03/12/2025 - 14:51

“In vista dello sciopero generale del 12 dicembre ho partecipato al dibattito organizzato dal sindacato, perché non esiste visione di futuro, nel mondo del lavoro e non solo, senza mettere al centro la cultura della sicurezza”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, all’evento organizzato da Cgil Fillea per il lancio della rivista Costruire.

“La prevenzione gioca un ruolo fondamentale, così come le tecnologie che possono realmente aiutarci nel miglioramento delle condizioni e sulla sicurezza - ha proseguito la deputata - Né è un esempio il badge di cantiere, e voglio ringraziare le parti sociali che hanno svolto un grande lavoro sul tema, come qui a Roma dove lo hanno inserito nel protocollo con il Comune per i lavori pubblici”.

“Il Governo pone poca attenzione a questa tematica importante, ad esempio con la recente proposta del rientro dell’INL nel Ministero del Lavoro. Ne è una ulteriore dimostrazione l’insufficienza del Decreto Sicurezza, che speriamo si possa migliorare, anche con un passaggio alla Camera, ma ne dubito perché ormai questo Governo ha costruito il monocameralismo  di fatto anche se su questi temi servirebbe più ascolto del Parlamento” ha concluso Gribaudo.

 

03/12/2025 - 14:27

L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali vive una situazione di gravi criticità gestionali e strutturali. Dalla carenza di personale tecnico a sedi non completamente idonei o insufficienti (Catania, Bari, Firenze, Venezia e Napoli etc) fino all’assenza di corpo ispettivo e alla sovrapposizione di funzioni dirigenziali senza trasparenza nelle nomine. Il ministro Salvini però fa orecchie da mercante e fugge di fronte alle interrogazioni presentate dal gruppo Pd e dalle opposizioni. Per questo insieme ai colleghi deputati Barbagallo, Vaccari, Forattini, Morassut e Ghirra abbiamo depositato alla Camera una nuova interrogazione non solo per svegliare il Ministro Salvini dal suo torpore “interessato”, ma per segnalare la necessità che venga attivato dal governo un tavolo di confronto e per segnalare un emendamento della Lega alla manovra finanziaria che da una parte riduce l’organico dell’Agenzia ma al tempo stesso aumenta le posizioni dirigenziali e proroga incarichi apicali per altri due anni unitamente alla possibilità che verrebbe assegnata al direttore generale nel gestire fondi derivanti da tariffe e sanzione.
Una situazione assurda che mal si concilia con il compito dell’Agenzia di promuovere la sicurezza e vigilare sulle infrastrutture ferroviarie, stradali e autostradali e sugli impianti fissi. Quanto sta avvenendo anche attraverso l’emendamento alla legge di bilancio, sul quale il governo dovrebbe esprimere un parere contrario, a salvaguardia  di merito e trasparenza per Agenzie a controllo pubblico, rischia di far implodere definitivamente l’ANSFISA che non può e non deve trasformarsi in un poltronificio ad uso e consumo del potere politico e a danno del personale che avverte, come si registra da un questionario interno senso di abbandono da parte della direzione e del ministero Vigilante. Appare altresì assurdo che nonostante le richieste il ministro Salvini abbia fino ad ora ritenuto di non incontrare le organizzazioni sindacali”. Così il deputato dem Silvio Lai.

03/12/2025 - 14:14

"Per quale ragione il ministero degli Esteri ha diffuso una nota in cui ricostruisce in modo non veritiero quello che è successo a Hizma, in Cisgiordania, durante la missione di deputate e deputati del Pd in quei luoghi? Più volte abbiamo raccontato come, lungo la strada tra Gerico e Gerusalemme, nella località di Hizma, ci siamo imbattuti in un improvviso blocco, in una delle quotidiane azioni intimidatorie dell’esercito israeliano che lanciava bombe stordenti sulle auto in fila ai gate chiusi, sia in entrata che in uscita dallo stesso Idf. Il nostro pulmino si è riparato in una strada laterale. Come da prassi abbiamo informato il Console Domenico Bellato e il personale dell’ambasciata. Poi siamo stati ospitati per qualche ora da una famiglia palestinese. Nel frattempo, siamo stati raggiunti da una telefonata della sicurezza israeliana. Non appena l’esercito israeliano ha riaperto i gate siamo usciti da Hizma con il nostro pulmino in direzione di Gerusalemme e noi stessi abbiamo informato tutti coloro con cui eravamo in contatto che stavamo superando il check point, a bordo del nostro mezzo. Non c'è stato dunque alcun nostro trasferimento sulle auto blindate del console, con la scorta e un funzionario del Cogat israeliano, come riportato nella nota.
E' inspiegabile perché la Farnesina abbia raccontato fatti mai avvenuti. Per questo, insieme al collega Mauro Berruto e alle colleghe Ouidad Bakkali, Valentina Ghio e Sara Ferrari, abbiamo presentato una interrogazione al ministro Tajani perché spieghi le ragioni di una scelta così incomprensibile". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

