23/02/2026 - 09:38

"La destra italiana da tre anni conduce una battaglia senza quartiere contro il Green Deal europeo, ripetendo ossessivamente che 'per colpa dell'Europa il nostro continente affonda'. Ma la realtà dei fatti è più testarda degli slogan: le norme del pacchetto Fit for 55 sono state negoziate, finalizzate e sottoscritte tra fine 2022 e tutto il 2023 proprio dal governo Meloni. E senza fondi comuni europei l'Italia non reggerà la competizione globale”. Lo scrive in un articolo pubblicato sul sito della Fondazione Demo il deputato del Partito Democratico Enzo Amendola.

"La scelta di un modello economico ecosostenibile fu lanciata all'unanimità nel 2019, prima del Covid, da tutte le famiglie politiche europee – ricorda l’esponente dem – e fu ribadita nel 2020 con il Next Generation EU, che destinò una fetta consistente dei 750 miliardi alla transizione ecologica. Il pacchetto Fit for 55 arrivò sulla scrivania del governo Draghi ma venne ereditato e ratificato dalla compagine Meloni. Quando sentite urlare contro il Green Deal, ricordate che quelle norme le hanno firmate loro. L'unico caso di dissenso italiano riguardò il regolamento sui veicoli con motore endotermico, dove la posizione negoziale dell'Italia portò a una rimodulazione delle tempistiche. Ma su altri dossier cruciali, come l'ETS (sistema di scambio delle quote di emissione) su cui Meloni si scaglia oggi, il governo ha ratificato tutto nel 2023. È l'ennesimo ribaltamento della verità per fini propagandistici".

Nel merito, Amendola rivendica posizioni critiche già espresse: "La necessità di un'economia ecosostenibile non può essere messa in discussione. Saremmo come sonnambuli dinanzi al cambiamento climatico. Il limite del pacchetto non sta nelle finalità, come sostiene la destra, ma nella mancanza di risorse economiche per sostenere la trasformazione manifatturiera e agricola. Qui emerge la contraddizione ideologica del governo Meloni – prosegue – da un lato invoca la 'neutralità tecnologica' per rallentare il Green Deal, dall'altro si oppone a qualsiasi strumento europeo, come i bond comuni, per finanziare ricerca e sviluppo. Il sovranismo euroscettico alla fine danneggia l'interesse nazionale italiano".

Amendola richiama le indicazioni del Report Draghi sulla competitività: "Il nostro sistema economico ha bisogno di fondi comuni per beni comuni europei: ricerca applicata, revamping industriali, infrastrutture energetiche. Un paese come l'Italia con crescita sotto l'1% e i fondi del PNRR in esaurimento nel 2026 non può reggere da solo la competizione globale.
La Sinistra europea non deve recedere sulla visione di un modello economico rispettoso del limite ambientale – conclude Amendola – Solo un salto nell'integrazione europea, con strumenti e beni comuni definiti, può garantire tenuta sociale e sviluppo ecosostenibile. Dobbiamo unire ambiente e crescita, dimostrando che nella comunità di destino europea abbiamo la forza per reggere la competizione globale".

 

20/02/2026 - 13:56

“Dal 1° gennaio 2024 il sistema europeo di scambio delle quote di emissione è stato esteso al trasporto marittimo, generando un rilevante gettito per lo Stato. È doveroso sapere con chiarezza quante risorse siano entrate nelle casse pubbliche, dove siano confluite e come vengano utilizzate”.

Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta ai ministri dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dell’Economia e delle Finanze e delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“L’applicazione dell’Ets al settore marittimo – prosegue Lai – sta determinando un aumento significativo dei costi di trasporto merci e passeggeri, con effetti particolarmente pesanti per le regioni insulari, che non dispongono di alternative infrastrutturali terrestri. A fronte di questi impatti, non risultano misure compensative specifiche né una rendicontazione pubblica disaggregata delle entrate derivanti dal comparto marittimo”.
L’interrogazione chiede al Governo di chiarire: l’ammontare complessivo dei proventi ETS attribuibili al settore marittimo per il 2024 e 2025, nonché le previsioni per il 2026; se esista una contabilità separata che distingua le entrate del marittimo da quelle di industria ed energia; in quali capitoli di bilancio siano confluite tali risorse e con quali destinazioni; se e in quale misura siano state utilizzate per coprire interventi previsti nel recente decreto-legge in materia di energia e bollette; se si ritenga coerente, rispetto ai principi di equità territoriale e all’articolo 119 della Costituzione, l’assenza di una destinazione specifica a favore dei territori maggiormente colpiti; se si intendano introdurre strumenti di tracciabilità e pubblicazione periodica dei proventi ETS per settore.
“Non si tratta di mettere in discussione gli obiettivi ambientali europei, che condividiamo – conclude Silvio Lai – ma di garantire trasparenza nell’utilizzo di risorse che derivano da oneri ambientali e che incidono in modo differenziato sui territori. Le regioni insulari non possono essere penalizzate due volte: dall’aumento dei costi e dall’assenza di una redistribuzione equa delle risorse generate proprio da quei costi. Serve chiarezza immediata e un meccanismo strutturale di compensazione”.

