“Ci lascia Teresa Vergalli, partigiana e patriota. Tutta la sua vita è stata spesa per la la libertà e per la dignità delle persone. Da staffetta partigiana, durante la Resistenza, poi come insegnante nei quartieri popolari di Roma, in particolare a Don Bosco, il quartiere di periferia più sovrappopolato d’Europa. Se ci sono esempi che possono essere offerti ai giovani Teresa Vergalli è uno di questi. Aver dedicato la propria vita agli altri rischiando la propria è un esempio di eroismo. E nel caso di Teresa non è una parola eccessiva. Attendo parole di giusto riconoscimento dalle massime autorità istituzionali che guidano il nostro Paese grazie a una democrazia che lei con altri giovani donne e uomini hanno contribuito a ricostruire dalle macerie della guerra e della violenza fascista”. Cosi in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“L’ennesimo episodio intimidatorio contro il centro sociale ‘La strada’, che si trova nel quartiere Garbatella di Roma, danneggiato da un ordigno artigianale nella notte tra il 14 e il 15 maggio, desta profonda preoccupazione. Nel Paese e a Roma si moltiplicano gli attacchi contro sedi di partiti politici, movimenti, associazioni che lavorano nel sociale. C’è un clima pesante dovuto a uno scontro politico che trascende la normale dialettica e fomenta episodi di violenza”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Un clima, dispiace dirlo, fomentato anche da molti esponenti dell’attuale maggioranza - spiega Morassut - che non perdono occasione per additare i centri sociali alla stregua di covi di criminali, quando sono luoghi in cui si fa cultura e si organizzano iniziative di solidarietà. Esponenti dell’attuale maggioranza che non rinunciano ad utilizzare espressioni dispregiative che erano molto in voga in quegli anni anni violenti di cui ancora portiamo le cicatrici: parole come ‘sinistri’, ‘zecche’ e altre definizioni che rischiano di aizzare gruppi estremisti”.
“Mi appello alla presidente del Consiglio e ai partiti della maggioranza - conclude il deputato dem - chiedendo di abbassare i toni prima che qualcuno passi dagli atti di vandalismo a qualcosa di più grave”.
“La notizia della scomparsa di Marco Causi è un fulmine che squarcia i nostri pensieri e i nostri sentimenti e ci riempie di tristezza e di dolore profondi. Con Marco ho condiviso, insieme a tante compagne, compagni e colleghi, gli anni più belli e impegnativi della mia esperienza politica e istituzionale: nel partito di Roma, poi nella giunta di Walter Veltroni in Campidoglio e poi in Parlamento. Per anni abbiamo lavorato gomito a gomito, condividendo battaglie, obiettivi e decisioni importanti per le nostre comunità. Non potrò dimenticare la sua competenza e il suo valore politico e come studioso, sempre unito all’ironia di siciliano buono e saggio. Non potrò dimenticare il suo sorriso e la sua immancabile sigaretta. Abbraccio con affetto Monique Vaute e i suoi più stretti affetti. Addio, Marco”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Dal 2006 in poi si è sottratta ai cittadini la possibilità di scegliere attraverso un voto di preferenza o di solo collegio uninominale la candidata o il candidato alla Camera o al Senato, penso che questa cosa abbia indebolito i partiti e il Parlamento, perché l’autorevolezza di una classe dirigente deriva anche dal suo radicamento nel territorio”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, intervistato da Radio Radicale.
“Io non sono un fan del proporzionale - ha continuato il parlamentare dem, unico eletto del centrosinistra in un collegio uninominale da Firenze a Siracusa - perché è un sistema che porta in sé molta instabilità. E penso che la disaffezione dalla politica dipenda anche dai continui cambi di legge elettorale, che finiscono per confondere gli elettori. Però questa legge elettorale va cambiata e credo che il Pd debba avere un ruolo da protagonista nel confronto tra maggioranza e opposizione”.
