03/03/2026 - 10:41

"L'invasione via terra del Libano da parte dell'esercito israeliano è l'ennesimo atto di guerra in violazione del diritto internazionale compiuta da Netanyahu con l'intento di destabilizzare l'intera regione e imporsi come potenza dominante in tutto il Medio Oriente.
Ormai è evidente che Netanyahu usa lo stato di guerra permanente per mantenersi al potere, sfuggire alla giustizia interna e sottrarsi alla Corte penale internazionale che ha emesso un mandato di cattura per i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi da lui e dal suo ex ministro Gallant a Gaza e in Cisgiordania.
Dopo l'imbarazzante audizione di ieri dei ministri Tajani e Crosetto, tutta all'insegna dello "stiamo a vedere", oggi il governo Meloni riuscirà a prendere le distanze da quest'azione illegittima e arbitraria di Netanyahu? L’Italia non può continuare ad essere complice di questo disastro: la violenza, come abbiamo già visto tante volte in Medio Oriente, genera sempre e solo altra violenza e radicalismo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

17/02/2026 - 18:40

ll Board of Peace è un'organizzazione dove Trump è presidente a vita, niente a che vedere con le Nazioni Unite

"La scelta del governo Meloni di aderire al Board of Peace di Trump come osservatore è grave: si tratta di assecondare gli interessi legati al presidente americano invece di tutelare con chiarezza l'interesse nazionale italiano". Lo afferma Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Esteri, intervistata per i canali social dei deputati Pd.

"Basta leggere lo statuto di questa organizzazione – sottolinea l’esponente dem – per capire di cosa si tratta. Si racconta come un'iniziativa per la pace a Gaza, ma di Gaza nello statuto non si parla mai. Quello che emerge con chiarezza è che si tratta di un organismo dove Trump è presidente a vita: anche se non fosse più presidente degli Stati Uniti, manterrebbe comunque quella carica a vita. Siamo ben lontani dalle Nazioni Unite, dove ogni Stato manda i propri rappresentanti".

"Il Parlamento italiano – conclude Quartapelle - non si è mai riunito per discutere questioni di primaria importanza, come rafforzare l'autonomia tecnologica, energetica, digitale e strategica dell'Europa. Eppure oggi la destra ha chiesto al Parlamento di votare per aderire a questo Board Peace. La destra fa fatica a dire no a Trump e preferisce accontentare i capricci di un singolo piuttosto che ragionare, anche insieme alle opposizioni, su come tutelare l'interesse nazionale. Che sta chiaramente in Europa, non nei profitti di Donald Trump".

 

17/02/2026 - 16:22

Il ministro Tajani è venuto oggi in aula a dirci che l'Italia, come aveva anticipato la premier Meloni, parteciperà alla prima riunione del Board of Peace come stato "osservatore": un ruolo inesistente. Ma oltre a quello che già sapevamo non ha aggiunto altro.
Il Board non ha niente a che fare con la pace a Gaza, esclude i palestinesi e punta solo a favorire gli affari immobiliari del genero di Trump e dei suoi amici imprenditori, mentre sotto le macerie vi sono ancora migliaia di cadaveri. Nel Board non c’è l’Autorità nazionale palestinese ma c’è Netanyahu  l’autore della distruzione, colui che ha fatto sganciare sulla Striscia 100mila tonnellate di bombe, che ha distrutto o danneggiato oltre il 80 percento di infrastrutture, abitazioni, ospedali, scuole, università.
Tutto questo dando un altro colpo alle Nazioni Unite e all’Unione Europea.
L'Italia è l'unico paese del G7 a partecipare a questo strumento coloniale che si articola attorno ad una Gaza agonizzante, mentre i paesi fondatori dell'Ue hanno già fatto sapere che loro non ci saranno.
Stanno svendendo la dignità dell'Italia a un club privato di immobiliaristi e uomini d'affari, sbugiardando la Costituzione, le convenzioni internazionali e la storia di diplomazia dell'Italia. E lo fanno solo per non scontentare l'amico Trump che ha l’obbiettivo di fare grandi speculazioni edilizie e molti soldi sulla terra dei palestinesi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

