“Il governo vive nel caos. L’assenza di un relatore di maggioranza è la conferma della debolezza di una manovra da cui tutto i partiti che sostengono Meloni, in un modo o nell’altro, stanno prendendo le distanze. Siamo davanti al fallimento delle politiche economiche del governo Meloni che si confermano modeste, sbagliate e prive di visione e capacità di incidere sulle emergenze sociali. Mentre il Paese chiede risposte su salari, servizi e welfare, il governo si limita a misure tampone e ad annunci propagandistici.
È un esecutivo che non guarda al futuro, ma certifica la propria incapacità preferendo le chiacchiere e i litigi interni”.
Così in una nota il Vice Capogruppo alla Camera del Partito Democratico, Toni Ricciardi.
"Meloni, Tajani e Salvini litigano su tutto e non riescono a proporre una sola misura concreta. La manovra è di fatto un mistero. Le promesse di questi mesi si sono dissolte e restano irrisolti problemi cruciali come i salari fermi, il calo della natalità e la pressione fiscale sempre più alta. Il ‘Piano Casa’ promesso da Meloni e Salvini non c'è più, la norma sugli affitti brevi è un insieme confuso di algoritmi e aliquote crescenti, e la tassa sulle banche di Salvini è stata ridotta dopo il rifiuto di Tajani. Nel frattempo, la sanità continua a subire tagli, gli enti locali sono senza risorse e i LEP restano un'incognita. Per giunta, oltre i tagli alle Regioni, si introduce un patto di stabilità vincolante fino al 2050 a differenziazione territoriale. E i ministri di questo governo che fanno? Continuano a scaricare la colpa su tecnici della Ragioneria, mentre si rimpallano responsabilità senza riuscire a spendere le risorse dei propri dicasteri. Ogni giorno c’è un annuncio e ogni giorno arriva una smentita. Ma qualcuno, in questa maggioranza, è disposto a prendersi la responsabilità di qualcosa?". Così attacca il governo il Vice Capogruppo del PD alla Camera, Toni Ricciardi. "Siamo a fine ottobre. L'unica certezza che abbiamo è che la maggioranza litiga continuamente, lasciando famiglie, giovani e lavoratori senza risposte. Gli Italiani vogliono fatti concreti, non promesse. In Parlamento presenteremo una proposta alternativa al caos della destra." Conclude Ricciardi.
La legge sulla revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero non solo non risolve le criticità esistenti, ma le aggrava in modo preoccupante”, dichiarano in una nota congiunta i deputati democratici Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd, e Fabio Porta, entrambi eletti nella circoscrizione Estero. “Dal 2025 – spiegano – le certificazioni per le richieste di cittadinanza dovranno essere presentate esclusivamente su carta: un ritorno all’Ottocento che ignora ogni principio di digitalizzazione e di buon senso amministrativo. Inoltre, il governo svuota di competenze la rete diplomatico-consolare, aprendo la strada a una pericolosa privatizzazione dei servizi, con il rischio di affidare dati sensibili dei cittadini a soggetti privati”.
“È una legge che – proseguono i deputati dem – conferma la visione del governo Meloni: tagliare risorse, diritti e autonomia ai Consolati e agli italiani all’estero. Basti pensare ai costi ormai insostenibili per i servizi, come i 250 euro per la trascrizione di una nascita o i 600 euro per le pratiche di cittadinanza. Mentre aumentano le spese per i cittadini, diminuiscono gli stanziamenti: 55 milioni in meno nella prima legge di bilancio e nessuna risorsa per rafforzare il personale e l’efficienza consolare”.
“Il Partito Democratico – concludono Ricciardi e Porta – continuerà a battersi per il rispetto e la tutela degli italiani nel mondo, per una rete consolare efficiente e moderna, e per garantire diritti, servizi e dignità a chi rappresenta una risorsa strategica per il nostro Paese. L’unico miglioramento del provvedimento, l’introduzione della carta d’identità elettronica per i residenti all’estero, porta la firma del Partito Democratico”.
“Vedremo se sarà l’ennesima battaglia persa di Antonio Tajani. In ogni caso, la vicenda conferma che sulla manovra il centrodestra è ancora in alto mare.
E che se dovesse passare la linea di Forza Italia, il ministro Giorgetti sarà costretto a riscriverla da capo, dal momento che quel passaggio rappresenta una parte fondamentale della sua impostazione. Il segnale politico è chiaro: l’accordo interno resta fragile e le distanze tra i partiti di governo si fanno sempre più evidenti.” Così una nota del vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Toni Ricciardi.
