“Non è una vittoria e non si è evitata una guerra commerciale: era di fatto già in atto e iniziata da Donald Trump”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su Agorà su Rai3 in merito ai dazi al 15% decisi ieri.
“C’è stata un’imposizione che costerà carissimo al nostro Paese e ciò dimostra la poca efficacia nonostante i rapporti cosiddetti privilegiati tra il nostro Governo e quello americano - ha detto la deputata dem - Siamo in una fase storica in cui Trump si permette di dare patenti a chiunque, mostrandosi impositivo nei confronti dell’Europa e degli Stati europei, con modi imbarazzanti”.
“Ora vedremo come proseguirà, questa è stata solo la prima puntata: gli Stati Uniti hanno già dimostrato con il Giappone che dopo il primo punto la discussione prosegue. Per ora si conclude con il 15%, ma Trump ci ha abituato a svolte quotidiane per cui potrebbe non essere il punto definitivo. L’unica certezza è che farà male al nostro Paese” ha concluso Gribaudo.
“Non si è mai vista una riforma così sul Csm senza una discussione emendata, invece qui si procede a colpi di maggioranza: si piega la giustizia al volere politico, quindi non possiamo che essere contrari nel merito e nel metodo”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su Sky Tg24, parlando della riforma della Giustizia.
“Alla giustizia in Italia in questo momento servirebbe altro: questa riforma non affronta le vere emergenze - ha proseguito la deputata dem - Lo ha ricordato anche il presidente della Repubblica Mattarella: ora le urgenze sono il sovraffollamento carcerario e la situazione di estrema gravità di scarsità delle risorse di personale. Su questo bisognerebbe concentrarsi”.
“Per fare un altro esempio: anche ieri abbiamo avuto una giornata nera di morti sul lavoro. Sto chiedendo da tempo una procura speciale sul lavoro. I famigliari, spesso e volentieri, hanno risposte di giustizia molto tardi, spesso i processi finiscono in prescrizione ed è gravissimo. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di un’attenzione dedicata e di una specialità di indagini, altrimenti non si riesce ad affrontare questi argomenti. Questa è una cosa molto concreta” ha concluso Gribaudo.
“Finalmente chiuse le indagini, ora si arrivi rapidamente a una conclusione. Deve emergere tutta la dinamica, comprese le condizioni di lavoro, i tempi ristretti, i carichi eccessivi e i processi burocratici complessi che, come abbiamo segnalato nella relazione prodotta dalla Commissione nel settembre scorso, hanno determinato il grave incidente ferroviario che ha scosso il nostro territorio”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, dopo la chiusura delle indagini sulla strage di Brandizzo.
“Credo si debba fare un plauso al lavoro della procura di Ivrea che, nonostante la ben nota carenza di personale e di risorse, è riuscita a concludere in tempi ragionevoli un lavoro certamente molto complesso - prosegue Gribaudo - Nella Relazione pubblicata dalla Commissione abbiamo fornito delle indicazioni per garantire la sicurezza di chi lavora sui binari, dove si continua a morire”.
“Mi auguro che queste proposte possano venire presto prese nella dovuta considerazione, anche alla luce di quanto emergerà dall'indagine giudiziaria. Perché è certamente indispensabile individuare le responsabilità, lo dobbiamo alle vittime e ai loro famigliari, che troppo spesso vedono trascorrere troppo tempo prima di avere giustizia. Ma dobbiamo, tutti, fare di tutto affinché incidenti di questo genere non accadano più” conclude Gribaudo.
“La lotta alla violenza sulle donne non passa solo attraverso le aule giudiziarie, ma anche e soprattutto attraverso l’educazione e la prevenzione. Ringrazio quindi il gruppo al Senato del Pd per aver fatto approvare gli ordini del giorno che impegnano il Governo anche su questo fronte”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’approvazione in Senato del Ddl Femminicidio e sui tre odg presentati dal gruppo del Pd.
“Conosciamo bene i tempi della giustizia in Italia - prosegue la deputata dem - e per quanto sia importante dare il corretto nome ai fenomeni lo è altrettanto prevenirli, attraverso l’educazione e strumenti che agiscano prima che venga commesso un reato”.
“Ora attendiamo che il testo arrivi alla Camera, ricordando che quella dei femminicidi è una strage da combattere in maniera prioritaria” conclude Gribaudo.
“La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia prosegue il proprio operato per migliorare le condizioni di sicurezza e fare luce su quanto accaduto, perché non si ripeta più. Oggi, audiremo Paolo Sasso, responsabile idroelettrico in Italia per ENEL, in merito a quanto avvenuto a Suviana”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro.
