“E’ una notizia assai significativa che la Procura di Roma contesti il reato di tortura per i 36 attivisti italiani che furono arrestati e detenuti dalla polizia israeliana nell’ottobre 2025 dopo che illegalmente fu fermata la Global Sumud Flotilla che portava aiuti umanitari a Gaza. Quando fummo ascoltati dai pm qualche mese fa spiegammo in maniera approfondita il trattamento che fu riservato da parte delle autorità israeliane completamente fuori da qualsiasi idea dello stato di diritto nel carcere di Keziot. Il fatto che si vada avanti nella ricerca di verità e giustizia è un fatto davvero rilevante”.
Così Artuto Scotto, così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
“Se il governo italiano rinnoverà il Memorandum militare con Israele sarà a tutti gli effetti complice di uno Stato che ha compiuto un genocidio. Mi assumo la responsabilità di queste parole. Che sono forti e inequivocabili. Una macchia morale davanti a ottantamila morti, a innumerevoli guerre provocate, alla distruzione di tutte le infrastrutture a Gaza, alla pulizia etnica in Cisgiordania. Non si aggrappino agli automatismi: davanti a contesti senza precedenti si prendono decisioni senza precedenti”.
Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
"Il governo intervenga per impedire il rinnovo automatico del mamorandum di cooperazione militare con Israele. Davanti al genocidio a Gaza, agli abusi in Cisgiordania, alle aggressioni illegittime a Iran e Libano, non si può continuare a fare finta di niente.
Quel memorandum è una vergogna per il nostro paese, rinnovarlo rende l'Italia complice di un governo genocida e spietato". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Domani mattina, lunedì 13 aprile, una delegazione di deputati ed eurodeputati del Pd farà visita alla Corte Penale Internazionale a l’Aja. Oggetto dell’incontro è l’impatto delle sanzioni inflitte ai magistrati che hanno indagato ed emesso i mandati di cattura internazionali a Nethanyahu e Gallant per i crimini di guerra compiuti a Gaza e in Cisgiordania. Difendere gli istituti del diritto internazionale è la bussola fondamentale per mantenere vivo un ordine mondiale fondato sulle regole, sulla centralità dei diritti umani, sulla giustizia per le vittime, sulla lotta per la pace. Lo ha richiamato recentemente e con grande forza anche il Presidente Sergio Mattarella. Parteciperanno alla delegazione Laura Boldrini, Ouidad Bakkali, Brando Benifei, Valentina Ghio, Sara Ferrari, Sandro Ruotolo, Arturo Scotto, Cecilia Strada, Marco Tarquinio.
"La pena di morte riservata solo ai palestinesi condannati per terrorismo e approvata ieri dalla Knesset è un atto gravissimo. E' la conferma definitiva, se ce ne fosse ancora bisogno, che Israele ha istaurato un regime di apartheid in cui ai palestinesi viene riservato un trattamento diverso e più degradante, in qualsiasi ambito.
Non si tratta semplicemente di "un passo indietro", come ha dichiarato l'UE: siamo di fronte all'ennesima forma di persecuzione, la più violenta, contro i palestinesi.
Essere condannati per terrorismo e accusati di avere ucciso altre persone "con l'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele", come recita la legge approvata dal parlamento di Gerusalemme, è per i palestinesi molto più probabile che per chiunque altro.
La comunità internazionale tutta chieda il ritiro immediato di questa legge e la cessazione di qualsiasi atto discriminatorio nei confronti dei palestinesi, a partire dall’annessione della Cisgiordania e dal genocidio a Gaza". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Sono circa 165 le studentesse e gli studenti palestinesi che aspettano da mesi di potere venire in Italia a studiare ma che sono bloccati a Gaza perché non viene loro concesso il visto. Tra loro alcuni sono titolari di borse di studio e altri hanno fondi propri per potersi iscrivere alle università e mantenersi. Ma i canali per la loro evacuazione dalla Striscia sono inspiegabilmente chiusi e i visti bloccati da dicembre scorso. E' questa la denuncia che abbiamo raccolto oggi durante l'audizione nel Comitato diritti umani della Camera che presiedo, dai rappresentanti del Forum “Per cambiare l’ordine delle cose” che ci hanno presentato il rapporto "Yalla Study".