 

20/02/2026 - 09:20

"Salvini si lamenta che 27 provvedimenti del Mit sono bloccati al Mef, compresa la riforma del testo unico dell'edilizia e i grandi dossier su ferrovie e infrastrutture. Siamo all'ennesima prova delle divisioni e delle inefficienze di questo governo. Ogni volta Salvini dice che la colpa è di qualcun altro. Forse siamo arrivati al dunque: il problema è lui". Lo dichiara il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente intervistato sui canali dei deputati dem".

"Quando la Corte dei Conti o le autorizzazioni ambientali mettono in discussione i loro decreti - aggiunge l’esponente dem - la colpa è sempre degli altri: dell'Europa, della magistratura. Questo non è accettabile. Ci vuole un ministro che sappia dare valore alla programmazione e superare in maniera sistematica l'emergenza. Dobbiamo tornare a una sana ordinarietà, in cui il Paese si assuma, attraverso le strutture e gli enti locali, la responsabilità di affrontare i veri problemi: il dissesto idrogeologico, un sistema ferroviario con gravi difficoltà strutturali, la questione idrica".

“Ci sono città come Potenza - conclude Simiani - con perdite idriche vicine al 70 per cento, una siccità diffusa al Sud, strade provinciali e interne abbandonate. E poi c'è il capitolo dei grandi player infrastrutturali: le tariffe autostradali sono aumentate senza che fosse stato predisposto un piano adeguato per risparmiare risorse e realizzare nuove opere, scaricando i costi sugli italiani. Con i governi di centrosinistra, con la programmazione e le risorse del Pnrr, si garantiva un processo di innovazione reale del Paese. Questo governo invece ha messo la retromarcia più volte, e questo è un danno per tutti gli italiani".

 

18/02/2026 - 19:50

“Il decreto bollette, dopo mesi di rinvii e proclami altisonanti, sembra l’ennesimo slogan di Giorgia Meloni. Dalle indiscrezioni di stampa appare infatti un intervento fragile, senza una strategia di fondo e del tutto sproporzionato rispetto alla portata dell’emergenza. Gli italiani non sono ingenui come vorrebbe la premier: alle famiglie viene destinato un contributo una tantum ancora più contenuto rispetto a quello previsto lo scorso anno e rivolto a una platea sensibilmente ridotta. Lo sconto per i vulnerabili è soltanto un palliativo che non incide sulle cause profonde del caro energia e che rischia di lasciare ai margini proprio il ceto medio, tra i più colpiti dall’impennata dei costi. Attendiamo il testo pubblicato per avanzare proposte concrete e migliorarlo nel corso del dibattito parlamentare”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani, sul provvedimento approvato oggi, mercoledì 18 febbraio, dal Consiglio dei Ministri.

18/02/2026 - 13:29

“Questa proposta di legge nasce da un dato evidente: sempre più persone scelgono di muoversi a piedi o in bicicletta, ma spesso in condizioni di elevata vulnerabilità. Serviva quindi un intervento organico che aggiornasse le norme e introducesse una gerarchia della mobilità centrata sulla tutela di pedoni e ciclisti. Ringrazio FIAB - Federazione italiana Ambiente e Bicicletta - per la condivisione del percorso che ha portato alla stesura di questa legge così importante per lo sviluppo di una mobilità sempre più sostenibile verso il futuro”. Lo ha detto Valentina Ghio, deputata Pd e prima firmataria della proposta di legge, aprendo la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge alla Camera.