“Denunciare e punire i due agenti che ad Ascoli Piceno hanno identificato una cittadina che aveva esposto uno striscione antifascista per la festa del 25 aprile. Gli agenti si sono permessi di identificare la signora senza un motivo lecito. Non siamo in uno Stato di Polizia. La legge è con quella donna. Questa è una Repubblica antifascista. Gli agenti hanno commesso un gravissimo abuso di potere e un atto illegale”. Lo scrive in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“La Pace, soprattutto in un grave momento come questo, si può ottenere e preservare grazie ad una forte iniziativa politica e diplomatica dell’Europa rivolta in primo luogo verso quegli interlocutori che oggettivamente sono tra i protagonisti di un nuovo possibile ordine mondiale. E tra questi (ma non solo) vi sono sia la Russia che la Cina. Una maggiore influenza politica dell’Europa si basa anche su una sua maggiore compattezza e unità nel campo della difesa. Una difesa comune. Che è cosa ben diversa da un ‘riarmo’ generalizzato e Stato per Stato che è quello erratamente sostenuto da Von der Leyen. Un’Europa unita, forte soggetto politico mondiale e basata su una difesa comune è la linea dei veri ‘riformisti’ in questo momento. Ed è la linea che il Pd persegue in ogni sede”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Purtroppo - continua Morassut - non è linea di molti partiti socialisti europei e questo è un serio problema su cui ingaggiare una battaglia politica chiarificatrice nel PSE. Penso che Bettini, nella sua intervista di oggi, abbia sostenuto con chiarezza, equilibrio e efficacemente questa linea che io condivido. Mi dispiace che invece si vogliano esasperare posizioni che vengono definite riformiste ma che finiscono per essere estremiste e che vedono solo nella opzione militare la via per la sicurezza politica e militare dell’Europa, come emerge dalle dichiarazioni così animose di Calenda e Picierno”
“La signora Calitti non può esimersi dalla richiesta di audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta. Se non ha potuto o voluto essere audita oggi, lo sarà presto”. Così in una nota il deputato Roberto Morassut, vicepresidente della commissione di inchiesta sui casi Orlandi e Gregori, commentando l’annullamento dell’audizione di Sabrina Calitti, supertestimone nel caso della scomparsa di Manuela Orlandi.
Sui bandi per la realizzazione delle colonnine è lo stesso ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti a certificare il fallimento del suo governo, ammettendo che gli obiettivi stabiliti dal Pnrr sono da riprogrammare. La sesta relazione sullo stato di attuazione del Piano evidenzia infatti tutte le difficoltà per l’installazione delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Con i bandi 2024 saranno realizzate poco più di 3.800 stazioni di ricarica rispetto alle oltre 18.000 previste, con un utilizzo dei fondi per poco più di 96 milioni di euro rispetto ai 640 disponibili, mentre si susseguono le rinunce dei soggetti che erano stato ritenuti idonei e ammessi al beneficio. Per garantire la copertura dei restanti punti di ricarica, il governo ha avviato interlocuzioni con Anas Spa e Rfi Spa, che si sono impegnate a valutare l'opportunità di contribuire alla costruzione delle colonnine, promuovendo una rete su tutto il territorio nazionale. A questo punto vorremmo conoscere quale sia il risultato di questa interlocuzione e quali siano le decisioni assunte. La nostra preoccupazione è che, viste le evidenti difficoltà dovute ad un mercato ancora immaturo ma anche ad una gestione molto approssimativa da parte del governo, l’Italia possa essere chiamata a restituire i fondi ricevuti dall’Europa. Continueremo a tenere alta l’attenzione perché non possiamo permetterci di sprecare questa opportunità.”
Così il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente PD in Commissione Trasporti alla Camera, primo firmatario dell’interrogazione Pd al governo presentata insieme ai deputati dem Barbagallo, Peluffo, Simiani, Ghio e Morassut.
“Grave la divulgazione alla stampa dei materiali riservati del fascicolo dell’Archivio di Stato su Emanuela Orlandi. Un fascicolo definito come ‘vuoto’ nelle informazioni rese alla Commissione parlamentare invece risulterebbe contenente documenti importanti pubblicati da un quotidiano. Questa circostanza, a prescindere dalla attendibilità dei documenti, sarà approfondita dalla commissione con i suoi poteri inquirenti”. Lo scrive in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, vicepresidente della commissione bicamerale d'inchiesta sui casi di scomparsa di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi.
"A Ventotene non ci sarà un flash mob. Restituiamo alla politica le sue giuste parole e abbandoniamo il gergo. Ci sarà un omaggio ai padri dell’Europa. In un momento in cui i valori europei sono in gioco. Chiamiamo a raccolta le coscienze di tutti i democratici e diamo stimolo all’impegno di tutti contro nazionalismi e false narrazioni, come quella vergognosa proposta in Parlamento dalla presidente del Consiglio sull’eredità del Manifesto di Ventotene. Nessun flash mob, ma l’incontro tra donne e uomini di tutte le generazioni e le sensibilità democratiche per dire che l’Europa e la pace sono la stessa cosa e per dire no ai nazionalismi”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, rispondendo al leader di Azione, Carlo Calenda, che durante la trasmissione Tagadà, in onda su La7, aveva criticato l’iniziativa promossa dal parlamentare romano che si svolgerà domani sull’isola.
