16/09/2025 - 19:11

“Il 20 settembre il Partito Democratico sarà in piazza al Disability Pride. Perché senza pari dignità delle persone con disabilità non può esserci giustizia sociale”. Lo dichiara Marco Furfaro, capogruppo dem in commissione Affari Sociali della Camera e responsabile nazionale Welfare del Partito Democratico.

“Il governo Meloni - aggiunge l'esponente dem - taglia fondi: dal “Dopo di noi” ai centri estivi, e lascia milioni di persone e famiglie senza servizi. Noi portiamo proposte concrete: dall’istituzione dell’operatore per l’affettività e la sessualità al diritto di accesso ai luoghi pubblici con cani guida, dall’universal design alle norme per la partecipazione a eventi culturali e sportivi, fino al voto telematico per chi ha disabilità motorie o sensoriali”.

“È questa - conclude Furfaro - l’idea di Paese che vogliamo: inclusivo, giusto, rispettoso della dignità di tutti. Non bastano parole di circostanza: servono diritti, sostegno all’autodeterminazione e risorse vere”.

03/09/2025 - 18:30

“Riconoscere il ruolo del caregiver è una battaglia di civiltà e di dignità. In Italia abbiamo circa 8 milioni di persone – soprattutto donne, spesso in età lavorativa – che rinunciano al proprio progetto di vita per dedicarsi e accompagnare un familiare o un conoscente nel percorso di cura.
È fondamentale lavorare sull'informazione, sulla formazione, sul supporto psicologico e sull’accompagnamento di queste figure, riconoscendo loro maggiore flessibilità nel rapporto con il mondo del lavoro, affinché non vengano emarginate. Occorre inoltre garantire contributi pensionistici che valorizzino questo percorso di vita, che rappresenta anche un grandissimo aiuto per lo Stato: senza la presenza di queste persone, non ci sarebbe la possibilità per l’Italia di assistere le tante persone non autosufficienti che hanno bisogno di cure quotidiane. La cura ha un grande valore sociale, ma merita riconoscimento e rispetto, sia per chi ne ha bisogno, sia per chi la esercita.
La figura del caregiver non va confusa con quella della badante: si tratta di persone che quotidianamente si prendono cura volontariamente delle esigenze quotidiane delle persone non autosufficienti, disabili o semplicemente malate, che necessitano di assistenza e cura. Oggi già 12 regioni hanno legiferato ed è necessario superare le differenze regionali oggi esistenti, dotando il nostro paese di una legge equa e inclusiva, che dia risposte a tutti i caregiver, garantendo a tutte e a tutti gli stessi diritti, sia sul piano dell’assistenza che su quello del riconoscimento professionale e delle tutele.
Siamo ottimisti: in questa legislatura si può fare. All’interno della Commissione Affari sociali della Camera sono già state incardinate diverse proposte di legge, tra cui quella del Partito Democratico, di cui sono prima firmataria. La riteniamo importante, urgente e necessaria, ma siamo convinti che si possa arrivare a una proposta unitaria. Ne va della credibilità della politica nel dare risposte concrete ai cittadini. Oggi ribadiamo la necessità di arrivare in questa legislatura alla definizione di una legge nazionale che riconosca in modo ugualitario la figura del caregiver in tutto il Paese” così la democratica Ilenia Malavasi, componente della commissione affari sociali della Camera che oggi ha partecipato nell’ambito della Festa del Cinema di Venezia alla proiezione del cortometraggio ‘La luce nella crepa”, per la regia di Anselma Dell’Olio, dedicato ai caregiver, che in Italia – da semi invisibili – sono circa 8 milioni: una storia vera di dedizione e assistenza a familiari o amici, a cui per scelta o necessità dedicano la loro vita, oggi in totale solitudine.

 

 

01/08/2025 - 20:23

I capigruppo di opposizione di Senato e Camera Francesco Boccia, Stefano Patuanelli, Peppe De Cristofaro, Raffaella Paita, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi, Matteo Richetti, Luana Zanella, Maria Elena Boschi, Riccardo Magi, Marco Furfaro, Marianna Ricciardi hanno inviato una lettera identica ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, per contestare la nomina del Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.

