Intervento minimale e tagliati due anni di sconto sulle barriere architettoniche
A leggere il decreto sul 110% non si sa se piangere o ridere. Siamo al bluff e al controbluff tra i partiti di maggioranza e il
Ministro Giorgetti. Alla fine, sul 110%, abbiamo la montagna che partorisce un topolino mentre FI gioisce come avesse raggiunto chissà quale risultato.
Altro che esultare, in realtà l’estensione per 8 mesi per chi ha un ISEE inferiore a 15.000 euro non farà che far litigare i condomini e bloccherà comunque i cantieri. In più la sorpresa del blocco dello sconto in fattura dal primo gennaio del bonus sulle barriere architettoniche, le cui risorse vengono usate per coprire i maggiori costi della mini estensione del 110 ai redditi più bassi.
La possibilità del bonus sulle barriere architettoniche era previsto sino al 2025: come al solito si cambiano le regole in corsa mettendo in ginocchio chi aveva pianificato i lavori nei prossimi due anni e le aziende che avevano esteso la propria attività facendo nuove assunzioni a cui dovranno rinunciare con la disoccupazione conseguente di molti giovani.
Chissà se anche su questo bonus si griderà alle truffe per giustificare quello che è: raschiare il barile perchè non si vogliono prendere i soldi dove ci sono i potenti.
Lo dichiara Silvio Lai, deputato PD della Commissione bilancio della Camera
Una manovra ingiusta che pagheranno come sempre i più fragili. Dalla sanità alla scuola, dalle pensioni alla casa: i tagli della destra utili solo spartirsi favori e potere. L’abbiamo contrastata con forza in Parlamento, continueremo a farlo nel Paese.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Inquietante il capogruppo di Fratelli d’Italia Foti che chiude il suo intervento in Aula alla Camera sulla manovra rispolverando un inno dei giovani missini “Il domani appartiene a noi”. Il passato ritorna in nuove forme e spesso in farsa. Ma rimane pericoloso.
Lo ha scritto su X Andrea De Maria, deputato Pd
“La destra si spacca sul Superbonus ma resta compatta sul no alle risorse per la Toscana colpita dalle alluvioni. Dopo la bocciatura dell’emendamento, sia in Commissione che in Aula, che avrebbe concesso un miliardo e mezzo di euro ai territori devastati oggi la Camera ha addirittura respinto l’ordine del giorno che avrebbe impegnato il governo a reperire finanziamenti immediati. A due mesi dal disastro la maggioranza, dopo aver rifiutato ogni nostra proposta per settimane ed in numerosi provvedimenti esaminati dal Parlamento, ha avuto oggi anche il coraggio tramite il deputato Donzelli di dire genericamente in Aula che ‘dobbiamo rimboccarci le maniche’. Questa prepotenza e questa arroganza non saranno per sempre”: è quando dichiara Emiliano Fossi, deputato Pd e segretario regionale del Partito Democratico della Toscana.
La Camera ha approvato all’unanimità l’Odg collegato alla Legge di bilancio, a prima firma della deputata dem Sara Ferrari, promosso unitariamente dalla minoranza in commissione femminicidio, ma sottoscritta anche da colleghe e colleghi di maggioranza. Il testo, in coerenza con lo stanziamento dei 40 milioni di euro destinati dalle opposizioni al contrasto alla violenza, impegna il governo a migliorare e snellire le procedure di assegnazione dei fondi ai centri antiviolenza e alle case rifugio, ai centri per uomini maltrattanti, al reddito di libertà, a redigere le linee guida per la promozione obbligatoria degli operatori per evitare la sottovalutazione del rischio, ad emanare i decreti attuativi della legge del 2022 sui dati e le statistiche della violenza di genere, perché conoscere meglio è prevenire meglio.
