14/04/2025 - 18:43

"Nella legge di Bilancio erano stati stanziati 700mila Euro per le celebrazioni del 25 aprile e del 2 giugno. Apprendiamo che è stato presentato un emendamento, a prima firma Tassinari, al decreto 25/2025, in discussione in Commissione Affari Costituzionali della Camera, che cancella quel finanziamento attribuendolo diversamente. Un fatto di estrema gravità e una messa in discussione di un impegno unitario per la memoria del 25 aprile. L' emendamento sia ritirato ed il Governo rispetti gli impegni presi in occasione della approvazione della Legge di Bilancio". Così Andrea De Maria, deputato PD sulle celebrazioni degli 80 del 25 aprile.

 

11/04/2025 - 13:17

“Sono passati alcuni anni ma l’eco delle proteste di Giorgia Meloni alla pompa di benzina risuona ancora nelle nostre orecchie. Come, indelebile nella nostra memoria, resta la promessa di cancellare le accise sui carburanti del vicepremier Matteo Salvini. Oggi nei distributori italiani i prezzi sono ai minimi e qualcuno potrebbe pensare si tratti di una buona notizia. Chi, invece, segue l’andamento dei prezzi del petrolio nell’ultimo anno, sa benissimo che si tratta di una grandiosa presa in giro.”

Così Ubaldo Pagano, deputato del Partito Democratico e Capogruppo in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“Da aprile 2024 ad oggi - aggiunge - il Brent è passato da 90 a 63 dollari al barile, il Wti da 85 a 60. Ma mentre sui mercati si osserva una riduzione di quasi il 30%, alla pompa il prezzo è sceso in modo quasi impercettibile, di appena il 3-4% e invece di costare 1,35-1,40 euro al litro, costa agli italiani 40 centesimi in più in media. Si tratta di un’anomalia tutta italiana rispetto alla quale il Governo Meloni non ha mosso un dito. Anzi, tenendo la testa sotto la sabbia, lo Stato incassa miliardi e miliardi di euro proprio grazie a quelle accise che non sono mai state né modificate, né tantomeno cancellate. Niente di nuovo, insomma - conclude il dem - soltanto l’ennesima promessa da campagna elettorale della destra che è finita nel dimenticatoio. Peccato, però, che sono gli italiani a pagare il conto”.

10/04/2025 - 15:30

“Le dichiarazioni di oggi del dott. Giuseppe Siani, capo del Dipartimento di Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, confermano ciò che da tempo il Partito Democratico denuncia con preoccupazione: le tensioni commerciali internazionali e l’inasprimento dei dazi da parte degli Stati Uniti rappresentano una minaccia concreta per la nostra economia reale e per la tenuta del credito bancario, non solo nei confronti delle imprese più esposte all’export. Chi, nelle scorse settimane, ha bollato come ‘catastrofisti’ coloro che segnalavano l’impatto negativo sul sistema economico italiano, o chi ha sostenuto che ‘i dazi non si sentiranno sui consumatori italiani’, dovrebbe riflettere davanti all’autorevolezza dell’analisi offerta oggi da Bankitalia. Non si tratta di allarmismo, ma di consapevolezza. E chi ricopre ruoli istituzionali ha il dovere di ascoltare e agire, non minimizzare come ha fatto nei giorni scorsi, se non addirittura applaudire Trump in preda ad un incomprensibile innamoramento. Il nostro sistema bancario, come evidenziato da Siani, ha finora retto grazie a un’impostazione tradizionale e prudente. Ma le incertezze geopolitiche, l’aumento dell’avversione al rischio e la volatilità dei mercati finanziari possono compromettere rapidamente la qualità del credito e, con essa, la fiducia di imprese e famiglie. Serve un monitoraggio costante, come segnalato dalla Banca d’Italia, ma serve soprattutto una risposta politica forte e coesa: a sostegno degli investimenti, della competitività delle nostre imprese, dei mutui delle famiglie e della stabilità sociale. Il Partito Democratico continuerà a incalzare il Governo perché si assuma le sue responsabilità in questa fase delicata, abbandonando ogni forma di propaganda e affrontando con serietà i nodi dell’economia reale.” Lo dichiara Silvio Lai, deputato PD della Commissione Bilancio della Camera.