“Come Commissione abbiamo aperto fin da subito un’inchiesta sulla strage che il 9 aprile del 2024 portò via sette lavoratori. Il tema è complesso ma serve agire per individuare le responsabilità, ma soprattutto per fare in modo che fatti del genere non capitino più. Sta anche alla politica portare quel cambiamento forte e necessario, in termini di normative e rivoluzione culturale, per evitare tragedie come queste”.
“Il Governo sminuisce il respingimento del ministro Piantedosi in Libia, dimostrando quanto sia ridicolo. Peccato che la situazione è drammatica. Per un giorno il ministro si è sentito come i migranti si sentono sempre”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su RaiNews24.
“Quando uno mente in Parlamento mente a tutti gli italiani. Allora come si fa? A maggior ragione se è il ministro della Giustizia a mentire. Viene buttata acqua sul fuoco dicendo che è colpa dei giornalisti. È gravissimo. Ci stanno portando verso una deriva sempre più pericolosa".
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su RaiNews24.
“Non si può stare in posizioni così rilevanti senza mai assumersi le responsabilità di quello che si dice e di quello che si fa fuori e dentro le aule parlamentari - ha detto la deputata dem - Visto che noi siamo rispettosi della Costituzione sempre, per decenza politica prima ancora di tutto il resto dovrebbe dimettersi”.
“La premier Giorgia Meloni dovrebbe venire in aula a riferire di quello che è successo perché le cose non sono andate come sono state raccontate al Parlamento, e dunque al Paese, ed è evidente che le Opposizioni adesso hanno chiesto un’informativa urgente: ci vorrebbe un po’ di decenza in questo Paese, in altri si sarebbero già dimessi” ha concluso Gribaudo.
“Oggi a Torino abbiamo presentato la proposta di legge Griseri Prisco, a mia prima firma, che prevede per i rider dipendenti un’integrazione salariale nei giorni di allerta meteo, senza provvedimenti emergenziali. Questo perché il cambiamento climatico è un dato di fatto innegabile: non possiamo più permetterci di arrivare impreparati a ogni avversità metereologica, occorrono misure strutturali e non emergenziali. Non solo: per quanto riguarda i rider autonomi e parasubordinati, che ad oggi non hanno alcuna tutela se non la possibilità di non lavorare e non avere alcun compenso, sarà previsto l’avvio di una sperimentazione triennale con ammortizzatore sociale dedicato. Chiediamo un fondo di 10 milioni l’anno per 3 anni. Ma soprattutto chiediamo la volontà del Governo e di questa maggioranza a lavorare per la salute e la sicurezza di questi lavoratori”. Così la vicepresidente del Partito Democratico Chiara Gribaudo che questa mattina, insieme al sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il presidente di ARCI Torino Daniele Mandarano e il segretario di Nidil Cgil Torino Danilo Bonucci, ha illustrato l’iniziativa.
“L’obiettivo della legge è di sospendere le consegne e tutelare economicamente i rider nei giorni di emergenza climatica. Pioggia torrenziale, caldo estremo, vento, eruzioni vulcaniche: lavorare non deve significare rischiare la vita. L’immagine che ha acceso la legge è quella descritta da uno degli ultimi articoli scritti dal giornalista di Torino Paolo Griseri, che pochi giorni prima di mancare descrisse le condizioni di lavoro dei rider durante l’alluvione di Bologna, a ottobre 2024. Contemporaneamente, abbiamo scelto di dedicare la legge anche ad Antonio Prisco, rider e sindacalista”.
“Quello delle condizioni di lavoro dei rider è un tema che ci sta a cuore da ben prima che arrivasse il caldo estivo. La proposta di legge Griseri Prisco è depositata da dicembre 2024, ora siamo in attesa che venga calendarizzata. Proprio per smuovere le acque abbiamo deciso di promuoverla sui vari territori, in particolare nelle strutture che hanno scelto di mettere a disposizione i propri spazi per i rider. Si inizia martedì a Torino, città natale del giornalista Paolo Griseri che con i suoi articoli ha molte volte sottolineato le necessità del settore”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico e prima firmataria della Proposta di Legge Griseri Prisco, che verrà presentata pubblicamente per la prima volta martedì 8 luglio a Torino. L’appuntamento è alle ore 11 al Circolo Risorgimento di via Giovanni Poggio 16. Insieme all’onorevole ci saranno il sindaco di Torino Stefano Lorusso, il presidente di ARCI Torino Daniele Mandarano e rappresentanti dei sindacati di categoria.
