“Non ci resta che andare a ‘Chi l’ha visto’. Il decreto sulla Pubblica amministrazione è scomparso. Sono settimane infatti che attendiamo invano la pubblicazione. A questo punto c’è un tema di trasparenza che denunciamo con forza. Anche perché con quel decreto si sarebbe affrontata almeno parzialmente la questione del ‘taglia idonei’ dopo le denunce del partito democratico. A quanto pare la destra continua ad avere una visione sbagliata della nostra Pa. Per noi invece rappresenta l’ossatura del nostro Paese e non merita di essere trattata in questo modo”.
Così i deputati democratici Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd, Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro, e Andrea Casu, della Presidenza del Gruppo.
“Esprimiamo solidarietà ai giornalisti e a tutto il personale dell'agenzia Dire che non percepisce retribuzione da due mesi. In questa legislatura abbiamo presentato anche alcuni atti di sindacato ispettivo chiedendo al governo di attenzionare questa delicata situazione che riguarda una delle più importanti agenzie di stampa del Paese. La situazione necessita di risposte immediate e di un ripristino delle condizioni di normalità per questi lavoratori che non possono essere lasciati soli”.
Così il deputato democratico Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd.
"È molto grave che il Governo abbia dato parere negativo al nostro ordine del giorno, al Dl emergenze che chiedeva un intervento tempestivo per garantire alle associazioni sportive locali l’accesso al centro sportivo di Caivano. Dopo le tante promesse sbandierate dall’esecutivo, ci saremmo aspettati un impegno concreto per rimuovere gli ostacoli che impediscono alla comunità di usufruire di una struttura fondamentale per il territorio. Ancora una volta, alle parole non seguono i fatti. Il Governo spieghi le incomprensibili ragioni sul perché ha deciso di voltare le spalle alle associazioni sportive di Caivano. Questo parere va in direzione contraria al diritto alla pratica sportiva che la Costituzione dall’ottobre 2023 riconosce. Ci aspettiamo meno spot e più sport da questo esecutivo" Lo dichiarano in una nota il responsabile nazionale sport, del Pd, il deputato, Mauro Berruto e il primo firmatario dell’odg, il deputato dem, Marco Sarracino e la democratica Michela Di Biase.
“Che fine ha fatto la delega che nel dicembre 2023 il governo Meloni si è preso sul salario minimo? Dobbiamo cercarla a 'Chi lo ha visto?' per sapere la verità? Cinquecentomila giovani hanno lasciato il nostro Paese negli ultimi anni nella vostra indifferenza a causa dei bassi salari e le poche opportunità. Una generazione precaria che va via perché è costretta a farlo, non per volontà. La vostra risposta è stata il silenzio. Quindi davanti a questi dati, dovete dirci perché siete contrari all'introduzione del salario minimo e cosa vi hanno fatto 4 milioni di lavoratori che nonostante siano occupati si ritrovano in condizione di povertà? Se per voi è tutto normale, per il Pd non lo è. È un'ingiustizia e la combatteremo”. Così il deputato dem Marco Sarracino durante il question time alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone sul salario minimo.
“Non possiamo accettare il rinvio del question time in commissione Lavoro che si sarebbe dovuto tenere oggi sulla vertenza Dema. Siamo dinanzi all’ennesimo atto di sciatteria e superficialità del governo che conferma di non avere tra le sue priorità il destino dei lavoratori italiani aggravando ulteriormente il clima di incertezza e di mancanza di trasparenza legata a questa vertenza. Domani saremo al fianco degli operai Dema al tavolo ministeriale per vigilare e per difendere le loro ragioni”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, e il deputato dem, Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd.
Dichiarazione di Marco Sarracino e Arturo Scotto rispettivamente responsabile Mezzogiorno e capogruppo in commissione Lavoro del Pd
Stamane abbiamo incontrato i lavoratori della DEMA di Somma Vesuviana. Restiamo francamente interdetti per le notizie riportate sulla stampa questa mattina che racconterebbero di un avvenuto passaggio di proprietà. Stiamo denunciando da settimane la totale assenza di trasparenza a partire dalla procedura per le manifestazioni di interesse. Per questo continueremo a chiedere al Governo, a partire dal question time in commissione lavoro di mercoledì, di fare piena luce su quanto accaduto partendo da un principio per noi inderogabile: operazioni di “spezzatino industriale”, di delocalizzazione e di speculazione non verranno mai accettate né dai lavoratori né dal Partito Democratico.
