"Abbiamo chiesto più volte al governo cosa intendesse fare per la cura della Fip (feline infectious peritonitis), la peritonite infettiva felina, una patologia che colpisce a morte il 96 per cento dei gatti. Nonostante abbiano autorizzato l'uso del Remdesivir, il farmaco che cura questa patologia ma che ha costi elevatissimi, e successivamente l'uso del metabolita GS-441524, un antivirale derivato dal Remdesivir che si può preparare in farmacia su prescrizione veterinaria, le famiglie che possiedono gatti si sentono prese in giro e abbandonate dal governo, che dopo aver fatto il solito show elettorale non è intervenuto in modo pratico ed efficace su molti aspetti connessi all'uso di questi farmaci. C'è il tema del reperimento delle materie prime che non è stato minimamente affrontato dal Governo. C’è il tema del mercato nero, perché rimane il rischio che le famiglie si rivolgano ancora al mercato illegale, oggi a mio avviso con nuovi e maggiori rischi di incappare in prodotti di scarsa qualità. C'è poi il tema dell'aggiornamento dei veterinari stessi; molti veterinari ancora non sanno bene come affrontare la malattia felina, indirizzando sovente le famiglie verso i volontari. Ci sarebbe anche il tema di non disperdere un grande lavoro di monitoraggio e raccolta dati fatto dai volontari, un bagaglio di conoscenza che dovrebbe essere valorizzato. A tutte queste domande al momento il governo non da risposte. Nella lotta per curare i gatti malati di FIP siamo stati i primi a incalzare il governo e a presentare un’interrogazione già lo scorso febbraio 2025. Dopo un anno il governo risponde finalmente ma noi continueremo a chiedere conto di quanto fatto e di ciò che manca da fare per salvare la vita di esseri senzienti". Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Eleonora Evi, in replica al governo che rispondeva ad una interrogazione del Pd a prima Evi, Prestipino e Roggiani.
“Gli attacchi contro Ghali sono del tutto inaccettabili: da una parte il Ministro Abodi, che vorrebbe una censura preventiva, dall’altra la Lega, che lo attacca con insulti inqualificabili. L’arte è libera e non può essere strumentalizzata per motivi politici o ideologici. Il Ministro Giuli batta un colpo: dovrebbe sentire la responsabilità di intervenire e prendere le distanze da queste reazioni. Ghali merita rispetto per il pregevole lavoro artistico e culturale che porta avanti: ogni forma di intimidazione verso un artista è inaccettabile in un Paese civile.” Così Irene Manzi, Capogruppo PD nella Commissione Cultura della Camera.
“E’ molto importante l’intesa unitaria tra Pd, M5S e Avs sulle pensioni. Avanziamo con la mozione una proposta concreta per bloccare l’aumento dell’età pensionabile e per dare una risposta alle giovani generazioni a cui è stata garantita solo una vita di precarietà e bassi salari. Su questo terreno chiediamo coerenza tra le parole e i fatti da parte di chi ci governa. Sulle pensioni si è consumato il più grande tradimento degli ultimi anni da parte della destra. Ora non possono più mettere la testa nella sabbia: dovranno confrontarsi con un testo scritto”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Quello che ha fatto il governo sulle pensioni è il più alto tradimento consumato a scapito degli elettori. Avevano promesso l’abolizione della Fornero e invece fanno crescere di anno in anno l’età per la pensione.
E al tempo stesso hanno eliminato tutte le altre possibilità che garantivano un minimo di flessibilità per alcune lavoratrici e lavoratori. Nel frattempo non è stato preso alcun provvedimento per la crescita né per migliorare le condizioni del lavoro, non vogliono il salario minimo e non hanno innalzato le pensioni minime come avevano promesso. Oggi un lavoratore povero guadagna meno che in qualsiasi altro paese europeo, ma se è un pensionato al minimo è ancora più povero.