Studiare è un diritto umano che a Gaza è violato dall'inizio del genocidio: negli ultimi due anni, oltre il 90 per cento delle scuole, degli istituti scolastici e delle università è stato distrutto. Per queste studentesse e questi studenti, a cui gli atenei hanno riconosciuto tutti i requisiti per venire a studiare in Italia, è vitale accedere ai corsi invece di restare bloccati a Gaza per questioni burocratiche. E' necessario istituire un canale permanente per la richiesta di visto per motivi di studio, a prescindere che si tratti di titolari di borse o di persone con fondi propri per mantenersi, perché così prevede la legge. Al contempo è necessario garantire a studentesse e studenti il diritto al ricongiungimento familiare in tempi brevi, come loro promesso, senza dover scegliere tra studiare e rischiare di non poter vedere più i loro cari.
Infine, ma non meno importante, sarebbe estremamente utile se il carico economico dell'accoglienza di queste ragazze e ragazzi non venisse interamente lasciato sulle spalle delle università, ma che si usassero anche i fondi della cooperazione internazionale per sostenerlo.
Di tutto questo ci occuperemo con un atto parlamentare rivolto al ministro Tajani e alla ministra Bernini". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ofer Winter, ex generale di brigata dell'esercito israeliano, secondo i report dell'Onu e di Amnesty International, responsabile della morte di civili palestinesi durante diverse operazioni militari, è atteso in Italia dal 31 marzo al 9 aprile per i festeggiamenti legati alla Pasqua ebraica. In quell'occasione dovrebbe perfino tenere una lezione dal titolo "La verità sgorgherà dalla terra".
Winter è un aperto sostenitore del genocidio a Gaza e della pulizia etnica dei palestinesi, un criminale di guerra e non possiamo accettare che venga in Italia in vacanza. Contro il suo arrivo in Italia, non una parola è stata pronunciata finora dal governo che, del resto, ha permesso che diversi militari dell'Idf venissero a passare le proprie ferie ristoratrici in Italia, nei mesi scorsi.
È una vergogna contro cui diverse associazioni tra cui Assopace Palestina, BDS Italia e Global Movement to Gaza hanno raccolto migliaia di firme. La Fondazione "Hind Rajab" ha anche presentato un esposto alla Procura di Roma.
Il nostro Paese non può essere il buen retiro di criminali di guerra e promotori del genocidio.
Ho presentato una interrogazione ai ministri Tajani, Nordio e Piantedosi per chiedere se ritengano tollerabile la presenza di Winter in Italia, se non intendano avviare procedure di collaborazione con la Corte Penale Internazionale e se non intendano negare, come già hanno fatto altri paesi, l'ingresso sul territorio italiano a chiunque abbia preso parte al genocidio che si sta ancora compiendo a Gaza.
Insieme a me hanno firmato l'interrogazione le colleghe Ouidad Bakkali, Sara Ferrari e Valentina Ghio e i colleghi Mauro Berruto, Fabio Porta e Arturo Scotto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"In Libano si sta ripetendo il copione già visto a Gaza, distruzione a tappeto con bombardamenti su ospedali, infrastrutture abitazioni e ambulanze.
Inoltre è stato denunciato anche l'uso del fosforo bianco da parte dell'esercito israeliano. E non c'è alcuno scrupolo nel colpire anche la missione Onu Unifil.
Oggi è stata toccata la cifra di 1 milione di sfollati su una popolazione di circa 6 milioni di abitanti. Questo ha un effetto devastante sul Paese, sulla sostenibilità della situazione, soccorsi in primis. E ora in Libano si estende anche l'invasione di terra su larga scala. Un dramma, dal punto di vista umanitario, ma anche dal punto di vista politico perché dall'Ue e dalla comunità internazionale in generale, non si alza una sola voce, a parte quella della Spagna, a condannare questa ennesima violazione del diritto internazionale compiuta da Netanyahu. Come se al governo israeliano fosse consentito tutto, come se potesse essere sopra ogni regola e ogni legge.