Nel testo si critica la mancanza di indipendenza del presidente, la scelta di componenti privi di esperienza specifica sui diritti delle persone con disabilità e la totale assenza di rappresentanza femminile, ritenuta inaccettabile per un’istituzione che nasce con l’obiettivo di tutelare inclusione, parità e non discriminazione.

 

31/07/2025 - 11:11

“Non bastavano le carrozzine elettriche negate. Ora tocca alle scarpe ortopediche.

Un mese e mezzo fa avevo denunciato pubblicamente un fatto indegno: persone con disabilità costrette a pagare di tasca propria le riparazioni delle carrozzine.

Il motivo? La loro rimozione da parte del Governo dai LEA, ossia dalle prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire gratuitamente.

Ecco, purtroppo non si sono fermati. Oggi arrivano nuove storie da Liguria e Lombardia: famiglie che devono sborsare 400 euro per un paio di scarpe ortopediche per il figlio con disabilità.

Un dispositivo che prima era garantito dai Livelli Essenziali di Assistenza e che ora, dopo l’aggiornamento voluto dal ministero della Salute, non ci sarebbe più.

E mentre il ministro Schillaci assicura che tutto funziona, che nulla è stato toccato, due Regioni di destra lo smentiscono.

Sì, avete capito bene: lo Stato che trova 14 miliardi di euro per le spese militari o un miliardo di euro per i centri in Albania, non trova i soldi per aiutare un bambino a camminare, a mettere un piede davanti all’altro.

È inaccettabile. Ed è per questo che presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute Schillaci.

Il governo Meloni ripristini subito, con chiarezza, ogni dispositivo previsto le persone con disabilità. Ristabilisca quello che è a tutti gli effetti diritto alla salute.

E la smetta di trattare le persone con disabilità come un peso da scaricare, anziché come cittadini con pari diritti e dignità” così sui social il deputato democratico Marco Furfaro.

 

22/07/2025 - 18:31

“Il governo Meloni non passerà alla storia per aver difeso i diritti delle persone con disabilità. Nessuna strategia sulla vita indipendente, tagli di centinaia e centinaia di milioni di euro, una ministra per le Disabilità scomparsa. Oggi, però, un risultato lo abbiamo portato a casa. Grazie a un ordine del giorno a mia prima firma, cofirmato con i colleghi Guerra e Merola, il governo si impegna a correggere un’ingiustizia che dura da anni: alzare la soglia di reddito per i figli con disabilità a carico, portandola a 4.000 euro annui senza limiti di età". Così Marco Furfaro, capogruppo PD in Commissione Affari Sociali, a margine dell'approvazione.

 

"Finora, incredibilmente, basta una pensione di reversibilità di poco più di 3.000 euro per far perdere a un genitore le detrazioni fiscali per un figlio con disabilità. Una soglia assurda, ferma al 1997, che colpisce proprio chi avrebbe più bisogno di sostegno. Vigileremo, passo dopo passo, affinché il Governo dia piena attuazione all’impegno. Le famiglie con figli con disabilità meritano risposte concrete, non pacche sulle spalle, promesse o passerelle”.

 

25/06/2025 - 19:04

“Usando le parole di Valeria, mamma di Alessio, vorremmo ricordare al governo che la disabilità non va mai in vacanza. Ma evidentemente per l'esecutivo non è così, visto che ha ridotto il fondo di 150 milioni stanziati per la prima volta nel 2020, oggi tagliato a 60, destinato agli enti locali per promuovere o sostenere centri estivi. Serve ampliare l'offerta per non lasciare sole le famiglie, né i comuni sempre più poveri con il rischio che l'estate diventi un acceleratore di disuguaglianza sociale”. Lo dice la deputata Pd, Ilenia Malavasi intervenendo durante il Question Time alla ministra Locatelli.
“I centri estivi – continua la parlamentare - oltre alla loro funzione di svago, rappresentano una fondamentale opportunità educativa per i bambini. Purtroppo oggi assistiamo ad un sistema classista e disomogeneo, perché solo chi ha i mezzi può garantire ai propri figli un'estate ricca e chi non li ha resta ai margini. Non tutte le famiglie si possono permettere di pagare 200 euro a settimana per i centri estivi. E peggio va per i bambini con disabilità le cui famiglie vengono chiamati o a pagare di più o ad avere offerte parziali, con rischi di esclusione e discriminazione sociale”, conclude Malavasi.

