"Sono lieta che il prossimo 19 febbraio, insieme al sindaco di Livorno Luca Salvetti e all'assessora al Porto Barbara Bonciani, inaugureremo alla Camera dei Deputati la mostra fotografica “Il porto delle donne. Le donne nel settore portuale e marittimo perché no?”.
Una mostra a cui tengo particolarmente, parte dell'omonimo progetto, perché mette in evidenza come non ci sia più un lavoro a cui le donne non possano accedere. Anche il settore portuale, tipicamente riservato agli uomini, sta vivendo un'evoluzione che va nella direzione giusta: quella di riconoscere alle donne il ruolo che spetta loro.
Quella del porto di Livorno, in questo senso, è una storia di empowerment femminile con il 10% di presenza femminile. Per questa ragione ho voluto portare la mostra alla Camera dei Deputati perché la realtà livornese merita di essere raccontata e conosciuta.
Il progetto "Il porto delle donne" ha già ricevuto molti riconoscimenti e apprezzamenti tra cui quello del sindacato europeo dei Trasporti ETS, l'Associazione europea dei Porti privati Feport, l'Associazione Europea dei Porti – ESPO e di altri soggetti presenti a livello europeo e nazionale". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
La mostra fotografica sarà inaugurata il 19 febbraio alle 16.30 nella Sala del Cenacolo sita nel complesso di Palazzo Valdina e sarà visitabile fino al 23 febbraio.
Ecco il testo della mozione del Pd approvata alla camera che contiene l’impegno per il governo a chiedere un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza.
La Camera, impegna il Governo:
1) a sostenere ogni iniziativa volta alla liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani e a chiedere un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza, al fine di tutelare l’incolumità della popolazione civile di Gaza, garantendo altresì la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi e sicuri all’interno della Striscia;
2) a sostenere un'azione coordinata a livello internazionale, in particolare in seno all'Unione europea, per promuovere iniziative di de-escalation della tensione in Medio Oriente e con l'obiettivo di celebrare – come proposto nelle conclusioni del Consiglio europeo del 27 ottobre 2023 – una Conferenza internazionale di pace che ponga fine al conflitto israelo-palestinese, attraverso la soluzione politica dei «due popoli, due Stati», in linea con le risoluzioni dell'Onu, che non può prescindere da un rinnovato ruolo dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) nella costituzione di uno Stato democratico palestinese, che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele, sulla base del principio del reciproco riconoscimento;
3) a sostenere l'Unione europea nell'attuazione in tempi rapidi delle sanzioni già deliberate contro Hamas, per colpire la capacità organizzativa, economica e finanziaria dell'organizzazione terroristica;
4) a sostenere, all'interno di una cornice europea, con un mandato definito a protezione della libertà di navigazione e in dialogo con altri attori regionali, le iniziative volte a garantire la sicurezza marittima nel Mar Rosso, così come sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), nel quadro di un forte impegno europeo per la de-escalation nel Medio Oriente e la pace in Terra Santa.
La mozione è firmata dalla segretaria Schlein, dalla capogruppo Braga, e da tutti i componenti del gruppo dem Provenzano, Amendola, Graziano, Bonafè, Ciani, Ghio, Toni Ricciardi, Casu, Fornaro, De Luca, Ferrari, Morassut, Roggiani, Ascani, Bakkali, Barbagallo, Berruto, Boldrini, Carè, Cuperlo, Curti, D'Alfonso, De Maria, De Micheli, Di Biase, Di Sanzo, Fassino, Forattini, Fossi, Furfaro, Gianassi, Girelli, Gnassi, Gribaudo, Guerini, Guerra, Iacono, Lacarra, Lai, Laus, Letta, Madia, Malavasi, Mancini, Manzi, Marino, Mauri, Merola, Orfini, Orlando, Ubaldo Pagano, Peluffo, Porta, Quartapelle Procopio, Andrea Rossi, Sarracino, Scarpa, Scotto, Serracchiani, Simiani, Speranza, Stefanazzi, Stumpo, Tabacci, Vaccari, Zan, Zingaretti, Pastorino.
"Finalmente dalla Camera parole chiare su Gaza. L'approvazione della richiesta del PD di un cessate il fuoco immediato, che invece la mozione del governo non proponeva, è una buona notizia.
Ora il governo si impegni a portare avanti quanto votato oggi a Montecitorio e cioè "a sostenere ogni iniziativa volta a perseguire la liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani e a chiedere un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza al fine di tutelare l'incolumità della popolazione civile di Gaza, garantendo altresì la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi e sicuri all'interno della Striscia".
Basta morti civili, basta bombardamenti indiscriminati, basta evacuazioni di massa.
L'obiettivo è, comunque, la pace duratura e la convivenza in sicurezza di due popoli e due stati. Ma perché si possa parlare di due popoli e due stati è necessario riconoscere lo stato di Palestina. E su questo continueremo a insistere". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Governo italiano assente, farà sentire la sua voce?
"Oggi l'intergruppo della Camera per la pace tra Israele e Palestina, nel giorno in cui si discutono in Aula le mozioni sul Medio Oriente ha voluto organizzare questo flash mob insieme alle associazioni che lavorano nella cooperazione italiana a Gaza e in Cisgiordania per dire 'basta' ai bombardamenti indiscriminati e per far pressione affinché il governo italiano arrivi a richiedere il 'cessate il fuoco'. Noi oggi voteremo delle mozioni in cui chiederemo il cessate il fuoco a Gaza. Che farà il Governo? Questo è il punto. Ancora non abbiamo sentito una parola chiara e forte da parte del Governo italiano, mentre il mondo intero lo sta facendo. Il mondo intero chiede a Benjamin Netanyahu di fermarsi e il Governo italiano sembra non avere voce. Per questo oggi noi abbiamo voluto farla sentire la nostra voce con questo flash mob". Lo ha detto Laura Boldrini, deputata Pd e componente dell'Intergruppo parlamentare per la pace in Medio Oriente, a margine del flash mob organizzato a Montecitorio.
"Ci sono parlamentari e rappresentanti della società civile. Noi abbiamo voluto ribadire lo stop dei bombardamenti indiscriminati dell’esercito israeliano a Gaza e la necessità di proteggere la popolazione civile perché oggi sono queste le cose più importanti ed impellenti da fare. I tribunali internazionali devono poter lavorare e fare il loro percorso di indagine rispetto ai crimini commessi da entrambe le parti e gli Stati dovranno poi rispettare le risultanze dell'attività giurisdizionale internazionale", ha aggiunto Boldrini rispondendo alle domande dei cronisti.
"Il piano di Benjamin Netanyahu per attaccare Rafah, l'ultima città ancora non distrutta nella striscia di Gaza, va fermato immediatamente.
A Rafah si sono rifugiate 1 milione e 700mila persone sfollate dal resto della Striscia e ora dovrebbero evacuare, ma dove? Parliamo di un territorio lungo appena 40 chilometri in cui la zona nord e quella centrale, con Gaza city, sono distrutte, gravemente danneggiate e completamente inagibili. L'Egitto ha blindato i suoi confini inviando a Rafah decine di mezzi di polizia e rafforzando la barriera. Da Gaza non si può scappare, non c'è alcuna via di fuga. Le persone sono in trappola, trattate come topi. Dopo 28mila morti, il 70 per cento donne e bambini, uccisi dai bombardamenti indiscriminati dell’esercito israeliano, attaccare Rafah significherebbe fare una carneficina. La comunità internazionale deve agire con più determinazione e impedire un'ecatombe. L'Italia, che vanta rapporti di amicizia con Netanyahu, cosa intende fare? Qual è la posizione di Meloni?". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Quartapelle e Boldrini: promozione mortifica diplomazia italiana, impensabile che Tajani non fosse informato
“Noi ci dichiariamo non soddisfatte e francamente lo stesso dovrebbe essere per voi, se è vero che il ministro Tajani non era stato informato della promozione ad ambasciatore di rango di Mario Vattani, e forse era dell’idea che non doveva essere promosso. Avete scelto Vattani, un diplomatico che ha delle chiare idee fasciste che non ha mai rinnegato, in contrasto con quanto previsto dal dettato costituzionale. Questa scelta lede profondamente l'immagine del nostro Paese. L'intero resto del corpo diplomatico, per bocca del sindacato, ha detto chiaramente che questa nomina ‘è gravissima, mortifica la diplomazia italiana e prefigura il rischio che l'Italia venga rappresentata in paesi di primaria importanza da un funzionario indegno di ricoprire tale ruolo’. Se questi sono i criteri con cui vengono promossi i funzionari tanti auguri al nostro Paese. Soprattutto tanti auguri alle tante e ai tanti funzionari che in scienze e coscienza, ogni giorno, lavorano per il nostro Paese, ma che non hanno la fortuna né di far parte del cerchio magico della Presidente del Consiglio con parentela importante, né di avere militato in movimenti che tradiscono i valori della Costituzione”. Così la deputata dem Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri, ha replicato oggi in Aula al viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli, il quale ha risposto a un’interpellanza urgente sulla nomina di Mario Vattani ad ambasciatore di grado, di cui è prima firmataria e sottoscritta dai deputati Pd Laura Boldrini, Peppe Provenzano, Fabio Porta e Federico Fornaro.
“Dieci anni fa – ha detto Boldrini illustrando l’interpellanza - l'allora console Vattani si esibiva con il nome di ‘Katanga’ con il suo gruppo a una festa di Casapound, quelli che si definiscono fascisti, meritandosi l’appellativo di ‘fascio rock’. Tutto potevo immaginare tranne che a questo signore, che aveva disonorato il nostro Paese e il nostro corpo diplomatico, gli sarebbe stata affidato l'incarico di commissario dell'Italia per l'Expo di Osaka, che sarebbe salito di grado, promosso ambasciatore a vita dal governo Meloni, che avrebbe accompagnato la Presidente del Consiglio nei suoi incontri ufficiali in Giappone.
"Imbarazzante l'informativa del ministro Tajani sulla vicenda di Ilaria Salis. Niente più di un elenco delle normali attività di un'ambasciata quando un cittadino italiano è detenuto all'estero. Ilaria Salis, però, è stata portata in udienza in catene per diverse volte e l'ambasciata lo sapeva. Ma il ministro, in alcune interviste, ha sostenuto di averlo scoperto dalle immagini che tutti noi abbiamo visto. E su questo non ha dato spiegazioni. Com'è possibile che l'ambasciata sapesse di un trattamento così inumano e il ministro no? Non è stato informato? Sarebbe grave. Sapeva e ha ritenuto di non dover fare nulla? Sarebbe ancora più grave. Il garantismo a corrente alternata della maggioranza è preoccupante: garantisti con gli amici, manettari con gli altri". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Annullata commissione per assenza ingiustificata governo
“È molto grave che il governo non si sia presentato in commissione Esteri alla Camera: è l’ennesima dimostrazione del modo sprezzante con cui Tajani tratta il parlamento” così i deputati democratici della terza commissione di Montecitorio che oggi ha dovuto annullare i lavori a causa dell’assenza ingiustificata dei rappresentanti dell’esecutivo. “Questa continua azione di delegittimazione del ruolo delle camere è inaccettabile - aggiungono i deputati – e lo è ancora di più perché avviene nel mezzo di una complessa fase internazionale che meriterebbe una costante informativa, che il governo invece rifugge.
Oggi - proseguono i deputati - erano peraltro calendarizzati provvedimenti molto importanti che riguardavano le relazioni tra l’Italia e paesi chiave del continente africano. A dimostrazione che il vertice Italia-Africa era solo una lunga passarella per la presidente Meloni. A neanche una settimana già tutto è archiviato”. Così i deputati democratici della commissione Esteri: Vincenzo Amendola, Laura Boldrini, Fabio Porta, Giuseppe Provenzano e Lia Quartapelle
"Questa mattina ho depositato una proposta di legge per introdurre nel nostro codice penale un principio semplice: il sesso senza consenso è stupro.
La mancanza di consenso "quale libera manifestazione della volontà della persona e che rimanga tale e immutato durante l’intero svolgersi dell’atto sessuale" è alla base del riconoscimento della violenza sessuale, come stabilito dalla Convenzione di Istanbul, ratificata sia dal parlamento UE sia dal parlamento italiano.
All'indomani del deludente compromesso al ribasso fatto dal Consiglio Europeo sulla Direttiva Ue sulla violenza contro le donne e la violenza domestica, sta agli Stati membri fare quel passo in avanti che in Europa è stato bloccato da interessi nazionali e posizioni retrograde. Un vergognoso gioco fatto sulla sicurezza delle donne, sulla loro libertà e sulla loro dignità. E anche in sfregio alla volontà del Parlamento europeo che aveva approvato un testo molto più avanzato.
Mi auguro che la mia proposta di legge venga calendarizzata e discussa quanto prima, oltre che approvata con la più ampia maggioranza possibile. Altrimenti vorrà dire che il contrasto alla violenza sulle donne non è la priorità sbandierata da governo e maggioranza all'indomani degli stupri di gruppo di Palermo, Caivano e del più recente a Catania". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Questa mattina, insieme ad alcune colleghe e colleghi del Pd abbiamo incontrato una delegazione di Medici Senza Frontiere di ritorno da Gaza. Ci hanno illustrato una situazione medico-sanitaria più che drammatica. Gli ospedali ancora funzionanti sono pochissimi e non c'è spazio dove mettere malati e feriti poiché non ci sono posti sicuri. I medici sono costretti ad operare i feriti a terra, non ci sono medicinali perché i convogli con gli aiuti non riescono a entrare, bloccati ai valichi dall'esercito israeliano. Tutto il nord della Striscia e il centro sono rasi al suolo, non c'è cibo e le persone sono costrette a bere acqua piovana perché i dissalatori sono solo al sud e sono insufficienti anche per quell'area.
Sono aumentati i casi di epatite A e dilaga la dissenteria, specialmente tra i bambini. MSF ci ha riferito che se continua così, si svilupperanno nuove epidemie più devastanti ancora.
Noi dobbiamo far sentire la nostra voce e chiedere al governo di fare di più per un cessare il fuoco immediato e perché gli aiuti entrino in maniera sufficiente. Interverrò oggi in aula per dire che va bene portare in Italia 18 bambini palestinesi per curarli, ma è evidente che è solo una piccolissima goccia in un mare di bisogni e di disperazione. Non ci si può fermare a questo: non basta". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
SISTEMA DI RIMPATRIO CHE VIOLA DIRITTI FONDAMENTALI NON COMPATIBILE CON STATO DI DIRITTO.
La notizia di oggi della segnalazione tempestiva del suo avvocato sullo stato di turbamento psichico di Ousmane Sylla, mentre si trovava ancora detenuto nel CPR di Trapani, e che lo ha portato al suicidio nel CPR di Ponte Galeria pone molti interrogativi sulle responsabilità di questa tragedia di cui chiederemo conto al Ministro dell’Interno in Parlamento.
Quello che è certo è che siamo difronte a una tragedia che si poteva evitare.
Ma oggi più che mai alla luce dei continui drammi che si consumano dentro questi centri appare evidente che luoghi di detenzione che non sono compatibili con il rispetto dei diritti fondamentali della persona vanno chiusi.
Non è accettabile in uno stato di diritto che il sistema di rimpatri di persone che non hanno compiuto alcun reato avvenga in condizioni disumane e in strutture non idonee ad ospitare nessuno.
Lo dichiarano in una nota i parlamentari del PD Ouidad Bakkali, Anthony Barbagallo, Laura Boldrini, Simona Bonafè, Susanna Camusso, Andrea Casu, Gianni Cuperlo, Cecilia D’Elia, Graziano Del Rio, Michela Di Biase, Federico Fornaro, Annamaria Furlan, Giovanna Iacono, Marianna Madia, Matteo Mauri, Roberto Morassut, Antonio Nicita, Matteo Orfini, Tatjana Roic, Filippo Sensi, Nicola Zingaretti, annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare.
"Sgarbi non è adatto a fare il sottosegretario, la sua storia è nota: ha già avuto diverse condanne sia in sede civile sia in sede penale, per diffamazione ma anche per oltraggio a pubblico ufficiale, documentazione falsa. Inoltre ci sono le inchieste in corso sulle opere d'arte in cui si parla addirittura di riciclaggio. E poi c'è la delibera dell'Antitrust che documenta la violazione della legge Frattini, fatta dalla destra, sul conflitto di interessi. E chiunque abbia frequentato l'aula di Montecitorio conosce bene il suo comportamento sguaiato e volgare. Rimase negli annali l'attacco con epiteti irripetibili contro l'allora vicepresidente della Camera, Mara Carfagna. Un fatto per il quale la Giunta per le autorizzazioni a procedere non concesse l'immunità e dunque ora dovrà risponderne. Cos'altro deve succedere per capire che Sgarbi non può fare il sottosegretario? Quel ruolo deve essere ricoperto con disciplina e onore, come dice la Costituzione. Ma non c'è niente di onorevole nel comportamento misogino e aggressivo di Sgarbi. E lui dice di voler negoziare il governo le sue dimissioni? Ma che siamo, al suq?". Lo ha dichiara questa mattina a L'Aria che tira su La7, Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo. bol
"La settimana è iniziata con una buona notizia: in una email il mio avvocato mi comunica che il signor Vittorio Boschelli, militante della destra cosentina, è stato condannato anche in appello per avermi minacciata di morte sui social.
È l'ennesimo caso, non l'ultimo purtroppo, di qualcuno che pensa che i social siano terra di nessuno e che, quindi, sia lecito insultare, diffamare o minacciare qualcuno, specie se si tratta di una donna con un profilo pubblico.
No. Non si può fare. Ed è giusto non lasciar correre quando succede. Denunciate: è un percorso lungo e faticoso, ma alla fine la giustizia arriva". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"La lettera di 800 funzionari e diplomatici dell'Ue e statunitensi è una denuncia drammatica. L'accusa è molto chiara: “esiste il rischio plausibile che le politiche dei nostri governi stiano contribuendo a gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, a crimini di guerra e persino alla pulizia etnica o al genocidio”. A questo si aggiunge l'allarme, giustificatissimo, per le conseguenze devastanti della sospensione dei finanziamenti all'Unrwa da parte dei maggiori donatori tra cui Usa, Canada e alcuni paesi europei, inclusa l'Italia. Conseguenze che ricadono sulla popolazione civile di tutti i luoghi in cui l’agenzia lavora a sostegno di sfollati e rifugiati palestinesi: dalla Cisgiordania, ai campi profughi in Libano, dalla Giordania, alla Siria, ma soprattutto a Gaza. Nella Striscia 2 milioni e 200mila persone sono chiuse in trappola: non possono neanche scappare, se lo volessero, ogni valico è stato sigillato. E nessuno può entrare se non con il placet dell’esercito israeliano.
Nessun'altra organizzazione è in grado di sostituire il lavoro dell'Unrwa, l'unico ente che può sostenere la popolazione civile, seppure con tutte le difficoltà che ci sono e che si sono moltiplicate in questi mesi di attacchi indiscriminati su Gaza. Chi si occuperà dei 19mila orfani e dei 20mila bambini feriti di Gaza? Chi si occuperà degli aiuti umanitari, pochissimi, che entrano nella Striscia? Chi darà rifugio a 1milione e700mila sfollati?
All'Unrwa lavorano 13mila persone: 12 sono state accusate di aver partecipato all'orribile azione terroristica di Hamas del 7 ottobre, sono state licenziate e ora sono in corso tutte le procedure previste. Ma in questi mesi di guerra sono morti più di 150 dipendenti dell'Unrwa, le sue scuole, diventate rifugio, sono state distrutte, gli ospedali attaccati. Hanno ragione osservatori e giornalisti tra cui Ugo Tramballi che oggi sul Sole 24Ore scrive che sospendere le donazioni a Unrwa rischia di essere un'altra punizione collettiva contro la popolazione palestinese". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Venti deputate e deputati dell'Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità, coordinato da Laura Boldrini, hanno inviato una lettera alla premier Giorgia Meloni per chiedere che dalla Direttiva UE contro la violenza sulle donne e la violenza domestica non venga stralciato il concetto del consenso.
"Le scriviamo per via delle preoccupanti notizie giunte dal Consiglio Europeo, che parlano dello stralcio dalla Direttiva UE contro la violenza sulle donne e la violenza domestica delle norme sullo stupro e di quelle sulle molestie sessuali nel mondo del lavoro - si legge nella lettera -. È a dir poco allarmante che venga cassato il concetto per cui il rapporto sessuale senza consenso è stupro, specie in un periodo storico come quello attuale, dove la violenza da parte degli uomini sulle donne continua a riempire le cronache a qualunque latitudine. Tale decisione può avere una portata devastante, poiché di fatto indebolisce l’applicazione della Convenzione di Istanbul – un trattato storico, recentemente ratificato dalla stessa Unione Europea – e riduce la protezione delle donne nell’intero territorio UE".
"Signora Presidente, lei è una delle poche donne a sedere nel Consiglio Europeo - concludono -; e poiché in diverse occasioni ha affermato di essere in prima linea nella battaglia contro la violenza di genere, la invitiamo ad adoperarsi affinché questa Direttiva non venga snaturata fino a divenire una scatola vuota, impegnandosi per il ripristino della formulazione iniziale". La lettera è firmata da Laura Boldrini, Stefania Ascari, Ouidad Bakkali, Elena Bonetti, Chiara Braga, Andrea Casu, Michela Di Biase, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Marco Furfaro, Valentina Ghio, Chiara Gribaudo, Marco Grimaldi, Ilenia Malavasi, Maria Stefania Marino, Emma Pavanelli, Silvia Roggiani, Rachele Scarpa, Debora Serracchiani, Luana Zanella.