16/02/2026 - 14:44

“Lo scopo di Trump con il Board of Peace è quello di costruirsi una sua società privata che si occupa di diritto internazionale, con addirittura persone che sceglie lui e che aderiranno pagando 1 miliardo per ogni Stato. E soprattutto sceglie lui quali sono i temi, perché il senso di questo organismo è quello di incoronarlo non in quanto presidente degli Stati Uniti. I 13 articoli dello statuto parlano chiaro: lui sarà il monarca assoluto di questa organizzazione che è a metà tra una società immobiliare, perché il piano su Gaza per ora è la planimetria del suo suocero di costruire resort e grattacieli, e a metà tra le sue esigenze politiche. Un Paese come il nostro, che ha 70 anni di diplomazia e di tradizione di civiltà politica, può aderire a una società privata? Può mettere il tricolore dinanzi a questa società immobiliare costruita per fare affari? Questa è la domanda, ma non solo perché c'è l'articolo 11 della Costituzione che ce lo impedisce, ma perché quella non è la nostra storia politica. Inoltre, il governo italiano dovrebbe sapere che in quel Board of Peace non esistono ‘observer member’, ma o membri pieni o membri che non hanno diritto di voto. Meno male che c'è la Costituzione, altrimenti la destra italiana che ha un'affinità ideologica con Trump, si sarebbe già lanciata in questo Board. Riguardo a Gaza parliamoci chiaro: qual è la prospettiva? E’ quella denunciata dal patriarca Pizzaballa, cioè di un neocolonialismo, di un'operazione in cui i palestinesi non esistono, senza regole internazionali? Mentre discutiamo di una prece che non c’è, dalla tregua ad oggi sono morte 600 persone”.

Così il capogruppo Pd in commissione Esteri alla Camera, Enzo Amendola, intervenendo su Rai 3 ad Agorà.

 

16/02/2026 - 12:50

"Che la presidente del Consiglio annunci l'adesione dell'Italia al "Board of Peace" di Trump, costringendo il Parlamento a votare contro la Costituzione, è gravissimo. Si è inventata il ruolo di "osservatrice", che non esiste, per aggirare il divieto imposto dalla Costituzione ad aderire a un organismo internazionale non in posizione di parità. Il cosiddetto “Board of peace” é infatti una struttura internazionale a uso e consumo del tycoon, un organismo che tutto persegue tranne la pace. E' uno strumento coloniale, che raduna autocrati, incluso Netanyahu, imprenditori e affaristi attorno ad una Gaza agonizzante su cui speculare con la ricostruzione, escludendo definitivamente i palestinesi.
E' un grimaldello con cui Trump, che da statuto ne resta il capo a vita, vuole colpire l'Onu e il multilateralismo che  perseguono la pace e il dialogo tra Stati e tra popoli.
Meloni, pur di non dispiacere il suo alleato Trump è disposta a tutto. Anche a fare da sponda ai suoi progetti neocoloniali, entrando dalla porta di servizio.
Tutto questo accade mentre Israele inizia la registrazione dei territori occupati della Cisgiordania. Cioè inizia l'annessione delle terre dei palestinesi, espropriandole arbitrariamente. Nel silenzio più totale di Trump, di Meloni e dell'intera comunità internazionale.
Meloni ha definitivamente scelto di stare dalla parte di chi stermina, conquista terre altrui, sottomette popoli interi.
Non nel nostro nome, non nel nome dell'Italia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

13/02/2026 - 14:22

Berruto (Pd): Proteggere gli atleti e garantire accesso allo sport

 

Sono 684 gli sportivi uccisi in Palestina dall’ottobre 2023. Tra loro 178 ragazzi tra i 6 e i 20 anni. Distrutti circa 290 impianti sportivi tra Gaza e Cisgiordania, tra stadi, campi da calcio, palestre e sedi di club impedendo qualsiasi pratica sportiva..