02/12/2025 - 18:14

“L’iniziativa di Forza Nuova a Roma, con il lancio di ronde mascherate da ‘passeggiate per la sicurezza’, è profondamente allarmante. Non cambia la sostanza il fatto che scelgano un nome più innocuo: si tratta comunque di gruppi che pretendono di sostituirsi a chi, per Costituzione e per legge, è preposto al mantenimento dell’ordine pubblico. Un messaggio grave, che scavalca l’organizzazione statale e alimenta l’idea pericolosa che la sicurezza possa essere delegata a formazioni estremiste e non allo Stato”. Lo dichiara la deputata romana del Partito Democratico Michela Di Biase, che aggiunge: “In un quartiere come Tor Pignattara o Tor Tre Teste – dove Forza Nuova sta organizzando le ronde - servono più istituzioni, più presenza dello Stato, non iniziative che strizzano l’occhio a una cultura apertamente in contrasto con i valori costituzionali. Le autorità competenti valutino ogni misura necessaria a evitare derive improprie”.

 

02/12/2025 - 17:44

“Il sovraffollamento carcerario è un’emergenza. Nonostante i ripetuti annunci del governo, nella stragrande maggioranza degli istituti le condizioni restano insostenibili, mettendo a rischio dignità, sicurezza e la stessa funzione rieducativa della pena. Sosteniamo l’appello del Presidente del Senato La Russa: il Consiglio dei Ministri adotti rapidamente prima di Natale, nell'anno Giubilare, un intervento urgente di decongestionamento, avviando al tempo stesso misure strutturali per riportare il sistema entro standard accettabili. Le carceri italiane non possono più attendere”. Così la deputata democratica, Marianna Madia.

 

02/12/2025 - 12:53

"La classifica 2025 del Sole 24 Ore sulla qualità della vita conferma un dato ormai innegabile: Grosseto continua a perdere terreno e oggi scivola tra gli ultimi posti in Italia per sicurezza, redditi, inflazione e consumi. Il capoluogo, che dovrebbe rappresentare il motore della provincia, da anni non riesce più a svolgere un ruolo guida, contribuendo così al declino complessivo del territorio": è quanto afferma il deputato del Pd Marco Simiani.

"Grosseto, che ospita un terzo della popolazione provinciale, è colpita da criticità diffuse: insicurezza crescente, consumi in calo, ridotta ricchezza e un preoccupante arretramento demografico: la città è diventata un freno allo sviluppo. La gestione degli ultimi anni, tanto a livello comunale quanto nazionale, espressione di una destra che ha fallito, ha impedito la creazione di progetti realmente produttivi e una visione di lungo periodo. I dati del Sole 24 Ore evidenziano l’urgenza di un cambio di rotta: serve una strategia nuova, inclusiva, capace di superare gli errori del passato e orientare la città verso uno sviluppo più moderno e sostenibile": conclude.

 

01/12/2025 - 12:22

“Grazie a Nicola Zingaretti e Pierfrancesco Maran per l’occasione di condividere i risultati del lavoro che stiamo portando avanti anche alla Camera dei Deputati per rendere l’Italia protagonista e non solo spettatore pagante della rivoluzione della guida autonoma. Senza scelte e investimenti che ci consentano di costruire al più presto campioni europei in grado di sviluppare progetti su larga scala in questo settore cruciale per il futuro della mobilità, della sicurezza, del lavoro e delle politiche industriali l’Italia e l’Europa saranno condannati alla totale dipendenza dai colossi che negli Stati Uniti e in Cina stanno facendo passi da gigante. Dopo l’iniziativa avviata a Milano lo scorso giugno e la sottoscrizione dell’appello firmato da oltre 60 sindaci la scorsa settimana è arrivato un segnale importante e unitario anche dal Parlamento con l’approvazione all’unanimità di 4 risoluzioni di differenti forze politiche di maggioranza e opposizioni. Come partito democratico ci siamo battuti perché al fianco degli impegni condivisi per la modifica degli aspetti anacronistici del codice della strada e la costruzione del “Piano nazionale” in linea con gli orientamenti europei insieme alle imprese del settore tecnologico, della mobilità collettiva e dell’automotive vengano subito coinvolti anche tutti i sindacati comparativamente più rappresentativi delle lavoratrici e lavoratori in tutti gli ambiti coinvolti dalle possibili applicazioni della guida autonoma per orientare

