04/02/2026 - 16:50

*Mauri: “l'ennesimo decreto sicurezza senza un piano straordinario di assunzioni è solo propaganda. Così si torna sempre al punto di partenza”*

“Il continuo, compulsivo ritorno del Governo sulle stesse misure dimostra una cosa molto semplice: le politiche sulla sicurezza dell’esecutivo Meloni hanno fallito. Se una ricetta fosse efficace, non ci sarebbe bisogno di riproporla ogni volta con qualche ritocco. Qui, invece, siamo di fronte alla prova evidente dell’inefficacia delle scelte fatte finora”.
Lo dichiara Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile sicurezza del PD.
“Da mesi il Governo insiste sempre sugli stessi strumenti: aumento delle pene, introduzione di nuovi reati, politiche anti dissenso. Una linea che si è già dimostrata sbagliata e che non produce alcun miglioramento concreto della sicurezza dei cittadini".
“Il vero problema è sotto gli occhi di tutti: mancano uomini e donne nelle forze dell’ordine. Se domani il Consiglio dei ministri dovesse approvare l’ennesimo inutile pacchetto sicurezza senza un piano straordinario di assunzioni nella polizia e nelle forze di sicurezza, saremmo di nuovo da capo. Sarebbe l’ennesimo fallimento annunciato”.
“Giorgia Meloni continua a riproporre una ricetta che non funziona, dimostrando tutta l’incapacità di affrontare seriamente il tema della sicurezza. Governare significa assumersi la responsabilità di cambiare strada quando una politica fallisce. Qui, invece, si persevera per ragioni esclusivamente propagandistiche”.
“Il Governo smetta di rincorrere slogan e faccia finalmente autocritica. Senza investimenti seri sul personale e sul controllo del territorio, parlare di sicurezza è solo un esercizio di propaganda che non dà risposte al Paese”.

 

04/02/2026 - 16:30

“Sulle infinite liste d'attesa, la risposta del ministro Schillaci è scontata e prevedibile: sostiene che 'la partita si gioca nei territori', e continua a fare da un scaricabarile, evitando, come al solito, di assumersi delle responsabilità. Il governo Meloni è sempre alla ricerca di un capro espiatorio, troppo facile. Dopo 4 anni di propaganda non è arrivato nessun beneficio per i cittadini, 5,8 milioni di italiani non hanno più la capacità di curarsi e altri spendono 41,3 miliardi di tasca propria per farlo. Le liste d'attesa crescono e sono interminabili. Il governo ha varato con decreto la Piattaforma nazionale liste attesa che ancora oggi non funziona e non consente di capire dove si concentrano i ritardi, quali prestazioni riguardano, senza alcuna distinzione regionale o provinciale. Il tetto del personale non è ancora stato eliminato, perché il decreto è ancora fermo al palo”. Lo dichiara la deputata e capogruppo PD, Ilenia Malavasi in replica al ministro Schillaci durante il Queston time alla Camera.
“Senza personale e investimenti consistenti, senza una riforma seria della sanità, senza un rilancio della medicina territoriale, è impossibile abbattere le liste d'attesa. Il ruolo del PD sarà sempre quello di impedire al governo Meloni di continuare a definanziare il SSN, smantellare un sistema eccellente, perché, a differenza di quello che fa questo esecutivo, il diritto alla salute continui ad essere garantito a tutti e tutte", conclude Malavasi.

 

04/02/2026 - 16:15

“Le liste d'attesa sono una realtà drammatica, una distorsione strutturale che sta svuotando di fatto il diritto alla salute. Un'inchiesta del Corriere della Sera ha documentato come ai tempi lunghi proposti dai CUP, corrisponda un accesso rapido alle stesse prestazioni, pagando. Così si induce milioni di cittadini a rinunciare alle cure o a pagare per curarsi”. Lo dichiara il deputato Pd-Idp e segretario di Demos, Paolo Ciani durante il Question Time con il ministro Schillaci.
“Il governo Meloni – sottolinea il parlamentare dem - è intervenuto con un decreto annunciando un cambio di passo, cosa che non è avvenuta perché, in realtà, c'è stato solo un dirottamento di risorse dal pubblico al privato, senza alcun beneficio per i cittadini. Mancano ancora i decreti attuativi e la Piattaforma nazionale da poco varata, restituisce dati che non mostrano dove e perché le liste s'inceppano”. “Senza atti concreti e controlli effettivi, il decreto resta un annuncio, le liste d'attesa restano infinite e il diritto alla salute continua a dipendere dal reddito delle persone”, conclude Ciani.

