"Il raduno nazionale di CasaPound a Grosseto è un affronto a questo territorio e alla sua storia che è una storia fatta di persecuzioni fasciste, di violenze contro i partigiani ma anche di resistenza.
Nella Repubblica nata sui valori dell'antifascismo, realtà come CasaPound e tutta la galassia neofascista non dovrebbero esistere perché anticostituzionali per definizione. Per questo chiediamo lo sgombero della sede di CasaPound occupata a Roma che qualcuno ha tentato di paragonare al Leoncavallo. Nessun paragone è possibile tra chi porta cultura, arte, politica dal basso come il centro sociale milanese, con i nostalgici del peggior regime che l'Italia abbia mai sperimentato.
E per questo oggi essere a Grosseto con l'Assemblea antifascista e l'Anpi è fondamentale: non possiamo e non vogliamo girarci dall'altra parte nel momento in cui l'internazionale nera guidata da Donald Trump e tanto amata da Salvini e Meloni tenta di imporre la sua agenda fatta di autoritarismi, di attacchi ai diritti, di tentativi di riscrivere la storia e di gravissime limitazioni delle libertà". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Dal palco della Festa dell'Unità di Livorno, durante un partecipatissimo dibattito sul genocidio a Gaza, ho annunciato che presenteremo un'interrogazione parlamentare su quello che è successo ieri a Venezia all'attrice Anna Foglietta e alla street artist Laika.
Mentre erano a bordo di una barca sventolando la bandiera palestinese e portando l'opera di Laika "We are coming" realizzata in sostegno della Global Sumud Flotilla, sono state fermate dai carabinieri e hanno subito il sequestro sia della bandiera sia dell'opera.
Il governo dovrà spiegare in aula per quale ragione, in un paese democratico, non si può sventolare la bandiera di un popolo oppresso e portare un'opera d'arte in sostegno di una missione umanitaria a cui partecipano anche parlamentari italiani.
Stanno superando il limite e non possiamo permetterglielo". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Questa sera, alla Festa dell'Unità di Livorno, faremo un collegamento con la Global Sumud Flotilla e con Rula Jebreal da New York. E parleremo del genocidio di Gaza con l'eurodeputato Marco Tarquinio e il giornalista del TG1 Nico Piro.
Se la Flotilla riuscirà ad arrivare a Gaza e consegnare gli aiuti umanitari che trasporta, se tutti torneranno indietro incolumi dipende anche dall'attenzione che noi sapremo dare a questa iniziativa. Una missione legale, pacifica e umanitaria, ma anche pericolosa. Di fronte all'inerzia del nostro governo che si sta rendendo complice di quello che accade a Gaza, noi sosteniamo iniziative come la Global Sumud Flotilla di cui condividiamo gli obbiettivi: rompere l'assedio israeliano alla Striscia, aiutare la popolazione stremata e porre fine al genocidio. Queste iniziative della società civile riscattano la vergogna in cui il governo sta trascinando il nostro Paese". Lo dichiara, in un'intervista rilasciata oggi al Tirreno, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Il PD sostiene la Global Sumud Flotilla e partecipa all’iniziativa con due parlamentari a bordo: il deputato Arturo Scotto e l'europarlamentare Annalisa Corrado.
Questa è una missione importantissima che ha gli stessi obiettivi che noi ribadiamo da mesi e che abbiamo inserito in vari atti parlamentari: rompere l'assedio del governo israeliano a Gaza, fare entrare gli aiuti umanitari nella Striscia e porre fine allo sterminio del popolo palestinese.
Se ci sono governi, incluso quello di Giorgia Meloni, che non agiscono e si rendono complici del genocidio dei palestinesi, noi, oltre a contrastarne politicamente l’inerzia, non possiamo che sostenere azioni come la Global Sumud Flotilla che è una iniziativa umanitaria, pacifica e del tutto legale" lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, alla conferenza stampa di presentazione della missione umanitaria che si è tenuta oggi a Palazzo Madama.
