“L’attuale gestione del ponte girante pedonale a Torre del Lago, in provincia di Lucca, penalizza realtà sportive, sociali e di soccorso attive da decenni sul Lago di Massaciuccoli. Ho presentato un’interrogazione ai ministri competenti per chiedere soluzioni immediate": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, intervenendo sulla segnalazione dei circoli velici e sportivi della zona, che lamentano l’apertura limitata e non tempestiva del ponte sul canale d’accesso al lago, gestito dalla Fondazione Festival Puccini.
“La chiusura del ponticello compromette l’uso del porticciolo di Torre del lago, la sicurezza della navigazione nello stesso e la continuità delle attività di realtà fondamentali come il Circolo Velico di Torre del Lago e il Circolo Canoa e Kayak della Versilia. Considerando che l’accesso al teatro può avvenire da percorsi alternativi chiediamo subito un intervento per arrivare ad una soluzione tecnicamente valida e che a livello organizzativo consenta la piena coesistenza tra il Festival Puccini e le attività nautiche e sociali, tutelando un patrimonio sportivo e culturale strategico per tutta la Versilia": conclude.
“Siamo di fronte a un vero e proprio terremoto per il vino e per tutto il comparto agroalimentare italiano. I dazi statunitensi rischiano di portare fuori mercato molte delle nostre eccellenze e il governo Meloni, invece di giocare la partita, ha scelto di restare in panchina”. Lo dichiara il deputato Stefano Vaccari, componente della commissione Agricoltura e capogruppo Pd in commissione Ecoreati.
“Il tentativo della premier di presentarsi come mediatrice – aggiunge l’esponente dem - è fallito ancor prima di iniziare. I danni stimati, come ricorda anche Federvini, si aggirano attorno ai 460 milioni di euro tra mancate vendite e ricadute lungo tutta la filiera. Parliamo di un aumento del 148% del prezzo finale delle bottiglie italiane negli Stati Uniti, a causa dei dazi e dei rincari di distributori e importatori. Una batosta che rischia di escludere il nostro vino da un mercato strategico. Le conseguenze saranno pesanti anche per l’occupazione, e il miliardo annunciato dal governo per il settore agroalimentare si rivela oggi del tutto insufficiente, non solo per affrontare questa crisi, ma anche per rispondere ai problemi strutturali dell’agricoltura italiana”.
“Il Partito Democratico – conclude Vaccari - chiede di superare la gestione emergenziale. Servono misure strategiche: contrasto ai cambiamenti climatici, sostegno alla domanda interna, apertura di nuovi mercati, ricambio generazionale. Il governo deve smettere di rincorrere le crisi e iniziare finalmente a costruire il futuro del comparto agroalimentare italiano”.
“Al governo Meloni, che ha deciso di abbandonare le aree interne al proprio destino, bollando lo spopolamento come un fenomeno irreversibile, Il Partito Democratico risponde con una proposta di legge che va nella direzione opposta: le aree interne restano una risorsa e una opportunità di sviluppo sostenibile". Lo dichiara Emiliano Fossi, deputato e segretario Pd della Toscana, commentando la presentazione della proposta di legge di Elly Schlein che prevede un investimento strutturale di 6 miliardi di euro.
“Nel Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne (PSNAI) - sottolinea l'esponente dem - il governo ha sostituito la strategia con la rassegnazione, parlando apertamente di ‘accompagnamento’ delle comunità verso lo svuotamento. È una vera e propria eutanasia culturale: le risorse vengono spostate verso l’industria bellica e opere inutili, mentre scuole, sanità e trasporti locali crollano nell’indifferenza".
La proposta Pd, invece - conclude Fossi - mette al centro i servizi, il lavoro, la coesione territoriale. Parliamo di fiscalità di vantaggio, incentivi per imprese e professionisti, agevolazioni per l’acquisto della prima casa, bonus edilizi mirati, trasporto pubblico gratuito per gli studenti, investimenti sulla sanità e sulla scuola nelle aree interne. Continueremo a batterci per una visione diversa, solidale e lungimirante. Lo abbiamo fatto con la legge sulla Toscana diffusa in Regione e lo faremo con questa proposta in Parlamento".
