"Cecilia Sala è libera e in volo per l’Italia.
È la bella notizia che aspettavamo da giorni.
Grazie a tutte e tutti coloro che si sono adoperati per questo importante risultato.
Donna, Vita, Libertà".
Lo afferma l'on. Laura Boldrini, deputata PD e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Consiglio a chi festeggia il dato della disoccupazione "mai così bassa" di leggere nella nota ISTAT anche il dato sulla crescita degli inattivi (+115 mila nel trimestre)” lo dichiara la vicepresidente del Partito Democratico Chiara Gribaudo.
“In Italia - continua Gribaudo - sempre più persone si ritirano dalla platea degli attivi, e questo riduce, ovviamente, il tasso di disoccupazione. A questo dato va aggiunto inoltre il dato della cassa integrazione, in crescita secondo gli ultimi dati INPS.”
Prosegue ancora la Deputata dem: “Direi che grazie agli investimenti del PNRR il Paese e l’occupazione tengono, ma l'assenza di ulteriori investimenti pubblici nelle ultime due leggi di Bilancio non disegna prospettive positive e l’importante numero di crisi industriali da Nord a Sud non fa altro che aggiungere preoccupazione.”
“Infine, ancora una volta, non viene affrontato il tema dei salari e del lavoro povero. In Italia molte persone vivono in condizioni di povertà nonostante abbiano una occupazione. Il Governo si preoccupi della qualità del lavoro che si crea, si preoccupi del tema dei salari a partire dal salario minimo che ha appena bocciato, anziché festeggiare dati che sono in chiaroscuro” conclude l’onorevole Gribaudo.
“Voglio esprimere il mio plauso forte e chiaro per il via libera, arrivato oggi dalle commissioni congiunte Ambiente e Statuto e Innovazione tecnologica di Roma Capitale, alle modifiche al Regolamento di Polizia Urbana che consentiranno di rendere finalmente permanente e strutturale, e non più solo emergenziale, il divieto, su tutto il territorio comunale, di possesso e uso di botti e fuochi d’artificio”.
Lo dichiara Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante degli animali di Roma Capitale.
“Mi congratulo con i promotori, i consiglieri Palmieri e Corbucci - continua Prestipino - per un atto che è di una importanza straordinaria perché dà il segno del cambio di passo della Capitale rispetto alle altre città d’Italia, nel segno della civiltà”.
“Mi congratulo con l’amministrazione tutta, anche perché io stessa ho presentato prima di Natale una proposta di legge contro i botti esplosivi. Questa scelta di Roma Capitale, dunque, va anche nella direzione di una tendenza nazionale”.
“Sono particolarmente orgogliosa da cittadina romana, da parlamentare e da Garante degli animali di questa decisione di assoluto buon senso e sono certa che adesso anche l’Assemblea capitolina, così come è già avvenuto nelle commissioni, si esprimerà all’unanimità su questo tema di grande civiltà”, conclude la deputata democratica.
“Siamo vicini all’amica Shukri Said, portavoce dell’associazione Migrare per la gravissima aggressione che ha subito nel centro di Roma il 24 dicembre. Siamo convinti che questi atti non la intimidiranno e continuerà come sempre la sua battaglia per la giustizia e per i diritti. Chiediamo alle autorità di fare luce pienamente su quanto accaduto a Shukri”.
Così i deputati democratici, Laura Boldrini e Arturo Scotto.
“Torna l'austerità per tutti, le mancette elettorali, il ponte sullo Stretto, i tagli al Mezzogiorno e alla sanità, mentre la crescita si avvia verso lo zero virgola”. Così, sui social, il Gruppo parlamentare del Partito Democratico evidenzia le principali criticità della manovra approvata ieri sera dalla Camera, che la capogruppo a Montecitorio, Chiara Braga, ha definito “ingiusta, inefficace e iniqua”. I democratici stigmatizzano i tagli indiscriminati a regioni ed enti locali (-12 miliardi di euro) e la sforbiciata lineare a tutti i ministeri, il cui conto – sottolineano – come sempre, sarà pagato dai più poveri: lavoratori dipendenti e pensionati, a cui non solo verranno aumentate le tasse, ma saranno ridotti i servizi pubblici essenziali, come sanità, welfare, scuola e trasporto pubblico locale. I democratici evidenziano anche il diritto alla sanità negato, mentre oltre 4 milioni di italiani rinunciano a curarsi. Il governo fa crollare gli investimenti nella sanità al minimo storico, bocciando l’emendamento presentato dal PD, che chiedeva 5,5 miliardi in più all'anno per il Servizio Sanitario Nazionale.
Colpite anche le pensioni minime e gli italiani all’estero. Le pensioni minime, che dovevano arrivare a 1.000 euro al mese, crescono solo di 3 euro lordi al mese. Previsti tagli anche per le pensioni degli italiani all’estero. Ignorate le infrastrutture del Mezzogiorno e le aree interne abbandonate. Le infrastrutture del Sud restano ferme, mentre il governo destina 15 miliardi per il ponte sullo Stretto, sottraendo risorse cruciali a tutto il Mezzogiorno, alle infrastrutture e alle strade locali già programmate dalle amministrazioni. Nuove tasse per i cittadini: aumenta il carico fiscale. Dal 1° gennaio, 17 milioni di italiani che possiedono un’auto diesel scopriranno che il carburante costerà di più, a causa dell’aumento delle accise, così come il canone Rai. Il governo aumenta il carico fiscale senza prevedere un reale intervento a favore delle famiglie, riducendo nel contempo le detrazioni fiscali. Tagli alla scuola, all’università e alla cultura. Il diritto all’istruzione è messo in crisi con centinaia di milioni di euro di tagli a un sistema educativo che avrebbe bisogno di risorse e misure per rafforzare l’insegnamento di sostegno, potenziare il tempo pieno e le mense scolastiche e garantire la gratuità di libri e trasporti scolastici per tutti. Colpite anche l’università e la ricerca: nessun intervento strutturale e ulteriori tagli a tutti i settori culturali.
No al salario minimo. È stata bocciata la proposta del PD di introdurre il salario minimo, ribadendo che sotto i 9 euro l’ora non è lavoro, ma sfruttamento. “Continueremo la nostra battaglia”, affermano i democratici, che hanno appena depositato oltre 120mila firme per mettere la legge d’iniziativa popolare in cima all’agenda politica.
Assenza di politiche industriali per la transizione ecologica. Mancano completamente all’appello politiche industriali adeguate, come conferma il drastico taglio al fondo per l’automotive e l’assenza di misure per supportare la transizione ecologica e affrontare l’emergenza climatica. Privatizzazione delle infrastrutture pubbliche. Restano forti dubbi e incertezze sulla privatizzazione di Anas e Ferrovie, un altro passo verso la cessione di asset strategici dello Stato. Colpito il terzo settore. Il governo estende la spending review colpendo le donazioni alle realtà del terzo settore, che quotidianamente offrono supporto alle comunità locali. Ritorno della legge "mancia". Torna la legge mancia, con 113 milioni di euro distribuiti in micro-interventi settoriali che appaiono più come “micro-mance” clientelari che come misure utili al Paese.
“Siamo estremamente preoccupati per quello che si sta verificando ancora una volta rispetto all’autonomia differenziata. Leggiamo che il Clep (Comitato per i Livelli essenziale di prestazione) avrebbe da poco terminato i suoi lavori, nonostante l’avvenuta sentenza della Corte, aggirando quindi nuovamente le prerogative parlamentari. Abbiamo sempre criticato la possibilità che il Clep utilizzasse criteri sbagliati, ingiusti e antistorici rispetto alla determinazione dei Lep e quindi dei diritti”. Così il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Partito Democratico.
“Ad esempio - conclude Sarracino - parametri come il costo della vita, non farebbero altro che aumentare divari e disuguaglianze. Il 3 dicembre la Corte ha dichiarato incostituzionale il Clep e stabilito che il lavoro fin qui svolto ha un valore meramente istruttorio e ricognitivo. Calderoli dunque, ancora una volta, fa rientrare dalla finestra ciò che la corte ha fatto uscire dalla porta, spostando peraltro risorse e personale dell’estinto Clep al dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie, cioè a se stesso”.
"Giornalisti, insegnanti, scrittori: Valditara querela o punisce chiunque si permetta di criticarlo. Oggi è il turno di Giulio Cavalli, giornalista de La Notizia, contro cui il ministro si scaglia perché si è permesso di definire "razzista" la posizione di Valditara sulla chiusura di una scuola in occasione del Ramadan. E tocca anche allo scrittore Nicola Lagioia, colpevole di avere fatto dell'ironia su un noto quanto incomprensibile, tweet del ministro.
Prima di loro, a subire l'ira di Valditara, era stato Christian Raimo, insegnante sospeso per tre mesi e con lo stipendio decurtato della metà perché ad un evento elettorale di AVS aveva contestato aspramente la linea politica del Mim citando un noto film.
Nessuna violenza, nessuna minaccia, nessuna campagna di odio mirata contro il ministro: critiche, anche dure, ma critiche.
Chi sarà il prossimo ad essere colpito dalla lesa maestà di Valditara? Quando arriverà il giorno in cui questi ministri capiranno che la critica e la libera stampa sono colonne portanti di una democrazia sana?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Non si smentiscono mai. Il governo Meloni sposta risorse da una parte all’altra per mera propaganda. Oggi è stato depositato un emendamento del governo alla legge di bilancio che istituisce l'articolo 38 bis e prevede che le risorse del Fondo caregiver, destinato al riconoscimento dell'attività di cura svolta dal caregiver familiare, confluiscano nel Fondo nazionale per la non autosufficienza. Così facendo tolgono soldi ai caregiver - con il risultato che andranno a morire anche i progetti già avviati - per poter dire che aumentano le risorse per gli anziani non autosufficienti. In realtà, non stanziano nemmeno un euro in più, ma girano le risorse da una parte all’altra, mettendo in contrapposizione i caregiver con gli anziani. Un giochino ignobile. Giorgia Meloni e il suo governo la smettano, una volta per tutte, di giocare con la vita delle persone. La politica è priorità: sui non autosufficienti mettano i soldi per i condoni, per il centro in Albania, per il Ponte sullo Stretto. Non certo i soldi per chi cura le persone sostituendosi allo Stato". Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale
“I lavori della Commissione proseguiranno per tutto il tempo consentito dalla legislatura in corso. Alle attività di audizione e di raccolta documenti che sono in corso seguirà un lavoro di stesura di una o più relazioni conclusive. È del tutto evidente che siamo di fronte ad una mole di lavoro notevole che richiede tempo. Tutti gli elementi più significativi vengono e verranno trasmessi alla Magistratura che sta svolgendo il proprio lavoro di ripresa delle indagini”. Lo ha detto il deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Bicamerale d'inchiesta sui casi Orlandi e Gregori, Roberto Morassut, in un’intervista a FanPage.
“Noi non stiamo risolvendo un giallo - ha spiegato Morassut - questo sia chiaro. La ricostruzione di una architettura criminale, perché di questo comunque parliamo, che ha portato alla scomparsa di Emanuela Orlandi e forse anche di Mirella Gregori, magari non sotto la stessa mano o regia è fondamentale per capire meglio anche i fatti specifici. È la lettura di un pezzo di storia italiana e forse del ‘potere’ stratificato, articolato che ha sempre in Roma un suo centro nevralgico. E che da sempre si nutre di danaro e anche di sesso. Questa architettura è fatta di adescatori professionali, che agivano e forse ancora agiscono con metodo, di ‘distributori’ e di utilizzatori finali. Questa architettura, secondo me, può spiegare molte cose”.
Calendario Dap 2025 non rispecchia Costituzione
“Ministro Nordio, ciò che oggi lei non ha citato è l’articolo 27, comma 3, della Costituzione italiana. Lei invece doveva partire da quello, che rappresenta il significato che la pena ha nel nostro Paese. Noi le chiediamo di ritirare immediatamente il calendario della Polizia penitenziaria 2025 e faccia anche un favore al Parlamento ritirando le deleghe al sottosegretario Delmastro Delle Vedove”.
Così la deputata democratica della commissione Giustizia, Michela Di Biase, replicando in Aula al ministro Carlo Nordio nel Question time sull’iniziativa ‘Il nuovo volto della Polizia penitenziaria 2025’.
“Mi chiedo - ha aggiunto - come lei non sia stremato. Sono due anni che viene in Parlamento a fare l’avvocato difensore del sottosegretario. Lei che è impegnato nella battaglia per la separazione delle carriere ha tramutato la sua figura nell’unicità delle carriere. E’ riuscito per 40 anni a svolgere la professione di magistrato e negli ultimi due, invece di svolgere la funzione di ministro, ha scelto di essere il difensore di Delmastro, addirittura paragonandolo a Churchill. Noi pensiamo che tutto questo sia gravissimo, perché è chiaro qual è lo sceneggiatore che sta dando questa immagine della polizia penitenziaria che non corrisponde al vero. L’immagine violenta che voi volete descrivere non è nelle corde di questi agenti, che invece si prendono cura dei detenuti. State dando questa immagine distorta anche non mettendo risorse adeguate per assumere il personale che serve all’interno degli istituti di pena. Lo fate mortificando ogni giorno quel corpo, anche respingendo ogni tentativo del Partito Democratico per maggiori risorse finanziarie e umane. La smetta di venire in Parlamento a difendere Delmastro - ha concluso - che abbiamo capito essere soltanto un provocatore e provate a compiere qualche scelta che serva all’interno delle carceri italiane: perché oggi il dato dei suicidi è allarmante”.
“La destra compatta nega ancora una volta le risorse del payback sanitario alla Toscana. Abbiamo tentato in ogni modo di garantire alla Regione i trasferimenti dovuti, che avrebbero ridotto liste d’attesa e migliorato i servizi, ma il governo si è opposto con il sostegno della maggioranza”. Lo il segretario Dem della Toscana e deputato Pd Emiliano Fossi sul suo ordine del giorno al Decreto Fiscale respinto dall’Aula di Montecitorio.
“La nostra richiesta era costruttiva: erogare le risorse previste per legge (anche dopo il recente via libera della Corte Costituzionale) tenendo conto della sostenibilità economica delle imprese interessate. La Regione Toscana sta già investendo per rendere maggiormente efficiente il sistema sanitario. Ci aspettavamo dal Governo Meloni un sostegno concreto a queste iniziative ma ancora una volta la destra ha negato ogni confronto penalizzando di fatto milioni di cittadini che dopo i continui tagli alla salute subiranno ulteriori disagi”, conclude Emiliano Fossi.
“Vogliamo reiterare una richiesta di confronto con i ministri Schillaci e Lollobrigida perché è da più di un anno che questo confronto ci è stato negato. Con le nostre interrogazioni parlamentari, udienze, emendamenti alla passata manovra finanziaria abbiamo chiesto che ci siano protocolli diversi di tutela tra i rifugi degli animali, i cosiddetti santuari e gli allevamenti da cibo. Nei rifugi vengono ospitati pochi animali salvati dal maltrattamento o storie di sfruttamento, ritrovando una casa. Le regole non possono valere dello stesso modo: questi animali salvati non sono più cibo, non fanno parte della filiera alimentare ma sono animali d'affezione con una propria dignità e libertà. Quello che è successo l’anno scorso a Sairano nel Rifugio Cuori Liberi non deve ripetersi più”. Così la deputata dem Eleonora Evi intervenendo alla proiezione alla Camera del docufilm “Cuori Liberi, fino all'ultimo respiro” del regista Alessio Schiazza.
CHIEDIAMO UN CONFRONTO CON I MINISTRI SCHILLACI E LOLLOBRIGIDA, I RIFUGI DI ANIMALI LIBERI DEVONO ESSERE TUTELATI
Si svolgerà oggi 2 dicembre alle 15.00 alla Camera dei Deputati la proiezione del docufilm “Cuori Liberi, fino all’ultimo respiro”, del regista Alessio Schiazza, che ripercorre quanto accaduto il 20 settembre 2023 a Sairano (PV) presso il Rifugio “Cuori Liberi”, organizzato dalle deputate del Partito Democratico Eleonora Evi e Marianna Madia.
“I rifugi o ‘santuari’ sono riconosciuti dalla legge e ospitano animali salvati da sfruttamento, torture e maltrattamenti. In questi luoghi, che sono quindi nettamente distinti dagli allevamenti, gli animali non sono più cibo ma animali liberi, da considerarsi a tutti gli effetti animali d’affezione. Invece il 20 settembre 2023, in pendenza di giudizio davanti al TAR, le autorità hanno proceduto all’abbattimento di tutti i suini ospitati nel Rifugio Cuori Liberi di Sairano (PV) dov’era stato registrato un focolaio di PSA. L’intervento è stato eseguito con l’uso della forza pubblica contro i volontari che manifestavano pacificamente e senza che ci fosse stato alcun confronto con le autorità, come più volte richiesto dalla Rete dei Santuari degli animali liberi. E questo confronto continua a mancare. Ecco perchè alla proiezione di oggi sono stati invitati i Ministri Schillaci e Lollobrigida, il sottosegretario Gemmato, il Commissario Straordinario alla PSA Filippini, nel tentativo di avere una occasione di dibattito e confronto per esplorare le strade per poter introdurre protocolli per la gestione della PSA, nel rispetto delle norme di biosicurezza, applicabili ai Rifugi per il ricovero di animali. Ed evitare che quanto successo a Sairano si possa ripetere”. Lo dichiara Eleonora Evi, deputata Pd e membro della commissione Ambiente di Montecitorio.
Dichiarazione on. Nicola Care’
“L’Australia ha vietato i social media agli under 16 con una legge votata da tutto il parlamento. In Italia, il Pd ha già depositato una proposta legislativa per affrontare l'emergente problema dell'accesso dei minori ai social media in Italia. Ispirandosi alla recente legge approvata in Australia, ci impegniamo a promuovere misure simili nel nostro Paese. Il 47% dei giovani italiani tra i 10 ed i 24 anni sarebbe favorevole a una limitazione dello smartphone fino ai 14 anni e dei Social media fino ai 16. E se questo concetto è più accettabile per chi quell'età l'ha già raggiunta, fa riflettere che sia d'accordo anche 1 su 3 fra chi ci deve ancora arrivare come rivela l'annuale indagine condotta dall'Associazione Nazionale Di.Te. (Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo Di.Te.) in collaborazione con il portale studentesco Skuola.net.
La legge australiana, approvata con largo consenso parlamentare, rappresenta una delle più severe normative a livello mondiale contro i social media, imponendo alle aziende di adottare misure efficaci per impedire ai giovani di creare account. Questa iniziativa è un passo importante per proteggere i nostri giovani dai rischi associati all'uso delle piattaforme social. Il disegno di legge che abbiamo presentato in Italia in senato a prima firma Menunni e Malpezzi e alla Camera Madia, mira a velocizzare l’iter legislativo e garantire un ambiente online più sicuro per i nostri ragazzi tutelando così i minori e promuovendo una maggiore responsabilità da parte delle piattaforme social.” Così Nicola Carè deputato Pd eletto all’estero e residente in Australia.
“Domani, 29 novembre, parteciperò allo sciopero generale indetto da CGIL e UIL, scendendo in piazza a Venezia per ribadire il nostro dissenso verso un governo che sta attaccando i pilastri della giustizia sociale e della democrazia. La legge di bilancio proposta è l’ennesima dimostrazione di una visione miope e classista, che taglia il welfare universale, abbandona i più fragili e penalizza chi lavora. La precarietà è ormai sistemica, i salari stagnano, la sanità è ad un passo dal collasso, eppure il governo non solo ignora queste emergenze, ma tenta di zittire il dissenso. È inaccettabile che il ministro Salvini attacchi il diritto di sciopero, un diritto costituzionale e democratico, tentando di limitarlo con interventi autoritari che mirano a silenziare lavoratori e sindacati.
Il Partito Democratico è al fianco di chi lotta per un futuro più giusto, opponendosi a un governo che aggrava le disuguaglianze e disprezza il dialogo sociale. Saremo in piazza per difendere un modello di sviluppo che metta al centro il lavoro stabile, la sicurezza, il welfare, una sanità universale e di qualità, e la partecipazione democratica. Domani sarà un momento importante per dimostrare che c’è un’Italia che non si arrende, che crede nella giustizia sociale e nella dignità del lavoro. Il governo faccia un passo indietro: il diritto di sciopero non si tocca, i diritti non si tagliano, e il Paese non può essere governato contro i suoi cittadini.
Lo dichiara la deputata del PD Rachele Scarpa.