"Ma è anche pericolosa: conosciamo i metodi delle forze armate israeliane e sappiamo che le persone a bordo della Flotilla potrebbero correre dei rischi. Le parole aberranti del ministro Ben Gvir lo confermano : tutti coloro che sono a sulle imbarcazioni della Sumud Flotilla saranno considerati terroristi. Di fronte a questa dichiarazione
Il governo spagnolo ha già detto che garantirà ogni forma di tutela ai suoi cittadini e alle sue cittadine - ha sottolineato Boldrini -. Il governo italiano invece finora ha taciuto. Ma noi pretenderemo che, se sarà necessario, faccia altrettanto, li incalzeremo su questo. L’alleanza politica tra Meloni e Netanyahu sta causando una macchia indelebile alla reputazione dell’Italia, rendendola complice di un genocidio. Le numerose iniziative della società civile, a cominciare dalla Global Sumud Flotilla, possono riscattare tale vergogna".
"Seguiremo la Flotilla ora dopo ora, saremo con loro e terremo alta l'attenzione perché la riuscita della missione e l’incolumità di chi è a bordo dipendono anche da questo. Questi uomini e queste donne ci rappresentano tutti e tutte" ha concluso.
“Israele ha dichiarato che considererà gli attivisti della Global Sumud Flotilla alla pari di terroristi. Un’affermazione gravissima e inaccettabile contro una missione di pace e solidarietà. Su quelle imbarcazioni ci sono anche cittadini italiani: il Governo ha il dovere immediato di garantire la loro sicurezza e di sostenere con chiarezza questa iniziativa pacifica e umanitaria.
Proteggere chi lavora per la pace significa proteggere i valori e i diritti che stanno alla base della nostra Repubblica e dell’Europa. Meloni e Tajani smettano di tentennare, servono rassicurazioni esplicite e atti concreti a difesa dei partecipanti alla Global Sumud Flotilla. Ogni ritardo nell’intervento del Governo è grave e conferma l’inerzia italiana, soprattutto alla luce del fatto che altri governi europei, a cominciare da quello spagnolo, hanno già espresso sostegno all’iniziativa e richiesto una protezione per chi è a bordo della Global Sumud Flotilla”. Cosi le parlamentari e i parlamentari del Pd Ouidad Bakkali, Mauro Berruto, Laura Boldrini, Cecilia D’Elia, Sara Ferrari, Valentina Ghio, Patrizia Prestipino, Arturo Scotto, Roberto Speranza, Rachele Scarpa, Nico Stumpo, Stefano Vaccari, Cecilia Strada, Michele Fina, Susanna Camusso, Alessandro Zan.
"La più grande organizzazione di esperti di genocidio del mondo, l'International Association of Genocide Scholars (Iags), ha dichiarato che quello che Israele sta facendo a Gaza è genocidio. Lo afferma in una risoluzione approvata con l'86 per cento di voti favorevoli. Dopo questa ennesima, autorevole dichiarazione, non esistono più alibi e non ci possono essere più reticenze. Anche chi finora ha negato o ha minimizzato, come se non bastassero già i pronunciamenti della Corte internazionale di giustizia, non potrà più voltarsi dall'altra parte.
E questo vale anche per il mondo dell'informazione in cui questa notizia non ha avuto il rilievo che meritava. Anzi, tranne rare eccezioni, è stata colpevolmente oscurata.
Mentre a Gaza il popolo palestinese continua ad essere decimato e in Cisgiordania continua l'esproprio e l'occupazione delle case e delle terre dei palestinesi da parte dei coloni israeliani, nel nostro Paese, nei palazzi e nelle redazioni dobbiamo ancora assistere a titubanze, balbettii e tentennamenti. Una complicità intollerabile". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Tra 31 agosto e il 4 settembre prossimi partirà una grande missione umanitaria nata dal basso con lo scopo di rompere l'assedio in cui è tenuta Gaza e portare aiuti alla popolazione stremata della Striscia. E' la Global Sumud Flotilla: decine e decine di imbarcazioni salperanno da diversi porti del Mediterraneo alla volta di Gaza cariche di cibo, medicine e beni di prima necessità. Un'impresa legale, pacifica, necessaria ma che certamente comporta dei rischi. A bordo delle barche ci saranno persone di tutto il mondo, anche italiani, uomini e donne che sono indignati per l'immobilismo dei governi e delle istituzioni dell'Ue davanti a quello che i maggiori esperti mondiali definiscono genocidio del popolo palestinese a Gaza .
