Governo venga in Parlamento, servono misure straordinarie
“Il commissario straordinario nazionale, Nicola Dell’Acqua, annuncia che la prossima sarà un’estate difficilissima dal punto di vista della siccità. A questo punto diventa davvero incomprensibile la ragione della funzione del commissario se la sua azione si limita esclusivamente a fotografare lo stato dei bacini poco prima dell’estate. Ma purtroppo parliamo di un commissario indicato da un governo che nega i cambiamenti climatici e che non fa nulla per affrontare le emergenze. Dove sono finite le risorse del fondo perequativo infrastrutturale che prevedeva risorse per le reti idriche? Dove sono gli interventi del Pnrr? Dov'è quella attenzione per il Sud che la premier millanta nei suoi video? La verità a questo punto è che se la natura non provvede con la pioggia, davvero sarà una estate difficile per le comunità meridionali. Ma che politica è quella che si affida alla speranza? Servono misure straordinarie. Sicilia, Basilicata, Sardegna, Puglia, sono già in difficoltà. Per questo presenteremo una interrogazione al governo. Così non si può più andare avanti”.
Così il deputato democratico e responsabile Pd per la Coesione territoriale, Sud e aree interne, Marco Sarracino.
58% territorio italiano è classificato come aree interne, ma mancano servizi essenziali e risorse economiche
“Le distanze sono le vere diseguaglianze. In questo caso riguardano proprio le aree interne. La vita, lo sviluppo economico e sociale di questi territori è legata alle opportunità. C’è chi decide di partire ma c’è anche chi decide di restare e noi abbiamo il dovere istituzionale e morale di dare servizi e opportunità a chi vuole restare in quei luoghi suggestivi, ma scarsi di servizi di prossimità”. Lo dichiara il deputato del Pd Marco Simiani, che domani presenterà in conferenza stampa presso la sala Berlinguer della Camera dei Deputati il film "C'è un posto nel mondo" di Francesco Falaschi. La proiezione del film è prevista dalle 14 alle 16:30. Seguirà dibattito con i deputati del Pd Marco Simiani, Irene Manzi, Matteo Orfini, Marco Sarracino, il regista Francesco Falaschi, e il sindaco di Santa Fiora, Federico Balocchi. Sarà presente il cast artistico.
"Il film, girato nei più suggestivi angoli dell’Amiata e soprattutto a Santa Fiora, Castel del Piano e Arcidosso, esplora il delicato equilibrio tra il desiderio di partire e il richiamo delle proprie radici. Una storia intensa e attuale, che racconta le sfide e le speranze delle comunità dei piccoli centri italiani. Quello dello spopolamento delle aree interne è un fenomeno di cui sta sempre di più soffrendo il nostro Paese, specialmente al Sud ma non solo. Ricordiamo che ben il 58% del territorio italiano è classificato come “aree interne”, dove però vive appena il 22,7% della popolazione. Ormai da diversi anni i comuni geograficamente più lontani dai principali centri urbani, e in particolare i paesi più piccoli, stanno subendo una progressiva diminuzione delle opportunità lavorative e presentano ridotte possibilità di accedere da parte dei cittadini ai servizi essenziali come istruzione, mobilità e sanità. Inoltre queste zone periferiche sono tendenzialmente carenti di infrastrutture fondamentali e di proposte culturali adeguate, anche per la mancanza di risorse economiche. Comprensibile che i giovani appena possono se ne vadano e che raramente ritornino per ritrovare insieme alle loro radici un contesto in cui progettare il futuro. Il problema si acuisce nelle zone montane, dove le distanze e la complessa situazione logistica non agevolano le risposte ai vari bisogni sociali degli abitanti.
Per affrontare questo tema così urgente era stata messa in atto dal Governo “una politica nazionale innovativa di sviluppo e coesione territoriale che mira a contrastare la marginalizzazione ed i fenomeni di declino demografico propri delle aree interne del nostro Paese” denominata SNAI (Strategia Nazionale per le Aree Interne), confermata in teoria per il periodo 2021-2027 e fondata su un approccio “basato sui luoghi” (place based), decisivo per le politiche strutturali di sviluppo. Attendiamo che il Governo su questo punto così importante batta un colpo", conclude Simiani.
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“Il personale che opera in quella città è stremato. Serve più polizia municipale, la proroga del personale a tempo determinato, indennità in favore del personale impegnato in attività legate al bradisismo. E poi c’è l’economia di quel territorio che oggi è in grandissima difficoltà. Con un mercato immobiliare praticamente fermo e le attività commerciali impossibilitate da una programmazione duratura. I sindaci chiedono la sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui dei prestiti per le abitazioni e la sospensione dei contributi previdenziali per le aziende insediate nell’area interessata. Meritano una risposta, che anche oggi manca.
