“Dal governo anche sulla produzione di acciaio emerge un approccio confuso e fallimentare. Il nostro paese ha bisogno di una industria capace di soddisfare la domanda interna coniugando tecnologia, lavoro e salvaguardia dell’ambiente. Importante in questo senso la relazione coerente e puntuale del presidente di Federacciai Antonio Gozzi che ha elencato al governo le misure necessarie al mantenimento di un asset cruciale per il nostro Paese come la siderurgia”: è quanto ha dichiarato Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, a margine dell’assemblea annuale di Federacciai, che si è svolta oggi, mercoledì 10 maggio, a Milano.
“Gli annunci del Ministro Urso di un piano siderurgico nazionale, al contrario, rimangono ad oggi solo sulla carta: quello che emerge è una mancanza di visione e di risorse che sta penalizzando il rilancio dei siti produttivi del settore, dal polo produttivo di Taranto, a Piombino. Quest’ultimo neanche citato nella relazione del ministro, nonostante le rassicurazioni prive di concretezza fornite pochi giorni fa in Parlamento. Siamo sconcertati dalle continue promesse mancate di questa destra”: conclude Marco Simiani.
"Questo accanimento mediatico su Salvini, che vorrebbe creare un dipartimento sulle politiche abitative al suo ministero e che esiste già, mi pare eccessivo. Il ministro sta girando l'Italia a inaugurare cantieri finanziati da altri governi e non può certamente sapere tutto sugli uffici a sua disposizione". Lo scrive su Facebook Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
Incardinata in Commissione Agricoltura della Camera la proposta di legge, a firma dei deputati del PD Federico Fornaro e Stefano Vaccari, per la tutela e la valorizzazione dell'agricoltura contadina. La legge proposta ricalca la norma già approvata nel testo unificato nella precedente legislatura e che a causa della chiusura anticipata della legislatura non venne definitivamente licenziata.
"Finalmente inizia l'iter di approvazione della legge. L'agricoltura contadina è una forma antica di coltivazione dei campi e di allevamento degli animali quale espressione più significativa dell'agricoltura familiare. Con la norma intendiamo contrastare lo spopolamento delle aree interne, marginali, montane ma anche di pianura e periurbane, mediante l'individuazione, il recupero e l'utilizzazione dei terreni agricoli abbandonati. Un valore aggiunto per gli agricoltori quali soggetti attivi nella protezione dell'ambiente e nel contrasto ai cambiamenti climatici, anche la manutenzione dei paesaggi, la selvicoltura, la tutela della biodiversità e una migliore gestione del territorio". Lo dichiarano i deputati del PD Federico Fornaro e Stefano Vaccari.
“Le politiche energetiche del governo per garantire la transizione verde e rendere il nostro Paese meno dipendente dalla Russia devono essere più efficaci e coinvolgere maggiormente il Parlamento. I progetti del Pnrr al piano REPowerEu sono numerosi e la loro attuazione è fondamentale. Riguardano: il contrasto alla povertà energetica; il contributo alla diffusione delle energie rinnovabili, il miglioramento dell'efficienza energetica e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili; la riqualificazione della forza lavoro per acquisire competenze verdi”.
Lo ha dichiarato in Aula Marco Simiani, capogruppo del Pd in commissione Ambiente alla Camera, nella dichiarazione di voto sulla mozione relativa alla Piano europeo RepowerEu.
“La modalità con cui il governo ci sta portando all’approvazione del decreto sul Ponte sullo Stretto rischia di creare un enorme pasticcio: potremmo infatti andare incontro a rischi di contenzioso e di bocciatura da parte della Corte di Giustizia europea. L’aggiornamento della progettazione e il cronoprogramma realizzativo potrebbero infatti sfiorare quel 50 per cento dei costi oltre il quale scatta l’obbligo di una nuova gara”. Lo dichiarano i capigruppo dem nelle commissioni Trasporti e Ambiente Anthony Barbagallo e Marco Simiani.
“Questo perché - spiegano i deputati democratici - il decreto prevede l’avvio di una fase contrattuale e, nello specifico la chiusura del contenzioso con il contraente generale del 2006, prima che siano noti elementi fondamentali per l’aggiornamento della progettazione ed il cronoprogramma realizzativo.
