospettive future del gruppo e delle singole testate e sulle possibili trattative in corso per la cessione del gruppo.  Servono garanzie immediate di trasparenza e rispetto del pluralismo e dell’indipendenza dell’informazione. La garanzia dell’applicazione delle clausole sociali per giornalisti, poligrafici e tecnici deve essere un punto fermo e non negoziabile di qualsiasi trattativa. A questo deve affiancarsi la presentazione di un piano editoriale chiaro e credibile, capace di escludere definitivamente qualsiasi ipotesi di spacchettamento delle testate, che avrebbe effetti devastanti sul pluralismo dell’informazione nazionale e locale. Per queste ragioni chiediamo al Governo chiarimenti puntuali e un monitoraggio costante dell’operazione. Non siamo di fronte a una normale transazione economica, ma al destino di uno dei più importanti gruppi dell’informazione italiana, che va seguito con la massima attenzione e responsabilità istituzionale” conclude Manzi

14/01/2026 - 14:19

“Il Dap, dipartimento della polizia penitenziaria, ha negato al comune di Modena la possibilità di svolgere una seduta del Consiglio Comunale presso la casa circondariale di Sant’Anna. Una decisione grave che rappresenta non solo uno sgarbo istituzionale verso la città di Modena, ma anche il tentativo di impedire da parte di un organismo alle dirette dipendenze del governo che vengano accesi i riflettori su una serie di criticità e interrogativi sul sovraffollamento, sull’assistenza sanitaria, sulle condizioni di lavoro del personale, sulle carenze e di progetti e di reinserimento all’interno di quella struttura carceraria”.

 

14/01/2026 - 14:18

"Le parole del procuratore Tescaroli sono la conferma di quanto purtroppo denunciamo da mesi: il governo Meloni ha abbandonato Prato. Cinque mesi fa, in occasione della visita del ministro Piantedosi per il Comitato nazionale sulla sicurezza, ponemmo dieci domande precise sulle carenze di organico nelle forze dell'ordine, in Tribunale, in Procura, all'Ispettorato del Lavoro. Non abbiamo ricevuto risposte, solo promesse. Oggi il procuratore capo certifica quello che temevamo: da agosto non è arrivato nulla. Zero rinforzi. Zero incrementi negli organi investigativi. Nulla di nulla. Tescaroli descrive una situazione emergenziale dove la Procura, per mancanza di personale, è costretta a selezionare quali indagini svolgere. È una situazione inaccettabile. Alla vigilia della visita, anzi, della passerella di Piantedosi a Prato, chiedemmo un piano serio con numeri e tempi certificati. Non lo abbiamo mai visto. La deputata Mazzetti allora parlò di enfasi mediatica, ma oggi i fatti le danno torto. Non sono i giornali a inventare i pacchi bomba o le sparatorie. In più occasioni avevamo chiesto al ministro di venire in parlamento per riferire su Prato e sulle infiltrazioni criminali che rischiano di danneggiare pesantemente il distretto. La risposta sono stati solo silenzi imbarazzati. Ora basta, è venuto il momento che il titolare del Viminale venga in aula per dire con chiarezza cosa intende fare per Prato. Servono risposte immediate: quanti agenti, quanti ispettori, quali risorse, con quali tempi. La sicurezza dei cittadini pratesi non può più attendere".

 

Così Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.

 

14/01/2026 - 14:17

“La decisione del governo israeliano di sospendere le autorizzazioni a 37 organizzazioni umanitarie internazionali attive nella Striscia di Gaza e nei Territori Palestinesi Occupati, subordinando il rinnovo delle licenze alla trasmissione alle autorità israeliane di elenchi nominativi e dati sensibili del personale palestinese, è di estrema gravità ed avrà conseguenze drammatiche su una popolazione civile già colpita da una crisi umanitaria senza precedenti. La revoca delle autorizzazioni a partire dal prossimo 1° marzo e il conseguente obbligo ad abbandonare l’area deriva da una riforma delle procedure particolarmente controversa. Numerose Ong, tra cui Medici Senza Frontiere, Oxfam e Caritas Gerusalemme, hanno spiegato di non aver adempiuto alle richieste per proteggere l’incolumità dei propri operatori palestinesi in un contesto di conflitto armato e per garantire il rispetto della normativa europea in materia di tutela dei dati personali. Commissione europea ed Onu chiedono la rimozione di ogni barriera per l’arrivo degli aiuti ed hanno criticato la decisione israeliana. l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, ha definito 'inaccettabile' l’annuncio di Israele di sospendere le attività di 37 Ong a Gaza, denunciando l’ennesima restrizione illegittima all’accesso umanitario e ha invitato la comunità internazionale a intervenire con urgenza, ricordando a Israele l’obbligo, previsto dal diritto internazionale, di garantire e facilitare l’ingresso degli aiuti essenziali. Quali iniziative urgenti intende assumere il governo italiano? Come intende garantire il rispetto del diritto umanitario internazionale, assicurando l’accesso continuo e sicuro agli aiuti umanitari per la popolazione civile?”.