Occorre far sentire la presenza dello Stato, di uno stato che ha il dovere di essere lì. Con credibilità. Lei invece ha confermato che oggi quei territori sono per voi territori di serie B.
Non possiamo non notare questa continua accusa nei confronti di un presunto passato nel quale qualcuno avrebbe responsabilità politiche rispetto al boom edilizio che c’è stato nella provincia di Napoli.
Allora noi oggi cogliamo l’occasione per una operazione verità dandole una notizia: è stata la Sinistra ad approvare una legge che bloccasse le nuove costruzioni nel vesuviano. E’ stata ed è ancora oggi invece la destra a dire che andrebbe fatto il contrario. Lei Ministro, oggi ha la forza e il coraggio di dire al suo governo che andrebbe fatto lo stesso ai campi flegrei? Altrimenti lei sta facendo solo propaganda, e francamente su una vicenda del genere è totalmente inaccettabile.
Ministro prenda in considerazione le proposte che le abbiamo appena fatto e soprattutto vada a Pozzuoli. Guardi negli occhi quei cittadini, li ascolti e si chieda se in questo momento il governo Meloni ha fatto davvero tutto quello che andava fatto”. Lo ha detto in aula Marco Sarracino, deputato Pd e vicepresidente della commissione Lavoro di Montecitorio.
"Avevamo chiesto questa informativa già mesi fa, quando gli eventi sismici hanno iniziato a colpire i Campi Flegrei e il ministro Musumeci è in colpevole ritardo perché avrebbe trovato nelle forze di opposizione tutta la collaborazione istituzionale che la gravità della situazione richiede.
La situazione è grave e seria. Le popolazioni di quei territori hanno paura del presente e del futuro e noi abbiamo il dovere di attestare con forza la presenza dello Stato. Dobbiamo dare a queste persone gli strumenti per vivere in condizioni di sicurezza, ma occorre anche maggiore tatto e sensibilità, che non abbiamo visto nel ministro ma nei sindaci, nelle forze dell'ordine, vigili del fuoco, protezione civile, che ringraziamo.
Il Governo Meloni deve decidere se questa vicenda è di carattere nazionale oppure no. Ad oggi non abbiamo visto in atto nessuna misura straordinaria per un evento cosi grave che necessita proprio di misure straordinarie.
Quando abbiamo presentato un emendamento che prevedeva un super sisma bonus per edilizia privata la ragione era proprio quella di garantire maggiore resistenza agli edifici colpiti da scosse di portata elevata e fondi agli interventi di adeguamento sismico, ma la maggioranza ha detto no.
Eppure segnalo un ordine del giorno presentato dal consiglio comunale di Napoli, che porta anche le firme dei gruppi consiliari della destra, che chiede esattamente l’utilizzo urgente di questo strumento. Lo stesso vale per gli interventi di adeguamento sismico di cui si sono perse le tracce.
E allora, si ascoltino maggiormente i sindaci: le scosse stanno danneggiando quotidianamente le infrastrutture di quel territorio compromettendo la mobilità ma anche servizi come le reti idriche e gli impianti fognari. Su questo, non dovevate inventarvi nulla. Esisteva il Fondo Perequativo Infrastrutturale. 4 miliardi e mezzo. Potevate attingerli da li. Peccato che nell’ultima legge di bilancio lo avete praticamente cancellato. Perché alla fine il tema è sempre lo stesso. Quando le questioni riguardano il Sud, voi non sapete fare altro che tagliare. Perché il vostro è il governo più antimeridionalista della storia repubblicana! E allora basta inutili polemiche, occorre intervenire e ascoltare sindaci, opposizioni e cittadini dei territori colpiti". Lo ha detto in Aula Marco Sarracino, deputato Pd e vicepresidente della commissione Lavoro di Montecitorio.
"Grave che FdI sottovaluti una situazione che sta destando grande preoccupazione"
"Dopo quanto accaduto questa notte, con una scossa di terremoto di magnitudo 4.4, la situazione nei Campi Flegrei si fa estremamente seria e preoccupante. Oggi più che mai è fondamentale affermare il principio della presenza dello Stato. Ringraziamo i Vigili del Fuoco, le Forze dell'Ordine, la Protezione Civile e i sindaci per il loro impegno, ma queste persone, i cittadini della provincia di Napoli, non possono essere lasciati soli. Lanciamo un appello affinché si prenda atto dell'elevato livello di preoccupazione e della paura, ormai tangibile tra la popolazione.
