La Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro ha approvato oggi la relazione conclusiva – frutto di audizioni, sopralluoghi e analisi tecniche approfondite - su una delle tragedie più gravi degli ultimi anni, costata la vita a cinque lavoratori.
“A due anni da quella tragedia – dichiara la relatrice Giovanna Iacono – approvare oggi questa relazione significa dire con chiarezza che quelle morti erano evitabili. Questo lavoro non serve solo a ricostruire cosa è accaduto, ma a indicare cosa deve cambiare. Perché continuare a morire di lavoro nel 2026 è inaccettabile.”
“Quella di Casteldaccia non è stata una fatalità. È stata il risultato di omissioni, carenze, controlli insufficienti e una gestione degli appalti che troppo spesso scarica il rischio sugli ultimi.”
“Dalla relazione emerge un quadro netto: sicurezza troppo spesso considerata un costo e non un diritto; formazione ridotta a mero adempimento formale; controlli insufficienti rispetto alla realtà produttiva; catene di appalti e subappalti che frammentano le responsabilità e aumentano i rischi; carenza di conoscenze e consapevolezza del rischio del lavoro negli ambienti confinati.”
“Non possiamo più accettare – prosegue Iacono – che le responsabilità si disperdano lungo la filiera degli appalti. La sicurezza deve essere una responsabilità piena e condivisa, a ogni livello. Servono più controlli, più trasparenza e più investimenti in formazione e prevenzione. Per questo l’approvazione di oggi non può essere considerata un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Serve un cambio di passo immediato: rafforzare i controlli, investire in tecnologie di prevenzione, rendere trasparenti i dati sugli infortuni, responsabilizzare tutta la filiera degli appalti.”
“Ma, soprattutto, serve una scelta politica chiara: mettere la sicurezza sul lavoro al centro. Alle famiglie delle vittime non basta il ricordo. Serve giustizia, e serve che tragedie come quella di Casteldaccia non si ripetano più.”
“Alla luce delle criticità riscontrate nel bando di gara europea n. 3278, pubblicato il 25 marzo 2026 dalla SRR ATO n. 4 Agrigento Provincia Est, relativo all’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani in dieci Comuni del territorio, ne riteniamo necessaria l’immediata sospensione, perché le modalità e i tempi previsti non garantiscono né trasparenza, né qualità nella progettazione del servizio”. Lo dichiara la deputata del Pd Giovanna Iacono.
“Il primo elemento di forte perplessità riguarda i tempi estremamente ridotti concessi alle imprese per la presentazione delle offerte: appena 40 giorni, a fronte dei 90 giorni previsti nel precedente bando del 2018. Una compressione così significativa dei tempi, che rischia di compromettere la qualità delle proposte progettuali, soprattutto in considerazione della complessità del servizio e dell’ampiezza del territorio interessato.
A ciò si aggiunge una tempistica che appare politicamente inopportuna: la procedura di gara e l’eventuale aggiudicazione si collocano a ridosso delle imminenti elezioni amministrative, sottraendo di fatto alla futura amministrazione la possibilità di valutare e indirizzare una scelta strategica per la città e per il territorio.
Preoccupa, inoltre, l’aumento significativo dei costi del servizio per il Comune di Agrigento, con un importo annuo che supera gli 8,6 milioni di euro, rispetto ai circa 7,2 del precedente affidamento. Tutto ciò comporterà il rischio concreto di un ulteriore aggravio della TARI per i cittadini, già tra le più alte d’Italia, senza evidenti miglioramenti nella qualità del servizio.”
“Una gara di tale portata - conclude Iacono - richiede tempi adeguati, approfondimenti tecnici seri e un pieno coinvolgimento delle istituzioni locali, al fine di garantire un servizio qualitativamente migliore, efficiente ed economicamente sostenibile, e realmente vantaggioso per le cittadine e per i cittadini.”
“La situazione della Pediatria di Licata è ormai fuori controllo e non può più essere ignorata”. Con queste parole è stata depositata dalla parlamentare del PD Giovanna Iacono un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute per denunciare le gravi criticità che interessano l’Unità Operativa Semplice di Pediatria dell’ospedale di Licata e che coinvolgono anche l’Unità Operativa di Pediatria dell’ospedale di Canicattì.
"Dal momento in cui la struttura di Licata sia rimasta priva di dirigenti medici in organico - sottolinea la parlamentare dem - siamo di fronte a una condizione inaccettabile che si inserisce in un quadro già compromesso da anni di carenze strutturali e organizzative. Si è fatto ricorso in modo sistematico alla mobilità d’urgenza, trasformando uno strumento straordinario in una prassi ordinaria. Questo ha prodotto un effetto domino su altri reparti, in particolare sulla Pediatria di Canicattì, già sottoposta a forte pressione”.
