31/01/2026 - 18:12

L’ospedale La Gruccia di Montevarchi simbolo di una criticità nazionale.

"Difendere il Punto nascita dell’ospedale della Gruccia significa difendere il diritto alla salute, alla sicurezza e alla dignità delle comunità locali. Ho voluto essere qui per testimoniare la mia vicinanza alle mamme, al personale sanitario, ai sindaci e a tutta la comunità, perché quando si rappresenta un territorio non contano le appartenenze politiche ma il dovere di stare accanto ai cittadini. La battaglia che si sta combattendo oggi non riguarda solo Montevarchi: è una questione nazionale legata alla grave crisi demografica che attraversa il Paese". Lo dichiara il deputato PD Marco Simiani, intervenendo alla manifestazione che si è svolta oggi a Montevarchi, davanti all’ospedale del Valdarno Superiore, alla quale hanno partecipato oltre 200 persone.

"Per questo - conclude Simiani - insieme alla collega Ilenia Malavasi e a molti altri parlamentari toscani, presenteremo un’interrogazione al ministro della Salute per chiedere il rinnovo immediato del Comitato Percorso Nascita Nazionale e per sollecitare azioni concrete a tutela dei punti nascita nelle aree più fragili. I parametri fissati quindici anni fa non possono più essere applicati automaticamente in un contesto profondamente cambiato. Dopo il Covid, soprattutto nella Regione Toscana, abbiamo imparato che la prossimità delle cure è un elemento fondamentale di sicurezza e coesione sociale: continuare a chiudere i punti nascita significherebbe aumentare le disuguaglianze territoriali e indebolire le comunità. Servono scelte responsabili, investimenti e soluzioni organizzative per garantire nascite sicure e servizi sanitari vicini alle persone".

 

31/01/2026 - 11:24

“Le parole del ministro Nordio all’apertura della anno giudiziario confermano un attacco diretto a un principio fondamentale della Costituzione: l’indipendenza della magistratura. Con il referendum è in atto un tentativo di delegittimarla e di piegarla al controllo del potere politico”. Lo ha detto a Sky Chiara Braga, Capogruppo Pd al Camera dei deputati.

“Per questo - ha sottolineato l’esponente dem - votare no significa difendere la Costituzione e lo Stato di diritto. Questa riforma non migliora il funzionamento della giustizia né rende i processi più efficienti, ma vuole creare una nuova super casta di pm che inevitabilmente sarà poi assoggettata al controllo dell’esecutivo”.

Sulla frana di Niscemi Braga ha ribadito che “le parole del ministro Musumeci sono offensive verso le famiglie sfollate e ancora più gravi perché arrivano da chi ha avuto precise responsabilità, prima come presidente della e oggi come ministro”.

“La Sicilia - ha aggiunto - è un territorio fragile che, come tutto il Paese, avrebbe bisogno di un vero piano di messa in sicurezza. Invece il governo taglia le risorse per la prevenzione e il contrasto al dissesto idrogeologico  e trova miliardi per il Ponte sullo Stretto, per accontentare Salvini. È uno schiaffo ai territori colpiti: 100 milioni per tre Regioni a fronte di danni per oltre 2 miliardi”. Chiediamo il blocco dei tributi e delle scadenze fiscali e interventi immediati. La nostra proposta di usare i fondi bloccati dai rilievi della Corte dei Conti per il Ponte sullo Stretto - 1,3 miliardi solo nel 2026 -  per opere essenziali ha trovato consenso anche nel centrodestra siciliano".

"Basta tradire il Sud. Occorre fermare scelte dissennate, a partire dai condoni edilizi che aggravano i disastri e che la destra continua a proporre senza nessuna vergogna. Servono risposte immediate a chi ha perso tutto, responsabilità e prevenzione”, ha concluso Braga.

 

30/01/2026 - 16:58

«Sulla riforma del sistema ferroviario il Governo continua a procedere per annunci, smentite e indiscrezioni di stampa. Ma il luogo del confronto non sono i giornali: è il Parlamento».
Lo dichiara Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e Vice Presidente della Commissione Trasporti, intervenendo in Aula con un’interpellanza urgente sulla riorganizzazione del sistema ferroviario nazionale.

«Da mesi – sottolinea Casu – emergono ipotesi di riforma che incidono in modo profondo sulla governance del settore, sulla concorrenza nel trasporto regionale e Intercity, sulla gestione del materiale rotabile e sull’utilizzo delle risorse del PNRR. Si parla della nascita di una Rosco pubblica esterna al gruppo FS, della separazione tra proprietà dei treni ed esercizio del servizio e persino della possibile scissione della rete Alta Velocità secondo il modello RAB. Scelte di questa portata non possono essere calate dall’alto né inserite per decreto in singoli provvedimenti senza aprire un serio confronto pubblico sul futuro del nostro sistema ferroviario».

«Le preoccupazioni sono concrete – aggiunge – riguardano la prospettiva industriale del settore, la continuità del servizio pubblico, la qualità e la sicurezza dei trasporti, oltre alle condizioni di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori. L’avvicinarsi delle gare per i servizi regionali e Intercity, senza un quadro chiaro sugli investimenti e sul contratto di servizio oltre il 2028, rischia di alimentare incertezza e frammentazione».

«Per questo chiediamo chiarezza: quali sono le reali intenzioni del Governo, quali i tempi, quale il cronoprogramma. E soprattutto chiediamo un coinvolgimento pieno e preventivo del Parlamento, delle Commissioni competenti e delle rappresentanze sindacali. Serve un ciclo di audizioni trasparenti, in cui Governo, vertici di FS e parti sociali si confrontino apertamente».

«Il trasporto ferroviario è un servizio pubblico essenziale e un asset strategico per la coesione territoriale e la transizione ecologica del Paese. Proprio per migliorarlo – conclude Casu – serve un confronto vero, non riforme annunciate e smentite a mezzo stampa. Il Parlamento deve tornare ad essere il luogo delle decisioni».

30/01/2026 - 15:39

Dichiarazione di Silvio Lai, deputato pd

Ritardi gravi e ingiustificabili stanno bloccando l’attuazione del Piano nazionale di riqualificazione dei piccoli Comuni. Lo afferma Silvio Lai, deputato Dem, annunciando un’interrogazione ai Ministri dell’Interno, dell’Economia e al Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare.
Il piano, con bando del 2023 e graduatoria approvata con DPCM del 2 agosto 2024, sostiene interventi di messa in sicurezza, rigenerazione urbana e potenziamento dei servizi nelle aree più fragili del Paese. Nonostante la conclusione delle istruttorie, non è stato ancora adottato il decreto attuativo del Viminale necessario per sottoscrivere le convenzioni e trasferire le risorse ai Comuni.
Gli enti locali si trovano così in un limbo amministrativo, senza tempi certi, senza risorse e senza garanzie sulla conferma della graduatoria dei beneficiari, mentre circolano voci su possibili tagli. Una situazione allarmante che sta paralizzando la programmazione dei territori e rischia di far saltare interventi fondamentali per sicurezza e servizi essenziali.
Il Governo chiarisca immediatamente chi o cosa sta bloccando il procedimento, si assuma le proprie responsabilità e sblocchi senza ulteriori rinvii un piano atteso da due anni, perché l’inerzia amministrativa non può ricadere ancora una volta sui Comuni più fragili del Paese.

 

30/01/2026 - 14:41

“L’energia è un tema centrale delle politiche pubbliche e una leva decisiva per la competitività del Paese, la coesione sociale e la sicurezza nazionale ed europea”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo, intervenendo al summit organizzato dal gruppo parlamentare del Pd “Accendere il futuro – L’Italia e la sfida della transizione energetica” in corso a Milano.
Peluffo ha sottolineato che la transizione energetica va governata con scelte politiche chiare, perché “senza una vera strategia energetica e industriale il rischio è subirla, con costi economici, industriali e sociali”. Secondo l’esponente Pd, il Governo “continua a muoversi con misure temporanee, senza affrontare i nodi strutturali del prezzo dell’energia e della sicurezza energetica”.

“La sicurezza energetica è anche sicurezza industriale – ha aggiunto –: un Paese che paga l’energia più cara dei concorrenti europei perde competitività, investimenti e filiere produttive”.
Peluffo ha quindi ribadito che la transizione “non è un costo da contenere, ma una leva di sviluppo industriale, occupazionale e tecnologico”, a partire dalle rinnovabili, dalle filiere produttive nazionali e dalle comunità energetiche. “Senza equità economica e consenso sociale – ha concluso – la transizione si ferma. Accendere il futuro significa trasformarla in una grande politica industriale nazionale ed europea. Purtroppo questo tema è fuori dall’agenda del Governo”.

 

30/01/2026 - 11:47

“In Sicilia il governo continua a perdere tempo mentre famiglie, imprese e amministrazioni locali affrontano una situazione drammatica senza risposte adeguate. Di fronte a un’emergenza gravissima con 2 miliardi di danni a causa del ciclone Harry, è surreale che l'unica priorità di questo esecutivo resti il Ponte sullo Stretto. L'assenza del Ministro Musumeci in Aula durante il Question Time è l'ennesimo schiaffo a un Mezzogiorno che chiede risposte e non passerelle. Persino i rappresentanti locali del centrodestra hanno ammesso, con un atto politico inequivocabile, che quelle risorse vanno dirottate subito sulla messa in sicurezza del territorio e sulla ricostruzione delle infrastrutture devastate. Meloni invece visita dall'alto i territori ma resta immobile, limitandosi a interventi del tutto insufficienti, che confermano peraltro un dato politico chiaro: questo è il governo più antimeridionalista che la Repubblica abbia conosciuto. Da mesi assistiamo a una scelta precisa di penalizzazione del Sud, fatta di tagli, rinvii e promesse mancate”.
“La Premier Meloni non può continuare a nascondersi dietro alibi o scaricabarile. La responsabilità politica è sua e del centro destra. Governano da anni la Regione Sicilia e i risultati della mancata attenzione al territorio sono sotto gli occhi di tutti. Sono stati sprecati i soldi del dissesto oltre ai tagli nazionali sugli FSC, e sulle infrastrutture e investimenti al Sud. Il Partito Democratico ha avanzato proposte concrete e praticabili: destinare parte delle risorse oggi bloccate sul Ponte agli interventi urgenti in Sicilia e procedere immediatamente con il blocco dei contributi e il differimento delle scadenze fiscali per le imprese e i cittadini coinvolti. Serve un cambio di rotta immediato, perché non si può chiedere ai siciliani di aspettare ancora mentre il governo continua a voltarsi dall’altra parte. Il Sud non può continuare ad essere trattato come una periferia dimenticata”. Così Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Pd della Campania.

30/01/2026 - 11:45

“Le risorse stanziate dal governo non sono sufficienti per il disastro causato dall’uragano Harry. Non lo dice il Pd. Lo dicono le Regioni.
Il disastro a Niscemi in Sicilia è stato un disastro annunciato, da trent’anni di burocrazie, le stesse che paralizzano le rinnovabili.

Non una calamità naturale imprevedibile, ma l’esito di oltre trent’anni di omissioni amministrative, progetti bloccati e finanziamenti mai trasformati in opere di sicurezza.

Un territorio classificato da decenni come ad altissimo rischio idrogeologico, eppure la prevenzione strutturale è rimasta quasi inesistente.

Ora il governo si faccia sentire, faccia la sua parte e aumenti i fondi destinati alla ricostruzione”. Lo dichiara la deputata del Pd, Stefania Marino, eletta in Sicilia, che aggiunge:

“Anche i deputati regionali di maggioranza nel segreto all’Ars si sono espressi responsabilmente per una volta per il bene dei territori e delle comunità anziché andare dietro ad un governo che pensa  solo agli slogan elettorali. Questo governo non può non tenere conto della classe dirigente della Sicilia e della loro volontà che rappresentano i territori, le persone, gli sfollati”.

 

29/01/2026 - 17:36

“Chiediamo al governo cosa intende fare per la sicurezza delle aree interne boschive e montuose, alla luce dei recenti fatti di cronaca, da ultimo quello che ha visto la morte di tre cacciatori sui Monti Nebrodi o gli ultimi episodi di bracconaggio e uccisione di specie protette come lupi, orsi, ibis.

La difesa dei cittadini, della proprietà e del patrimonio paesaggistico e faunistico e la prevenzione sono di competenza dello Stato, nel rispetto del diritto e della Costituzione. Per questo chiediamo che ci siano maggiori assunzioni da parte del Governo per i Carabinieri forestali. E chiediamo che venga aumentata la dotazione di automezzi, droni e tecnologie per il monitoraggio, il supporto e il coordinamento dell'attività delle associazioni di vigilanza volontaria. Non compete ai cittadini l'auto difesa ma allo stato. La prevenzione deve manifestarsi con il concreto sostegno alle forze dell'ordine e a quanti operano nelle campagne in territori a forte presenza di fenomeni malavitosi”. Lo dichiarano in una nota i deputati del Pd Eleonora Evi, Patrizia Prestipino, Debora Serracchiani, Matteo Mauri e Anthony Barbagallo, che hanno presentato una interrogazione al ministro dell’Interno Piantedosi.

 

29/01/2026 - 17:33

“Le parole del ministro Tajani sull’ICE sono più rivelatrici di quanto sembri. Quando afferma che gli agenti dell’ICE in Italia “non scenderanno in tuta da combattimento” e che quindi “non c’è pericolo per la democrazia”, ammette implicitamente che negli Stati Uniti quel pericolo esiste”. Lo dichiara Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico e deputato PD. “L’ICE, milizia alle dirette dipendenze del presidente Trump, è oggi un grave problema democratico nelle strade americane. Proprio per questo il governo italiano non può limitarsi a minimizzare: Tajani convinca Meloni a prendere chiaramente le distanze dalla deriva autoritaria che gli Stati Uniti stanno attraversando e contribuisca a allontanare ogni imitazione che alcuni esponenti leghisti di maggioranza vorrebbero importare nel nostro paese”.  Così Matteo Mauri Responsabile Sicurezza PD – Deputato PD.

 

29/01/2026 - 14:30

“La morte del detenuto ventinovenne nel carcere di Sollicciano è l’ennesima tragedia annunciata dinanzi alla quale silenzio e latitanze non possono avere cittadinanza. Parliamo di una persona con gravi problemi di tossicodipendenza e fragilità psichica, che non avrebbe mai dovuto essere rinchiusa in un istituto sovraffollato e strutturalmente compromesso come Sollicciano, ma seguita in una struttura alternativa. Da anni il Ministro Nordio annuncia misure per i detenuti vulnerabili, ma la realtà è che le Rems mancano, le comunità terapeutiche non sono operative e il Decreto Carceri del 2024 non ha prodotto alcun risultato concreto, smentendo clamorosamente le promesse di riduzione dell’affollamento nelle case di reclusione”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia di Montecitorio Federico Gianassi annunciando una interrogazione sulla tragica vicenda.
“Chiediamo al Ministro della Giustizia interventi immediati su una situazione ormai incompatibile con i principi costituzionali. A Sollicciano si continua a morire: nel solo 2025 si sono registrati cinque decessi, suicidi e decine di atti di autolesionismo, in un carcere con celle inagibili, infiltrazioni d’acqua, riscaldamenti malfunzionanti e condizioni climatiche disumane. Il governo deve intervenire: servono subito misure alternative reali per i detenuti fragili e un piano straordinario, con risorse e tempi certi, per restituire dignità, sicurezza e legalità al carcere di Sollicciano e al sistema penitenziario nel suo complesso”: conclude.

28/01/2026 - 19:21

 “È evidente che il governo non ha visto la trasmissione Report o, comunque, non ha capito quello che ha visto. Nel senso che il problema non è che l’Ecm sia disabilitato, perché tutti sono disabilitati se non fanno l'aggiornamento. La questione centrale è che nonostante siano disabilitati l’inchiesta della trasmissione televisiva, attraverso la testimonianza del giudice Tirone, ha svelato che un informatico da remoto riesce a leggere esattamente quello che sta scrivendo il magistrato sul suo computer. E questo nonostante l’Ecm sia disabilitato e l'accesso da remoto sia fatto senza alert e senza richiesta di autorizzazione. Adesso, se il governo ha capito che questo meccanismo può creare problemi alla segretezza e alla sicurezza, perché insiste nel dire che va tutto bene e non interviene per le opportune modifiche? E siccome il governo, sempre rispondendo alla nostra interrogazione, dice che sono in corso accertamenti al ministero della Giustizia, allora non è vero che il ministro Nordio non se ne sta preoccupando: perché se ci sono degli accertamenti, vuol dire che ha deciso di verificare ciò sta succedendo. Allora delle due l’una: o Nordio c’è o ci fa”.

Così la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, commentando la risposta del governo in commissione Giustizia all’interrogazione del Pd sulla vicenda Ecn svelata dalla trasmissione Report.

 

28/01/2026 - 17:49

“Il rischio di chiusura di alcuni punti nascita in Toscana, legato al mancato raggiungimento dei parametri numerici previsti dalla normativa nazionale, pone un tema serio che non può essere affrontato con rigidità burocratica. Il forte calo della natalità che attraversa l’Italia – certificato ormai da anni dai dati Istat – non può trasformarsi in un boomerang per i territori marginali e per le famiglie, scoraggiando ulteriormente la scelta di avere figli. La Regione Toscana ha giustamente avanzato la richiesta di deroghe mirate per salvaguardare presìdi come quelli della Asl Sud Est, della Gruccia o di Campostaggia, strutture che rappresentano un punto di riferimento sanitario e sociale per aree vaste e spesso periferiche. La chiusura automatica dei punti nascita rischierebbe di indebolire il diritto alla salute e alla prossimità dei servizi, soprattutto nelle zone interne, montane e rurali.”: è quanto dichiara una nota congiunta dei parlamentari Pd eletti in Toscana Emiliano Fossi, Marco Furfaro, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Laura Boldrini, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.

“Allo stesso tempo, la sicurezza di madri e neonati deve restare un principio non negoziabile, nel rispetto dei protocolli del Ministero della Salute. Proprio per questo è necessario uscire da una contrapposizione sterile e procedere rapidamente al rinnovo e all’insediamento del Comitato percorso nascita nazionale, oggi scaduto, per valutare le richieste di deroga sulla base di criteri organizzativi, professionali e territoriali ed aprire un dibattito complessivo sull’opportunità di rivedere alcuni parametri. Difendere i punti nascita non significa infatti abbassare gli standard, ma rafforzare la rete sanitaria, investire su personale, trasporti materno-neonatali, consultori e integrazione tra ospedali e territorio. È questa la sintesi da perseguire: contrastare la denatalità, garantire presìdi sanitari nei territori marginali e assicurare, sempre e ovunque, la massima sicurezza per le donne e i loro bambini. Utilizzare questa situazione in maniera strumentale, come sta facendo la destra in Toscana, denota una evidente mancanza di cultura di governo e la conclamata incapacità di dare risposte concrete ai problemi delle comunità coinvolte": conclude la nota.

28/01/2026 - 17:31

“Ha fatto bene la segretaria del Pd Elly Schlein a dire che gli uomini dell’Ice non sono i benvenuti in Italia. Negli Stati Uniti accadendo fatti incredibili, vergognosi e pericolosi per i valori democratici”. Lo afferma Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, commentando l’ipotesi di una presenza di agenti Ice alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

“Di fronte a quanto sta succedendo negli Usa – sottolinea l’esponente dem – bisognerebbe mettere limiti chiari e paletti invalicabili. La difesa della democrazia italiana e dei valori democratici devono venire prima di tutto. Colpisce, invece, l’opacità del governo Meloni: a giorni alterni sventola la bandiera della sovranità, ma poi abbassa lo sguardo quando Trump alza la voce. L’ipotesi stessa dell’invio di agenti Ice è ‘una provocazione’. Parliamo di una forza che si sta macchiando di violenze gravissime negli Stati Uniti, con uccisioni, arresti arbitrari, arresti di bambini. Anche se ovviamente non verrebbero qui a svolgere funzioni di ordine pubblico, e ci mancherebbe altro, il messaggio politico e simbolico sarebbe devastante”.

“Gli Stati Uniti – conclude Mauri- hanno personale di sicurezza più che sufficiente: mandino qualcun altro. La democrazia vive anche di simboli e di messaggi. Consentire oggi la presenza degli uomini dell’Ice in Italia significherebbe accettare una deriva inaccettabile. È giusto che una parte larga del Paese, non solo l’opposizione ma tanti cittadini, esprima indignazione per quello che vede e dica chiaramente che con tutto questo non vuole avere nulla a che fare”.

 

28/01/2026 - 17:21

“La riforma che ha portato alla nascita di Porti d’Italia S.p.A. colpisce duramente anche il sistema portuale pugliese, tagliando risorse fondamentali per la gestione e lo sviluppo degli scali. I numeri parlano chiaro: meno 7,5 milioni di euro all’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio e meno 4,3 milioni a quella del Mar Adriatico Meridionale”. Lo dichiarano i deputati pugliesi del Partito Democratico Claudio Stefanazzi, Ubaldo Pagano e Marco Lacarra.
“Si tratta di risorse che venivano utilizzate direttamente sui territori per garantire operatività, sicurezza e programmazione degli investimenti. Con questa riforma il Governo sceglie invece di sottrarle alle Autorità di sistema, riducendone autonomia e capacità decisionale. Soprattutto in una regione come la Puglia, dove i porti rappresentano un’infrastruttura strategica per l’economia, la logistica e la difesa, questo indebolimento è una scelta grave e miope. Centralizzare non significa migliorare, ma allontanare le decisioni dai territori e rallentare lo sviluppo. Con questa riforma il Governo, e in particolare il Ministro Salvini, stanno sacrificando ancora una volta l’interesse pubblico per creare un nuovo poltronificio. Si ritorni indietro su queste scelte prima di distruggere infrastrutture fondamentali per il Paese.”

28/01/2026 - 15:42

“La Francia ha fissato l’età minima di accesso ai social per gli under 15, mentre a livello europeo si discute di fissare il limite a 16 anni. L’Italia poteva essere il primo Paese dell’Unione a intervenire, ma non lo è stata perché una proposta di legge bipartisan è stata bloccata dal governo”. Così Marianna Madia, deputata del Partito Democratico e prima firmataria della proposta di legge sull’accesso dei minori alle piattaforme social.

“La nostra proposta – sottolinea l’esponente dem – è stata firmata da tutti i gruppi politici, di maggioranza e opposizione, e ricalca esattamente il modello francese. È un testo che mette tutti d’accordo e che potrebbe essere approvato rapidamente. Eppure è rimasto fermo, probabilmente anche per le pressioni delle piattaforme, che temono un danno economico. Di fatto, il governo Meloni ha scelto di bloccare un intervento di tutela dei più giovani. C’è ancora tempo in questa legislatura per approvare una legge condivisa che protegga ragazze e ragazzi. Ma, ad oggi, dobbiamo registrare che Giorgia Meloni ha voluto fermare una proposta che guardava ai giovanissimi e alla loro sicurezza”.

“Ci sono – conclude Madia - pericoli gravissimi legati all’uso precoce dei social: cyberbullismo, violenza, distorsione dell’immagine corporea, disturbi alimentari. Ma anche nei casi considerati ‘fisiologici’ si registrano calo dell’attenzione e dell’apprendimento, problemi fisici ed endocrinologici, aumento della sedentarietà. La Società italiana di pediatria è stata chiara: sotto una certa età i social non vanno usati. Servono regole serie, ora”.

 

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