Dichiarazione di Marco Furfaro, deputato e componente segreteria nazionale del Pd
"L'alluvione in Toscana è stata storie e numeri. Le storie di chi ha perso i propri cari, di chi ha visto nel fango affogare investimenti di una vita. E numeri impietosi. Irpet parla di un miliardo e 890 milioni di euro di danni, da aggiungere ai 110 milioni di interventi per il soccorso alla popolazione e le somme urgenze. Le imprese coinvolte sono oltre diecimila. Numeri che il governo conosce bene, ma nonostante questo ad oggi (e a distanza di mesi) ha stanziato soltanto 5 milioni di euro e null'altro. Ho fatto un appello ai parlamentari della destra toscani a votare l'ordine del giorno che abbiamo proposto, che semplicemente impegnava il governo ad adottare al più presto un provvedimento ad hoc per la Toscana che prevedesse ristori, rimborsi, proproghe fiscali e tributarie, cassa integrazione e tutto il necessario per salvaguardare un contesto produttivo ed economico fondamentale per l'Italia. La destra ha votato contro, i parlamentari toscani di Fdi, Forza Italia e Lega si sono espressi contro. Una cosa grave, che segna un'ipocrisia infinita di chi passerà le feste con il proprio lauto stipendio al calduccio mentre tanti toscani hanno perso tutto. Spero che da oggi la smettano di fare propaganda sulla pelle delle persone, noi continueremo invece a batterci con le nostre comunità per ottenere ciò che è giusto: gli aiuti per gente che ha perso tutto e che deve ripartire". Così Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria PD, primo firmatario dell'ordine del giorno bocciato dal governo che chiedeva al governo un provvedimento per gli alluvionati in Toscana.
“La Camera ha approvato all’unanimità un ordine del giorno alla legge di Bilancio presentato dal Pd per rendere stabile il finanziamento di due milioni di euro annui all’Istituto degli Studi Filosofici e l’Istituto Croce di Napoli a partire dal 2026. Pensiamo sia un fatto molto rilevante, un segnale di attenzione a Napoli e a istituzioni che hanno contribuito da sempre allo sviluppo culturale della città”.
Lo dichiarano i deputati democratici, Roberto Speranza, Arturo Scotto, Marco Sarracino, Piero De Luca, Enzo Amendola, Stefano Graziano e Toni Ricciardi.
Oggi ho presentato un ordine del giorno alla Legge di Bilancio per consentire ai Comuni - alcuni dei quali in provincia di Agrigento - di procedere alle stabilizzazioni del personale a tempo determinato, il cui termine ultimo è al momento fissato alla data limite del 31 dicembre.
I lavoratori e le lavoratrici a tempo determinato degli enti locali siciliani in dissesto, o che si trovano in riequilibrio finanziario, o che non hanno potuto predisporre gli strumenti finanziari, oggi rischiano il mancato rinnovo dei loro contratti.
Al mio odg, sottoscritto da tutto il gruppo parlamentare del PD, il governo ha dato parere favorevole con riformulazione “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”, che ho accettato, trattandosi del destino di ben 900 lavoratori e lavoratrici in tutta la Sicilia e in un momento storico particolarmente delicato e difficile.
In particolare, il mio ordine del giorno impegna il Governo "ad adottare le opportune iniziative di carattere normativo che consentano agli enti in questione di procedere alla stabilizzazione del loro personale precario”.
L’approvazione unanime da parte Camera è un segnale importante, ma continueremo a vigilare sull’operato del Governo e sulla effettiva attuazione di questo ordine del giorno.
Porteremo avanti ogni azione normativa e ogni iniziativa parlamentare necessaria per garantire la continuità e la stabilità contrattuale a questi lavoratori e a queste lavoratrici.
“Una quota del fondo per la progettazione previsto nel contratto di servizio Rfi dovrà essere destinato alla progettazione della nuova linea ferroviaria Cagliari-Sassari-Olbia in grado di garantire la percorrenza media della tratta a 150 km/h. Lo prevede un ordine del giorno, a prima firma del deputato Pd della commissione Bilancio Silvio Lai, approvato dalla Camera nel corso della discussione sulla legge di bilancio.