“Il Parco Nazionale del Matese è una grande opportunità per il territorio e chiediamo che si accelerino tutte le procedure affinché rapidamente diventi operativo nell'interesse prioritario della tutela ambientale e della valorizzazione turistica di questo comprensorio. A tal proposito abbiamo depositato anche una interrogazione per chiedere al ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, che il suo ministero si adoperi per rimuovere tutti gli ostacoli relativi alla perimetrazione del Parco anche alla luce del pronunciamento del Tar. Auspichiamo inoltre che l'annunciato incontro del 5 febbraio con le Regioni Campania e Molise e i Comuni interessati, possa conseguire questo risultato. Non possono esserci più ritardi, ci sono tutte le condizioni affinché la situazione del parco si sblocchi definitivamente”. Così il deputato Marco Sarracino, responsabile Mezzogiorno del Partito Democratico.
"I dati Istat sul reddito disponibile degli italiani evidenziano quanto si sia ulteriormente allargato il divario tra Settentrione e Meridione. 900 euro di media in meno in un anno per ogni cittadino che vive al Sud, che già di suo ha un reddito disponibile che è quasi la metà di quello di un cittadino che vive al Nord. Un dato drammatico che si traduce in bassi consumi e difficoltà di accesso ai servizi. Su questo il governo non solo è assente ma è anche complice di una situazione economica e sociale drammatica: si è infatti opposto al salario minimo, ha cancellato il reddito di cittadinanza, non tutela adeguatamente il potere d'acquisto, in particolare su bollette e carburante che al Sud pesano ancora di più. Questi dati non possono passare sotto traccia, così come altrettanto drammatico è il dato che vede migliaia di giovani laureati, soprattutto meridionali, andare via dal nostro Paese. Per noi è inaccettabile disperdere questo patrimonio di competenze che rendono più povera e meno competitiva l'Italia. Dal governo pretendiamo risposte concrete e non slogan banali che non hanno alcuna aderenza con la realtà". Così il deputato Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno per il Partito Democratico.
“Siamo molto preoccupati per l'approssimazione e la superficialità con cui si sta affrontando la vertenza Dema. Riteniamo indispensabile e urgente un chiarimento e un atto di trasparenza da parte del governo per voce del ministro delle Imprese e del Made Italy rispetto alle trattative e alle manifestazioni di interesse. Siamo a un punto delicatissimo e se si viene a conoscenza, dopo l'ultima riunione ministeriale, che vi sarebbero altre manifestazioni di interesse, come sostiene, con prove documentali, il sindacato, e che ciò, proprio in quella sede, non sarebbe emerso, allora, davvero, ci troveremmo in presenza di un pericoloso cortocircuito che può solo arrecare danno ai lavoratori. Il Partito Democratico, e lo farà con un atto di sindacato ispettivo, chiede che si faccia chiarezza e che il governo si assuma le proprie responsabilità anche sul ‘non detto’ e che ci si adoperi affinché venga individuata la soluzione più utile e funzionale al rilancio industriale e alla salvaguardia dei livelli occupazionali per Dema”. Così in una nota congiunta i deputati dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Sud e Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“Siamo estremamente preoccupati per quello che si sta verificando ancora una volta rispetto all’autonomia differenziata. Leggiamo che il Clep (Comitato per i Livelli essenziale di prestazione) avrebbe da poco terminato i suoi lavori, nonostante l’avvenuta sentenza della Corte, aggirando quindi nuovamente le prerogative parlamentari. Abbiamo sempre criticato la possibilità che il Clep utilizzasse criteri sbagliati, ingiusti e antistorici rispetto alla determinazione dei Lep e quindi dei diritti”. Così il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Partito Democratico.
“Ad esempio - conclude Sarracino - parametri come il costo della vita, non farebbero altro che aumentare divari e disuguaglianze. Il 3 dicembre la Corte ha dichiarato incostituzionale il Clep e stabilito che il lavoro fin qui svolto ha un valore meramente istruttorio e ricognitivo. Calderoli dunque, ancora una volta, fa rientrare dalla finestra ciò che la corte ha fatto uscire dalla porta, spostando peraltro risorse e personale dell’estinto Clep al dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie, cioè a se stesso”.