“Non si tratta solo di modifiche tecniche, ma di un cambio di prospettiva. Siamo tutti pedoni e le strade devono diventare luoghi più sicuri e vivibili, dove camminare o pedalare sia una scelta normale e non un rischio. Inoltre strade meno trafficate sono un vantaggio anche per chi non può fare a meno di utilizzare la macchina.
Per rendere concreto questo cambiamento - ha spiegato Ghio - istituiamo il Fondo nazionale per la mobilità attiva e introduciamo strumenti a supporto degli enti locali.
Investire sulla mobilità attiva significa investire in salute, ambiente e città più inclusive, a misura di tutte le persone”, ha concluso la dem.

18/02/2026 - 13:20

Adeguamenti al Codice della strada, campagne di comunicazione mirate e risorse dedicate per promuovere una nuova cultura dello spazio urbano

Sempre più italiani si muovono a piedi o in bicicletta. Secondo l’ultimo Rapporto sulla mobilità dell’ISFORT oltre il 28% degli spostamenti quotidiani avviene in queste modalità: ma sicurezza e infrastrutture restano il nodo cruciale da sciogliere al fine di rafforzare la tutela di pedoni e ciclisti e promuovere concretamente la mobilità attiva. È in questo contesto che si colloca la nuova proposta di legge presentata oggi alla stampa dalla deputata Valentina Ghio: un progetto che ha visto la collaborazione di FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, coinvolta nella redazione del testo col supporto di Andrea Colombo, esperto legale di mobilità e sicurezza stradale.

“Questa proposta di legge nasce da un dato evidente: sempre più persone scelgono di muoversi a piedi o in bicicletta, ma spesso in condizioni di elevata vulnerabilità. Serviva quindi un intervento organico che aggiornasse le norme e introducesse una gerarchia della mobilità centrata sulla tutela di pedoni e ciclisti” – dichiara l’on. Valentina Ghio prima firmataria della proposta di legge

“Non si tratta solo di modifiche tecniche, ma di un cambio di prospettiva – prosegue Ghio –

Siamo tutti pedoni e le strade devono diventare luoghi più sicuri e vivibili, dove camminare o pedalare sia una scelta normale e non un rischio. Inoltre strade meno trafficate sono un vantaggio anche per chi non può fare a meno di utilizzare la macchina.

Per rendere concreto questo cambiamento istituiamo il Fondo nazionale per la mobilità attiva e introduciamo strumenti a supporto degli enti locali.

Investire sulla mobilità attiva significa investire in salute, ambiente e città più inclusive, a misura di tutte le persone”, conclude la deputata.

Puntuale e articolato, il testo si fa interprete di un nuovo scenario urbano, abbracciando numerosi aspetti della mobilità. I cambiamenti proposti non coinvolgono solo il Codice della Strada ma estendono la propria efficacia anche al Codice Civile. Fra i diversi punti del codice stradale interessati dalla proposta si trova, innanzitutto, l’ampliamento delle definizioni. Il concetto di mobilità attiva viene introdotto a monte, con una distinzione fra le figure di “utente più forte” – chi utilizza mezzi con maggior massa, potenza o velocità – e di “utente della mobilità attiva”. Le nuove definizioni sono determinanti per introdurre una gerarchia che tuteli gli utenti più esposti in caso di collisione. Con la modifica del secondo comma dell’articolo 2054 del Codice civile, infatti, viene stabilito che, in caso di incidente, il conducente del veicolo più pesante o potente è considerato, fino a prova contraria, maggiormente responsabile.

La proposta introduce numerose misure volte a incentivare gli spostamenti a piedi e in bici e a proteggere l'incolumità degli utenti attivi. Ad esempio, i marciapiedi dovranno avere una larghezza minima di 2 metri, e i guidatori dovranno superare i ciclisti almeno a un metro e mezzo di distanza in ogni caso. Inoltre, i Comuni potranno installare più facilmente attraversamenti pedonali rialzati (dove avviene la maggior parte degli investimenti mortali), e i mezzi pesanti dovranno essere dotati di sensori elettronici per rilevare la presenza laterale di pedoni e ciclisti negli angoli ciechi.

