“Cari Meloni, Salvini, Tajani, Larussa, Piantedosi e tutti i vostri amici.
Questo è uno di quei casi in cui vi si può tranquillamente dire ‘ve l'avevamo detto!’. Sono mesi che ripetiamo, in Parlamento e nelle piazze, che questi centri di detenzione in Albania sono inumani, inutili e costosissimi.
Solo una misera propaganda giocata sulla pelle dei migranti, dei più fragili. Ho avuto modo di dirlo in Aula e l'abbiamo gridato quando a maggio siamo andati in delegazione in Albania a denunciare lo scempio che si stava consumando.
Vi abbiamo spiegato che sarebbe stato tutto illegittimo.
La cronaca di questi giorni si è incaricata di dimostrare che è esattamente così come dicevamo! La Meloni insieme alla destra tutta oggi riesce solo ad attaccare la magistratura. Anche quella che per colpa loro dev'essere messa sotto scorta. Per loro le regole valgono solo per gli altri. Ecco, vi volevamo informare che non è così!
E che adesso qualcuno dovrà rispondere di questo scempio umanitario ed economico”. Lo scrive su Facebook il deputato dem Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico, il quale si è occupato fin da subito dell'accordo Italia-Albania.
"Oggi sta andando in scena l'ultima vergognosa e gratuita crudeltà del Governo Meloni che ha deciso di trasferire i 57 migranti, appena sbarcati a Livorno dopo giorni di agonia e sofferenze, in numerosi centri tra cui anche Avellino: a quasi quindi 600 chilometri di distanza. Dopo il grande lavoro della Regione Toscana, del Comune di Livorno, delle Forze dell’ordine e tutto il sistema associativo legato all’accoglienza, siamo di fronte ad una destra che continua a cancellare i diritti umani, colpevolizzare i cittadini extracomunitari e rinnegare ogni civile forma di accoglienza. Su questa ulteriore ignobile vicenda presenterò una interrogazione parlamentare": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani sulla Nave ong Geo Barents attraccata oggi, domenica 18 agosto, al porto di Livorno.
"Bene che le Olimpiadi abbiano contribuito a riaprire il dibattito sulla cittadinanza di chi nasce e cresce in Italia. Il Parlamento non può più ignorare la riforma di una legge obsoleta e ormai inadeguata e l'apertura di Forza Italia su questo è un'occasione da non sprecare in una discussione ferragostana che si spegne nel giro di qualche giorno.
In Parlamento ci sono diverse proposte di legge, inclusa quella a mia prima firma: alla riapertura dei lavori si mettano in calendario.
Non aspettiamo che sia il governo a pensarci. Sappiamo qual è la linea di questo esecutivo di destra, lo ha chiarito Piantedosi nella sua recente conferenza stampa: smantellare il diritto d'asilo, creare più irregolarità e, quindi, più caos, per continuare a speculare sulla paura delle persone.Per la destra rendere la vita impossibile ai migranti è una questione identitaria, specialmente quando deve nascondere problemi e fallimenti mantenendo il consenso.
Una nuova legge sulla cittadinanza non è più rinviabile: non deludiamo, per l'ennesima volta, migliaia di ragazze e ragazzi che da troppo tempo chiedono uguaglianza per sentirsi a pieno titolo cittadine e cittadini italiani". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il Pd interroga il ministro Piantedosi per conoscere i tempi per l'apertura dei centri per i migranti in Albania e lui non risponde. Persino la Presidente Meloni e il sottosegretario Mantovano hanno ammesso i continui slittamenti dei tempi per l'apertura, che era prevista per il 20 maggio. Oggi invece il ministro sembra sia stato colpito da un'amnesia fulminante". Lo dichiara il deputato dem Matteo Mauri intervenendo in replica al question time sui ritardi nella realizzazione dei Centri per i migranti in Albania.
“Il ministro Piantedosi poi ha provato a dire che le spese per l'Albania abbatterebbero le spese di gestione dell'accoglienza. Una vera assurdità, una vera e presa in giro perché è evidente a tutti che quei soldi vengono buttati via per fare una cosa inutile, oltre che censurabile per il rispetto dei diritti umani. Cioè vengono sprecati per un'operazione di pura propaganda!” ha continuato Mauri che insieme ai colleghi del PD Amendola, Bonafé e Orfini aveva fatto a maggio un blitz in Albania per verificare lo stato dei lavori del centro.
“Una notizia nuova però il Ministro Piantedosi involontariamente l'ha data: i costi sono lievitati a 160 milioni l'anno, cioè 800 milioni totali. Ben 150 milioni in più di quelli preventivati. Una cosa veramente assurda. Invece di investire in Albania il Governo dovrebbe usare quelle risorse per le forze dell'ordine e per il sistema di accoglienza, di integrazione e inclusione”. Lo dichiara la vicepresidente del Gruppo Pd, Simona Bonafé che ha illustrato l'interrogazione a Piantedosi.
