28/12/2025 - 17:00

“La legge di bilancio lascia irrisolto un problema serio che riguarda una parte significativa dell’emittenza televisiva locale. Le risorse recuperate dal Governo non bastano”.

Lo dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio alla Camera.

“Ci sono decine di emittenti locali - aggiunge - che garantiscono informazione, lavoro e pluralismo nei territori e che oggi si trovano di fronte a un rischio concreto di ridimensionamento o chiusura. Parliamo di centinaia di lavoratori e lavoratrici, tra giornalisti e operatori, che vivono una condizione di forte incertezza e che meritano risposte immediate. Il Governo e la maggioranza non possono ignorare questa situazione. Servono correttivi rapidi e mirati per sostenere tutta l’emittenza locale e tutelare l’occupazione. Il Partito Democratico - conclude - continuerà a chiedere interventi equi e strutturali, perché difendere le tv locali significa difendere il pluralismo dell’informazione e la coesione delle comunità”.

 

28/12/2025 - 15:40

“La manovra presentata dal Governo non avrà alcun impatto reale sulle emergenze che gravano sul Paese: dal caro prezzi alla spesa sociale, fino al dramma della casa che colpisce in modo particolare le nuove generazioni. Ancora una volta l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni tradisce le promesse fatte agli italiani, mettendo in campo una ricetta economica debole e fallimentare. Senza il sostegno determinante del PNRR, questa manovra avrebbe già spinto l’Italia verso la recessione. Non c’è una visione di sviluppo, non ci sono investimenti strutturali, né risposte concrete alle difficoltà quotidiane di famiglie, lavoratrici e lavoratori, giovani e pensionati. A rendere il quadro ancora più grave è il metodo scelto dal Governo. Alla Camera dei Deputati la manovra non potrà essere modificata: siamo di fronte all’ennesimo, grave strappo istituzionale. Il Parlamento viene umiliato e ridotto al ruolo di semplice passacarte, chiamato a ratificare decisioni già prese a Palazzo Chigi, senza un vero confronto democratico. Così si indeboliscono le istituzioni e si allontanano i cittadini dalla politica. Il Paese ha bisogno di serietà, partecipazione e scelte coraggiose, non di propaganda e forzature che ignorano i problemi reali dell’Italia”.

Così Silvia Roggiani, componente dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo PD alla Camera dei Deputati e componente della Commissione Bilancio.

 

28/12/2025 - 15:30

“La manovra del Governo colpisce direttamente famiglie e ceto medio, senza offrire risposte concrete al caro vita e alla perdita di potere d’acquisto. Mentre aumentano le difficoltà quotidiane, l’esecutivo sceglie misure insufficienti e inique, che non sostengono chi lavora e chi tiene in piedi il Paese. Ancora una volta mancano investimenti strutturali e una visione capace di ridare fiducia e prospettive. Il risultato è una manovra sbilanciata, che scarica il peso della crisi su chi già fatica, invece di rafforzare la coesione sociale e sostenere la crescita. Il PNRR, tanto disprezzato da Meloni è la stampella che sta tenendo l’Italia lontana dalla recessione”.

Così Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.
 

 

28/12/2025 - 15:00

“Giorgia Meloni getta la maschera con la manovra delle promesse tradite: aumenta età pensionabile e accise, taglia in sanità, scuola e trasporti. Stanno spingendo l’Italia in un vicolo cieco, dove crescono solo le diseguaglianze. Per questo, anche alla Camera, continueremo a batterci”.

Così il deputato democratico, Andrea Casu.

 

28/12/2025 - 15:00

“La manovra economica del Governo Meloni non è una legge di bilancio per il Paese, ma un’operazione che ‘fa cassa’ con un unico obiettivo: finanziare la prossima campagna elettorale. Un intervento miope e opportunistico, che finge rigore oggi solo per potersi liberare dai vincoli europei e tornare domani, in piena campagna elettorale, alla stagione delle spese pazze, senza una visione e senza una strategia”.

Così il capogruppo democratico in commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.