È il quadro tracciato dal Comitato Olimpico Palestinese nel report presentato oggi alla Camera, nel corso di una conferenza stampa organizzata dal deputato e responsabile nazionale Sport del PD Mauro Berruto.

I dati, che viene sottolineato nel Report “sono stati meticolosamente raccolti e verificati”, parlano di 684 vittime distribuite in 34 federazioni e istituzioni sportive. La federazione più colpita è la Federcalcio palestinese, che conta 367 morti tra arbitri, allenatori, giocatori, presidenti di club e dirigenti. Seguono l’Associazione Scout Palestinese con 54 vittime e la Federazione Karate con 31.

Il report evidenzia un impatto generazionale profondo: 178 vittime avevano tra i 6 e i 20 anni; 143 tra i 20 e i 30 anni, nel pieno dell’attività agonistica; 111 avevano più di 50 anni, tra dirigenti storici e figure chiave della governance sportiva. Una perdita che compromette non solo il presente ma la continuità futura dello sport palestinese.

Colpita anche la componente femminile dello sport. Secondo i dati del Comitato Olimpico Palestinese, le vittime donne sono il 5% del totale. Molte erano bambine, giovani atlete o impegnate nell’amministrazione sportiva. Una ferita che, sottolinea il report, rappresenta un grave arretramento nel percorso di crescita della partecipazione femminile nello sport palestinese, già fragile e frutto di anni di lavoro per affermare uguaglianza e inclusione.

 

Sul fronte delle infrastrutture, la distruzione viene definita “sistematica”. Secondo la Federcalcio palestinese, dall’ottobre 2023 sono stati demoliti 23 grandi stadi e campi sportivi, 12 campi da calcio omologati FIFA, 35 palestre indoor polivalenti e 60 sedi amministrative di club. Danni per centinaia di milioni di euro, con tempi di ricostruzione stimati in decenni.

Simbolo di questa devastazione è lo stadio Al-Yarmouk, inaugurato nel 1952 e tra i più antichi impianti della Palestina. Luogo di partite internazionali e raduni olimpici, durante il conflitto sarebbe stato trasformato dagli israeliani in campo di detenzione per prigionieri di guerra, per poi essere completamente raso al suolo. Da simbolo di orgoglio nazionale a luogo di umiliazione, fino alla distruzione totale.

Il documento parla di un impatto “senza precedenti” sull’intero settore sportivo e richiama esplicitamente i principi della Carta Olimpica: non discriminazione, uguaglianza di genere, rispetto dei diritti umani e diritto allo sport.

 

“Dobbiamo riportare al centro la Carta Olimpica, il documento del Comitato Olimpico Internazionale che tutela i valori fondamentali dello sport”, ha dichiarato Mauro Berruto aprendo la conferenza. “Quello che sta avvenendo in Palestina è un vero e proprio genocidio, in aperta violazione dei diritti umani internazionali. Viene colpito un popolo anche nel suo aspetto più condivisibile: lo sport”.

 

Da qui l’appello del Comitato olimpico palestinese alla comunità internazionale e alle federazioni sportive mondiali: “Chiediamo che venga garantita la libera partecipazione degli atleti palestinesi alle competizioni internazionali, senza ostacoli, e la loro protezione da qualsiasi minaccia o molestia. È il momento di stare al fianco degli atleti palestinesi, di proteggere lo sport e di piantare i semi della pace e della giustizia. Lo sport deve essere un ponte per la pace e una speranza per tutti”.

 

Un appello che in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 punta a riportare la questione palestinese anche dentro le istituzioni sportive globali, trasformando il diritto allo sport — per uomini e donne — in una questione di responsabilità internazionale.

