“Oggi è stato scritto un altro capitolo della tragicommedia di questa destra in tema di concessioni balneari. Dopo i tira e molla degli ultimi due anni, i ritardi persino su un bando tipo che si è rivelato una clamorosa presa in giro, questo pomeriggio la maggioranza ha bocciato un emendamento approvato qualche ora prima dalla maggioranza stessa. Siamo oltre ogni soglia del ridicolo”.
Così Claudio Stefanazzi, deputato salentino del Partito Democratico.
“La modifica della Lega - aggiunge - facendo leva su alluvioni ed eventi estremi, intendeva prorogare di altri tre anni il termine del 30 settembre 2027. Una soluzione raffazzonata, discriminatoria e priva di solidi fondamenti che, infatti, è stata cassata per mancanza di coperture. Ancora una volta la destra di governo dimostra di non saper gestire questa partita, prendendo in giro le migliaia di imprese balneari che da tre anni attendono risposte serie e chiare dalla politica. Risposte che, com’è chiaro, la maggioranza non è assolutamente in grado di dare. Insomma - conclude - con questo governo il ritornello estivo cambia drammaticamente: “stessa spiaggia, stesso mare… di guai”.
“Sulla vicenda delle concessioni balneari siamo di fronte all’ennesima figuraccia della destra, che continua a navigare a vista tra propaganda e contraddizioni. È quello che succede quando si affrontano situazioni complesse con superficialità, rinvii e soluzioni facili che inseguono solo consenso immediato. Ancora una volta l'intero settore viene penalizzato da scelte improvvisate e prive di visione. Usare emergenze reali come erosione costiera e maltempo, senza programmazione e per giustificare rinvii e proroghe, è un segno di debolezza politica, non di responsabilità. Servono serietà e soluzioni strutturali, non annunci smentiti nel giro di poche ore: la destra smetta di fare propaganda sulla pelle delle imprese e si assuma finalmente la responsabilità di governare con coerenza”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente, Marco Simiani, sull'emendamento della maggioranza al Decreto Infrastrutture prima approvato e poi bocciato al Senato.
“Un’altra occasione persa di questa legislatura, quella del decreto legge maltempo. Sono passati tre mesi dal ciclone Harry e ancora i sindaci siciliani non hanno ricevuto in cassa neanche un euro delle somme stanziate.
La maggioranza - con il parere contrario del governo - ha bocciato tutti gli emendamenti del PD. Erano tutte proposte di buon senso volte a garantire più unità di personale e più risorse in modo da avere tempi più celeri per finanziare i progetti delle infrastrutture necessarie. Bocciato pure quello che prevedeva interventi specifici per eliminare lo sversamento delle fogne in mare che rappresenta - nel silenzio di troppi - una vergogna assoluta.
E non ci è piaciuto neanche l'approccio che ha avuto il centrodestra nei confronti dei lidi balneari.
Queste continue pacche sulle spalle ai gestori dei lidi - da parte dei procacciatori di voti del centrodestra -promettendo che prorogheranno la Bolskenstein è un modo insopportabile di prendere in giro coloro che con fatica continuano a gestire i lidi dopo i fatti del ciclone.
Abbiamo chiesto anche una delocalizzazione vera a proposito della frana di Niscemi; il contributo di autonoma sistemazione non è sufficiente, servono risorse per indennizzare coloro che hanno la casa o la propria attività nei pressi della zona rossa in modo che con gli indennizzi siano in condizioni di delocalizzare con una nuova attività e acquistare un nuovo immobile. Anche questa proposta è stata bocciata.
Siamo preoccupati che il governo dovrà ricorrere a nuove decretazioni d'urgenza o a un nuovo intervento dell'aula perché a fronte di tutte queste problematiche non sono arrivate al nostro giudizio risposte adeguate”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, deputato e segretario del Pd siciliano.
La maggioranza rischia di creare ulteriore confusione ed incertezza sulle concessioni balneari all'interno del Milleproroghe. Siamo ancora in attesa che il Governo emani il decreto attuativo per fornire direttive ai Comuni sulle quali fare i bandi. Siamo in attesa di norme chiare sugli eventuali indennizzi ai concessionari uscenti, così come sull'aggiornamento dei canoni demaniali. Invece di occuparsi di queste urgenze, evitando lasciare amministratori locali ed operatori del settore in una situazione di caos e rischi, dal centro destra spunta all'improvviso emendamento nel Milleproroghe volto a rinviare praticamente sine die, facendo riferimento alle procedure di infrazione di Grecia e Spagna, i termini per il rinnovo delle concessioni demaniali che sono asservite alle strutture turistico ricettive. Una proposta cervellotica e contorta, peraltro anche discriminatoria rispetto ad altre concessioni demaniali, che rischia di essere oggetto di ennesima censura per violazione della normativa europea, scaricando ancora una volta responsabilità sui Comuni e alimentando false aspettative che non aiutano, ma danneggiano un settore che rappresenta il 30% del Pil turistico italiano, e oggi più che mai ha bisogno di certezze, non di promesse vuote puntualmente disattese.