Bisogna dire le cose come stanno: il vero fattore di destabilizzazione del Medio Oriente è il governo israeliano che ha raso al suolo Gaza, sta annettendo la Cisgiordania, ha attaccato e sta bombardando l'Iran, sta invadendo il Libano, ha bombardato la Siria e l'Iraq.
Se vogliamo la stabilità in Medio Oriente è Netanyahu che va fermato e con lui Trump che lo segue nel suo scellerato progetto". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Il genocidio a Gaza e il processo di annessione illegale della Cisgiordania, hanno colpito duramente anche il diritto allo sport del popolo palestinese. E' quello che denuncia il rapporto The Impact of Israeli Aggression
On the Palestinian Sports Sector" che il presidente del Comitato olimpico palestinese Jibril Rajoub ha presentato in un'audizione al Comitato diritti umani della Camera che presiedo. E sulla base delle denunce del presidente Rajoub e del rapporto, ho scritto una lettera ai presidenti del Comitato Olimpico Internazionale, del Comitato Paralimpico Internazionale, della FIFA e dell’UEFA.
Dopo più di due anni di bombardamenti israeliani a Gaza e a seguito delle violenze dei coloni e dell’IDF in Cisgiordania, sono 684 gli atleti uccisi, e migliaia quelli feriti, appartenenti alle 34 federazioni e istituzioni sportive palestinesi. Stadi e infrastrutture di ogni disciplina sono stati irrimediabilmente lesi o distrutti per un danno quantificabile in milioni di dollari, e la ricostruzione richiederà molti anni.
Almeno nove club di calcio che fanno parte del campionato israeliano, sostenuti anche dalla FIFA e dalla UEFA, hanno sede nelle colonie illegali in Cisgiordania e in queste località la Federcalcio israeliana e il Comitato Olimpico israeliano organizzano competizioni sportive ufficiali. Perfino libertà di movimento degli atleti palestinesi è assolutamente limitata a causa di restrizioni imposte dalle autorità israeliane e questo incide sulla loro possibilità di allenarsi e di partecipare alle competizioni.
Alla luce di tutto questo, illustrato nella lettera pubblicata oggi integralmente sulle pagine di Tuttosport, chiediamo ai presidenti delle massime organizzazioni sportive internazionali di fare ogni sforzo, per quanto di loro competenza, perché il governo israeliano ponga fine alla politica di annientamento perfino della vita sportiva dei palestinesi. Chiediamo anche di valutare se ricorrano gli estremi per applicare allo Stato di Israele le stesse sanzioni già applicate ad altri Paesi per violazione dei principi della Carta Olimpica secondo i quali la pratica sportiva è un diritto umano fondamentale". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Nei suoi interventi oggi in Parlamento, Giorgia Meloni è rimasta ambigua sul suo posizionamento rispetto all'aggressione illegittima di Usa e Israele verso l'Iran. Non basta dire che è fori dal diritto internazionale: questo è evidente. Serve condannarlo apertamente. E non basta dire che l'Onu dovrebbe tutelare il diritto internazionale sostenendo che, però, bisogna riformarla perché è debole: come vuole riformarla? Dando seguito alla delegittimazione che dell'Onu fa il Board of Peace? Dice Meloni che il Board of Peace di Trump e Netanyahu è l'unico tavolo su Gaza e per questo bisogna esserci. No, presidente Meloni, non bisogna starci, perché è un assetto coloniale e predatorio che nel vertice decisionale non prevede la presenza dei palestinesi. Perché l'Italia non si è fatta promotrice in Europa di un tavolo con la presenza dei palestinesi, in cui si potesse lavorare per permettere la nascita dello Stato che ancora non c'è e rischia, ogni giorno di più, di non esserci mai perché Israele sta annettendo la Cisgiordania? Ma su questo Meloni non ha niente da dire. Come non ha niente da dire sull'uso delle basi Usa in Italia: non si deve concedere e va detto con chiarezza.