25/06/2025 - 18:27

“Il nostro Gruppo voterà a favore dell’istituzione della Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone, il body shaming, fissata per il giorno 16 maggio. Ringraziamo la prima firmataria, la collega Martina Semenzato, per il lavoro svolto in Commissione e nell’intergruppo parlamentare su body shaming e disturbi alimentari, che ha permesso di arrivare a un testo condiviso. Quando si colpisce il corpo, con scherno, derisione, violenza simbolica o reale, non si sta semplicemente criticando un aspetto esteriore: si sta cercando di delegittimare una persona nella sua interezza. Non è solo una questione di aspetto: è una questione di potere, controllo, narrazione sociale. Non è solo ‘insulto’, ‘goliardata’, né una questione di mera estetica o insensibilità individuale: è una violenza figlia di un ordine sociale e culturale che, tra le altre cose, interpreta il corpo non come espressione della propria singolarità ed identità, ma come un oggetto da inquadrare e soprattutto controllare”.

Così il deputato Paolo Ciani, vicepresidente del Gruppo Pd-Idp, intervenendo in Aula per annunciare il voto favorevole sulla Pdl Body shaming.

“I dati - aggiunge - parlano chiaramente: 1 adolescente su 3 ha dichiarato di aver subito body shaming (così in un report di Save The Children, 2025). Il 20% delle donne italiane afferma di esserne stata vittima (dati Eurispes, 2023). Secondo un’indagine il 36,4% delle donne ha un rapporto negativo con il proprio corpo. Tra le ragazze adolescenti, le persone con disabilità e chi vive in condizioni di marginalità, queste percentuali crescono ancora. In casi estremi, il body shaming è correlato a disturbi alimentari, depressione, comportamenti autolesivi. Dietro queste cifre ci sono persone, sofferenze silenziose, che interpellano anche la responsabilità della politica. Il body shaming - conclude - è uno dei tasselli della piramide della violenza di genere; uno dei primi gradini, quelli più invisibili, di un processo che normalizza il controllo, il giudizio e la svalutazione attraverso il corpo”.

 

25/06/2025 - 17:04

“Di fronte al dramma di 7 milioni di bambini, di cui uno su dieci non riesce ad accedere ai centri estivi e a quello di 360mila bambini con disabilità che non riescono ad accedere in nessun altro luogo di inclusione, la risposta imbarazzante del governo è 'ci penseremo dopo l'estate'. La ministra Locatelli continua con il solito scaricabarile, francamente inaccettabile. Questo governo è in carica da tre anni e non può dare ogni volta la colpa a qualcun altro. Sui centri estivi ci viene a dire che la responsabilità è degli enti locali che gestiscono male i 60 milioni del fondo a disposizione, ma ovviamente omette che, in bilancio, il suo governo ha tagliato 7 miliardi agli stessi enti locali e 400 milioni alle politiche per la disabilità”. Lo dice il deputato Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali, in replica alla ministra Locatelli durante il Question time alla Camera.

“La ministra si vanta della concessione di 60 milioni totali? Conti alla mano sono 8 euro per minore e lo si fa dimezzando il fondo precedente, quello istituito nel 2020, che prevedeva 150 milioni”, continua Furfaro. “Servono misure concrete ora, non dopo l'estate. Questo governo, invece, sta creando un'Italia classista e continua a non assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Ogni bambino ha diritto di crescere e ogni famiglia ha il diritto di non sentirsi sola, quando chi governa fa finta che non esista”, conclude Furfaro.