10/04/2025 - 13:17

“Sulla questione dei dazi statunitensi ci troviamo ancora una volta di fronte all’improvvisazione e all’isolamento internazionale del governo Meloni. Siamo stati per giorni a pietire un appuntamento con il presidente americano. Dopo averlo ottenuto, Giorgia Meloni si è fatta offendere dallo stesso Trump, peraltro con parole che offendono la dignità del popolo italiano”. Così il deputato Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio, commenta l’annuncio di Trump per una pausa di 90 giorni e una tariffa reciproca ridotta, durante i negoziati, al 10 per cento.

«Ancora una volta – prosegue Pagano – il governo sceglie l’isolamento, preferendo una trattativa ‘one to one’ con Washington invece di rafforzare un’azione europea comune, l’unica che può avere massa critica e autorevolezza. Serve una grande missione europea, con un piano organico condiviso tra tutti i partner dell’Unione. Meloni venga in Parlamento per costruire insieme una strategia utile per i Paese. Basta propaganda. Le imprese italiane stanno già pagando le conseguenze di una guerra commerciale folle, e il governo non ha previsto nulla di concreto per sostenerle. I fondi annunciati finora sono finti, soldi di cartone. Servono risorse vere, come fatto in Spagna, dove oltre metà del piano anti-crisi è stato finanziato con soldi freschi”.

“Non si può – conclude Pagano - lasciare solo il nostro tessuto produttivo. Serve un intervento straordinario, come quello messo in campo durante la pandemia: qualsiasi cosa serva per proteggere imprese, lavoratori e lavoratrici. Anche utilizzando i fondi del Pnrr non ancora impiegati. Ma quelli non bastano: servono nuovi stanziamenti per affrontare un’emergenza che rischia di travolgerci”.

 

10/04/2025 - 10:45

«Il Governo annuncia due miliardi di euro di investimenti di Eni a Brindisi e Priolo sulla chimica verde, le stesse fatte per Porto Torres 13 anni fa: sono solo le solite promesse condite con il niente. La risposta data in aula dal Governo smaschera una strategia di disimpegno mascherata da rilancio. Sotto la retorica della “transizione verde”, si cela l’abbandono di una filiera fondamentale per lo sviluppo industriale sostenibile del Paese con il Governo che copre l’ENI che prosegue con l’inganno dei territori». Lo ha dichiarato in aula il deputato del Partito Democratico Silvio Lai, componente della Commissione Bilancio, nel corso di un intervento sulla assenza di una reale strategia per la chimica verde.

«A 13 anni dall’accordo del 2011 sulla chimica verde a Porto Torres – ha ricordato Lai – il cracking è stato dismesso in cambio di un progetto sulla chimica verde che è bloccato da anni. Nel frattempo le stesse promesse vengono fatte a Brindisi e Priolo condite con 2 miliardi di “promessi” investimenti da parte di ENI come nel 2011 fu fatto in Sardegna.

La risposta data dal governo alle interrogazioni del PD smaschera l’ennesima operazione di greenwashing, utile solo a ENI per ripulire la propria immagine, ma che non risponde né agli impegni presi nè a ciò che prevede la legge sulla cabina di regia. Il ministro in aula ha annunciato un incontro per la chimica verde per il 29 aprile se non c’è un nuovo cronoprogramma sugli investimenti e un impegno occupazionale vincolante sarà una finzione».

«Se ENI non vuole portare avanti la chimica e concentrarsi, come appare evidente solo sulla produzione di energia, lasci il settore ad altri soggetti che il Governo può trovare e non finga di farlo solo per chiudere impianti e mandare lavoratori a casa. La chimica verde è un pezzo del futuro del Paese, merita di più di questo tradimento politico e industriale», ha concluso Lai.

