"'M’illumino di Meno' è la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili che Rai Radio2, con il programma Caterpillar, organizza annualmente dal 2005. Una giornata che il nostro Paese riconosce con una apposita legge e che mi vide tra i promotori al Senato nella XVII legislatura. La norma fu approvata successivamente con il ddl Braga. Una scelta simbolica per riaffermare l'esigenza che la sostenibilità ambientale e il risparmio delle risorse debbono guidare i comportamenti individuali ma soprattutto le scelte della politica e delle istituzioni. Tante cose sono state fatte nella giusta direzione anche a fronte della grave crisi climatica, tuttavia, serve mettere il piede sull'acceleratore per affermare un nuovo modello di sviluppo il cui baricentro non può che essere la transizione ecologica, l'uscita definitiva dall'era dei combustibili fossili, efficienza e risparmio energetico puntando sulle rinnovabili, qualità e giustizia sociale". Lo dichiara in una nota il deputato dem Stefano Vaccari.
Ottantuno parlamentari italiani, di diversi partiti, coordinati dall’On. Lia Quartapelle, presentano in conferenza stampa alla Camera dei Deputati, oggi 16 febbraio alle ore 12.00, l’iniziativa di patrocinio politico dei condannati a morte in Iran, insieme a due membri del parlamento tedesco, Hakan Demir e Ye One Rhie, che portano avanti la stessa iniziativa in Germania.
All’iniziativa hanno aderito anche le associazioni Auser, Anci, Ande (Associazione Nazionale Donne Elettrici) e Arci, che parteciperanno con Fabrizio Dacrema, socio di Auser; Maria Terranova, vice presidente di Anci; Marisa Fagà, presidente nazionale di Ande e Gianluca Mengozzi, responsabile nazionale reti internazionali di Arci.
L’iniziativa di patrocinio politico dei condannati a morte iraniani da parte dei parlamentari italiani è stata lanciata nel dicembre 2022, nelle ultime settimane hanno aderito anche parti della società civile, il coordinamento a livello europeo si è intensificato e l’ambasciatore iraniano in Italia, dopo essere stato incontrato dai parlamentari italiani il 25 gennaio 2023, ha seguito a dare aggiornamenti su quanto sta accadendo in Iran. In conferenza stampa verranno presentati tutti gli sviluppi e i prossimi passi per dare seguito all’impegno preso con le attiviste iraniane “Donna, vita, libertà” durante la conferenza stampa di novembre scorso.
“La liquidazione di Qf sarebbe una sconfitta per tutti: brucerebbe sia il lavoro degli operai e del collettivo di fabbrica che quello di scouting messo in campo dalla regione. Il punto irrinunciabile per me è non scaricare tutto sui lavoratori e le loro famiglie”.
Così Emiliano Fossi, deputato Pd e membro della commissione Lavoro della Camera, sull’ipotesi liquidazione di Qf-ex Gkn.
Ottantuno parlamentari italiani, di diversi partiti, coordinati dall’On. Lia Quartapelle, presentano in conferenza stampa alla Camera dei Deputati, domani 16 febbraio alle ore 12.00, l’iniziativa di patrocinio politico dei condannati a morte in Iran, insieme a due membri del parlamento tedesco, Hakan Demir e Ye One Rhie, che portano avanti la stessa iniziativa in Germania.
All’iniziativa hanno aderito anche le associazioni Auser, Anci, Ande (Associazione Nazionale Donne Elettrici) e Arci, che parteciperanno con Fabrizio Dacrema, socio di Auser; Maria Terranova, vice presidente di Anci; Marisa Fagà, presidente nazionale di Ande e Gianluca Mengozzi, responsabile nazionale reti internazionali di Arci.
L’iniziativa di patrocinio politico dei condannati a morte iraniani da parte dei parlamentari italiani è stata lanciata nel dicembre 2022, nelle ultime settimane hanno aderito anche parti della società civile, il coordinamento a livello europeo si è intensificato e l’ambasciatore iraniano in Italia, dopo essere stato incontrato dai parlamentari italiani il 25 gennaio 2023, ha seguito a dare aggiornamenti su quanto sta accadendo in Iran. In conferenza stampa verranno presentati tutti gli sviluppi e i prossimi passi per dare seguito all’impegno preso con le attiviste iraniane “Donna, vita, libertà” durante la conferenza stampa di novembre scorso.
“Questo governo si è inventato un decreto di due articoli, detto ‘Sulla gestione dei flussi immigratori’ che è semplicemente un decreto sui ‘naufragi’ e di criminalizzazione operativa delle Ong. Una bandierina da sventolare come il decreto Rave, per dire: ‘Abbiamo fatto qualche cosa’. Un decreto che arriva a febbraio, quando i dati del Viminale non segnalano un aumento particolarmente elevato di sbarchi rispetto allo stesso periodo del 2022 e quindi non tale da giustificare l’urgenza di un decreto legge. Un provvedimento che, non ancora convertito in legge, è stato già contestato dal Consiglio d’Europa, che ne ha chiesto il ritiro. A differenza di Draghi, la presidente Meloni si è ben guardata dal porre il tema di Dublino e della redistribuzione obbligatoria tra i Paesi Ue di chi ha diritto d’asilo, per non urtare le relazioni con i suoi amici sovranisti dell’Est Europa, disponibili ad accogliere solo migranti in base al colore di occhi, pelle e capelli. Noi non facciamo differenze. E' la legge della vita contro quella della morte”.