"È una notizia positiva - commenta Silvio Lai - perché, se come auspico il Governo darà seguito attuativo all'ordine del giorno, si potrà finalmente contare su una valutazione reale del costo di un sistema ferroviario minimo adeguato. Due ore di percorrenza per la Cagliari-Olbia e 1h20 per la distanza tra Cagliari e Sassari sarebbero un dato civile. Si ridurrà un gap che finora ha visto la Sardegna come fanalino di coda, tra tutte le regioni italiane, sulla dotazione di infrastrutture di trasporto. Basti pensare che a livello nazionale la quota di rete ferroviaria non elettrificata, cioè il livello più obsoleto, è pari al 27,9% della rete complessiva e al Sud, la quota di rete ferroviaria non elettrificata è il 35,3% del totale: ma in Sicilia sale al 42,2% e in Sardegna si arriva al 100,0%. La conseguenza è che la velocità media di percorrenza dei treni in Sardegna non supera i 70km/h sulla linea principale Cagliari-Sassari-Olbia. Ora, di contro, in base all'ordine del giorno, potrebbe abbondantemente superare i 150km/h. Ora - conclude il deputato democratico - l'attuazione è nelle mani dell'esecutivo Meloni e vigileremo, spero con il supporto della commissione competente presieduta da un collega sardo, affinché il Governo mantenga l’impegno preso in aula e sostenuto da tutto il Parlamento”.
Dichiarazione di Piero De Luca, capogruppo Pd commissione Politiche Ue
Continuando a decidere di non decidere sul tema delle concessioni balneari, il Governo conferma un atteggiamento irresponsabile che porta avanti da tempo, le cui conseguenze ricadono sull'intero Paese. Come si può pensare che i Comuni debbano assumersi la responsabilità di effettuare proroghe automatiche delle attuali concessioni balneari, in assenza di una norma di legge chiara ed in presenza di una sentenza del Consiglio di Stato che va in direzione opposta, con una procedura d’infrazione europea in atto sostenuta dalla giurisprudenza della Corte di giustizia UE? Per questo, abbiamo presentato un ordine del giorno alla legge di bilancio che invitava il Governo a provvedere con urgenza per consentire l’avvio delle procedure di evidenza pubblica finalizzate al rilascio dei nuovi provvedimenti concessori. Rigettando questa richiesta, la destra preferisce prendere in giro e danneggiare tutti, lasciando nel caos, senza alcuna certezza giuridica, gli operatori di questo settore così importante da un punto di vista economico ed occupazionale, ma anche gli amministratori locali degli enti concedenti. Un disastro totale.
“Il Governo ha bocciato un ordine del giorno del Pd, il numero 113, in cui si chiedeva di dare seguito ad alcuni aspetti in materia di rafforzamento dei contratti collettivi nazionali presenti nelle indicazioni contenute nel documento del Cnel ‘elementi di riflessione sul salario minimo in Italia’. Dopo avergli commissionato un report con l’evidente obiettivo di smontare la proposta delle opposizioni sul salario minimo, ora la cestina definitivamente. Il Cnel non deve essere menzionato, nemmeno in un ordine del giorno. Una clamorosa giravolta che rischia di minare ulteriormente la credibilità del rapporto tra il Governo, il Parlamento e il Cnel. Ci troviamo come al solito davanti a un costume ormai consolidato che usa le istituzioni come dependance a uso e consumo di Palazzo Chigi. Quando non servono più, vengono gettate via come una scarpa vecchia”.
Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Un voto favorevole che accogliamo con grande soddisfazione quello di stamane in aula alla Camera sull’ ordine del giorno, di cui sono primo firmatario, con il quale s’impegna il governo ad adottare iniziative normative che consentano la successiva e progressiva stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato di profili di ingegneri, architetti, geometri o amministrativi assunti per affrontare l’emergenza” . Così il deputato Pd Luciano D’Alfonso ha commentato l’esito del voto al suo ordine del giorno “che riguarda – ha precisato D’Alfonso in aula- risorse professionali, competenze, bravure, per realizzare la ricostruzione nei territori colpiti da terremoti, disastri e catastrofi. Bravure di persone– ha proseguito l’esponente abruzzese del Pd – che non hanno realizzato sui territori la riaccensione di lampade votive, ma hanno consentito il ripristino della vita e il ritorno della prossimità delle città”.