Luigi Menna, Presidente di FIAB Italia, ha dichiarato: “Questa proposta di legge concentra l’attenzione sulla mobilità ciclistica quotidiana, ritagliando un ruolo importante ai ciclisti che ogni giorno percorrono le strade cittadine, statisticamente più pericolose. La diminuzione delle collisioni stradali passa obbligatoriamente attraverso la prevenzione, in particolare limitando la velocità degli autoveicoli – ad esempio tramite i passaggi pedonali e ciclabili rialzati e ampliando gli spazi urbani sicuri per ciclisti e pedoni, come le zone urbane e scolastiche”

La proposta introduce chiare norme per la governance, risorse e monitoraggio: è infatti prevista l’istituzione del CIPOMA, Comitato Interministeriale per le Politiche di Mobilità Attiva, che ha il compito di assicurare il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici e la Direzione Generale per la Mobilità attiva preso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Comuni e altri enti si dovranno dotare di strumenti mirati per valutare in modo continuativo l’efficacia delle politiche adottate e la validità delle infrastrutture implementate.

Viene istituito il Fondo nazionale per la mobilità attiva, con una dotazione iniziale pari a 300 milioni di euro per il triennio.

La costruzione di un reale cambiamento culturale nella mobilità passa inevitabilmente attraverso un’adeguata formazione e informazione. In questa prospettiva, la proposta a cui anche FIAB ha dato il proprio contributo prevede interventi specifici sull’educazione alla tutela della mobilità attiva. Un ruolo centrale è assegnato anche alla comunicazione: la pubblicità degli autoveicoli dovrà essere accompagnata da messaggi che promuovano la guida sicura, l’uso della mobilità attiva, di quella condivisa e del trasporto pubblico. A tal fine, una quota pari al 5% delle spese pubblicitarie destinate alla promozione dei veicoli sarà utilizzata per realizzare campagne istituzionali dedicate alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale.

 

18/02/2026 - 08:44

Pdl promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio

 

Mercoledì 18 febbraio 2026, ore 11:30 Sala Stampa della Camera dei Deputati

 

Mercoledì 18 febbraio 2026 alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla Mobilità attiva promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio.

 

L’iniziativa nasce dalla crescente diffusione degli spostamenti a piedi e in bicicletta e dalla necessità di rafforzare il quadro normativo in materia di sicurezza e infrastrutture, al fine di garantire maggiore tutela a pedoni e ciclisti.

 

La proposta di legge è stata elaborata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e con il contributo di Andrea Colombo, esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale.

 

Intervengono:

- Chiara Braga, Presidente Gruppo PD Camera dei Deputati;

- Annalisa Corrado, Eurodeputata Pd;

- Anthony Barbagallo, Capogruppo PD in Commissione Trasporti della Camera;

- Valentina Ghio, Vicepresidente Gruppo PD Camera e prima firmataria della PDL;

- Luigi Menna, Presidente nazionale FIAB;

- Massimo Gaspardo Moro, Coordinatore Centro Studi FIAB;

- Andrea Colombo, Esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale;

- Luca Valdiserri, Giornalista Corriere della Sera;

 

Modera:

- Alfredo Di Giovampaolo, Giornalista Rai.

 

17/02/2026 - 17:22

La censura dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci nello spot di apertura dei collegamenti RAI per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sta facendo il giro del mondo, come riportato oggi anche dal The Guardian. L’opera originale, conservata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia nel Gabinetto Disegni e Stampe, è stata mostrata in versione modificata, con la rimozione dei genitali. Secondo i componenti democratici della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, la RAI si sarebbe lavata le mani, scaricando la responsabilità sulla Olympic Broadcasting Services, ma la questione riguarda direttamente la tutela del patrimonio culturale nazionale in ambiente digitale e il suo corretto sfruttamento ai sensi del codice dei beni culturali. Per questo il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta per “chiedere al Ministero della Cultura se l’utilizzo dell’immagine sia stato autorizzato, se l’autorizzazione includesse l’adattamento grafico e la profonda alterazione dell’opera originale, a quanto ammonti il pagamento ricevuto dal Ministero per i diritti sull’opera, se il Ministro Giuli fosse a conoscenza dell’uso e se gli uffici preposti del MIC ritengano corrette le modifiche apportate a un pezzo così fondamentale del patrimonio culturale”. Lo si legge in una nota dei componenti democratici della Commissione Cultura che sottolineano la “necessità di chiarire le responsabilità e le modalità dell’autorizzazione, e più in generale se sia stato rispettato il dettato del codice dei beni culturali per la riproduzione delle immagini del patrimonio culturale in contesti digitali e mediatici”.

 

16/02/2026 - 09:55

Pdl promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio

Mercoledì 18 febbraio 2026, ore 11:30
 Sala Stampa della Camera dei Deputati

Mercoledì 18 febbraio 2026 alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla Mobilità attiva promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio.

