Esteri
Qual è la valutazione politica del Governo italiano su questi attacchi? Perché siamo tutti d'accordo che il regime iraniano deve fermare le inaccettabili ritorsioni, ma per noi si devono fermare anche i bombardamenti di Trump e di Netanyahu.
Il Governo deve impegnarsi per fermare questi attacchi militari; deve impegnarsi per ottenere un cessate il fuoco immediato; deve insistere per tornare alla via negoziale e politica per scongiurare un allargamento ulteriore della guerra dalle conseguenze incalcolabili e battersi per ottenere la liberazione di tutti i prigionieri politici del regime, anche di Narges Mohammadi, e fermare le esecuzioni; deve assicurare il massimo impegno per riportare a casa e al sicuro i nostri connazionali che sono ancora bloccati nelle aree del conflitto e garantire la sicurezza dei nostri militari, impegnati in missione di pace nella regione, e dei civili; deve lavorare - sì - con i partner europei; deve lavorare per la protezione e la sicurezza del suolo europeo, come suolo europeo è Cipro, come previsto dalla solidarietà scritta nei Trattati.
Noi diciamo “no” all'autorizzazione delle basi per appoggiare in nessun modo questa guerra, che è una guerra che viola il diritto internazionale.
Vogliamo sapere come sosterrete le famiglie e le imprese italiane di fronte alle conseguenze economiche di questa nuova guerra e della chiusura dello Stretto di Hormuz, perché le borse crollano. Abbiamo visto il prezzo del petrolio salire molto; abbiamo visto il gas che è aumentato del 50 per cento, l'inflazione che riprende a salire.
Oltre ai danni della guerra commerciale che ci ha dichiarato Trump, si aggiunge il costo delle sue guerre militari, sempre a danno di imprese e lavoratori italiani.
Khamenei era un dittatore sanguinario: era un dittatore sanguinario che di certo non ci mancherà.
Al contempo, noi riteniamo sbagliate le azioni militari unilaterali e le riteniamo un precedente pericoloso di violazione del diritto internazionale, perché se si smantella il diritto internazionale, vale solo la legge del più forte.
Siamo sempre stati e restiamo al fianco del popolo iraniano, che lotta per la libertà contro la repressione brutale di un regime sanguinario che è responsabile di crimini atroci e del massacro di decine di migliaia di manifestanti, anche in questi ultimi mesi. Nelle piazze del movimento “Donna, Vita, Libertà” noi ci siamo dal 2022, dalla morte - dall'uccisione spregevole - di Mahsa Amini.
Altri non possono dire la stessa cosa.
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