Sarracino e Scotto, irresponsabile taglio fondi automotive da parte del Governo
“Stamattina abbiamo accompagnato i lavoratori Trasnova al tavolo istituzionale convocato presso il Mimit. Si trattava dell’ennesima crisi aziendale che colpisce il comparto dell’indotto Stellantis. Dopo una dura lotta dei lavoratori che hanno presidiato gli ingressi di Pomigliano d’arco, la vertenza ha avuto un esito positivo anche se provvisorio, attraverso il rinnovo della commessa per Trasnova per tutto il 2025. Sono salvi, al momento, quasi 400 posti di lavoro in tutta Italia, tra gli stabilimenti di Melfi, Cassino, Pomigliano e Mirafiori. Tuttavia, l’atteggiamento di Stellantis appare ancora poco responsabile nei confronti della prospettiva dell’automotive nel nostro paese. Per questo, in vista del tavolo convocato per il 17 dicembre, da parte di Stellantis servono impegni certi, risorse chiare e un piano industriale che mantenga e rilanci le produzioni nel nostro paese. Il governo, invece, ripristini il fondo di 4,6 miliardi per l’automotive e apra una discussione in Europa per un fondo a sostegno della transizione e della protezione sociale dei lavoratori” così in una nota i deputati democratici Marco Sarracino e Arturo Scotto, rispettivamente responsabile Mezzogiorno del Pd e capogruppo in commissione lavoro alla Camera.
“La presenza, nella bozza del decreto Milleproroghe, di un articolo relativo all’istruttoria sui Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), pur ancora privo di testo, dimostra che il governo o non ha compreso la portata della sentenza della Consulta che ha messo una pietro tombale sullo ‘spacca Italia’ oppure sceglie deliberatamente di ignorarla. La pronuncia della Corte Costituzionale è chiara, e il governo farebbe bene a fermarsi, evitando di sottoporre il Parlamento a discussioni su provvedimenti destinati a rivelarsi inutili e in aperto contrasto con i principi costituzionali”. È secco il commento del deputato democratico, responsabile nazionale mezzogiorno del Pd, Marco Sarracino.
“La scelta di Stellantis di non rinnovare la commessa a Trasnova, pregiudica il futuro di oltre 400 lavoratrici e lavoratori. Chiediamo al governo di convocare urgentemente al tavolo istituzionale previsto per il 17 dicembre al ministero delle Imprese e del Made in Italy, anche Stellantis. Non si può continuare così: occorrono politiche industriali, piani di rilancio e non dismissioni e licenziamenti. Continueremo a essere al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che da lunedì sono in presidio per difendere il proprio futuro”. Così in una nota i deputati dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Partito Democratico e Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“Chiedo un'informativa urgente al ministro Calderoli per sapere come intenda proseguire sull'Autonomia differenziata dopo che qualche ora fa la Corte Costituzionale ha praticamente demolito l'impianto della sua ormai ex riforma. La sentenza dice che non si può più fare nulla. In qualsiasi paese al mondo probabilmente a quest'ora, dopo un fallimento del genere, il ministro competente si sarebbe già dimesso. Nel giorno in cui la presidente Meloni priva il nostro Paese del ministero per il Mezzogiorno, salta il Patto di sindacato su cui si regge questo governo: l'autonomia salta e il prossimo sarà il premierato e con lui la vostra concezione del potere mai utilizzato per cambiare l'Italia, ma solo usato per prendervela con qualcuno”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Partito Democratico.
“Un passaggio della sentenza secondo noi – ha concluso Sarracino - mette la parola fine a questa legge: ‘il popolo e la nazione sono unità non frammentabili. Esiste una sola nazione, così come esiste un solo popolo italiano. Sul piano istituzionale questa rappresentanza e la cura delle esigenze unitarie, sono affidate esclusivamente al parlamento e in nessun caso possono essere riferiti ai consigli regionali’. I patrioti volevano spaccare la Patria e invece la Patria si è salvata, nonostante voi. E’ il giorno in cui è meglio che ne prendiate atto”.
“Ministro Calderoli, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, la sua autonomia differenziata non esiste più. È finita, game over! L'impianto su cui si reggeva è stato totalmente demolito. Dica definitivamente addio al suo progetto, alla sua idea sbagliata, ingiusta, di spaccare l'Italia perché il suo disegno è stato cancellato. Se ne faccia una ragione”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Pd, nel corso delle dichiarazioni di voto finali sulle mozioni delle opposizioni relative all’Autonomia differenziata.
“Quello che volevate fare – ha concluso Sarracino - è del tutto coerente con l'attuale disegno della destra italiana. Sono due anni, infatti che questo governo, se la prende sempre con chi è più debole, con chi è più povero, con i cittadini del Sud con quelli delle aree. Questo è il governo più antimeridionalista della storia repubblicana. Non ci fermeremo fino a quando questa legge non verrà cancellata, ve lo abbiamo detto centinaia di volte e continueremo a farlo. Anche oggi, caro governo, caro ministro, l'Italia è una e indivisibile e resterà tale nonostante voi, fatevene una ragione”.