"Negli ultimi fine settimana sono stati intensificati i controlli sugli autobus tra Grosseto, Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia, a seguito di episodi di violenza, incluso un accoltellamento. I controlli, che andranno avanti per tutta l'estate, mirano a garantire sicurezza e legalità in zone molto frequentate da giovani e turisti. Va per questo un ringraziamento a Forze dell’Ordine, Prefettura, Autolinee Toscane e personale viaggiante per l'impegno: la sicurezza è una responsabilità condivisa e non un tema da strumentalizzare politicamente". Lo dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
"Anche in questa occasione - sottolinea l'esponente dem - ci sono state forze politiche, peraltro al governo del paese da tre anni, che hanno utilizzato fatti di cronaca locali solo per fare becera propaganda scaricando ogni colpa sul Comune di Castiglione della Pescaia. Fratelli d'Italia ancora una volta si è infatti distinta per le polemiche dimenticando le responsabilità che un partito di maggioranza dovrebbe assumere: per prevenire questi episodi occorrono progetti e risorse a livello nazionale capaci di promuovere integrazione e contattare il disagio giovanile. Proprio quello che la Premier Meloni non ha mai fatto cavalcando esclusivamente repressione e paure senza però ottenere alcun risultato", conclude Simiani.
“I dazi annunciati dal presidente Trump rappresentano un attacco diretto al nostro sistema industriale e in particolare al comparto automotive, settore strategico per l’Italia e per l’Europa intera. È in gioco non solo la competitività del Made in Italy, ma l’identità produttiva di interi territori e migliaia di posti di lavoro”. Così Alberto Pandolfo, capogruppo del Partito Democratico in commissione Attività Produttive della Camera.
“Secondo le stime – prosegue l’esponente dem – l’impatto sui fatturati potrebbe superare i 3 miliardi di euro. A rischio tra i 10 e i 15 mila posti di lavoro, in gran parte legati a piccole e medie imprese che basano la loro sopravvivenza sull’export. È un colpo durissimo, che può mettere a rischio stabilimenti e filiere fondamentali in regioni dove l’automotive è motore economico e sociale. Anche i consumatori subiranno gravi conseguenze. Il costo di un’auto nuova potrebbe aumentare fino a 3 mila euro. Una spesa insostenibile per tante famiglie italiane già schiacciate dal caro vita”.
“Di fronte a questo scenario – conclude Pandolfo - servono misure straordinarie: un piano nazionale di salvaguardia dell’occupazione, con sostegno mirato alle PMI, incentivi fiscali per l’innovazione, investimenti in ricerca e sviluppo, e una rete solida di politiche attive per i lavoratori. L’Italia non può permettersi di restare a guardare. È indispensabile che con l’Unione Europea reagisca con fermezza. L’Europa ha la forza per contrastare il protezionismo e tutelare il lavoro. Ma il governo Meloni deve uscire dall’ambiguità e sostenere con chiarezza il negoziato europeo, senza strizzare l’occhio a chi mette in ginocchio la nostra economia”.
Netanyahu continua la sua politica di aggressione degli altri paesi del Medio Oriente spingendosi perfino a bombardare la capitale della Siria, Damasco, dove l'Idf ha colpito il palazzo presidenziale e il ministero della Difesa: un morto e 18 feriti è, al momento, il bilancio dell'azione.
Una mossa che niente ha a che vedere con la difesa dei drusi che Israele ha dichiarato di volere portare avanti. Tanto più che proprio i drusi avevano appena annunciato un accordo con le forze governative che li avevano attaccati nei giorni scorsi.
Benjamin Netanyahu si conferma la figura più destabilizzante per l'intera regione perché continua a violare la sovranità nazionale di altri paesi.
Pur di raggiungere l'obiettivo della "Grande Israele", che prevede l'invasione di territori di altri stati, è disposto anche ad andare contro i propri alleati. Come Trump, che aveva appena tolto le sanzioni alla Siria e aveva da poco incontrato a Ryad il leader siriano Al Jolani.
Come già successo con la guerra contro l'Iran, Netanyahu manipola Trump per renderlo funzionale ai suoi disegni espansionistici: Gaza, la Cisgiordania, il Libano, parte della Siria, dell'Iraq, oltre alla Giordania e a parte dell’Egitto devono diventare territorio israeliano.
