"Il governo taglia la memoria per fare cassa sulla benzina. È questo il senso politico, prima ancora che contabile, della scelta contenuta nel decreto carburanti di marzo: ridurre le accise finanziando l’intervento con tagli lineari e opachi, che colpiscono anche presìdi fondamentali della cultura democratica del paese. Tra questi, in modo grave e inaccettabile, il Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, simbolo della memoria delle stragi nazifasciste, che si vede sottrarre circa 140 mila euro annui senza alcuna spiegazione. Una decisione che non è neutra né tecnica: è una scelta che colpisce un luogo dove si educano le nuove generazioni ai valori dell’antifascismo, della Costituzione e della convivenza civile". Lo dichiara il segretario del PD della Toscana Emiliano Fossi dopo aver depositato - insieme ai colleghi deputati dem Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Laura Boldrini, Marco Furfaro, Arturo Scotto e Christian Di Sanzo - una interrogazione parlamentare.
"Ridurre le risorse a Sant’Anna, mentre si registrano troppe assenze istituzionali nelle ricorrenze del 25 aprile e del 12 agosto, manda un segnale politico preciso e profondamente sbagliato: la memoria non è una priorità. Noi chiediamo al Ministro della Cultura di chiarire immediatamente e di intervenire per ripristinare integralmente i finanziamenti previsti dalla legge. Perché qui non si tratta solo di bilanci, ma della dignità della Repubblica e del rispetto dovuto alle vittime. Usare i luoghi della memoria come bancomat è una linea che va fermata: la memoria della Resistenza non si taglia, si difende", conclude Fossi.
"Oggi è la prima giornata mondiale del trasporto pubblico locale perché è fondamentale per tutti tranne che per Meloni e Salvini. Noi questa settimana come Partito Democratico insieme al Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa abbiamo presentato una mozione unitaria per chiedere di potenziare le risorse del fondo nazionale dei trasporti, che è stato tagliato da questo governo, e la maggioranza invece ha difeso quei tagli. Questi tagli si scaricano sulle Regioni, sugli enti locali, sui passeggeri, sui lavoratori, creano quelle condizioni di trasporto che negli ultimi dati Eurostat ci dicono che l'Italia è il secondo paese in Europa, solo dopo dietro Cipro, per numero di persone che non utilizzano mai il trasporto pubblico locale: il 68%, 7 persone su 10. Cipro dal ‘74 è divisa da una linea verde, l'ultimo muro d'Europa, questo governo sta creando un altro muro che divide cittadini di serie A e cittadini di serie B, fra chi ha il diritto alla mobilità e chi non ce l'ha.” Dichiara Andrea Casu deputato Pd e Vice Presidente Commissione Trasporti.
Il governo alla Camera ha accolto l’ordine del giorno presentato dai deputati Pd Amendola e Sarracino al decreto “Niscemi” che impegna l’Esecutivo a sostenere i territori e i settori economici della regione Basilicata colpiti dagli eventi calamitosi di queste settimane. L’intero territorio regionale – affermano i deputati dem– è interessato da frane e smottamenti a seguito delle abbondanti precipitazioni delle scorse settimane fino alla bomba d’acqua che ha colpito Vaglio, Cancellara e Tolve. L'esondazione contemporanea dei fiumi Bradano, Basento, Cavone, Agri e Sinni ingrossati anche a causa del rilascio dagli invasi di significativi quantitativi di acqua per il raggiungimento dei massimi di invasamento ha visto l'allagamento di campi e la compromissione di importanti colture creando notevoli danni al comparto agricolo. La fascia costiera è stata colpita da mareggiate accentuando nel tratto compreso tra Metaponto di Bernalda Pisticci e Scanzano j. il processo di erosione delle spiagge con ulteriore avanzamento del mare, così come si sono attivate frane e smottamenti che hanno portato alla chiusura di strade fondamentali per la mobilità. Vigileremo – concludono Amendola e Sarracino – affinchè l’impegno assunto in sede parlamentare venga rispettato. Noi chiediamo che si stanzino risorse adeguate che siano adeguate rispetto alla conta dei danni in atto.
“Il calendario dei lavori imposto dalla maggioranza sul decreto sicurezza rappresenta una forzatura inaccettabile, tanto più grave perché riguarda un provvedimento delicato che incide su diritti e garanzie fondamentali. Non è questo il modo di assicurare un confronto serio e rispettoso delle istituzioni”.
Lo dichiarano i deputati del Partito democratico della Commissione Affari costituzionali della Camera.
“Il Partito democratico – proseguono – partecipa ai lavori della Commissione per senso di responsabilità e rispetto istituzionale: un dovere nei confronti del Parlamento e dei cittadini. Questo, però, non può essere scambiato per accettazione passiva di un metodo che continua a comprimere i tempi e a svuotare il ruolo della Camera, impedendo un esame approfondito del testo”.
“Ancora una volta la maggioranza forza il calendario parlamentare su un provvedimento delicato e complesso, che incide su aspetti sensibili per la vita delle persone e per l’equilibrio democratico del Paese. Sarebbe stato necessario garantire un confronto serio, trasparente e approfondito, dentro e fuori dal Parlamento, invece di imporre l’ennesimo decreto”.
“Si tratta del quarto intervento di questo governo in materia di sicurezza: un dato che conferma un approccio fatto di annunci e propaganda, privo di una visione organica e di risultati concreti. La sicurezza non si costruisce con scorciatoie procedurali, ma con politiche serie, investimenti adeguati e pieno rispetto delle istituzioni”.
“Continueremo a batterci per un confronto dignitoso e per avanzare proposte credibili, che mettano al centro la sicurezza dei cittadini, lo Stato di diritto e la coesione sociale”, concludono i deputati dem.
"La manifestazione sulla Tirrenica ha mandato un segnale forte e chiaro: basta promesse e slogan, il governo torni indietro e rifinanzi l'ammodernamento e la messa in sicurezza della strada. Cittadine, cittadini, associazioni, enti locali chiedono risorse e tempi certi. Aspettiamo adesso una presa di posizione netta da parte di Giorgia Meloni e del ministro Salvini".
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente, Marco Simiani, a margine dell'evento svolto oggi a Capalbio.
“Il governo è intervenuto tardi rispetto alla necessità di calmierare i costi dei carburanti. Lo ha fatto con decreti di carattere emergenziale che adesso sta valutando se e come riproporre. Il Partito Democratico aveva proposto da subito un intervento di carattere strutturale, ossia la cosiddetta ‘accisa mobile’, per rendere più stabile e prevedibile il prezzo dei carburanti”. Così Vinicio Peluffo, deputato del Partito democratico e vicepresidente della commissione Attività produttive intervenendo sul tema dell’aumento dei prezzi alla pompa legati al contesto internazionale.
“Ricordiamo – aggiunge l’esponente dem - che con le decisioni del governo dello scorso anno è aumentato il gettito delle accise, soprattutto sul gasolio. Questo significa che esiste una disponibilità di risorse che potrebbe essere utilizzata per ridurre in maniera strutturale il costo dei carburanti”.
“Da un anno e mezzo – conclude Peluffo - nel cassetto del ministro Urso c’è il disegno di legge di riforma della rete di distribuzione dei carburanti. Una riforma che potrebbe garantire maggiore efficienza e risparmi per cittadini e imprese. Il ministro Urso tiri fuori dal cassetto quella proposta di riforma per dare finalmente risposte concrete e durature”.
“Abbiamo presentato un'interrogazione al Ministro per lo Sport e i Giovani per chiedere di escludere dal CONI la FIDASC e di revocare il riconoscimento sportivo delle attività che utilizzano cani da traino. Lo sleddog non è uno sport: è sfruttamento animale. Ne è prova il sequestro, avvenuto a metà febbraio in Trentino, della struttura "Stelle a Nord", affiliata sia a FIDASC che a CSEN, dove i cani erano tenuti in condizioni incompatibili con le loro esigenze etologiche e in violazione del Codice penale.
Il CONI è un ente pubblico che incarna i valori olimpici: valori fondati sulla libera partecipazione degli atleti e sul rispetto della dignità individuale. Valori che per definizione non possono applicarsi a esseri viventi usati come strumenti. Non a caso il Comitato Olimpico Internazionale non riconosce lo sleddog. È tempo che anche il CONI faccia lo stesso”. Lo dichiara la deputata del Pd Eleonora Evi, prima firmataria di una interrogazione al Governo insieme ai colleghi del Pd Prestipino, Gribaudo, Roggiani, Romeo e Cherchi per il M5S.
“Polli lanciati contro le pareti, animali cannibalizzati vivi, carcasse in putrefazione tra gli altri animali. Quello che Report ha mostrato domenica scorsa non è uno scandalo isolato: è la normalità dell'allevamento intensivo basato su razze a rapido accrescimento. Una normalità che non possiamo più tollerare.
Ho presentato oggi un'interrogazione ai Ministri dell'Agricoltura e della Salute per chiedere conto di quanto accade negli allevamenti di riproduttori della filiera AIA, per sapere se i controlli esistano davvero e per pretendere un cambio di rotta sistemico.
Avevo già acceso i riflettori su questo sistema con la mia interrogazione sul white striping, la malattia muscolare visibile a occhio nudo sui petti di pollo, indice di sofferenza e di carne di qualità scadente. Allora come oggi, il problema è lo stesso: razze selezionate per crescere il più in fretta possibile, a spese degli animali e dei consumatori. Il Governo ci dica cosa intende fare”. Lo dichiara la deputata del Pd, Eleonora Evi, componente della commissione Ambiente della Camera.
“Bene che la Presidente Meloni riconosca anche a livello internazionale il lavoro fatto dal Parlamento italiano per la tutela dei minori nell’ambiente digitale. È un tema serio, che richiede responsabilità e coerenza.
Ora però si passi dalle parole ai fatti: il Governo tolga il blocco che di fatto tiene ferma al Senato la proposta di legge bipartisan, di cui sono prima firmataria alla Camera, e si proceda rapidamente alla sua approvazione.
Servono regole chiare e strumenti efficaci per proteggere i più giovani online, chiamando anche le piattaforme a una responsabilità piena. Il Parlamento è pronto: tocca al Governo dimostrarlo con i fatti” così Marianna Madia, deputata del Partito Democratico.
“Cinque lupi morti ad Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: un fatto gravissimo su cui la Procura di Sulmona ha aperto un’indagine. Sarebbero già dieci gli esemplari trovati senza vita nella stessa area. Serve fare piena luce e punire i responsabili.
È una mattanza. Ma non è un fatto isolato. È il frutto avvelenato di un clima politico che questo Governo ha deliberatamente coltivato.
Il Governo Meloni ha scelto di fare la guerra alla natura. Da mesi promuove politiche che indeboliscono la tutela della fauna, a partire dal DDL Malan-Lollobrigida, che vuole più armi in circolazione, più caccia, meno aree protette per la natura ed è fortemente osteggiato da decine di associazioni.
Quando si descrive il lupo come un problema da abbattere non ci si può stupire se qualcuno passa dalle parole ai fatti. Il lupo appenninico è un simbolo della biodiversità italiana e va difeso.
Esprimiamo solidarietà al Parco e chiediamo più risorse per la tutela delle aree protette. Chiediamo al Governo di ritirare il DDL Malan. E chiediamo a tutte le forze politiche, al di là degli schieramenti, un impegno trasversale e inequivocabile: un vero trattato di pace con la natura, perché quella natura non è nostra, è dei nostri figli”. Lo dichiarano in una nota congiunta, le deputate del PD Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
"Come già accaduto in Commissione Ambiente, ieri in Aula alla Camera dei Deputati, dopo il parere negativo del Governo, sono stati bocciati tutti gli emendamenti che avevamo presentato in occasione della conversione del cosiddetto Dl Niscemi per contrastare lo spostamento della Agenzia Italia Meteo dal Tecopolo di Bologna a Roma. Bocciata anche la proposta di compromesso che avrebbe mantenuto la sede operativa a Bologna e spostata a Roma solo la sede amministrativa. Si
conferma la scelta scellerata del Governo, volutamente punitiva per Bologna e l' Emilia-Romagna e dannosa per Il Paese, perché il Tecopolo dal punto di vista scientifico rappresenta la sede naturale per l' Agenzia. Continueremo la battaglia parlamentare, come gruppi del Partito Democratico, quando il provvedimento arriverà in Senato". Andrea De Maria e Virginio Merola deputati PD.
“Un’altra occasione persa di questa legislatura, quella del decreto legge maltempo. Sono passati tre mesi dal ciclone Harry e ancora i sindaci siciliani non hanno ricevuto in cassa neanche un euro delle somme stanziate.
La maggioranza - con il parere contrario del governo - ha bocciato tutti gli emendamenti del PD. Erano tutte proposte di buon senso volte a garantire più unità di personale e più risorse in modo da avere tempi più celeri per finanziare i progetti delle infrastrutture necessarie. Bocciato pure quello che prevedeva interventi specifici per eliminare lo sversamento delle fogne in mare che rappresenta - nel silenzio di troppi - una vergogna assoluta.
E non ci è piaciuto neanche l'approccio che ha avuto il centrodestra nei confronti dei lidi balneari.
Queste continue pacche sulle spalle ai gestori dei lidi - da parte dei procacciatori di voti del centrodestra -promettendo che prorogheranno la Bolskenstein è un modo insopportabile di prendere in giro coloro che con fatica continuano a gestire i lidi dopo i fatti del ciclone.
Abbiamo chiesto anche una delocalizzazione vera a proposito della frana di Niscemi; il contributo di autonoma sistemazione non è sufficiente, servono risorse per indennizzare coloro che hanno la casa o la propria attività nei pressi della zona rossa in modo che con gli indennizzi siano in condizioni di delocalizzare con una nuova attività e acquistare un nuovo immobile. Anche questa proposta è stata bocciata.
Siamo preoccupati che il governo dovrà ricorrere a nuove decretazioni d'urgenza o a un nuovo intervento dell'aula perché a fronte di tutte queste problematiche non sono arrivate al nostro giudizio risposte adeguate”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, deputato e segretario del Pd siciliano.
"Solidarietà al direttore de L'Espresso, Emilio Carelli, al reporter Pietro Masturzo e a tutta la redazione del settimanale per l'ignobile attacco subito per avere mostrato la verità di ciò che accade in Cisgiordania, ogni giorno, ai danni dei palestinesi.
Raccontare la quotidianità di quella terra è giusto e doveroso per chiunque interpreti il mestiere del giornalista nel modo più genuino e professionale. E questo ha fatto L'Espresso, come poche altre voci hanno fatto.
Le accuse di antisemitismo e, addirittura, di avere manipolato le immagini con l'intelligenza artificiale sono la reazione di chi vuole negare la realtà che è sotto gli occhi di tutti e tenta di intimidire e zittire le voci libere. Esattamente come accade a coloro che sono oggetto di esposti all'Ordine dei giornalisti perché continuano a raccontare il genocidio e i crimini commessi dal governo israeliano.
Noi stessi parlamentari abbiamo visto con i nostri occhi, durante le nostre missioni nei territori palestinesi occupati, ciò che succede: il governo israeliano ha instaurato un vero regime del terrore e di apartheid di cui i coloni sono l'avanguardia, protetti e sostenuti dall'esercito e dai ministri di Netanyahu.
Tutto questo non può e non deve passare sotto silenzio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Apprendiamo dalla stampa che nel nuovo istituto penale per minorenni di Rovigo, inaugurato da pochi mesi, si sarebbero verificati momenti di forte tensione e insubordinazione e che nella serata del 14 aprile un giovane detenuto ha tentato di togliersi la vita nella propria cella ed è stato salvato grazie al tempestivo intervento degli agenti della Polizia penitenziaria. Come ho appurato nella mia visita al penitenziario, l’istituto è di fatto ancora un cantiere: alcune aree risultano incomplete, diversi lavori non sono stati ultimati e mancano ancora infrastrutture essenziali per il pieno funzionamento della struttura”. Lo dichiara la deputata PD, Nadia Romeo che ha presentato un'interrogazione parlamentare per avere chiarezza e un pronto intervento del governo nell'istituto penale per minorenni di Rovigo.
“Ancora non sono presenti e operativi tutti i 45 poliziotti in dotazione – aggiunge la parlamentare - e risulta assente una mensa per il personale. Ma soprattutto manca un presidio stabile di sanità penitenziaria: il medico assegnato risulterebbe ancora in carico alla casa circondariale ed è l’unica unità disponibile, mentre il personale infermieristico viene reperito dalla medesima struttura”. “Queste e altre ulteriori criticità sulla sicurezza e compatibilità della struttura con il contesto urbano, rischiano di incidere in maniera significativa sul clima interno dell’istituto e sul benessere dei ragazzi, contribuendo ad alimentare situazioni di tensione e disagio”, conclude Romeo.
La deputata del Partito Democratico Laura Boldrini è intervenuta oggi alla Camera chiedendo un’informativa urgente del governo sulla situazione in Libano.
Boldrini ha denunciato l’escalation del conflitto e le conseguenze sulla popolazione civile, citando le migliaia di vittime e feriti, il milione e quattrocentomila sfollati, gli attacchi ad interi quartieri altamente popolati delle città del sud e nella capitale Beirut e a infrastrutture civili come acquedotti, “per usare la sete come arma di guerra”, a tutti i ponti sul fiume Litani. È il “modello Gaza”, ha sottolineato, “che fa tabula rasa di tutto, in modo indiscriminato.”Boldrini ha chiesto un’iniziativa politica dell’Italia e dell’Unione europea.
Nel suo intervento Boldrini ha invocato la necessità di “fermare Netanyahu”: “Va fermato per il genocidio a Gaza, va fermato per la pulizia etnica in Cisgiordania, va fermato per la guerra in Libano, va fermato per l’aggressione all’Iran, va fermato perché ha compromesso l’accordo per riaprire lo Stretto di Hormouz. E va fermato perché il suo obiettivo è “il grande Israele”, diventare potenza dominate dell’intero Medio Oriente a discapito degli altri paesi. E non va fermato con le esortazioni, perché così Benjamin Netanyahu non si ferma. Bisogna mettere le sanzioni, bisogna fare in modo che ci siano conseguenze pesanti che lui e i suoi ministri avvertano con forza”.
Boldrini ha anche sollecitato il governo a riferire in Parlamento su cosa intenda fare in ambito UE, sottolineando che il voto dell’Italia è determinante sulla sospensione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele, un accordo basato sul rispetto dei diritti umani. “Tutti i diritti umani sono stati calpestati dal governo Netanyahu”, ha concluso e “quell’accordo non può continuare”.