Il governo e i relatori, peraltro, non hanno fornito nessun chiarimento in ordine alle ragioni che li hanno spinti a proporre l'emendamento di adeguamento dei prezzi utilizzando il parametro della 'media delle variazioni percentuali del valore dei primi quattro progetti infrastrutturali banditi da RFI e ANAS nell'anno 2022'. Non si capisce perché proprio i primi quattro (e non i primi tre o i primi sei). Una scelta assolutamente discrezionale slegata dai precetti della logica e della trasparenza.
Per offrire qualche dato possiamo ricordare che la relazione tecnica prevede un valore complessivo dell'opera di 7,428 miliardi di euro e un investimento totale di 8,549 miliardi. Il DEF ci dice invece che il costo dell’opera risulta di 13,5 miliardi di euro, la stima delle opere complementari è di 1,1 miliardi di euro, per un totale quindi di 14,6 miliardi (ma ad oggi non è stato stanziato neanche un euro).
Il governo lega inoltre il riconoscimento dell’aggiornamento dei prezzi parametrato a quelli degli anni 2022-2023 – quindi il periodo di assoluta emergenza ed eccezionalità - alla data di approvazione dell’opera da parte del CIPESS. Delibera che ad oggi non ha una data certa. Continueremo quindi a riconoscere l’adeguamento dei prezzi parametrandoli ai prezzi eccezionali di questi anni senza avere un limite temporale certo? L’emendamento approvato pone il limite dei 13,5 mld del DEF 2023. Saranno sufficienti se la delibera non dovesse essere approvata in tempi brevi?”.
“Come previsto dal Dpcm 76/2018 per le opere stradali, autostradali e ferroviarie con importi superiori a 500 milioni di euro sia obbligatorio il dibattito pubblico al fine di coinvolgere i territori su una scelta così delicate. Ne consegue che, in considerazione della tipologia e degli importi, anche per il ponte sullo stretto il dibattito sia un obbligo normativo. Non solo ma il dibattito in attesa delle coperture finanziarie si rivela indifferibile" lo dicono i deputati democratici Anthony Barbagallo e Marco Simiani (capigruppo nelle commissioni Trasporti e Ambiente) a proposito delle dichiarazioni del relatore Furgiuele, internvenuto in commissione, secondo cui il piano di comunicazione previsto nell’emendamento dei relatori sopperirebbe all’assenza del dibattito stesso.
Governo totalmente disinteressato alla vicenda
“Dopo mesi di attesa e decine di interrogazioni parlamentari, il Sottosegretario Bergamotto riesce nell’impresa di scriverci una lettera di tre pagine senza dire assolutamente nulla. Eppure le questioni che in questi mesi abbiamo sollevato sono tante e su tutte urgono chiarimenti immediati: la riduzione delle emissioni nocive e la tutela dell’ambiente e della salute, i debiti con le imprese dell’indotto e le conseguenze occupazionali, la cassa integrazione che continua a interessare migliaia di dipendenti dell’ex Ilva, la decarbonizzazione e il futuro degli stabilimenti. Nulla. Su nessuno di questi temi, il Governo ha saputo dare indicazioni chiare, limitandosi a ripetere informazioni note da tempo. Addirittura su questioni come la chiusura delle fonti inquinanti e il piano ambientale, si sono rifiutati di dare anche una risposta di circostanza.”
Così Ubaldo Pagano, deputato pugliese del Partito Democratico.
“È chiaro che siamo di fronte a un’altra presa in giro, a una lettera che rappresenta solo uno spreco di carta. Nel frattempo si continuano a regalare soldi pubblici ad Arcelor Mittal, lo Stato scarica ogni responsabilità sul rilancio dell’azienda, nessuno sa dare risposte sul piano di transizione ecologica, né su quello ambientale, né sulle prospettive industriali e occupazionali. La verità è che siamo in balìa di un Governo completamente disinteressato alla vicenda e totalmente sordo alla sofferenza dei tarantini, dei dipendenti dell’ex Ilva e di tutto l’indotto”.