 

09/04/2025 - 18:48

“25 miliardi di euro è, di solito, il volume di una legge di bilancio. Oggi, invece, rappresenta la prima rata da pagare per mettere a riparo l’economia italiana dai contraccolpi dei dazi americani. Gli amici di solito ti invitano a cena, mentre gli ‘amici’ di Meloni, Salvini & Co. mangiano da soli ma poi ti presentano il conto”

Così il deputato dem della commissione Finanze, Claudio Stefanazzi.

“Se ciò che si apprende dai giornali è vero - aggiunge - cioè che il governo si prepara a mettere in campo risorse pubbliche per 25 miliardi di euro, allora abbiamo una prima dimostrazione pratica e molto dolorosa di quanto il sovranismo sia dannoso per le tasche dei cittadini. Non solo, infatti, saremo costretti a pagare a caro prezzo le follie di Trump per salvare imprese e lavoratori più esposti, ma addirittura dovremo rinunciare a progetti e piani per un uguale ammontare di risorse, visto che quei soldi verranno sottratti al Pnrr e ai fondi di coesione. Uno schiaffo in pieno volto - conclude - all’idea di rilancio del Paese e alle aspettative di tanti territori che avevano visto in questi programmi di spesa un’opportunità per finanziare opere attese da decenni”.

 

09/04/2025 - 13:14

“La strage dei pulcini maschi continua e il governo fornisce generiche quanto poco rassicuranti “assicurazioni” a rispettare il divieto di uccisione di pulcini maschi che entrerà in vigore dal 31 dicembre 2026. Ma in concreto non dice nulla su cosa sta facendo per arrivare pronto a questo appuntamento. Il governo fa riferimento ad un tavolo tecnico con le associazioni di categoria da cui emergono diverse “criticità” tra cui quella delle dimensioni dei nuovi incubatoi e che sarebbero state avviate “interlocuzioni” con gli altri ministeri coinvolti, Imprese e Salute, per reperire i finanziamenti per la transizione tecnologica. Risposte vaghe che generano nuove domande come ad esempio quali, quante e dove sono le criticità, quale cronoprogramma per risolverle? Da quale programma recuperare le risorse necessarie dalla PAC? il PNRR? o la legge di bilancio? Eppure alcune realtà italiane hanno già provveduto ad adottare le tecnologie per il sessaggio in ovo. Monitoreremo che quanto affermato si trasformi in azioni concrete, perchè uccidere 35 milioni di pulcini maschi ogni anno solo perchè considerati uno “scarto di produzione” è qualcosa di crudele, insensato e inaccettabile e perchè il rischio che a colpi di proroghe il divieto rimanga una chimera è troppo alto e sarebbe l’ennesimo tradimento della fiducia dei cittadini”. Lo dichiara la deputata del Pd, Eleonora Evi.

 

09/04/2025 - 11:43

“Le parole di Donald Trump sono gravi e offensive e richiamano una logica feudale, in cui il sovrano pretende che gli si baci la pantofola. E fanno ancora più male se si considera che l’unica strategia messa in campo dal nostro governo è stata quella di elemosinare un incontro alla Casa Bianca”

Così Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in commissione Bilancio alla Camera, commenta le dichiarazioni del presidente americano, secondo cui i Paesi colpiti dai dazi “lo stanno chiamando per baciargli il culo”.

“Di fronte alla guerra commerciale lanciata da Trump - sottolinea Pagano - l’esecutivo italiano si è mostrato impreparato e incapace di reagire, facendo perdere all’Italia credibilità e autorevolezza sia in Europa che nel resto del mondo. Colpisce vedere la Presidente del Consiglio dei ministri italiano esultare per un appuntamento alla Casa Bianca, mentre Trump non esita a dileggiarla pubblicamente. Ci aspettiamo rispetto - conclude il democratico -  qui è in gioco la dignità di un intero popolo e di un continente che ha fatto la storia della civiltà occidentale.”

 

09/04/2025 - 08:33

Mercoledì 9 aprile, ore 10, Sala Berlinguer – Camera dei Deputati

I dati sul potere d’acquisto degli italiani sono drammatici. Secondo l’ultimo Rapporto Italia di Eurispes, il 57,4% degli italiani fatica ad arrivare a fine mese e ricorre sempre più spesso a strumenti finanziari per sostenere i consumi. I salari reali sono tra i peggiori d’Europa e la spirale del sovraindebitamento rappresenta, in Italia, una condizione sempre meno eccezionale e sempre più strutturale. L’incertezza economica, acuita anche dalle politiche protezionistiche introdotte da Trump, rende il contesto ancora più preoccupante. In uno scenario di fragilità diffusa, cresce il rischio di scivolare nella trappola del debito: è necessario un aggiornamento della normativa e  offrire strumenti efficaci di prevenzione e tutela.
Per fare il punto sulla situazione e avanzare proposte concrete, oggi, mercoledì 9 aprile, ore 10.00, si terrà una conferenza stampa presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati (Via degli Uffici del Vicario 21, Roma), promossa dal Gruppo parlamentare del Partito Democratico dal titolo “Il Diritto di ricominciare. Il sovraindebitamento, tra diritti negati e necessità di agire”. Parteciperanno la capogruppo democratica alla Camera, Chiara Braga, il capogruppo PD in Commissione Bilancio, Ubaldo Pagano, il deputato Silvio Lai della Commissione Bilancio e la senatrice Cristina Tajani della Commissione Finanze. Saranno presenti inoltre Caterina Boca (Caritas Italia), Antonella Nanna (Federconsumatori), Giovanni Pastore (Favor Debitoris), l’avvocato Luigi Tarantello, a moderare l’incontro sarà Leonardo Cecchi.

Accrediti stampa: pd.ufficiostampa@camera.it

 

08/04/2025 - 17:35

Meloni venga in Parlamento: troverebbe disponibilità al confronto dalle opposizioni

«Il Governo è incapace di esprimere una propria iniziativa politica: il vuoto cosmico di idee che si registra a Palazzo Chigi è la cifra di un esecutivo che ha abdicato al proprio ruolo. L’unica voce che si sente è quella del mondo produttivo, che sta lanciando un allarme chiaro e preoccupato. È evidente la gravità della situazione e il timore diffuso per le ricadute dei dazi imposti dagli Stati Uniti» – dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati.

«Il Governo la smetta di chiudersi nel palazzo, paralizzato da un timore reverenziale nei confronti di Trump, e inizi finalmente a confrontarsi nelle sedi proprie della democrazia, a partire dal Parlamento, dove troverebbe disponibilità e spirito costruttivo da parte delle opposizioni, pronte a collaborare in un momento così delicato per il Paese».

«I dazi americani – conclude Pagano – sono la prova del fallimento del sovranismo. La Presidente Meloni ne prenda atto e si attivi subito per un intervento concreto: serve uno shock di risorse verso i settori maggiormente colpiti, come ha fatto la Spagna, e una forte azione coordinata a livello europeo. Solo così si potranno stabilizzare i mercati e contenere gli effetti negativi della crisi».

08/04/2025 - 14:58

"Intervengo per chiedere a nome del Pd che la presidente Meloni venga a riferire nel più breve tempo possibile in quest'aula, in quanto il suo governo non sembra ancora avere le idee chiare su cosa intenda fare rispetto alla politica dei dazi messa in campo dal presidente americano. Siamo stanchi di questo suo atteggiamento. Giorgia Meloni deve iniziare a comprendere che è la presidente del Consiglio ogni giorno e non soltanto nelle giornate buone ed è chiamata a svolgere le sue funzioni anche quando le cose si mettono male e non solo quando c'è da tagliare qualche nastro o inaugurare un cantiere farlocco. Qui invece siamo alla solita strategia: quando si presenta un problema la presidente del consiglio scompare; si volatilizza. Come si suol dire nessuno ha mai visto Giorgia Meloni e un problema nella stessa stanza negli ultimi due anni e mezzo. E allora il dubbio che ci viene in mente è che Giorgia Meloni e il problema siano la stessa cosa, coesistono in questo momento nella dinamica perversa in cui il Paese rischia di essere avviluppato per via delle scelte di Trump.
Alla faccia dei rapporti privilegiati che ci avrebbero consentito di essere l'unico interlocutore degli Stati Uniti, rischiamo di essere quelli che hanno maggiore possibilità di essere soccombenti dinanzi ai dazi. Agroalimentare, automotive, moda, sono comparti che rischiano il collasso e la presidente Meloni non ha il coraggio di dire una parola. Non c'è una linea univoca in tutto il governo. E' inaccettabile che mentre noi continuiamo a subire le conseguenze di una politica commerciale vecchia di cent'anni, il nostro governo resti in silenzio. E' giunto il momento di sapere quale sia la posizione della presidente del consiglio, come intende difendere gli interessi dell'Italia, della nostra economia, imprenditori e lavoratori. E' finito il tempo del nascondino. La presidente Meloni si assuma le sue responsabilità e venga urgentemente in Parlamento a spiegare come faranno gli italiani a pagare le bollette e a sfamare le loro famiglie se perderanno il lavoro". Lo ha detto in apertura dei lavori d'Aula Ubaldo Pagano capogruppo Pd in commissione Bilancio di Montecitorio.

08/04/2025 - 12:44

Mercoledì 9 aprile, ore 10, Sala Berlinguer – Camera dei Deputati

 

I dati sul potere d’acquisto degli italiani sono drammatici. Secondo l’ultimo Rapporto Italia di Eurispes, il 57,4% degli italiani fatica ad arrivare a fine mese e ricorre sempre più spesso a strumenti finanziari per sostenere i consumi. I salari reali sono tra i peggiori d’Europa e la spirale del sovraindebitamento rappresenta, in Italia, una condizione sempre meno eccezionale e sempre più strutturale. L’incertezza economica, acuita anche dalle politiche protezionistiche introdotte da Trump, rende il contesto ancora più preoccupante. In uno scenario di fragilità diffusa, cresce il rischio di scivolare nella trappola del debito: è necessario un aggiornamento della normativa e offrire strumenti efficaci di prevenzione e tutela.

Per fare il punto sulla situazione e avanzare proposte concrete, domani, mercoledì 9 aprile, ore 10.00, si terrà una conferenza stampa presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati (Via degli Uffici del Vicario 21, Roma), promossa dal Gruppo parlamentare del Partito Democratico dal titolo “Il Diritto di ricominciare. Il sovraindebitamento, tra diritti negati e necessità di agire”. Parteciperanno la capogruppo democratica alla Camera, Chiara Braga, il capogruppo PD in Commissione Bilancio, Ubaldo Pagano, il deputato Silvio Lai della Commissione Bilancio e la senatrice Cristina Tajani della Commissione Finanze. Saranno presenti inoltre Caterina Boca (Caritas Italia), Antonella Nanna (Federconsumatori), Giovanni Pastore (Favor Debitoris), l’avvocato Luigi Tarantello, a moderare l’incontro sarà Leonardo Cecchi.