l’evoluzione di questa tecnologia nell’orizzonte della valorizzazione del fattore umano in tutte le fasi dei nuovi processi e della

salvaguardia dei posti di lavoro. Adesso chiediamo al Governo di dare seguito al più presto a tutti questi impegni fondamentali: L’Italia deve essere locomotiva delle scelte necessarie a garantire che le innovazioni nella mobilità e nella logistica restino sempre al servizio delle persone, ma per farlo non possiamo limitarci ad aprire la porta per comprare da altri le tecnologie dobbiamo costruire in Europa un mercato unico che abbia le dimensioni e la forza per indirizzarne lo sviluppo”

Dichiara Andrea Casu Deputato Pd e Vice Presidente della Commissione Trasporti intervenendo a Roma all’iniziativa “Guida autonoma: capire per guidare dall’Italia il futuro”

29/11/2025 - 19:05

“Altro che trionfalismi: oggi in Italia mancano oltre 30mila unità di personale alle Forze dell'Ordine. Lo dicono i dati ufficiali del Ministero dell’Interno, aggiornati a questa settimana. Davanti a questi numeri, l'ennesima dichiarazione del ministro Piantedosi suona come pura propaganda. Vantarsi di 37mila assunzioni di agenti in tre anni fingendo che siano aggiuntivi, e non dire che invece sono semplici sostituzioni ordinarie già previste, è al limite della truffa ai danni dei cittadini.
E con il Ministro Piantedosi anche la Presidente Meloni continua a usare cifre che non corrispondono alla realtà. Forse lo fanno perché pensano che a continuare a martellare la pubblica opinione dagli schermi di tutte le TV nazionali possa far diventare vere cose che sono false. Ma i lavoratori e le lavoratrici del comparto sicurezza sono i primi a sapere non non sono assolutamente dati veri. Al contrario la Polizia di Stato, ad esempio, continua a perdere effettivi ogni anno che passa: nel 2024 gli agenti erano 97.931, cioè 11.340 in meno rispetto alla dotazione prevista e in calo anche rispetto all'anno precedente. Al 15 novembre 2025 la forza effettiva è scesa ulteriormente a 96.508, cioè 12.813 in meno rispetto alla pianta organica. Questi numeri non arrivano dal PD: sono scritti nero su bianco nei documenti del governo e Piantedosi li conosce perfettamente, ma continua a fare il gioco delle tre carte. E mentre calano gli organici, lo Stato non tutela nemmeno chi resta in servizio: l’ultimo contratto ha aumentato gli stipendi solo del 6% contro un’inflazione del 16%, riducendo il potere d’acquisto degli agenti, e rimane l’ingiusto aumento dell’età pensionabile. Ma Piantedosi oggi riesce ad andare anche oltre, vantandosi di aver abbassato l'età media avendo assunto giovani al posto di chi va in pensione. E, ci viene da dire, ci mancherebbe altro che non si prendessero i giovani nelle nuove assunzioni! Se non fosse una situazione grave sarebbe comica. Anche perché mentre il Ministro dell'Interno ci delizia con queste dichiarazioni la Legge di Bilancio del Governo sta alzando di 3 mesi l'età pensionabile delle Forze dell'Ordine! Scelte inaccettabili che devono essere immediatamente bloccate. Come PD abbiamo depositato alcuni emendamenti fondamentali per gli operatori delle Forze dell'Ordine e per la Sicurezza in Italia. Il Governo la smetta di parlare a vanvera e approvi quegli emendamenti. La sicurezza non si garantisce con gli slogan, ma con risorse vere per salari, previdenza e organici”.

Così Matteo Mauri, deputato dem e Responsabile Sicurezza del Partito Democratico.

 