“Questo è il governo più avverso nei confronti degli italiani all’estero nella storia repubblicana, e la legge approvata oggi ne è un’ulteriore conferma. Siamo di fronte al secondo atto di un percorso che abbiamo già fortemente contrastato nell’ambito della legge sulla cittadinanza.” Lo ha detto in Aula alla Camera Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo PD durante le dichiarazioni di voto finali sulla revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all'estero. “In questa legislatura - ha aggiunto l'esponente dem - l’esecutivo ha operato tagli ai finanziamenti, sospeso l’adeguamento degli assegni pensionistici esteri, annullato le agevolazioni per chi decide di rientrare in patria e approvato una normativa sulla cittadinanza che rischia di recidere i legami con le nostre comunità sparse nel mondo. Riteniamo sconcertante che questo governo neghi diritti a chi ha profonde radici italiane, per poi concederli facilmente a soggetti vicini politicamente. In commissione ci siamo impegnati a fondo per migliorare il testo attraverso una serie di proposte emendative, alcune delle quali sono state accolte, come la riduzione dei tempi per la definizione delle pratiche da 48 a 36 mesi, l’obbligo di confronto sindacale per la ridefinizione dei contratti del personale e l’emissione della CIE nei comuni italiani a partire dal 1° giugno 2026, mentre molte altre sono state purtroppo respinte". "La legge sulla revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all'estero - ha concluso Ricciardi - non solo non risolve le criticità esistenti, ma finisce per esasperarle e amplificarle, come spesso accade, con i provvedimenti votati da questa maggioranza. Il ritorno alla modulistica cartacea, le difficoltà operative riscontrate nei consolati e la volontà di affidare ai privati la gestione dei servizi consolari sono scelte che hanno il solo scopo di danneggiare i cittadini, non di aiutarli. Il Partito Democratico continuerà a battersi per la tutela dei diritti degli italiani nel mondo, un patrimonio umano prezioso da difendere e valorizzare, e non da penalizzare."
Per Governo sono minaccia a sicurezza per Pd risorsa fondamentale
“Con il disegno di legge per la revisione dei servizi per gli italiani all’estero – dichiara Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo del Partito Democratico alla Camera relatore di minoranza del provvedimento in esame alla Camera – prosegue l’attacco agli italiani all’estero e ai loro diritti. Siamo di fronte al secondo atto di un percorso che abbiamo già fortemente contrastato e che continua a colpire la cittadinanza e i diritti fondamentali dei nostri connazionali nel mondo.”
“Tuttavia – prosegue Ricciardi – nel corso della nostra azione parlamentare siamo riusciti a ottenere alcuni importanti e significativi miglioramenti. Il tempo per il riconoscimento della cittadinanza è stato ridotto da 48 a 36 mesi; l’entrata in funzione della nuova direzione generale per la cittadinanza è stata posticipata al 2028, mantenendo fino ad allora la gestione delle pratiche presso i consolati territoriali; è stato introdotto l’obbligo di consultare i sindacati per il rinnovo contrattuale degli operatori consolari; e, dal 1° giugno 2026, sarà finalmente possibile per gli iscritti AIRE richiedere la Carta d’Identità Elettronica in tutti i comuni italiani. Si tratta di risultati concreti, frutto del nostro lavoro e della nostra determinazione.”
“Continueremo a vigilare – conclude Ricciardi – affinché non vengano limitati i diritti di cittadinanza e venga tutelato il legame profondo che unisce milioni di italiani all’estero al proprio Paese. Gli italiani nel mondo non sono un problema nè una minaccia di sicurezza nazionale, ma una risorsa fondamentale per l’Italia.”
"Meloni dipinge un'Italia inesistente, con indicatori rosei e cittadini entusiasti per le strade. Se uscisse da Palazzo Chigi, vedrebbe una realtà ben diversa da quella raccontata su TeleMeloni e sui social. I salari restano bassi, da quando c’è lei al governo ne abbiamo perso uno all’anno per colpa del caro vita a cui non è stata data risposta, la pressione fiscale tocca il 42,8%, e la spesa sanitaria, insufficiente, lascia il 10% della popolazione senza cure a causa di liste d'attesa infinite e costi proibitivi del privato. Le politiche del governo si confermano spot elettorali, prive di visione. Questo governo è incapace di invertire un trend economico che, senza il PNRR, sarebbe ancora più negativo". Così in una nota il Vice Presidente del Gruppo parlamentare del Partito Democratico alla Camera, Toni Ricciardi.