Un piano folle che va fermato prima che sia troppo tardi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Grave vulnus alle regole e alla credibilità del Paese
“In un mondo infuocato dai conflitti e con la NATO che impone un aumento enorme delle spese per la difesa e la sicurezza, il Governo Meloni, completamente prono all’amministrazione americana, saluta i dazi al 10% come un successo per la nostra economia. Siamo ormai al paradosso, sempre più vicini a toccare il fondo.”
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo PD in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“Con Trump torna il protezionismo ma il nostro Governo resta imbambolato. Oltre al regalo alle multinazionali USA sullo stop alla global minimum tax, ora le nostre imprese saranno costrette a fare i conti con nuovi dazi che, peraltro, a fronte del deprezzamento del dollaro, raggiungeranno una soglia effettiva del 23%, in un contesto generale in cui i costi altissimi dell’energia già strozzano diversi settori. Mentre il cappio al collo della nostra economia si stringe sempre di più, Meloni, Giogetti e Tajani si girano i pollici, restando completamente inermi di fronte al collasso delle esportazioni italiane, della frenata del PIL e della produzione industriale. Tanto a pagare il prezzo del disastro non saranno loro, ma le lavoratrici e i lavoratori italiani.”
“L’audizione di ENI Versalis in Commissione Attività Produttive della Camera ha confermato in modo inequivocabile che l’Italia si sta ritirando dalla chimica di base.
ENI presenta un piano da oltre 2 miliardi di euro al 2030, ma lo fa senza fornire alcun elemento di credibilità economica.
Le perdite cumulate di Versalis dal 2008 superano gli 8 miliardi di euro, segno di una crisi strutturale non affrontata. La dismissione della chimica di base (etilene, propilene, polimeri) viene giustificata solo in base al costo dell’energia, senza alcuna strategia di compensazione per il tessuto produttivo nazionale. I nuovi progetti green, pur presentati come la chiave del rilancio, appaiono frammentati, scollegati e privi di integrazione industriale come dimostra da anni il sito di Portotorres.
Il documento di ENI di fatto si configura come un’operazione di propaganda istituzionale ma priva di fondamento economico e di impatto strategico per il Paese.
A fronte di questo scenario, il silenzio del Governo è inaccettabile. Non si può parlare di autonomia strategica europea e, nello stesso tempo, rinunciare a produzioni chimiche fondamentali per intere filiere industriali – dall’automotive all’agroalimentare, dalla farmaceutica alla manifattura tecnologica.
Importare molecole da Paesi extra-UE non è solo una scelta antieconomica, ma anche un errore ambientale e geopolitico. Invece di promuovere investimenti per la decarbonizzazione e la riconversione degli impianti esistenti, si sceglie la delocalizzazione industriale.
Un Governo serio chiederebbe ad ENI la pubblicazione integrale dei documenti finanziari e industriali che giustificano la riorganizzazione di Versalis e procederebbe con una revisione della strategia nazionale sulla chimica, per individuare le produzioni da considerare strategiche e presidiarle con politiche pubbliche.
Un governo serio convocherebbe un tavolo istituzionale con imprese e sindacati per evitare la completa perdita di competenze, occupazione e capacità produttiva nel settore.
Non si può accettare che una grande impresa a partecipazione statale abbandoni i suoi compiti industriali per seguire logiche puramente finanziarie. Il Governo ha il dovere di intervenire. Subito”. Lo dichiara il deputato del Pd Silvio Lai, componente della Commissione Bilancio di Montecitorio.
"Perché Meloni non difende gli interessi degli italiani investendo su sanità, scuola e welfare? Dove pensa di prendere i 450 miliardi che serviranno per raggiungere il 5% votato in sede Nato? Tagliando cosa, aumentando quali tasse?
Finora Trump non ha trovato ostacoli nel suo percorso verso l'indebolimento dell'UE. Dal disimpegno verso l'Ucraina ai dazi, dall'acquisto di gas liquido alla riduzione della minimum tax ai colossi americani del web fino al 5% di pil in armi imposto alla Nato.