Creano nuova occupazione e sviluppo di qualità
"Occorre una legge nazionale per valorizzare ed incentivare la creazione dei distretti di economia civile, nati spontaneamente da anni in tutta Italia come laboratori di coesione sociale, capaci di creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo, migliorando, al contempo, la qualità della vita ed ambientale dei singoli contesti. Coinvolgendo quindi persone, competenze ed organizzazioni di tipologie diverse, pubbliche e private, profit e nonprofit".
Lo ha dichiarato Emiliano Fossi, deputato Pd, nel corso della presentazione del volume 'Soluzioni Civili', promossa oggi alla Camera da Legambiente.
"Da sindaco di Campi Bisenzio - ha aggiunto - ho subito creduto nella potenzialità di tali distretti promuovendo la prima esperienza di questo tipo in Italia. Oggi nel nostro Paese questi strumenti di aggregazione si stanno moltiplicando. Ritengo quindi utile un provvedimento di carattere nazionale che riesca a valorizzare queste iniziative mettendo in rete le esperienze positive fatte"
“La maggioranza ancora una volta ci regala una fotografia impietosa della situazione, in questo caso sul ponte sullo Stretto. Gli emendamenti del Pd e delle opposizioni sono stati quasi tutti bocciati, e ancora più impietosi sono i rumors su eventuale fiducia che apporrano all’ennesimo decreto. Una maggioranza di Governo che non si sa e non si vuole confrontare con il Parlamento”. Lo dichiarano in un nota congiunta Marco Simiani ed Anthony Barbagallo, capigruppo Pd rispettivamente in commissione Ambiente e Trasporti di Montecitorio.
“E maggiore è la delusione per alcune insopportabili storture nel testo come i compensi - che possono andare ben oltre la soglia attualmente prevista dei 240 mila euro all’anno che pagheranno gli italiani - ai componenti del cda della società stretto di Messina spa che verranno corrisposti da subito per un’opera che non si sa se e quando verrà realizzata; oltre alla remunerazione anche per un ulteriore e sedicente comitato scientifico di 9 persone anch'esse ben remunerate, di cui non si comprende ancora bene l’utilità.
Per non parlare della mancata previsione del dibattito pubblico, per cui non siamo nel campo dell'opportunità ma dell'illegittimità, poiché l’allegato 1 del dpcm 76/2018 lo prevede espressamente per le opere superiori a 500 milioni di euro. Bocciato anche l'emendamento che prevedeva la stipula di un accordo di programma con gli enti locali interessati dall'opera per concertare le opere preventive e di compensazione per i territori. Ad oggi, il governo mette in piedi una struttura burocratica per un'opera per la quale non è ancora stato stanziato un euro. Ancora una volta la maggioranza fa solo propaganda, abbandonando il percorso serio che i precedenti governi stavano portando avanti su un possibile collegamento stabile dello Stretto", concludono i deputati dem.
“La bocciatura da parte della maggioranza di destra, comprese le deputate e i deputati siciliani, degli emendamenti presentati dal Partito Democratico per migliorare il decreto legge 35 del 31 marzo 2023 ‘Collegamento stabile Calabria/Sicilia’ in favore della realizzazione dell’alta velocità ferroviaria fra le due Regioni, in altre parole il Ponte sullo Stretto, lascia sconcertati. Quanto avvenuto nella seduta congiunta fra la commissione Ambiente e la commissione Trasporti della Camera, infatti, è la conferma della doppiezza dei partiti della maggioranza: propaganda nelle televisioni e nelle piazze; chiusura alle aspettative concrete dei territori all’interno delle istituzioni. Abbiano il coraggio adesso di dire pubblicamente ai cittadini siciliani, calabresi e a tutti gli italiani, cosa hanno votato alla Camera. O, meglio, cosa significa la loro bocciatura di un collegamento ferroviario degno di questo nome fra la Sicilia e il resto d’Italia in termini di rinuncia ai benefici per mobilità, occupazione e vivibilità, con la negazione di un indirizzo di sviluppo e modernizzazione per un’area del Paese che ha un estremo bisogno della ‘cura del ferro’”.
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico, Maria Marino.
