“Basta con la caccia alle streghe a convenienza: un giorno Cinecittà viene celebrata come modello virtuoso nella gestione del PNRR, il giorno dopo viene attaccata nella governance per distogliere l’attenzione dal disastro creato dal governo sul tax credit, che ha paralizzato il settore e lasciato gli studios vuoti.” Così i deputati democratici della Commissione Cultura della Camera, che aggiungono: “La sottosegretaria Borgonzoni, quotidianamente informata dalla presidente Sbarigia su quanto accade a Cinecittà, non può certo cadere dal pero. Siamo di fronte a un goffo tentativo di scaricabarile da parte del governo. Va inoltre ricordato che metà dell’attuale CdA faceva parte della passata governance, rendendo ancora più surreale questo tentativo di prendere le distanze. Il governo riferisca in Parlamento invece di avvelenare i pozzi a mezzo stampa in modo irresponsabile nei confronti di una società che opera sul mercato.”
Governo inesistente o dannoso su politiche Mezzogiorno
“Il rapporto Svimez 2024 racconta di un Paese che punta tutto sul Pnrr per ridare slancio a una ripresa che dopo la crisi Covid si manifesta a macchia di leopardo, con un Mezzogiorno che è appeso a un filo: dopo la buona performance 2019-23 il Sud rallenta inesorabilmente. Nel mentre il governo si propone con una Legge di bilancio anti-Sud, con norme e iniziative che sono inutili se non dannose per il Mezzogiorno. A partire dal fallimento della tanto proclamata Zes unica, dal ritardo che si registra sull’avanzamento del Pnrr, dalla crisi automotive che innerva il tessuto industriale del Mezzogiorno. Ma è soprattutto l’universo giovanile a mandare i messaggi più drammatici che rivelano i danni del governo: su tutte un drammatico degiovanimento (o invecchiamento) che pesa su Sud e Centro Italia nei prossimi 10 anni, frutto non solo dei cambiamenti demografici ma anche di scelte politiche. Svimez sottolinea la crescita dell’emigrazione giovanile e intellettuale Sud Nord, stimolata anche da interventi sulla Finanziaria 2025, e la sparizione di Decontribuzione Sud a cui si aggiungono gli effetti dei tagli sul fondo unico universitario che nelle università del Mezzogiorno bloccherà la totalità delle assunzioni e l’abbandono al loro destino di migliaia di ricercatori anche assunti con il Pnrr che dovranno spostarsi al Nord o all’estero”.
L’emendamento a prima firma La Porta, segnalato da Fdi alla manovra di bilancio, per eliminare il tetto del venti per cento per i contratti a termine e somministrati nella Pubblica amministrazione per il Pnrr e’ tecnicamente una follia. La destra ha deciso di rendere nei fatti “eterno” il precariato. E’ la conferma che la qualità del lavoro, anche nello Stato e negli enti locali, non è un obiettivo da perseguire.
Il problema non sono i cantieri, resi possibili da 23 miliardi di risorse PNRR che questo Governo ha ereditato dai precedenti, ma la totale incapacità di Salvini di gestirli senza continuare a sovraccaricare ulteriormente la rete e abbandonare a disagi e disservizi crescenti e quotidiani passeggeri e lavoratori. Visto che per lui è sempre colpa di qualcun altro su chi scaricherà Salvini stavolta la responsabilità dell’incubo che stanno vivendo anche oggi i passeggeri del treno fermato a Foligno? Non solo del guasto ma dei disservizi nelle comunicazioni e nei servizi alternativi inadeguati? Su un altro chiodo espiatorio? Inutile chiedere a Salvini di dimettersi perché già tutto sta facendo tranne che il ministro dei Trasporti.