La riuscita della missione e la sicurezza di chi è a bordo di quelle imbarcazioni dipendono anche dall'attenzione che ci sarà. Per questa ragione, non lasciamoli soli. Sosteniamoli, seguiamoli, parliamo di loro, teniamo accesi i fari sulla Global Sumud Flotilla". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Sono venuta a sapere in queste ore che anche alcune mie foto sono finite sul famigerato forum "Phica.net", accompagnate da commenti sessisti, volgari e violenti. Non è la prima volta, purtroppo. Ma anche in questo caso procederò come ho sempre fatto e cioè denunciando alle autorità.
Davanti a chi pensa di poter disporre del corpo delle donne, sia dal vivo sia online, non si può e non si deve tacere.
Trovo, per altro, imbarazzante il comunicato dei gestori del sito che davanti alla denuncia di decine di donne che hanno trovato centinaia di commenti e loro foto non autorizzare dicono che "non siamo riusciti a bloccare in tempo tutti quei comportamenti tossici". Segnalo che alcune delle mie foto e dei commenti irripetibili che le accompagnano risalgono al 2020. Ma di cosa parlano? Il forum si qualifica a cominciare dal nome che i gestori hanno scelto di dargli.
Non sono singoli comportamenti tossici: è una cultura tossica che forum come quello non fanno che alimentare. Ed è sul piano colturale che bisogna agire. Non subiremo questa rivoltante violenza misogina". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Che una guardia costiera straniera spari contro una nave di soccorritori in acque internazionali è un fatto gravissimo. Ma è ancora più grave che sia la guardia costiera libica addestrata dall'Italia, su mezzi forniti dall'Italia, a sparare per circa 20 minuti contro una nave, la Ocean Viking, che aveva appena soccorso decine di persone che rischiavano di morire in mare.
Un'azione deliberata e criminale che ha messo a repentaglio la vita di chi si trovava a bordo, equipaggio incluso.
Il governo condanni con determinazione quanto accaduto che non è certo derubricabile a incidente. E pretenda un'indagine indipendente e autorevole per risalire ai responsabili.
Il protocollo con la Libia si rivela, ogni giorno di più, un accordo criminogeno che non ha alcuna efficacia nella gestione del fenomeno migratorio". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Almeno un quarto della popolazione di Gaza, circa mezzo milione di persone, rischia di morire di fame. L’allarme è stato lanciato dall’Ipc delle Nazioni Unite, che ha dichiarato lo stato di carestia a Gaza, la prima in Medio Oriente. Una carestia che è il risultato apocalittico della decisione del governo israeliano di usare la fame come arma di guerra. Un dramma studiato a tavolino, come i bombardamenti degli ospedali, delle scuole, delle case, dei luoghi di culto. Come le uccisioni mirate delle persone affamate in coda per ricevere aiuti alimentari. Come gli ordini di evacuazione di massa da Gaza City quando non esistono, da molto tempo, luoghi sicuri dove rifugiarsi.
È un piano preciso di genocidio del popolo palestinese che deve essere fermato e non può restare impunito.
Non ci stancheremo mai di chiedere sanzioni per Israele, l'embargo sul commercio di armi e tecnologie militari, la sospensione dell'accordo di associazione UE-Israele e l'invio dei caschi blu dell'Onu nella Striscia di Gaza. Di fronte a questo abisso il mondo non può restare a guardare. Non è più sopportabile l’inerzia del governo Meloni che si limita a criticare a parole l’operato dell’alleato Netanyahu senza prendere iniziative di alcun genere, trascinando l'Italia nella vergogna. l’Unione europea si svegli dal suo colpevole torpore e metta in atto azioni concrete per fermare Benjamin Netanyahu. L’Ue, che nasce come progetto di pace, non può farsi complice di un genocidio". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La Cisgiordania spaccata in due da una gigantesca colonia e Gaza City sotto attacco con migliaia di persone deportate.
Così il governo Netanyahu vuole mettere una pietra tombale sullo Stato di Palestina e sul diritto dei palestinesi all'autodeterminazione.
Un intero popolo stretto in una morsa letale come non si era mai visto dalla Seconda guerra mondiale in poi.