 

25/06/2025 - 16:40

"La risposta della ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli, oggi in Aula alla Camera, ha avuto un che di surreale. La ministra ha affermato che 'sta iniziando il periodo in cui le famiglie faranno domanda per i centri estivi', ignorando completamente un fatto semplice: le scuole sono già finite da settimane e le famiglie sono già nel pieno dell’organizzazione – e del pagamento – delle attività estive per i propri figli. Un’altra estate – la terza consecutiva con questo Governo – in cui le famiglie vengono lasciate sole ad affrontare costi insostenibili, senza alcun supporto concreto e senza risposte chiare. Mentre le attività sono già iniziate, il Governo è ancora fermo agli annunci: i fondi per i centri estivi vengono promessi, come sempre, troppo tardi. A giochi ormai fatti. Di concreto restano solo i tagli, il cui unico effetto sarà quello di trasformare i centri estivi in luoghi di esclusione e non di inclusione: spazi accessibili solo a chi può permetterseli, mentre tanti altri restano esclusi per motivi economici. Altro che diritto all’infanzia, altro che sostegno alle famiglie. Chiediamo al Governo di riportare le risorse del fondo per i centri estivi almeno ai livelli previsti dai precedenti governi: 60 milioni sono troppo pochi per 800.000 bambini che fanno richiesta di partecipazione. Serve inoltre un sostegno concreto ai Comuni e risorse certe per aiutare le famiglie a basso reddito, che devono farsi carico dei costi di babysitting e dei centri estivi. Su questi aspetti abbiamo presentato le nostre proposte depositate in Parlamento, su cui chiediamo un immediato confronto” così la capogruppo democratica in commissione bicamerale per l’infanzia, Michela Di Biase.

 

16/06/2025 - 17:06

Dem presentano interrogazione parlamentare urgente

«Il Ministro è a conoscenza che migliaia di persone in Italia stanno vedendo contratti i propri diritti per colpa della carenza dei medici legali? E cosa intende fare per evitare che persone che già si trovano in condizioni di fragilità siano costrette a sopportare lungaggini burocratiche di cui non hanno alcuna colpa?» È questa la domanda con cui il deputato del Partito Democratico Gian Antonio Girelli, componente della commissione affari sociali della Camera, conclude un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro della Salute.
Girelli richiama l’attenzione sulla situazione drammatica nel Bresciano, dove – secondo la stampa locale – “almeno 5000 persone attenderebbero la risposta alla loro richiesta di accertamento della disabilità”. Una paralisi causata dalla carenza di medici legali, figure indispensabili per le Unità valutative di base dell’INPS.
Il Comitato provinciale INPS, osserva Girelli, conferma che “risulta evidente che il numero esiguo delle commissioni mediche disponibili sta determinando un forte ritardo nella fase di valutazione delle numerosissime domande pervenute”. A farne le spese sono persone fragili e le loro famiglie, che attendono da mesi una risposta per accedere a diritti e servizi, o anche solo per ottenere i permessi della Legge 104.
Situazione analoga si registra per il rilascio delle patenti speciali, con tempi di attesa che – come riporta il sito dell’ASST di Brescia – possono arrivare fino a sei mesi. “Tempi evidentemente troppo lunghi”, denuncia Girelli, sottolineando come la previsione di un permesso di guida provvisorio non sia una risposta sufficiente.
Da qui l’interrogazione al Ministro: serve un intervento immediato per tutelare i più vulnerabili.

 

04/06/2025 - 14:23

“La disabilità non ha bisogno di compassione, pietismo o paternalismo. Ha bisogno di diritti. Di risorse. Di leggi giuste che non lascino nessuno indietro. Il cuore di questa proposta è semplice e radicale: non si tratta di adattare le persone all’ambiente, ma di progettare ambienti, servizi, strumenti e regole che siano per tutte e tutti, fin dall’origine. Questo è l’universal design. E questa è l’unica vera strada per rendere piena la cittadinanza delle persone con disabilità. Ringrazio il Forum Nazionale per la Disabilità, Diversità è Fragilità, in particolare la presidente Elisa Bortolazzi, per aver elaborato insieme questa proposta”. Così Marco Furfaro, deputato dem e responsabile welfare del Partito Democratico, presenta la proposta di legge del Pd, di cui è primo firmatario, dal nome ‘Universal Design’ per rendere l’Italia più accessibile a tutte e tutti. Presenti all’iniziativa anche i deputati Pd Gianni Cuperlo e Gian Antonio Girelli e la capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga.