 

12/02/2026 - 18:01

"Ai palestinesi è negato anche lo sport, che dovrebbe essere il luogo della promozione della pace e della convivenza per eccellenza.
Oggi in comitato diritti umani, che presiedo, abbiamo ascoltato le testimonianze del preside del Comitato olimpico palestinese, Jibril Rajoub, della nuotatrice olimpica Valerie Tarazi e della portavoce della Federazione calcistica palestinese Dima Said. Ci hanno raccontato come le atlete e gli atleti palestinesi subiscano un insopportabile doppio standard. "La condizione degli atleti palestinesi non ha uguali al mondo, per noi è tutto un percorso ad ostacoli fatto di divieti imposti dal governo israeliano a raggiungere il luogo dell’allenamento, di mancanza di strutture sportive, di visti negati quando dobbiamo andare all’estero" ha detto Tarazi. Rajoub ha presentato un rapporto con un quadro drammatico: a Gaza non esistono più strutture sportive e in Cisgiordania gli israeliani occupano le palestre per destinarle ad altri usi, spesso legati alla sorveglianza. "A Gaza, aver raso al suolo stadi, campi di calcio, piscine, palestre e ogni altra struttura sportiva non è stato un errore, ma la volontà di impedire ai palestinesi di fare sport e di avere speranza", ha affermato il presidente del comitato olimpico palestinese.
Sal 7 ottobre a oggi sono 684 gli sportivi uccisi e migliaia i feriti appartenenti alle 34 federazioni sportive. In Cisgiordania anche spostarsi per partecipare alle competizioni è un azzardo perché ci sono circa mille check point gestiti in maniera del tutto arbitraria dall'esercito israeliano. "Noi non abbiamo accesso allo sport come tutti gli altri - ha sottolineato Dima Said -: senza beni di prima necessità, senza la sicurezza, senza libertà come si fa a fare sport?".
Mentre stiamo tifando le nostre squadre impegnate nelle olimpiadi invernali di Milano-Cortina, non possiamo non accogliere l'appello che ci arriva dal mondo dello sport palestinese.
Scriveremo al Comitato olimpico internazionale, alla Fifa e all'Uefa perché si prendano le responsabilità che finora hanno eluso, adoperandosi per garantire alle atlete e agli atleti palestinesi gli stessi diritti degli atleti di tutto il resto del mondo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

07/02/2026 - 16:27

"Ieri sera, Telemeloni ha toccato vette inarrivabili. Durante la cronaca della cerimonia di inaugurazione dei Giochi olimpici invernali Milano - Cortina, il direttore di RaiSport Petrecca è riuscito a non pronunciare mai il nome di Ghali durante la bellissima esibizione in cui recitava la poesia di Rodari "Promemoria".
E la regia non gli ha mai dedicato un primo piano: riprese da lontano, ampie, per non farlo vedere al pubblico a casa.
Una vera e propria censura che viene dopo l'avergli intimato di non dire nulla, di non recitare la poesia anche in arabo, dopo avergli tolto l'inno nazionale.
Qual è colpa di Ghali? Aver preso posizione contro il genocidio a Gaza quando in pochi osavano farlo? Essersi esposto pubblicamente a sostegno del popolo palestinese? Essere, per questo, inviso al governo? O essere un italiano di seconda generazione? O forse tutto questo insieme.
Il trattamento riservatogli è razzismo istituzionalizzato in diretta TV davanti a milioni di persone. Una vergogna indegna del servizio pubblico". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

06/02/2026 - 14:37

“Chiediamo al Ministro Tajani di spiegare perchè, dopo ormai 5 mesi, gli aiuti di Music for Peace siano ancora bloccati in Giordania e non riescono ad arrivare a Gaza. E’ di oggi la denuncia della ONG genovese - che ha raccolto quasi 500 tonnellate di beni di prima necessità per la missione della Global Sumud Flotilla - che ormai da tempo non ha più notizie certe dalla Farnesina sui tempi della consegna. La stessa Food For Gaza, rivendicata dal Ministero degli Esteri, è ormai ferma da tempo al palo. Persiste una emergenza sugli aiuti umanitari per la Palestina su cui chiediamo risposte vere e non propagandistiche. Così come la vergognosa esclusione di 37 ong - tra cui Medici senza Frontiere, Oxfam, Caritas Europe - da Israele. Music for Peace deve poter consegnare cibo, acqua e medicinali a Gaza quanto prima”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