E mentre milioni di persone in tutto il mondo continuano a mobilitarsi in difesa della Palestina e del suo popolo, l’Ue rimane a guardare il governo israeliano che, con il sostegno del presidente americano Donald Trump, compie orrendi crimini e mette in atto il suo scellerato disegno messianico di "grande Israele" a discapito di milioni di persone che abitano da sempre quelle terre. Allo stesso modo il governo Meloni si limita a pronunciare qualche parola di disappunto e null’altro. L'Ue non sta mettendo in atto nessuna iniziativa politica, nessuna sanzione, nessuna sospensione dell'accordo UE-Israele, nessun embargo sulle armi usate per massacrare il popolo palestinese. Non basta dire che la nuova colonia in Cisgiordania è illegale: bisogna impedire che nasca, bisogna fermare il massacro.
Bruxelles si sta macchiando di un immobilismo inaccettabile che la rende complice dei crimini commessi dal governo Netanyahu". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ogni tentativo di arrivare alla pace tra Mosca e Kiev va sostenuto tenendo ben presente che deve essere una pace giusta per l'Ucraina e non un regalo a Putin.
Sì arriva a parlare di pace solo oggi consegnando il ruolo di mediatore a Trump che, come abbiamo visto nel bilaterale in Alaska, è pronto a cedere alle condizioni di Putin perché è più interessato ai suoi affari e a dire che la pace è merito suo che non ad offrire garanzie all'Ucraina che è il paese aggredito.
Per questo la mediazione sarebbe dovuta essere, fin dall'inizio, appannaggio dell'Ue nata come progetto di pace. Invece Bruxelles si è limitata a mandare armi senza una linea politica che aprisse un concreto tavolo di trattative per la pace. Adesso l'Ue abbia un ruolo più attivo e decisivo". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Lo sport non può restare neutrale davanti alla strategia di annientamento del popolo palestinese.
Per questo, su iniziativa del collega Mauro Berruto, responsabile Sport per il Partito Democratico, e insieme a 44 tra parlamentari ed europarlamentari del pd abbiamo inviato una lettera ai rappresentanti italiani del Comitato olimpico internazionale, al presidente del Coni, Luciano Buonfiglio e al presidente della Federazione italiana del Calcio, Gabriele Gravina.
A loro chiediamo di farsi portavoce con il Cio, la Fifa e l'Uefa perché Israele sia sospeso da tutte le competizioni sportive internazionali.
In due anni di sterminio a Gaza, il governo israeliano ha ucciso almeno 636 atleti e atlete palestinesi, uomini e donne che avevano dedicato la propria vita allo sport, che l’hanno persa. Il Comitato Olimpico palestinese denuncia che oltre il 90% delle infrastrutture sportive nella Striscia di Gaza sono state rase al suolo e che per almeno dieci anni non sarà immaginabile ripristinare nessuna attività sportiva.
Distruggere lo sport non è un effetto collaterale, ma una precisa scelta politica orientata a cancellare un popolo, colpendolo a morte anche nello spirito, nel senso di appartenenza, nella speranza che caratterizza lo sport.
Dal 1948 ad oggi diversi paesi sono stati sospesi per avere calpestato i principi della convivenza pacifica tra i popoli: dalla Germania al Giappone, dalla Jugoslavia al Sudafrica fino alla Russia che ha invaso l'Ucraina. Perché lo stesso non viene fatto con Israele?
Questo doppio standard è inaccettabile e dannoso.
Abbiamo lanciato una petizione per sospendere Israele da tutte le competizioni sportive internazionali. Si può firmare su Change.org al link: https://www.change.org/p/firma-per-sospendere-israele-da-tutte-le-compet.... Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Mauro Berruto promotore dell’appello: “Non è vendetta, ma responsabilità”. Da oggi si può firmare su https://chng.it/WzNSSQbVzR Consenso trasversale auspicato alla vigilia di Italia–Israele a Udine
Alla vigilia della partita di calcio Italia–Israele, in programma a Udine il prossimo 14 ottobre, si accende il dibattito sul ruolo dello sport davanti a gravi crisi umanitarie e politiche. Il responsabile nazionale sport del Partito Democratico, Mauro Berruto, insieme a 44 parlamentari del PD eletti alla Camera, al Senato e al Parlamento europeo, ha promosso un appello che riguarda tutte le discipline sportive per chiedere ai membri italiani del Comitato Olimpico Internazionale, al Presidente del CONI e al Presidente della FIGC di farsi portavoce, presso CIO, FIFA e UEFA, della sospensione di Israele da tutte le competizioni sportive internazionali.