“Con i dazi USA sulla pasta al 107%, ci troviamo di fronte all'ennesimo attacco politico ed economico che il governo Meloni non riesce a contrastare, illuso dall’amicizia con Trump. Le chiacchiere di Salvini, Lollobrigida e Tajani non producono risultati. Molte imprese italiane rischiano crisi di liquidità, delocalizzazioni forzate e la perdita di migliaia di posti di lavoro in zone del Paese, specialmente al Sud, dove la pasta non è solo un prodotto, ma un pilastro economico che sostiene famiglie e filiere agricole. Il governo, che si proclama paladino del Made in Italy e della sovranità nazionale, anche se oggi abbiamo grossi dubbi su quale nazione intenda tutelare, ha il dovere di agire con urgenza per proteggere gli interessi delle aziende italiane, non con parole vuote, ma con azioni concrete e incisive. Chiediamo misure di sostegno per le imprese colpite, e una rapida risposta facendo fronte comune con l’Europa per evitare ulteriori cedimenti." Lo dichiara in una nota il Vice Presidente del gruppo PD alla Camera, Toni Ricciardi.
"La Camera dei Deputati, nel corso dell’esame Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero,
ha approvato oggi la richiesta del Partito Democratico - votando un emendamento proposto dagli eletti del PD della Circoscrizione Estero (Ricciardi, Carè, Di Sanzo e Porta) - affinché i Comuni italiani debbano rilasciare la Carta di Identità Elettronica ai propri cittadini residenti all’estero."
"Una battaglia di dritti e dignità - sottolinea
Luciano Vecchi, Responsabile per gli italiani nel mondo - vinta dal Partito Democratico a tutela dei milioni di italiani che vivono, lavorano e studiano nel mondo e che rappresentano una risorsa fondamentale per il presente e il futuro dell'Italiana battaglia di dritti e dignità vinta dal Partito Democratico a tutela dei milioni di italiani che vivono, lavorano e studiano nel mondo e che rappresentano una risorsa fondamentale per il presente e il futuro dell'Italia."
"I dati pubblicati da OCSE e Istat delineano un quadro economico allarmante per l’Italia. Le previsioni indicano una crescita del PIL ferma allo 0,6% per il 2025 e il 2026, relegando il nostro Paese al ruolo di fanalino di coda tra le economie europee, mentre paesi con governi progressisti, come la Spagna di Sánchez, registrano un robusto incremento del PIL del 2,6% nel 2025 e del 2% nel 2026", dichiara il Vice Capogruppo alla Camera del Partito Democratico, Toni Ricciardi. "Le note dolenti non finiscono qui: la crescita dei salari reali rallenta, schiacciata da un’inflazione persistente, mentre l’aumento dei prezzi alimentari colpisce duramente le tasche dei cittadini, costringendo molti italiani a rinunciare persino alle 'pastarelle', tanto care alla Presidente del Consiglio. A peggiorare il quadro, la pressione fiscale è salita al 42,5% nel 2024, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2023, raggiungendo uno dei livelli più alti degli ultimi anni. Questi dati smentiscono la narrazione trionfalistica di Giorgia Meloni, che sembra più impegnata negli spot che nella risoluzione dei problemi concreti degli italiani", attacca il deputato dem. "Servono politiche economiche coraggiose: investimenti in innovazione, sostegno ai redditi delle famiglie, riduzione della pressione fiscale per i ceti medi e bassi e misure per rilanciare la produttività. Il Partito Democratico chiede al governo di abbandonare il vittimismo e di seguire le indicazioni dell’OCSE. Occorrono riforme strutturali urgenti per ridurre il debito e far ripartire la crescita, senza penalizzare ulteriormente lavoratori e fasce più deboli della popolazione. Dopo tre anni di Melonomics, la vita degli italiani non registra miglioramenti", conclude Ricciardi.
