“La Corte di Giustizia europea ha nei fatti respinto il ricorso della Danimarca sul salario minimo legale. Una conferma che quella misura non solo è giusta, ma che la cornice della direttiva Ue andava nella direzione dell’estensione del modello sociale europeo fondato su salari dignitosi in tutti i Paesi. Rifletta Giorgia Meloni che continua a fare ostruzionismo su una legge di civiltà in un Paese dove i salari e gli stipendi hanno perso potere d’acquisto più di tutti gli altri Stati europei. E’ l’ora di riaprire la discussione sul salario minimo anche in Italia”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Quanto riportato da Repubblica è inquietante: come fece a suo tempo Sangiuliano, anche Giuli avrebbe chiesto al MEF di tagliare le risorse per il cinema.
Purtroppo è l'ennesima conferma che non siamo di fronte a un errore ma a una linea: demolire una filiera industriale del paese perché non gradita al governo.
I tagli e le nuove regole saranno una pietra tombale sul cinema italiano, a tutto vantaggio delle produzioni straniere che invece non vengono toccate: un vero capolavoro per un governo sovranista!
È il frutto marcio di due anni di criminalizzazione del settore, di regole pasticciate, di incompetenza e improvvisazione.
Per l'ennesima volta chiediamo al governo di revocare i tagli e venire in Parlamento a discutere seriamente come affrontare la crisi drammatica che ha creato”. Così una nota del deputato democratico Matteo Orfini componente della commissione cultura della Camera.
“Non ci fermiamo: avevamo promesso un tour di presentazione in giro per l’Italia e lo stiamo portando avanti per presentare una proposta di legge che prevede maggiori diritti e tutele per i rider. Proseguiremo fino a che la Legge non verrà approvata, vogliamo una norma di civiltà che tuteli anche questi lavoratori e lavoratrici”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia. Domani a Firenze l’appuntamento è a Casa Rider, in via Matteo Palmieri 11, dove l’Onorevole presenterà la PdL con Roberta Turi, segretaria nazionale di Nidil Cgil, Mattia Chiosi, della segreteria Nidil Cgil Firenze con delega ai rider, e Dario Danti, assessore al Lavoro di Firenze.
“Quest’estate era il caldo, ora con l’arrivo della brutta stagione saranno le piogge: in entrambi i casi, ai rider dobbiamo garantire sospensione delle consegne e tutele economiche, perché non si può lavorare rischiando la propria vita” conclude Gribaudo.
“Sono passati due anni dal femminicidio di Giulia Cecchettin. La sua morte ha scosso le coscienze del Paese, centinaia di migliaia di donne hanno affollato le piazze, chiedendo un cambiamento culturale netto. Purtroppo, poco o nulla è cambiato”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, a due anni dal femminicidio di Giulia Cecchettin.“Non basta l’inasprimento delle pene: il patriarcato continua a uccidere, a soggiogare, a perpetrare violenza. E se non si agisce sul piano culturale a tutto tondo, dalle scuole ai posti di lavoro, non cambierà mai nulla - prosegue la deputata dem - Serve educare gli uomini alla parità, al rispetto, all’uguaglianza. Serve costruire un modello in cui le donne non siano ricattabili economicamente e socialmente, serve rafforzare i presidi sui territori finanziando i centri antiviolenza, gli sportelli d’ascolto e garantendo quel welfare familiare che dia la giusta distribuzione del carico di cura”.
“Serve che sia la politica a farlo, perché la società civile sta già facendo la sua parte scendendo in piazza, organizzando assemblee e proposte concrete. Oggi ci stringiamo attorno alla famiglia Cecchettin, al papà Gino e alla sorella Elena, impegnati in prima linea in questa battaglia. Senza odio, ma per una società più giusta che non ci veda più vittime” conclude Gribaudo.
"La posa della chiglia della nave oceanografica Arcadia rappresenta un segnale significativo per la tutela del nostro patrimonio marino e per il rilancio di Piombino. Si tratta di un progetto dedicato alla ricerca e alla tutela degli ecosistemi ed un tema centrale per il nostro futuro ambientale ed economico".
Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.
"La costruzione della Arcadia, destinata all’Ispra e sostenuta dal Pnrr, è un passo significativo nel rafforzare la capacità dell’Italia di studiare e proteggere il Mediterraneo. Per Piombino, si tratta di un’occasione di rilancio industriale e di valorizzazione delle competenze locali, pur in un contesto che resta complesso, segnato da difficoltà occupazionali e ambientali che non possiamo ignorare. Proprio per questo, iniziative come questa devono ricordarci quanto sia urgente coniugare sviluppo e sostenibilità, lavoro e tutela del mare. È su questo equilibrio che si gioca il futuro della nostra comunità e del territorio costiero": conclude.
“La mobilitazione dei dipendenti delle farmacie per il rinnovo del contratto nazionale è una battaglia giusta e necessaria. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che garantiscono ogni giorno un presidio sanitario fondamentale per le nostre comunità, spesso in condizioni di forte carico di lavoro e responsabilità, senza che venga riconosciuto loro il giusto valore economico e professionale”. Lo dichiara l’onorevole Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, esprimendo pieno sostegno alle richieste avanzate dai sindacati.
“È inaccettabile - prosegue l'esponente dem - che dopo anni di utili importanti per molte realtà del settore, Federfarma continui a negare un rinnovo contrattuale equo. I 360 euro mensili chiesti dalle organizzazioni sindacali non sono una pretesa irragionevole, ma il giusto riconoscimento del lavoro qualificato e della professionalità di chi assicura un servizio essenziale ai cittadini. La proposta di 180 euro in tre anni è insufficiente e non risponde al principio di dignità del lavoro che deve valere in ogni comparto, tanto più in quello sanitario”.
“La salute territoriale - conclude Scarpa - si regge anche sull’impegno quotidiano delle farmaciste e dei farmacisti dipendenti, che rappresentano un punto di riferimento per anziani, famiglie e persone fragili. Rinnovare il contratto significa riconoscere il loro ruolo, valorizzare la sanità di prossimità e difendere la qualità del servizio pubblico. Il Partito Democratico continuerà a essere al loro fianco in questa battaglia di giustizia e di rispetto".
Si riapra dibattito in Parlamento
“Reputo positiva l’apertura della segretaria generale della Cisl a una sperimentazione della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Sono mesi che la proposta unitaria delle opposizioni - che prevede anch’essa una leva fiscale per incentivare l’introduzione della settimana corta - purtroppo è stata messa su un binario morto dalla maggioranza, che non l’ha mai voluta discutere seriamente. Chiediamo che si possa riaprire rapidamente una discussione in Parlamento. Milioni di lavoratori e lavoratrici aspettano una misura di civiltà che, come dimostrano altre esperienze europee, ha un impatto positivo su tutta l’economia”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Quello che è successo non doveva avvenire. Anche per questo ci tenevo a essere presente in questa giornata di ricordo per le cinque vittime di Brandizzo”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, questa mattina presente a Brandizzo per l’inaugurazione del Giardino del Ricordo, in cui sono stati piantati cinque alberi in memoria dei cinque morti nell’incidente ferroviario.
“Oggi serve non solo implementare la prevenzione ma anche agire sulla catena dei subappalti. Un pensiero va, oggi e in ogni giorno dell’anno, ai famigliari delle vittime che chiedono giustizia, certa e veloce” conclude Gribaudo.
“Quest’estate era il caldo, ora saranno le piogge e le intemperie invernali: il lavoro dei rider va tutelato in ogni stagione. La proposta della legge Griseri Prisco è depositata da dicembre 2024, ora siamo in attesa che venga calendarizzata e discussa in Parlamento o diventare un emendamento alla Legge di Bilancio per individuare le risorse necessarie al periodo di sperimentazione dell'ammortizzatore. Proprio per smuovere le acque abbiamo deciso di promuoverla sui vari territori, in particolare nelle strutture che hanno scelto di mettere a disposizione i propri spazi per i rider”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico e prima firmataria della Proposta di Legge Griseri Prisco, che verrà presentata a Firenze il 12 novembre. L’appuntamento è alle ore 11 presso Casa Rider, in via Matteo Palmieri 11. Insieme all’onorevole ci saranno Mattia Chiosi, membro della segreteria Nidil Cgil Firenze con delega ai rider, Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil, l’assessore al Lavoro di Firenze Dario Danti e alcuni lavoratori.
“Anche a fronte del grande numero di incidenti che coinvolgono i rider, e uno dei motivi principali sono gli eventi climatici estremi, abbiamo un assoluto bisogno di tutele aggiuntive per far lavorare in sicurezza queste persone. Ora inizia il periodo delle piogge e a maggior ragione ci sarà bisogno di una regolamentazione chiara per garantire la sicurezza sul lavoro” dichiara Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil.
“Giorgia Meloni ha usato il Cnel per affossare il salario minimo. Allora serviva per attaccare l’opposizione e il principale sindacato italiano. Adesso invece prende le distanze da Brunetta sull’aumento di stipendio. E’ la solita sceneggiata. Siamo stanchi delle faide all’interno di una destra che tutto fa tranne che governare il Paese se e fare le riforme che servono ai lavoratori. Chiediamo l’immediata convocazione del Presidente del Cnel in commissione Lavoro per capire cosa sta succedendo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Lavorano part time, hanno sulle spalle il peso della cura e le carenze del welfare familiare, guadagnano di meno e ora andranno pure in pensione più tardi. Le donne non hanno avuto alcun vantaggio dall’avere una donna premier. E la legge di bilancio è l’ennesimo colpo: spariscono Opzione donna e Quota 103, si riducono risorse per servizi di cura e welfare.