«Non si tratta di un gesto di vendetta – si legge nel testo – ma di un atto di responsabilità. Non per punire un popolo, ma per affermare che lo sport non può restare neutrale davanti a una politica di annientamento». L’appello sottolinea come, da quasi due anni, la Striscia di Gaza sia teatro di uno sterminio che ha già cancellato decine di migliaia di vite civili, tra cui almeno 636 atleti e atlete palestinesi. Il Comitato Olimpico Palestinese denuncia inoltre che oltre il 90% delle infrastrutture sportive a Gaza è stato distrutto, rendendo impossibile ogni attività per almeno un decennio.
Secondo i promotori, la distruzione dello sport non è un effetto collaterale, ma una scelta politica per colpire un popolo anche nello spirito e nella speranza. L’appello ricorda i precedenti storici in cui la comunità sportiva internazionale ha scelto la sospensione di federazioni e comitati nazionali: dalla Germania e Giappone del dopoguerra alla Jugoslavia, dall’Iraq all’Afghanistan, dal Sudafrica dell’apartheid (escluso per 24 anni dai Giochi) fino alla Russia, oggi sospesa per l’aggressione all’Ucraina.
Berruto in un intervista oggi su La Stampa si è fatto portavoce dell’auspicio di tutti i firmatari che chiedono un consenso trasversale, al di là delle appartenenze politiche, affinché lo sport resti coerente con i valori di pace, uguaglianza e dignità umana sanciti nelle Carte e negli Statuti olimpici e federali.
Ecco il testo dell’appello e i firmatari
Ai membri italiani attivi e onorari del Comitato Olimpico Internazionale: Giovanni Malagò, Ivo Ferriani, Federica Pellegrini, Franco Carraro, Mario Pescante, Manuela Di Centa, Francesco Ricci Bitti
Al Presidente del Comitato Olimpico Italiano: Luciano Buonfiglio
Al Presidente delle Federazione Italiana Giuoco Calcio: Gabriele Gravina
Lo sport, fin dagli albori della sua esistenza ai tempi dell’antica Olimpia, ha avuto la capacità di essere linguaggio universale e un potente strumento politico ed etico, nel senso più alto di questi termini.
C’è, nello sport, un principio inderogabile: l’idea che scendere in campo significhi riconoscere l’altro come avversario, non come nemico. È un principio fragile e prezioso, che ha retto nei momenti più difficili e che continua a ricordarci che l’essere umano può scegliere le regole e il rispetto, anche nel conflitto.
Oggi, tuttavia, siamo davanti a una ferita aperta che mette in discussione la credibilità stessa dello sport come spazio di pace. Da quasi due anni la Striscia di Gaza è teatro di uno sterminio che ha già cancellato decine di migliaia di vite civili. Tra queste, ci sono almeno 636 atleti e atlete palestinesi, uomini e donne che avevano dedicato la propria vita allo sport, che l’hanno persa, insieme alle loro famiglie, in case bombardate e sbriciolate o nei centri di distribuzione degli aiuti alimentari. Il Comitato Olimpico palestinese denuncia che oltre il 90% delle infrastrutture sportive nella Striscia di Gaza sono state rase al suolo e che per almeno dieci anni non sarà immaginabile ripristinare nessuna attività sportiva. Distruggere lo sport non è un effetto collaterale, ma una precisa scelta politica orientata a cancellare un popolo, colpendolo a morte anche nello spirito, nel senso di appartenenza, nella speranza che lo sport regala.
Il governo guidato da Benjamin Netanyahu porta avanti, giorno dopo giorno, politiche che negano il diritto stesso di esistere di un popolo. La Corte internazionale di giustizia ha avviato un procedimento per genocidio nei confronti di Israele, mentre la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per Netanyahu e Gallant per crimini di guerra e contro l’umanità. Non è solo una questione geopolitica, ma una questione etica che riguarda tutti e tutte noi, se vogliamo che lo sport continui a essere credibile quando proclama di difendere la pace, l’uguaglianza, la dignità umana, così come scritto nell’articolo 3 della Carta Olimpica, nell’articolo 3 dello statuto FIFA e nell’articolo 2 dello statuto UEFA.
Per questo, ci rivolgiamo a voi e vi chiediamo di farvi portavoce, presso il CIO, la FIFA e l’UEFA della richiesta di sospendere Israele da tutte le competizioni sportive internazionali. Non come gesto di vendetta, ma come atto di responsabilità. Non per punire un popolo, ma per dire che lo sport non può restare neutrale davanti a una politica di annientamento.
Lo sport ha già conosciuto queste scelte. Gli organismi sportivi internazionali hanno sospeso federazioni e Comitati Olimpici quando hanno visto calpestare i principi fondanti della convivenza: dal 1948 ad oggi sono state bandite dalle competizioni sportive internazionali, Germania, Giappone, Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Kuwait, Indonesia, Guatemala, Corea del Nord, Rhodesia, Pakistan, Chad, Myanmar, Congo; il Sudafrica per 24 anni è stato fuori dai Giochi Olimpici per l’apartheid, la Russia è fuori oggi per l’aggressione all’Ucraina. In tutti quei momenti, il messaggio è stato chiaro: chi trasforma lo sport in strumento di propaganda o chi, per gli stessi motivi, lo distrugge non può essere partecipe della comunità sportiva mondiale.
Non agire, oggi, significherebbe rinunciare alla forza politica ed etica che lo sport ha sempre avuto, essendo capace, con le sue battaglie, di conquiste in termini di diritti umani, civili, sociali.
Vi chiediamo di usare la vostra voce e il vostro ruolo nelle sedi delle tre più importanti organizzazioni sportive internazionali per far capire che, in questo silenzio globale, non vogliamo essere complici.
Vi chiediamo di restituire allo sport il coraggio di essere, ancora e più che mai, coscienza viva della nostra umanità, perché se lo sport non saprà difendere la vita di chi lo onora, allora quei 636 atleti morti e quelle decine di migliaia di giovani vite spezzate a Gaza non saranno solo nomi cancellati. Saranno il silenzio eterno di un campo sportivo vuoto di cui tutti, attori e spettatori, saremo colpevoli.
I e le parlamentari del Partito Democratico - Italia democratica e progressista.
Mauro Berruto, Ouidad Bakkali, Anthony Barbagallo, Lorenzo Basso, Brando Benifei, Laura Boldrini, Susanna Camusso, Annalisa Corrado, Gianni Cuperlo, Augusto Curti, Cecilia D’Elia, Eleonora Evi, Sara Ferrari, Rosanna Filippin, Antonella Forattini, Marco Furfaro, Gianni Girelli, Stefano Graziano, Chiara Gribaudo, Valentina Ghio, Giovanna Iacono, Silvio Lai, Francesca La Marca, Ilenia Malavasi, Stefania Marino, Antonio Nicita, Matteo Orfini, Alberto Pandolfo, Luca Pastorino, Vinicio Peluffo, Fabio Porta, Vincenza Rando, Silvia Roggiani, Nadia Romeo, Sandro Ruotolo, Rachele Scarpa, Arturo Scotto, Marco Simiani, Cecilia Strada, Nico Stumpo, Bruno Tabacci, Marco Tarquinio, Stefano Vaccari, Ylenia Zambito
"Il progetto di occupazione della Striscia di Gaza approvato dal gabinetto di guerra di Netanyahu è irricevibile. Proporre lo sfollamento di un milione di palestinesi da Gaza City e dall'area centrale della Striscia, stipandoli a sud nelle cosiddette "città umanitarie" che altro non sono che campi di concentramento, è l'ennesimo crimine di guerra di cui il governo israeliano si macchia. Una decisione presa nonostante le forti perplessità del capo di stato maggiore dell'Idf che sottolinea come, in questa prospettiva venga perfino esclusa la riconsegna degli ostaggi.
Come non è pensabile escludere l'Autorità nazionale palestinese dalla gestione della Striscia.
Il popolo palestinese non può e non deve rimanere escluso dal futuro di Gaza, neanche se il controllo dovesse andare ai paesi arabi.
Questo è l'annientamento dell'idea stessa di Palestina. Netanyahu non ha alcun diritto di decidere per il futuro di Gaza e dei palestinesi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.