27/11/2025 - 11:56

“La nostra proposta di legge ci aveva collocati all’avanguardia. Avevamo un testo che anticipava con lucidità molte delle questioni che oggi l’Europa solleva con forza: tutela dei minori online, limiti alle strategie manipolative delle piattaforme digitali, maggiore trasparenza degli algoritmi.
Purtroppo, però, quel testo non sta procedendo come dovrebbe. Un rallentamento che rischia di farci passare dall’essere un Paese guida a diventare un Paese in ritardo su un tema che riguarda la salute e la sicurezza dei più giovani.
A confermare la necessità di intervenire è anche la risoluzione approvata ieri dal Parlamento Europeo che esprime forti preoccupazioni per gli effetti dei contenuti digitali sulla salute fisica e mentale dei minori e chiede tutele più stringenti contro gli algoritmi progettati per generare dipendenza e sfruttare le loro vulnerabilità.
Lo dichiara la democratica Marianna Madia, che insieme alla senatrice di Fdi Lavinia Mennuni ha firmato il testo depositato alla Camera e al Senato.
Madia sottolinea che “non possiamo lasciare che siano gli algoritmi, costruiti per alimentare dipendenze e sostituirsi al ruolo educativo delle famiglie, a determinare l’esperienza online dei più piccoli. La sicurezza dei nostri figli deve venire prima dei profitti delle grandi piattaforme digitali.
In Italia abbiamo già avviato un percorso concreto e bipartisan: ora è indispensabile accelerarne l’iter, perché non possiamo permetterci ulteriori ritardi proprio mentre l’Europa ci richiama alla responsabilità e alla tutela dei minori.”

 

26/11/2025 - 17:06

“Ho ascoltato la ministra Calderone ma dissento. Ciò che serve ora sono i controlli e non degli interventi che rischiano solo di essere dichiarazioni di intenti. Le inchieste che si susseguono nel settore della moda sulle condizioni vergognose di lavoro e sulle indagini per caporalato ci danno un’immagine chiara: non è questo il momento per avviare la filiera certificata, con cui le aziende possono essere escluse da controlli sulla sicurezza e la salute con certificazioni di enti privati, pagati per effettuarli”

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e Presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, a margine del Question Time sulla filiera della moda.

“Sarebbe, invece, il momento di aumentare i controlli e l’attenzione su quel settore per difendere i diritti e le tutele di lavoratori e lavoratrici che, soprattutto nella catena di appalti e subappalti, si trovano in condizioni disumane, con condizioni salariali e di sfruttamento fuori dalla realtà - prosegue la deputata dem - Non solo: da difendere ci sono anche le imprese serie, che rispettano le regole e che seguono le indicazioni, dalla concorrenza sleale”.

“Al Governo chiedo, da parlamentare e da presidente della Commissione, un atto di responsabilità: c’è in gioco la salute e la sicurezza di migliaia di lavoratori e lavoratrici” conclude Gribaudo.

 

26/11/2025 - 16:25

“Ministra Calderone, fermi la norma volta a riconoscere una sorta di 'scudo' nei confronti delle proprie responsabilità per le imprese committenti nel settore della moda. La norma, approvata al Senato è ora all'esame della Camera. La fermi perché è in suo potere bloccare una norma che deresponsabilizza  rispetto a un sistema di caporalato e di condizioni di sfruttamento inaccettabili”. Lo dichiara la deputata e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra in replica alla ministra Calderone durante il Question Time alla Camera.
“Il Pd – sottolinea la parlamentare - non è certo contrario alla certificazione della filiera, ma non vuole che questo strumento diventi esimente rispetto alla responsabilità delle capo filiera. Già la normativa attuale permette come esimente la predisposizione di un idoneo modello organizzativo gestionale volto a prevenire illegalità, fra cui il caporalato, ma quando questo modello ha delle falle, perché non ci sono state messe le risorse necessarie, le ispezioni sono carenti o il personale non è competente, l'impresa capofila ne risponde. Lo stesso deve avvenire anche qualora quel modello, inidoneo, sia stato certificato da un soggetto terzo, scelto e pagato, ricordo, dall'impresa stessa”.
“Nel settore della moda abbiamo spesso il caso di una società capofila che affida commesse a fornitori non in grado di svolgerle  perché non hanno né personale, né strutture. I fornitori diventano a loro volta i capofila di subappalti che sfuggono alla legalità, ricorrendo al caporalato, eludono i controlli e praticano il dumping contrattuale. Siamo davanti a sfruttamenti indegni, per orari di lavoro e condizioni di sicurezza, che vanno contrastati con forza. Per rompere questo sistema l'ultima cosa da fare è escludere da ogni responsabilità l'impresa capofila. Ministra, fermi quella norma, non la vogliono i sindacati, non la vogliono le piccole imprese che lavorano nelle filiere rispettando le norme e i contratti, non la vuole la società civile”, conclude Guerra.

26/11/2025 - 15:02

“Gravissime scelte del Governo nel ddl semplificazioni grazie al quale sono rese di fatto edificabili aree a rischio idrogeologico. Si rendono più indifese popolazioni e insediamenti, si colpisce la sicurezza e lo sviluppo delle aree interne. Gli uffici comunali di tutta Italia vengono esposti al rischio di reati penali. Siamo in presenza di una delirantee illusoria ricerca di consenso che produrrà, se non fermata, rischi per la vita stessa delle persone”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.

26/11/2025 - 14:34

“Le dichiarazioni di Matteo Salvini sono raccapriccianti. Sostenere che le donne denuncino gli uomini “per vendette personali” significa distorcere completamente la realtà. Richiamare lo spettro di false accuse come se fosse un’emergenza nazionale è una rete a strascico delle fake news che circolano online: un repertorio ben noto dei gruppi anti-femministi che, da anni, provano a delegittimare le vittime e a minimizzare il problema della violenza sessuale.

Ed è grave che un rappresentante delle istituzioni riprenda tesi così infondate, dando loro dignità politica. Peraltro Salvini dimentica – o si finge di dimenticare – che stiamo parlando di violenza sessuale, e di una norma pensata per tutelare le vittime. Questo è il tema centrale: tutto il resto sono contorni impregnati di pregiudizi sessisti.

È grave che un ministro della Repubblica ignori, o faccia finta di ignorare, i dati ISTAT, secondo cui in Italia il problema è l’enorme numero di donne che subiscono violenze e non denunciano. Esiste un sommerso vastissimo, non un abuso delle denunce. Il problema è quindi l’esatto opposto di quanto sostenuto da Salvini.

Le sue dichiarazioni dimostrano un pregiudizio sessista e profondamente inquietante. Appaiono utili soltanto a collocarsi all’interno degli equilibri della maggioranza e a ridimensionare la leadership di Meloni nel post-regionali, piuttosto che a prendere sul serio un tema che riguarda la sicurezza e la dignità delle donne” così la deputata democratica, Michela Di Biase, relatrice del provvedimento sul consenso alla Camera.

 

26/11/2025 - 12:52

"La guerra è la conseguenza di un'aggressione ingiustificata e inammissibile da parte di Putin. Questo deve essere chiaro, senza revisionismi o giustificazioni. La pace non può essere una resa incondizionata. Non possiamo accettare né confronti puramente bilaterali né che la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina vengano irragionevolmente sacrificate in nome di un accordo sbagliato, che minerebbe la sicurezza di tutta l'Europa." Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione affari europei, all'Aria Che Tira su La7.
"Nonostante le difficoltà, ha aggiunto, l'Europa ha fatto fare dei passi avanti importanti alla prima proposta di Trump che era irricevibile per vari aspetti. Questo grazie all'iniziativa dei volenterosi e dei leader che hanno dimostrato attenzione alla difesa dei princìpi democratici, alla stabilità e al futuro stesso dell'Ucraina." De Luca ha, infine, denunciato le divisioni interne al governo italiano, che stanno minando la credibilità e l'autorevolezza del paese in ambito internazionale. "Abbiamo un governo spaccato, con un'ala filo-putiniana che indebolisce la nostra posizione in Europa e a livello internazionale, con la Premier che prova a fare da pontiere tra le sponde dell'Atlantico ma finisce per fare sempre da portabandiera di Trump. Il nostro impegno deve rimanere chiaro", ha concluso De Luca, "la guerra non può finire con la resa dell'Ucraina, ma con una pace giusta, sicura e duratura."

25/11/2025 - 16:47

“La situazione in molti tratti stradali della Provincia di Enna sta divenendo insostenibile. Da anni cittadini, amministrazioni locali e Forze dell’Ordine segnalano condizioni di rischio quotidiano nella S.S. 121 e della S.S. 117 (nei territori di Assoro, Leonforte e Nissoria): si tratta di infrastrutture viarie ad altissima frequentazione e completamente privi degli standard minimi di sicurezza. Di fronte a questa realtà ho presentato un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere interventi immediati e un’assunzione di responsabilità da parte di Anas”: è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.
“L’assenza di illuminazione, gli accessi diretti alle attività commerciali, la mancanza di attraversamenti pedonali e di dispositivi di moderazione della velocità, insieme al traffico intenso – che comprende mezzi pesanti, autobus, utenti diretti all’ospedale e ai locali della zona – creano un rischio costante, confermato dai numerosi incidenti, anche mortali. Le segnalazioni inviate dai Sindaci fotografano una situazione che contrasta apertamente con quanto previsto dal Codice della Strada e dalla normativa nazionale ed europea sulla sicurezza delle infrastrutture. Per questo ho chiesto al Ministro Salvini di disporre subito verifiche ispettive e di garantire un piano urgente di messa in sicurezza, oltre all’apertura di un tavolo tecnico con Anas, Prefettura ed enti territoriali. Non è più il tempo delle attese né delle risposte informali: la tutela dei cittadini deve essere una priorità assoluta, e questi tratti stradali devono diventare finalmente sicuri”: conclude.

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