Per colpire magistratura governo mette a rischio anche Pnrr
“L'emendamento approvato ieri sera in Commissione, che trasferisce alle Corti d'Appello la competenza sulla convalida dei trattenimenti dei migranti, rappresenta una decisione irragionevole e potenzialmente punitiva nei confronti della magistratura. Come rilevato dal presidente della Corte d'Appello di Milano, Giuseppe Ondei, questa scelta rischia di paralizzare centinaia di cause civili all'anno, aggravando ulteriormente i tempi di decisione senza alcun rafforzamento di risorse o organici. Attribuire ulteriori carichi di lavoro a corti già in sofferenza strutturale mina gli obiettivi di efficienza del sistema giustizia previsti dal PNRR e rischia di compromettere l'intero piano di riforma. Se l’obiettivo fosse quello di migliorare il funzionamento della giustizia, il risultato appare ben lontano. Al contrario, questa decisione sembra dettata da una volontà di rivalsa verso i giudici che hanno preso decisioni non gradite al governo. Chiediamo al Ministro della Giustizia di fornire immediatamente una relazione tecnica per spiegare la ratio di questo intervento e fugare il ragionevole dubbio che sia ispirato da un intento punitivo piuttosto che da una logica di efficienza e giustizia”. Così in una nota la responsabile giustizia del Pd, la deputata democratica, Debora Serracchiani.
“Il decreto sui regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili è assolutamente carente e non adeguato per sbloccare le pratiche impantanate e per armonizzare e rendere efficaci tutti quegli strumenti che dovrebbero remare nella stessa direzione, come il Pnrr e i decreti Aree idonee e il cosiddetto Fer-X, dedicato all'incentivazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili non ancora maturi dal punto di vista industriale. Si tratta, infatti, di un decreto che fallisce proprio nel suo punto più qualificante e cioè nel predisporre le semplificazioni autorizzative e le razionalizzazioni in grado di velocizzare le soluzioni più codificate e meno impattanti, rassicurando gli investitori e stabilizzando gli indotti. Tra l’altro, così facendo, la maggioranza decide di andare nella direzione opposta a quanto sancito nella Conferenza Stato Regioni e non tiene conto della sospensiva del Consiglio di Stato sul decreto Aree idonee che è centrale nella programmazione della produzione delle rinnovabili. Insomma, un vero e proprio fallimento della destra che con questo decreto ci pone di fatto fuori dagli obiettivi della Legge europea sul Clima, che ha formalmente sancito l’obiettivo della neutralità climatica al 2050, e lontani dal traguardo vincolante dell’Unione in materia di clima per il 2030”.
Così i capigruppo Pd in commissione Ambiente e Attività produttive della Camera, Marco Simiani e Vinicio Peluffo.
“Apprendiamo dagli organi di stampa che il governo abbia avviato un'interlocuzione con la Commissione europea per nuove modifiche sostanziali al Pnrr. Non sarebbe la prima volta visto che l'esecutivo aveva provveduto con rimodulazioni e stralci già nel luglio e nel dicembre 2023. L'Ufficio di Bilancio ci conferma che la spesa per il piano registra forti ritardi, anche la Banca d'Italia e l'Anac certificano tali ritardi sugli appalti, l’attivazione e la realizzazione delle opere pubbliche. Quindi ci chiediamo cosa stiano veramente facendo il governo e soprattutto cosa stia nascondendo”. Così si legge nell'interrogazione parlamentare del PD, a prima firma del deputato dem Piero De Luca, in cui si chiede al governo se intenda confermare o smentire l’eventualità di una nuova revisione del Pnrr e di fornire ulteriori informazioni sulle nuove misure e sullo stato dell’arte dell’attuazione del piano.