Chiediamo al Governo di chiarire se i Campi Flegrei rappresentino o meno un’emergenza nazionale. Servono risorse, organizzazione e protocolli di intervento chiari e codificati. Il ministro Musumeci deve riferire con urgenza in Parlamento".
Così il deputato democratico Marco Sarracino è intervenuto in aula alla Camera per chiedere un’informativa del ministro Musumeci. "Spiace constatare", ha aggiunto Sarracino, "che per i partiti di maggioranza non si tratti di un’emergenza, come ha sostenuto il gruppo di Fratelli d’Italia che si è addirittura dissociato dalla richiesta di informativa. Siamo davanti a un’ingiustificata sottovalutazione delle paure e delle preoccupazioni di un intero territorio".
“Non ci resta che andare a ‘Chi l’ha visto’. Il decreto sulla Pubblica amministrazione è scomparso. Sono settimane infatti che attendiamo invano la pubblicazione. A questo punto c’è un tema di trasparenza che denunciamo con forza. Anche perché con quel decreto si sarebbe affrontata almeno parzialmente la questione del ‘taglia idonei’ dopo le denunce del partito democratico. A quanto pare la destra continua ad avere una visione sbagliata della nostra Pa. Per noi invece rappresenta l’ossatura del nostro Paese e non merita di essere trattata in questo modo”.
Così i deputati democratici Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd, Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro, e Andrea Casu, della Presidenza del Gruppo.
“Esprimiamo solidarietà ai giornalisti e a tutto il personale dell'agenzia Dire che non percepisce retribuzione da due mesi. In questa legislatura abbiamo presentato anche alcuni atti di sindacato ispettivo chiedendo al governo di attenzionare questa delicata situazione che riguarda una delle più importanti agenzie di stampa del Paese. La situazione necessita di risposte immediate e di un ripristino delle condizioni di normalità per questi lavoratori che non possono essere lasciati soli”.
Così il deputato democratico Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd.
"È molto grave che il Governo abbia dato parere negativo al nostro ordine del giorno, al Dl emergenze che chiedeva un intervento tempestivo per garantire alle associazioni sportive locali l’accesso al centro sportivo di Caivano. Dopo le tante promesse sbandierate dall’esecutivo, ci saremmo aspettati un impegno concreto per rimuovere gli ostacoli che impediscono alla comunità di usufruire di una struttura fondamentale per il territorio. Ancora una volta, alle parole non seguono i fatti. Il Governo spieghi le incomprensibili ragioni sul perché ha deciso di voltare le spalle alle associazioni sportive di Caivano. Questo parere va in direzione contraria al diritto alla pratica sportiva che la Costituzione dall’ottobre 2023 riconosce. Ci aspettiamo meno spot e più sport da questo esecutivo" Lo dichiarano in una nota il responsabile nazionale sport, del Pd, il deputato, Mauro Berruto e il primo firmatario dell’odg, il deputato dem, Marco Sarracino e la democratica Michela Di Biase.
“Che fine ha fatto la delega che nel dicembre 2023 il governo Meloni si è preso sul salario minimo? Dobbiamo cercarla a 'Chi lo ha visto?' per sapere la verità? Cinquecentomila giovani hanno lasciato il nostro Paese negli ultimi anni nella vostra indifferenza a causa dei bassi salari e le poche opportunità. Una generazione precaria che va via perché è costretta a farlo, non per volontà. La vostra risposta è stata il silenzio. Quindi davanti a questi dati, dovete dirci perché siete contrari all'introduzione del salario minimo e cosa vi hanno fatto 4 milioni di lavoratori che nonostante siano occupati si ritrovano in condizione di povertà? Se per voi è tutto normale, per il Pd non lo è. È un'ingiustizia e la combatteremo”. Così il deputato dem Marco Sarracino durante il question time alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone sul salario minimo.
“Non possiamo accettare il rinvio del question time in commissione Lavoro che si sarebbe dovuto tenere oggi sulla vertenza Dema. Siamo dinanzi all’ennesimo atto di sciatteria e superficialità del governo che conferma di non avere tra le sue priorità il destino dei lavoratori italiani aggravando ulteriormente il clima di incertezza e di mancanza di trasparenza legata a questa vertenza. Domani saremo al fianco degli operai Dema al tavolo ministeriale per vigilare e per difendere le loro ragioni”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, e il deputato dem, Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd.