Così i deputati e le deputate democratiche, Provenzano Boldrini, Quartapelle, Porta, Scotto, Scarpa, Vaccari, Ferrari, Ghio, Bakkali e Berruto, in un’interrogazione rivolta al ministro degli Esteri, Tajani.

 

14/01/2026 - 13:47

"Le parole del procuratore Tescaroli sono la conferma di quanto purtroppo denunciamo da mesi: il governo Meloni ha abbandonato Prato. Cinque mesi fa, in occasione della visita del ministro Piantedosi per il Comitato nazionale sulla sicurezza, ponemmo dieci domande precise sulle carenze di organico nelle forze dell'ordine, in Tribunale, in Procura, all'Ispettorato del Lavoro. Non abbiamo ricevuto risposte, solo promesse. Oggi il procuratore capo certifica quello che temevamo: da agosto non è arrivato nulla. Zero rinforzi. Zero incrementi negli organi investigativi. Nulla di nulla. Tescaroli descrive una situazione emergenziale dove la Procura, per mancanza di personale, è costretta a selezionare quali indagini svolgere. È una situazione inaccettabile. Alla vigilia della visita, anzi, della passerella di Piantedosi a Prato, chiedemmo un piano serio con numeri e tempi certificati. Non lo abbiamo mai visto. La deputata Mazzetti allora parlò di enfasi mediatica, ma oggi i fatti le danno torto. Non sono i giornali a inventare i pacchi bomba o le sparatorie. In più occasioni avevamo chiesto al ministro di venire in parlamento per riferire su Prato e sulle infiltrazioni criminali che rischiano di danneggiare pesantemente il distretto. La risposta sono stati solo silenzi imbarazzati. Ora basta, è venuto il momento che il titolare del Viminale venga in aula per dire con chiarezza cosa intende fare per Prato. Servono risposte immediate: quanti agenti, quanti ispettori, quali risorse, con quali tempi. La sicurezza dei cittadini pratesi non può più attendere".

Così Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.

 

14/01/2026 - 13:36

“In attesa che il tribunale amministrativo si pronunci è importante firmare e continuare a far firmare. Raggiungere 500mila firme significa costituire il comitato promotore, significa avere spazi per informare, significa avere spazi sui media e significa soprattutto poter mettere i cittadini italiani nelle condizioni di esprimere un voto libero, consapevole e informato”. Lo dichiara Debora Serracchiani deputata e responsabile Giustizia del Pd.

14/01/2026 - 13:14

“È grave e inaccettabile che proprio nel giorno in cui si celebrano i 50 anni dalla nascita di la Repubblica si debba a ricordare la totale mancanza di chiarezza da parte del gruppo Gedi sul futuro di quotidiani che hanno fatto la storia del giornalismo italiano e che rappresentano un presidio essenziale di democrazia e pluralismo dell’informazione”. Così la capogruppo democratica Irene Manzi nel corso dell’Audizione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, sulle problematiche connesse alla vendita del gruppo editoriale GEDI. “Ancora più preoccupante – sottolinea Manzi - è l’atteggiamento tenuto dal gruppo nei mesi precedenti il dicembre 2025: una gestione opaca che non ha informato adeguatamente sulle prospettive future del gruppo e delle singole testate e sulle possibili trattative in corso per la cessione del gruppo.  Servono garanzie immediate di trasparenza e rispetto del pluralismo e dell’indipendenza dell’informazione. La garanzia dell’applicazione delle clausole sociali per giornalisti, poligrafici e tecnici deve essere un punto fermo e non negoziabile di qualsiasi trattativa. A questo deve affiancarsi la presentazione di un piano editoriale chiaro e credibile, capace di escludere definitivamente qualsiasi ipotesi di spacchettamento delle testate, che avrebbe effetti devastanti sul pluralismo dell’informazione nazionale e locale. Per queste ragioni chiediamo al Governo chiarimenti puntuali e un monitoraggio costante dell’operazione. Non siamo di fronte a una normale transazione economica, ma al destino di uno dei più importanti gruppi dell’informazione italiana, che va seguito con la massima attenzione e responsabilità istituzionale” conclude Manzi.

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