29/05/2025 - 13:11

“Il dl Sicurezza è il manifesto del cinismo, del sadismo e dello strabismo della destra. Un passo verso Orban. Sono giustizialisti con i giustiziati dalla vita e garantisti con i garantiti da una vita grazie al cognome che portano e dal conto in banca che hanno. Tant’è che la loro linea politica è condoni agli evasori e manette ai poveracci. Il reato di blocco stradale porta l’Italia a un passo da Orban. Si criminalizza il dissenso degli studenti e dei lavoratori. Per 48 ore li abbiamo bloccati in Parlamento. Continueremo a farlo oggi e nel Paese nelle prossime settimane. Stanno trasformando l’Italia in una democrazia autoritaria”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

29/05/2025 - 13:02

“Il dl Sicurezza è il manifesto del cinismo, del sadismo e dello strabismo della destra. Un passo verso Orban. Sono giustizialisti con i giustiziati dalla vita e garantisti con i garantiti da una vita grazie al cognome che portano e dal conto in banca che hanno. Tant’è che la loro linea politica è condoni agli evasori e manette ai poveracci. Il reato di blocco stradale porta l’Italia a un passo da Orban. Si criminalizza il dissenso degli studenti e dei lavoratori. Per 48 ore li abbiamo bloccati in Parlamento. Continueremo a farlo oggi e nel Paese nelle prossime settimane. Stanno trasformando l’Italia in una democrazia autoritaria”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

29/05/2025 - 10:01

“Dopo dieci anni, per la prima volta, i dati del ministero dell'Interno segnalano un aumento dei reati di violenza: è la prova evidente del clamoroso fallimento delle politiche del governo in materia di sicurezza”. Così Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, intervenuto in Aula durante l’esame degli ordini del giorno al decreto Sicurezza, nella seduta fiume chiusa all'alba.

“Invece di fermarsi per correggere la rotta – prosegue l’esponente dem – l’esecutivo accelera verso il muro, proponendo un decreto che stravolge il nostro Codice Penale con decine di nuovi reati, spesso pericolosi, in molti casi inutili, ma certamente inefficaci per migliorare la sicurezza reale dei cittadini. Questo provvedimento non prevede un solo euro per investimenti in sicurezza. È l’ennesima conferma che non si vuole intervenire in modo concreto, ma solo alimentare una propaganda sterile”.

“La maggioranza - ha concluso Gianassi - ha bocciato un ordine del giorno a mia prima firma che impegnava il governo a finanziare i Comuni, vero primo avamposto delle politiche di prevenzione sul territorio. È lo stesso governo che con la legge di bilancio ha sottratto oltre 7 miliardi di euro agli Enti locali. Altro che sicurezza questa è il decreto dell’insicurezza”.

 

28/05/2025 - 18:28

"E’ il governo del caos e delle contraddizioni in materia di giustizia. Con l’approvazione dell’ordine del giorno di Forza Italia, infatti, il Governo si impegna a limitare l’uso della custodia cautelare anche quando c’è il rischio di reiterazione di reati molto gravi.

Una scelta irragionevole, che mira a introdurre per legge una presunzione di non pericolosità sociale per chi, pur incensurato, è accusato di fatti che mettono a rischio anche l’incolumità delle persone.

Così si toglie in sostanza al giudice la possibilità di valutare nel caso concreto la pericolosità dell’indagato, sostituendo quell’esame con una scorciatoia pericolosa.

Tutto questo mentre lo stesso Governo, con il decreto sicurezza, inasprisce pene e carcere in modo ossessivo un po’ per tutti: una contraddizione evidente, segno di un’impostazione confusa e incoerente sulla giustizia.

La questione del sovraffollamento carcerario è tema gravissimo che deve essere affrontato subito e seriamente, non con scelte animate dal classico furore ideologico della destra e certamente non strumentalmente da un governo che fa ogni giorno del carcere luogo di abbandono e disperazione.”

Lo dichiarano Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico, e Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera.

