“Prendersi cura dell’ambiente significa puntare senza indugi sulla qualità e sulla sostenibilità dello sviluppo e sulla giustizia sociale. Gli effetti devastanti dei mutamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti. Eppure la destra, in Italia e in Europa, continua negare, fin dai tempi dell'Accordo di Parigi del 2015, ideale prosecuzione del cammino intrapreso con il Protocollo di Kyoto del 1997, la necessità di adottare misure concrete per limitare la crescita della temperatura media globale sulla superficie delle terre emerse e degli oceani ben al di sotto dei 2 gradi centigradi entro la fine del secolo. La destra si muove contro, agita spettri inesistenti, accusa l’Europa per distruggerla, rinvia decisioni ineludibili agitando il conflitto sociale. Si tratta invece di accompagnare famiglie ed imprese nella transizione ecologica senza che siano loro a pagare il lascito di scelte sbagliate che ci hanno portato sull'orlo del precipizio”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Ambiente e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari., in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente.
“E se pensiamo alla salvezza della Terra e alla cura dell'ambiente - aggiunge - non possiamo che sostenere il protagonismo degli agricoltori, motore indispensabile del cambiamento. Dal loro impegno a presidio del territorio, anche quello più lontano dalle città, dalle loro modalità di coltivazione e produzione, dalla loro fatica giornaliera, spesso non riconosciuta con il giusto prezzo, dipende la qualità della vita delle nostre comunità, il futuro del pianeta e dell’alimentazione prima di tutto. Si tratta di agire scegliendo il prossimo 8-9 giugno le forze politiche europeiste e che hanno al centro delle loro proposte questi temi come il Partito Democratico”.
"Congratulazioni a Claudia Sheinbaum, prima donna a diventare presidente del Messico. Femminista, ambientalista, progressista a favore della pace e della giustizia sociale, auspichiamo che Sheinbaum porti la storia del Messico verso uno sviluppo equo, sostenibile e solidale. Ex sindaca di Città del Messico, lascia il testimone a un'altra donna di sinistra, Clara Brugada. La coalizione vince anche in Chiapas, Morelos, Puebla, Tabasco, Veracruz e Yucatán. E' un bel giorno per il Messico e per chi crede nelle leadership delle donne femministe". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Cento anni fa, Giacomo Matteotti denunciava alla Camera le violenze e i brogli commessi dal partito fascista per vincere le elezioni. Questo atto di coraggio, compiuto con determinazione e grande senso di giustizia, gli costerà la vita. L'Italia ha conosciuto il prezzo della libertà e della democrazia, conquistate attraverso il sacrificio di uomini come Matteotti. Il suo esempio ci ricorda l'importanza di vigilare continuamente per proteggere i valori democratici e i diritti civili. La memoria di Giacomo Matteotti ci ispiri a costruire una società più giusta e libera, in cui i valori democratici siano sempre rispettati e tutelati”: è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani, a margine della Giornata celebrativa per i cento anni della morte di Giacomo Matteotti svolta oggi, giovedì 30 maggio, nell’Aula di Montecitorio.
"Il gesto del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che oggi ha esposto la bandiera della Palestina dal balcone della sede del Comune, è, di fatto, un appello per la pace, in perfetta continuità con la tradizione bolognese.
Quella bandiera rappresenta tutto un popolo a cui da decenni viene negato il diritto all'autodeterminazione e che a Gaza è colpito da attacchi militari indiscriminati ormai da 8 mesi. Ed è un omaggio ai civili che stanno morendo sotto le bombe dell'esercito israeliano, oltre che di fame e malattie. Sono ormai più di 36mila le vittime dell'offensiva che Netanyahu ha voluto in risposta al terribile attentato terroristico di Hamas del 7 ottobre. Da mesi l'azione del governo israeliano è andata ben oltre l'autodifesa. E questo è sotto gli occhi di tutti ed è documentato negli atti della Corte penale internazionale e della Corte di giustizia internazionale. Quella bandiera è lì a ricordarci che dobbiamo pretendere il cessate il fuoco immediato, il ripristino del diritto internazionale e il riconoscimento dello stato di Palestina.