“Il governo Meloni, nel frattempo – conlude Furfaro - taglia. Ha ridotto i fondi per la disabilità di centinaia e centinaia di milioni di euro, ha svuotato le risorse per la vita indipendente e tagliato 30 milioni al fondo ‘Dopo di noi’. Oggi, in Italia, solo una persona su quattro con disabilità grave ha un progetto di vita attivo. E investiamo meno della metà della media europea in politiche per la disabilità. Eppure, questa proposta di legge non è un atto d’accusa, ma un atto di fiducia. Un appello al Parlamento e al governo: per questo la mettiamo a disposizione di tutte le forze politiche. Approviamola insieme. Noi siamo pronti. Perché una società inclusiva non si costruisce con gli annunci, ma con i fatti”.

 

15/05/2025 - 14:41

"L’approvazione dell’emendamento che impone agli italiani discendenti da famiglie emigrate da generazioni, l’obbligo di certificare la conoscenza della lingua italiana entro termini perentori, pena la perdita della cittadinanza, rappresenta un insulto intollerabile a una parte vitale della nostra comunità nazionale. Secondo questa norma assurda, un cittadino italiano maggiorenne, nato e residente all’estero, con genitori o nonni nati anch’essi all’estero e titolare di altra cittadinanza, dovrà dimostrare, entro 3 anni dall’entrata in vigore della legge, di possedere una conoscenza della lingua italiana almeno a livello B1. In caso contrario, la conseguenza sarà la perdita automatica della cittadinanza italiana. Nel caso di cittadini minorenni, la certificazione linguistica dovrà essere presentata entro il compimento del 25° anno di età, altrimenti scatterà la decadenza della cittadinanza. Un obbligo che solo gli over 70 o le persone affette da disabilità permanente potranno evitare. Con questa norma ingiusta e discriminatoria si intende colpire cittadini italiani a tutti gli effetti, non aspiranti tali, cancellando con un colpo di spugna la memoria, l’identità, i legami affettivi e culturali che da sempre tengono unita l’Italia alle sue comunità nel mondo. È una misura punitiva che ignora totalmente la storia delle nostre emigrazioni e che intende spezzare la catena della trasmissione della cittadinanza per discendenza, indebolendo così la presenza dell’Italia in quelle terre dove i nostri connazionali hanno scritto pagine straordinarie di sacrificio, lavoro, cultura e solidarietà. Non solo. Siamo davanti a un provvedimento che, oltre a essere culturalmente inaccettabile e politicamente miope, rischia di gravare pesantemente sull’amministrazione pubblica italiana, chiamata a gestire una mole enorme di verifiche e certificazioni con costi insostenibili, aprendo anche la strada al proliferare di pratiche irregolari e mercati paralleli della certificazione linguistica. La verità è che con questo emendamento si manda un messaggio chiaro e pericoloso: gli italiani all’estero sono considerati cittadini di serie B, da allontanare, da escludere, da marginalizzare. È una visione retrograda e profondamente ingiusta che respingiamo con forza e determinazione. Daremo battaglia in tutte le sedi parlamentari e istituzionali. Non staremo a guardare mentre si cerca di cancellare la dignità, la storia e l’identità degli italiani nel mondo. Difendere i nostri connazionali all’estero significa difendere l’Italia tutta”.
Così  il deputato Pd Nicola Carè, eletto nella ripartizione Estero.

 

02/05/2025 - 18:51

“La Ministra Locatelli non ha stanziato un euro in più per i caregiver: i 30 milioni di cui parla sono quelli che erano già previsti nel fondo caregiver, che é successivamente confluito nel fondo unico. Dunque, non c’è nessuna risorsa in più rispetto a quello che era già previsto. Bisogna dire la verità e non prendere in giro milioni di cittadini.