Così il deputato del Pd, Roberto Morassut, intervenendo in Aula per esprimere il voto contrario del Gruppo Pd sulla fiducia al decreto Ong.
“La ricetta della destra - ha aggiunto - è girarsi dall’altra parte. ‘Se non possiamo fare un blocco navale, che muoiano in mare’. Così è scritto in questo decreto immodificabile da approvare con la fiducia. Colpite le Ong, identificate come l’ostacolo principale a questo irresponsabile e folle schema. Nonostante i numeri raccontino che il contributo delle Ong al salvataggio arrivi intorno al 10%. Le norme di questo decreto - ha concluso - violano i principi del soccorso in mare, del Codice della navigazione, delle convenzioni internazionali, della Carta costituzionale”.
Il candidato alla segreteria dei Democratici toscani al presidio davanti allo stabilimento: “Stiamo davanti alle fabbriche, altrimenti perdiamo il senso di quello che siamo”
“Le aziende non possono fare quel che vogliono e voltare le spalle ai lavoratori: hanno una responsabilità sociale”.
A dirlo è il candidato alla segreteria regionale del Partito Democratico Emiliano Fossi, che oggi ha partecipato al presidio dei lavoratori di Prato di Italpizza. La Gegè di Casale, che gestisce lo stabilimento di Prato di Italpizza, il 12 febbraio ha chiuso i battenti, con il conseguente rischio della perdita di lavoro degli 80 dipendenti.
“Tante promesse, rassicurazioni su continuità produttiva e investimenti, cadute nel vuoto - sottolinea Fossi -. Il gruppo Italpizza ha preso l’azienda in un intreccio di situazioni difficili, ma evidentemente non è riuscito a risolvere i problemi. Ora però non può chiudere e scappare, deve almeno facilitare il percorso di una possibile reindustrializzazione del sito produttivo. Devono essere attivati tutti gli strumenti di sostegno economico e sociale, ammortizzatori sociali in primis, ma è fondamentale ribadire che il lavoro non può essere ridotto solo a business”.
“La bandiera del Pd deve stare qui, davanti ai cancelli della Gegè insieme ai lavoratori - dice Fossi -. Se il Pd non sta davanti alle fabbriche, come fa a parlare con i lavoratori? Come può pensare di avere il loro consenso? Torniamo a dare voce a chi è più debole, torniamo a fare il Pd”.
“Con le dichiarazioni di ieri di Berlusconi si conferma che nella maggioranza di governo ci sono gli amici di Putin. La posizione italiana nel contesto internazionali si indebolisce in modo preoccupante. Non è possibile tollerare questi sbandamenti sull’Ucraina”.
Lo scrive su Twitter il capogruppo del Pd in commissione Difesa alla Camera Stefano Graziano
“Nella maggioranza che sostiene il governo italiano ci sono gli amici di Putin. Ieri ne abbiamo avuto ancora una volta conferma. Come giustifica la premier Meloni queste posizioni? La credibilità del nostro Paese a livello internazionale rischia di essere seriamente compromessa”.
Lo scrive su Twitter il vice capogruppo Pd alla Camera Piero De Luca
Interrogazione del deputato del Partito Democratico al Ministro del Lavoro e al Ministro dello Sviluppo economico. “Va promossa una reale riconversione produttiva dello stabilimento di Campi Bisenzio”
“Per i lavoratori dell’ex Gkn la cassa integrazione si è esaurita da tempo e da oltre quattro mesi sono senza stipendio. Il Governo deve rifinanziare la cassa integrazione per gli operai e promuovere una reale riconversione produttiva dello stabilimento di Campi Bisenzio”.
Lo chiede, con una interrogazione al Ministro del Lavoro e al Ministro dello Sviluppo economico, il deputato del Partito Democratico Emiliano Fossi, componente della Commissione Lavoro della Camera.