Accrediti stampa: pd.ufficiostampa@camera.it

 

04/04/2025 - 11:40

“Alla legge sulla cooperazione sociale, la 381 del 1991, serve un tagliando dopo 35 anni dalla sua approvazione perché tanto ha fatto ma può fare molto di più.” Così Silvio Lai, deputato PD in commissione bilancio al convegno nazionale AGCI sull’inserimento lavorativo a Cagliari con il ministro del Lavoro Marina Calderone.
“Serve un tagliando innanzitutto, come propone AGCI, per il lavoro svolto dalle cooperative di tipo B quelle che si fanno carico della dimensione solidaristica del nostro Paese sul fronte del lavoro.
Da una parte occorre che la normativa nazionale accolga le norme europee del regolamento 4/99 sui soggetti svantaggiati meno restrittivo rispetto all’applicazione italiana.
In secondo luogo, occorre riordinare con un tavolo nazionale i regolamenti regionali troppo diversi tra loro sulla disabilità fisica.
In terzo luogo, occorre che il nuovo codice degli appalti effettui una sterzata decisa con una modifica legislativa che stabilisca una quota obbligatoria di inserimento lavorativo vincolando l’affiancamento all’impresa profit una cooperativa di tipo b".

03/04/2025 - 16:14

“Grazie alla nostra interrogazione parlamentare finalmente il governo ha preso l’impegno ufficiale a non bloccare la realizzazione di opere fondamentali per Roma e per il Lazio come la chiusura dell’anello ferroviario, la Cesano-Vigna di Valle sulla Roma-Viterbo, la Roma-Pescara e la Lunghezza-Guidonia. Non è però ancora arrivata la garanzia che avevamo chiesto sul fatto che le nuove risorse già stanziate nell’ultimo bilancio per la copertura dei maggiori fabbisogni degli interventi in realizzazione vengano sicuramente destinate a coprire i tagli in precedenza effettuati su queste opere ma solo a quelle “che garantiscono maggiore maturità progettuale”.  Non chiarendo quali siano questi interventi, la risposta alimenta nuove preoccupazioni e per questo attraverso nuove specifiche interrogazioni sullo sviluppo dei singoli iter progettuali continueremo a incalzare il governo sulla realizzazione di ciascuna di esse: non ci fermeremo fino a quando non avremo una risposta certa sul completamento di tutte le opere nei tempi previsti.”

Così Andrea Casu deputato PD e Vice Presidente della Commissione Trasporti, replicando alla risposta del sottosegretario Ferrante all’interrogazione presentata in Commissione Trasporti insieme ai parlamentari dem Simiani, Ciani, Di Biase, Madia, Mancini, Morassut, Orfini e Prestipino.

 

03/04/2025 - 09:52

"Siamo entrati ufficialmente nell'era dei dazi e l'Italia rischia di pagare un prezzo altissimo a causa dell'immobilismo e delle divisioni interne al governo Meloni. L'aumento delle tariffe doganali del 20 per cento, sulle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti mette in serio pericolo settori strategici per la nostra economia, come l'agroalimentare e l'automotive. Con un export di oltre 60 miliardi di euro annui verso gli USA, il nostro Paese rischia di perdere competitività in mercati fondamentali". Lo dichiara il deputato Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio.

"Di fronte a una crisi di questa portata – aggiunge l’esponente dem -il governo Meloni appare bloccato, incapace di offrire una linea chiara e unitaria. La presidente del Consiglio dice una cosa, il vicepremier Salvini, invece di occuparsi delle infrastrutture del Paese, si lancia in improbabili iniziative diplomatiche, mentre il ministro Tajani cerca di barcamenarsi tra la posizione del Partito Popolare Europeo e la linea della maggioranza. Nel frattempo, l'Italia subisce le conseguenze di questa confusione, e persino i governatori della Lega iniziano a rendersi conto della gravità della situazione. Il governatore Zaia, per esempio, ha riconosciuto che l'impatto di questi dazi rischia di essere un vero e proprio dramma per il nostro tessuto economico".

"Quando si passa dalla propaganda alla realtà amministrativa – conclude Pagano - le differenze emergono con chiarezza. C'è chi si limita a fare spettacolo e chi, invece, deve affrontare la gestione concreta della vita dei cittadini".

 

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