“Spiace che il presidente della commissione Lavoro Rizzetto dimentichi, visto che è lui ad aver scritto l’emendamento che l’istituiva, che la delega che giace da un anno e mezzo al Senato con il salario minimo c’entra come i cavoli a merenda. Di salario minimo non c’è traccia, non essendo scritta nemmeno la parola da nessuna parte. E, dunque, appigliarsi ai regolamenti può servire a rinviare la questione, ma non risolve il problema politico. Serve solo a nascondere una cosa: la paura di parlare di questa misura, di confrontarsi con le opposizioni in commissione Lavoro e in Aula sul salario minimo, di dire a oltre centomila persone che hanno sottoscritto la legge di iniziativa popolare che la loro firma è carta straccia. Ma in Parlamento noi siamo legislatori, non passacarte: continueremo in ogni seduta della commissione Lavoro a chiedere la calendarizzazione del salario minimo e alla fine la spunteremo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
A Modena situazione catastrofica, ripristinare dignità
“La Costituzione italiana, all’articolo 27, stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Nelle carceri italiane avviene tutt’altro. Sovraffollamento, assenza di servizi, strutture fatiscenti, personale insufficiente sono fatti che segnano negativamente la vita di tutti, reclusi e personale. Autorevolmente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilevato le abnormi criticità. Dal governo però, a cominciare dal ministro Nordio, solo parole di circostanza che non lasciano intendere alcuna iniziativa di immediato intervento. Anzi, l’unico obiettivo del governo è quello di dare l’impressione che si occupa di sicurezza aumentando pene e reati e nominando commissari che gestiscono la routine. Invitiamo Nordio e la presidente Meloni a visitare gli istituti penitenziari. Vadano anche a Modena, dove sono stato con la senatrice Rando e il consigliere comunale Luca Barbari e si troveranno di fronte, nonostante il prezioso lavoro svolto dalla direzione, dalla polizia penitenziaria e dagli operatori sanitati e sociali, ad una situazione catastrofica. Più della metà di detenuti in più, ora 586. Nelle celle la temperatura supera i 50 gradi perché l’impianto elettrico è vetusto e non sopporta il carico di ventilatori aggiuntivi, vi sono infiltrazioni d’acqua negli interrati. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Nordio per sapere come intende risolvere le gravissime e diversificate problematiche e se non ritiene di attivare un piano straordinario di intervento per la casa circondariale di Modena, per ripristinare la dignità umana oggi negata, promuovendo al contempo trasparenza, umanità ed equità nel trattamento dei detenuti, aumentando altresì la dotazione di personale oggi rapportato alla capienza originaria, e mettendolo nelle condizioni di svolgere al meglio il loro prezioso lavoro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Dal torinese al cuneese oggi il Piemonte è stato tragicamente protagonista di disastri ambientali: frane, alluvioni, maltempo ovunque. Purtroppo anche con conseguenze gravi come un uomo a Bardonecchia morto trascinato via dalla piena del fiume. Seguo con apprensione l’operato della protezione civile e di chi scende in campo per aiutare le popolazioni colpite. Grazie per il lavoro che svolgono in queste ore critiche”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’allerta meteo in Piemonte di oggi.“Mi aspetto un’azione da parte del Governo per un intervento tempestivo che aiuti i territori colpiti - prosegue la deputata piemontese - Cosa che, ad esempio, non è avvenuta a Chivasso e nelle zone attigue, che stanno ancora attendendo che venga riconosciuto lo stato di calamità per l’alluvione di aprile e i conseguenti fondi per aiutare il territorio a rialzarsi”.
“Non bastano parole di cordoglio quando avvengono queste tragedie: la politica deve essere pronta a intervenire là dove necessario, altrimenti si tratta di propaganda e frasi vuote. Ne è un esempio il ministro Musumeci, che oggi era atteso proprio a Chivasso per un seminario sulla transizione climatica, che ha prontamente saltato per ‘impegni istituzionali’. Non basta riempirsi la bocca, bisogna agire preventivamente nelle aree più a rischio e, quando avvengono le tragedie, essere pronti a sostenere i territori” conclude Gribaudo.
“Delmastro nelle carceri si ferma solo sulla porta”
“Suicidi, sovraffollamento, carenza di educatori, psicologi e psichiatri, assenza di progetti di recupero, scarso utilizzo delle misure alternative, strutture fatiscenti fredde d'inverno e torride d'estate. Questa è la drammatica condizione delle carceri in Italia che ha denunciato oggi con parole inequivocabili il presidente Mattarella. Evidentemente il sottosegretario alla Giustizia Delmastro quando va in visita nelle carceri, si ferma solo sulla porta e non entra a vedere le condizioni intollerabili di vita e di lavoro. Per di più abbiamo appreso oggi che per risparmiare il ministero della Giustizia taglierà la sorveglianza in carcere, sostituendola con le telecamere. Ma questo governo non si vantava di essere quello degli investimenti sugli istituti penitenziari? E invece del piano sull’edilizia carceraria non si è visto niente, né sappiamo nulla del Commissario. È allarmante la totale mancanza di consapevolezza della gravità e urgenza della situazione. Le misure proposte dal governo finora sono inutili e dannose: occorre un intervento strutturale che affronti le cause profonde di questa crisi. La situazione richiede un'azione immediata e coordinata da parte delle istituzioni per garantire dignità e diritti umani a tutti i detenuti e a tutte le persone che in carcere lavorano e vivono questa terribile situazione”.
Così i deputati Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd e Federico Gianassi, capogruppo del Pd in commissione Giustizia.
“Non è chiaro di cosa debba rallegrarsi il presidente della commissione Lavoro, Walter Rizzetto, che annuncia trionfante che al Senato verranno approvate le ‘Deleghe al Governo in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva nonché di procedure di controllo e informazione’. Dopo un anno e mezzo dovrebbe almeno chiedere scusa ai lavoratori e le lavoratrici di questo Paese: perché tanto è trascorso dall’affossamento della proposta di salario minimo delle opposizioni e dalla approvazione di una delega finta e vuota utile solo per buttare la palla in tribuna. Abbiamo capito che per Fratelli d’Italia non esiste un’emergenza potere d’acquisto perché è più interessata a fare ostruzionismo verso le proposte degli altri. Almeno ci risparmino la propaganda. Perché ormai è chiaro che le tentano tutte pur di non far tornare a discutere il Parlamento di Salario minimo, nonostante le firme raccolte con una legge di iniziativa popolare. Ma per noi il discorso non è affatto chiuso. Non possono impedire all’opposizione di avanzare proposte e metterle in agenda in commissione e in Parlamento: Non è ancora un potere di cui dispongono e noi non glielo concederemo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, e la deputata e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra.
I componenti del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai, hanno presentato un’interrogazione parlamentare all’Amministratore Delegato della Rai in merito al mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori impiegati nell’appalto per il settore della logistica e dei materiali scenotecnici.
Nell'interrogazione si chiede:
"se l’azienda risulti essere a conoscenza di quanto sta accadendo e se non ritiene quanto mai opportuno e necessario verificare il perché del mancato pagamento da parte di Movi.Log srl e se non intenda attivarsi per consentire ai lavoratori in questione di percepire le spettanze retributive dovute."
I parlamentari democratici segnalano che, secondo le organizzazioni sindacali, la società Movi.Log S.r.l., impegnata nell’appalto Rai Cptv e materiali scenotecnici, non avrebbe corrisposto gli stipendi del mese di maggio 2025, facendo riferimento a presunti problemi finanziari o bancari. I lavoratori chiedono che sia la Rai stessa a intervenire qualora Movi.Log non proceda ai pagamenti dovuti. I diritti del lavoro altri - concludono i dem - vanno garantiti anche negli appalti. La Rai sia garante”
"Non è più rinviabile il riconoscimento dei comuni montani insulari all'interno dei provvedimenti normativi dello Stato. Si tratta di territori che vivono una duplice condizione di svantaggio: da un lato, la montagna con tutte le sue fragilità e difficoltà; dall’altro, l’insularità, che acuisce l’isolamento e rende più onerosa ogni attività, dalla scuola alla sanità, dal lavoro ai trasporti": è quanto dichiara la deputata PD Maria Stefania Marino, commentando il suo emendamento al disegno di legge sulla Montagna in discussione a Montecitorio. La proposta prevede che all'interno della classificazione delle zone montane, siano
individuati e distinti ulteriori criteri che definiscono le zone montane costituite dai comuni montani insulari.
"La Costituzione riconosce il diritto delle isole a misure speciali. È ora che questo principio venga finalmente attuato nei fatti, anche attraverso il pieno riconoscimento dei comuni montani insulari nei criteri legislativi. È una battaglia di giustizia territoriale, non solo una correzione tecnica. Mi appello in particolare ai colleghi della maggioranza eletti nelle isole: è tempo di superare le appartenenze politiche per dare risposte concrete a comunità che, troppo spesso, si sentono abbandonate. Una montagna su un’isola resta montagna, ma con sfide ancora più complesse. E lo Stato ha il dovere di riconoscerle e affrontarle": conclude.
“Nel mese di giugno cresce l’inflazione e aumenta il costo del carrello della spesa secondo l’Istat. Significa che milioni di persone non riusciranno a mettere insieme il pranzo con la cena. Ma a chi governa interessa più istituire la ‘giornata nazionale del ristoratore’ che discutere di potere d’acquisto dei salari e degli stipendi. Anche a costo di apparire ripetitivi e noiosi chiediamo la calendarizzazione urgente del salario minimo. Abbiamo raccolto migliaia e migliaia di firme: pretendiamo una risposta”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"I dazi al dieci per cento sono un grave errore perché provocherebbero danni enormi all'economia e all'occupazione europea e soprattutto italiana. Anche Confindustria esprime una posizione estremamente preoccupata di cui la premier dovrebbe prendere atto. Rischiamo sei miliardi in meno di export. Rischiano di saltare sessanta mila posti di lavoro, rischiano di chiudere venticinque mila aziende. Purtroppo, anche su questa vicenda la premier Meloni sta preferendo fare gli interessi dell'amministrazione americana, essere la portavoce di Trump e difendere il rapporto col proprio alleato piuttosto che difendere gli interessi nazionali delle imprese e dei lavoratori italiani. Noi ci saremmo aspettati parole chiare di condanna che non sono arrivate neppure durante le ultime comunicazioni in vista del Consiglio Europeo. La vicenda sarà drammatica da un punto di vista economico per l'Europa, che ha un surplus importante. E danneggerà in particolare l'Italia, che ha un surplus commerciale solo per quanto riguarda i beni di quaranta miliardi di euro nei confronti degli Stati Uniti. La presidente del Consiglio non ha adottato nessuna misura per difendere le imprese, i lavoratori italiani, come ha fatto per esempio Sanchez, in Spagna. E soprattutto dovrebbe agire in modo compatto a livello europeo per negoziare un accordo che non sia controproducente. Guai a dividere l'Europa. Perché la politica commerciale è competenza esclusiva dell'Europa e andare in ordine sparso, rischia di penalizzare l'intero continente e soprattutto il nostro Paese”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Sky Agenda
“Oggi il Tunnel del Tenda ha finalmente riaperto, seppur con grosse limitazioni e molte incertezze. Spero, per il mio territorio, che tutto prosegua per il meglio e proprio in un’ottica di miglioramento ho consegnato al ministro Salvini un dossier contenente tutte le problematiche di mobilità nel cuneese. Questo perché dietro ai nastri da tagliare i problemi persistono”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, oggi presente al Colle del Tenda per la riapertura del Tunnel. In questa occasione ha consegnato al ministro dei Trasporti un documento dettagliato che racconta la drammatica situazione della viabilità provinciale, tra infrastrutture al collasso, fondi tagliati e manutenzioni ferme.
“Abbiamo ritenuto opportuno che, invece di festeggiare per un ritardo di dieci anni e milioni di euro persi dal territorio, sia ora di rimboccarsi le maniche - prosegue la deputata cuneese - Per questo nel dossier abbiamo raccolto tutto ciò che ancora non va nella gestione della rete stradale della nostra Provincia. La sicurezza delle nostre strade deve essere una priorità, atteggiamento che vorrei condividesse anche il Governo invece di giocare con i tagli dei fondi senza dare informazioni chiare”.
“A differenza di chi oggi ha scelto di non esserci, noi abbiamo portato la voce delle istituzioni, della cittadinanza, dei lavoratori e delle lavoratrici, delle imprese e dei disagi che le persone qui vivono quotidianamente. Abbiamo richieste chiare e fondate: il ripristino integrale dei fondi tagliati alla Provincia di Cuneo, un cronoprogramma certo e pubblico per la piena funzionalità del Tunnel di Tenda, il completamento delle troppe opere incompiute, come le tangenziali di Alba e Fossano o la At - Cn, o mai iniziate come la Variante di Demonte o il tunnel Armo - Cantarana, un piano pluriennale per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali” conclude Gribaudo.
“In Germania il salario minimo passerà da 12,82 a 14,60 euro entro il 2027. È la dimostrazione che una soglia legale per tutelare i lavoratori non solo è possibile, ma è una scelta di civiltà. E non lo fanno pericolosi estremisti: lo ha introdotto Angela Merkel, lo conferma oggi il premier Merz. Due cancellieri conservatori.”
Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico.
“In Italia invece – continua Gribaudo – il governo Meloni non vuole nemmeno aprire una discussione sul salario minimo. Si nasconde dietro le finte soluzioni, lascia che milioni di persone lavorino per 4 o 5 euro all’ora e ignora il grido d’allarme che arriva dal mondo del lavoro. È una scelta ideologica e profondamente ingiusta.”
“Il Partito Democratico non ha cambiato idea: la nostra proposta resta quella di un salario minimo di almeno 9 euro lordi l’ora. Continueremo a batterci in ogni sede per ridare dignità e sicurezza a chi lavora.”
Il governo difende i potenti, non i fragili.
“La tecnologia non è mai neutrale. E senza trasparenza rischiamo di rafforzare nuove oligarchie, mettendo in pericolo la democrazia e i diritti dei cittadini”. Lo dichiara la vicepresidente della Camera e deputata del Partito Democratico Anna Ascani, intervistata sui social dei deputati dem in merito al disegno di legge in materia di intelligenza artificiale.
“La tecnologia – prosegue l’esponente Pd - può rappresentare un’opportunità straordinaria: può aiutarci a curare malattie oggi considerate incurabili, a migliorare la sicurezza sul lavoro, la tutela dell'ambiente, la formazione. Ma tutto questo è possibile solo se c’è chiarezza su come vengono addestrati gli algoritmi, su come si usano i nostri dati, su chi decide e con quali finalità. Se questo non accade, lasciamo che a beneficiarne siano solo pochi grandi attori privati, mentre i cittadini restano esposti. E ancora una volta il governo Meloni preferisce schierarsi con i forti, come Elon Musk, piuttosto che proteggere i più deboli”.
“Il Partito Democratico – conclude Ascani – ha chiesto di specificare che i dati, in particolare sensibili e strategici, devono essere conservati in server collocati in Italia o nell’UE, in linea con il regolamento europeo sull’AI e con il GDPR. Inspiegabilmente il governo ha bocciato i nostri emendamenti su questo come quelli sulla trasparenza degli algoritmi e sull'addestramento degli LLM. Stessa sorte per quelli indirizzati a investire nella ricerca, unica via per evitare di essere colonie dei nuovi imperi tecnologici. L’Italia deve contribuire a costruire un modello europeo di intelligenza artificiale: etico, trasparente, e fondato sulla tutela dei diritti, non sull’arricchimento di pochi”.
“In Germania il salario minimo salirà da 12,82 a 14,60 euro l’ora. Una scelta intelligente e coraggiosa per contrastare le disuguaglianze che stanno colpendo i paesi Europei. In Italia, invece, grazie al Governo Meloni, non ci sarà alcun salario minimo legale. Per la destra è normale che esistano contratti da 5 euro l’ora. È normale che migliaia di persone lavorino senza diritti, nella precarietà, spesso sotto la soglia della povertà. Ma noi non ci stiamo. Il Partito Democratico, insieme alle altre forze di opposizione, continuerà a battersi per una misura di giustizia sociale e dignità, che esiste in gran parte d’Europa e che in Italia viene ancora negata” così il deputato democratico, componente delle segreteria nazionale del Pd, Marco Sarracino.
Ufficio Stampa Gruppo Partito Democratico.
“La Germania aumenterà il salario minimo orario di quasi due euro entro il 2027. Fino ad arrivare a 14,60 euro. E lo fa un Governo di collaborazione nazionale tra centrodestra e socialdemocratici. In Italia invece la destra discute di tutto tranne di come garantire il potere d’acquisto di chi lavora. Chiediamo ancora una volta la calendarizzazione della proposta di Salario minimo legale su cui le opposizioni hanno raccolto oltre centomila firme. E’ inaccettabile che il governo Meloni, dopo quasi tre anni, continui a sabotare una misura di civiltà che esiste in tutte le principali democrazie europee”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“L’intelligenza artificiale è una sfida cruciale per il futuro del nostro Paese. Proprio per questo non può essere affidata a una gestione spezzettata tra agenzie governative: serve un'autorità indipendente, dotata di competenze, visione e autonomia”, così Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Trasporti.
“Abbiamo provato in Parlamento a correggere gli errori del governo – prosegue l’esponente dem - ottenendo alcuni risultati: un ruolo prioritario per la collaborazione con soggetti italiani ed europei per l’Agenzia per la Cybersicurezza, il principio del riconoscimento della necessità del sostegno pubblico alle micro piccole e medie imprese e del fatto che non possano essere introdotti nuovi oneri rispetto alle scelte comunitarie. Ma tutto questo non basta. L’esecutivo continua a ignorare i nodi fondamentali: nessuna risorsa stanziata, nessuna norma per tutelare il diritto d’autore contro il saccheggio delle opere di artisti e creativi per l’addestramento dell’IA, nessun investimento per potenziare la formazione per docenti e studenti, nessuna protezione concreta dei dati strategici e sensibili della pubblica amministrazione”.
“Abbiamo proposto – conclude Casu - di usare l'IA per la sicurezza sul lavoro, per prevenire incidenti e salvare vite. Ma ci siamo scontrati con un governo incapace di scegliere di inviare un segnale forte ai nuovi oligarchi digitali per la difesa del futuro dell’Italia e dell’Europa. La battaglia ora prosegue in Senato perché l’interesse nazionale e la sicurezza non si tutelano solo a parole, ma con leggi serie, investimenti mirati e scelte coraggiose. Il Partito Democratico è pronto a continuare questa sfida in Parlamento e nel Paese”.