“La legge vuole includere i rider sia dipendenti sia autonomi o parasubordinati tra i destinatari degli ammortizzatori per gli eventi climatici estremi, siano essi le piogge torrenziali o le ondate di calore. Le ordinanze di questi giorni sono un primo passo ma non sufficienti: servono risposte strutturate e non emergenziali, perché il cambiamento climatico è un dato di fatto che puntualmente si ripresenta ogni anno. Non possiamo più permetterci di arrivare impreparati giocando con le vite di chi lavora” conclude Gribaudo.
“Se avessimo aumentato di 2.500 unità il numero degli ispettori del lavoro, attualmente fermi a quota 2.100, avremmo potuto ridurre gli infortuni di circa il 3% e raggiungere finalmente gli standard raccomandati dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). Ma non basta: sarà fondamentale superare la frammentazione attuale e istituire una regia unica nazionale che coordini obiettivi, strategie e condivisione dei dati. Solo così potremo affrontare davvero, tutti insieme, la piaga degli incidenti sul lavoro”.
Sono state queste alcune delle riflessioni che Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, ha proposto nel corso dell’iniziativa “Un lavoro in sicurezza – Prospettive sulla sicurezza sul lavoro tra prevenzione e innovazione”, promossa da Talentia e I-Com, a cui hanno partecipato anche Stefano Da Empoli e Giovanni Marconi.
Gribaudo ha sottolineato la necessità di promuovere una vera cultura della sicurezza, rafforzando la formazione e coinvolgendo attivamente lavoratori e lavoratrici. “Sarà importante – ha sottolineato – investire anche nella tecnologia, che può rappresentare uno strumento concreto per introdurre misure preventive capaci di salvare vite umane”.
“È interessante – ha aggiunto – come nella discussione sia stato affrontato anche il tema della salute mentale nei luoghi di lavoro: un aspetto troppo spesso trascurato. Ridurre gli orari, ripensare le pause, garantire il diritto alla disconnessione e prevenire ogni forma di molestia sono stati elementi centrali per un lavoro davvero sicuro e dignitoso. Cambiare le condizioni di lavoro in Italia è possibile: questa è la strada da percorrere”.
“Pochi centesimi in più per mettere a rischio una vita umana: i “bonus”, se così vogliamo chiamare gli incentivi che Glovo propone di dare ai riders che lavorano con il caldo, ledono la dignità di chi lavora. Non solo: vanno contro ogni principio basilare di sicurezza, che non deve mai, e dico mai, essere messa in secondo piano rispetto al profitto. Se davvero le aziende vogliono fare qualcosa, garantiscano pari guadagni anche a fronte di una diminuzione delle consegne per le alte temperature, che rendono spesso difficoltose se non impossibili le condizioni di lavoro”. Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sulla mail ricevuta dai riders di Glovo in cui vengono presentati dei bonus per chi effettua consegne con le alte temperature di questi giorni.
Oggi festeggiamo la vittoria di una battaglia importante. Grazie alla mobilitazione di tante donne, della Cgil di Torino e del Piemonte, di Se non ora quando e anche tanti uomini, la stanza dell’ascolto dell’Ospedale Sant’Anna di Torino deve chiudere: a sancirlo è il TAR del Piemonte”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla sentenza del TAR che ha dichiarato che la stanza dell’ascolto all’ospedale Sant’Anna di Torino debba chiudere, in quanto la convenzione siglata tra la Città della Salute e l'associazione Pro-vita sarebbe illegittima.
“Uno sperpero di denaro pubblico, soldi che potevano essere investiti sulla sanità e che invece la giunta Cirio ha scelto di buttare in una stanza contro i diritti delle donne. Non c’è spazio negli ospedali pubblici per la propaganda antiabortista di Marrone e Cirio. Continuiamo a difendere la 194” conclude la deputata piemontese.
“Occorre subito il decreto sugli ammortizzatori sociali per permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di lavorare in condizioni di sicurezza e alle imprese di poter attivare l’ammortizzatore in caso di caldo estremo, senza il rischio di esaurire il tetto massimo. Ce lo chiedono i sindacati, perché in Italia la situazione degli incidenti sul lavoro è molto grave in condizioni normali, figurarsi con queste temperature”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, dopo l’incontro con i sindacati dell’edilizia Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL, per discutere del tema delle ondate di calore e dei conseguenti maggiori pericoli nei cantieri e nei luoghi di lavoro.