“Sento il dovere, dopo i fatti di ieri, di rendere omaggio ai padri dell’Europa a Ventotene. Sento il dovere come europeista e antifascista eletto nel Lazio e nel centro sud di recarmi con tutti i democratici, d’intesa con il Partito democratico del Lazio, davanti alla tomba di Spinelli per ricordare la grandezza del patrimonio che ci hanno lasciato i padri dell’Europa e che non può essere macchiato dall’ignoranza e dall’arroganza di questo governo. Tutti a Ventotene domenica 23 marzo!”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, che lancia la proposta di andare a rendere omaggio ai padri dell’Europa in risposta alle parole pronunciate da Giorgia Meloni.
Nell’incontro di oggi tra la Commissione Periferie e la giunta di Milano si è toccato anche il tema del Salva Milano. Il Salva Milano è il caso più noto alla cronaca di un problema nazionale esteso e grave e che provoca continui cortocircuiti normativi, contenziosi, blocchi di interventi. Il problema è l’assenza di una giusta normativa urbanistica che detti una cornice nazionale semplice ma che dia chiari indirizzi alle Regioni e alle grandi città. Se non si affronta questo tema avremo ancora decine di Salva Milano sparsi per l’Italia. E non è un problema di generica rigenerazione urbana, ma di governo del territorio. Qualcosa di molto più esteso, che riguarda la vita sociale ed economica del Paese nel suo insieme”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“La scomparsa di Sabrina Minardi fa mancare una figura che avrebbe potuto essere importante per il lavoro della Commissione d’inchiesta sui casi Orlandi e Gregori, vere o meno che fossero state le sue rivelazioni di anni fa. In ogni caso noi andremo avanti con scrupolo e serietà. Personalmente trovo curioso che alla vigilia di importanti decisioni che la Commissione dovrà assumere siano riprese presunte rivelazioni di ogni tipo che riguardano la sorte di Emanuela. Credo che esista ancora oggi un’attività di depistaggio artigianale che sembra voler ancora condizionare la ricerca della verità”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico e vicepresidente della commissione di inchiesta sui casi Orlandi e Gregori, Roberto Morassut.
“Solo pochi giorni fa durante la partita di calcio Roma-Monza è stato esposto un lungo striscione la cui matrice era di chiara ideologia fascista e neo-nazista. Questo non è un caso isolato ma il perdurare di gravi situazioni che ogni settimana si vedono dentro gli stadi in Italia. Come è possibile che, nonostante i controlli agli ingressi allo stadio, questi striscioni possano entrare sugli spalti? Il sottosegretario Prisco non fornisce alcuna risposta che possa risolvere il problema ma cita burocraticamente diversi protocolli e iniziative, partite dal 2023, la cui efficacia si è dimostrata molto debole. Va apprezzato il lavoro delle forze dell'ordine nel controllo e per la sicurezza negli stadi, ma evidentemente resta qualcosa che non va”. Così il deputato dem Roberto Morassut, intervenendo in Aula per un'interpellanza urgente al sottosegretario Emanuele Prisco. “Se durante la partita – continua l'esponente del Pd - viene aperto uno striscione di quasi 40 metri, inneggiante al fascismo o al neo-nazismo, si deve presupporre che tale striscione era già presente all'interno dello stadio, prima dei controlli di entrata ai tornelli. Questo è il punto fondamentale su cui è necessario investigare: è impensabile che esistano gruppi di tifosi organizzati che riescano ad evadere i controlli con borse contenenti gli striscioni violenti e fascisti”. “Va perseguito ogni atto che voglia riportare orribili ideologie e simbologie all'attenzione di un pubblico giovane e su questo il Pd è intransigente”, conclude Morassut.
Grave la mancanza di case comunità nel Municipio VIII di Roma
“Il governo conferma che l’edificio fatiscente di Via Cerbara nel Municipio VIII di Roma, non verrà rimesso a nuovo e utilizzato come casa e ospedale di comunità come previsto dal piano Pnrr. Dopo 2 anni dall'insediamento della nuova amministrazione, c'è dunque da domandarsi il perché la Regione Lazio abbia atteso così tanto, per definire insieme all'Asl RM2, un nuovo programma di realizzazione di case e ospedale di comunità per il Municipio VIII”. Così il deputato dem Roberto Morassut intervenendo in Aula in un'interpellanza urgente al governo sulla realizzazione di case e ospedali di comunità nel Comune di Roma.
“Oltre alla gravità socio-sanitaria – continua il parlamentare Pd - dovuta alla mancanza delle case e ospedali di comunità in una zona periferica di Roma, resta aperta la questione su quale sviluppo avrà l'edificio di Via Cerbara destinato alla demolizione, senza ricostruzione, con conseguente vuoto urbano”. “I fondi Pnrr del progetto iniziale sono stati perduti o sparpagliati, con rimodulazione, in altri progetti di cui non c'è alcuna certezza di realizzazione entro la scadenza del 2026. Tutto questo non risolve i problemi dei cittadini del Municipio VIII e la questione è solo rimandata a data da destinarsi”, conclude Morassut.