Peraltro, segnalo che si stanno "con prontezza" destinando alle regioni le risorse del 2024, quando il 2025 è iniziato da quasi sei mesi. L’ennesimo gioco delle tre carte di un governo che non tutela e sostiene in alcun modo i più fragili". Lo scrive Ilenia Malavasi, deputata del Pd della commissione Affari Sociali

“La Ministra nel suo comunicato elude la questione centrale: serve approvare la legge. Basta tergiversare. È una legge di civiltà che il Paese aspetta da anni. Finora si è solo perso tempo. Il comitato ONU per i diritti delle persone con disabilità ha condannato il nostro paese  per il mancato riconoscimento giuridico della figura del caregiver, dandoci 180 giorni per colmare la lacuna legislativa e adempiere tempestivamente agli obblighi internazionali attraverso l'adozione di misure effettive di protezione sociale delle persone con disabilità e dei familiari che le assistono. Era il 3 ottobre 2022. Di giorni ne sono passati quasi 1000. Non sono più tollerabili vaghi annunci e promesse. Serve un'attenzione ampia e plurale per tutelare queste persone che svolgono un ruolo sociale importante, garantendo la tenuta del nostro welfare. Parliamo di quasi 8 milioni di cittadini, non solo conviventi come la Ministra si ostina a ripetere, tra cui tantissime donne che sono costrette a rinunciare al lavoro e alla loro libertà di autodeterminarsi, e che aspettano ancora una risposta. Nel 66 per cento dei casi, infatti, lasciano il lavoro, anche rinunciando alla propria indipendenza economica, mettendo a rischio l'esercizio dei propri diritti. Al Paese serve una legge moderna, equa e inclusiva per dare risposte a tutti i milioni di caregiver, senza alcun vincolo di convivenza, ma con tutele crescenti in base al bisogno assistenziale del paziente”. Così conclude la dem

07/04/2025 - 12:42

Oggi è la Giornata mondiale della salute.
O di quel che ne resta, dopo i tagli di questo governo. Perché mentre Meloni fa i proclami, la sua maggioranza taglia. Cancella il fondo per i disturbi alimentari, boccia gli emendamenti per la prevenzione del tumore al seno, blocca la legge sullo psicologo di base, lascia 400 milioni in meno per le persone con disabilità, riduce la copertura per i malati gravissimi nelle RSA. Tagliano dove fa più male. Dove si colpisce chi ha bisogno. Dove si decide se un cittadino viene curato o abbandonato.
Non sono errori tecnici, ma precise scelte politiche. La destra vuole una sanità a misura di portafogli.

Così il capogruppo democratico nella commissione Affari sociali della Camera e responsabile Welfare del Pd, Marco Furfaro.

 

04/04/2025 - 13:28

“La sperimentazione della riforma della disabilità, avviata dal Governo in nove province italiane, sta mostrando gravi criticità che mettono a rischio i diritti delle persone con disabilità. I numeri parlano chiaro: nei primi due mesi del 2025 le richieste di accertamento sanitario si sono più che dimezzate rispetto all’anno precedente, segno che il nuovo sistema sta ostacolando, anziché agevolare, l’accesso alle prestazioni.” Lo dichiarano Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, e Marco Furfaro, responsabile Welfare del PD, che hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di intervenire immediatamente.

“La decisione di trasferire le competenze dalle ASL all’INPS ha creato enormi difficoltà procedurali – proseguono i due esponenti dem – con i medici di base in affanno per la compilazione del nuovo certificato e l’esclusione degli Enti di patronato, che fino a oggi hanno garantito un supporto essenziale e accessibile. A questo si aggiunge una drastica riduzione dei punti di accesso per le valutazioni sanitarie, con effetti disastrosi in province come Firenze, dove si è passati da numerose sedi ASL a soli tre centri INPS.”

“La riforma presenta falle evidenti e il ritardo nell’emanazione dei decreti attuativi non fa che aggravare la situazione. In particolare, resta ancora bloccato il decreto sul progetto di vita individuale personalizzato, uno strumento fondamentale per garantire un reale percorso di inclusione e autodeterminazione per le persone con disabilità. Per questo chiediamo al Governo quali misure urgenti intenda adottare per correggere le criticità emerse, quali azioni saranno messe in campo per garantire una maggiore accessibilità territoriale ai servizi e quali siano le tempistiche per l’emanazione dei decreti attuativi ancora mancanti. Non si può continuare a sperimentare sulla pelle delle persone più fragili” concludono Gribaudo e Furfaro.

 

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