 

04/02/2026 - 11:27

“I dati sui tempi d'attesa nel Servizio sanitario nazionale sono imbarazzanti, ritardi infiniti che inducono un numero crescente di cittadini a ricorrere a prestazioni sanitarie a pagamento, spesso all'interno delle stesse strutture pubbliche, mediante la libera professione intramuraria. Tale fenomeno comporta una spesa sanitaria privata stimata in circa 10 miliardi di euro annui e produce una compressione del diritto alla salute, con un marcato aumento delle disuguaglianze sociali e territoriali nell'accesso alle cure. Nonostante l'entrata in vigore del decreto-legge n. 73 del 2024 e l'avvio del Piano nazionale di governo delle liste d'attesa 2025-2027, la situazione non risulta sostanzialmente mutata, con decreti attuativi tuttora mancanti e nessun investimento strutturale sul personale e un ricorso alla libera professione”. Così si legge nell'interrogazione del Partito Democratico che verrà discussa oggi alla Camera durante il Question Time con il ministro Schillaci, per sapere quali iniziative il Ministro intenda adottare per garantire il rispetto uniforme dei tempi massimi di attesa, assicurare una reale separazione tra attività istituzionale e libera professione intramuraria e ristabilire il principio di universalità ed equità del Servizio sanitario nazionale.

 

03/02/2026 - 18:41

“Stupisce che il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera utilizzi il proprio ruolo istituzionale per diffondere informazioni non veritiere. Sull’emendamento relativo ai fondi per le fusioni tra comuni, il Partito Democratico ha fatto esattamente l’opposto di quanto affermato dal presidente Pagano: anziché bloccare le fusioni, il PD ha presentato un emendamento (art. 4, a firma De Maria, Bonafè e Guerra) che elimina il limite temporale dei dieci anni ai contributi straordinari previsti dall’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo n. 267 del 2000, rendendo strutturali i fondi per le unioni e le fusioni. È grave che, soprattutto da chi presiede la Commissione Affari Costituzionali, si alimenti confusione su un tema così rilevante per gli enti locali, attribuendo al Partito Democratico posizioni che non gli appartengono e che sono smentite dai fatti e dagli atti parlamentari”.

Così una nota dei deputati del Partito Democratico firmatari dell’emendamento Simona Bonafè, Maria Cecilia Guerra, Andrea De Maria.

 

03/02/2026 - 14:54

«Quella del ministro Piantedosi non è stata un’informativa sui fatti di Torino, ma una strumentalizzazione politica di episodi gravissimi, usata con un solo obiettivo: giustificare le misure liberticide che il Governo intende inserire nel nuovo decreto sicurezza». Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase.

«Le parole del ministro sono preoccupanti perché alimentano un clima di odio nel Paese e finiscono per mettere a rischio, in prima istanza, proprio le forze dell’ordine», prosegue Di Biase.

«Non si può confondere chi manifestava pacificamente con chi ha aggredito gli agenti di polizia. Ed è ancora più inaccettabile usare episodi di violenza per legittimare scelte gravi e sbagliate, come quelle ribadite oggi in Aula, a partire dall’introduzione del fermo preventivo».

 

30/01/2026 - 16:58

«Sulla riforma del sistema ferroviario il Governo continua a procedere per annunci, smentite e indiscrezioni di stampa. Ma il luogo del confronto non sono i giornali: è il Parlamento».
Lo dichiara Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e Vice Presidente della Commissione Trasporti, intervenendo in Aula con un’interpellanza urgente sulla riorganizzazione del sistema ferroviario nazionale.

«Da mesi – sottolinea Casu – emergono ipotesi di riforma che incidono in modo profondo sulla governance del settore, sulla concorrenza nel trasporto regionale e Intercity, sulla gestione del materiale rotabile e sull’utilizzo delle risorse del PNRR. Si parla della nascita di una Rosco pubblica esterna al gruppo FS, della separazione tra proprietà dei treni ed esercizio del servizio e persino della possibile scissione della rete Alta Velocità secondo il modello RAB. Scelte di questa portata non possono essere calate dall’alto né inserite per decreto in singoli provvedimenti senza aprire un serio confronto pubblico sul futuro del nostro sistema ferroviario».