“Le organizzazioni sindacali stanno portando avanti la battaglia legale per gli stipendi, sono ben 72 i decreti ingiuntivi accolti, ma la proprietà ha smesso di pagare qualsiasi cosa - sottolinea Fossi - Il 10 febbraio una delegazione di 50 operai ex Gkn si è recata a Cassino, davanti alla sede di Unindustria, chiedendo di parlare con Francesco Borgomeo, titolare della Qf spa proprietaria dello stabilimento di campi, senza però ricevere alcuna risposta. La proprietà sta fuggendo dai tavoli di trattative e dalle sue responsabilità, serve rispetto per più di 300 famiglie e per un intero territorio. Per mantenere alta l’attenzione e cercare di avere risposte sulla loro situazione occupazionale, lo scorso novembre, i lavoratori dell’ex Gkn di Campi Bisenzio hanno occupato simbolicamente la sede del Consiglio Comunale di Firenze in Palazzo Vecchio. Le riunioni presso il Ministero dello Sviluppo economico non hanno risolto le criticità ed i dubbi sulla reindustrializzazione annunciata dalla proprietà, che ha annunciato di essere alla ricerca di nuovi investitori e di non poter presentare il nuovo piano industriale. Gli operai stanno lottando per i loro diritti ed il loro futuro, le istituzioni devono stare al loro fianco”.
“La domanda è semplice: gli amici di Putin sono fondamentali o meno per la tenuta del governo? È questa la risposta che Meloni deve al Paese e alla comunità internazionale. Perché i veri “inopportuni” li ha sempre avuti a casa sua”. Lo scrive su Twitter il deputato democratico Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri, postando un video della premier Meloni che indica Silvio Berlusconi come il miglior ministro degli Esteri che l’Italia abbia mai avuto.
Per il governo Meloni oggi l'emergenza del Paese è mettere il bavaglio agli artisti di Sanremo. Caro bollette, inflazione, prezzo della benzina alle stelle, difficoltà di famiglie e imprese? No, non sono questi per la destra i problemi degli italiani ma il Festival, che peraltro è un successo, e la Rai ".
Così Debora Serracchiani, capogruppo del PD alla Camera.
“Occorre un intervento straordinario per verificare la stabilità degli edifici di Siena ed in particolare del centro storico, patrimonio Unesco dell’Umanità: è necessario appurare che il terremoto dei giorni scorsi e le continue scosse causate dallo sciame sismico non lascino criticità agli immobili pubblici e privati. Le istituzioni locali si stanno già adoperando per monitorare eventuali danni: scuole, musei e luoghi pubblici sono stati chiusi per precauzione ma è evidente che il governo debba dare un supporto immediato in termini di risorse umane, finanziarie e logistiche per garantire la ripresa in sicurezza delle attività quotidiane”: è quanto dichiarano in una nota congiunta i parlamentari del Partito Democratico Marco Simiani e Silvio Franceschelli. Marco Simiani ha inoltre annunciato che sulla vicenda depositerà domani, lunedì 13 febbraio, a Montecitorio una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture ed al Ministro dei Beni culturali.
I due deputati toscani dei Democratici: “L’azienda dice in sostanza ‘arrivederci e nemmeno grazie’, ma dietro ad ogni posto di lavoro c’è una famiglia”
Prato, 9 febbraio 2023 – “I lavoratori non sono numeri, non si può chiudere un’azienda dalla mattina alla sera: 80 dipendenti perderanno il posto, non bisogna mai dimenticare che dietro ad ogni lavoratore c’è una famiglia”.
A dirlo sono i due deputati toscani del Pd Emiliano Fossi e Marco Furfaro dopo aver appreso la notizia che la Gegè di Casale, che gestisce lo stabilimento di Prato di Italpizza, il 12 febbraio chiuderà i battenti.
“Devono essere attivati tutti gli strumenti di sostegno economico e sociale per i lavoratori, ammortizzatori sociali in primis - dicono Fossi e Furfaro -. Ma è fondamentale ribadire che il lavoro non può essere ridotto a mero business. Chiediamo all’azienda un minimo di quella responsabilità sociale prevista dalla Costituzione: non si può abbandonare un sito industriale dicendo in sostanza ‘arrivederci e nemmeno grazie’. Il Pd deve stare dalla parte dei lavoratori e dei sindacati senza se e senza. Siamo pronti ad andare in piazza per riaffermare un principio sacrosanto”.
Tweet di Enzo Amendola, capogruppo pd commissione Esteri della Camera
A Bruxelles l’Europa si riunisce a difesa della libertà al fianco dell’Ucraina. Meno polemiche e più impegno all'unità, Presidente Meloni. Lavoriamo con i nostri alleati di sempre con coerenza. Per il popolo ucraino e per rafforzare l'Europa, la nostra comunità di destino.
Se nella maggioranza, e tra gli stessi vertici del governo, non si perde occasione per far emergere dubbi sul sostegno italiano all’Ucraina e se l’europeismo della destra che governa appare come minimo tentennante e a corrente alternata c’è poco da lamentarsi, come fa la presidente Meloni, se l’Italia viene esclusa da importanti vertici diplomatici ed economici internazionali. E comunque è un fatto che proprio questi comportamenti hanno mandato in archivio la foto, tanto importante quanto emblematica, di Draghi Macron e Scholz insieme in treno verso Kiev. Tante chiacchiere, tante recriminazioni e lamentele ma alla fine la storia è tutta qui: prima c’eravamo ora no.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera