19/04/2026 - 13:39

"Con la norma introdotta dalla maggioranza nel decreto sicurezza siamo arrivati al paradosso inaccettabile dell'invenzione di un 'bonus remigrazione': un incentivo agli avvocati per favorire il rimpatrio dei migranti. Una scelta che racconta più di tante parole le priorità sbagliate di questo Governo". Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
"Parliamo di una misura che rischia di alterare il corretto equilibrio del sistema di tutela dei diritti, mettendo in discussione anche il ruolo e l’autonomia della difesa, che deve restare orientata esclusivamente all’interesse del cliente e non a meccanismi incentivanti. È per questo - sottolinea la deputata - che nella discussione alla Camera chiederemo la cancellazione di questa norma, come ha già fatto anche il Consiglio nazionale forense".
"È evidente – conclude Di Biase – che questo Governo ha perso di vista le vere emergenze del Paese, preferendo alimentare una narrazione ideologica piuttosto che dare risposte reali ai cittadini".

18/04/2026 - 19:24

"Nutriamo grande apprensione per il destino del cittadino di origine indiana, in fin di vita, all’ospedale Ruggi di Salerno abbandonato davanti al pronto soccorso del nosocomio in fin di vita. Al momento non sappiamo quale sia la sua identità: è noto soltanto che è stato esposto ad agenti chimici pericolosi e che entrambi gli arti inferiori sono in cancrena. Abbiamo fiducia nella celerità con cui la magistratura interverrà nelle indagini. Chiediamo a tutti collaborazione: c’è una enorme emergenza che riguarda lo sfruttamento nei campi e in altri settori dove la manodopera di origine straniera viene usata come carne da macello. Non staremo zitti: mentre loro fanno decreti sicurezza  per lucrare sulle paure delle persone, noi chiediamo una legislazione che garantisca canali legali di ingresso nel nostro paese e sanzioni severe per chi in nome del profitto continua a tollerare condizioni disumane di lavoro". Lo dichiara il deputato e Capogruppo PD in Commissione Lavoro, Arturo Scotto.

18/04/2026 - 15:57

“Il blocco totale delle movimentazioni dei bovini in uscita dalla Sardegna è una misura non proporzionata, non supportata da evidenze scientifiche e con effetti economici pesantissimi per gli allevatori”. Lo dichiara il segretario del PD Silvio Lai che, con i deputati del Partito Democratico Ilenia Malavasi, Antonella Forattini, Gianni Girelli, Nadia Romeo, Andrea Rossi e Stefano Vaccari, Stefania Marino, ha presentato un’interrogazione al Ministro della Salute sul provvedimento adottato a seguito del focolaio di dermatite nodulare bovina (Lumpy Skin Disease) registrato nel Sarrabus.
“Dalla stessa comunicazione del Ministero – spiegano i parlamentari – emerge che il focolaio è localizzato e che le misure standard previste dalla normativa europea si basano su zone di protezione di 20 chilometri e di sorveglianza di 50 chilometri. Nonostante questo, si è scelto di bloccare l’intera Sardegna, senza una chiara motivazione tecnico-scientifica”.
“È una decisione che rischia di trasformare un problema sanitario circoscritto in una crisi economica regionale – proseguono – colpendo in particolare il Nord Sardegna e la Gallura, aree fortemente orientate all’esportazione dei capi verso i centri di ingrasso della penisola”.
I deputati Pd sottolineano inoltre che “la copertura vaccinale nell’isola supera il 98%, elemento che riduce significativamente il rischio di diffusione della malattia e che avrebbe dovuto orientare verso misure più mirate e proporzionate”. “Chiediamo al Governo – concludono i parlamentari PD – di chiarire le basi scientifiche della decisione, di verificare la coerenza con il principio di proporzionalità previsto dalle norme europee e soprattutto di prevedere una rapida revisione del provvedimento, consentendo la ripresa delle movimentazioni dalle aree indenni, nel rispetto delle necessarie condizioni di sicurezza sanitaria”.

18/04/2026 - 12:12

Stop al “panpenalismo”, più prevenzione e più agenti sul territorio. È questa la linea del Partito Democratico, che ha depositato circa 300 emendamenti al decreto legge sicurezza per cambiare profondamente il provvedimento. L’obiettivo, spiegano i dem, è chiaro: meno norme punitive “a effetto” e più interventi concreti per la sicurezza reale dei cittadini. Tra le proposte, una riduzione delle nuove fattispecie di reato e pene più proporzionate, per evitare un uso eccessivo del diritto penale.
Al centro anche la difesa dei principi costituzionali. Il Pd chiede di eliminare le norme che rischiano di introdurre responsabilità “automatiche”, come nel caso delle sanzioni ai genitori per i reati dei figli minori, ribadendo che la responsabilità deve restare personale. Un capitolo importante riguarda i giovani: meno repressione e più prevenzione. Gli emendamenti puntano a rafforzare servizi sociali, scuole e interventi educativi, con l’obiettivo di affrontare le cause del disagio e ridurre la recidiva.
Sulla sicurezza, i dem chiedono più presenza dello Stato: aumento delle assunzioni nelle forze di polizia, miglior trattamento economico e previdenziale, e migliori dotazioni.
Nel mirino anche le norme sulla sicurezza urbana, introducendo regole più chiare e controlli più rigorosi. Infine, la tutela del diritto di manifestare: il Pd propone di modificare le norme ritenute troppo restrittive, garantendo la possibilità di protestare pacificamente senza comprimere il dissenso democratico.
“Più sicurezza vera e meno propaganda”, è la sintesi politica degli emendamenti.

17/04/2026 - 19:46

“Il decreto sicurezza ha già fallito, perché è in vigore da oltre 45 giorni e non è riuscito a garantire più sicurezza, perché ancora una volta interviene solo sulle norme per aumentare le sanzioni e le pene dopo, non per garantire maggiore prevenzione e presenza di forze dell'ordine nelle strade, attraverso tutti gli scorrimenti delle graduatorie che servono. Abbiamo aspramente criticato la forzatura di queste ore: stanno comprimendo gli spazi di confronto parlamentare perché vogliono evitare almeno il fallimento nella conversione del decreto. Però si è abbassata l’asticella: prima puntavano a garantire più sicurezza, adesso cercano in tutti i modi di evitare i fallimenti della conversione dei decreti” Dichiara Andrea Casu, deputato Pd intervistato da Rainews 24.

17/04/2026 - 16:15

“Il calendario dei lavori imposto dalla maggioranza sul decreto sicurezza rappresenta una forzatura inaccettabile, tanto più grave perché riguarda un provvedimento delicato che incide su diritti e garanzie fondamentali. Non è questo il modo di assicurare un confronto serio e rispettoso delle istituzioni”.

Lo dichiarano i deputati del Partito democratico della Commissione Affari costituzionali della Camera.

“Il Partito democratico – proseguono – partecipa ai lavori della Commissione per senso di responsabilità e rispetto istituzionale: un dovere nei confronti del Parlamento e dei cittadini. Questo, però, non può essere scambiato per accettazione passiva di un metodo che continua a comprimere i tempi e a svuotare il ruolo della Camera, impedendo un esame approfondito del testo”.

“Ancora una volta la maggioranza forza il calendario parlamentare su un provvedimento delicato e complesso, che incide su aspetti sensibili per la vita delle persone e per l’equilibrio democratico del Paese. Sarebbe stato necessario garantire un confronto serio, trasparente e approfondito, dentro e fuori dal Parlamento, invece di imporre l’ennesimo decreto”.

“Si tratta del quarto intervento di questo governo in materia di sicurezza: un dato che conferma un approccio fatto di annunci e propaganda, privo di una visione organica e di risultati concreti. La sicurezza non si costruisce con scorciatoie procedurali, ma con politiche serie, investimenti adeguati e pieno rispetto delle istituzioni”.

“Continueremo a batterci per un confronto dignitoso e per avanzare proposte credibili, che mettano al centro la sicurezza dei cittadini, lo Stato di diritto e la coesione sociale”, concludono i deputati dem.

 

17/04/2026 - 15:39

"La manifestazione sulla Tirrenica ha mandato un segnale forte e chiaro: basta promesse e slogan, il governo torni indietro e rifinanzi l'ammodernamento e la messa in sicurezza della strada. Cittadine, cittadini, associazioni, enti locali chiedono risorse e tempi certi. Aspettiamo adesso una presa di posizione netta da parte di Giorgia Meloni e del ministro Salvini".

Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente, Marco Simiani, a margine dell'evento svolto oggi a Capalbio.
 

 

17/04/2026 - 14:44

"I migranti sono "delinquenti", le ong che salvano vite in mare sono "scafisti", le ragazze e i ragazzi che manifestano per Gaza sono "amici di Hamas". La narrazione tossica delle destre avvelena il dibattito pubblico e sporca tutto ciò che è bello, a partire dalla solidarietà e dall'accoglienza. Di questo abbiamo parlato oggi alla Global Progressive Mobilisation di Barcellona, durante il panel organizzato da Solidar, che ringrazio per l'invito, sulla discrepanza tra i fatti che riguardano il fenomeno della migrazione e il modo in cui vengono rappresentati dalle destre in tutto il mondo.
Una narrazione che alimenta paure e odio e che nasconde la totale incapacità dei sovranisti di risolvere i problemi reali delle persone. Sono loro che creano insicurezza, è una loro scelta, perché su questo investono politicamente, alimentando la paura. Noi progressisti dobbiamo capovolgere il paradigma. A generare insicurezza sono le disuguaglianze sociali, la marginalizzazione e l'invisibilità a cui le politiche della destra costringono le persone migranti che diventano facile capro espiatorio della rabbia sociale. E' solo combattendo la marginalità sociale e l'esclusione, investendo in accoglienza, che si pongono le basi per società più sicure e più giuste per tutte e tutti. In questa prospettiva i partiti di sinistra non devono seguire la destra per timore di perdere voti, ma ribadire con forza la propria identità che è agli antipodi rispetto a quella della destra e fornire un’alternativa reale di gestione dell’immigrazione, farlo con nuovo slancio, coinvolgendo sempre più persone e rafforzando la cooperazione con la società civile". Lo dichiara, dalla Global Progressive Mobilisation, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

15/04/2026 - 20:30

“Apprendiamo dalla stampa che nel nuovo istituto penale per minorenni di Rovigo, inaugurato da pochi mesi, si sarebbero verificati momenti di forte tensione e insubordinazione e che nella serata del 14 aprile un giovane detenuto ha tentato di togliersi la vita nella propria cella ed è stato salvato grazie al tempestivo intervento degli agenti della Polizia penitenziaria. Come ho appurato nella mia visita al penitenziario, l’istituto è di fatto ancora un cantiere: alcune aree risultano incomplete, diversi lavori non sono stati ultimati e mancano ancora infrastrutture essenziali per il pieno funzionamento della struttura”. Lo dichiara la deputata PD, Nadia Romeo che ha presentato un'interrogazione parlamentare per avere chiarezza e un pronto intervento del governo nell'istituto penale per minorenni di Rovigo.
“Ancora non sono presenti e operativi tutti i 45 poliziotti in dotazione – aggiunge la parlamentare -  e risulta assente una mensa per il personale. Ma soprattutto manca un presidio stabile di sanità penitenziaria: il medico assegnato risulterebbe ancora in carico alla casa circondariale ed è l’unica unità disponibile, mentre il personale infermieristico viene reperito dalla medesima struttura”. “Queste e altre ulteriori criticità sulla sicurezza e compatibilità della struttura con il contesto urbano, rischiano di incidere in maniera significativa sul clima interno dell’istituto e sul benessere dei ragazzi, contribuendo ad alimentare situazioni di tensione e disagio”, conclude Romeo.

15/04/2026 - 16:25

“Mentre il ministro Lollobrigida utilizza la vetrina di Vinitaly per continuare a criticare l'Unione europea, resta il dubbio se il governo italiano si sia mosso seriamente per affrontare il problema del blocco dei fertilizzanti dovuto alla guerra sullo Stretto di Hormuz”. Lo dichiara la deputata PD Maria Stefania Marino durante il Question Time alla Camera con il ministro Lollobrigida.
“La crisi sullo Stretto del Golfo Persico, che sta facendo esplodere i costi dei fertilizzanti con aumenti del 50% - aggiunge la parlamentare - ha effetti immediati sui raccolti e sui prezzi di pane e pasta. Servono dunque scelte immediate, sostegno diretto agli agricoltori, lo stop ai costi aggiuntivi e un piano per rafforzare l'autonomia produttiva”.
“Alle promesse seguono i fatti altrimenti il governo continuerà a scaricare su imprese e cittadini l'ennesima crisi agricola che aumenta l'inflazione e l'insicurezza alimentare. Il tempo delle scuse, delle attese è finito: gli italiani vogliono fatti concreti”, conclude Marino.

 

 

15/04/2026 - 16:00

“Dopo oltre 3 anni e mezzo di governo il ministero delle Infrastrutture ammette candidamente che non sono stati ancora quantificati i costi di progettazione per il passaggio di consegne da Sat ad Anas deciso e finanziato dal governo Draghi nel 2022. Adesso abbiamo la certezza che la destra ha deliberatamente rallentato questa procedura per sottrarre le risorse già stanziate e utilizzarle in altro modo. Il Mit ha addirittura chiuso ogni speranza su una rapida messa in sicurezza dei tratti maggiormente pericolosi, come quello in prossimità di Capalbio, rimandando ogni intervento al futuro passaggio di consegne da Anas e Sat. A questo punto è evidente che ogni nostra proposta per completare l’infrastruttura con Meloni e Salvini non potrà mai essere approvata. Sarà soltanto con il governo di centrosinistra che questa infrastruttura verrà realizzata”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera Marco Simiani, in merito alla risposta, in data odierna, del Mit ad una interrogazione sulla Tirrenica.

15/04/2026 - 13:26

Il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione a risposta in Commissione al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per chiedere chiarimenti su una bozza di decreto ministeriale relativa al riassetto organizzativo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Lo rende noto la responsabile nazionale Giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani.
Nel testo - sottoscritto anche dai componenti dem della
Commissione giustizia della Camera Gianassi, Lacarra, Scarpa e Di Biase - si richiama il decreto del Presidente della Repubblica n. 189 del 2025, che ha istituito la Direzione generale delle specialità del Corpo di polizia penitenziaria, alla quale è attribuito un ruolo di coordinamento di diverse articolazioni operative particolarmente sensibili, tra cui il Gruppo operativo mobile, il Gruppo di intervento operativo, l’Ufficio per la sicurezza e la vigilanza e il Nucleo investigativo centrale. Queste strutture, secondo l’assetto vigente, restano comunque alle dipendenze funzionali del Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, la bozza di decreto ministeriale in esame andrebbe oltre questo perimetro, prevedendo che tali articolazioni operative non rispondano più direttamente al Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma siano poste alle dipendenze della nuova Direzione generale delle specialità.
Una modifica che, secondo il Pd, determinerebbe un cambiamento sostanziale dell’assetto delle competenze, trasformando il ruolo della Direzione generale da funzione di coordinamento a rapporto di vera e propria dipendenza gerarchica. Una distinzione considerata rilevante perché inciderebbe direttamente sull’equilibrio dei poteri e sulle responsabilità amministrative all’interno dell’amministrazione penitenziaria, alterando il rapporto tra strutture operative e vertice del Dipartimento. L’interrogazione chiede a Nordio di chiarire dal momento che la differenza tra coordinamento e dipendenza gerarchica non sia solo formale, ma produca effetti concreti sull’organizzazione e sulla catena delle responsabilità.

 

15/04/2026 - 12:03

“Alla luce delle dichiarazioni della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sul via libera prossimo della app europea per la verifica dell’età, emerge con ancora più forza la piena attualità della proposta italiana e la possibilità per il nostro Paese di essere avanguardia in Ue”.

Lo dichiara Marianna Madia, prima firmataria alla Camera della proposta di legge bipartisan che introduce un’età minima per l’accesso ai social network.

“Si tratta di una proposta solida e possibile, costruita in modo trasversale tra le forze politiche, pienamente coerente con la direzione indicata dalle istituzioni europee. È la dimostrazione che, quando si parla di sicurezza e benessere dei più giovani, il Parlamento può lavorare insieme superando le divisioni”.

“Non possiamo permettere che altri Paesi europei ci superino su un tema così decisivo. Gli strumenti ci sono e il consenso politico anche: manca solo l’ultimo passaggio’’

“L’approvazione definitiva della legge può avvenire in tempi rapidissimi: bastano poche ore di lavoro in Senato per approvare una normativa all’avanguardia e una risposta concreta alle famiglie”.

“Se il Governo dovesse procedere con ulteriori ritardi o ricominciando da zero, si assumerebbe una grave responsabilità politica e istituzionale, penalizzando

la tutela dei minori e il ruolo guida dell’Italia in Europa”.

“Agire subito significa proteggere i più giovani e contribuire a un modello europeo più responsabile nell’uso delle piattaforme digitali. L’Italia può e deve essere capofila di questo percorso”.

15/04/2026 - 11:41

Ministro sta sottovalutando, colpiti luoghi simboli del nostro patrimonio, inattività Governo crea disagi e truffe

 

“Dopo quanto accaduto agli Uffizi, apprendiamo ora che anche il Colosseo è stato colpito da un attacco hacker che ha messo in difficoltà il sistema di prenotazione online e il sito. I campanelli d’allarme stanno suonando sempre più forte e ci dicono con evidenza che il nostro patrimonio culturale non è adeguatamente protetto negli ambienti digitali”. Così Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera. “Negli ultimi anni il Ministro Giuli ha ereditato risorse ingenti per il rafforzamento digitale del patrimonio culturale italiano e dei luoghi della cultura. Il PNRR prevedeva misure significative proprio su questi ambiti. A pochi mesi dalla chiusura del progetto europeo, chiediamo: quanto di quanto programmato è stato effettivamente realizzato? Qual è oggi lo stato della sicurezza digitale del nostro patrimonio? E cosa sta facendo concretamente il Ministero per prevenire e contrastare questi attacchi? Al momento – prosegue Manzi – abbiamo l’impressione che il Ministro apprenda dai giornali quanto sta accadendo, senza che risultino dichiarazioni o iniziative tempestive per fronteggiare la situazione. Siamo di fronte a una preoccupante sottovalutazione di un fenomeno che invece richiede la massima attenzione. L’inattività di Giuli ha già effetti negativi concreti per cittadini e visitatori: i disagi nei sistemi ufficiali spingono infatti molte persone a rivolgersi a piattaforme non sicure e non ufficiali, con il rischio di pagare costi maggiori e di incorrere in truffe. La sicurezza digitale è ormai parte integrante della tutela del patrimonio culturale. Per questo il Partito Democratico annuncia la presentazione di una nuova interrogazione parlamentare sul caso Colosseo, che si aggiunge a quella già depositata sugli Uffizi. Due luoghi simbolo del nostro patrimonio sono sotto attacco: fare finta di nulla è molto grave. Il Ministro Giuli riferisca al Parlamento cosa sta facendo”.

 

15/04/2026 - 11:40

"Tre ordini del giorno approvati in tre anni sulla stessa opera e, nel frattempo, zero risultati: il museo per la memoria della strage di Viareggio resta fermo alle parole. È un esercizio ormai rodato quello della maggioranza: votare impegni in Aula, salvo poi lasciarli cadere nel vuoto. Parliamo di una tragedia che ha segnato profondamente il paese, con 32 vittime e oltre 100 feriti, e di un progetto che unirebbe memoria e sicurezza ferroviaria. Ma evidentemente, per la destra il tempo degli annunci è infinito". Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati Dem Marco Simiani ed Emiliano Fossi.

"Non solo: la proposta di legge sull'istituzione del museo della strage di Viareggio che abbiamo depositato nel 2023 è bloccata da mesi in Commissione Cultura alla Camera e la destra, con un espediente tecnico, l’ha persino abbinata a un testo della maggioranza di due anni fa, utilizzandolo come base nel tentativo maldestro di sottrarne la paternità al Partito Democratico. Un’operazione tanto evidente quanto poco dignitosa. A questo punto diciamo: fate pure come volete, intestatevela, riscrivetela, cambiatele titolo — ma approvatela. Perché dopo anni di impegni disattesi, almeno la memoria delle vittime merita rispetto", concludono i deputati Pd.

 

Pagine