Solo Sanchez ha avuto la fermezza di ribellarsi a queste imposizioni di Trump che da bravo sovranista non tiene in alcuna considerazione quelli che dovrebbero essere gli alleati storici degli Usa.
Ce la ricordiamo tutti, Giorgia Meloni, nello Studio ovale a dire "sì" entusiasti all'acquisto di armi dagli Stati Uniti, ad aumentare le forniture di gas liquido provenienti dagli Usa, a costi esorbitanti, e perfino a promettere più investimenti delle imprese italiane oltre oceano, sottraendole all'Italia stessa.
L'Italia e l'Europa sono alleate degli Usa, non possono essere vassalle, in alcun modo. A pagarne le spese saranno i popoli europei e quello italiano con loro che vedranno tagliare le spese per la sanità, la scuola, la ricerca, il welfare". Lo ha dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, ospite questa mattina a "L'Aria che tira" su La7.
“Nel mese di giugno cresce l’inflazione e aumenta il costo del carrello della spesa secondo l’Istat. Significa che milioni di persone non riusciranno a mettere insieme il pranzo con la cena. Ma a chi governa interessa più istituire la ‘giornata nazionale del ristoratore’ che discutere di potere d’acquisto dei salari e degli stipendi. Anche a costo di apparire ripetitivi e noiosi chiediamo la calendarizzazione urgente del salario minimo. Abbiamo raccolto migliaia e migliaia di firme: pretendiamo una risposta”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Decreto Sicurezza un vero disastro. A certificarlo la Corte di Cassazione con la relazione dell'Ufficio del Massimario e del Ruolo, Servizio Penale. Cosa diranno ora Meloni e le destre Che è sempre colpa dei giudici politicizzati o che, come si dovrebbe, avvieranno una rigorosa riflessione per correggere le astruse e pericolose norme approvate? Non siamo in realtà così ottimisti poiché è ormai chiaro che le destre non vogliono governare ma comandare, su tutto e su tutti, anche annullando i poteri di equilibrio e di bilanciamento imposti dalla Costituzione. Ed allora continuano ad abusare della decretazione d'urgenza anche quando le circostante non lo consentirebbero, mettendo insieme argomenti tra loro eterogenei”.
Così il capogruppo Pd in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Severa - aggiunge - è la critica della Cassazione su questa metodologia ma anche nel merito sono molti i rilievi che attestano l'esuberanza legislativa del governo pronta a colpire il dissenso anche quello pacifico, ad aggravare le criticità nelle carceri, a superare il buon senso con l'allargamento dello spettro dei reati e delle pene.
Come se non bastasse il governo si inventa la misura proibizionista sulla canapa in spregio alle regole comunitarie e inventandosi una pericolosità inesistente. Mettono sul lastrico un intero comparto senza prevedere periodi transitori per consentire, attraverso sostegni economici dovuti, la riconversione delle imprese. Ed ora? Sorgeranno conflitti costituzionali e ci saranno vertenze nel Tribunali. Non se ne sentiva davvero il bisogno - conclude - ma ancora una volta in sede di governo si ragiona con la pancia e le manette anziché utilizzare testa e costituzione per rispondere agli interessi del Paese”.
"A Gaza ogni giorno decine di persone affamate vengono uccise dall’esercito israeliano mentre cercano di ottenere un po' di cibo. Solo oggi ne sono state uccise 35 nei centri della Gaza Humanitarian Foundation. E come se questa situazione non fosse già abbastanza catastrofica, oggi Netanyahu ha deciso di sospendere del tutto la distribuzione di aiuti per assecondare le richieste del suo ministro estremista Smotrich. Una decisione spregevole mossa dalle sue esigenze politiche e giudiziarie.
Mentre il mondo guardava al conflitto tra Israele-Iran e al vertice Nato, il massacro a Gaza non si è mai fermato. Ma ora non ci sono più alibi. La commissione di Ursula Von Der Leyen non può continuare a cercare il sostegno della destra estrema europea e dare per scontati i voti dei socialisti: su questo anche la segretaria Schlein è stata molto chiara.