“La tragedia di Marcinelle è figlia della migrazione indotta. Nel 1946 il ministero del Lavoro promosse una campagna a tappeto, con un manifesto rosa, che invitava a partire per il Belgio. Il 23 giugno di quell’anno un accordo tra l’Italia e il Belgio prevedeva uno scambio terribile: 50mila minatori italiani in cambio di carbone, 200 kg per ogni lavoratore. Quell’8 di agosto del 1956 erano scesi nella miniera in 274, ben 262 non fecero più ritorno in superficie. ‘Tutti cadaveri’ furono le parole di Angelo Berti. Erano le 3.25 del mattino del successivo 23 agosto quando ogni speranza rimase seppellita. A Marcinelle si ritrovano i nomi di sempre: Antonio, Giuseppe, Angelo, e soprattutto i nomi del tempo: Primo, Secondo. Cinque furono i Rocco che perirono un chilometro sottoterra. Per cosa sono morti? Certamente non per il carbone. Già nel 1951 quello belga fu sostituito da quello americano che arrivò grazie al Piano Marshall. Morirono per produrre energia, come nove anni dopo a Mattamark (Svizzera), dove il 30 agosto del 1965 si consumò l’ultima tragedia dell’emigrazione italiana, della quale quest’anno ricordiamo i 60 anni. Una lunga scia di sangue. Una lunga linea rossa che si trascina fino ai nostri giorni, se pensiamo che ancora nel 2012 per il fondo malattie professionali belga la silicosi era ancora la prima causa di morte”.
Così il vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Toni Ricciardi, intervenendo nell’Aula per la commemorazione delle vittime di Marcinelle.
“Mentre le due principali economie europee si muovono per gestire la minaccia dei dazi americani, l’Italia viene tenuta fuori. Macron e Merz si incontrano a Berlino per definire la linea comune sul fronte UE-USA. Il tavolo è ristretto, le strategie si affinano, le scelte si fanno. Ma l’Italia non c’è. Non invitata. Non ascoltata. Non rilevante. Il governo Meloni è assente dai luoghi in cui si decide il futuro economico del continente. E non per caso. Sarà scetticismo o forse vera e propria sfiducia, ma la realtà è che l’Italia oggi non è considerata un interlocutore credibile in Europa. Troppo schiacciata sulle posizioni di Donald Trump, troppo allineata a logiche nazionaliste per essere ritenuta in grado di difendere davvero l’economia europea.
Un atto di sfiducia politico, concreto, che pesa come un macigno. Il prezzo di questo isolamento lo pagheranno le imprese italiane, i lavoratori, il Made in Italy già sotto pressione” così il vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Toni Ricciardi.
“Il provvedimento sui conti correnti non è una questione meramente burocratica ma l'ennesimo tassello che la politica deve aggiungere al diritto di cittadinanza completa e che non lascia indietro nessuno. Il diritto che lega cittadini e banche che stiamo discutendo è un obbligo di civiltà dopo che per molto tempo veniva ti negata la possibilità di aprire un conto corrente se non eri specchiato o non avevi 'l'amico' che te lo permetteva. Si restituisce il rapporto di fiducia tra Stato e cittadini che non dovranno più dimostrare di essere 'più puri tra i puri' per avere un diritto”. Lo dichiara il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd, annunciando il voto favorevole dei dem sulla pdl dell'obbligo di contrarre e recesso della banca nei rapporti di conto corrente.
“Sempre meno in questa Aula stiamo a discutere di iniziative parlamentari – sottolinea il parlamentare Pd - e sempre più chiamati ad approvare provvedimenti governativi. Oggi siamo chiamati a votare all'unanimità, finalmente, per una norma di buon senso che dà risposte alle esigenze dei cittadini e il Pd risponde sì come opposizione responsabile che lavora come pungolo e sostegno a provvedimenti che reputa giusti”, conclude Ricciardi.
“Il Partito Democratico è da sempre in prima linea nella difesa e nella valorizzazione delle aree interne. Dopo la battaglia parlamentare contro la pasticciata legge per la montagna, continueremo il nostro impegno nei territori per contrastare l’impostazione profondamente sbagliata del nuovo Piano strategico nazionale per le aree interne 2021–2027, voluto dal governo Meloni. Un piano che, di fatto, sancisce una lenta eutanasia per centinaia di territori e comunità che rappresentano l’ossatura del nostro Paese. Parliamo di migliaia di comuni e milioni di cittadini, un patrimonio umano, ambientale ed economico che la destra al governo considera sacrificabile. È una visione inaccettabile, che va combattuta con determinazione e unità. Accogliamo con favore il fatto che anche AVS consideri questa battaglia una priorità da porre al centro dell’agenda politica nazionale, unendosi all’appello rivolto a tutte le forze di opposizione per costruire un fronte parlamentare e territoriale forte e coeso, capace di difendere il ruolo vitale delle aree interne per il futuro dell’Italia. Serve un'altra idea di Paese, che riconosca le aree interne non come zone marginali da accompagnare al declino, ma come spazi strategici per un’Italia più giusta, unita e sostenibile.” Così Toni Ricciardi, Vicepresidente del Gruppo PD alla Camera dei Deputati.