E no, cara presidente del Consiglio, confondere l'intervento Usa in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale con l'aggressione Usa e israeliana all'Iran è un grave scivolone, un parallelismo sbagliato. Quando gli Usa intervennero in Italia c'era una guerra mondiale in corso e noi eravamo un paese occupato dai nazisti. Non fu certo un'aggressione.
Basta usare la propaganda per nascondere la propria incapacità di prendere una posizione chiara a vantaggio dell’Italia per non dispiacere gli alleati Trump e Natanyahu". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Ieri l'audizione dei Ministri Tajani e Crosetto è stata inutile, perché si sono presentati come due osservatori, commentatori di fatti che conosciamo tutti: non hanno indicato una linea di politica estera. Ecco perché deve venire la Presidente Meloni a farlo in Parlamento, non al TG5, e dirci con chiarezza qual è il giudizio del Governo sul caos della guerra nel Mediterraneo, quali le conseguenze per il nostro Paese, quali le azioni che vuole compiere”. Lo ha detto intervenendo oggi in aula alla Camera il deputato democratico, responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano. “Nessuno – ha aggiunto - rimpiange il dittatore sanguinario Khamenei: noi siamo al fianco del popolo iraniano. E ci siamo sempre stati, non da oggi. Ma la destra crede che la democrazia si esporta con le bombe? Proprio la storia di quella regione ci racconta di drammatici fallimenti e crescita del fondamentalismo. Possiamo almeno discutere delle conseguenze, dei rischi per il mondo e per noi della guerra permanente di Trump e Netanyahu, il macellaio di Gaza? Meloni venga in Parlamento a chiarire dove vuole collocare l’Italia in questo frangente della storia. Cosa vuole fare? Offrire le basi per una guerra illegale dalle conseguenze incalcolabili? Vogliamo parole chiare”.
"L'invasione via terra del Libano da parte dell'esercito israeliano è l'ennesimo atto di guerra in violazione del diritto internazionale compiuta da Netanyahu con l'intento di destabilizzare l'intera regione e imporsi come potenza dominante in tutto il Medio Oriente.
Ormai è evidente che Netanyahu usa lo stato di guerra permanente per mantenersi al potere, sfuggire alla giustizia interna e sottrarsi alla Corte penale internazionale che ha emesso un mandato di cattura per i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi da lui e dal suo ex ministro Gallant a Gaza e in Cisgiordania.
Dopo l'imbarazzante audizione di ieri dei ministri Tajani e Crosetto, tutta all'insegna dello "stiamo a vedere", oggi il governo Meloni riuscirà a prendere le distanze da quest'azione illegittima e arbitraria di Netanyahu? L’Italia non può continuare ad essere complice di questo disastro: la violenza, come abbiamo già visto tante volte in Medio Oriente, genera sempre e solo altra violenza e radicalismo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
ll Board of Peace è un'organizzazione dove Trump è presidente a vita, niente a che vedere con le Nazioni Unite
"La scelta del governo Meloni di aderire al Board of Peace di Trump come osservatore è grave: si tratta di assecondare gli interessi legati al presidente americano invece di tutelare con chiarezza l'interesse nazionale italiano". Lo afferma Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Esteri, intervistata per i canali social dei deputati Pd.
"Basta leggere lo statuto di questa organizzazione – sottolinea l’esponente dem – per capire di cosa si tratta. Si racconta come un'iniziativa per la pace a Gaza, ma di Gaza nello statuto non si parla mai. Quello che emerge con chiarezza è che si tratta di un organismo dove Trump è presidente a vita: anche se non fosse più presidente degli Stati Uniti, manterrebbe comunque quella carica a vita. Siamo ben lontani dalle Nazioni Unite, dove ogni Stato manda i propri rappresentanti".