“Dall’incontro è emersa l’urgenza che il Ministero del Lavoro emani il decreto e mi farò portavoce dei lavoratori e lavoratrici che chiedono alla politica di fare di più - prosegue Gribaudo - È necessario fornire questa certezza anche retroattivamente, visto che l’incremento della temperatura non è certo iniziato ora. Non solo: occorre un intervento stabile, che superi gli interventi emergenziali e le ordinanze di Regioni e Comuni, e quindi aggiornare le norme su salute e sicurezza e sugli ammortizzatori affinché il rischio calore trovi una risposta strutturale, perché i cambiamenti climatici hanno ormai reso da anni questi eventi non più eccezionali ma ordinari. Sarebbe utile diffondere gli strumenti del progetto Worklimate di INAIL, l’applicazione che prevede le condizioni meteo nei luoghi di lavoro”.
“Le ondate di calore ormai regolari, ogni estate e purtroppo non solo d’estate, fanno emergere nuovi rischi e nuove necessità, da cui anche la richiesta di un tavolo tecnico che definisca le nuove malattie professionali tabellate legate a questo fenomeno. Il tema dell’ammortizzatore nei casi di calore estremo dovrebbe coinvolgere anche i lavoratori autonomi che a vario titolo lavorano nei cantieri, ma non solo, perché la salute e la sicurezza sono diritti di tutti i lavoratori a prescindere dalla forma contrattuale” conclude Gribaudo.
“Dal torinese al cuneese oggi il Piemonte è stato tragicamente protagonista di disastri ambientali: frane, alluvioni, maltempo ovunque. Purtroppo anche con conseguenze gravi come un uomo a Bardonecchia morto trascinato via dalla piena del fiume. Seguo con apprensione l’operato della protezione civile e di chi scende in campo per aiutare le popolazioni colpite. Grazie per il lavoro che svolgono in queste ore critiche”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’allerta meteo in Piemonte di oggi.“Mi aspetto un’azione da parte del Governo per un intervento tempestivo che aiuti i territori colpiti - prosegue la deputata piemontese - Cosa che, ad esempio, non è avvenuta a Chivasso e nelle zone attigue, che stanno ancora attendendo che venga riconosciuto lo stato di calamità per l’alluvione di aprile e i conseguenti fondi per aiutare il territorio a rialzarsi”.
“Non bastano parole di cordoglio quando avvengono queste tragedie: la politica deve essere pronta a intervenire là dove necessario, altrimenti si tratta di propaganda e frasi vuote. Ne è un esempio il ministro Musumeci, che oggi era atteso proprio a Chivasso per un seminario sulla transizione climatica, che ha prontamente saltato per ‘impegni istituzionali’. Non basta riempirsi la bocca, bisogna agire preventivamente nelle aree più a rischio e, quando avvengono le tragedie, essere pronti a sostenere i territori” conclude Gribaudo.
“Oggi il Tunnel del Tenda ha finalmente riaperto, seppur con grosse limitazioni e molte incertezze. Spero, per il mio territorio, che tutto prosegua per il meglio e proprio in un’ottica di miglioramento ho consegnato al ministro Salvini un dossier contenente tutte le problematiche di mobilità nel cuneese. Questo perché dietro ai nastri da tagliare i problemi persistono”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, oggi presente al Colle del Tenda per la riapertura del Tunnel. In questa occasione ha consegnato al ministro dei Trasporti un documento dettagliato che racconta la drammatica situazione della viabilità provinciale, tra infrastrutture al collasso, fondi tagliati e manutenzioni ferme.
“Abbiamo ritenuto opportuno che, invece di festeggiare per un ritardo di dieci anni e milioni di euro persi dal territorio, sia ora di rimboccarsi le maniche - prosegue la deputata cuneese - Per questo nel dossier abbiamo raccolto tutto ciò che ancora non va nella gestione della rete stradale della nostra Provincia. La sicurezza delle nostre strade deve essere una priorità, atteggiamento che vorrei condividesse anche il Governo invece di giocare con i tagli dei fondi senza dare informazioni chiare”.
“A differenza di chi oggi ha scelto di non esserci, noi abbiamo portato la voce delle istituzioni, della cittadinanza, dei lavoratori e delle lavoratrici, delle imprese e dei disagi che le persone qui vivono quotidianamente. Abbiamo richieste chiare e fondate: il ripristino integrale dei fondi tagliati alla Provincia di Cuneo, un cronoprogramma certo e pubblico per la piena funzionalità del Tunnel di Tenda, il completamento delle troppe opere incompiute, come le tangenziali di Alba e Fossano o la At - Cn, o mai iniziate come la Variante di Demonte o il tunnel Armo - Cantarana, un piano pluriennale per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali” conclude Gribaudo.