La mozione, a prima firma Pd, che abbiamo presentato insieme a M5s e ad Avs chiede al governo di bloccare l’innalzamento dell'età pensionabile, garantire la gratuità dei riscatti della laurea, proteggere i giovani con una pensione minima garantita, combattere la precarietà e alzare i salari oggi per avere pensioni migliori domani.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Ci lascia innanzitutto un grande uomo delle Istituzioni. Vicesindaco di Napoli, è stato uno dei protagonisti di una straordinaria stagione di governo del centrosinistra che ha messo radici incancellabili. Tino Santangelo mancherà a tutti coloro che sognano un Mezzogiorno migliore”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Solidarietà ai giornalisti di In mezz’ora minacciati a Minneapolis mentre raccontavano la violenza degli agenti dell’Ice. L’offesa all’America democratica e multietnica che ha reso grande il paese. Arresti illegali, bambini fermati e un Presidente che mente e non si ferma di fronte a due morti in pochi giorni. Chiediamo al governo di tutelare i cronisti italiani nel loro lavoro per garantire trasparenza e verità.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Come mostrano le immagini dei giornalisti della trasmissione in Mezz’ora, che stanno circolando online, operatori della Rai impegnati negli Stati Uniti sono stati verbalmente minacciati da agenti della polizia ICE e impediti nello svolgimento del proprio lavoro. Esprimiamo piena solidarietà ai giornalisti coinvolti e condanniamo con forza questi episodi, che rappresentano un attacco gravissimo alla libertà di stampa.
Ci chiediamo se Rai abbia denunciato ufficialmente quanto accaduto e quali iniziative siano state adottate dal governo italiano per tutelare i propri cittadini all’estero. L’episodio rivela quanto il modello politico di Trump metta in discussione le basi del diritto e della libertà.
Chiediamo a Meloni e Tajani di prendere pubblicamente le distanze da questi comportamenti e di farsi garante della sicurezza e della libertà dei giornalisti italiani, anche nei rapporti con gli Stati Uniti” così i il capogruppo del Pd nella Commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano
“Meloni chiede a Trump di rivedere Board of Peace perché l’Italia ha ‘problematiche costituzionali’. Poi auspica che il Presidente Usa possa prendere premio Nobel per la pace. Infine, gli dà anche un po’ ragione sull’Artico. Dal sovranismo al servilismo il passo è davvero breve”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"La riforma della governance portuale approvata dal governo rischia di penalizzare gravemente i porti di Livorno e Piombino e l’intero sistema economico della costa toscana. Dai dati Assoporti sui bilanci 2024 emerge che l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale perderebbe circa 20 milioni di euro, risorse che oggi restano sul territorio e che verrebbero invece trasferite alla nuova società centrale Porti d’Italia S.p.A. Parliamo di una quota rilevantissima delle entrate dell’Autorità di sistema, risorse fondamentali per garantire manutenzioni, sicurezza, investimenti, sostenibilità ambientale e competitività del sistema portuale". Lo riporta una nota di Alessandro Franchi, consigliere regionale della Toscana del Partito Democratico, e Marco Simiani, deputato Pd.
"La riforma non rafforza il coordinamento nazionale ma centralizza e svuota le Autorità di sistema, sottraendo risorse e competenze ai territori e prevedendo anche il trasferimento del 25 per cento del personale a Porti d’Italia Spa. Il risultato concreto sarà un indebolimento dei porti, a partire da Livorno, e il rischio di scaricare i costi su imprese e lavoratori attraverso l’aumento di canoni e tariffe. Indebolire i porti di Livorno e Piombino significa colpire lavoro, logistica, industria e sviluppo territoriale: per questo chiediamo al governo di fermarsi, aprire un confronto vero con i territori e rivedere radicalmente una riforma che, così com’è, rischia di produrre danni strutturali", conclude la nota.
“47 anni fa Guido Rossa, operaio, sindacalista e comunista, veniva ucciso a Genova dalle Brigate Rosse per aver scelto di non voltarsi dall’altra parte, per aver difeso la democrazia, i diritti dei lavoratori e la legalità. Il suo rigore morale, il coraggio e il profondo senso di giustizia restano indelebili nella nostra memoria collettiva. Guido Rossa ha dimostrato che la lotta per i diritti e il bene comune non può mai essere separata dal rifiuto della violenza e del terrorismo”. Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari liguri del PD Valentina Ghio, Alberto Pandolfo, Luca Pastorino e Lorenzo Basso presenti nella sede di Acciaierie d’Italia di Genova per la commemorazione dell’uccisione di Guido Rossa.