“Nel decreto Pnrr che andrà la settimana prossima in votazione nelle commissioni Lavoro e Cultura, il governo prende 3,1 milioni dal fondo per la promozione della Cultura della salute e della Sicurezza prevista nella 123/2007 e li mette per finanziare gli Its Academy. In un Paese dove muoiono tre persone al giorno nei luoghi di lavoro tagliano sulla formazione degli studenti. Una scelta che grida vendetta, di cui è chiaramente responsabile la ministra del Lavoro. Che evidentemente non ha letto il decreto che lei stessa ha firmato. Nonostante quanto stabilito in passato dalle camere con atti d’indirizzo votati a larghissima maggioranza. Ad esempio, al primo punto della mozione di Fratelli d’Italia approvata in Parlamento il 20 settembre del 2023, dopo i fatti drammatici di Brandizzo, si impegnava il governo a: “integrare e rafforzare le iniziative finalizzate alla diffusione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro nelle istituzioni scolastiche, con azioni volte a sensibilizzare, responsabilizzare, informare e formare gli studenti sulle tematiche della salute e della sicurezza sul lavoro”. Testuali parole scritte nere sono bianco. Penso che gli stessi deputati di Fratelli d’Italia, a partire dal presidente Walter Rizzetto, primo firmatario del testo approvato, non condividano quanto fatto dal governo. Abbiamo depositato oggi un emendamento per ripristinare quelle risorse integralmente. Conosco la sensibilità dei colleghi del centrodestra: facciamo un’operazione bipartisan e votiamo tutti insieme quell’emendamento. E’ una vergogna tagliare sull’educazione alla sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La Giustizia è al collasso: i giudici di pace fissano le udienze al 2030, la situazione del carcere è drammatica, gli organici sono scoperti e in questo quadro il governo disinveste”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia Federico Gianassi sulla discussione della sua interrogazione sulle criticità del comparto svolta a Montecitorio.
“La destra, mentre procede con strappi ideologici come per gli interventi sulla Corte di Conti o in materia di separazione delle carriere o come ha fatto con l’abrogazione dell’abuso, con la manovra prevede un taglio di 500 milioni nel triennio. Quanto ai fondi PNRR ammette di aver speso fino ad oggi soltanto il 40 per cento delle risorse disponibili per quanto riguarda il potenziamento degli organici. E laddove si vanta di avere speso le risorse come per la digitalizzazione assistiamo ogni giorno al fallimento del processo penale telematico. Un disastro quindi su tutta la linea”: conclude Federico Gianassi.
"Lo Stato non può permettersi di arretrare nelle aree interne. I diritti fondamentali, dal diritto alla salute all’istruzione e al lavoro, devono essere garantiti in ogni angolo del Paese, indipendentemente da dove si viva," così il deputato democratico, responsabile nazionale mezzogiorno del Pd, Marco Sarracino, nella dichiarazione di voto sulla mozione delle opposizioni per sostenere e “rilanciare le aree interne, troppo spesso trascurate e carenti dei servizi essenziali”. "Non è pensabile che esistano cittadini di serie B: queste disuguaglianze sono eticamente inaccettabili, e la politica deve intervenire senza ulteriori rinvii. Il PNRR rappresentava una grande occasione per un’Italia più coesa e inclusiva, ma rischia di diventare una grande occasione mancata. Non possiamo permettere che questo accada. Il Governo ha il dovere di trasformare le parole in azioni concrete per queste aree del Paese, senza limitarsi a promesse vuote," sottolinea Sarracino. “Per questo, coerentemente con il voto di oggi, sfideremo il governo e la maggioranza a mantenere le promesse già nel corso della manovra di bilancio votando i nostri emendamenti che riprendono i punti centrali della mozione approvata oggi dalla camera”.
“Parlano di sicurezza sul lavoro, ma tagliano i corsi per l’educazione nelle scuole e nelle università. Nel decreto Pnrr all’attenzione delle commissioni Lavoro e Cultura della Camera per finanziare gli Its previsti nel piano Mattei prendono 3,1 milioni di euro dalla promozione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e dall’azione di prevenzione tra le giovani generazioni. In un Paese dove muoiono tre persone al giorno sui cantieri è tecnicamente una vergogna. Calderone risponda di questa scelta sciagurata”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“L'attacco di Musk ai giudici italiani è un'intollerabile ingerenza. È fondamentale un intervento della presidente Meloni per dire se è dalla parte della sovranità nazionale e dell'autonomia degli organi giudiziari o se accetta in silenzio quelle parole”. Così Andrea Casu, Segretario d'Aula intervenendo alla Camera.