Dichiarazione di Marco Sarracino e Arturo Scotto rispettivamente responsabile Mezzogiorno e capogruppo in commissione Lavoro del Pd
Stamane abbiamo incontrato i lavoratori della DEMA di Somma Vesuviana. Restiamo francamente interdetti per le notizie riportate sulla stampa questa mattina che racconterebbero di un avvenuto passaggio di proprietà. Stiamo denunciando da settimane la totale assenza di trasparenza a partire dalla procedura per le manifestazioni di interesse. Per questo continueremo a chiedere al Governo, a partire dal question time in commissione lavoro di mercoledì, di fare piena luce su quanto accaduto partendo da un principio per noi inderogabile: operazioni di “spezzatino industriale”, di delocalizzazione e di speculazione non verranno mai accettate né dai lavoratori né dal Partito Democratico.
“Il Parco Nazionale del Matese è una grande opportunità per il territorio e chiediamo che si accelerino tutte le procedure affinché rapidamente diventi operativo nell'interesse prioritario della tutela ambientale e della valorizzazione turistica di questo comprensorio. A tal proposito abbiamo depositato anche una interrogazione per chiedere al ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, che il suo ministero si adoperi per rimuovere tutti gli ostacoli relativi alla perimetrazione del Parco anche alla luce del pronunciamento del Tar. Auspichiamo inoltre che l'annunciato incontro del 5 febbraio con le Regioni Campania e Molise e i Comuni interessati, possa conseguire questo risultato. Non possono esserci più ritardi, ci sono tutte le condizioni affinché la situazione del parco si sblocchi definitivamente”. Così il deputato Marco Sarracino, responsabile Mezzogiorno del Partito Democratico.
"I dati Istat sul reddito disponibile degli italiani evidenziano quanto si sia ulteriormente allargato il divario tra Settentrione e Meridione. 900 euro di media in meno in un anno per ogni cittadino che vive al Sud, che già di suo ha un reddito disponibile che è quasi la metà di quello di un cittadino che vive al Nord. Un dato drammatico che si traduce in bassi consumi e difficoltà di accesso ai servizi. Su questo il governo non solo è assente ma è anche complice di una situazione economica e sociale drammatica: si è infatti opposto al salario minimo, ha cancellato il reddito di cittadinanza, non tutela adeguatamente il potere d'acquisto, in particolare su bollette e carburante che al Sud pesano ancora di più. Questi dati non possono passare sotto traccia, così come altrettanto drammatico è il dato che vede migliaia di giovani laureati, soprattutto meridionali, andare via dal nostro Paese. Per noi è inaccettabile disperdere questo patrimonio di competenze che rendono più povera e meno competitiva l'Italia. Dal governo pretendiamo risposte concrete e non slogan banali che non hanno alcuna aderenza con la realtà". Così il deputato Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno per il Partito Democratico.
“Siamo molto preoccupati per l'approssimazione e la superficialità con cui si sta affrontando la vertenza Dema. Riteniamo indispensabile e urgente un chiarimento e un atto di trasparenza da parte del governo per voce del ministro delle Imprese e del Made Italy rispetto alle trattative e alle manifestazioni di interesse. Siamo a un punto delicatissimo e se si viene a conoscenza, dopo l'ultima riunione ministeriale, che vi sarebbero altre manifestazioni di interesse, come sostiene, con prove documentali, il sindacato, e che ciò, proprio in quella sede, non sarebbe emerso, allora, davvero, ci troveremmo in presenza di un pericoloso cortocircuito che può solo arrecare danno ai lavoratori. Il Partito Democratico, e lo farà con un atto di sindacato ispettivo, chiede che si faccia chiarezza e che il governo si assuma le proprie responsabilità anche sul ‘non detto’ e che ci si adoperi affinché venga individuata la soluzione più utile e funzionale al rilancio industriale e alla salvaguardia dei livelli occupazionali per Dema”. Così in una nota congiunta i deputati dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Sud e Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“Siamo estremamente preoccupati per quello che si sta verificando ancora una volta rispetto all’autonomia differenziata. Leggiamo che il Clep (Comitato per i Livelli essenziale di prestazione) avrebbe da poco terminato i suoi lavori, nonostante l’avvenuta sentenza della Corte, aggirando quindi nuovamente le prerogative parlamentari. Abbiamo sempre criticato la possibilità che il Clep utilizzasse criteri sbagliati, ingiusti e antistorici rispetto alla determinazione dei Lep e quindi dei diritti”. Così il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Partito Democratico.
“Ad esempio - conclude Sarracino - parametri come il costo della vita, non farebbero altro che aumentare divari e disuguaglianze. Il 3 dicembre la Corte ha dichiarato incostituzionale il Clep e stabilito che il lavoro fin qui svolto ha un valore meramente istruttorio e ricognitivo. Calderoli dunque, ancora una volta, fa rientrare dalla finestra ciò che la corte ha fatto uscire dalla porta, spostando peraltro risorse e personale dell’estinto Clep al dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie, cioè a se stesso”.