09/06/2025 - 14:32

“Condividiamo l’allarme sul Ponte sullo Stretto del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, oggi in audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera. Giusto prendere atto del rischio concreto di infiltrazioni mafiose sulla gestione degli appalti ed agire di conseguenza rafforzando nel Decreto Infrastrutture i controlli e abbassando la soglia degli affidamenti da sottoporre a controllo, includendo anche quelli inferiori ai 150mila euro. Vanno rispettate anche le regole europee sugli appalti pubblici, a partire dalla normativa Ue che non consente variazioni di costo superiori al 50% rispetto al valore iniziale di gara. E proprio per questo non si può prescindere dal fare chiarezza sui costi finali dell'opera che, in assenza del progetto esecutivo definitivo, sono ancora impossibili da quantificare”.

Così il capogruppo del Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.

 

09/06/2025 - 10:36

"Giustizia per Niccolò Ciatti": questo il titolo del  libro - inchiesta sulla tragica morte del giovane fiorentino, ucciso a Lloret de Mar nel 2017 da un criminale condannato con sentenza definitiva tuttora latitante, che verrà presentato domani, martedì 10 giugno alle ore 17:30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati.

Il libro, scritto dal giornalista Fabrizio Morviducci ed edito da AB edizioni & comunicazioni, ripercorre la vicenda attraverso testimonianze e documenti che affrontano il caso sia sul versante giudiziario che su quello umano.

Saranno presenti alla conferenza stampa l'autore del volume, il padre di Niccolò, Luigi Ciatti e Simona Bonafè, vice presidente dei deputati Pd.

 

06/06/2025 - 17:28

Il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Attività Produttive, Vinicio Peluffo, ha presentato un’interrogazione al ministro Pichetto Fratin per fare chiarezza sui ritardi nell’attuazione del meccanismo “Energy Release”, pensato per ridurre il costo dell’energia per le imprese energivore.
La misura, prevista dal decreto-legge 181/2023, è “il solo reale intervento previsto ai fini del contenimento del prezzo dell’energia elettrica pagato dalle imprese industriali italiane”. Nonostante il bando sia stato chiuso a marzo con 559 domande per oltre 70 TWh, “i risultati, attesi per aprile 2025, non sono ancora stati resi noti”.
Peluffo critica la gestione del Governo e chiede spiegazioni sulle interlocuzioni con Bruxelles, rilevando che “non si capisce quale sia stata la ratio per cui sono state esperite delle procedure pubbliche per l’assegnazione dell’energia in carenza dei necessari chiarimenti con la Commissione europea”.
Nell’interrogazione si chiede infine al Governo di “comunicare le tempistiche e coinvolgere gli operatori nella definizione di eventuali modifiche, per tutelare investimenti e credibilità del meccanismo”.

 

 

06/06/2025 - 14:00

“Solo il Governo Meloni non si è accorto dello scontro tra Trump e Musk. Perfino Salvini ha perso la parola e interrotto la sua incessante attività di promoter di Space X. L’Italia non può continuare a tenere la testa sotto la sabbia e intraprendere l’unica strada possibile per garantire la sicurezza nazionale: invertire subito la rotta, spostare le risorse dall’acquisto di servizi chiavi in mano da chi vuole il pieno controllo sul nostro futuro alla costruzione dell’alternativa satellitare italiana ed europea. Prima che sia troppo tardi” così il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu. “La prossima settimana è previsto il voto definitivo al Senato del DDL Spazio che lo stesso Musk ha rivendicato pubblicamente come mezzo per aprire la strada a Starlink per il sistema di backup satellitare del nostro Paese, Salvini vuole mettere nelle sue mani anche le comunicazioni della nostra rete ferroviaria: come fa il Governo Meloni a non rendersi conto del pericolo?” Conclude.