“Sono in gioco interessi europei sulle strategie per la connessione satellitare ed importanti risorse stanziate in Italia con il Pnrr”, continua il deputato dem. “A risposta della nostra interrogazione al ministro del Made in Italy, c'è stato assicurato che l'entrata di Starlink è subordinata ad un bando ma non passa giorno che il sottosegretario Butti non dichiari che è stata già avviata una sperimentazione con la società di Musk. Evidentemente il governo ha in mente un bando dove può partecipare il solo Musk e la sua Starlink, quindi Meloni faccia chiarezza e dichiari da che parte sta”, conclude Casu.
“Pronto un pacchetto di emendamenti dei parlamentari Pd della Toscana alla Legge di Bilancio per sostenere e ristorare il settore della Moda, da mesi in gravissima crisi”.
Così Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd.
“Nonostante le richieste delle imprese, dei sindacati e degli enti territoriali - aggiunge - nella Manovra non è stata inserita alcuna risorsa. Le uniche norme, presenti nell’ultimo decreto Decreto Pnrr anch’esso all’esame del Parlamento, si riferiscono all’attivazione della cassa integrazione straordinaria in maniera comunque insufficiente rispetto alle esigenze del comparto. Nel pacchetto della Legge di Bilancio sono state quindi elaborate proposte complementari che agiscono su più piani di intervento e che potrebbero dare ossigeno a migliaia di attività in ginocchio. Scendendo nello specifico gli emendamenti riguardano, per ciò che concerne le imprese, la sospensione dei versamenti delle imposte per tutto il 2025 senza applicazione di sanzioni ed interessi e la sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui. Per quanto riguarda i lavoratori abbiamo previsto l’attivazione di ammortizzatori sociali anche per ulteriori settimane nel corso dell’anno 2025; sono inoltre presenti interventi che prevedono ulteriori risorse agli enti territoriali finalizzati al rilancio occupazionale e produttivo dei distretti toscani della Moda. Si tratta comunque di emendamenti che hanno come obiettivo prioritario quello di tamponare l'attuale situazione, che necessita di interventi strutturale e di una rinnovata prospettiva di sviluppo. Ci auguriamo in ogni modo - conclude - che tutti i deputati di maggioranza del territorio appoggino queste proposte e che il governo corregga la Manovra per venire incontro alle reali necessità del settore”.
“Il bando sugli studentati previsto dal Pnrr è stato scritto davvero male: vengono stabiliti solo 10mila posti di cui il 98% delle richieste viene da costruttori privati. Non si dà garanzia a quel 30% previsto del bando per gli studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi – come dice la Costituzione – ad avere un posto letto. I privati hanno convenzioni con l'operatore pubblico che riescono ad aggirare aggiungendo dei servizi obbligatori che aumentano i prezzi finali per gli studenti fino a 1000€. Questo è il vero punto a cui il governo non vuole dare risposta”. Così la deputata dem Lia Quartapelle in una interpellanza urgente al governo.
“Chiediamo al governo – continua la parlamentare - di fissare nuovi vincoli privati perché quelli attuali sono parziali, facilmente aggirati e penalizzano gli studenti nelle grandi città. In altre parole nelle università non vanno i capaci e meritevoli ma solo chi se lo può permettere”. "Il governo è sordo alle esigenze riportate, tanto che manda a rispondere un sottosegretario alla salute (che poco sa di diritto allo studio e PNRR) e che è sotto esame per l’inopportunità dei suoi investimenti nel settore della sanità privata.”, conclude Quartapelle.
Il ministro Giorgetti nell’audizione di oggi non ha speso una sola parola sulla giustizia, confermandoci in questo modo il preoccupante taglio di 500 milioni per i prossimi tre anni previsto dalla manovra, che abbiamo denunciato fin da subito. I numeri nudi e crudi ci spiegano quanto il governo Meloni ritenga assai poco strategico un settore che è invece cruciale per la crescita del Paese, per la tutela dei diritti dei cittadini e per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. Il governo è ossessionato da bandiere ideologiche come per la separazione delle carriere dei giudici e dimentica di occuparsi delle esigenze di buon funzionamento che stanno a cuore ai cittadini.
Così Federico Gianassi, capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera.