22/01/2026 - 14:55

“La scelta del Governo Meloni e della maggioranza di respingere l’ordine del giorno che chiedeva di riconoscere alla Via Francigena un ruolo strategico nell’attuazione della Legge sui Cammini d’Italia è francamente incomprensibile. Una decisione che sorprende, perché riguarda uno dei cammini più antichi e rilevanti d’Europa, riconosciuto dal Consiglio d’Europa e capace di generare benefici concreti in termini di turismo sostenibile, mobilità dolce e valorizzazione dei territori attraversati”. Lo dichiara Emiliano Fossi, deputato Dem e segretario Pd della Toscana.
“A pagare il prezzo di questa scelta sono soprattutto le realtà locali che da anni investono con serietà e visione. Regioni come la Toscana hanno già destinato risorse significative alla tutela e alla valorizzazione della Via Francigena, trasformandola in un autentico volano di sviluppo sostenibile per borghi e aree interne. Ignorare questo lavoro e rinunciare a un coordinamento nazionale stabile significa disperdere energie, indebolire le politiche pubbliche e perdere un’occasione importante per rafforzare l’accesso a risorse nazionali ed europee. Continuerò a impegnarmi affinché la Via Francigena ottenga il riconoscimento e il sostegno che merita, nell’interesse dei territori e delle comunità coinvolte”, conclude Fossi.

 

22/01/2026 - 13:59

Senza piano straordinario assunzioni polizia dl sarà nuovo fallimento

“Per coprire i propri fallimenti, Meloni, Piantedosi, Salvini e tutto il centrodestra stanno mettendo in atto un cinico scaricabarile della paura”. Lo dichiara Andrea Gnassi, deputato del Partito Democratico. “Sulla sicurezza la destra ha fatto la campagna elettorale e il Governo propaganda quotidiana. Oggi, dopo 4 anni di Governo Meloni parlano i fatti. Reati, paura, città lasciate sole. Oggi che sono i fatti che parlano di un bilancio fallimentare. Le assunzioni nelle forze di polizia sbandierate dal Ministro dell’Interno e dalla Presidente del Consiglio non riescono nemmeno a coprire il turnover. Nei territori lo Stato arretra: meno agenti, meno presidi, meno controllo” prosegue Gnassi, evidenziando: “Nelle grandi città come nelle medie, nelle aree interne diminuisce la presenza delle forze dell’ordine mentre aumentano i reati, crescono furti, rapine e aggressioni. Questa è la realtà, non la propaganda. E per coprire ciò si alimenta paura, si fa l’ammuina di inventare nuovi reati e nuove aggravanti, ma nel contempo i reati stessi aumentano e si scaricano le responsabilità sugli amministratori locali. Mettessero più forze di polizia in strada, adeguassero stipendi da fame, mettessero risorse in tecnologia per la video sorveglianza. La sicurezza non si costruisce con i titoli di giornale o con norme bandiera. Si costruisce con più uomini e donne in divisa, con un piano straordinario di assunzioni, con risorse e mezzi adeguati. Senza questo piano, ogni nuovo provvedimento annunciato dal Governo – incluso quello atteso al prossimo Consiglio dei Ministri – è destinato a essere l’ennesimo fallimento”.

 

22/01/2026 - 12:09

Nel corso della discussione alla Camera sul provvedimento dedicato ai Cammini d’Italia, la deputata del PD Giovanna Iacono, ha annunciato il voto favorevole del proprio gruppo parlamentare, sottolineando al tempo stesso la necessità di miglioramenti e di una vigilanza attenta nella fase attuativa.

“Il testo non è privo di criticità e poteva essere migliorato – in particolare sul coinvolgimento sostanziale delle Regioni, sugli strumenti di concertazione e sulla programmazione finanziaria di lungo periodo – ma abbiamo scelto di guardare al merito, non alle appartenenze”, ha dichiarato. “Per questo esprimiamo un voto favorevole, con spirito costruttivo”.

La legge riconosce i cammini come infrastruttura culturale e sociale del Paese: reti leggere che collegano comunità, valorizzano borghi e aree interne, contrastano lo spopolamento e promuovono un modello di turismo sostenibile fondato sulla lentezza e sulla qualità dell’esperienza.

Particolare attenzione è stata dedicata ai temi della tutela ambientale, del paesaggio, della mobilità dolce e dell’accessibilità, affinché la fruizione della cultura e della bellezza sia un diritto di tutte e di tutti.
Nel suo intervento è stato richiamato l’esempio dei cammini siciliani già censiti a livello nazionale – dalla Magna Via Francigena alla Via Francigena Normanna e all’Itinerarium Rosaliae – come buone pratiche capaci di generare economie locali sostenibili, nuova occupazione e un racconto nuovo e autentico dei territori.

“Riteniamo positiva l’istituzione della banca dati nazionale dei cammini e sugli strumenti di coordinamento previsti dalla legge, pur con l’avvertenza che non dovranno trasformarsi in strutture burocratiche centralizzate, e che vada garantito un reale protagonismo delle autonomie territoriali.”
“Il nostro sostegno c’è – ha concluso - ma vigileremo sull’attuazione della legge e sul rispetto delle competenze territoriali. Riteniamo che questo provvedimento vada nella direzione giusta: un’Italia che cresce valorizzando il suo patrimonio diffuso, i suoi territori, la sua storia e le sue comunità.”

 

 

21/01/2026 - 17:25

“La provincia di Agrigento è stata duramente colpita dal ciclone Harry, che nelle ultime ore ha provocato ingenti danni, paura e pesanti disagi per le cittadine e i cittadini, le imprese e le amministrazioni locali. Litorale devastato, strade allagate o interrotte, campagne distrutte, edifici pubblici e privati danneggiati: un colpo durissimo per un territorio già segnato da fragilità strutturali e che fonda gran parte della propria economia sull’agricoltura e sul lavoro stagionale. Da deputata agrigentina sento il dovere di essere al fianco della mia comunità. Ho già avviato le necessarie interlocuzioni istituzionali affinché venga riconosciuto lo stato di calamità naturale e siano attivati ristori rapidi e adeguati per famiglie e imprese colpite”.
Così la deputata dem, Giovanna Iacono, esprimendo il proprio ringraziamento a Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e volontari impegnati senza sosta per garantire sicurezza e assistenza alla popolazione.

“Ora - ha aggiunto - è il tempo della concretezza. La provincia di Agrigento non può essere lasciata sola. Servono interventi immediati, ma anche una strategia seria di prevenzione e messa in sicurezza del territorio, perché eventi estremi come questo non possono più essere considerati eccezionali. La situazione - ha concluso - continuerà a essere seguita passo dopo passo nelle sedi istituzionali competenti, per garantire risposte rapide e adeguate al territorio”.

 

 

20/01/2026 - 18:05

“Discutiamo dell’ennesimo decreto-legge sull’ex Ilva, il quarto del solo 2025, che ancora una volta non può essere separato da ciò che accade fuori da quest’Aula”. Così Alberto Pandolfo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive, annunciando il no del Partito Democratico al decreto sulla continuità operativa degli stabilimenti.

L’esponente dem ha ricordato la morte del lavoratore Claudio Salamida, di 47 anni, avvenuta pochi giorni fa nello stabilimento di Taranto. “Una tragedia che impone rispetto, responsabilità e verità. Alla famiglia va il nostro cordoglio, ai lavoratori e alle lavoratrici il nostro sostegno, così come alle organizzazioni sindacali che hanno scioperato”.

“La sicurezza sul lavoro – ha proseguito il deputato Pd - non è una variabile negoziabile, soprattutto in uno stabilimento che da anni vive in condizioni di precarietà produttiva, manutentiva e gestionale. I nostri emendamenti presentati per rafforzare la sicurezza degli impianti, la manutenzione e un vero piano di emergenza, sono stati tutti respinti dal governo e dalla maggioranza. In tre anni di gestione Meloni non è stata costruita alcuna strategia industriale credibile. La produzione è ai minimi storici, l’azienda perde milioni di euro al giorno, migliaia di lavoratori sono sospesi tra lavoro e cassa integrazione e l’indotto è allo stremo”.

“Questo decreto – ha concluso Pandolfo - non apre una prospettiva e non disegna un futuro: stanzia risorse pubbliche e proroga misure temporanee senza un piano industriale, senza una strategia di decarbonizzazione, senza garanzie occupazionali e senza risposte sul futuro ambientale e sanitario dei territori. Si rinvia ancora, si prende tempo. Ma il tempo per l’ex Ilva è finito da anni”. Per queste ragioni il voto del Partito Democratico è contrario, dalla parte dei lavoratori, delle comunità locali e di un futuro industriale che non può essere affidato all’improvvisazione”.

 

20/01/2026 - 14:36

“Dopo la firma in Paraguay tra la Commissione europea e i quattro Paesi del Mercosur, il Parlamento europeo e i trentuno Parlamenti nazionali sono chiamati a un grande atto di responsabilità e lungimiranza, in coerenza con quanto già approvato dal Consiglio europeo e dall’omologo organismo del Mercosur”. Lo afferma Fabio Porta, deputato del Partito Democratico, sottolineando che “sarebbe grave oltre che miope se nei prossimi giorni e nelle prossime settimane le assemblee legislative ponessero ulteriori freni, approvando mozioni dilatorie o esigendo nuove condizioni da un accordo che, dopo venticinque anni di trattative, ha prodotto un documento finale che prevede clausole di reciprocità e tutele che ampliano in maniera significativa l’attuale quadro di garanzie, tanto per i consumatori quanto per i produttori”.

“L’Italia – conclude Porta – Paese maggiormente beneficiario dell’accordo e con il maggior numero di prodotti tipici tutelati, ben 57, deve essere in prima fila nel condurre a termine questa ultima tappa del processo. Le posizioni di quei partiti che, all’indomani di questa firma storica, prendono le distanze per interessi localistici, inseguendo peraltro plateali fake news, non solo minano la credibilità dell’Italia e dell’Europa, ma contrastano direttamente con gli interessi nazionali e con il rafforzamento di un’area politica ed economica strategica, fondamentale per un nuovo equilibrio mondiale all’insegna della democrazia e del multilateralismo”.

 

19/01/2026 - 11:55

“Il Pnrr doveva essere il motore della ripresa e invece, per colpa di un governo assente e inconcludente, rischia di trasformarsi in un enorme spreco di risorse e di occasioni mancate. In Toscana migliaia di cantieri sono appesi a ritardi che non dipendono dagli enti locali, ma dall’assenza di risposte e di strumenti adeguati da parte dell’esecutivo. È inaccettabile che, mentre Comuni e territori fanno i conti con fallimenti di imprese, aumento dei costi e carenza di manodopera, il governo continui a scaricare responsabilità invece di intervenire”. Lo dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi dopo aver depositato una interrogazione a Montecitorio.
“Con oltre 21.000 progetti finanziati per circa 12 miliardi di euro, la Toscana rappresenta una parte rilevante dell’attuazione del Pnrr. I dati della Corte dei conti indicano ritardi significativi e una percentuale di completamento ancora limitata per le opere in scadenza nel 2024. Con l’interrogazione presentata chiedo al governo di fornire un quadro aggiornato dell’avanzamento dei progetti e di indicare le iniziative necessarie, anche in sede europea, per evitare il rischio di perdita delle risorse”, conclude Fossi.

16/01/2026 - 19:44

“Chi governa risolve i problemi, non li crea. Il deputato di FdI Giovine forse non si è reso conto che il suo partito è al governo e che questo comporta delle responsabilità. Farebbe sorridere se non fosse tragica l’incapacità di gestire una partita così importante, da parte di una destra che governa sia a Bolzano che in Veneto e a palazzo Chigi e riesce a combinare un pasticcio simile. L’assessore di FDI ha emesso un bando a Bolzano, che è stato impugnato dall’assessore di Fdi in Veneto e contemporaneamente il ministro di fratelli d’Italia ha dichiarato l’interesse nazionale di quel sito produttivo. Un pasticcio sulla quale potrebbero solo tacere, ma non sapendo come uscirne “buttano la palla in tribuna”. Le parlamentari del partito democratico della regione Trentino Alto Adige, Ferrari e del Veneto, Filippin, sanno perfettamente di che cosa si sta parlando, così come sanno che non è istituito nessun tavolo permanente, come hanno chiesto oggi senza ricevere risposta, ma che ci sono stati due incontri nell’autunno scorso e cui è seguito un lungo silenzio da parte del Ministro, che, sollecitato a dire come intenda scongiurare la chiusura o la delocalizzazione di un’attività produttiva da cui dipendono così tanti posti di lavoro, non ha saputo dare alcuna risposta. A fronte della nuova fase che si apre con il bando deserto, nessun impegno. Forse è stato l’imbarazzo della figuraccia che ha fatto il suo partito a spingere l’onorevole Giovine ad attaccare il partito democratico che a suo dire non si sarebbe mai occupato di questa vicenda. Se vuole, possiamo inviargli le fotografie accanto agli operai e ai sindacati nei volantinaggi, nelle manifestazioni e nei cortei come l’ultimo di lunedì scorso a Bolzano. Perché quando si sta all’opposizione si può solo stare accanto ai lavoratori manifestando la solidarietà e interrogando e sollecitando chi governa, a cui spetterebbe invece il compito di risolvere i problemi anziché di crearli, se ne è capace.

 

16/01/2026 - 14:17

“L’unico elemento positivo della risposta del sottosegretario Molteni alla nostra interpellanza è che ha ammesso l’esistenza del Protocollo sulla 'Sicurezza del Personale e dei Passeggeri', sottoscritto nell’aprile 2022 ma dimenticato dal Governo Meloni che non ha ancora realizzato le misure previste e non convoca il gruppo di lavoro per i ferrovieri dall’Estate 2025. Nessuna risposta sul perché in oltre 3 anni di Governo, Piantedosi e Salvini non sono stati in grado di garantire gli interventi messi nero su bianco nel protocollo: a partire dal rafforzamento dei presidi fino alla messa in sicurezza degli accessi, come avviene negli aeroporti. Continueremo a chiedere conto al Governo del mancato coinvolgimento di Sindacati, Aziende, Forze dell’Ordine e Istituzioni locali e territoriali nell’individuazione e nella realizzazione di strumenti concretamente utili ad affrontare l’emergenza e non solo ad alimentare la propaganda.” Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu nella replica dell'interpellanza urgente al governo presentata dal Gruppo del Partito Democratico sul problema della sicurezza all'indomani dell'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna e delle aggressioni presso la stazione Termini di Roma.
“Per quanto riguarda l’annuncio di nuovi ingressi in Polizia, ricordiamo al Governo che non bastano a colmare le carenze d’organico e le esigenze del turnover, per questo continueremo senza sosta a chiedere di fare scorrere immediatamente le graduatorie di tutti i vice ispettori ed allievi agenti necessari. L’alibi delle risorse che mancano non regge più, visto che ogni giorno il Governo vara nuove società che costano milioni di euro solo per i vertici. Grazie all’inchiesta del Domani scopriamo che sta per nascerne un’altra per disporre i bandi dei servizi ferroviari intercity, di cui non sappiamo ancora niente se non che il Presidente guadagnerà 311 mila euro e i Consiglieri d’Amministrazione 280, parametrati sugli aumenti in stile Brunetta che già da luglio vengono erogati all’Autorità di Regolazione dei Trasporti”, conclude Casu.

16/01/2026 - 14:00

“Subito un tavolo di confronto per assicurare continuità produttiva e occupazionale”

Abbiamo chiesto con un’interpellanza parlamentare al ministro Urso di aprire un tavolo permanente di confronto con la Provincia Autonoma di Bolzano, l’azienda e le rappresentanze sindacali per accompagnare ad una soluzione positiva la questione del rischio vendita o delocalizzazione della produzione di acciai speciali che il governo stesso ha dichiarato ‘di interesse strategico nazionale’.
Il bando per la concessione del diritto di superficie su cui insiste la fabbrica a Bolzano è andato deserto e ci aspettiamo un’assunzione di responsabilità istituzionale dalla destra che governa e dunque ha il potere decisionale sia in provincia autonoma di Bolzano, che in Veneto, che al ministero. Abbiamo chiesto quali iniziative concrete il governo intenda assumere per garantire certezze sul futuro dell’occupazione per 600 lavoratori a Bolzano e 1200 a Vicenza più indotto, assicurando coerenza tra le decisioni delle autonomie territoriale e gli obiettivi nazionali di reindustrializzazione, transizione produttiva, tutela del lavoro. In una risposta di sette righe, il ministero si è limitato a dire che è “in attesa di comunicazioni ufficiali da parte della provincia autonoma di Bolzano sull’esito dell’avviso pubblico scaduto ieri (andato deserto ndr) nonché sulle relative valutazioni che l’ente intenderà intraprendere, che si auspica siano coerenti con quelle già espresse dal nostro dicastero sull’importanza di questo tipo di produzione per il paese, anche in virtù delle sinergie con lo stabilimento Valbruna di Vicenza”.
Una risposta decisamente insufficiente, che poi accosta le vicende di Terni e Piombino decisamente fuori contesto. Nessun impegno ad accompagnare un tavolo di confronto tra gli Enti e i portatori di interesse, in un ambito che assume rilievo strategico locale e nazionale.

Così le deputate del Partito democratico Sara Ferrari e Rosanna Filippin.

 

15/01/2026 - 17:40

“Il governo ha scelto la strada della forzatura burocratica invece del confronto istituzionale”, lo afferma Irene Manzi, deputata e capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura, sui canali social dei deputati dem, commentando la decisione del Consiglio dei ministri di commissariare Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna per il mancato via libera ai piani di dimensionamento della rete scolastica. “È un atto che comprime le autonomie locali e impone alle regioni accorpamenti e tagli alle autonomie scolastiche senza tenere conto dei bisogni dei territori e delle comunità”.

Manzi ricorda come il tema del dimensionamento sia stato introdotto dalla prima legge di bilancio del governo Meloni e più volte rinviato e modificato dallo stesso esecutivo. “I rigidi parametri numerici sono stati  inseriti da quella legge di bilancio e sono stati ripetutamente prorogati nei decreti Milleproroghe, a dimostrazione del fatto che si tratta di criteri inadeguati, calati dall’alto e poco aderenti alla realtà delle scuole”, sottolinea l’esponente dem.

“Lo abbiamo detto più volte anche in Aula: questa misura va rivista nella sua interezza”, conclude Manzi. “Non ha prodotto alcun miglioramento della qualità dell’offerta didattica, ma solo ennesimi tagli contabili. È la cifra dell’azione del governo Meloni sulla scuola: centralizzazione, riduzione delle autonomie e nessuna attenzione reale alla qualità dell’istruzione”.

 

15/01/2026 - 17:17

«Il Governo ha approvato un decreto forte nel titolo ma debolissimo nei contenuti e ha messo l’ennesima fiducia per fuggire da un confronto sul merito», ha dichiarato Andrea Gnassi intervenendo in Aula sul voto di fiducia al decreto Transizione 5.0.
«Manca totalmente una visione di politica industriale e una strategia energetica nazionale. La transizione viene ridotta a un elenco disorganico di crediti d’imposta,ha detto Gnassi, ricordando che «in tre anni di Governo sono aumentati i prezzi dell’energia, le bollette per famiglie e imprese e l’incertezza normativa apre scenari per speculazioni e ferite al paesaggio italiano». Gnassi ha denunciato «il taglio alle risorse del PNRR e alle comunità energetiche rinnovabili, definanziate del 64 per cento», sottolineando che «il Governo ha smontato la principale misura industriale del PNRR sulla transizione energetica, tagliandola di quasi 4 miliardi di euro e lasciando oggi le imprese in lista d’attesa». Si devono produrre 80 gigawatt da fonti rinnovabili. Per noi questo è un obiettivo inderogabile. Le rinnovabili sono leva per cambiare il paradigma industriale della produzione di beni e servizi. Ma il governo non fa nulla sull  assalto speculativo ai territori più fragili dove mega impianti possono devastare per sempre paesaggi, bellezza, borghi. È proprio l’art 9 della costituzione che tutela il paesaggio. Vanno coinvolti enti locali, territori regioni nella pianificazione di aree realmente vocate. I grandi impianti vanno fatti dove conviene all Italia , non a grandi fondi che investono come se le rinnovabili  fossero prodotti finanziari. Oggi, ci sono tecnologie, istituti di ricerca autorevoli che individuano con  dati certi aree e spazi. 14 milioni sono gli edifici elevati dopo gli anni 60, su cui mettere pannelli. Strutture pubbliche, parcheggi, aree oggetto di bonifica, cave, miniere dismesse, green belt cioè aree attigue a strade e autostrade e infrastrutture varie (dove ricade benzene e PM 10) sommano 800mila e di ettari di aree utilizzabili  localizzabili, circa 10.000 KM2. Si può partire domani mattina con le rinnovabili senza devastare il paesaggio . 
Con l’aggiunta poi che avete fatto di Transizione 5.0 un imbuto burocratico che blocca gli investimenti e alimenta la sfiducia delle imprese che vogliono innovare », ha concluso Gnassi. «Per queste ragioni il Partito Democratico ha votato contro questo provvedimento».

 

14/01/2026 - 16:20

Sulle Acciaierie Valbruna di Bolzano e Vicenza è necessario che il governo esca da ogni inerzia e convochi al più presto il tavolo di confronto istituzionale con la Provincia autonoma, la Regione Veneto, l’azienda e le organizzazioni sindacali, al fine di garantire certezze sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento”. Così si legge nell’interpellanza urgente al governo delle deputate PD, Rosanna Filippin e Sara Ferrari.
"La mobilitazione dei lavoratori di Bolzano e Vicenza - continuano le parlamentari dem -, con presidi e iniziative pubbliche, l’ultima lunedì 12 con lo sciopero e il corteo a Bolzano con centinaia di partecipanti anche da Vicenza, testimonia l’altissimo livello di preoccupazione per il rischio di chiusura o delocalizzazione di una azienda che occupa attualmente 3200 lavoratori. Il bando, con il quale la provincia autonoma di Bolzano ha messo a gara il rinnovo della concessione dei terreni su cui insiste la fabbrica, scadrà il 15 gennaio, senza alcun partecipante perché è andato deserto il sopralluogo preventivo. Le interroganti chiedono al ministro Urso cosa intenda fare a questo punto, dopo aver voluto l’istruttoria Golden Power che ha dichiarato la piena strategicità nazionale delle acciaierie Valbruna e lo sollecitano ad una nuova urgente convocazione di un tavolo".
“Non si possono più aspettare promesse vane: il governo definisca una politica efficiente per il settore industriale, capace di sostenere gli insediamenti produttivi, accompagnare la transizione e difendere l’occupazione. A novembre il Ministro aveva evocato l’esercizio di poteri speciali, ora come intende fare la sua parte per scongiurare una crisi dalle importanti possibili conseguenze sociali, occupazionali e produttive?”, concludono Filippin e Ferrari.

13/01/2026 - 17:57

“Le audizioni di oggi rappresentano un passaggio importante di ascolto e confronto con il mondo dell’industria cinematografica e audiovisiva, reso possibile grazie all’iniziativa del Partito Democratico, che ha riportato il tema del cinema al centro dei lavori parlamentari. Proprio per questo spiace constatare l’assenza del Governo, che pur non essendo formalmente obbligato a partecipare, ha scelto di non essere presente, rinunciando all’opportunità di ascoltare direttamente le associazioni di settore nelle sedi istituzionali”. Lo dichiarano in una nota Irene Manzi e Matteo Ordini, componenti democratici nella Commissione Cultura della Camera, promotori del ciclo di audizioni avviato nell’ambito della discussione della proposta di legge del PD sulla riforma della governance del sistema. “Nel corso delle audizioni – proseguono i democratici – le associazioni di categoria hanno segnalato una forte incertezza sulle regole, evidenziando come i tagli alle risorse introdotti da questo Governo e i ritardi nell’attuazione dei provvedimenti stiano creando difficoltà crescenti all’intero comparto. Le associazioni hanno inoltre messo in guardia dal rischio concreto di uno stop delle produzioni già a partire dal mese di marzo, in particolare per le produzioni indipendenti, mentre quelle più strutturate potrebbero valutare la delocalizzazione all’estero. Dalle audizioni è emersa infine la necessità di una riforma ampia, condivisa e strutturale, così come un interesse trasversale per il modello dell’Agenzia, indicato come possibile strumento in grado di garantire maggiore stabilità, trasparenza e certezza delle regole. Attendiamo le prossime sessioni di approfondimento, ma chiediamo fin da ora al Governo e al ministro Giuli risposte tempestive alle preoccupazioni emerse oggi, per ridurre l’incertezza che sta pesando sul settore e prevenire conseguenze difficilmente reversibili per il cinema italiano”.

 

13/01/2026 - 11:01

"Voglio confermare tutta la mia contrarietà sulla scelta del Governo di commissariare quattro regioni rispetto al dimensionamento scolastico. Le scelte di dimensionamento scolastico, che oggi sono oggetto di una azione unilaterale e autoritaria, non sono un semplice problema di numeri. Riguardano l'  equità, l' accessibilità, la qualità educativa. Non si può ridurre tutto ad un calcolo matematico, ignorando le peculiarità geografiche, sociali e culturali che ogni regione porta con sé. Serviva un vero confronto con le autonomie locali, invece di una iniziativa centralistica e burocratica. Facciamo sentire la voce di chi ha a cuore la scuola pubblica, contro un provvedimento sbagliato ed iniquo". Così Andrea De Maria, deputato PD.

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