L’ordine del giorno, sottoscritto anche dai colleghi Curti, Manzi e Ascani del gruppo Pd, affermava inoltre che “è urgente affrontare il tema della stabilizzazione della forza lavoro non solo finalizzandola alle ingenti attività legate al sisma ma anche alla necessità di dotarsi del personale di cui il sistema delle autonomie locali ha estremo bisogno.” Inoltre “è necessario – si legge ancora nell’odg che la Camera ha approvato in sede di approvazione della manovra economica- predisporre una o più graduatorie uniche regionali , distinte per profilo professionale e inquadramento per tutte le figure che nell’ambito degli enti del cratere abbiano maturato i requisiti. “
“Se il ministro Lollobrigida vuole sul serio affrontare il tema dell'aggiornamento della legge 157 sulla caccia, presenti in Parlamento, come impone la stessa norma, la relazione sullo stato di applicazione. Sulla base dei dati tecnici che ci forniranno le regioni, gli ambiti territoriali di caccia e i comprensori alpini, e l'Ispra potranno essere evidenziate le criticità da affrontare e le positività da rafforzare. Il resto è solo propaganda come il disegno di legge presentato dal collega di partito Amidei al Senato, al quale il ministro ha chiesto di ritirarla, che avanza proposte demagogiche che fanno del male allo stesso mondo venatorio. Una cosa è certa, almeno per noi, qualsiasi modifica non dovrà mettere in discussione il sistema pubblicistico attuale che nel tempo la stessa destra ha tentato di scardinare per ragioni privatistiche e consumistiche. Le priorità sono la tutela della biodiversità, la corretta gestione del territorio unitamente alla sua programmazione in raccordo con la legge sui parchi, le indicazioni della scienza per tempi e specie cacciabili, il prelievo venatorio sostenibile, il rispetto delle direttive comunitarie. Su questo terreno si potrà discutere ed approfondire. Intanto la destra getti nel cestino la proposta Amidei”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
A oltre un anno di distanza dall’evento, trascorso nella totale inerzia delle Istituzioni, approvato stamattina dalla Camera il primo atto formale che impegna il Governo a stanziare i fondi necessari
“Oggi alla Camera è stato approvato in maniera unanime un mio Ordine del Giorno che impegna il Governo a stanziare, nei prossimi provvedimenti utili, risorse a supporto dei cittadini danneggiati dal terremoto che il 9 novembre 2022 ha colpito il nord delle Marche. Un’iniziativa che fa seguito all’interrogazione parlamentare da me presentata nei mesi scorsi e che, necessariamente, va a sanare l’assenza di misure nel contesto della Legge di Bilancio e del Decreto Milleproroghe. Ad oltre un anno dall’evento molti nostri concittadini, che hanno subito danni significativi alle abitazioni, sono costretti a subire disagi enormi. L’Ordine del Giorno rappresenta dunque un primo importante atto formale, al quale il Governo dovrà dare immediato seguito. In questo senso mi impegnerò a verificare che, con somma urgenza, vengano messe in campo misure adeguate”. Lo dichiara Augusto Curti, deputato Pd.
“Con la Legge di Bilancio la destra non solo ha tagliato i fondi per la salute ma ha addirittura bloccato le risorse che spettano alle Regioni per la sanità territoriale”: è quanto dichiara il deputato Pd e segretario regionale del Partito Democratico della Toscana Emiliano Fossi, sul suo ordine del giorno alla Manovra respinto oggi, venerdì 29 dicembre, dall’Aula di Montecitorio.
“Sono mesi che il governo penalizza in particolare la Regione Toscana evitando di emanare i decreti ‘Payback’ e ‘fondi aggiuntivi Covid’ sulla sanità: si tratta di oltre 400 milioni di euro dovuti per legge ma mai trasferiti e che avrebbero potuto evitare l’aumento dell’addizionale regionale Irpef necessaria per continuare ad erogare servizi, spesso aggiuntivi, alla popolazione. Continueremo a rivendicare in Parlamento queste inadempienze ma deve essere chiaro a tutti che l’aumento delle tasse in Toscana ha un solo colpevole: il Governo Meloni”.