Cosi Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione Affari europei.
“Invece che intervenire quotidianamente su tutto ciò che non è di sua competenza, il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini dica una volta per tutte quando intenda adempiere al decreto legge 131 del 16 settembre 2024 che imponeva al Governo di emanare entro il marzo 2025 il decreto attuativo per dare direttive e normative certe ai Comuni sulle quali fare i bandi per le concessioni balneari. Senza decreto è totale caos e i Comuni sono nell’impossibilità di indire i bandi senza incorrere in ricorsi e conseguenze pesanti. E’ trascorso un altro anno dall’ultima scadenza ignorata dall’esecutivo Meloni, che in quasi quattro anni ha riservato al settore balneare, un comparto che rappresenta il 30% del Pil turistico italiano, solamente promesse vuote mai mantenute”. Così il deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi, che ha presentato una nuova interrogazione allo stesso ministro Salvini.
“Mentre i Comuni sono stati ripetutamente sollecitati ad ottemperare alle previsioni normative sia da parte della Corte dei Conti, sia da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’atteso decreto non è stato ancora adottato, nonostante Salvini abbia più volte garantito la sua adozione e continui a fare solo improbabili annunci.
Chiediamo una volta per tutte al Governo di fare chiarezza, di emanare il Decreto e di convocare un tavolo con enti locali e Regioni per capire come il nostro Paese possa uscire da questa situazione creata con totale insipienza e disinteresse e rilanciare il turismo balneare”, conclude Gnassi.
“A noi sembra più che altro che sia il ministro Salvini ad inventare e non i giornali, considerando il clamoroso ritardo nelle opere pubbliche e tenendo conto del fatto che guarda caso il dl è stato subito rinviato con la scusa dei balneari, del ponte sullo stretto e via dicendo. La verità è che il ministro Salvini ieri ha preso una bella batosta e ora si sta arrampicando sugli specchi cercando di distogliere l’attenzione del pubblico e dei cittadini dal vero problema: le opere pubbliche non sono state fatte e Lega e Fdi sono in perenne disaccordo”. Lo dichiarano i deputati del Pd Andrea Casu e Marco Simiani, rispettivamente vicepresidente della commissione Trasporti e capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera.
“Sulla natura e determinazione dell’indennizzo al concessionario uscente nelle procedure di gara per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali a finalità turistico-ricreative, come Pd avremmo voluto parole precise, assunzione di responsabilità e correttezza da parte del ministro Giorgetti. I rilievi fatti dal Consiglio di Stato evidenziano particolare gravità sullo schema del decreto ministeriale, carenze procedurali e sostanziali che coinvolgono direttamente il Ministero dell’Economia e delle Finanze”. Così in una nota Virginio Merola, deputato e capogruppo Pd in commissione Finanze.
“La risposta è stata come sempre vaga e scaricabarile: tutto è stato rimandato a un decreto al vaglio dell'Europa sulla materia degli indennizzi, come se il ministero non fosse mai responsabile di quanto succede. Ma del resto sappiamo bene che il governo si intasca vittorie non sue e trova sempre in qualcun altro il responsabile della sua incapacità”, conclude Merola.
“Nella notte una nuova e violenta ondata di maltempo ha messo a dura prova la Romagna. Località come Milano Marittima e Cervia hanno registrato danni ingenti: stabilimenti balneari, hotel, auto e strutture nel cuore della riviera colpiti duramente, proprio nel pieno della stagione turistica. Per fortuna non si registrano danni alle persone, ma il cuore piange nel vedere ancora una volta questa terra meravigliosa ferita. Ho lasciato da poche ore la Romagna, come ogni anno dopo una breve vacanza, e fa male assistere a queste immagini. Un pensiero sincero di vicinanza va alle amministrazioni, agli albergatori, agli stabilimenti balneari e a tutti coloro che, con la loro forza e capacità di rimboccarsi le maniche, sapranno rialzarsi anche questa volta. La stagione turistica è vitale per la Romagna e per tutto il nostro Paese: sono certo che, con la resilienza che la contraddistingue, questa terra riuscirà a ripartire subito. Chiediamo al governo in raccordo con Regione e Comune di attivare subito i necessari aiuti e contributi”. Lo scrive sui social il deputato dem Andrea Rossi.
