"Tutto potevamo immaginare tranne che la commemorazione di Renée Nicole Good e Alex Jeffrey Pretti, brutalmente uccisi dalla violenza cieca dell'Ice nelle strade di Minneapolis, venisse utilizzata dalla maggioranza per una inspiegabile polemica. Siamo stati accusati di una falsità, per l'ennesima volta. Secondo la deputata Matone avremmo chiesto la commemorazione di Good e Pretti "per alzare una cortina fumogena" sui fatti di Torino. E' una bugia. La commemorazione è stata richiesta 10 giorni fa, ben prima della manifestazione di Torino. E mai ci saremmo sognati di strumentalizzare l'uccisione di due innocenti, mentre loro, oggi, non si sono fatti scrupoli a farlo pur di attaccare l'opposizione rivolgendoci perfino l'infamante epiteto di "fascisti". Veramente incredibile.
Oggi alla Camera abbiamo voluto commemorare Nicole Good, attivista per i diritti umani, e Alex Pretty, infermiere. Due esecuzioni a freddo, di due persone che non stavano facendo niente di male, di offensivo o di pericoloso.
Guardando quelle immagini ci siamo chiesti che fine avesse fatto l’America dei diritti civili, l’America che andava fiera di Martin Luther King, di Rosa Parks, della marcia da Selma a Montgomery, di Eleanor Roosevelt e della Dichiarazione dei diritti umani. Donald Trump l’ha già sepolta? Per fortuna no: quell'America era lì, lungo le strade ghiacciate di Minneapolis. Perché le persone non si sono arrese e nonostante il gelo implacabile hanno continuato a manifestare. Non si sono arrese e hanno vinto: ieri abbiamo avuto la notizia che 700 agenti dell’ICE saranno ritirati da Minneapolis. Noi siamo con le donne e gli uomini di Minneapolis che hanno resistito e vinto e con le centinaia di migliaia di persone che hanno riempito le strade delle città americane per protestare contro le esecuzioni di Minneapolis e per dire “No Kings". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Da oggi il rischio nucleare è più vicino. Con la scadenza del trattato New Start tra Usa e Russia e senza impegni dalle parti a proseguire la collaborazione sulle armi nucleari, si apre un nuovo fronte di preoccupazione sulla stabilità del mondo intero. New Start aveva fissato un tetto massimo di armi che Usa e Russia, i paesi con il più grande arsenale nucleare, potevano avere. Gli stati che non hanno armi nucleari si erano impegnati a non acquisirne se Usa e Russia si fossero a loro volta impegnate a ridurre la loro dotazione. Scaduto il contratto, tutti gli accordi cadono. Questo può aprire a una pericolosissima corsa al riarmo nucleare, in uno scenario internazionale in cui non sembrano valere più le regole condivise, il diritto internazionale, gli accordi multilaterali, ma solo l’uso della forza.
La comunità internazionale deve seguire le sorti del trattato e fare uno sforzo perché questo venga rinnovato fissando dei parametri certi che impediscano un'escalation nucleare che sarebbe il presupposto per l'estinzione dell'umanità". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Coordinatrice dell'Intergruppo della Camera per il disarmo nucleare.
Lettera a Fontana, impedito che entrasse alla camera condannato per atti di violenza contro polizia e appartenenti a movimenti neofascisti
“Egregio Presidente, nella seduta di oggi il collega Rossano Sasso ha chiesto formalmente all'Ufficio di presidenza della Camera l'adozione di provvedimenti sanzionatori nei confronti delle deputate e deputati che nella mattinata di venerdi 30 gennaio hanno impedito con la loro presenza lo svolgimento di una conferenza stampa convocata dall'onorevole Furgiuele e alla quale era prevista, tra le altre, la partecipazione di un esponente di Casa Pound condannato per atti di violenza contro membri delle forze dell'ordine e appartenente a un movimento neofascista che della tragedia rappresentata da quel regime ventennale rivendica tuttora i valori e l'eredità. Con la presente, avendo partecipato a quello che riteniamo un obbligo di preservazione della dignità dell'istituzione parlamentare, Le comunichiamo la nostra intenzione di impedire qualunque altra eventuale occasione simile che dovesse ripresentarsi nel prossimo futuro. Al contempo rivendichiamo la scelta compiuta nella forma pacifica che ha contraddistinto la nostra iniziativa a tutela dell'identità e tradizione antifascista della
Repubblica e del Parlamento. Tanto riteniamo giusto comunicarLe anche al fine di consentire una valutazione completa in relazione alla richiesta di adozione di provvedimenti sanzionatori nei nostri confronti. Con rispetto”. Così i deputati che hanno partecipato venerdì Gianni Cuperlo, Roberto Morassut, Arturo Scotto, Matteo Orfini, Michela Di Biase, Laura Boldrini, Andrea Quartini, Nicola Fratoianni, Marianna Ricciardi, Anna Laura Orrico, Francesco Mari, Angelo Bonelli, Ouidad Bakkali, Gilda Sportiello, Antonio Caso, Antonio Ferrara, Riccardo Ricciardi, Filiberto Zaratti, Valentina D’Orso, Matteo Richetti, Carmela Auriemma.