 

28/05/2025 - 16:25

“Nella sua veste di conferenziere, il ministro Nordio discetta di casi di cronaca con una imbarazzante leggerezza. Si occupa della tragica vicenda di Garlasco, suggerisce alle donne minacciate di violenza di rifugiarsi in chiesa o in farmacia e assiste silente alle intollerabili esternazioni del fido Delmastro. Non contento, ogni giorno annuncia mirabolanti riforme della giustizia che dovrebbero ridurre la durata dei processi. E infatti riduce i tempi delle intercettazioni, abolisce i reati, reintroduce la prescrizione e annuncia che le sentenze saranno inappellabili. Con buona pace del diritto, della Costituzione e dei Codici. Piuttosto si preoccupi del fatto che il Giudice di Pace di Busto Arsizio ha fissato la prossima udienza al 7 luglio 2031. E la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere su questo non serve a niente” così la responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

 

28/05/2025 - 15:38

“Questo decreto legge, come prima il disegno di legge, resta un testo punitivo e repressivo che non risolve i problemi, ma se possibile ne crea di ulteriori proprio sul tema della sicurezza. Un tema caro ai nostri cittadini e che si dovrebbe invece affrontare con maggiore serietà e con soluzioni concrete. E’ un decreto che contiene norme di inciviltà, come il carcere per i bambini; norme di cattiveria, come l’obbligo di avere un regolare permesso di soggiorno per il migrante che chiede una scheda telefonica; e norme assolutamente prive di senso, come quelle che distruggeranno l'intera filiera della canapa industriale, una scelta antiscientifica che lascerà a casa migliaia di lavoratori e imprenditori che su questo settore avevano fatto importanti investimenti. Non c’è nulla di concreto ma solo propaganda anche per le forze dell’ordine, a cominciare dalla mancata attenzione per i loro stipendi falcidiati dall’inflazione. Di sicurezza, dunque, c'è ben poco, troviamo la solita propaganda di un governo che vede ormai inclinarsi il suo consenso popolare. È tutto questo sulla pelle dei più deboli e fragili”.

Così la deputata dem, Debora Serracchiani responsabile Giustizia del Partito Democratico.

 

28/05/2025 - 14:21

“Come ogni anno il 28 maggio ci ricorda la strage di piazza Loggia, le vittime dell’attentato, il dolore delle famiglie e dell’intera comunità. Ma ci ricorda anche una strategia eversiva di matrice fascista che ha trovato e deve sempre trovare una risposta unitaria e determinata a difesa dei valori costituzionali di libertà e giustizia vero obiettivo di quella stagione. Piena luce e verità non sono ancora raggiunti. Non bisogna demordere dalla ricerca e dalla necessaria condanna dei responsabili diretti e dell’ideologia che li ha ispirati, ancora presenti nella nostra realtà”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato Pd, vicepresidente commissione inchiesta Covid.

28/05/2025 - 11:20

“L'obiettivo di questa guerra è quello di rendere impossibile la vita dei palestinesi sulla loro terra. Che cosa fa il governo italiano per fermare tutto questo? Le parole del ministro Tajani non bastano più: sono parole timide, imbarazzate e imbarazzanti. C'è bisogno di atti, di azioni concrete. Confortare la coscienza, con le parole vaghe e i minuti di silenzio, non servono ai palestinesi che aspettano la condanna a morte collettiva inflitta dal governo di Israele. Gaza ci riguarda, non è solo l'attacco definitivo alla Palestina, è un attacco ai pilastri della nostra civiltà e dell'umanità”. Lo dice il deputato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, in replica al ministro Tajani sull'informativa sullo stato di Gaza.
“Sono gli ultimi giorni di Gaza – ha sottolineato l'esponente dem - le parole del ministro Tajani erano forse buone 19 mesi fa, 50mila morti fa. Tajani parla di aiuti umanitari ma l'unico vero aiuto è fermare Netanyahu. Il governo italiano ha sbagliato completamente la lettura politica di quello che stava avvenendo in Palestina. Ha continuato a parlare fino a ieri di legittima lotta al terrorismo, ma le azioni indiscriminate a Gaza, i bombardamenti di scuole e ospedali, gli assassini di operatori umanitari e di giornalisti, l'operazione 'Nuovo Ordine in Libano' che ha colpito le truppe italiane e l'allargamento del conflitto in Medio Oriente, raccontavano un'altra verità incontrovertibile. Netanyahu deve rispendere dei propri crimini, proprio perché noi non accetteremo mai che si confondano le responsabilità di un governo con un intero popolo. C'è un'altra Israele che prova repulsione, come ha detto Liliana Segre, nei confronti del governo Netanyahu e della sua guerra infinita. E lei non ha avuto nemmeno il coraggio di pronunciare quel nome”.
“Dopo mesi di ignavia, l'Europa prova a fare un passo, ma a mancare è il governo Meloni quando una maggioranza di paesi europei chiede di rivedere l'accordo tra Ue e Israele e il governo italiano vota contro. Dite che quello che fa il governo israeliano è inaccettabile? E allora perché siete contro le sanzioni? Perché non interrompete l’accordo di cooperazione militare con Israele? Se siete per i due stati perché bocciate il riconoscimento dello Stato di Palestina? Non è demagogia, è solo logica e politica. È giustizia”, conclude Provenzano.

27/05/2025 - 20:38

“L’ok del governo all’ordine del giorno della Lega per istituire un tavolo tecnico sulla castrazione chimica rappresenta un grave scivolamento verso pratiche che richiamano pene corporali, in palese contrasto con la Costituzione e i principi dello Stato di diritto” — così in una nota congiunta i capigruppo democratici delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera, Simona Bonafè e Federico Gianassi, insieme al responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, Matteo Mauri. “È particolarmente allarmante” — proseguono — “che anche forze storicamente garantiste della maggioranza, come Forza Italia, sostengano oggi senza alcun imbarazzo questa deriva giustizialista, del tutto scollegata da un’efficace strategia di prevenzione della violenza. Il nostro ordinamento non può cedere a scorciatoie punitive di stampo medievale. Invitiamo il governo e la maggioranza a riflettere seriamente sulle implicazioni di questa proposta e a ritirare il sostegno a misure che minano i fondamenti del nostro ordinamento giuridico” — concludono i democratici.

 

27/05/2025 - 18:30

"Quasi sedici anni dopo la strage di Viareggio, ci troviamo ancora a fare i conti con una ferita aperta. Oggi, la Corte di Appello di Firenze ha riconfermato la pena massima di cinque anni per l’ex amministratore delegato di FS e RFI, Mauro Moretti, insieme alle condanne per gli altri undici imputati, da quattro a sei anni di reclusione. È una giustizia parziale, perché nessuna pena può riportare in vita le 32 vittime e risarcire le famiglie che hanno pagato il prezzo più alto di questa negligenza e dei tagli alla sicurezza ferroviaria. Eppure, seppur dopo così tanto tempo, riconoscere responsabilità così chiare è un passo fondamentale per evitare che simili tragedie si ripetano. Un abbraccio commosso alle famiglie delle vittime, che non hanno mai smesso di chiedere verità. La loro forza ci ricorda che la memoria non è mai passiva, ma impegno concreto. La vittoria di oggi è amara, ma chiara: per cambiare davvero serve mantenere alta l’attenzione sulle questioni di sicurezza e prevenzione. Continueremo a lavorare in Parlamento affinché ogni sacrificio non sia stato vano e affinché l’Italia sia un Paese più sicuro e responsabile". Così Marco Furfaro, deputato toscano e membro della segreteria del Partito Democratico, sulla sentenza della Strage di Viareggio.

27/05/2025 - 18:12

"Vogliono reprimere il dissenso, vogliono reprimere la protesta, vogliono perfino criminalizzare la resistenza passiva e lo sciopero della fame. Vogliono mettere in carcere anche i bambini, oppure separarli dalle madri.
E vogliono reprimere pure il dibattito parlamentare mettendo la fiducia su quello che dovremmo chiamare "decreto repressione" non decreto sicurezza, perché non ha nulla a che fare con la sicurezza. Ben 14 nuovi reati e 9 aggravanti e niente, nessuna misura che affronti la povertà, la carenza degli alloggi, la lentezza della giustizia, il sovraffollamento delle carceri. Solo carcere, carcere, carcere.
Contro tutto questo continueremo a fare opposizione ferma. Abbiamo presentato decine e decine di ordini del giorno, l'unico strumento che abbiamo a disposizione. Siamo in aula a dire tutti i nostri "no" a questo provvedimento liberticida e che mette l'Italia sulla strada dello stato di polizia. Lo faremo per tutta la notte e ancora domani, fino all'ultimo minuto a disposizione perché non è con il carcere e con la repressione delle libertà che si risolvono i problemi del Paese. In questo modo si distrugge la democrazia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui  diritti umani nel mondo.

27/05/2025 - 16:16

“Le dichiarazioni del sottosegretario Delmastro, già condannato per rivelazione di segreto d’ufficio, sono indegne di un rappresentante delle istituzioni. Paragonare un magistrato a un mafioso è un insulto non solo alla magistratura, ma alla legalità e alla dignità dello Stato di diritto. È un attacco a chi ogni giorno lavora con serietà e indipendenza per garantire giustizia nel nostro Paese. Le parole di Delmastro suonano anche come una minaccia, un attacco diretto, violento e  contro l’autonomia della magistratura, che assume contorni ancora più preoccupanti se letto insieme al contenuto liberticida del cosiddetto “decreto sicurezza”. Il governo criminalizza il dissenso con un disegno preciso: ridurre al silenzio ogni voce critica, svuotare la democrazia, concentrare il potere nelle mani di chi non ammette contrappesi. Delmastro non può più essere considerato un semplice caso isolato. È l’espressione più brutale di una cultura di governo autoritaria, intollerante, che non rispetta né le istituzioni né i principi costituzionali. Le sue parole vanno stigmatizzate con fermezza: sono incompatibili con il ruolo che ricopre. Il governo deve assumersi la responsabilità politica e istituzionale di questo linguaggio da regime”, così la responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

26/05/2025 - 18:00

“Quello che avete chiamato decreto sicurezza è, in realtà, solo un’operazione di propaganda. Un testo approvato senza alcun confronto parlamentare, trasformato in decreto per evitare la discussione e impedire all’opposizione di proporre modifiche. Una prova di forza inutile, che non affronta i problemi reali del Paese e non prevede un solo euro per Forze dell’ordine o politiche di prevenzione”. Così il deputato Nicola Stumpo nel corso della discussione sul decreto Sicurezza alla Camera. “Questa è l’unica occasione che ci avete lasciato per discutere - ha detto Stumpo – avete trasformato un disegno di legge in decreto, cancellando ogni confronto e siete arrivati anche ad imporre la doppia tagliola all’esame in commissione. Un grave precedente mai visto”. Per Stumpo, il decreto è “solo propaganda per coprire i fallimenti del governo. Nessuna risorsa per le Forze dell’ordine, nessun investimento in prevenzione: come si può parlare di sicurezza senza mettere un euro a bilancio?”. Dura anche la critica all’approccio punitivo: “nel Paese di Beccaria continuate a far credere che la sicurezza aumenti con pene più severe. È una bugia già smentita dalla storia”. Stumpo ha stigmatizzato un caso concreto avvenuto questa mattina a Roma dove “una ragazza di 16 anni si è incatenata a scuola per protestare contro questa legge. Non ha bloccato una strada – ha detto Stumpo - era in un'isola pedonale, ma i genitori sono stati chiamati in questura e gli hanno notificato un provvedimento. Ora, se non si ha il diritto a 16 anni di protestare per quello che si ritiene un'ingiustizia mi dite voi a questi ragazzi cosa vogliamo dirgli?”. Stumpo ha infine attaccato l’articolo 31 del decreto sui servizi segreti dicendo che “anche noi vogliamo proteggere gli agenti che si infiltrano per sicurezza pubblica, ma non siamo per dare copertura penale a chi, attraverso quelle persone, pensa di poter essere esente penalmente. Siamo contrari all'idea che si faccia una giustizia in cui è possibile punire le persone costruendo delle strutture sovversive”.