 

04/06/2025 - 17:28

"L'approvazione del dl sicurezza anche al Senato, quindi definitiva, segna una pagina buia per le libertà e i diritti delle italiane e degli italiani. Un decreto che non risolve nulla sul piano della sicurezza, ma mette in campo gravi strumenti repressivi del dissenso, della protesta e delle libertà delle persone. Penso al reato di resistenza passiva che manderebbe in carcere i padri e le madri del pacifismo mondiale, o ai 2 anni di condanna che rischia chi fa un blocco stradale durante una manifestazione per tutelare il posto di lavoro o pretendere politiche efficaci contro la crisi climatica.
E penso soprattutto a quell'art.31: un dispositivo pericolosissimo che permette, con la firma della presidente del Consiglio, ad agenti dei servizi segreti di dirigere e organizzare associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico, senza subire conseguenze penali. Questo nel paese della strage della stazione di Bologna, di piazza Fontana, di piazza della Loggia, dell'Italicus, di Ustica. Non a caso le famiglie delle vittime delle stragi hanno protestato, ma sono rimaste del tutto inascoltate. Scelte di una gravità inaudita che spingono l'Italia fuori dall'alveo delle democrazie liberali e verso uno stato di polizia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

04/06/2025 - 17:27

“Quanto sta accadendo nel carcere di Marassi a Genova è semplicemente intollerabile. Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza agli agenti penitenziari feriti durante la rivolta e a tutti gli operatori della giustizia che quotidianamente lavorano in condizioni sempre più difficili e gravose. Un plauso va anche alla nuova sindaca di Genova, Silvia Salis, che sta gestendo con prontezza e responsabilità questa emergenza, mantenendo un costante raccordo con le autorità coinvolte”. Così la responsabile nazionale Giustizia del PD, Debora Serracchiani, insieme ai deputati liguri Valentina Ghio e Alberto Pandolfo e Luca Pastorino, che sottolineano come “la situazione nelle carceri italiane rappresenta un allarme sociale ormai insostenibile. Nessuno vuole giustificare i disordini, ma è inaccettabile che l’inattività del Governo persista. Anche il decreto sicurezza, approvato definitivamente oggi al Senato, non prevede alcun finanziamento per l’assunzione di nuovo personale né misure concrete per affrontare il drammatico sovraffollamento carcerario. Questo silenzio e questa mancanza di investimenti aggravano ulteriormente la situazione, mettendo a rischio la sicurezza di operatori e detenuti. È il momento di mettere da parte le lacrime di coccodrillo e lavorare insieme, in modo unitario e responsabile in Parlamento, per affrontare con urgenza questa emergenza e garantire condizioni dignitose e sicure nelle carceri italiane. Non possiamo permettere che si ripetano eventi come quelli a cui stiamo assistendo a Genova, che rappresentano un fallimento collettivo”.

 

04/06/2025 - 17:17

“Oggi la destra ha compiuto un atto gravissimo: ha trasformato la paura in norma, ha ridotto il Parlamento a un passacarte e ha lasciato le forze dell’ordine senza risorse né futuro. Con il voto di fiducia imposto al Senato, il Governo ha approvato un decreto che non aumenta la sicurezza, ma restringe le libertà. Criminalizza i più fragili, i migranti, chi manifesta, chi soccorre. E lo fa togliendo a deputati e senatori ogni possibilità di intervento, ogni confronto, ogni correttivo.”

Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, commentando l’approvazione definitiva del decreto sicurezza.

“Non c’è un euro per assumere nuovo personale, non c’è una norma che sblocchi le graduatorie, non c’è alcun rispetto per chi ogni giorno indossa una divisa per garantire i diritti di tutti. Insieme al collega Andrea Casu abbiamo presentato ordini del giorno chiari per chiedere lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi per vice ispettori e per rafforzare davvero la Polizia di Stato. Il Governo li ha bocciati. E chi osa lamentarsene viene persino redarguito e intimidito pubblicamente dal sottosegretario Molteni, che invece di ascoltare chi chiede giustizia, usa le sue pagine social per rispondere con arroganza e minacce velate. È un uso del potere che offende le istituzioni.”

“Questa maggioranza continua a usare i decreti legge come manganelli politici, saltando ogni confronto democratico, blindando norme con il voto di fiducia e tradendo ogni promessa. Non si governa la sicurezza con la propaganda, ma con investimenti seri e rispetto per i cittadini, per chi lavora nelle forze dell’ordine, per chi manifesta pacificamente e per il Parlamento.”