«Le preoccupazioni sono concrete – aggiunge – riguardano la prospettiva industriale del settore, la continuità del servizio pubblico, la qualità e la sicurezza dei trasporti, oltre alle condizioni di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori. L’avvicinarsi delle gare per i servizi regionali e Intercity, senza un quadro chiaro sugli investimenti e sul contratto di servizio oltre il 2028, rischia di alimentare incertezza e frammentazione».

«Per questo chiediamo chiarezza: quali sono le reali intenzioni del Governo, quali i tempi, quale il cronoprogramma. E soprattutto chiediamo un coinvolgimento pieno e preventivo del Parlamento, delle Commissioni competenti e delle rappresentanze sindacali. Serve un ciclo di audizioni trasparenti, in cui Governo, vertici di FS e parti sociali si confrontino apertamente».

«Il trasporto ferroviario è un servizio pubblico essenziale e un asset strategico per la coesione territoriale e la transizione ecologica del Paese. Proprio per migliorarlo – conclude Casu – serve un confronto vero, non riforme annunciate e smentite a mezzo stampa. Il Parlamento deve tornare ad essere il luogo delle decisioni».

30/01/2026 - 15:39

Dichiarazione di Silvio Lai, deputato pd

Ritardi gravi e ingiustificabili stanno bloccando l’attuazione del Piano nazionale di riqualificazione dei piccoli Comuni. Lo afferma Silvio Lai, deputato Dem, annunciando un’interrogazione ai Ministri dell’Interno, dell’Economia e al Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare.
Il piano, con bando del 2023 e graduatoria approvata con DPCM del 2 agosto 2024, sostiene interventi di messa in sicurezza, rigenerazione urbana e potenziamento dei servizi nelle aree più fragili del Paese. Nonostante la conclusione delle istruttorie, non è stato ancora adottato il decreto attuativo del Viminale necessario per sottoscrivere le convenzioni e trasferire le risorse ai Comuni.
Gli enti locali si trovano così in un limbo amministrativo, senza tempi certi, senza risorse e senza garanzie sulla conferma della graduatoria dei beneficiari, mentre circolano voci su possibili tagli. Una situazione allarmante che sta paralizzando la programmazione dei territori e rischia di far saltare interventi fondamentali per sicurezza e servizi essenziali.
Il Governo chiarisca immediatamente chi o cosa sta bloccando il procedimento, si assuma le proprie responsabilità e sblocchi senza ulteriori rinvii un piano atteso da due anni, perché l’inerzia amministrativa non può ricadere ancora una volta sui Comuni più fragili del Paese.

 

30/01/2026 - 15:33

La maggioranza rischia di creare ulteriore confusione ed incertezza sulle concessioni balneari all'interno del Milleproroghe. Siamo ancora in attesa che il Governo emani il decreto attuativo per fornire direttive ai Comuni sulle quali fare i bandi. Siamo in attesa di norme chiare sugli eventuali indennizzi ai concessionari uscenti, così come sull'aggiornamento dei canoni demaniali. Invece di occuparsi di queste urgenze, evitando lasciare amministratori locali ed operatori del settore in una situazione di caos e rischi, dal centro destra spunta all'improvviso emendamento nel Milleproroghe volto a rinviare praticamente sine die, facendo riferimento alle procedure di infrazione di Grecia e Spagna, i termini per il rinnovo delle concessioni demaniali che sono asservite alle strutture turistico ricettive. Una proposta cervellotica e contorta, peraltro anche discriminatoria rispetto ad altre concessioni demaniali, che rischia di essere oggetto di ennesima censura per violazione della normativa europea, scaricando ancora una volta responsabilità sui Comuni e alimentando false aspettative che non aiutano, ma danneggiano un settore che rappresenta il 30% del Pil turistico italiano, e oggi più che mai ha bisogno di certezze, non di promesse vuote puntualmente disattese.

Cosi Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione Affari europei.

 

29/01/2026 - 16:33

“Invece che intervenire quotidianamente su tutto ciò che non è di sua competenza, il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini dica una volta per tutte quando intenda adempiere al decreto legge 131 del 16 settembre 2024 che imponeva al Governo di emanare entro il marzo 2025 il decreto attuativo per dare direttive e normative certe ai Comuni sulle quali fare i bandi per le concessioni balneari. Senza decreto è totale caos e i Comuni sono nell’impossibilità di indire i bandi senza incorrere in ricorsi e conseguenze pesanti. E’ trascorso un altro anno dall’ultima scadenza ignorata dall’esecutivo Meloni, che in quasi quattro anni ha riservato al settore balneare, un comparto che rappresenta il 30% del Pil turistico italiano, solamente promesse vuote mai mantenute”. Così il deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi, che ha presentato una nuova interrogazione allo stesso ministro Salvini.

 

“Mentre i Comuni sono stati ripetutamente sollecitati ad ottemperare alle previsioni normative sia da parte della Corte dei Conti, sia da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’atteso decreto non è stato ancora adottato, nonostante Salvini abbia più volte garantito la sua adozione e continui a fare solo improbabili annunci.

Chiediamo una volta per tutte al Governo di fare chiarezza, di emanare il Decreto e di convocare un tavolo con enti locali e Regioni per capire come il nostro Paese possa uscire da questa situazione creata con totale insipienza e disinteresse e rilanciare il turismo balneare”, conclude Gnassi.

 

 

29/01/2026 - 14:30

“La morte del detenuto ventinovenne nel carcere di Sollicciano è l’ennesima tragedia annunciata dinanzi alla quale silenzio e latitanze non possono avere cittadinanza. Parliamo di una persona con gravi problemi di tossicodipendenza e fragilità psichica, che non avrebbe mai dovuto essere rinchiusa in un istituto sovraffollato e strutturalmente compromesso come Sollicciano, ma seguita in una struttura alternativa. Da anni il Ministro Nordio annuncia misure per i detenuti vulnerabili, ma la realtà è che le Rems mancano, le comunità terapeutiche non sono operative e il Decreto Carceri del 2024 non ha prodotto alcun risultato concreto, smentendo clamorosamente le promesse di riduzione dell’affollamento nelle case di reclusione”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia di Montecitorio Federico Gianassi annunciando una interrogazione sulla tragica vicenda.
“Chiediamo al Ministro della Giustizia interventi immediati su una situazione ormai incompatibile con i principi costituzionali. A Sollicciano si continua a morire: nel solo 2025 si sono registrati cinque decessi, suicidi e decine di atti di autolesionismo, in un carcere con celle inagibili, infiltrazioni d’acqua, riscaldamenti malfunzionanti e condizioni climatiche disumane. Il governo deve intervenire: servono subito misure alternative reali per i detenuti fragili e un piano straordinario, con risorse e tempi certi, per restituire dignità, sicurezza e legalità al carcere di Sollicciano e al sistema penitenziario nel suo complesso”: conclude.

29/01/2026 - 13:33

“Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, continua a non vedere il problema che ha creato con la tassa nazionale che ha voluto inserire nella manovra sui pacchi che arrivano in Italia dai Paesi extra Ue. Si tratta di una tassa nazionale da due euro voluta dal Governo Meloni che sta già funzionando come un auto dazio e come ha spiegato il Financial Times sta già dirottando le spedizioni internazionali verso gli altri Paesi europei, mettendo in ginocchio non solo le nostre imprese della logistica ma la stessa credibilità dell’Italia. Giorgetti dice ‘valuteremo’, ma la verità è che il governo non affronta questa emergenza per non ammettere l’errore grave che ha commesso. Abbiamo presentato un emendamento al decreto Milleproroghe a prima firma di Silvia Roggiani per chiedere almeno lo slittamento a luglio dell'entrata in vigore della tassazione italiana sui pacchi. Il governo risponda subito alla nostra interrogazione sui danni che sta già creando il balzello Meloni e chieda scusa alle imprese e ai lavoratori che sta colpendo. Non c’è più tempo da perdere: Giorgetti non faccia lo struzzo mettendo la testa sotto la sabbia”.

Così Andrea Casu, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera dei deputati.

 

29/01/2026 - 13:25

“Il governo continua a ignorare una crisi che colpisce migliaia di piccole e medie imprese del settore moda. Dopo il Decreto Anticipi, è stato respinto il mio emendamento volto a risolvere la vicenda del credito d’imposta per ricerca e sviluppo anche alla Legge di Bilancio e al Milleproroghe, lasciando le imprese sole di fronte a richieste di restituzione di agevolazioni fiscali legittimamente utilizzate. Parliamo di Pmi già duramente colpite da una crisi strutturale che dura da anni e che oggi si trovano a dover affrontare contenziosi e oneri insostenibili a causa di un’improvvisa incertezza normativa”. Così la deputata  Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del Gruppo Pd.

“La nostra proposta - conclude Bonafè - era ed è una misura di semplice buon senso: un’interpretazione autentica della disciplina del credito d’imposta per ricerca e sviluppo prevista dal Decreto-Legge 145 del 2013. Dopo la risoluzione numero 41 del 2022 dell’Agenzia delle Entrate, che ha applicato retroattivamente una lettura più restrittiva al periodo 2015-2019, molte imprese, in particolare del comparto moda, sono state ingiustamente penalizzate. Nonostante i ripetuti no del governo, il Partito Democratico non si fermerà: continueremo a riproporre questa soluzione in ogni provvedimento utile, fino a quando non verrà sanata un’ingiustizia”.

 

28/01/2026 - 16:38

“Ci aspettavamo che oggi la presidente Meloni a Niscemi e il governo in Aula si presentassero con un nuovo decreto. Una cosa seria, perché stanziare 33 milioni per oltre 2 miliardi di danni nella solo Sicilia non è serio. Ma non fa ridere. Oggi il ministro Musumeci dà la colpa al fato, ai mali storici della Sicilia, al comune di Niscemi e in definitiva ai cittadini. Ma lui non è un modesto epigono di Verga. É stato presidente della Regione e ora ministro da 3 anni e mezzo. Noi avevamo stanziato miliardi contro il dissesto idrogeologico, voi li avete tagliati e sul piano di adattamento climatico non avete messo un euro”. Lo dichiara il deputato siciliano del PD, Peppe Provenzano in replica al ministro Ciriani durante il Question Time alla Camera.
“In Sicilia se piove frana, se non piove è siccità – sottolinea il parlamentare dem – e Musumeci non se la deve prendere con il fato ma con la cattiva politica della Regione Sicilia, che quelle risorse non le ha spese mentre distribuisce mancette. Una regione immobile, sommersa dalle inchieste, che non ha le carte in regola neanche per gestire l'ordinario, figuriamoci lo straordinario”. “Serve un’assunzione dì responsabilità nazionale. Fin qui è mancata. Si metta da subito uno stop ai tributi per i cittadini e imprese colpite – continua Provenzano - ristori veri, una gestione efficace dell'emergenza e della ricostruzione con un trattamento specifico a Niscemi, servono competenze altissime. Si usino le risorse del Ponte sullo Stretto stanziati per il 2026 perché, al di là di quello che si pensa su un progetto inutile e dannoso, non verranno mai spese. Non è benaltrismo, è serietà. Non si tratta di prendere soldi dai siciliani, ma di restituirli per le vere priorità. E restituite anche i 4 miliardi sottratti della decontribuzione o i 2,5 miliardi tagliati ai comuni del Sud o i 3,5 miliardi tagliati dal fondo perequativo. Questo governo ha abbandonato il Sud e ridotto la Sicilia alla marginalità. Non è la natura che presenta il conto. È il prezzo che stanno pagando i siciliani per carenze di anni. Noi non li lasceremo soli e ve ne chiederemo conto”, conclude Provenzano.

28/01/2026 - 09:00

Milioni di persone che studiano o lavorano lontano dal proprio comune di residenza rischiano di non poter votare. E questo nonostante l’astensionismo è in continuo aumento. Il Pd ha presentato un emendamento al decreto sul referendum del prossimo 22 e 23 marzo che sarà illustrato oggi mercoledì 28 gennaio alle ore 11 presso la Sala Berlinguer dei Gruppi parlamentari. Parteciperanno Elly Schlein, Segretaria del Pd, Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo Camera e Senato, Simona Bonafè, capogruppo Pd Commissione Affari Costituzionali, Marianna Madia, promotrice legge sul voto fuorisede, Virginia Libero, segretaria Giovani Democratici, e Tomas Osborn, Comitato Voto dove vivo.

 

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