“Senza le risorse del PNRR – aggiunge Pagano - l’Italia sarebbe già in recessione. È un dato di fatto che smaschera il fallimento della cosiddetta “ricetta Meloni”, incapace di affrontare i nodi strutturali del Paese. La crescita è fragile, le crisi industriali aumentano, la pressione fiscale è ai massimi storici e il Governo risponde con nuove tasse: 600 milioni di euro in più solo dai carburanti, colpendo famiglie e lavoratori. Nessun investimento serio su industria, innovazione e sviluppo. Nessun sostegno reale alle famiglie, già al collasso di fronte a una spesa sanitaria sempre più insostenibile. Mentre in Europa si aumenta la spesa per la sanità pubblica, l’Italia va clamorosamente in controtendenza, abbassandola sotto il 6% del PIL e scaricando i costi sui cittadini”.

 

28/12/2025 - 15:00

“Questo Governo si dimostra forte con i poveri e debole con chi ha di più. Rinnega tutti i capisaldi che la destra proclamava quando era all’opposizione: aumenta le tasse, innalza l’età pensionabile, disinveste sulla sanità pubblica. Altro che difesa dei ceti medi e popolari. La chiusura della procedura di infrazione europea viene usata come foglia di fico per una grande farsa politica, che rinvia i problemi reali del Paese e prepara il terreno a nuove spese elettorali tra un anno, nel mezzo della campagna elettorale. Nel frattempo, l’Italia perde competitività, le disuguaglianze crescono e il sistema produttivo viene lasciato solo. Meloni costringe il Paese a una rappresentazione ingannevole, evitando di affrontare le vere emergenze: lavoro, sanità, industria e giustizia sociale. Così non si governa, si galleggia. E il conto lo stanno già pagando cittadini e imprese”.

Così in una nota Silvia Roggiani, dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd della Camera.

 

28/12/2025 - 14:00

“Oggi alla Camera comincia l’esame della legge di bilancio, la più importante legge dello Stato. Ma si tratta di una messa in scena perché non una virgola potrà essere cambiata: la manovra è stata approvata al Senato la scorsa settimana e qui alla Camera sarà solo un passaggio formale perché va licenziata entro il 31 dicembre. Dunque, avremo una legge che oltre a creare ingiustizie, svuota ancora una volta le funzioni del Parlamento. Non una proposta delle opposizioni verrà accolta per migliorare pensioni, sanità, diritti dei lavoratori, non un euro potrà essere spostato per finanziare di più la scuola e i servizi pubblici. Abbiamo comunque presentato 80 emendamenti firmati dal Pd, più 16 condivisi con le altre opposizioni sui temi che ci sono più cari e su cui costruire un'altra idea di paese e una vera alternativa: casa, salute, cultura, lavoro, Sud, pensioni. La manovra del governo Meloni è così: modesta e mediocre, senza visione, fa cassa con chi già fatica. In tre anni e alla quarta legge di bilancio, c’è un'Italia sempre più in difficoltà. Si sentono investiti dalla storia, ma invece saranno travolti dalla loro incapacità e dal dilettantismo di chi non ha mantenuto una sola promessa (abolizione delle accise, cancellazione della Fornero, solo per fare gli esempi più eclatanti…)”.

Lo ha scritto sui social Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

23/12/2025 - 18:42

Matteo Salvini ha pubblicato sui social una foto con tutti i ministri leghisti, un modo goffo di cercare di mostrare compattezza. Dietro l’immagine di unità, però, le divisioni interne restano profonde. Dalle regionali con Zaia, passando per la manovra e il governo con Giorgetti, le tensioni si sono moltiplicate. Da quando Salvini ha sposato la “linea Vannacci”, sempre più esponenti leghisti sono in fibrillazione contro il segretario, rendendo evidente che l'unità che mostra sui social è più un trucco che una realtà" così il vicepresidente del gruppo del pd della Camera, Toni Ricciardi

Che conclude dicendo “Salvini annaspa, sembra a fine corsa”.