“Chi oggi ha votato questo decreto ha votato contro le libertà e contro la dignità del lavoro pubblico. Il Partito Democratico sarà al fianco di chi resiste e si oppone a questa deriva.”

 

04/06/2025 - 13:01

Il decreto sicurezza è l’abdicazione dello Stato di diritto a favore della paura. Dopo aver mortificato il Parlamento, negando il confronto e la possibilità di migliorare l’obbrobrio, ora vengono peggiorate leggi esistenti, colpendo soprattutto persone che si trovano in situazioni di vulnerabilità o fragilità sociale. Tutto ciò che è incontrollabile, che devia da una norma definita, diventa reato e il diritto penale sostituisce sempre di più il confronto pubblico, il dibattito politico e civile. Tutto questo ci avvicina molto e in modo pericoloso alle società illiberali e alle democrazie autoritarie che tanto piacciono a Giorgia Meloni.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

03/06/2025 - 18:36

La Regione Puglia è un interlocutore formale del Ministero del Made in Italy in questa fase di definizione delle procedure ambientali relative all’impianto ex Ilva. Nei giorni scorsi il Presidente Emiliano ci ha informato circa la proposta del Governo relativa ad un Accordo di Programma che definisca le basi programmatiche del futuro dell’acciaieria. La proposta è estremamente delicata, dal momento che il Governo chiede di recepire, all’interno dell’Accordo di Programma, alcune previsioni che verrebbero poi poste a base della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale. La possibilità che la produzione possa proseguire a ciclo integrato per un lasso di tempo incompatibile con il livello inquinante della fabbrica ci vede fermamente contrari. Solo quando sarà chiarito il percorso di decarbonizzazione totale, con lo spegnimento dell’area a caldo, sarà possibile esprimersi sulla proposta del Governo. Resta inteso, come peraltro chiarito da Emiliano, che qualsiasi decisione sarà oggetto di una condivisione tra tutte le forze politiche e sindacali che in questi anni hanno condotto la battaglia sul territorio per assicurare che il binomio salute/lavoro fosse non un semplice auspicio ma una realtà.”

Così, in una nota congiunta, i deputati pugliesi del Partito Democratico, Ubaldo Pagano, Claudio Stefanazzi e Marco Lacarra.

 

29/05/2025 - 12:39

"La maggioranza e il governo hanno definito questo decreto una svolta politica epocale, non una semplice norma tecnica: fine alle mafie, sicurezza nelle periferie, soluzione definitiva all’immigrazione. E allora mi domando: se sono davvero così certi della sua efficacia, perché hanno respinto il mio ordine del giorno che chiedeva di monitorarne gli effetti? Di cosa hanno paura?". Lo ha detto in Aula il deputato del Pd Mauro Laus, durante l’esame del decreto sicurezza.

"ll mio ordine del giorno – ha evidenziato l’esponente dem – non contestava il decreto, non ne chiedeva la modifica. Chiedeva solo che, entro un termine ragionevole, il governo presentasse una relazione al Parlamento con i dati sugli sbarchi, sulla localizzazione e sulla gestione dei nuovi CPR, e sulla loro distribuzione sul territorio. Si trattava di una richiesta trasparente, istituzionale, simile alle clausole valutative che nelle buone leggi servono a capire se una norma funziona davvero”.

“La valutazione degli effetti delle leggi non è un tecnicismo – ha concluso Laus - ma un presidio democratico. In un sistema afflitto da ipertrofia normativa, da decreti scritti in fretta, la clausola valutativa rappresenta un argine culturale e politico. Non si può legiferare senza assumersi la responsabilità di rendere conto. Una legge è buona se funziona, non solo se annuncia. Il rifiuto del monitoraggio è un segnale preoccupante: forse la maggioranza teme che i dati raccontino un’altra storia, quella di CPR costosi, inefficaci, con gravi criticità sanitarie e giuridiche. Pochi rimpatri, molti abusi, tanta propaganda. Non si rafforza la sicurezza negando al Parlamento il diritto di sapere. Chi crede davvero nell’efficacia delle proprie scelte non ha paura della verifica. Ma chi si affida solo alla propaganda rifugge ogni confronto. E questa domanda, prima o poi, sarà riproposta dai cittadini”.