Netanyahu va fermato prima possibile e per farlo servono le sanzioni, il riconoscimento dello Stato di Palestina e, come ha chiesto anche il premier spagnolo Sanchez, sospendere l'accordo di associazione Ue-Israele. Non è accettabile che l’Ue continui a non reagire a quello che tutti gli esperti di diritto internazionale definiscono un genocidio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La politica è morta e ha lasciato spazio al bullismo, all'umiliazione e alla sopraffazione.
Ieri Trump che diffonde un messaggio privato in cui il segretario generale della Nato Rutte manifesta un totale asservimento al presidente statunitense. Oggi il siparietto all'Aja in cui Trump parla della guerra tra Iran e Israele come di una lite tra bambini nel cortile della scuola e Rutte cerca di lusingare il tycoon definendolo il "papino" che usa "un linguaggio forte" per farli smettere. Come se non parlassimo di bombe, di morti anche civili, della destabilizzazione di un'intera regione. E se questo non fosse sufficiente, arriva il video pubblicato da Trump in cui si vedono i B-2 statunitensi mandati a colpire l'Iran accompagnati dalle note di una famosa canzone trasformata in un inno al bombardamento dell'Iran.
Queste modalità spregiudicate, rozze e muscolari cancellano la correttezza tra individui e il rispetto per i ruoli istituzionali che si ricoprono. Gli organismi internazionali diventano palcoscenici su cui allestire squallidi spettacolini che esaltano il proprio ego e degradano la politica. E intanto, nella stanza accanto, si decide un aumento della spesa militare al 5% del pil, ipotecando il futuro delle prossime generazione a discapito della sanità, della scuola, delle infrastrutture e anche della pace". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Con una prassi più che discutibile, il Viminale “risponde” con una dichiarazione alla stampa alla questione sollevata con l’interrogazione che ho presentato stamattina insieme a tante e tanti colleghi delle opposizioni sul rimpatrio di 5 cittadini egiziani direttamente da Tirana. Nell’interrogazione si chiedeva “quale sia la norma giuridica in base a cui il Ministro ha disposto l’avvenuto rimpatrio di cittadini egiziani dal CPR di Gjader direttamente verso l’Egitto, e se il Ministro abbia valutato, come ritengono gli interroganti, che tale operazione è avvenuta in contrasto con quanto previsto dalla Direttiva 115/CE/2008 in materia di rimpatri”.
Il Viminale replica sostenendo la legittimità del rimpatrio in questione alla luce delle intese tra Italia Albania, probabilmente facendo riferimento alla parte del protocollo in cui si enuncia “nel caso in cui venga meno per qualsiasi causa, il titolo di permanenza nelle strutture, la parte italiana trasferisce immediatamente i migranti fuori dal territorio albanese”: un’espressione che risulta vaga, priva del requisito della determinatezza che dovrebbe avere la norma e che non può essere interpretata nel senso di un allontanamento verso il paese di origine. Inoltre il Viminale omette completamente di rispondere alla seconda parte della domanda, la più importante: tutto questo - a partire dal Protocollo Italia-Albania stesso - è compatibile con le norme europee? Io credo di no.
Secondo la Direttiva rimpatri con la nozione di "allontanamento" si deve intendere infatti l'espulsione che può avvenire solamente dal territorio di uno Stato membro perché le garanzie previste dal diritto europeo devono valere in ogni fase della procedura di espulsione. L'espulsione dall'aeroporto di Tirana direttamente verso l'Egitto è avvenuta altresì in violazione dell'articolo 13 della Costituzione perché il pieno controllo di legittimità sull'allontanamento dal territorio nazionale può ritenersi tale solo se l'intero processo avviene nel territorio in cui sussiste la giurisdizione italiana. Le operazioni di polizia condotte fuori dal centro di Gjader in territorio albanese nei confronti delle persone trasportate (trasporto, imbarco etc.) sono però prive di controllo giurisdizionale e avvengono dunque senza alcuna copertura normativa. Il Governo Meloni continua a far “funzionare” il centro albanese a suon di omissioni, illegittimità, sprechi, tentativi su tentativi in spregio delle norme comunitarie. Vogliono fare come Trump, ormai è evidente, e lo vogliono fare portandoci fuori dai confini giuridici dell’Unione Europa. Non glielo permetteremo.
Così la deputata del Pd Rachele Scarpa.