“La sua storia non sia solo memoria, ma sostanza e azione del presente. Guido Rossa difendeva il lavoro e la dignità del lavoro, proprio da questo stabilimento ex-Ilva che ora attende di capire quali investimenti e quale ruolo pubblico il Governo intende mettere in campo per sostenere la siderurgia italiana e l’occupazione di migliaia di lavoratori. Oggi è un giorno di ricordo, ma anche di responsabilità e impegno”, concludono i parlamentari dem.
"La chiusura dello stabilimento Cargill di Giammoro, in provincia di Messina, e l’imminente licenziamento dei quarantanove lavoratori rappresentano una sconfitta per il territorio e una grave responsabilità politica. Governo nazionale e regionale hanno di fatto abbandonato i lavoratori durante una vertenza durata mesi, segnata da promesse mancate e da un silenzio assordante. Alle nostre sollecitazioni e alle interrogazioni parlamentari presentate non è mai arrivata alcuna risposta concreta, mentre veniva smantellata un’eccellenza industriale che non era affatto in crisi.
Così la deputata Pd, Maria Stefania Marino.
"La perdita di Cargill - aggiunge - significa lavoro, competenze e futuro che lasciano la Sicilia, aggravando il vuoto occupazionale dell’area industriale tirrenica. Non è accettabile che scelte industriali di questa portata si consumino senza un intervento delle istituzioni. Governo e Regione non possono restare spettatori: l’assenza di un’azione efficace e di prospettive alternative pesa oggi sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, a cui va la nostra piena solidarietà e il nostro impegno a continuare questa battaglia".
“La ragioneria dello Stato stima che l’adeguamento automatico delle pensioni di vecchiaia all’aspettativa di vita crescerà di altri tre mesi nel 2029. Dopo che la destra, nonostante tutte le promesse della campagna elettorale, già in legge di bilancio ha aumentato l’età pensionabile, chiediamo un chiaro stop. Ci vuole un intervento legislativo che blocchi questa tendenza. Da lunedì inizia una discussione in Parlamento sulle pensioni, vedremo chi fa sul serio”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La scelta del Governo Meloni e della maggioranza di respingere l’ordine del giorno che chiedeva di riconoscere alla Via Francigena un ruolo strategico nell’attuazione della Legge sui Cammini d’Italia è francamente incomprensibile. Una decisione che sorprende, perché riguarda uno dei cammini più antichi e rilevanti d’Europa, riconosciuto dal Consiglio d’Europa e capace di generare benefici concreti in termini di turismo sostenibile, mobilità dolce e valorizzazione dei territori attraversati”. Lo dichiara Emiliano Fossi, deputato Dem e segretario Pd della Toscana.
“A pagare il prezzo di questa scelta sono soprattutto le realtà locali che da anni investono con serietà e visione. Regioni come la Toscana hanno già destinato risorse significative alla tutela e alla valorizzazione della Via Francigena, trasformandola in un autentico volano di sviluppo sostenibile per borghi e aree interne. Ignorare questo lavoro e rinunciare a un coordinamento nazionale stabile significa disperdere energie, indebolire le politiche pubbliche e perdere un’occasione importante per rafforzare l’accesso a risorse nazionali ed europee. Continuerò a impegnarmi affinché la Via Francigena ottenga il riconoscimento e il sostegno che merita, nell’interesse dei territori e delle comunità coinvolte”, conclude Fossi.
“La proposta della senatrice Bongiorno è retrograda e pericolosa. Non solo annulla il lavoro fatto con impegno alla Camera, ma rappresenta un passo indietro rispetto all’inserimento nel nostro ordinamento del consenso libero e attuale, in linea con la Convenzione di Istanbul e con quanto già fatto da molti Paesi europei e già oggi riconosciuto dalle sentenze della Corte di Cassazione. Introdurre il concetto di dissenso peggiora la tutela prevista dal nostro ordinamento, indebolendo la protezione delle donne vittime di violenza. Sul piano politico, non possiamo non sottolineare che Bongiorno tradisce un impegno unanimemente preso da tutte le forze presenti in parlamento. Con quale faccia la maggioranza può accettare un testo che arretra gli impegni presi a tutela delle vittime? Inoltre, spiace che un testo così retrogrado arrivi proprio da chi ha professionalmente trattato questi temi.”. Così dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico e relatrice del provvedimento alla Camera che conclude dicendo “È evidente che non siamo davanti ad un aggiustamento tecnico ma a una cinica scelta politica”.