Rai edulcora problemi e mette mordacchia a dissenso
“Ancora una volta la Rai, attraverso il TG1, sceglie di dipingere un Paese che non c’è. Nel servizio sul turismo, la narrazione è quella di un’estate da record, con agosto destinato a “fare il pieno” e un settore in salute. La realtà, invece, racconta altro.
Sempre più italiani rinunciano alle vacanze che sono diventate sempre più difficili da fare. Il potere d’acquisto è crollato: per molti, anche un ombrellone in spiaggia è diventato un lusso. Secondo il sindacato balneari, gli ombrelloni occupati sono il 15% in meno rispetto allo scorso anno. Gli albergatori si aspettano un calo di presenze, mentre Altroconsumo segnala che dal 2020 i prezzi delle strutture ricettive sono aumentati del 34%.
I salari, invece, scendono: -7,5% rispetto al 2021 (dati Ocse). Lo ha ammesso persino il presidente di Federalberghi, ricordando che “il turismo è legato alle buste paga”. E intanto i lavoratori del settore continuano a vivere nella precarietà, come dimostra lo sciopero dei bagnini a Rimini per stipendi troppo bassi.
La crisi è reale e riguarda centinaia di migliaia di famiglie, ma il servizio pubblico televisivo continua a edulcorare la situazione, prestando così la propria linea editoriale alla volontà del governo di mettere la mordacchia al dissenso e impedire un dibattito pubblico libero e pluralista.
Chiediamo una Rai realmente indipendente, che racconti il Paese per com’è e non per come il governo vuole farlo apparire. Salari, inflazione, precarietà e diritto alle vacanze non sono dettagli: sono la fotografia di un’Italia in difficoltà e meritano di stare al centro dell’informazione pubblica” così i componenti del Partito Democratico nella Commissione di vigilanza Rai.
Quest’anno sempre più famiglie italiane sono costrette a rinunciare alle vacanze. Le ferie sono ormai diventate un lusso per pochi.
Le previsioni parlano chiaro: il sindacato dei balneari stima un calo del 15% degli affitto degli ombrelloni rispetto al 2024, e per le associazioni degli albergatori il segno meno è ormai inevitabile. Il motivo è sotto gli occhi di tutti: l’inflazione continua a crescere, con un aumento del 34% dei prezzi delle strutture ricettive rispetto al 2020, mentre i salari reali, secondo l’Ocse, sono diminuiti del 7,5% dal 2021.
Il governo non può continuare a raccontare che “l’economia va bene” ignorando la realtà delle famiglie italiane. Se milioni di persone rinunciano alle vacanze, se il turismo soffre e il lavoro è sempre più povero, la responsabilità politica è precisa: servono misure concrete per far crescere i salari, combattere l’inflazione e tutelare il lavoro.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
"Promesse cadute nel nulla e una soluzione che oggi viene messa seriamente in discussione anche dalla Commissione UE: è questo il penoso bilancio del Governo Meloni sulla questione balneari. Un tema sul quale in campagna elettorale tutti i partiti di maggioranza hanno giurato che mai e poi mai avrebbero applicato la “odiosa” direttiva Bolkestein, e poi, una volta al Governo, hanno dato vita a una toppa peggiore del buco.”
Così Claudio Stefanazzi, deputato del PD, componente della Commissione Finanze.
“Le regole scritte dalla destra per favorire le gare sono sbagliate e inique, come diciamo dall’inizio. E infatti oggi tutti gli enti locali interessati si guardano bene dal far partire i bandi per paura di gravissimi contenziosi. Nel frattempo la Ministra Santanché si è volatilizzata e Raffaele Fitto non dice più una parola. È questa la strategia del Governo per risolvere un nodo decennale che riguarda uno dei settori cruciali della nostra economia? Giocando a nascondino con imprese che danno lavoro a migliaia di persone?”
Continua il solito pastrocchio del governo sulle concessioni balneari. Il patrimonio italiano delle coste e delle spiagge è stato lasciato nella totale incertezza. Il governo ha ripetuto per anni fantomatiche promesse come quella che la direttiva Bolkestein non si sarebbe applicata all’Italia e che le gare non si sarebbero fatte. Ha poi proseguito provando a far credere ai concessionari che ci sarebbe stato un diritto di prelazione e così via. La verità è che in questi tre anni il governo Meloni non ha mai seriamente interloquito con l’Europa. Gli enti locali, i comuni e gli imprenditori che vogliono innovare e qualificare anche da un punto di vista ambientale e sostenibile si troveranno di fronte dei bandi di gara suscettibili di ricorsi e controversie. Delle spiagge italiane al governo non interessa. Con una ministra al Turismo (scomparsa nei fatti) che non si è mai occupata di turismo balneare limitandosi a slogan contro “l’irruzione di grandi gruppi stranieri sulle coste italiane”, a cui invece sono state aperte le porte per come è stato scritto dal suo stesso governo il decreto Bolkestein. Per non parlare del commissario Fitto che pare neanche sia a Bruxelles per come si è sempre dileguato su una questione che tocca un settore strategico per l’economia turistica italiana. Ora con l’ultima lettera della Commissione europea che invalida il pastrocchiato decreto ministeriale sugli indennizzi, si aggiunge un altro tassello surreale che insieme ai quasi 1700 giorni di infrazione dell’Italia sulla direttiva Bolkestein lascia un settore allo sbando, oltre che i Comuni nella totale impossibilità di indire i bandi senza incorrere in conseguenze pesanti. Chiediamo al governo di convocare un tavolo con enti locali e Regioni per capire come il nostro Paese possa uscire da questa situazione creata con totale insipienza e disinteresse.