"Il governo Meloni ha paura del voto dei fuorisede al referendum sulla giustizia. Nonostante dicano di essere d’accordo hanno bocciato tutti i nostri emendamenti che inserivano la possibilità di fare votare anche chi vive in un luogo diverso da dove risiede. In un’epoca di grande astensionismo, si impedisce a 5 milioni di elettrici ed elettori di votare. Eppure è già stato fatto, in via sperimentale, per le elezioni europee e per i referendum dello scorso giugno. Ed è arbitrario e pretestuoso dire, come fanno esponenti di governo, che la sperimentazione non ha dato buoni risultati, visto che sono stati pochi i fuori sede che si sono presentati alle urne nel luogo di domicilio. Era una novità che richiede tempo e tanta informazione per diventare un dato acquisito. Votare è un diritto, non una concessione del governo. In questo referendum non c’è il quorum e il “no”, secondo gli ultimi sondaggi, è in rimonta: è forse per questo che la destra si oppone?
Una grande ipocrisia che impedisce a studenti, lavoratrici e lavoratori, persone malate di esercitare il diritto fondamentale del voto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Questo governo sulla sicurezza ha fallito. Non ha fatto che sfornare norme e inventare nuovi reati, ma la situazione evidentemente non è migliorata. E per di più se la prende con le opposizioni. Vedremo quali provvedimenti porteranno in aula, che testo ci sottoporranno, ma da quello che sentiamo più che di prevenire l’azione dei gruppi violenti, si parla di limitare i diritti delle persone che vogliono manifestare pacificamente, sfruttando i fatti di Torino che noi abbiamo immediatamente condannato. Il governo dell'ordine e della sicurezza su questo fronte ha già dimostrato tutta la sua incapacità. Insistere con la stretta repressiva è una formula sbagliata che non funziona, è solo propaganda deleteria che mira ad alzare la tensione. Come alzano la tensione le parole usate da alcuni ministri in queste ore, che parlano di Br e accusano strumentalmente le opposizioni". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La condanna del Pd rispetto alle violenze commesse a Torino ai danni di un agente è netta e totale: chi ha commesso questa aggressione ne dovrà rispondere, la violenza non può mai trovare alcuna giustificazione. La dinamica di quanto accaduto a Torino sembra essere quella già vista in altre occasioni: manifestazioni con decine di migliaia di persone, che si svolgono pacificamente fin quando sul finire sopraggiungono gruppi violenti a volto coperto che irrompono con intenti criminali.
Mantenere l’ordine pubblico è compito del ministro dell’Interno, così come mettere in atto misure che consentano di prevenire questa violenza, specialmente quando è facilmente prevedibile. Strumentalizzare quanto accaduto, come stanno facendo alcuni esponenti della destra, addossando la responsabilità dei fatti criminali ai partiti di opposizione è un esercizio becero e pericoloso che dimostra tutta l’inadeguatezza di chi è oggi al potere, e che non vuole assumersi le proprie responsabilità". Così Laura Boldrini deputata Pd e presidente del Comitato diritti umani della Camera.
"Non c'è spazio nelle istituzioni della Repubblica antifascista per i neofascisti e i neonazisti. Per questo oggi, con tante colleghe e colleghi delle opposizioni, abbiamo presidiato la sala stampa della Camera dei deputati dove era prevista una conferenza stampa, indetta dall'on. Furgiuele della Lega, con la presenza di noti esponenti di organizzazioni fasciste e neonaziste. Uno sfregio alla Costituzione, al Parlamento, alla storia della Repubblica, alle madri e ai padri costituenti, all'Italia che non abbiamo consentito". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il rischio di chiusura di alcuni punti nascita in Toscana, legato al mancato raggiungimento dei parametri numerici previsti dalla normativa nazionale, pone un tema serio che non può essere affrontato con rigidità burocratica. Il forte calo della natalità che attraversa l’Italia – certificato ormai da anni dai dati Istat – non può trasformarsi in un boomerang per i territori marginali e per le famiglie, scoraggiando ulteriormente la scelta di avere figli. La Regione Toscana ha giustamente avanzato la richiesta di deroghe mirate per salvaguardare presìdi come quelli della Asl Sud Est, della Gruccia o di Campostaggia, strutture che rappresentano un punto di riferimento sanitario e sociale per aree vaste e spesso periferiche. La chiusura automatica dei punti nascita rischierebbe di indebolire il diritto alla salute e alla prossimità dei servizi, soprattutto nelle zone interne, montane e rurali.”: è quanto dichiara una nota congiunta dei parlamentari Pd eletti in Toscana Emiliano Fossi, Marco Furfaro, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Laura Boldrini, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
“Allo stesso tempo, la sicurezza di madri e neonati deve restare un principio non negoziabile, nel rispetto dei protocolli del Ministero della Salute. Proprio per questo è necessario uscire da una contrapposizione sterile e procedere rapidamente al rinnovo e all’insediamento del Comitato percorso nascita nazionale, oggi scaduto, per valutare le richieste di deroga sulla base di criteri organizzativi, professionali e territoriali ed aprire un dibattito complessivo sull’opportunità di rivedere alcuni parametri. Difendere i punti nascita non significa infatti abbassare gli standard, ma rafforzare la rete sanitaria, investire su personale, trasporti materno-neonatali, consultori e integrazione tra ospedali e territorio. È questa la sintesi da perseguire: contrastare la denatalità, garantire presìdi sanitari nei territori marginali e assicurare, sempre e ovunque, la massima sicurezza per le donne e i loro bambini. Utilizzare questa situazione in maniera strumentale, come sta facendo la destra in Toscana, denota una evidente mancanza di cultura di governo e la conclamata incapacità di dare risposte concrete ai problemi delle comunità coinvolte": conclude la nota.
"Nelle ore in cui la comunità di Masafer Yatta, in Cisgiordania, subisce un violentissimo attacco da parte dei coloni israeliani che bruciano case, rubano pecore e feriscono le persone, al Comitato diritti umani della Camera abbiamo audito le rappresentanti dell'Operazione Colomba che hanno testimoniato come la violenza contro la popolazione palestinese in Cisgiordania sia drammaticamente aumentata e mai così estesa come ora.
"Mai vista tanta violenza in 21 anni di nostra presenza" hanno riferito le volontarie dell'organizzazione pacifica e non violenta la cui presenza a Masafer Yatta ha lo scopo di fare da deterrenza e fornire protezione ai palestinesi accompagnandoli nelle attività quotidiane: dalla scuola al pascolo alla coltivazione degli olivi.
Dal 7 ottobre si è aggiunta un nuova figura: i soldati-coloni, riservisti a cui è stato chiesto di entrare nell'esercito e che indossando la divisa sono legittimati a usare le armi contro i civili palestinesi, anche a scopo privato. È a questa categoria che appartiene il colono che ha minacciato i carabinieri italiani a Ramallah.
Le volontarie di Operazione Colomba hanno riferito come in Cisgiordania stiano esponenzialmente aumentando gli avamposti che poi diventano nuovi insediamenti illegali dei coloni usurpando terre, e sottraendo energia elettrica e acqua ai palestinesi. Interi villaggi non esistono più, come Khallet Athabà che è stato totalmente raso al suolo e i cui abitanti sono stati costretti a fuggire. È solo uno dei tanti esempi del piano di pulizia etnica che il governo Netanyahu sta attuando in Cisgiordania e davanti al quale l'intera comunità internazionale tace colpevolmente". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Senza consenso è sempre stupro": oggi le donne lo hanno urlato forte davanti al Senato dove si sta consumando il tradimento delle destre con la proposta di legge della senatrice Bongiorno che ha riscritto la legge sul consenso togliendo proprio il consenso. Un salto indietro di decenni anche rispetto alle sentenze della Cassazione. Un salto indietro che si consuma sulla pelle delle donne che subiscono violenza e non riescono a reagire all’aggressione dello stupratore.
Un testo irricevibile a cui ci opporremo: meglio nessuna legge che questa legge". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La violenza e l'umiliazione imposta oggi da un colono israeliano ai nostri carabinieri a Ramallah, in Cisgiordania, è inaccettabile. Quello che è accaduto ai due uomini dell'Arma è stato possibile perché i coloni godono di una totale impunità, le loro azioni criminali sono protette e spalleggiate dall'esercito israeliano e le loro mani armate dai ministri del governo Netanyahu. Ed è altrettanto inaccettabile che questo, e molto peggio di questo, accada ai palestinesi ogni giorno. Un regime del terrore imposto dal governo israeliano che rende la vita dei palestinesi un vero calvario, con confische arbitrarie di terre, demolizioni di case e violenza diffusa anche contro ragazzi minorenni.
Il nostro governo che oggi giustamente si indigna per l'attacco ai due carabinieri, si renda conto una volta per tutte che questa è la "normalità" in Cisgiordania per chiunque non sia gradito ai coloni.
Non sono gruppi di scalmanati fuori controllo: i coloni sono parte integrante del governo di Tel Aviv, rappresentati dai ministri Ben Gvir e Smotrich. La loro violenza non cesserà finché non si porrà fine all'occupazione illegale della Cisgiordania e al governo di Netanyahu imponendo sanzioni e interrompendo i rapporti commerciali". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“La situazione in Siria è a dir poco allarmante. Il governo italiano agisca immediatamente nei rapporti bilaterali e si adoperi in sede europea e internazionale per fermare la drammatica offensiva di Damasco contro l’esperienza democratica dell’Amministrazione Autonoma curda”. Così si legge nell’interrogazione a prima firma della deputata PD e Presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo, Laura Boldrini al ministro degli Esteri Tajani, a cui hanno aderito il responsabile esteri del Pd Peppe Provenzano, il capogruppo in commissione esteri Enzo Amendola, la vice presidente della Commissione Lia Quartapelle e il deputato Fabio Porta.
“Nonostante le forze democratiche siriane, a guida curda, siano state in passato schierate in prima linea nella lotta all’Isis – sottolinea la parlamentare dem - è oggi in corso una feroce offensiva bellica contro di loro, lanciata dalle forze armate affiliate al governo di transizione di Damasco, guidato dal presidente autoproclamato – ed ex qaedista – Ahmad Al Sharaa (Al Joulani). Un’offensiva, che va contro l’accordo di tregua firmato solo pochi giorni fa, e che ha il sostegno del governo turco e la compiacenza degli Stati Uniti”. “Tra gli obiettivi delle forze siriane c’è quello di colpire l’autonomia curda del Rojava e il suo esperimento di autogoverno fondato su pluralismo etnico, parità di genere e democrazia di base e anche la conquista della città di Kobane, simbolo dell’eroica resistenza e della sconfitta dello Stato islamico. Ma c’è anche prendere il controllo delle prigioni e dei campi che ospitano migliaia di combattenti dell’Isis fin qui sotto il controllo delle forze armate curde. Nei giorni scorsi sono evasi non pochi miliziani dell’Isis e si teme la fuga e la liberazione dei terroristi dello stato islamico, minaccia che va oltre la Siria e il Medio Oriente”, conclude Boldrini.
"Dalla legge sul consenso hanno tolto il consenso. Il testo proposto dalla senatrice Bongiorno non solo smonta radicalmente la legge approvata all'unanimità alla Camera dei deputati, ma segna un passo indietro incredibile nella tutela delle vittime di stupro. Di consenso non si parla più. Non c'è più traccia né della parola né del concetto stesso. E inoltre si diminuisce la pena per chi commette uno stupro. Uno schiaffo in faccia a tutte le donne che non sono state credute nei tribunali perché non hanno potuto reagire alla violenza. Per quello che ci riguarda, meglio nessuna legge che questa legge.
Come ha fatto Giulia Bongiorno, avvocata di vittime di violenza sessuale, a voltare le spalle alle donne in questo modo? Valgono più gli ordini di scuderia, le opinioni delle penne più sessiste del giornalismo italiano, che il diritto delle vittime a essere credute e tutelate?
Come prima firmataria della proposta di legge del Pd, su cui si è costruito l'accordo tra maggioranza e opposizione, sono indignata per questo vergognoso voltafaccia tutto a scapito delle donne.
Che fine ha fatto la parola di Giorgia Meloni che aveva stretto un accordo con Elly Schlein? E' l'ennesimo sgambetto di Salvini o ha ceduto alle pressioni delle aree più retrive del suo elettorato tradendo le donne?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e prima firmataria del progetto di legge inziale sul consenso.