06/06/2025 - 11:57

“Mettere in discussione e delegittimare la Corte Penale Internazionale è molto pericoloso, perché mina un pilastro fondamentale della giustizia internazionale, lasciando intendere che si possa agire impuniti, compiendo i peggiori crimini. La dottrina Trump mira a stravolgere l’ordine costruito dopo la seconda guerra mondiale fondato sul multilateralismo, sullo stato di diritto, sui valori comuni di libertà e democrazia. Guai se il governo italiano si accoderà a questo attacco senza precedenti alla CPI e allo stato di diritto. Abbiamo ascoltato nei giorni scorsi dichiarazioni di autorevoli membri del nostro governo di forte delegittimazione della CPI. Attaccare la funzione di questa Corte e la sua indipendenza significa però non assicurare giustizia a vittime innocenti e avallare la logica dell'impunità per le azioni criminali su scala internazionale. La Premier Meloni chiarisca la posizione del governo italiano. Non segua chi mette in discussione la legalità internazionale, si schieri invece al fianco dell'UE nella difesa della libertà e autonomia della CPI". Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

06/06/2025 - 11:04

“Il 67 per cento dei bambini con background migratorio è nato in Italia e frequenta le nostre scuole. Questo dato, da solo, racconta l’enorme ingiustizia che si consuma quotidianamente ai danni di migliaia di bambine e bambini: crescono nel nostro Paese, parlano la nostra lingua, condividono lo stesso percorso educativo dei loro coetanei, ma non hanno le stesse opportunità di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana”. Così la deputata Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura e responsabile nazionale Scuola del Pd.

“È il momento – aggiunge l’esponente dem - di colmare questo vuoto normativo e umano. Votare SÌ al referendum non è solo un atto politico, ma un gesto di giustizia verso una generazione che vive da italiana pur senza esserlo per legge. È necessario guardare alla realtà delle nostre aule scolastiche, dove la legge attuale non riesce più a rappresentare ciò che accade ogni giorno”.

“L’8 e il 9 giugno – conclude Manzi - sono un’occasione decisiva per cambiare rotta e riconoscere diritti a chi li merita. Andiamo a votare e votiamo SÌ: per una scuola che include, per un’Italia più giusta, per un futuro davvero comune”.

 

06/06/2025 - 09:49

“L’Italia attivi tutte le procedure già previste dall’accordo con il Brasile per l’estradizione di Carla Zambelli, deputata brasiliana già condannata a dieci anni dalla Corte Suprema per hackeraggio al sistema informatico del Consiglio Nazionale di Giustizia”, così ha dichiarato Fabio Porta, deputato del Partito Democratico membro della Commissione Affari Esteri e residente in Brasile.
“La doppia cittadinanza non è sinonimo di impunità e non può essere usata per sfuggire alla legge del proprio Paese – continua la dichiarazione del parlamentare eletto in Sudamerica – e ci sono diversi precedenti a confermarlo; nel 2015 intervenni personalmente sull’allora Ministro della Giustizia Andrea Orlando per l’estradizione dell’ex Direttore del Banco do Brasil Henrique Pizzolato, che fu prontamente estradato in Brasile.”

06/06/2025 - 09:46

“Giorgia Meloni annuncia che voterà al referendum, ma in realtà non lo farà. È l’ennesima presa in giro da parte di una Presidente del Consiglio che continua a sfuggire a una scelta fondamentale: da che parte stare. Tra un’Italia con più diritti e un’Italia più precaria, tra la sicurezza sul lavoro e l’indifferenza verso chi ogni giorno rischia la vita. Lo dichiara il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Partito Democratico, che aggiunge: “Noi invece sappiamo bene da che parte stare: dalla parte di chi vuole più giustizia sociale, dalla parte di chi chiede più tutele per i lavoratori, dalla parte di chi non si rassegna a un Paese segnato dalla precarietà e dall’insicurezza.

 

«Ecco perché, mentre la destra diserterà le urne – conclude Sarracino – noi ci saremo. Ci saremo per votare cinque sì, per un’Italia più giusta, più sicura, con più diritti”.

 

04/06/2025 - 17:27

“Quanto sta accadendo nel carcere di Marassi a Genova è semplicemente intollerabile. Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza agli agenti penitenziari feriti durante la rivolta e a tutti gli operatori della giustizia che quotidianamente lavorano in condizioni sempre più difficili e gravose. Un plauso va anche alla nuova sindaca di Genova, Silvia Salis, che sta gestendo con prontezza e responsabilità questa emergenza, mantenendo un costante raccordo con le autorità coinvolte”. Così la responsabile nazionale Giustizia del PD, Debora Serracchiani, insieme ai deputati liguri Valentina Ghio e Alberto Pandolfo e Luca Pastorino, che sottolineano come “la situazione nelle carceri italiane rappresenta un allarme sociale ormai insostenibile. Nessuno vuole giustificare i disordini, ma è inaccettabile che l’inattività del Governo persista. Anche il decreto sicurezza, approvato definitivamente oggi al Senato, non prevede alcun finanziamento per l’assunzione di nuovo personale né misure concrete per affrontare il drammatico sovraffollamento carcerario. Questo silenzio e questa mancanza di investimenti aggravano ulteriormente la situazione, mettendo a rischio la sicurezza di operatori e detenuti. È il momento di mettere da parte le lacrime di coccodrillo e lavorare insieme, in modo unitario e responsabile in Parlamento, per affrontare con urgenza questa emergenza e garantire condizioni dignitose e sicure nelle carceri italiane. Non possiamo permettere che si ripetano eventi come quelli a cui stiamo assistendo a Genova, che rappresentano un fallimento collettivo”.

 

04/06/2025 - 17:17

“Oggi la destra ha compiuto un atto gravissimo: ha trasformato la paura in norma, ha ridotto il Parlamento a un passacarte e ha lasciato le forze dell’ordine senza risorse né futuro. Con il voto di fiducia imposto al Senato, il Governo ha approvato un decreto che non aumenta la sicurezza, ma restringe le libertà. Criminalizza i più fragili, i migranti, chi manifesta, chi soccorre. E lo fa togliendo a deputati e senatori ogni possibilità di intervento, ogni confronto, ogni correttivo.”

Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, commentando l’approvazione definitiva del decreto sicurezza.

“Non c’è un euro per assumere nuovo personale, non c’è una norma che sblocchi le graduatorie, non c’è alcun rispetto per chi ogni giorno indossa una divisa per garantire i diritti di tutti. Insieme al collega Andrea Casu abbiamo presentato ordini del giorno chiari per chiedere lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi per vice ispettori e per rafforzare davvero la Polizia di Stato. Il Governo li ha bocciati. E chi osa lamentarsene viene persino redarguito e intimidito pubblicamente dal sottosegretario Molteni, che invece di ascoltare chi chiede giustizia, usa le sue pagine social per rispondere con arroganza e minacce velate. È un uso del potere che offende le istituzioni.”

“Questa maggioranza continua a usare i decreti legge come manganelli politici, saltando ogni confronto democratico, blindando norme con il voto di fiducia e tradendo ogni promessa. Non si governa la sicurezza con la propaganda, ma con investimenti seri e rispetto per i cittadini, per chi lavora nelle forze dell’ordine, per chi manifesta pacificamente e per il Parlamento.”

“Chi oggi ha votato questo decreto ha votato contro le libertà e contro la dignità del lavoro pubblico. Il Partito Democratico sarà al fianco di chi resiste e si oppone a questa deriva.”

 

03/06/2025 - 17:25

Serracchiani e Merola: “Serve chiarezza e trasparenza, il governo deve rispondere”

 

Il Partito Democratico annuncia la presentazione di un’interrogazione parlamentare sul cosiddetto “risiko bancario”, a firma della responsabile nazionale Giustizia, Debora Serracchiani, e del capogruppo alla Camera in Commissione Finanza, Virginio Merola, a seguito della richiesta di informativa sul tema espressa in Aula alla Camera dal deputato dem Bruno Tabacci. “È fondamentale fare piena luce sulle dinamiche che coinvolgono importanti gruppi finanziari italiani, sul ruolo del governo e sugli intrecci politici evidenziati dal servizio di Report”, dichiarano Serracchiani e Merola. “Si evidenziano dinamiche poco trasparenti e un ruolo del governo che appare direttamente coinvolto attraverso alcuni suoi esponenti, con scelte che sollevano legittimi dubbi, come l’applicazione limitata della Golden Power”. L’interrogazione intende inoltre fare chiarezza sui potenziali conflitti di interesse emersi dal servizio di Report, come la presenza di partecipazioni non dichiarate da parte del capo di gabinetto della presidente Meloni, Gaetano Caputi, in società operanti nel settore bancario. “Siamo convinti che chi ricopre responsabilità istituzionali debba evitare ogni situazione che possa configurare un conflitto di interessi”, concludono Serracchiani e Merola. “Il Parlamento deve essere pienamente coinvolto in queste vicende e non può essere tenuto all’oscuro di scelte così importanti per l’economia e la trasparenza del Paese”.

 

30/05/2025 - 14:22

“La legge di delegazione europea è un provvedimento molto complesso che riguarda parecchi temi dalla giustizia all’ambiente, al lavoro e i diritti sociali alla salute, alla tutela del consumatore, al mercato interno e alla finanza.
Durante l’esame del provvedimento in sede referente nella 14ª commissione sono stati bocciati tutti gli emendamenti del partito democratico, che avevano come unico intento quello di migliorare un provvedimento che dovrebbe appartenere a tutti e non solo alla maggioranza o al governo.
È stato bocciato un emendamento PD che chiedeva l’inserimento di una direttiva contro le cosiddette querele temerarie; sono stati bocciati tutti i nostri emendamenti volti ad assicurare il corretto recepimento della direttiva sul miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme digitali. Sorte analoga hanno trovato altri nostri emendamenti in favore delle PMI. Tutte tematiche estremamente importanti. Il Ministro Foti ha detto in Aula che sarà pronto a ridiscutere di tutti gli emendamenti bocciati in occasione della legge europea del 2025. Ma perché aspettare? Perché non danno un segnale di apertura accettando anche solo un emendamento del Pd ora? Ci auguriamo che, a differenza del suo governo, il ministro Foti mantenga almeno la parola data alle opposizioni e aspettiamo che avvenga subito il miracolo”. Lo ha detto intervenendo in aula Patrizia Prestipino, deputata Pd componente della commissione politiche UE di Montecitorio.

30/05/2025 - 09:23

Si terrà oggi, 30 maggio 2025 la conferenza stampa degli eurodeputati del gruppo Socialisti e Democratici (S&D) della commissione per le Libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni (LIBE) sugli ultimi sviluppi dello scandalo legato allo spyware Paragon.
L'appuntamento avrà luogo presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a partire dalle ore 17.30 e saranno presenti l’eurodeputato Sandro Ruotolo, con la partecipazione della vicepresidente del gruppo S&D Ana Catarina Mendes e della coordinatrice S&D nella commissione LIBE Birgit Sippel, gli eurodeputati dei Verdi Saskia Bricmont e Leoluca Orlando.

29/05/2025 - 16:51

“Quello che andiamo a votare è un insieme di norme che creano solo insicurezza, uno dei più clamorosi fallimenti del governo Meloni. Il governo agisce con la clava e con il furore ideologico senza alcuna strategia sul tema della sicurezza. Dopo quasi tre anni, l'esecutivo è costretto ad ammettere che i reati di violenza sono aumentati dal 2022 ad oggi in maniera costante: un clamoroso disastro che il ministro Piantedosi conferma pubblicando i dati sui reati in Italia. Il governo Meloni usa il tema della sicurezza solo per fare propaganda, demagogia e per farsi bello sui social mentre non investe un solo euro e non ha neanche uno straccio di piano per garantire un miglioramento di qualità della vita nelle città italiane”. Lo dice il deputato Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia, nella dichiarazione di voto del Dl Sicurezza.
“Gli organici delle forze dell'ordine – aggiunge l'esponente dem - rimangono scoperti e mancano le risorse per la prevenzione dei crimini, unica strada per limitare le condizioni di insicurezza. Questo governo pensa solo alla repressione sapendo che, così facendo, non si ottengono risultati. Nessun cittadino si sente più sicuro dopo l'approvazione delle trenta nuove norme varate dal governo. Il fallimento è assicurato e porterà a nuovi provvedimenti ancora più repressivi e a creare nuovi reati. Tante chiacchiere e zero risultati da parte di un governo campione delle contraddizioni.”, conclude Gianassi.

29/05/2025 - 16:16

“Tagliole, tempi contingentati, audizioni ridotte, emendamenti respinti, silenzio assoluto, nessun confronto, testi blindati, voti di fiducia. È così che la maggioranza e il Governo stanno affrontando due riforme costituzionali che rischiano di stravolgere la nostra Carta e cambiare il volto del Paese.”
Lo dichiara Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico, commentando l’iter delle riforme sul premierato e sulla separazione delle carriere.
“Siamo di fronte – prosegue – a uno scambio politico tra partiti della maggioranza che stanno mercanteggiando: la Lega ha ottenuto il decreto sicurezza dopo aver dovuto rinunciare a sbandierare l’autonomia differenziata, Forza Italia incassa la calendarizzazione della separazione delle carriere e Fratelli d’Italia il premierato. Nessuna di queste riforme risponde ai bisogni reali dei cittadini, ma servono solo ad agitare bandierine ideologiche in un clima di furore senza freni. Nel frattempo – conclude Serracchiani – i salari calano, la sanità pubblica viene tagliata e i problemi veri del Paese restano senza risposta. Il Partito Democratico continuerà a opporsi con determinazione a queste forzature costituzionali.”

 

29/05/2025 - 15:50

Democratici presentano interrogazione a Nordio e Schillaci

La responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani e i componenti democratici della commissione giustizia della Camera,  Federico Gianassi, Michela Di Biase, Marco Lacarra e Rachele Scarpa hanno presentato un’interrogazione ai Ministri della Giustizia e della Salute per denunciare le gravi carenze sanitarie nella Casa circondariale Francesco Uccella di Santa Maria Capua Vetere.

Un gruppo di detenuti ha scritto al direttore dell’UOC Sanità Penitenziaria segnalando “una grave insufficienza di accesso alle cure e ai trattamenti medici da ormai quasi due anni”, tra cui “l’assenza quasi totale di medici generici”, “l’inadeguata assistenza per pazienti oncologici” e “la sospensione delle cure per diabetici da oltre un mese”.

I detenuti lamentano inoltre “una non sufficiente presenza del dirigente sanitario” e denunciano l’assenza di reparti ospedalieri adeguati. Il reparto sanitario esterno è infatti collocato in un ospedale privo di pronto soccorso, con la conseguente necessità di continui trasferimenti anche per prestazioni di base.

Serracchiani evidenzia la crisi complessiva del sistema penitenziario e chiede ai ministri Nordio e Schillaci “se non ritengano, ciascuno per le proprie competenze, di dover adottare immediate misure volte a verificare le condizioni della gestione della salute nella Casa circondariale Francesco Uccella di Santa Maria Capua e ad intervenire adeguatamente e con sollecitudine, mettendo a disposizione personale e spazi adeguati, al fine di garantire il diritto alla salute costituzionalmente protetto.”

 

29/05/2025 - 15:45

“Con questo provvedimento oggi si consolida una prassi di svilimento e umiliazione del Parlamento, con la maggioranza assente e silente che evidenzia ancora di piu' l’impostazione autoritaria e antidemocratica di questa norma.
La destra sta facendo un’operazione di pura propaganda, che pero’ manda i bambini in carcere, vieta ai lavoratori di manifestare per salvare il proprio posto di lavoro, punisce duramente chi legittimamente protesta con la resistenza passiva.
Una propaganda costruita per coprire l’incapacità strutturale del Governo di affrontare i veri problemi del Paese: i salari, i giovani costretti a scappare, il costo della vita sempre più inconciliabile con i redditi delle famiglie.
Anziché governare questa maggioranza insegue i fantasmi dell’insicurezza parlando alla pancia del Paese, senza mai offrigli soluzioni reali.
Questo decreto non offre un euro in più alle forze dell’ordine, non prevede alcun piano strutturale per rafforzare l’organico, non investe nella formazione, non innova i sistemi di prevenzione. Nulla. Solo nuovi reati bandiera, meno garanzie, meno diritti, certamente non sicurezza.
La sicurezza vera si costruisce con più giustizia sociale, più istruzione, più lavoro stabile, piu’ partecipazione democratica. Temi sui quali il Governo continua a non dare risposte ”. Lo ha detto in Aula Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera dichiarando parere contrario al dl sicurezza.

29/05/2025 - 14:37

“Annuncio con fermezza il voto contrario del mio gruppo parlamentare al decreto Sicurezza. Un provvedimento che non risponde alle esigenze concrete di tutela dei cittadini, ma rappresenta invece un atto politico repressivo e ideologico. Non si tratta di una misura tecnica, ma di un intervento che incarna una preoccupante torsione autoritaria del nostro ordinamento. Il decreto contiene norme eterogenee, alcune delle quali già rigettate per incostituzionalità, riesumate ora tramite decreto in spregio al confronto parlamentare. Tra i punti più critici vi è la norma sulla detenzione delle madri con figli piccoli, che cancella il principio del superiore interesse del minore, consentendo la reclusione anche in fase cautelare. Grave è anche l’estensione dei poteri ai servizi segreti, senza adeguati contrappesi democratici, e la criminalizzazione del blocco stradale, con pene sproporzionate che minacciano il diritto di manifestare. Infine, l’introduzione della nuova aggravante per reati commessi nei pressi di infrastrutture ferroviarie appare giuridicamente infondata e strumentale. Questo decreto non garantisce maggiore sicurezza. Al contrario, svuota lo Stato di diritto e indebolisce la democrazia. Per queste ragioni, il nostro voto è contrario, in nome della libertà, della giustizia e della Costituzione repubblicana”.

Così il deputato democratico della commissione Giustizia, Marco Lacarra.

 

29/05/2025 - 13:20

«Mi sento convocato, oggi, non solo per esprimere un voto, ma per ricordare a quest’Aula, che ogni provvedimento normativo deve interrogarsi sulla sua legittimità, non soltanto sulla sua legalità formale”. Lo ha detto in Aula il deputato del Pd Luciano D’Alfonso, durante la dichiarazione di voto sul decreto Sicurezza.

”Non è sufficiente – ha proseguito l’esponente dem - che una norma sia conforme alle procedure: essa deve anche promuovere i diritti fondamentali della persona, rispettare la vita e la dignità umana. Anche Montesquieu spiega che davanti al diritto non giusto esiste il diritto di reagire e di resistere. San Tommaso D'Aquino spiega che davanti a ciò che non è giusto, occorre affermare il diritto di reagire. Non è giusto qualificare come reato la resistenza passiva, non è giusto perché non è mai accaduto e quando accade genera panpenalismo”.

“Questo testo – ha concluso D’Alfonso – tipograficamente rappresenta l’opposto del diritto giusto. I nuovi meccanismi introdotti, compresi i CPR, generano luoghi dove i diritti si affondano, dove scompare la persona. Siamo davanti a una rottura dell’ordinamento. È una deriva che produce solo panpenalismo e inefficienza, un diritto punitivo che non riesce nemmeno a funzionare. Non si costruisce uno Stato di diritto moltiplicando pene inapplicabili. Così si va verso la desuetudine delle leggi, verso l’inefficacia dell’ordinamento. Fermatevi. Riflettete sulla gravità delle vostre scelte. C’è ancora tempo per un ripensamento che salvi il senso della responsabilità. Questo provvedimento non finirà oggi: continueremo a denunciare la sua debolezza, la sua ingiustizia, la sua inconsistenza”.

 

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