"Il punto nascita di Licata, operante in deroga agli standard nazionali, rischia di non garantire più condizioni adeguate per la tutela di madri e neonati. “Non è più tollerabile – conclude Iacono – che a pagare siano i cittadini, il personale medico e gli operatori sanitari: servono risposte immediate e un piano straordinario di assunzioni. Il governo ristabilizzi le condizioni minime di sicurezza e continuità assistenziale, superando una gestione emergenziale di copertura del servizio, attraverso l’attivazione di un piano straordinario di reclutamento del personale medico, al fine di evitare il permanere di una situazione, che appare ormai strutturalmente insostenibile e che è ormai diventata la normalità".
“La situazione della Pediatria di Licata è ormai fuori controllo e non può più essere ignorata”. Con queste parole è stata depositata dalla parlamentare del PD Giovanna Iacono un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute per denunciare le gravi criticità che interessano l’Unità Operativa Semplice di Pediatria dell’ospedale di Licata e che coinvolgono anche l’Unità Operativa di Pediatria dell’ospedale di Canicattì.
"Dal momento in cui la struttura di Licata sia rimasta priva di dirigenti medici in organico - sottolinea la parlamentare dem - siamo di fronte a una condizione inaccettabile che si inserisce in un quadro già compromesso da anni di carenze strutturali e organizzative. Si è fatto ricorso in modo sistematico alla mobilità d’urgenza, trasformando uno strumento straordinario in una prassi ordinaria. Questo ha prodotto un effetto domino su altri reparti, in particolare sulla Pediatria di Canicattì, già sottoposta a forte pressione”.
"Il punto nascita di Licata, operante in deroga agli standard nazionali, rischia di non garantire più condizioni adeguate per la tutela di madri e neonati. “Non è più tollerabile – conclude Iacono – che a pagare siano i cittadini, il personale medico e gli operatori sanitari: servono risposte immediate e un piano straordinario di assunzioni. Il governo ristabilizzi le condizioni minime di sicurezza e continuità assistenziale, superando una gestione emergenziale di copertura del servizio, attraverso l’attivazione di un piano straordinario di reclutamento del personale medico, al fine di evitare il permanere di una situazione, che appare ormai strutturalmente insostenibile e che è ormai diventata la normalità".
Interrogazione a Piantedosi
Quello accaduto ad Agrigento durante le celebrazioni per il 25 aprile, è un episodio che appare tanto sproporzionato quanto inquietante, soprattutto perché avvenuto nel giorno simbolo della libertà e della democrazia nel nostro Paese.
Esprimo piena e convinta solidarietà a Gino Cavaleri, colpevole soltanto di aver manifestato pacificamente e di aver portato alle celebrazioni del 25 aprile un messaggio di pace.
Quanto accaduto pone interrogativi gravissimi: è accettabile che, durante la Festa della Liberazione, un cittadino venga attenzionato e identificato per aver esibito una bandiera della pace? È questa l’idea di ordine pubblico che il Governo intende perseguire?
Non possiamo accettare che in Italia, nel giorno che celebra la fine del regime autoritario, si assista a pratiche che evocano un controllo improprio del dissenso pacifico. La sicurezza non può mai diventare un pretesto per limitare libertà fondamentali.
Si tratta di un fatto grave, che merita chiarezza immediata ed è per queste ragioni che presenterò un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Roma, 27 aprile 2026
Quello accaduto ad Agrigento durante le celebrazioni per il 25 aprile, è un episodio che appare tanto sproporzionato quanto inquietante, soprattutto perché avvenuto nel giorno simbolo della libertà e della democrazia nel nostro Paese.
Esprimo piena e convinta solidarietà a Gino Cavaleri, colpevole soltanto di aver manifestato pacificamente e di aver portato alle celebrazioni del 25 aprile un messaggio di pace.
Quanto accaduto pone interrogativi gravissimi: è accettabile che, durante la Festa della Liberazione, un cittadino venga attenzionato e identificato per aver esibito una bandiera della pace? È questa l’idea di ordine pubblico che il Governo intende perseguire?
Non possiamo accettare che in Italia, nel giorno che celebra la fine del regime autoritario, si assista a pratiche che evocano un controllo improprio del dissenso pacifico. La sicurezza non può mai diventare un pretesto per limitare libertà fondamentali.
Si tratta di un fatto grave, che merita chiarezza immediata ed è per queste ragioni che presenterò un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Ho presentato un’interrogazione al Ministro della Cultura per denunciare con forza le gravi criticità emerse nella gestione dei fondi pubblici destinati alla cultura e al turismo in Sicilia, con particolare riferimento alla Fondazione Taormina Arte. Le rivelazioni emerse dalla trasmissione Report del 12 aprile delineano un quadro allarmante: milioni di euro di risorse pubbliche gestiti attraverso meccanismi che sollevano seri dubbi sul rispetto delle regole di trasparenza, imparzialità e concorrenza, erogati tramite percorsi che aggirano di fatto le procedure di evidenza pubblica.”
“Non è più tollerabile che i fondi destinati alla cultura vengano gestiti con logiche discrezionali e senza piena trasparenza. La cultura non può diventare terreno di opacità o di relazioni privilegiate. Servono regole chiare, controlli rigorosi e responsabilità precise. Con questo atto parlamentare abbiamo chiesto al Ministro della Cultura di intervenire con urgenza per accertare eventuali responsabilità e porre fine a pratiche che rischiano di compromettere l’integrità della gestione pubblica. È necessario ristabilire criteri rigorosi e garantire che ogni finanziamento avvenga attraverso procedure pubbliche, trasparenti e competitive. Si tratta di un sistema che mina la credibilità delle istituzioni e penalizza operatori culturali e realtà meritevoli escluse da processi trasparenti. La gestione delle risorse regionali per la cultura e il turismo deve tornare ad essere uno strumento di sviluppo reale e non un terreno di ambiguità. Così la deputata del Pd Giovanna Iacono.
“La tragedia avvenuta oggi a Palermo, dove due operai hanno perso la vita, rappresenta l’ennesimo drammatico episodio di una scia di incidenti che continua a colpire il mondo del lavoro nel nostro Paese.
Di fronte a questo ennesimo lutto, come componente e capogruppo PD della Commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza e salute sul lavoro, esprimo profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e ribadisco con forza che non possiamo più accettare che il lavoro continui a fare vittime.
In Italia, gli incidenti sul lavoro rappresentano ancora una vera emergenza: ogni anno si registrano centinaia di migliaia di infortuni e oltre mille morti, e questo è un dato che impone un cambio di passo deciso e non più rinviabile.
È evidente che non siamo di fronte a fatalità, ma a una questione strutturale. Per questo è urgente intervenire con normative più efficaci e stringenti che puntino, innanzitutto, a rafforzare i sistemi di prevenzione e formazione e di vigilanza nei luoghi di lavoro.
Abbiamo chiesto più volte che la sicurezza sul lavoro sia una priorità assoluta dell’agenda politica del governo nazionale. Invece continuiamo a contare le vittime, mentre chi dovrebbe agire con determinazione e ha il dovere morale e istituzionale di intervenire, continua a non farlo”. Lo dichiara Giovanna Iacono, capogruppo PD della Commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza e salute sul lavoro.
«Le notizie che emergono dall’indagine della Procura di Agrigento, che coinvolge il deputato di FdI Calogero Pisano e altri soggetti, delineano un quadro estremamente grave e preoccupante. Ancora una volta risorse pubbliche destinate alla promozione culturale e turistica del territorio rischiano di essere piegate a interessi personali, attraverso un sistema fatto – secondo le accuse – di spese gonfiate e utilizzo distorto dei finanziamenti regionali».
Lo dichiara Giovanna Iacono, deputata agrigentina del Partito Democratico.
«Se confermati, questi fatti rappresenterebbero un colpo durissimo alla credibilità delle istituzioni e un danno enorme per tutte quelle associazioni culturali che operano con serietà, trasparenza e spirito di servizio. La cultura non può e non deve diventare un bancomat per pochi».
«È necessario fare piena luce in tempi rapidi, nel rispetto del lavoro della magistratura, ma con altrettanta fermezza sul piano politico. Non si può continuare a minimizzare o far finta di nulla di fronte a vicende che chiamano in causa l’utilizzo di denaro pubblico».
«Di fronte a tutto questo la Meloni non può tacere e fare finta di nulla. Il partito di Fratelli d’Italia deve assumersi fino in fondo la responsabilità politica di quanto sta emergendo. Le cittadine e i cittadini siciliani meritano trasparenza, rigore e rispetto».
«Continueremo a vigilare affinché ogni euro destinato alla cultura e al turismo sia utilizzato nell’interesse della collettività e non per alimentare pratiche opache che danneggiano l’immagine della nostra terra».
“Quella che si sta consumando è una grave ingiustizia ai danni di migliaia di aspiranti docenti. Un fallimento organizzativo che rischia di trasformarsi in una discriminazione inaccettabile tra chi può permettersi percorsi più costosi e chi no”.
È una denuncia netta quella della parlamentare PD Giovanna Iacono, che ha presentato un’interrogazione ai Ministri dell’Università e della Ricerca e dell’Istruzione e del Merito sulla gestione dei percorsi abilitanti da 30, 36 e 60 CFU.
“I ritardi accumulati sono evidenti e ingiustificabili: iscrizioni prorogate fino a fine febbraio e corsi avviati tra fine marzo e inizio aprile comprimono drasticamente i tempi. In queste condizioni, per molti candidati diventa materialmente impossibile conseguire l’abilitazione entro il 30 giugno 2026”.
Una situazione che rischia di avere conseguenze pesantissime: “Dopo aver pagato fino a 2.000 euro, migliaia di aspiranti docenti potrebbero essere esclusi dalla prima fascia delle GPS 2026 per responsabilità che non sono loro. È inaccettabile”.
Al centro della denuncia anche una evidente disparità di trattamento tra sistema pubblico e privato: “Si sta creando un doppio binario, dove chi può permettersi percorsi più onerosi riesce a rispettare le scadenze, mentre altri restano indietro a causa di inefficienze organizzative. Non è questo il principio di uguaglianza che deve garantire lo Stato”.
“Se non si interviene subito – prosegue Iacono – migliaia di persone perderanno un anno di lavoro, con un danno economico e professionale enorme, mentre il sistema scolastico continuerà ad alimentare precarietà”.
Per questo si chiede al Governo un intervento urgente e concreto per garantire tempi certi e uniformi per tutti gli atenei, prorogare i termini per lo scioglimento della riserva nelle GPS 2026 e prevedere misure di tutela per gli iscritti, anche rispetto ai costi già sostenuti.
“Non si possono chiedere sacrifici economici ai giovani e poi lasciarli soli davanti a disfunzioni del sistema. Il Governo intervenga subito: è una questione di equità, credibilità delle istituzioni e rispetto per chi vuole insegnare”.
"L’ennesima inchiesta che scuote la Sicilia, con l’indagine che coinvolge Salvatore Iacolino, pezzi delle istituzioni e vertici della pubblica amministrazione conferma un quadro ormai insostenibile. La Regione siciliana continua a essere attraversata da scandali, opacità e sospetti inquietanti. Quando la magistratura indaga per mafia e corruzione figure legate ai vertici della gestione pubblica, non siamo di fronte a un episodio isolato. Siamo di fronte al fallimento politico e morale di una classe dirigente che avrebbe dovuto garantire trasparenza, legalità e rigore nella gestione della cosa pubblica". Lo afferma la deputata siciliana del Pd Giovanna Iacono.
"La sanità - aggiunge la deputata dem - uno dei settori più delicati e vitali, continua invece a essere terreno di nomine discutibili, reti di potere e dinamiche che troppo spesso sfuggono al controllo democratico. Le siciliane e i siciliani assistono da anni a un susseguirsi di scandali, mentre i servizi pubblici peggiorano e la fiducia nelle istituzioni crolla. Il presidente della Regione, Renato Schifani, non può continuare a fare finta di nulla. Non può limitarsi a dichiarazioni di circostanza mentre la credibilità della Regione affonda".
"Serve - conclude Iacono - un atto immediato di responsabilità politica. Schifani metta fine all’agonia politica e morale del suo governo, prenda atto del fallimento di questa stagione politica e restituisca alle siciliane e ai siciliani la parola. La Sicilia non può essere ostaggio di un sistema di potere che continua a produrre scandali e ombre. La Sicilia merita istituzioni credibili, trasparenti e libere da qualsiasi condizionamento".
“A un mese dall'alluvione che ha colpito Niscemi, causando oltre 1.500 sfollati, la situazione resta drammatica. Non è affatto una fatalità, ma il risultato di anni di ritardi, promesse mancate e interventi mai realizzati sul dissesto idrogeologico”. Lo dichiara la deputata siciliana del Partito Democratico, Giovanna Iacono.
“La comunità di Niscemi – denuncia la deputata dem - sta vivendo un dramma inimmaginabile: decine di famiglie sono state sfollate dalle loro abitazioni e hanno perso tutto. Gli annunci roboanti del governo e del ministro Musumeci della scorsa settimana non sono sufficienti, come non lo sono le risorse messe a disposizione per risarcire le gravi ferite che quella comunità ha subito. La presenza del Presidente della Repubblica Mattarella e il suo abbraccio ai cittadini di Niscemi è stato certamente un fatto positivo, che testimonia la vicinanza dello Stato. Ma questo dovrebbe essere accompagnato, da parte di chi ha responsabilità di governo, con strumenti efficaci, adeguati e misure serie per fronteggiare un'emergenza che la Sicilia vive costantemente”.
“La Sicilia – conclude Iacono - è un territorio fragile, ma si agisce sempre e solo in emergenza, mai facendo prevenzione. Agiamo solo quando la terra cede e quando la terra si ribella. Servono priorità chiare: garantire la sicurezza dei cittadini, avviare immediatamente la ricostruzione e soprattutto investire finalmente sulla messa in sicurezza del territorio per prevenire altre tragedie
“La situazione che sta vivendo Canicattì è inaccettabile. Troppe famiglie e troppe attività commerciali continuano a subire lunghi periodi senza acqua, turnazioni insostenibili e disservizi che stanno mettendo a dura prova la quotidianità di un’intera comunità.
Diverse volte ho denunciato con forza quanto stava accadendo, segnalando la mala gestione di AICA e avvertendo che, senza un cambio immediato di rotta, saremmo arrivati esattamente alla situazione che oggi purtroppo si è verificata. Non era allarmismo, ma la constatazione di criticità evidenti che non sono state affrontate per tempo.
Le gravi inefficienze nella gestione del servizio idrico non possono più essere ignorate. Servono chiarezza, trasparenza e soprattutto soluzioni concrete, non comunicazioni generiche o promesse che non trovano riscontro nella vita reale dei cittadini.
Per questo mi sto attivando in sede parlamentare con iniziative formali per sollecitare interventi immediati, verificare le responsabilità nella gestione del servizio e chiedere un piano serio che garantisca continuità e stabilità nell’approvvigionamento.
È necessario accertare cosa non sta funzionando, accelerare gli interventi sulle reti idriche e assicurare criteri di distribuzione equi e rispettosi dei livelli essenziali di servizio.
Non intendo restare in silenzio, nemmeno sta volta, davanti a una provincia che da troppo tempo paga inefficienze e ritardi. Continuerò a seguire la vicenda passo dopo passo, aggiornandovi sugli sviluppi e sulle risposte che riusciremo a ottenere”.
Così la deputata democratica, Giovanna Iacono.
Presentata interrogazione al ministro Giuli da parte delle deputate siciliane Dem Giovanna Iacono e Maria Stefania Marino
“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in merito alla destinazione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, recentemente acquisito dallo Stato italiano.
Il dipinto rappresenta un rarissimo capolavoro del Rinascimento italiano ed è probabilmente l’ultimo lavoro del maestro siciliano rimasto fino ad oggi in una collezione privata.”
Secondo quanto riportato da organi di stampa, l’opera sarebbe destinata al Museo di Capodimonte. Una scelta che ha suscitato un ampio dibattito, in particolare in Sicilia e a Messina, città natale dell’artista, dove si moltiplicano gli appelli affinché il dipinto possa essere esposto nel territorio di origine.
“Abbiamo chiesto al Ministro se sia a conoscenza della destinazione prevista e se non ritenga opportuno valutarne la collocazione presso il Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina, anche d’intesa con la Regione Siciliana, in considerazione del profondo legame storico e identitario dell’opera con il territorio di origine dell’artista, nonché della piena coerenza e integrazione del dipinto con la collezione museale già esistente, che annovera altri capolavori di eccezionale rilievo.”
“La collocazione dell’Ecce Homo presso il Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina consentirebbe di rafforzare il dialogo scientifico e culturale con le collezioni già presenti e di valorizzare in modo organico il contesto storico-artistico di riferimento dell’artista.”
“Tale scelta rappresenterebbe, inoltre, un’occasione di straordinaria valorizzazione culturale e identitaria, rafforzando il legame tra l’opera, l’artista e il territorio di origine”.
“Sono passiti 15 giorni da quando il ciclone Harry si è abbattuto sulla Sicilia. Dopo lo sgomento per le drammatiche conseguenze, il governo Meloni e quello regionale hanno impiegato tutte le loro forze in passerelle e promesse che, ad oggi, non sono né mantenute, né iniziate. Nulla di fatto, solo propaganda che finisce per alimentare la disperazione delle tante persone e imprese che hanno perso tutto. Il governo ha abbandonato la Sicilia e scaricato sulle amministrazioni locali ogni responsabilità. E in questo stato di disillusione, il governo regionale si conferma sempre più incapace e inconsistente”. Lo dichiara in una nota la deputata siciliana del PD Giovanna Iacono.