L’iniziativa nasce dalla crescente diffusione degli spostamenti a piedi e in bicicletta e dalla necessità di rafforzare il quadro normativo in materia di sicurezza e infrastrutture, al fine di garantire maggiore tutela a pedoni e ciclisti.

La proposta di legge è stata elaborata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e con il contributo di Andrea Colombo, esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale.

Intervengono:

- Chiara Braga, Presidente Gruppo PD Camera dei Deputati;
- Annalisa Corrado, Eurodeputata Pd;
- Anthony Barbagallo, Capogruppo PD in Commissione Trasporti della Camera;
- Valentina Ghio, Vicepresidente Gruppo PD Camera e prima firmataria della PDL;
- Luigi Menna, Presidente nazionale FIAB;
- Massimo Gaspardo Moro, Coordinatore Centro Studi FIAB;
- Andrea Colombo, Esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale;
- Luca Valdiserri, Giornalista Corriere della Sera;

Modera:
- Alfredo Di Giovampaolo, Giornalista Rai.

 

14/02/2026 - 13:42

"La recente ondata di maltempo che sta colpendo duramente la Calabria, con piogge torrenziali, esondazioni di fiumi come il Crati, frane, allagamenti, mareggiate sulle coste tirreniche e interventi straordinari dei vigili del fuoco, evidenzia ancora una volta la fragilità idrogeologica del Sud e l’assenza di una strategia efficace di prevenzione e tutela del territorio. In molte aree della regione sono state registrate criticità significative, con danni ad infrastrutture, minaccia alla ferrovia nel Cosentino e attività di difesa del patrimonio storico come il Parco archeologico di Sibari, mentre le autorità locali e la Protezione Civile proseguono nei monitoraggi e negli interventi di emergenza". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
“Questa ennesima emergenza meteorologica, sempre più frequente e violenta, non può essere affrontata con misure tampone o con un semplice esercizio di comunicazione: serve un riconoscimento chiaro dello stato di emergenza e risorse adeguate per la messa in sicurezza dei territori e per il sostegno alle comunità e alle imprese colpite. È indispensabile un piano strutturale di prevenzione del rischio idrogeologico e di adattamento climatico che metta al centro la tutela della vita, dell’ambiente e delle economie locali, invece di continuare a tagliare risorse e rinviare interventi essenziali", conclude Simiani.

12/02/2026 - 12:01

“Sulla gestione del lupo in Italia il governo preferisce alimentare i conflitti piuttosto che risolvere i problemi. Se n’è avuta conferma in commissione Agricoltura della Camera dalla risposta del sottosegretario all’Ambiente Barbero alla nostra interrogazione”.

Così i deputati Pd firmatari dell’interrogazione Forattini, Marino, Romeo, Rossi, Vaccari.
“‘Faremo’, ‘Vedremo’, ‘Cercheremo’, sono le parole ricorrenti che attestano il fatto che il governo brancola nel buio - aggiungono - lontano dalle soluzioni ai danni causati alla zootecnia da lupi, da ibridi e da cani inselvatichiti che hanno assunto dimensioni allarmanti, con gravi ripercussioni che incidono inevitabilmente sulla sicurezza pubblica, oltre che sui bilanci economici delle aziende agricole. Nessuna risposta sugli strumenti di monitoraggio e di valutazione dei danni causati alla zootecnia dall’emergenza lupi. Nulla sulle iniziative urgenti che il governo intende intraprendere al fine di prevenire e contrastare gli attacchi di lupi e di ibridi agli allevamenti. Nulla sui risarcimenti ed indennizzi che sono dovute agli allevatori per i danni subiti. Non è dato nemmeno sapere quando verrà approvato il piano nazionale di conservazione e gestione del lupo, che dovrebbe fornire criteri tecnici per la gestione di tutte le problematiche. Esiste da oltre 10 anni una bozza in discussione nella conferenza stato regioni, che è stata più volte modificata ed integrata, ma  ancora non si vede la fine del percorso.
Intanto negli ultimi mesi, si sono verificati gravi episodi in diverse province italiane dove i predatori hanno fatto strage di pecore in diversi allevamenti e a causa degli attacchi, gli allevatori hanno subito perdite economiche ingenti aggravate dalle spese per lo smaltimento delle carcasse e dai danni indiretti e soprattutto dai lunghi tempi di attesa dei rimborsi da parte dello Stato. Sull’intera problematica - concludono - abbiamo presentato come Pd un disegno di legge ma di avviare la fase della discussione non se ne parla per scelta della maggioranza di centrodestra. L’unico risultato per il governo è stato quello di fomentare lo scontro che non serve a nessuno”.