La redistribuzione annunciata dal governo resta solo sulla carta. Le politiche fiscali messe in campo sono parziali, temporanee e con effetti quasi nulli sul reddito delle famiglie. I salari restano fermi, i consumi non ripartono e le disuguaglianze continuano a pesare sul Paese. Ancora una volta, saranno i giovani e le donne a pagare il prezzo più alto per le scelte di un governo che non punta davvero su crescita, lavoro e sviluppo.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati,
“Cara Presidente, forse non ti è chiaro come funziona. Un lavoratore che decide di scioperare paga di tasca sua. Ci rimette una parte di salario, che è già modesto. Difficile fare il week end lungo senza soldi. A differenza di tanti evasori che ricevono carezze dal tuo Governo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Ai manager 408 € all’anno. Agli operai 23. Lo dice l'Istat. La destra è partita ‘underdog’, ma si è accomodata subito nel salotto buono. Danno di più a chi ha di più e non danno nulla a chi sta male. Quelli che non contano niente non sono in cima ai pensieri di Palazzo Chigi”.
Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Presentata interrogazione
"Il Decreto Flussi, così com’è, non funziona. Non solo non garantisce l’ingresso regolare di lavoratrici e lavoratori stranieri, ma li espone a truffe, irregolarità forzata e sfruttamento. È inaccettabile che persone arrivate in Italia con un visto regolare per lavoro finiscano senza permesso di soggiorno a causa di mancanze e inadempienze dei datori di lavoro. Lo Stato non può permettere che i lavoratori siano puniti per colpe che non hanno commesso". Lo dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, annunciando il deposito di un’interrogazione al ministro dell’Interno e al ministro del Lavoro.
"I dati della campagna 'Ero Straniero' - spiega la deputata dem - sono impietosi: solo il 13 per cento delle quote 2023 e appena il 7,8 per cento di quelle del 2024 si sono tradotte in domande finalizzate, e i permessi effettivamente rilasciati superano appena il 7 per cento. La procedura è farraginosa, i controlli inesistenti, e il risultato è che né il fabbisogno delle imprese è soddisfatto, né i lavoratori riescono a essere assunti. È un sistema che genera precarietà, irregolarità e terreno fertile per lo sfruttamento".
Scarpa ricorda anche il grido d’allarme lanciato dalla comunità bengalese: "Lo scorso 29 ottobre a Roma, 800 cittadini bengalesi da tutta Italia hanno denunciato di essere arrivati con un visto regolare e di essere poi rimasti senza contratto e senza permesso per colpa dei datori di lavoro spariti, inesistenti o inadempienti. In queste condizioni, molti sono costretti a chiedere protezione internazionale solo per non finire nel sommerso. Una follia amministrativa che crea vulnerabilità invece di prevenirla".
L’interrogazione chiede al governo di intervenire subito, ripristinando una tutela già prevista in passato:
"Basta ipocrisie: è necessario reintrodurre il permesso per attesa occupazione nei casi in cui la mancata firma del contratto non sia imputabile al lavoratore. Esistono precedenti circolari del Viminale che lo prevedevano: è ora di ripristinare questa misura di giustizia minima. Noi continuiamo ad avanzare proposte in tal senso, anche sotto forma di emendamenti, che puntualmente la maggioranza non accoglie".
"Se il governo vuole davvero combattere il lavoro nero e la tratta di esseri umani - conclude Scarpa - deve cominciare da qui: smettere di trasformare un canale legale di ingresso in una trappola burocratica e di ricattabilità e superare finalmente la Bossi-Fini, che negli anni ha reso impossibile implementare delle politiche migratorie eque ed efficaci".
“Il Pil italiano è fermo da tre trimestri consecutivi e la produzione industriale ristagna da oltre due anni. In questo contesto, il governo Meloni approva una legge di bilancio che, secondo gli stessi documenti del MEF, non avrà alcun impatto positivo sulla crescita. È scritto nero su bianco: la manovra non farà aumentare i consumi interni e avrà effetti negativi sugli investimenti”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico.
“La premier Meloni – spiega l’esponente dem - racconta un’Italia che non esiste, promettendo un rilancio che non arriverà. Se oggi non fossimo sostenuti dai fondi del PNRR, il Paese sarebbe già in recessione. Il problema non è solo economico ma politico: manca una strategia industriale capace di orientare la crescita e affrontare le sfide globali. Il Partito Democratico chiede al governo di unirsi a un’iniziativa comune in Europa per rafforzare le politiche su innovazione, energia e infrastrutture. Non possiamo competere da soli con giganti come Cina e Stati Uniti: servono investimenti di scala e una transizione tecnologica sostenuta a livello europeo”.
“Sul piano nazionale – conclude Guerra – è urgente intervenire sul costo dell’energia. Le nostre proposte mirano a sganciare il prezzo del gas da quello delle rinnovabili, in modo da far scendere le bollette e migliorare la competitività delle imprese. Inoltre, il governo non può continuare a ignorare le conseguenze delle politiche economiche americane: i dazi di Trump impongono una strategia di sostegno alle esportazioni e alla manifattura italiana. Serve una politica industriale seria, non propaganda”.