"Il Parlamento italiano – conclude Quartapelle - non si è mai riunito per discutere questioni di primaria importanza, come rafforzare l'autonomia tecnologica, energetica, digitale e strategica dell'Europa. Eppure oggi la destra ha chiesto al Parlamento di votare per aderire a questo Board Peace. La destra fa fatica a dire no a Trump e preferisce accontentare i capricci di un singolo piuttosto che ragionare, anche insieme alle opposizioni, su come tutelare l'interesse nazionale. Che sta chiaramente in Europa, non nei profitti di Donald Trump".
Il ministro Tajani è venuto oggi in aula a dirci che l'Italia, come aveva anticipato la premier Meloni, parteciperà alla prima riunione del Board of Peace come stato "osservatore": un ruolo inesistente. Ma oltre a quello che già sapevamo non ha aggiunto altro.
Il Board non ha niente a che fare con la pace a Gaza, esclude i palestinesi e punta solo a favorire gli affari immobiliari del genero di Trump e dei suoi amici imprenditori, mentre sotto le macerie vi sono ancora migliaia di cadaveri. Nel Board non c’è l’Autorità nazionale palestinese ma c’è Netanyahu l’autore della distruzione, colui che ha fatto sganciare sulla Striscia 100mila tonnellate di bombe, che ha distrutto o danneggiato oltre il 80 percento di infrastrutture, abitazioni, ospedali, scuole, università.
Tutto questo dando un altro colpo alle Nazioni Unite e all’Unione Europea.
L'Italia è l'unico paese del G7 a partecipare a questo strumento coloniale che si articola attorno ad una Gaza agonizzante, mentre i paesi fondatori dell'Ue hanno già fatto sapere che loro non ci saranno.
Stanno svendendo la dignità dell'Italia a un club privato di immobiliaristi e uomini d'affari, sbugiardando la Costituzione, le convenzioni internazionali e la storia di diplomazia dell'Italia. E lo fanno solo per non scontentare l'amico Trump che ha l’obbiettivo di fare grandi speculazioni edilizie e molti soldi sulla terra dei palestinesi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Lo scopo di Trump con il Board of Peace è quello di costruirsi una sua società privata che si occupa di diritto internazionale, con addirittura persone che sceglie lui e che aderiranno pagando 1 miliardo per ogni Stato. E soprattutto sceglie lui quali sono i temi, perché il senso di questo organismo è quello di incoronarlo non in quanto presidente degli Stati Uniti. I 13 articoli dello statuto parlano chiaro: lui sarà il monarca assoluto di questa organizzazione che è a metà tra una società immobiliare, perché il piano su Gaza per ora è la planimetria del suo suocero di costruire resort e grattacieli, e a metà tra le sue esigenze politiche. Un Paese come il nostro, che ha 70 anni di diplomazia e di tradizione di civiltà politica, può aderire a una società privata? Può mettere il tricolore dinanzi a questa società immobiliare costruita per fare affari? Questa è la domanda, ma non solo perché c'è l'articolo 11 della Costituzione che ce lo impedisce, ma perché quella non è la nostra storia politica. Inoltre, il governo italiano dovrebbe sapere che in quel Board of Peace non esistono ‘observer member’, ma o membri pieni o membri che non hanno diritto di voto. Meno male che c'è la Costituzione, altrimenti la destra italiana che ha un'affinità ideologica con Trump, si sarebbe già lanciata in questo Board. Riguardo a Gaza parliamoci chiaro: qual è la prospettiva? E’ quella denunciata dal patriarca Pizzaballa, cioè di un neocolonialismo, di un'operazione in cui i palestinesi non esistono, senza regole internazionali? Mentre discutiamo di una prece che non c’è, dalla tregua ad oggi sono morte 600 persone”.
Così il capogruppo Pd in commissione Esteri alla Camera, Enzo Amendola, intervenendo su Rai 3 ad Agorà.