"La destra vuole realizzare il Ponte sullo Stretto senza coinvolgere i territori. Sono stati infatti respinti dalla maggioranza due emendamenti presentati dal Pd che prevedevano un dibattito pubblico sull'opera e la partecipazione, a titolo gratuito, dei sindaci di Villa San Giovanni e Messina nel cda della società che realizzerà l'infrastruttura. È evidente che per la maggioranza l'opera sia soltanto uno spot e quindi non voglia la partecipazione delle comunità locali e degli enti territoriali ": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
"La scomparsa di Umberto Minopoli è una grave perdita perla cultura riformista italiana. Ci lascia un politico e un manager capace, pragmatico e lungimirante, che sapeva interpretare le esigenze di cambiamento della società guardando sempre al futuro. Ho avuto la fortuna, in questi ultimi anni, di fare, nel Partito Democratico, un pezzo di strada con lui. Ciao Umberto”. Lo scrive in un post su Facebook il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio.
“Il ministero dell’Ambiente blocchi la tassa per accedere alle secche della Meloria di Livorno ed in tutte le aree marine protette del paese, almeno per i residenti”: è quanto chiede in una interrogazione parlamentare il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani.
“L’introduzione di questa gabella, oltre a rappresentare di fatto una nuova imposta per la popolazione locale e una limitazione alle attività di carattere ambientale svolte, potrebbe avere anche problematiche di caratteristiche burocratico. È infatti probabile se non certo che le richieste di utilizzo dell'area (oltre 2300 lo scorso anno) potrebbero subire ritardi in fase di esame. La Regione Toscana, su sollecitazione del consigliere Francesco Gazzetti, ha cercato con l'assessora Monni di rappresentare le istanze e le richieste emerse dal territorio ma il Ministero, almeno sino ad oggi, si dimostrato indisponibile ad ascoltarle. Un atteggiamento inspiegabile e che non può essere accettato supinamente. Ecco perché chiediamo al ministro Picchetto Fratin di rivedere questo atteggiamento con atti concreti a partire dalla sospensione, almeno per il 2023, dell'entrata in vigore del pagamento di questa tassa, anche al fine di evitare che impedimenti o rallentamenti burocratici dovuti alla lavorazione delle richieste possano comprometterne la fruibilità nel periodo estivo”, conclude Marco Simiani.
Il referendum per l'allungamento della pista dell'aeroporto dell'isola d'Elba è stato purtroppo un flop annunciato. Le evidenti criticità organizzative e il coinvolgimento dei cittadini di un solo comune, nonostante l'importanza della infrastruttura per l'intera isola, rendono inutile questa consultazione. È ora fondamentale che le istituzioni e la politica inaugurino una riflessione seria e concertata sul futuro dell'aeroporto che non può in alcun modo chiudere o ridimensionare il suo ruolo per elbani o turisti. Anche il governo si occupi della vicenda, visto che a ottobre scadrà la continuità territoriale aerea da e per l’Elba e ancora non si è affrontato il tema del suo rifinanziamento”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, sul referendum svolto a Campo nell'Elba e che ha visto l'affluenza del 36% degli aventi diritto senza raggiungere il quorum.
Dichiarazione dì Rachele Scarpa, deputata Pd
Fitto ha appena annunciato che gli interventi del Bosco dello Sport di Venezia e dello stadio Franchi di Firenze non potranno essere rendicontati a valore delle risorse Pnrr.
Sarà grave se Venezia perderà 93 milioni di euro del PNRR: dopo questa autentica “doccia gelata” la Giunta dismetta subito il suo atteggiamento di chiusura che ci ha portato a questa grave situazione e si apra immediatamente al confronto con tutte le forze politiche per il bene della città. Il Pd comunale ha formulato proposte molto serie per non far perdere alla città di Venezia una cifra enorme e che era stata allocata su un progetto che, anche a detta del Governo, è sbagliato. I soldi del PNRR sono stati investiti per combattere le ingiustizie sociali e per mettere tutto il Paese al pari dopo la pandemia: usiamoli quindi per la rigenerazione urbana, per le politiche di transizione ecologica e in favore dell’ambiente, per un piano di politiche abitative pubbliche, per i giovani e per dare loro opportunità future. Se Brugnaro persevererà su idee scorrette a rimetterne sarà la città, ci sia quindi l’umiltà di lavorare a scelte più assennate.