03/02/2026 - 14:33

“Fermare il Board of Peace di Trump è un obbligo morale, politico ed istituzionale per tutti coloro che intendono affermare le ragioni della Pace a Gaza e per quanti ritengono che l‘obiettivo di prospettiva è quello di garantire sicurezza nella logica di due popoli e due Stati. In questa direzione va anche l’appello di oltre 400 ex diplomatici che non solo hanno chiesto agli stati membri dell’Unione di non aderire al Bord of Peace ma hanno anche sostenuto la necessità che l’Europa torni ad esercitare ruoli e funzioni finalizzate ad avviare un dialogo costruttivo tra le parti ponendo fine alle continue violazioni del diritto internazionale”.

Così il deputato democratico e segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Una posizione lungimirante - aggiunge - che ribadisce i valori fondanti dell’Unione e del Parlamento Europeo contro il tentativo ormai esplicito di Trump di sostituire il sistema delle Nazioni Unite con una nuova governance privatistica legata solo ai grandi interessi. Si uccide così il multilateralismo e i diritti dei popoli all’autodeterminazione dando libero arbitrio ai criminali della guerra. Nella logica perversa - conclude - che le sorti del mondo siano affidate ai più forti, conflitti ancora irrisolti dopo 50 anni come quello tra il popolo Saharawi e il Marocco dove finiranno? Nell’oblio definitivo della storia?“.

 

27/01/2026 - 19:04

“Il Partito Democratico voterà a favore della proposta di legge in memoria delle vittime della strage di Gorla perché rappresenta un atto di giustizia, di verità e di ricucitura della memoria collettiva”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata milanese del Pd Lia Quartapelle, nel corso delle dichiarazioni di voto finale.

“Il 20 ottobre 1944 il bombardamento del quartiere milanese di Gorla colpì anche la scuola elementare ‘Francesco Crispi’ – ha aggiunto l’esponente dem - causando la morte di 198 persone, di cui 184 bambini e 14 insegnanti. Una storia rimasta a lungo scomoda e nascosta, segnata da errori tragici e da un riconoscimento arrivato troppo tardi, con le condoglianze ufficiali degli Stati Uniti giunte solo 75 anni dopo. La storia di Gorla è la storia dei fratelli e delle sorelle rimasti sotto le macerie, di chi è sopravvissuto per una coincidenza o per un minuto, portando per tutta la vita il peso di essere vivi. È anche la storia delle madri che hanno perso i figli, per le quali non esiste nemmeno una parola capace di nominare una perdita contro natura. Il dolore delle famiglie e del quartiere è un dolore così grande da rendere insopportabili persino le voci dei bambini sopravvissuti nei mesi successivi alla strage, come hanno raccontato tanti tanti anni dopo, Silvia Nucini e Mario Calabresi nel documentario ‘Finché sono al mondo’.

“Oggi – ha concluso Quartapelle - votiamo questa legge all’unanimità in una giornata simbolica, quella del ricordo della Shoah in tutta Europa. Questo provvedimento è un risarcimento morale e una ricucitura della memoria, rafforzata anche dalla recente visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Milano per l’80° anniversario della strage. Come Pd, abbiamo voluto estendere il senso di questo ricordo a tutte le piccole vittime della guerra. Ricordare Gorla restituisce la materialità della guerra dalle macerie di ieri a quelle di oggi, dai rifugi di Gaza a quelli di Kharkiv, fino ai conflitti dimenticati in Africa. Bambini che non hanno nulla a che fare con la guerra e che ne sono soltanto vittime”.