Per queste ragioni la scelta del sindaco Lepore merita supporto e apprezzamento. Auspico che il suo esempio venga seguito da tanti altri sindaci e sindache d'Italia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Serracchiani, Gianassi, Bazoli e Verini: siamo al baratto, ddl è il prezzo che Meloni paga per tenuta governo
“Il disegno di legge Costituzionale sulla riforma delle carriere è un duro colpo all’autonomia e all’indipendenza della magistratura. Dopo il premierato e l’autonomia differenziata, il ddl Nordio è il prezzo che la Meloni paga a Forza Italia per la tenuta del governo. Siamo all’ennesimo baratto: la Costituzione viene sfregiata e sacrificata per un patto di potere” è dura la reazione del Partito democratico alla riforma costituzionale approvata oggi dal Consiglio dei ministri. La responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani e i capigruppo nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato, Federico Gianassi e Alfredo Bazoli, e dell’antimafia Walter Verini aggiungono: “il ddl Nordio non risolve i problemi della giustizia, anzi li aggrava perché indebolisce la magistratura compromettendone autonomia e indipendenza. La separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti – sottolineano i dem - non è necessaria, poiché la separazione delle funzioni esiste già. La separazione delle carriere rischia invece di trasformare i pm in una sorta di super poliziotti o, al contrario, li rende subordinati al potere esecutivo. Quanto all’Alta Corte, così come formulata, rischia di essere un pasticcio. Il testo presenta infatti molte contraddizioni e scelte non condivisibili. In particolare siamo contrari al sorteggio per i due Csm e per l’Alta corte, che sminuiscono la professionalità dei magistrati riducendo il loro ruolo a una questione di fortuna piuttosto che di merito. Più che in presenza di una riforma della giustizia assistia
“La metropolitana di superficie fra Prato e l’aeroporto di Firenze è una opportunità straordinaria: promuove il diritto alla mobilità, snellisce e decongestione i flussi di traffico e riduce le emissioni nocive di un territorio vasto con un’alta densità abitativa. L’obiettivo per i prossimi mesi sarà quello di incalzare il governo per reperire, di concerto con la Regione Toscana ed i comuni interessati, le risorse pubbliche necessarie per realizzare una infrastruttura che potrebbe dare un impulso decisivo alla crescita del sistema produttivo ed occupazionale locale ed alla qualità della vita dei cittadini”:
Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati Pd Emiliano Fossi, segretario Dem della Toscana, Marco Furfaro, capogruppo In Commissione Affari sociali, Marco Simiani, capogruppo in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e Federico Gianassi capogruppo in Commissione Giustizia.
"Una bella notizia. Finalmente andrà in aula la mia proposta di legge sul medico di base alle persone senza fissa dimora. In commissione affari sociali sono stati approvati all’unanimità gli emendamenti al testo e ora si andrà in aula tra poche settimane. È un fatto di rilevanza enorme perché parliamo di decine di migliaia di persone, la maggioranza cittadini italiani. Senza casa, senza residenza, senza diritto alla salute. Un’ingiustizia contro la quale ci battiamo da anni. L’impegno preso oggi dimostra coerenza e senso di responsabilità da parte della politica. Avere un medico, per persone fragili e in difficoltà estrema, significa sentirsi di nuovo cittadini, significa sentire che lo Stato c’è e sa affrontare e prendersi cura anche delle marginalità sociali. Significa dare una speranza. È questo che deve saper fare la politica". Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
“Sono passati 50 anni da quella tragica mattina del 28 maggio 1974 quando Piazza della Loggia a Brescia era gremita di persone riunite in una manifestazione organizzata dai sindacati per esprimere la ferma condanna contro gli attentati neofascisti di quegli anni. Dal palco stava parlando Franco Castrezzati della Cisl quando alle 10.12 esplodeva una bomba nascosta in un cestino sotto i portici uccidendo 8 persone e ferendone 102”. Lo ha dichiarato il deputato bresciano dem Gian Antonio Girelli intervenendo in Aula a Montecitorio.
“Da quel giorno Brescia, la leonessa d'Italia, non ha smesso di chiedere verità e giustizia. L'infinito iter giudiziario è stato caratterizzato da condanne e assoluzioni, da omertà e collusione da parte di rami deviati dello Stato con un'unica e fondamentale certezza: la matrice neofascista. Anche oggi Brescia è in piazza e con il Presidente Mattarella chiede piena verità e giustizia, per dire lo stesso no di quel giorno a ogni rigurgito fascista e per ribadire il valore dei principi di libertà e di democrazia che quegli attentati volevano minare. Questo è anche il nostro compito contro ogni forza di sovversione ed eversione. Lo dobbiamo all'Italia intera e fa molto male vedere la completa assenza del governo in Aula”, ha concluso Girelli.
"Un inferno in terra" così l'Unrwa definisce Gaza dopo i raid di questa notte su Rafah. Raid, va precisato, che si sono abbattuti sulle tendopoli delle persone sfollate, cioè già fuggite ad altri bombardamenti.
Un attacco deliberato sui civili, sulle donne, sui bambini che ha causato decine di vittime e moltissimi feriti.
Un attacco in totale spregio dell'ordine della Corte internazionale di giustizia che aveva vietato ulteriori operazioni a Rafah.
Netanyahu e il suo governo continuano a macchiarsi di crimini di guerra, a mietere vittime innocenti e non si sta facendo abbastanza per fermarli.
Gli Usa e l’Ue lo costringano al cessate il fuoco: le opzioni per farlo ci sono, a partire dalle sanzioni e dallo stop alla vendita di armi. Questo immobilismo è insopportabile e genera rabbia e sdegno nell’opinione pubblica di tutto il mondo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L'ordine della Corte internazionale di giustizia, il massimo organismo giuridico dell'Onu, è perentorio e vincolante: Israele fermi le operazioni a Rafah altrimenti si rischia il genocidio.
Le reazioni scomposte di Netanyahu e dei suoi ministri, comprese le inaccettabili accuse di antisemitismo rivolte ai giudici, insieme al perdurare dei bombardamenti su Rafah anche dopo l’ordinanza della Corte, danno la dimensione della totale mancanza di rispetto del diritto internazionale da parte del governo di Tel Aviv. La Corte, del resto, aveva già chiesto di non entrare a Rafah: ordine totalmente ignorato da Netanyahu. La catastrofe è già in corso, e va fermata prima possibile.
I paesi che aderiscono all'Onu, Usa in testa, facciano tutto quello che è nei loro poteri per imporre l'osservanza di quanto stabilito dalla Corte, inclusa la liberazione degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas e l'apertura del valico di Rafah, al momento bloccato dall'esercito israeliano, per permettere l'ingresso degli aiuti per una popolazione affamata e allo stremo delle forze". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Ho partecipato oggi al Modena Pride per sostenere le battaglie, insieme a tante e tanti, per la parità dei diritti e per una maggiore giustizia sociale. Quale occasione migliore per firmare i referendum promossi dalla Cgil per superare la precarietà e rendere il lavoro più sicuro, per innalzare le tutele contro i licenziamenti illegittimi e per garantire il diritto di reintegrazione al lavoro.
Il lavoro è un bene comune. È il momento di metterci la faccia e rivendicarlo con tutta la forza necessaria, referendum compresi”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Ci siamo opposti a una insopportabile forzatura, ovvero la compressione dei termini per andare in Aula su un provvedimento che riguarda sicurezza e giustizia che il governo voleva portare all'attenzione del Parlamento solo a fine propagandistico vista la vicinanza con le elezioni europee. Abbiamo conquistato due settimane. Non sono tante, ma è un tempo utile per modificare questo provvedimento che è radicalmente sbagliato nel merito. Tocca sicurezza e giustizia e non fa né sicurezza, né giustizia”. Così il deputato dem Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, intervistato per i profili social dei deputati Pd.
“Non ci sono – ha aggiunto l’esponente Pd - investimenti sulle forze dell'ordine. Non ci sono investimenti sul comparto giustizia. Quando tutti sappiamo che abbiamo bisogno di più presenza nel territorio, di agenti delle forze dell'ordine per svolgere una funzione preventiva rispetto alla commissione dei reati”.
“Anche tutti i nuovi reati che vengono creati con questo provvedimento – ha concluso Gianassi - sono pericolosi, non offrono sicurezza e criminalizzano il dissenso come la criminalizzazione della resistenza passiva. Noi siamo una democrazia matura, non si può criminalizzare il dissenso. Si fa sicurezza senza criminalizzare il dissenso. Per questo presentiamo 100 emendamenti per cambiare radicalmente questo testo, che ad oggi, è sbagliatissimo”.
Da governo inerzia su percorso di pace
“Tajani venga in parlamento a riferire sulle iniziative che il nostro paese sta assumendo per la pace in Medioriente” lo ha chiesto, intervenendo in aula alla Camera, il deputato democratico, responsabile nazionale esteri del Pd, Peppe Provenzano, “siamo colpiti e preoccupati dall’inerzia del governo italiano – ha detto – anzi, dopo molte chiacchiere abbiamo visto pochi fatti conseguenti e anche, gravi errori, come l’astensione all’Assemblea generale dell’Onu per fare diventare la Palestina membro effettivo delle Nazioni unite. Questi errori e queste inerzie ci allontanano dalla grande tradizione diplomatica italiana e dal ruolo che dovremmo e potremmo svolgere nel mediterraneo. Diversi governi europei, di diverso colore politico, hanno riconosciuto o stanno riconoscendo lo stato di Palestina. Norvegia, Spagna e Irlanda hanno fatto un passo importante per preservare la soluzione dei “due popoli, due Stati” mai come oggi a rischio. Bollare queste iniziative come un ostacolo alla pace è un offesa a questi paesi e un ribaltamento della verità. Abbiamo chiesto il riconoscimento europeo dello Stato di Palestina. Nel 2015 l’Italia si è impegnata a riconoscere lo Stato di Palestina. Stiamo venendo meno a questi impegni? L’Italia deve sostenere – ha aggiunto Provenzano – un operato autonomo e indipendente della Corte penale internazionale, non unirsi alla sua delegittimazione. Decideranno i giudici, ma la Corte è un’acquisizione fondamentale del diritto internazionale su cui l’Italia ha avuto un ruolo cruciale. Non dà giudizi politici, deve accertare le responsabilità individuali di chi si è macchiato di gravissime violazioni del diritto internazionali come crimini di guerra e crimini contro l’umanità. L’equivalenza di cui si deve occupare è quella tra le vittime innocenti, quelle israeliane del 7 ottobre, quelle delle migliaia di civili palestinesi di questi mesi, che hanno lo stesso diritto a una giustizia internazionale imparziale”.
“Il ministro della Giustizia è a conoscenza che il deputato di FdI Di Giuseppe si è fatto fotografare insieme a Chico Forti all’interno del carcere di Montorio in provincia di Verona ed ha addirittura postato la foto sul suo profilo Facebook? Nordio sa che il regolamento vieta di introdurre e utilizzare cellulari in un penitenziario? Ferma l’umana comprensione per la vicenda personale, chiediamo al ministro quali iniziative intende attivare per verificare quanto accaduto, che rappresenta una palese violazione della legge, chiarendo anche in quale luogo del carcere è stata eseguita la fotografia e da chi”.
Sono le domande contenute nell’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata democratica, Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, rivolta al ministro Carlo Nordio.
Servono interventi più coraggiosi e sostenibili
"Il decreto superbonus conferma il sostanziale fallimento delle misure decise precedentemente dal governo Meloni e il fatto che i conti pubblici siano fuori controllo.
Una cosa è certa, che in questi diciotto mesi di governo la premier Meloni e il ministro Giorgetti non sono riusciti a gestire in modo ordinato ed efficace il riordino degli incentivi per la riqualificazione degli edifici.
È tempo che il governo faccia i conti con la realtà: servono scelte molto più coraggiose sia sulle entrate - abbandonando la politica lassista sul fronte dell'evasione fiscale - che sulle spese. Il governo Meloni ha fatto cassa sui pensionati e sui poveri ma una vera spending review non è mai partita.
Serve, in particolare, un riordino più coraggioso degli incentivi per l'edilizia sostenibile: come quello di passare ad un meccanismo di erogazione diretta di spesa con un tetto annuale predeterminato, adottando criteri più selettivi e mirati di accesso alle agevolazioni, indicando una strada ragionevole per incentivare in modo finanziariamente sostenibile la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio immobiliare, anche alla luce della direttiva europea 'casa green'.
E serve altresì evitare scelte estemporanee come quelle che penalizzano le aree terremotate, cambiando radicalmente prospettiva.
Alcune nostre proposte, proprio sulle aree terremotate sono volte a rendere omogenea la disciplina della ricostruzione per tutte le aree del paese. Ancora oggi infatti esistono differenze e discriminazioni territoriali inspiegabili che in presenza delle calamità naturali
non consentono a tutti i cittadini della repubblica di applicare le stesse norme. Mi riferisco in particolare ai 9 comuni colpiti dal terremoto di Santo Stefano il 26 dic del 2018 in Sicilia. Una diversità di trattamento inspiegabile di fronte a situazioni uguali per famiglie, cittadini
ed imprese. Ad oggi la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma di Santo Stefano procede con notevole ritardo. Soltanto un cittadino su tre si è avvalso della possibilità di attivare la procedura di ricostruzione. I dati non ammettono diverse interpretazioni, se non quella del sonoro fallimento. A distanza di 5 anni e mezzo dal sisma che ha messo in ginocchio Fleri e i comuni di Zafferana e Santa Venerina, Aci Sant'Antonio e Acireale e per porzioni meno significative Aci Catena, Trecastagni, Viagrande, Milo e Aci Bonaccorsi, il bilancio è magrissimo.
L'annunciata apposizione della fiducia da parte del governo è l'ennesimo NO alla nostra proposta di equiparazione che non
ci fermerà. A partire dal prossimo testo coerente con questa materia riproporremo gli emendamenti per chiedere giustizia ed equità per le popolazioni dell'Etna. Non ci fermeremo!". Lo ha detto Anthony Barbagallo, intervenendo in Aula sul dl superbonus.