 

23/12/2025 - 18:35

“Tra caro prezzi e aumento della pressione fiscale, il governo Meloni tradisce le promesse fatte agli italiani. L’Esecutivo è interessato solo al proprio consenso, ma continua a mentire sui risultati: la pressione fiscale è aumentata, non ci sono riforme e non esiste una strategia per sostenere famiglie, lavoratori e imprese. La aspettiamo in Parlamento per rispondere alle domande dei cittadini e spiegare le proprie scelte. Quella presentata dal governo è la legge di bilancio più debole dal 2014: poche risorse, frammentate in interventi temporanei e disorganici, senza una strategia di medio-lungo periodo. La quarta manovra segna il fallimento definitivo del governo Meloni: salari bassi, servizi pubblici indeboliti, povertà crescente e industria in crisi. Non c’è crescita, non c’è giustizia sociale, non c’è futuro. Questa legge di bilancio non è solo sbagliata: è la prova che la destra non è in grado di governare il Paese”. Così Virginio Merola, capogruppo Pd nella commissione Finanze della Camera dei deputati.

 

23/12/2025 - 18:10

“Il governo vara una manovra economica a crescita zero che certifica il proprio fallimento”. Così Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in commissione Affari europei, commenta la legge di bilancio approvata in prima lettura al Senato.
“È ormai evidente – sottolinea l’esponente dem – che senza il Pnrr l’Italia sarebbe già in recessione. La tenuta minima della nostra economia è dovuta esclusivamente agli investimenti europei conquistati grazie al Next Generation EU, non certo alle politiche economiche del governo Meloni. Proprio per questo il comportamento dell’esecutivo sul Piano nazionale di ripresa e resilienza è particolarmente grave: a furia di tagli, revisioni al ribasso, rinvii e continui cambi di rotta, il governo ne sta mettendo a rischio la piena attuazione. Mancano secondo gli ultimi dati quasi 100 miliardi da spendere e si procede senza una politica industriale e senza una strategia di sviluppo chiara, soprattutto per il periodo successivo alla scadenza del Pnrr”.

“Il governo avrebbe dovuto impegnarsi – conclude De Luca – per un nuovo Next Generation EU, per investimenti comuni europei in grado di sostenere le nostre filiere industriali, ed avrebbe dovuto lavorare da subito per garantire che i progetti non realizzati per i ritardi nella spesa saranno portati avanti con altre risorse. Invece nulla. La destra galleggia tra divisioni e tensioni interne, compromettendo il futuro dell’Italia perché senza crescita, senza investimenti, lascia il Paese più fragile, meno competitivo e con maggiori disuguaglianze. Serve un cambio di rotta immediato, prima che sia troppo tardi”.

 

23/12/2025 - 17:38

“Tra caro prezzi e aumento delle tasse, con il Governo Meloni gli italiani hanno perso una mensilità di stipendio all’anno: lavorano dodici mesi ma ne incassano, di fatto, solo undici. I salari non hanno recuperato il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e la manovra di bilancio fotografa un’Italia in cui lavorare non basta più per vivere dignitosamente. Da quando la destra è al governo, come certifica l’Istat, cresce il numero delle famiglie in povertà assoluta, e aumentano le disuguaglianze sociali. Eppure l’Esecutivo continua a rivendicare la stabilità dei conti pubblici e l’uscita dalla procedura d’infrazione, come se questo bastasse a risolvere i problemi reali del Paese. La stabilità dei conti non può essere l’unico obiettivo quando l’Italia si impoverisce. Senza riforme, senza investimenti e senza una chiara visione sociale, né un forte rilancio del welfare e della sanità pubblica, la semplice manutenzione ordinaria dei conti rischia di accompagnare il Paese verso un declino irreversibile. È una politica miope, che guarda ai mercati e ignora le persone. Lo dimostrano anche le misure approvate oggi, su cui l’opposizione è stata costretta a intervenire in tempi ristrettissimi, imposti dall’arroganza della maggioranza e del Governo, che hanno ancora una volta compresso il ruolo del Parlamento”. Così Ilenia Malavasi, capogruppo PD nella Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.