 

22/01/2026 - 10:21

“La differenza tra noi e Meloni è semplice. Per lei l’Articolo 11 della Costituzione è un impedimento, per noi è un argine a operazioni pericolose come il Board Of Peace. Che seppelliscono definitivamente soluzione politica per la Palestina. E la trasformano in un affare per satrapi”.

Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

20/01/2026 - 11:40

"Il ricatto di Trump a colpi di dazi per ottenere la proprietà della Groenlandia, è inaccettabile e non può essere assecondato perché costituirebbe un precedente pericolosissimo, oltre a rappresentare una minaccia alla sovranità della Groenlandia e della Danimarca. Se passasse la linea di Trump, vorrebbe dire che qualunque altra potenza economica e militare che volesse annettere territori altrui, avrebbe via libera. A partire dalla Russia con l'Ucraina, dalla Cina con Taiwan o da Israele con Gaza e la Cisgiordania.
La patetica lettera inviata al premier norvegese a proposito del Nobel per la pace, materia su cui per altro Jonas Gahr Støre non ha alcuna competenza, non è che la manifestazione di un ego smisurato, in preda al delirio di onnipotenza. Ma è anche un alibi che Trump sta usando per sentirsi legittimato nel suo piano scellerato di annessione della Groenlandia e di controllo del Venezuela.
Davanti a questo scenario, le destre italiane sono totalmente succubi al volere del presidente Usa e mettono in pericolo il popolo italiano, la tenuta dell'Ue e perfino della Nato. Altro che patriottismo e atlantismo: questo è puro servilismo.
Trump va contrastato e le sue spregiudicate e illegittime pretese arginate il più possibile senza cedere a ricatto, prepotenza e arbitrio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

17/01/2026 - 20:17

Simiani: Sbagliato punire chi si inginocchia davanti alla bandiera della Palestina, interrogazione parlamentare

“Riteniamo inaccettabile la notizia della contestazione disciplinare avviata dal Ministero dell’Interno nei confronti dei Vigili del fuoco che, lo scorso 22 settembre a Pisa, si sono inginocchiati in segno di silenzio e rispetto per le vittime di Gaza. Il Governo, attraverso il Viminale, sta attuando un’interpretazione distorta e punitiva del regolamento dei Vigili del fuoco, trasformando un gesto umanitario, spontaneo e profondamente civile in una presunta violazione regolamentare da punire con una sanzione disciplinare. I Vigili del fuoco sono, per loro natura e per mandato costituzionale, una forza a tutela delle popolazioni colpite, di chi è in difficoltà, di chi subisce calamità, guerre ed emergenze. Non sono e non possono essere assimilati a una forza di sicurezza posta direttamente nelle mani dell’esecutivo, né utilizzati come strumento di repressione del dissenso o della solidarietà umana. Colpire lavoratori e dirigenti sindacali per un gesto di pace e di compassione significa oltrepassare una soglia pericolosa, che nulla ha a che vedere con il rispetto delle regole e molto con una volontà di dare un segnale politico. È stato un gesto non di parte, non legato a un movimento politico o partitico, ma un gesto di semplice umanità con cui si è voluto rappresentare la propria vicinanza a una parte di mondo dove sono morte donne e uomini, ma soprattutto bambine e bambini. Per queste ragioni chiediamo con forza al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di fare immediatamente un passo indietro, ritirando ogni contestazione disciplinare e ristabilendo il rispetto del ruolo, della dignità e della funzione sociale dei Vigili del fuoco. La solidarietà non è un reato. L’umanità non si punisce”.

Così il deputato democratico Marco Simiani, che annuncia un’interrogazione parlamentare.

 

17/01/2026 - 20:16

“Multare nove Vigili del Fuoco che a Pisa si inginocchiano davanti ai morti di Gaza sfugge davvero all’umana comprensione. L’ottusità di quattro burocrati che pensano che dietro una divisa non ci sia nè un cuore nè un cervello. Qualcuno ne risponda. Lo chiederemo in Parlamento”.

Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

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