“L'autostrada Pedemontana è un ecomostro che prosegue con la sua devastazione del territorio: un modello trasportistico basato solo su cemento e distruzione del poco verde rimasto. È doveroso che il governo Meloni disponga la sospensione immediata dei cantieri nelle aree ancora verdi, fino all’effettiva esecuzione del monitoraggio faunistico, con la partecipazione di esperti, associazioni e comunità scientifica al fine di renderne pubblici i dati. È altresì necessario che vengano creati corridoi ecologici temporanei per favorire il raggiungimento di zone franche, il salvataggio della fauna e il reimpianto di alberi autoctoni in grado di rigenerare il bosco”. Lo dicono le deputate dem Eleonora Evi e Silvia Roggiani, presentando un'interrogazione al Ministro dei Trasporti per chiedere la sospensione dei lavori dell'Autostrada Pedemontana.
“I cantieri già avviati delle tratte B2 e C – continuano le deputate Pd - stanno già devastando habitat naturali preziosi, cancellando boschi, prati e zone umide. Il grido di dolore dei sindaci di ogni colore politico e la loro contrarietà soprattutto per la realizzazione della nuova tratta D, devono essere ascoltati dal governo e dalla Regione Lombardia”, concludono Evi e Roggiani.
“Vogliamo esprimere la nostra gratitudine più profonda al Presidente Mattarella, che nella Giornata mondiale della biodiversità, che si celebra oggi, ha espresso concetti importantissimi e perfettamente calati nel nostro tempo, a partire dal richiamo all’urgenza di ripensare il rapporto tra uomo e natura”.
Lo affermano in una nota congiunta le deputate dem Patrizia Prestipino, Garante degli animali di Roma Capitale ed Eleonora Evi, componente della commissione Ambiente della Camera.
“Grazie Presidente per aver voluto ricordare in maniera tanto autorevole l’importanza delle sfide a cui siamo chiamati, a partire dal ripensamento dei modelli di crescita, insieme agli errori gravissimi fin qui commessi e che, come da lei così puntualmente ricordato, hanno compromesso l’ambiente e messo a rischio la sopravvivenza di tante specie animali”, aggiungono le deputate.
“Un richiamo e una lungimiranza a cui ha dimostrato di essere sordo questo Governo, che da ultimo con il disegno di legge Lollobrigida sulla liberalizzazione della caccia dimostra ancora un volta di andare nella direzione opposta”.
“Aprire alla caccia nelle aree demaniali, comprese le spiagge e anche dopo il tramonto, ridurre le aree protette, sanzionare il dissenso – tra le altre cose – sono scelte che possono non solo causare danni irrecuperabili all’ambiente e agli animali, ma anche mettere in pericolo l’incolumità delle persone”.
“Per questo il nostro auspicio è che le parole pronunciate oggi da Mattarella rappresentino un monito e insieme un faro per tutti noi, a partire dal Governo”, concludono Prestipino ed Evi.
“La caccia sui 475 valichi montani è e rimane vietata. La sentenza storica del TAR non si discute. Questo è il risultato del voto di ieri in consiglio regionale della Lombardia, risultato ottenuto grazie ad un lavoro intransigente e serrato di Pierfrancesco Majorino e del Pd lombardo che in questi giorni si è speso per difendere la sentenza del TAR e, di conseguenza, le direttive europee e le leggi che tutelano quei corridoi ecologici essenziali per gli uccelli migratori. La maggioranza di centrodestra si è spaccata ed è stata battuta. Avanti cosi!” Così sui social la deputata democratica, Eleonora Evi.
“Con il ddl Caccia questo governo si accanisce contro gli animali selvatici con la sua furia ideologica e di propaganda, regalando la natura ai cacciatori: è l'ennesima vergogna”. Lo dice in una nota la deputata Pd Eleonora Evi sul ddl Caccia, sottolineando che “l’idea che la caccia possa essere anche solo lontanamente considerata una pratica che contribuisce alla tutela della biodiversità è semplicemente grottesca, fuorviante e malsana”.
“Ciononostante – continua l'esponente dem - l'esecutivo propone un disegno di legge per smantellare definitivamente quello che rimane della legge a tutela della fauna selvatica. Calpesta la Costituzione e se infischia delle infrazioni europee già in corso e quelle che verranno: tanto a pagare saranno tutti i cittadini non certo Lollobrigida o Meloni”. “Verrà concesso di sparare addirittura in spiaggia e in molte altre aree demaniali, assistendo ad una dregulation selvaggia sui richiami vivi, con grande soddisfazione di bracconieri. Il Pd non starà a guardare: questo attacco brutale e vergognoso va fermato”, conclude Evi.