 

11/02/2026 - 18:35

“Le audizioni di oggi in commissione Ambiente alla Camera di Luca Sammartino, assessore per l'Agricoltura della Regione Siciliana, di Domenico Costarella, direttore generale del dipartimento della Protezione civile della Regione Calabria, e di Rosanna Laconi, assessore della Difesa dell’ambiente della Regione Sardegna, hanno dimostrato la totale assenza delle regioni governate dal centrodestra dinnanzi ai disastri provocati dal maltempo. Nulla sulla prevenzione, nulla sulle prospettive di intervento, nulla in materia di dissesto idrogeologico. Ma, soprattutto, gli auditi di oggi si sono tramutati in principali accusatori del governo Meloni. Lo stesso governo nazionale che il Partito Democratico ritiene latitante, assente e traditore del Mezzogiorno. Dinnanzi ad una situazione drammatica provocata dal passaggio del ciclone Harry, ancora oggi siamo fermi alle passerelle. Mancano le risorse, gli impegni di spesa, le azioni concrete”.

Così i deputati democratici, Maria Stefania Marino, Anthony Barbagallo, Nicola Stumpo e Giovanna Iacono.

 

11/02/2026 - 17:06

Mentre il sindaco di Niscemi ribadiva in commissione Ambiente la situazione difficile in cui si trova la cittadina siciliana, nella commissione accanto la maggioranza bocciava l’emendamento del Pd al decreto Milleproroghe che prevedeva tra l’altro la sospensione dei versamenti tributari per le zone colpite dall’ultima ondata di maltempo.
Un atteggiamento inaccettabile che fa il paio con il comportamento da parte del Ministro Musumeci che ha cercato di scaricare le responsabilità della mancata prevenzione sul Comune e della Premier Meloni che giorno dopo giorno dimentica la drammatica situazione del Mezzogiorno. Servono risposte rapide e adeguate da parte del Governo non solo sui tributi, ma anche sulle risorse per altre soluzioni abitative e la messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture. E intanto continuiamo a chiederci quando il Ministro Musumeci troverà qualche minuto del suo prezioso tempo per recarsi a Niscemi e assumersi le sue responsabilità.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

 

11/02/2026 - 11:02

Oggi alla Camera audizione sindaco Niscemi

“La frana di Niscemi è ancora in movimento e la cittadina siciliana sta vivendo enormi difficoltà. Le risposte del governo continuano a non arrivare: Meloni e la maggioranza proseguono a sottovalutare quanto accaduto e a tradire il mezzogiorno. Per questo saremo oggi in commissione Ambiente alle 14.40 per ascoltare il sindaco dell cittadina siciliana in audizione”.
Così in una nota i componenti Pd della Commissione Ambiente Chiara Braga, Marco Simiani, Augusto Curti, Eleonora Evi, Sara Ferrari e i deputati Pd eletti in Sicilia Antony Barbagallo, Giovanna Iacono, Stefania Marino e Peppe Provenzano.

 

07/02/2026 - 17:44

"La destra ha provato a riscrivere la mappa dei comuni montani penalizzando gli Appennini e favorendo le Alpi, come il Partito Democratico denunciava da tempo. La proposta iniziale del Ministro Calderoli, fondata su criteri distorti e lontani dalla realtà dei territori, escludeva numerosi comuni che storicamente sono sempre stati riconosciuti come montani, mettendo a rischio risorse fondamentali per servizi, sviluppo e coesione sociale". Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.

"Grazie all’iniziativa del Pd e delle opposizioni, e al confronto serrato con le Regioni, il governo è stato costretto a correggere parzialmente il tiro e a reinserire comuni ingiustamente esclusi come Anghiari, Arezzo, Capolona, Castelfranco Piandiscò, Castiglion Fibocchi, Cortona e Monterchi. Resta una legge sbagliata che ha comunque penalizzato molti territori, ma è stato evitato un danno gravissimo per molte aree interne. Ora il governo cambi rotta anche sul dimensionamento scolastico, che continua a colpire gli Appennini e a favorire l’abbandono dei territori. La montagna non è un problema da tagliare, ma una risorsa strategica per il futuro del paese", conclude Simiani.

 

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