23/12/2025 - 17:30

“La politica economica del Governo Meloni sta producendo effetti devastanti sul Made in Italy, sempre più vittima dell’incapacità dell’esecutivo di sostenere il sistema produttivo. Questa manovra di bilancio lo conferma: non produce crescita, non sostiene i consumi e lascia fermi gli investimenti. Dopo tre anni al governo, la destra non ha una strategia industriale, non promuove innovazione e non ha un piano per il dopo-PNRR. Un settore emblematico è la moda, storica eccellenza italiana, che rischia di essere letteralmente messa in ginocchio dalle scelte del Governo. La destra prometteva sostegno alle imprese e crescita. La realtà è immobilismo, precarietà e declino delle nostre filiere strategiche. Questa manovra conferma l’incapacità del Governo di proteggere e valorizzare il cuore produttivo del Paese”. Così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè.

 

23/12/2025 - 17:18

“Da quando Giorgia Meloni è al governo, la produzione industriale è in calo drammatico e intere filiere strategiche del nostro sistema produttivo vengono progressivamente abbandonate, dall’automotive alla siderurgia. È la prova più evidente del fallimento della ricetta economica della destra. La legge di bilancio 2026 non solo non inverte questa tendenza, ma consolida un modello fondato su stagnazione e disuguaglianze crescenti. In un contesto internazionale segnato da forti incertezze e tensioni, sarebbe servita una risposta pubblica all’altezza delle difficoltà che attraversano il Paese. Al contrario, il Governo sceglie l’inerzia e una gestione ordinaria del declino. Sanità, scuola, università, ricerca, politiche per la casa e trasporto pubblico locale vengono progressivamente indeboliti, mentre la pressione fiscale raggiunge il livello più alto degli ultimi dieci anni. Questa non è prudenza: è incapacità di governo. La destra aveva promesso crescita e sicurezza. Dopo tre anni a Palazzo Chigi, consegna al Paese precarietà, impoverimento e assenza di prospettive”. Così Alberto Pandolfo, capogruppo PD nella Commissione Attività produttive della Camera dei deputati.

 

23/12/2025 - 17:03

“Giuli alza polveroni per nascondere i drammatici tagli che ha promosso e avallato a tutti i settori della cultura”. Così il deputato democratico e componente della Commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini, intervenendo sulle polemiche che in questi giorni animano il dibattito pubblico e i social, anche tra esponenti della maggioranza come Veneziani e lo stesso ministro Giuli. “L’industria cinematografica e audiovisiva è al collasso e le produzioni, a detta degli stessi operatori del settore, sono a un passo dallo stop. Teatri, fondazioni, lavoratrici e lavoratori dello spettacolo vivono una condizione di incertezza senza precedenti. E mentre il mondo della cultura chiede risposte, il Ministero resta impantanato nei litigi interni e nelle lotte intestine della destra, incapace di assumersi la responsabilità delle proprie scelte. I tagli alla cultura non sono un’invenzione dell’opposizione: sono scritti nero su bianco nei provvedimenti di questo Governo. Giuli e la maggioranza preferiscono alimentare polemiche e scontri ideologici per distogliere l’attenzione dal fatto che stanno smantellando pezzo dopo pezzo un settore strategico per il Paese”.

23/12/2025 - 17:00

Una cosa è chiara sulla legge di bilancio. Quando servono risorse, anche quelle inutili come il Ponte sullo stretto, la destra sa dove andare a colpire: pensionati e lavoratori. Si volevano allungare i tempi per l’età pensionabile con un emendamento del governo approvato dunque da quello stesso Salvini che oggi vuole passare come colui che ha risolto il problema. Poi per scongiurare la proposta di togliere il diritto al rimborso per i lavoratori dopo sentenza di un giudice, è dovuto intervenire il Quirinale. Non si governa così il paese, non si fa cassa sulle spalle dei più fragili.

Dal Senato esce una manovra senza visone, peggiorata e che non incide sulla crescita, frutto dell’accanimento di chi per salvare i conti ha perso la faccia di fronte al paese.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati intervenendo a Tagadà su La7.

 

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