“La strage dei pulcini maschi continua e il governo fornisce generiche quanto poco rassicuranti “assicurazioni” a rispettare il divieto di uccisione di pulcini maschi che entrerà in vigore dal 31 dicembre 2026. Ma in concreto non dice nulla su cosa sta facendo per arrivare pronto a questo appuntamento. Il governo fa riferimento ad un tavolo tecnico con le associazioni di categoria da cui emergono diverse “criticità” tra cui quella delle dimensioni dei nuovi incubatoi e che sarebbero state avviate “interlocuzioni” con gli altri ministeri coinvolti, Imprese e Salute, per reperire i finanziamenti per la transizione tecnologica. Risposte vaghe che generano nuove domande come ad esempio quali, quante e dove sono le criticità, quale cronoprogramma per risolverle? Da quale programma recuperare le risorse necessarie dalla PAC? il PNRR? o la legge di bilancio? Eppure alcune realtà italiane hanno già provveduto ad adottare le tecnologie per il sessaggio in ovo. Monitoreremo che quanto affermato si trasformi in azioni concrete, perchè uccidere 35 milioni di pulcini maschi ogni anno solo perchè considerati uno “scarto di produzione” è qualcosa di crudele, insensato e inaccettabile e perchè il rischio che a colpi di proroghe il divieto rimanga una chimera è troppo alto e sarebbe l’ennesimo tradimento della fiducia dei cittadini”. Lo dichiara la deputata del Pd, Eleonora Evi.
“La peritonite infettiva felina (Fip) è una malattia mortale nel 96% dei casi sintomatici per i gatti. Eppure, esiste una cura efficace che, mentre in Paesi come il Regno Unito è autorizzata, in Italia continua a rimanere indisponibile. Non possiamo accettare questa situazione di stallo, che lascia nel buio migliaia di famiglie italiane costrette a cercare soluzioni nel mercato nero, spesso rischiando truffe e compromettendo la salute dei propri animali”. Lo dichiara la deputat dem Eleonora Evi, in merito a un’interrogazione presentata al ministro della Salute Orazio Schillaci per chiedere risposte concrete sulla mancata autorizzazione della terapia.
“I cittadini e i veterinari – conclude Evi - chiedono chiarezza. Chi ama gli animali non può trovarsi di fronte a una scelta impossibile tra il rispetto delle regole e la possibilità di salvare vite. È inaccettabile che il nostro Paese resti indietro su una questione così urgente. Il governo agisca subito per garantire ai veterinari gli strumenti per curare e alle famiglie la possibilità di accedere a trattamenti sicuri ed efficaci”.
“Il governo e queste destre sferrano l’ennesimo attacco alla fauna selvatica e questa volta se la prendono con il lupo. Con il ddl montagna si crea ad arte un 'problema', un 'nemico' con il solo obiettivo di poter continuare a fare la solita becera propaganda e si da il via libera all’uccisione di questo meraviglioso animale, che svolge un ruolo essenziale come regolatore naturale dell’ecosistema e ne garantisce l’equilibrio. Invece di proteggere la biodiversità in forte crisi, questo governo, su basi del tutto antiscientifiche, imbraccia il fucile e consente i cosiddetti 'prelievi' ovvero quote annuali di animali da uccidere”. Così in una nota congiunta le deputate dem Eleonora Evi e Patrizia Prestipino sul cosiddetto Ddl montagna all’esame della commissione Bilancio alla Camera.
“Eppure – continuano le parlamentari PD – gli abbattimenti non diminuiscono la presenza del lupo e nemmeno i danni da predazione agli allevatori. Nel settembre scorso è stato pubblicato un rapporto del progetto Life Wolf Alps Eu che sottolinea l’efficacia quasi assoluta delle misure di prevenzione dalle predazioni del lupo e evidenzia una riduzione delle predazioni del 96,5% tra gli allevamenti coinvolti”. “Il Partito Democratico ha presentato numerosi emendamenti per ribadire l’importanza delle misure di prevenzione e di convivenza pacifica con i grandi carnivori e si batterà in Aula contro questo provvedimento”, concludono Evi e Prestipino.
Presentata una proposta di legge, è necessario agire subito
“Il problema degli allevamenti intensivi non può più essere ignorato. Siamo in piena crisi climatica e di biodiversità, di fronte alle minacce per la salute pubblica dovute alla resistenza delle malattie alle cure antibiotiche e in un sistema di produzione del cibo al collasso e ingiusto. Non è possibile fingere di non vedere l'inutile sofferenza di milioni di animali e la gravità del problema degli allevamenti intensivi per l'intero pianeta”. Così la deputata Pd, Eleonora Evi in una nota per presentare una “proposta di legge a mia prima firma, scritta insieme ad una rete di ong, per superare questa assurdità e proporre di riconvertire il settore zootecnico”.
“Con questa proposta – continua la parlamentare Pd – si vuole costruire una base di partenza per dare risposte al problema degli allevamenti intensivi e a tutte le conseguenze che comportano. È necessario agire subito”, conclude Evi.
La legge, in vigore dal 2022, è ancora in attesa dei decreti attuativi
“Nel mondo ogni anno vengono abbattuti più di 6 miliardi di pulcini maschi, di questi circa 330 milioni in Europa e 35 milioni in Italia. Di solito i pulcini vengono uccisi triturati vivi, con il gas o per asfissia. Una strage assurda, evitabile, che continua solo per l’indifferenza della politica e di questo governo, che non fa quello che deve fare, ovvero dare seguito alla legge che impone il divieto di uccisione di pulcini maschi in vigore dal 2022, ma disattesa perché mancano i decreti attuativi. Le nuove tecnologie oggi permettono di riconoscere il sesso dell'embrione prima della schiusa dell'uovo, quindi la sistematica eliminazione delle uova contenenti futuri maschi. È dunque urgente che il governo si attivi per ovviare ad una chiara violazione di legge e per sostenere finanziariamente gli operatori del settore, al fine di incentivare interventi di reingegnerizzazione dei processi produttivi e tecnologie più performanti”. Così si legge nell'interrogazione presentata dalla deputata Pd Eleonora Evi al ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, per chiedere un pronto intervento sui decreti attuativi della legge sul divieto di abbattimento dei pulcini maschi.
“È in corso la COP16 a Roma eppure, da parte del governo e del Parlamento c’è un silenzio assordante e gravissimo. Forse si dimenticano che senza natura non c'è vita sul pianeta, non c'è sopravvivenza per l’essere umano e nemmeno per il nostro sistema economico. Tutto viene dato per scontato. Meloni con le sue dichiarazioni parla di difendere 'la natura con l’uomo dentro' che significa prima interessi economici e poi il resto. D’altronde un Ministro dell’Ambiente che per attuare la Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 istituisce tavolo e comitato dove a farla da padrona sono gli interessi agroindustriali, la dice lunga”. Così in una nota la deputata Pd, Eleonora Evi.
“Il governo snobbando la COP16 che si svolge proprio a Roma, ci conferma di voler ignorare la scienza e, soprattutto, le richieste dei ragazzi. Rinuncia ad avere un ruolo attivo e ambizioso nei negoziati, dimenticando, ancora una volta, che la nostra Costituzione tutela la biodiversità”, conclude Evi.
“La peritonite infettiva felina è una malattia sempre più diffusa che nel 96% dei casi sintomatici è mortale. Eppure ci sono farmaci efficaci su cui l’UE ha concesso una deroga all’uso per contrastare una epidemia di FIP. A differenza di altri stati europei che hanno regolamentato la cura in Italia è tutto fermo. La conseguenza è che le persone, disperate nel tentativo di salvare la vita al proprio gatto, si rivolgono al mercato illegale esponendosi a truffe e alla somministrazione di preparazioni senza alcun controllo. E tanti veterinari vivono sotto la pressione del dilemma etico tra salvare vite da un lato e non infrangere la legge ed esporsi a gravi sanzioni disciplinari”. Così si legge nell'interrogazione presentata dalle deputate Pd Eleonora Evi, Patrizia Prestipino e Silvia Roggiani al ministro della Salute Orazio Schillaci per chiedere un immediato intervento di contrasto alla peritonite felina.
“Il servizio di Giulia Innocenzi di ieri sera a Report ha scoperchiato intrecci tra la deputata Brambilla e l’ENCI, Ente nazionale cinofilia italiana. Alla luce di quanto visto ho deciso di dimettermi dall’Intergruppo per i Diritti degli Animali, presieduto da Brambilla a cui avevo aderito convinta che per cambiare le cose per gli animali serva superare steccati ideologici e partitici e trovare soluzioni comuni.” Così in una nota la deputata dem Eleonora Evi.
“Sono due – continua la parlamentare Pd - le ragioni che mi spingono la mia difficile decisione: l’inchiesta mette in luce l’uso di fondi dell’associazione Leidaa di cui Brambilla è presidente, da cui la stessa ne ha tratto profitti e vantaggi personali e privati, che nulla avevano a che fare con la causa animalista e ambientalista. L'intergruppo, che in oltre due anni di lavoro non si è praticamente mai riunito, è inefficace nel coordinamento di qualsiasi azione politica e inutile per approfondire la conoscenza delle tante tematiche da affrontare.” “Continuerò a lavorare per gli animali nel ruolo che ricopro oggi con ancora più determinazione, convinta che non si possa strumentalizzare la battaglia animalista per trarne guadagni personali”, conclude Evi.
“Come sempre il lavoro prezioso di LAV dimostra che dove non arriva la politica, arriva la società civile organizzata a supplire alle mancanze in quanto a difesa degli animali. L’inaugurazione dello sportello contro il maltrattamento animale da parte di LAV a Bergamo è un’iniziativa importante che avrà non solamente un impatto concreto nel prevenire abusi, maltrattamenti e salvare vite, operando in collaborazione con le forze dell’ordine, ma è molto di più, avrà un impatto sul piano culturale e sociale per compiere un passo ulteriore verso quel cambiamento culturale urgente e necessario nel modo in cui trattiamo gli animali. Esseri senzienti che vengono ancora prevalentemente trattati come oggetti, maltrattati o sfruttati all’inverosimile, torturati e uccisi". Così in una nota la deputata dem Eleonora Evi.
"La strage di animali continua con risvolti preoccupanti - continua la parlamentare Pd - se si considerano i tanti, troppi, reati commessi da parte di giovani. È necessario portare avanti i lavori sulla legge sui reati contro gli animali, ora ferma al Senato, per porre fine all’impunità diffusa di questi reati e soprattutto per introdurre misure per fare educazione e prevenzione, elementi del tutto assenti dal testo votato alla Camera, e favorire così iniziative come quella meritoria di LAV inaugurata oggi a Bergamo.”
Le condizioni di trattenimento nei CPR sono disumane, come denunciamo ormai da molto tempo. Oggi inizia il processo presso il Tribunale di Potenza che nasce da esposti che denunciano vere e proprie azioni di tortura nei confronti di persone trattenute presso il CPR di Palazzo San Gervasio. Persone migranti colpevoli solo di non avere un permesso di soggiorno sono state maltrattate e sottoposte a trattamenti inumani e degradanti come la somministrazione forzata di psicofarmaci e tranquillanti, addirittura in alcuni casi immobilizzati per mezzo di fascette di contenimento ai polsi e alle caviglie e stesi per terra con brutalità e violenza”. Così in una nota la deputata dem Eleonora Evi.
“Circostanze molto gravi – continua la parlamentare - che si inseriscono in un sistema di gestione del centro da cui emerge un disegno criminale fatto di corruzione, truffa, certificazioni false per lucrare sulla pelle di persone migranti private della libertà e dei diritti”. “Voglio ringraziare gli avvocati coraggiosi e le associazioni per i diritti dei migranti e quei pochi giornalisti che hanno mostrato ciò che avviene dentro questi luoghi di tortura. I CPR vanno chiusi”, conclude Evi.
“Usare le gabbie per allevare animali è una delle cose più crudeli che l’uomo continua a fare. Porre fine a questa barbarie è oggi una questione non solo etica per dare un senso alle parole 'benessere animale' ma soprattutto scientifica di tutela della salute pubblica. Sempre più aziende si stanno impegnando a non utilizzare più prodotti da allevamento in gabbia e sempre più consumatori sono attenti al benessere animale. In attesa delle decisioni che prenderà l’UE, proponiamo di introdurre un segno distintivo in etichetta per riconoscere in modo chiaro i prodotti realizzati senza l’uso di gabbie. Anche così si dà sostegno a quegli allevatori che hanno già deciso di abbandonare questa pratica crudele, che fino ad oggi non hanno avuto alcun sostegno dallo Stato, o decideranno di farlo. Il Pd monitorerà il governo affinché mantenga l’impegno preso e introduca quanto prima una etichetta 'cage-free'”. Lo dichiara la deputata dem Eleonora Evi dopo l'approvazione all'unanimità dell'Odg a sua firma alla legge di Bilancio.