 

29/05/2025 - 10:41

“Il dl Sicurezza è una porcata. Un testo antidemocratico approvato da una maggioranza cieca e ottusa che ritiene di impedire qualunque cosa, trasformandoci in uno stato di polizia. Non c’è altro termine per definire una norma che vieta la protesta pacifica in piazza attuando un blocco stradale o contro un’opera pubblica prevedendo pene pesanti anche se a protestare sono gli studenti. E c’è chi in pieno delirio da onnipotenza di regime si è spinto a presentare anche ordini del giorno farneticanti per chiedere l’introduzione della castrazione chimica”.

Lo dichiara il deputato Anthony Barbagallo, al termine di una lunga maratona d’Aula durante la quale il governo ha incassato la fiducia sul contestato Dl Sicurezza.

“Continueremo a opporci in ogni modo - aggiunge - di fronte alla deriva antidemocratica di questo governo che non ascolta e vuole silenziare le proteste inasprendo le pene, introducendo nuovi reati, alcuni dei quali francamente al limite dell’incostituzionale”.

 

28/05/2025 - 11:20

“L'obiettivo di questa guerra è quello di rendere impossibile la vita dei palestinesi sulla loro terra. Che cosa fa il governo italiano per fermare tutto questo? Le parole del ministro Tajani non bastano più: sono parole timide, imbarazzate e imbarazzanti. C'è bisogno di atti, di azioni concrete. Confortare la coscienza, con le parole vaghe e i minuti di silenzio, non servono ai palestinesi che aspettano la condanna a morte collettiva inflitta dal governo di Israele. Gaza ci riguarda, non è solo l'attacco definitivo alla Palestina, è un attacco ai pilastri della nostra civiltà e dell'umanità”. Lo dice il deputato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, in replica al ministro Tajani sull'informativa sullo stato di Gaza.
“Sono gli ultimi giorni di Gaza – ha sottolineato l'esponente dem - le parole del ministro Tajani erano forse buone 19 mesi fa, 50mila morti fa. Tajani parla di aiuti umanitari ma l'unico vero aiuto è fermare Netanyahu. Il governo italiano ha sbagliato completamente la lettura politica di quello che stava avvenendo in Palestina. Ha continuato a parlare fino a ieri di legittima lotta al terrorismo, ma le azioni indiscriminate a Gaza, i bombardamenti di scuole e ospedali, gli assassini di operatori umanitari e di giornalisti, l'operazione 'Nuovo Ordine in Libano' che ha colpito le truppe italiane e l'allargamento del conflitto in Medio Oriente, raccontavano un'altra verità incontrovertibile. Netanyahu deve rispendere dei propri crimini, proprio perché noi non accetteremo mai che si confondano le responsabilità di un governo con un intero popolo. C'è un'altra Israele che prova repulsione, come ha detto Liliana Segre, nei confronti del governo Netanyahu e della sua guerra infinita. E lei non ha avuto nemmeno il coraggio di pronunciare quel nome”.
“Dopo mesi di ignavia, l'Europa prova a fare un passo, ma a mancare è il governo Meloni quando una maggioranza di paesi europei chiede di rivedere l'accordo tra Ue e Israele e il governo italiano vota contro. Dite che quello che fa il governo israeliano è inaccettabile? E allora perché siete contro le sanzioni? Perché non interrompete l’accordo di cooperazione militare con Israele? Se siete per i due stati perché bocciate il riconoscimento dello Stato di Palestina? Non è demagogia, è solo logica e politica. È giustizia”, conclude Provenzano.

27/05/2025 - 16:16

"Quali iniziative intenda adottare il governo per tutelare l’occupazione e garantire la continuità produttiva dello stabilimento Liberty Magona di Piombino e per favorire il rilancio complessivo del polo siderurgico territoriale": è quanto chiedono i deputati Pd Marco Simiani, Laura Boldrini ed Emiliano Fossi con una interrogazione depositata a Montecitorio sulla crisi dell'azienda che impegna attualmente circa 500 lavoratori.