 

26/05/2025 - 15:46

“Sul DL Sicurezza ci troviamo di fronte alla classica strategia perdente delle destre: violentano il codice penale con decretazione d'urgenza, pensando che con un tratto di penna si possa miracolosamente risolvere i problemi del Paese sulla sicurezza. Il risultato è che non c’è sicurezza e i diritti delle persone vengono compressi. Il governo è una farsa, una presa in giro per gli italiani”. Lo dice il deputato Federico Gianassi, capogruppo PD in Commissione Giustizia, intervenendo in Aula sul Dl Sicurezza.
“Davanti al tema della sicurezza – continua l'esponente dem - il governo sta subendo una delle sue più clamorose sconfitte che confermano lo stato di grande difficoltà in cui vive. I dati del ministero dell'Interno ci dicono che i reati per crimini di violenza sono aumentati: si smonta così la loro narrazione demagogica, quel mantra per cui è sempre colpa di 'chi governava prima di noi'.
“Oltre a attaccare l’opposizione non manca poi la consueta auto-celebrazione della maggioranza che sostiene di aver risolto tutti i problemi; gli italiani sanno che non è vero, è una bufala. Il governo non ha risolto nulla perché la sua strategia, che prevede tanti reati e zero investimenti in prevenzione, è fallimentare. Fermatevi, state andando a sbattere contro un muro e le conseguenze le pagano gli italiani. Vi è rimasta solo la propaganda e invece ci sarebbe bisogno di serietà e risorse per affrontare questi problemi”, conclude Gianassi.

 

23/05/2025 - 09:07

Ecoreati principale fonte arricchimento mafie

“La legalità è il cuore sano di qualsiasi democrazia, lo abbiamo detto quando nell’attentato mafioso di Capaci persero la vita Giovanni Falcone, Francesco Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e oggi lo ribadiamo fermamente quando parliamo delle ecomafie.
Oggi, l’impegno alla legalità deve essere rivolto verso i crescenti fenomeni di criminalità ambientale che vedono un ruolo sempre più attivo delle mafie che, senza scrupoli, sacrificano il benessere della collettività sfruttando in maniera sistematica e selvaggia i beni comuni. Gli ecoreati sono diventati una delle principali fonti di arricchimento delle organizzazioni criminali in tutto il mondo. Basti pensare all’inquinamento dei territori, al traffico e allo smaltimento illecito di rifiuti, all’abusivismo edilizio, all’agromafie, al caporalato. Le conseguenze socio-ambientali di tali crimini sul piano transnazionale non fanno altro che aggravare i conflitti già scatenati dai cambiamenti climatici in corso”.

Così il capogruppo Pd in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“A partire dalla legge del 2015 che ha introdotto nel codice penale i delitti contro l’ambiente - aggiunge il deputato dem - sono stati accertati dalle forze dell’ordine quasi 7mila reati che hanno portato alla denuncia di 12mila persone e a quasi 2mila sequestri per oltre 1 miliardo di euro. Pertanto, l’istituzione della Giornata della Legalità rappresenta un’occasione per rinnovare l’impegno volto alla promozione della cultura della legalità e della giustizia. Parafrasando Giovanni Falcone: gli uomini passano, le idee restano e, aggiungerei: così come la mafia muta la sua essenza e la sua forma anche l’impegno alla legalità deve trasformarsi e avanzare verso nuove frontiere. L’ecomafia - conclude - è oramai una realtà innegabile”.

 

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