10/06/2025 - 12:16

“‘Uccidete me, ma l’idea che è in me non la ucciderete mai’. A 101 anni dalla sua morte, Giacomo Matteotti continua a parlare a chi crede nei valori della democrazia, della giustizia e della libertà. La sua voce, nata nel laborioso Polesine - terra spesso dimenticata ma ricca di dignità e impegno - risuona ancora oggi come simbolo di coraggio e integrità. Come parlamentare e donna del Polesine, sento forte la responsabilità di far vivere i suoi valori e di mantenere vivo il suo messaggio di difesa della democrazia e dei diritti di tutti. Matteotti ci ha insegnato che la verità non può essere zittita e che la politica deve essere al servizio delle persone, non del potere. Il modo migliore per onorarlo è impegnarci ogni giorno per questi principi, dentro e fuori le istituzioni”.

Così la deputata democratica, Nadia Romeo.

 

 

10/06/2025 - 08:58

"Giustizia per Niccolò Ciatti": questo il titolo del  libro - inchiesta sulla tragica morte del giovane fiorentino, ucciso a Lloret de Mar nel 2017 da un criminale condannato con sentenza definitiva tuttora latitante, che verrà presentato oggi, martedì 10 giugno alle ore 17:30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati.

Il libro, scritto dal giornalista Fabrizio Morviducci ed edito da AB edizioni & comunicazioni, ripercorre la vicenda attraverso testimonianze e documenti che affrontano il caso sia sul versante giudiziario che su quello umano.

Saranno presenti alla conferenza stampa l'autore del volume, il padre di Niccolò, Luigi Ciatti e Simona Bonafè, vice presidente dei deputati Pd.

 

09/06/2025 - 14:30

Questa mattina una delegazione di parlamentari del Partito Democratico composta dal senatore Lorenzo Basso e dai deputati Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino hanno svolto una visita ispettiva al carcere di Marassi dopo i gravissimi fatti avvenuti nei giorni scorsi. I parlamentari hanno incontrato la direttrice, dottoressa Tullia Ardito, per verificare le condizioni del giovane detenuto vittima delle violenze e per cercare di comprendere come sia stato possibile che si verificasse un episodio così grave all’interno di una struttura penitenziaria dello Stato.

Si tratta di un ragazzo giovanissimo, mai stato in carcere prima, con una difficile storia personale alle spalle, che per giorni è stato sfigurato in numerose parti del volto con macchinette tatuatrici illegali e poi seviziato e violentato. Un episodio inaccettabile, che impone una riflessione immediata e profonda. È evidente che il sistema di garanzia e protezione non ha funzionato, e lo Stato deve assumersi fino in fondo la responsabilità di capire cosa sia accaduto e perché.

Durante la visita abbiamo constatato ancora una volta una situazione strutturale critica nonostante la grande professionalità degli operatori. Il carcere di Marassi presenta un tasso di sovraffollamento costante, aggravato proprio nei giorni dei fatti: quasi 700 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 550, una condizione di pressione insostenibile che solo in parte è stata ridotta con un primo sfollamento e con i trasferimenti seguiti alla rivolta (attualmente i detenuti sono 676).

Gravissima anche la carenza di personale: a Genova il personale di polizia penitenziaria del ruolo sovrintendenti è sotto organico del 48%, con quasi 50 unità in meno, ridotte ulteriormente durante i giorni festivi. Una condizione che mette a rischio tanto la sicurezza della struttura e di chi vi opera all'interno, quanto il rispetto dei diritti delle persone che vi sono detenute.

Di fronte a questa realtà, il governo invece di incentivare interventi a “bassa soglia”, sostenere le attività di volontariato e rieducazione, dedicare le opportune risorse ad agenti e personale, si limita a inventare nuovi reati con il Decreto "Repressione", invece di affrontare le vere emergenze del sistema.

E di fronte a un fatto di questa gravità il sottosegretario Delmastro continua a tacere. Cosa intende fare il governo per ripristinare condizioni dignitose di sicurezza e tutela all’interno degli istituti penitenziari, a partire da quello di Marassi dove si e' verificata questa gravissima violazione? Perché non e' stata ancora predisposta una ispezione per verificare puntualmente quanto accaduto?

Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi delle inchieste in corso e presenteremo un’interrogazione parlamentare al Ministero della Giustizia per ottenere risposte puntuali e impegni concreti. Non ci fermeremo finché non sarà fatta piena luce su quanto accaduto.

 

 

09/06/2025 - 10:36

"Giustizia per Niccolò Ciatti": questo il titolo del  libro - inchiesta sulla tragica morte del giovane fiorentino, ucciso a Lloret de Mar nel 2017 da un criminale condannato con sentenza definitiva tuttora latitante, che verrà presentato domani, martedì 10 giugno alle ore 17:30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati.

Il libro, scritto dal giornalista Fabrizio Morviducci ed edito da AB edizioni & comunicazioni, ripercorre la vicenda attraverso testimonianze e documenti che affrontano il caso sia sul versante giudiziario che su quello umano.

Saranno presenti alla conferenza stampa l'autore del volume, il padre di Niccolò, Luigi Ciatti e Simona Bonafè, vice presidente dei deputati Pd.

 

09/06/2025 - 10:35

“Conosciamo Alessandro Delli Noci. Abbiamo apprezzato la sua grande capacità di essere sempre al servizio del bene comune e mai di qualcuno in particolare, con competenza e passione politica. Ecco perché molte delle descrizioni frettolosamente emerse in questi giorni le riteniamo molto lontane dall’uomo e dal politico Delli Noci. Confidando come sempre nella giustizia e nella magistratura, siamo certi saprà chiarire a brevissimo ognuno degli addebiti che gli sono mossi".

Così in una nota congiunta i deputati pugliesi del Partito Democratico, Claudio Stefanazzi, Ubaldo Pagano e Marco Lacarra.

 

06/06/2025 - 19:13

"Sui rave party Nordio continua a rilanciare una bufala quando dice che grazie alla sua norma i rave party sono spariti. Evidentemente qualcuno al ministero gli nasconde la rassegna stampa altrimenti saprebbe che ce ne sono ancora molti in giro per l’Italia; basterebbe leggere i giornali che ne danno conto”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera, Federico Gianassi.

 

"Peraltro ci vuole coraggio a vantarsi di una norma così assurda che prevede addirittura 6 anni di galera per chi organizza un raduno musicale illegale quando nello stesso codice penale reati più gravi sono puniti con pene assai inferiori.

Stendiamo invece un velo pietoso sulla coerenza di Nordio che oggi celebra questa assurda norma e solo fino a poco fa diceva che l’errore della destra è quello di pensare di garantire la sicurezza inventando nuovi reati e nuove sanzioni.”

 

06/06/2025 - 11:57

“Mettere in discussione e delegittimare la Corte Penale Internazionale è molto pericoloso, perché mina un pilastro fondamentale della giustizia internazionale, lasciando intendere che si possa agire impuniti, compiendo i peggiori crimini. La dottrina Trump mira a stravolgere l’ordine costruito dopo la seconda guerra mondiale fondato sul multilateralismo, sullo stato di diritto, sui valori comuni di libertà e democrazia. Guai se il governo italiano si accoderà a questo attacco senza precedenti alla CPI e allo stato di diritto. Abbiamo ascoltato nei giorni scorsi dichiarazioni di autorevoli membri del nostro governo di forte delegittimazione della CPI. Attaccare la funzione di questa Corte e la sua indipendenza significa però non assicurare giustizia a vittime innocenti e avallare la logica dell'impunità per le azioni criminali su scala internazionale. La Premier Meloni chiarisca la posizione del governo italiano. Non segua chi mette in discussione la legalità internazionale, si schieri invece al fianco dell'UE nella difesa della libertà e autonomia della CPI". Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

06/06/2025 - 11:04

“Il 67 per cento dei bambini con background migratorio è nato in Italia e frequenta le nostre scuole. Questo dato, da solo, racconta l’enorme ingiustizia che si consuma quotidianamente ai danni di migliaia di bambine e bambini: crescono nel nostro Paese, parlano la nostra lingua, condividono lo stesso percorso educativo dei loro coetanei, ma non hanno le stesse opportunità di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana”. Così la deputata Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura e responsabile nazionale Scuola del Pd.

“È il momento – aggiunge l’esponente dem - di colmare questo vuoto normativo e umano. Votare SÌ al referendum non è solo un atto politico, ma un gesto di giustizia verso una generazione che vive da italiana pur senza esserlo per legge. È necessario guardare alla realtà delle nostre aule scolastiche, dove la legge attuale non riesce più a rappresentare ciò che accade ogni giorno”.

“L’8 e il 9 giugno – conclude Manzi - sono un’occasione decisiva per cambiare rotta e riconoscere diritti a chi li merita. Andiamo a votare e votiamo SÌ: per una scuola che include, per un’Italia più giusta, per un futuro davvero comune”.

 

06/06/2025 - 09:49

“L’Italia attivi tutte le procedure già previste dall’accordo con il Brasile per l’estradizione di Carla Zambelli, deputata brasiliana già condannata a dieci anni dalla Corte Suprema per hackeraggio al sistema informatico del Consiglio Nazionale di Giustizia”, così ha dichiarato Fabio Porta, deputato del Partito Democratico membro della Commissione Affari Esteri e residente in Brasile.
“La doppia cittadinanza non è sinonimo di impunità e non può essere usata per sfuggire alla legge del proprio Paese – continua la dichiarazione del parlamentare eletto in Sudamerica – e ci sono diversi precedenti a confermarlo; nel 2015 intervenni personalmente sull’allora Ministro della Giustizia Andrea Orlando per l’estradizione dell’ex Direttore del Banco do Brasil Henrique Pizzolato, che fu prontamente estradato in Brasile.”

06/06/2025 - 09:46

“Giorgia Meloni annuncia che voterà al referendum, ma in realtà non lo farà. È l’ennesima presa in giro da parte di una Presidente del Consiglio che continua a sfuggire a una scelta fondamentale: da che parte stare. Tra un’Italia con più diritti e un’Italia più precaria, tra la sicurezza sul lavoro e l’indifferenza verso chi ogni giorno rischia la vita. Lo dichiara il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Partito Democratico, che aggiunge: “Noi invece sappiamo bene da che parte stare: dalla parte di chi vuole più giustizia sociale, dalla parte di chi chiede più tutele per i lavoratori, dalla parte di chi non si rassegna a un Paese segnato dalla precarietà e dall’insicurezza.

 

«Ecco perché, mentre la destra diserterà le urne – conclude Sarracino – noi ci saremo. Ci saremo per votare cinque sì, per un’Italia più giusta, più sicura, con più diritti”.

 

04/06/2025 - 17:27

“Quanto sta accadendo nel carcere di Marassi a Genova è semplicemente intollerabile. Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza agli agenti penitenziari feriti durante la rivolta e a tutti gli operatori della giustizia che quotidianamente lavorano in condizioni sempre più difficili e gravose. Un plauso va anche alla nuova sindaca di Genova, Silvia Salis, che sta gestendo con prontezza e responsabilità questa emergenza, mantenendo un costante raccordo con le autorità coinvolte”. Così la responsabile nazionale Giustizia del PD, Debora Serracchiani, insieme ai deputati liguri Valentina Ghio e Alberto Pandolfo e Luca Pastorino, che sottolineano come “la situazione nelle carceri italiane rappresenta un allarme sociale ormai insostenibile. Nessuno vuole giustificare i disordini, ma è inaccettabile che l’inattività del Governo persista. Anche il decreto sicurezza, approvato definitivamente oggi al Senato, non prevede alcun finanziamento per l’assunzione di nuovo personale né misure concrete per affrontare il drammatico sovraffollamento carcerario. Questo silenzio e questa mancanza di investimenti aggravano ulteriormente la situazione, mettendo a rischio la sicurezza di operatori e detenuti. È il momento di mettere da parte le lacrime di coccodrillo e lavorare insieme, in modo unitario e responsabile in Parlamento, per affrontare con urgenza questa emergenza e garantire condizioni dignitose e sicure nelle carceri italiane. Non possiamo permettere che si ripetano eventi come quelli a cui stiamo assistendo a Genova, che rappresentano un fallimento collettivo”.

 

04/06/2025 - 17:17

“Oggi la destra ha compiuto un atto gravissimo: ha trasformato la paura in norma, ha ridotto il Parlamento a un passacarte e ha lasciato le forze dell’ordine senza risorse né futuro. Con il voto di fiducia imposto al Senato, il Governo ha approvato un decreto che non aumenta la sicurezza, ma restringe le libertà. Criminalizza i più fragili, i migranti, chi manifesta, chi soccorre. E lo fa togliendo a deputati e senatori ogni possibilità di intervento, ogni confronto, ogni correttivo.”

Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, commentando l’approvazione definitiva del decreto sicurezza.

“Non c’è un euro per assumere nuovo personale, non c’è una norma che sblocchi le graduatorie, non c’è alcun rispetto per chi ogni giorno indossa una divisa per garantire i diritti di tutti. Insieme al collega Andrea Casu abbiamo presentato ordini del giorno chiari per chiedere lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi per vice ispettori e per rafforzare davvero la Polizia di Stato. Il Governo li ha bocciati. E chi osa lamentarsene viene persino redarguito e intimidito pubblicamente dal sottosegretario Molteni, che invece di ascoltare chi chiede giustizia, usa le sue pagine social per rispondere con arroganza e minacce velate. È un uso del potere che offende le istituzioni.”

“Questa maggioranza continua a usare i decreti legge come manganelli politici, saltando ogni confronto democratico, blindando norme con il voto di fiducia e tradendo ogni promessa. Non si governa la sicurezza con la propaganda, ma con investimenti seri e rispetto per i cittadini, per chi lavora nelle forze dell’ordine, per chi manifesta pacificamente e per il Parlamento.”

“Chi oggi ha votato questo decreto ha votato contro le libertà e contro la dignità del lavoro pubblico. Il Partito Democratico sarà al fianco di chi resiste e si oppone a questa deriva.”

 

03/06/2025 - 17:25

Serracchiani e Merola: “Serve chiarezza e trasparenza, il governo deve rispondere”

 

Il Partito Democratico annuncia la presentazione di un’interrogazione parlamentare sul cosiddetto “risiko bancario”, a firma della responsabile nazionale Giustizia, Debora Serracchiani, e del capogruppo alla Camera in Commissione Finanza, Virginio Merola, a seguito della richiesta di informativa sul tema espressa in Aula alla Camera dal deputato dem Bruno Tabacci. “È fondamentale fare piena luce sulle dinamiche che coinvolgono importanti gruppi finanziari italiani, sul ruolo del governo e sugli intrecci politici evidenziati dal servizio di Report”, dichiarano Serracchiani e Merola. “Si evidenziano dinamiche poco trasparenti e un ruolo del governo che appare direttamente coinvolto attraverso alcuni suoi esponenti, con scelte che sollevano legittimi dubbi, come l’applicazione limitata della Golden Power”. L’interrogazione intende inoltre fare chiarezza sui potenziali conflitti di interesse emersi dal servizio di Report, come la presenza di partecipazioni non dichiarate da parte del capo di gabinetto della presidente Meloni, Gaetano Caputi, in società operanti nel settore bancario. “Siamo convinti che chi ricopre responsabilità istituzionali debba evitare ogni situazione che possa configurare un conflitto di interessi”, concludono Serracchiani e Merola. “Il Parlamento deve essere pienamente coinvolto in queste vicende e non può essere tenuto all’oscuro di scelte così importanti per l’economia e la trasparenza del Paese”.

 

30/05/2025 - 14:22

“La legge di delegazione europea è un provvedimento molto complesso che riguarda parecchi temi dalla giustizia all’ambiente, al lavoro e i diritti sociali alla salute, alla tutela del consumatore, al mercato interno e alla finanza.
Durante l’esame del provvedimento in sede referente nella 14ª commissione sono stati bocciati tutti gli emendamenti del partito democratico, che avevano come unico intento quello di migliorare un provvedimento che dovrebbe appartenere a tutti e non solo alla maggioranza o al governo.
È stato bocciato un emendamento PD che chiedeva l’inserimento di una direttiva contro le cosiddette querele temerarie; sono stati bocciati tutti i nostri emendamenti volti ad assicurare il corretto recepimento della direttiva sul miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme digitali. Sorte analoga hanno trovato altri nostri emendamenti in favore delle PMI. Tutte tematiche estremamente importanti. Il Ministro Foti ha detto in Aula che sarà pronto a ridiscutere di tutti gli emendamenti bocciati in occasione della legge europea del 2025. Ma perché aspettare? Perché non danno un segnale di apertura accettando anche solo un emendamento del Pd ora? Ci auguriamo che, a differenza del suo governo, il ministro Foti mantenga almeno la parola data alle opposizioni e aspettiamo che avvenga subito il miracolo”. Lo ha detto intervenendo in aula Patrizia Prestipino, deputata Pd componente della commissione politiche UE di Montecitorio.

30/05/2025 - 09:23

Si terrà oggi, 30 maggio 2025 la conferenza stampa degli eurodeputati del gruppo Socialisti e Democratici (S&D) della commissione per le Libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni (LIBE) sugli ultimi sviluppi dello scandalo legato allo spyware Paragon.
L'appuntamento avrà luogo presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a partire dalle ore 17.30 e saranno presenti l’eurodeputato Sandro Ruotolo, con la partecipazione della vicepresidente del gruppo S&D Ana Catarina Mendes e della coordinatrice S&D nella commissione LIBE Birgit Sippel, gli eurodeputati dei Verdi Saskia Bricmont e Leoluca Orlando.

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