Così il deputato del Pd Andrea Gnassi, componente della commissione Attività produttive della Camera.
“Sui Balneari per il governo Meloni è un disastro su tutta la linea che graverà sicuramente sul futuro delle imprese del settore. La responsabilità di questo fallimento è della destra che ha impedito di fatto qualsiasi soluzione condivisa portando a 1.700 giorni la procedura di infrazione dell’Europa nei confronti dell’Italia. I problemi non si risolvono da soli, come vorrebbe la premier e il commissario Fitto che, dopo i tagli alla Pac, portano a casa un’altra debacle”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, commentando le notizie stampa relative ai pesanti e numerosi rilievi della Ue alla bozza di decreto ministeriale sulle concessioni delle spiagge.
"Il Decreto Infrastrutture rappresenta un'opportunità per colmare il gap della provincia di Grosseto e anche per dare una ulteriore possibilità al Ministro Salvini di poter riparare ai tagli ed alle promesse fatte in questi anni e mai mantenute. Per questo motivo abbiamo presentato come Pd una serie di emendamenti al provvedimento attualmente in discussione a Montecitorio". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera.
"Per quanto riguarda le strade - sottolinea il deputato dem - gli emendamenti depositati riguardano il completamento della strada Tirrenica, che il governo ha promesso di finanziare ma dal quale, fino ad ora, ha soltanto tolto risorse già stanziate dai precedenti esecutivi. Per le ferrovie abbiamo chiesto la progettazione e la realizzazione dell’Alta Capacità ed Alta Velocità ferroviaria nella tratta Genova – Roma della dorsale tirrenica, per dare seguito dell'ordine del giorno approvato dalla Camera nei mesi scorsi, e la progettazione di nuove linee di trasporto rapido di massa per i collegamenti verso le località balneari e turistiche in provincia di Grosseto", conclude Simiani.
“Una serie di interventi per realizzare, modernizzare e mettere in sicurezza strade, ferrovie, termodotti e bacini idrici della Toscana”: questi i contenuti del pacchetto di emendamenti, concordato con il Pd regionale, presentato al Decreto Infrastrutture, attualmente in discussione a Montecitorio, dai deputati Pd eletti nella regione.
“Per quanto riguarda gli assi viari principali abbiamo chiesto il completamento della strada Tirrenica; la messa in sicurezza della Fi-Pi-Li, della Tosco – Romagnola e della Statale 12 dell’Abetone e del Brennero; l’adeguamento della Firenze – Siena; il completamento della Due Mari con particolare riferimento al tratto aretino. Stessa attenzione per la viabilità territoriale con la demolizione e ricostruzione del ponte sul fiume Cecina nei pressi del porto; con la realizzazione del Lotto Zero della Cassia vicino a Siena e con la progettazione del tratto stradale tra le località Maroccone e Chioma, nel territorio comunale di Livorno. Abbiamo anche proposto di togliere il pedaggio, per i residenti, alla barriera dell’A12 tra Palazzi e il casello di Rosignano e nella tratta tra i caselli Firenze Nord e Firenze Sud nell’autostrada A1.
“Sul trasporto su rotaia abbiamo chiesto il ripristino dei finanziamenti tagliati dal governo sulla Tramvia di Firenze e l’Interporto di Livorno; la realizzazione dell’Alta Capacità ed Alta Velocità ferroviaria nella tratta Genova – Roma della dorsale tirrenica; il raddoppio della linea Siena-Poggibonsi e la progettazione di nuove linee di trasporto rapido di massa per i collegamenti verso le località balneari e turistiche in provincia di Grosseto.
“Altri emendamenti riguardano poi la mitigazione del rischio idraulico nei comuni di Manciano, Calenzano, Quarrata e Campi Bisenzio e la realizzazione di termodotti per calmierare le bollette energetiche delle imprese”: è quanto riporta una nota congiunta dei parlamentari Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Laura Boldrini, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.