"Nel contesto del polo siderurgico di Piombino, già duramente colpito dalla crisi delle acciaierie ex-Lucchini e dalle incertezze legate ai progetti di rilancio (tra cui l’accordo con JSW Steel), la crisi della Liberty Magona rischia di compromettere definitivamente la prospettiva di reindustrializzazione dell’area e la tenuta sociale del territorio. E' necessario che il governo si attivi subito per affrontare il rilancio del polo siderurgico in modo sistemico, tenendo conto quindi delle attuali realtà produttive presenti, compresa Liberty Magona, e promuovendo realmente una strategia industriale nazionale per il settore siderurgico, in grado di coniugare competitività, sostenibilità e tutela occupazionale": conclude la nota dei deputati Dem.

 

26/05/2025 - 18:43

«Dalla maggioranza è arrivato un grave strappo costituzionale: è stato impedito un vero confronto parlamentare. Questo decreto colpisce i diritti fondamentali, dentro una torsione securitaria che ha trovato l'opposizione di autorevoli costituzionalisti italiani, firmatari di un manifesto che rappresenta un grido d’allarme. Siamo davanti a un provvedimento che mina l’architettura costituzionale del nostro Paese e impone un modello di governo che usa il diritto penale come strumento di controllo sociale. La sicurezza non può diventare un alibi per comprimere i diritti: la forza della legge deve essere sempre bilanciata dalla forza delle garanzie», ha dichiarato in Aula Antonella Forattini (PD), intervenendo nella discussione generale sul decreto Sicurezza. Forattini, che è capogruppo in Commissione Agricoltura alla Camera, ha duramente contestato anche le norme del decreto che colpiscono il settore strategico della canapa industriale, definendo l'intervento del Governo “punitivo, ideologico e irresponsabile”. “Parliamo di oltre 3.000 imprese e 12.000 lavoratori, con un volume d’affari di circa 900 milioni di euro. Un settore che ha mostrato dinamismo, innovazione e potenziale di crescita, ora viene abbandonato dal Governo solo per propaganda, senza alcuna base scientifica o giuridica. Con un colpo di decreto – ha proseguito – si trasformano migliaia di imprenditori in sospetti criminali. È assurdo. È una violazione del principio di leale collaborazione, delle normative europee e un danno d’immagine per l’Italia. Mi appello agli organi di garanzia costituzionale – ha concluso Forattini – affinché vigilino con fermezza e censurino un intervento normativo che tradisce lo spirito democratico della nostra Carta”.

22/05/2025 - 18:04

“Con il decreto Sicurezza destra e governo portano un violento attacco alle libertà individuali e collettive.  Una vera e propria  repressione del dissenso per creare sudditi invece che cittadini. D'altronde le stesse modalità di discussione parlamentare del provvedimento, con la chiusura frettolosa e con metodi autoritari avvenuta oggi in commissione, attestano visioni liberticide per cercare di reprimere e criminalizzare in spregio allo spirito della nostra Costituzione. Il decreto consente l’applicazione arbitraria e non oggettiva della norma perché la linea securitaria si consolida con definizioni vaghe e imprecise. Svolta illiberale e criminogena che esaspera la già critica situazione nelle carceri e nei contesti caratterizzati da una forte marginalità sociale. Nessun investimento per la sicurezza urbana, per la prevenzione dell’illegalità e del disagio sociale. Ancora una volta ad essere colpiti sono le categorie più fragili. Annientata tra l'altro la filiera della canapa dove è stato posto un divieto che non ha ragione di essere sul piano scientifico e della Sicurezza. Tutto questo si traduce in nessun miglioramento per i cittadini. In uno Stato di diritto il dissenso in assenza di violenza merita di essere accolto e ascoltato: con il Dl Sicurezza invece si interviene esclusivamente per censurarlo e criminalizzarlo. Il Governo sta cercando di governare con la paura. Una torsione autoritaria inaccettabile“.

Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera.

 

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