"Accordi prevalentemente commerciali, che puntano all’estrazione di energia fossile e che intendono dare qualcosa ai paesi che si impegnano a ridurre le partenze dei migranti. Questo è il cuore del tanto decantato "Piano Mattei" del governo di Giorgia Meloni, annunciato in pompa magna in Parlamento e in ogni sede internazionale. Cento paginette scritte in stile Wikipedia in cui si parla principalmente di una dimensione commerciale che non darà alcuno slancio all'Africa né ai rapporti con il nostro Paese". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata dem e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, durante la conferenza stampa dei componenti PD della commissione Esteri con la capogruppo Chiara Braga sul Piano Mattei.
"Dov'è l'approccio innovativo e paritario? Non c'è nulla sul coinvolgimento della società civile africana, niente che riguardi il ruolo delle diaspore, la democratizzazione dei paesi coinvolti e il rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche. Manca un’analisi sui flussi migratori interni al Continente, così come un investimento sulle energie rinnovabili. E non c'è neanche alcunché sull'empowerment femminile, altro tratto distintivo dell’impegno italiano nei paesi in via di sviluppo - ha proseguito Boldrini -. Il Piano Mattei rappresenta un passo indietro rispetto all'esperienza più che consolidata della cooperazione italiana in Africa. Abbiamo letto progetti descritti senza criteri ne parametri di riferimento che in parte sono già in atto e previsti, su cui è stato messo il bollino "Piano Mattei" senza aggiungere un solo euro". "I fondi provengono dalla Cooperazione allo sviluppo e dal Fondo per il clima. Fondi, questi ultimi, destinati alla non più rimandabile transizione ecologica e che, invece, finiranno in progetti con altre finalità, in perfetta linea con le tendenze negazioniste della crisi climatica che caratterizzano questo governo - ha sottolineato la deputata PD -. Avremmo voluto dare un contributo concreto, perché siamo consapevoli di quanto sia importante che l'Italia e l'Europa puntino a rapporti paritari e a un ruolo centrale dell'Africa nel futuro prossimo, ma qui mancano proprio i presupposti".
Domani question time a Piantedosi sui Centri migranti in Albania. Le deputate e i deputati democratici Bonafè, Cuperlo, Fornaro, Mauri, Amendola, Orfini, Boldrini, Ghio, Ferrari, Casu chiedono al ministro degli interni quando il Centro per i migranti in Albania previsto dal Protocollo tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio dei ministri della Repubblica di Albania che doveva aprire “non oltre il 20 maggio” sarà completamente attivo e quali sono le ragioni vere del ritardo che hanno peraltro distolto le forze di Polizia, mandate a sorvegliare il sito del porto non attivo, dall’ordinario servizio in Italia”. Per il Pd l’accordo Italia-Albania viola i diritti umani e determina un enorme spreco di denaro pubblico.
Ecco il testo integrale del question time.
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
Al Ministro dell’Interno.
Per sapere: premesso che:
i Centri per i migranti siti in Albania previsti dal Protocollo tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio dei ministri della Repubblica di Albania dovevano aprire “non oltre il 20 maggio u.s.”;
parliamo di un investimento di oltre 700 milioni di euro per un sito che rappresenta un vero e proprio buco nero per quanto riguarda lo stato di diritto nella gestione dei migranti;
in data 22 maggio una delegazione parlamentare del gruppo del Pd alla Camera si è recata in Albania e ha mostrato con supporto di videodocumentazione gli enormi ritardi nella realizzazione del sito;
la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella sua recente visita in Albania, dello scorso 5 giugno aveva posticipato al primo agosto il giorno di entrata in funzione delle strutture;
il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, il 30 luglio u.s. nell’ambito di una audizione presso la Commissione Parlamentare Antimafia aveva evidenziato come servisse ancora qualche settimana per l’apertura del centro a causa dei ritardi dei lavori;
i ritardi riguarderebbero il sito previsto presso l'ex base dell'Aeronautica albanese di Gjiader - una ventina di km all'interno - dove si stanno allestendo tre differenti strutture: un centro per il trattenimento di richiedenti asilo (880 posti), un Cpr (144 posti) ed un penitenziario (20 posti);
attualmente la cronologia del governo prevede, secondo fonti giornalistiche, per il 20 agosto prossimo il collaudo del genio militare per aprire una parte del centro di detenzione di Gjiader e per il 1 settembre quello per tutto il sito;
nel frattempo ha suscitato molte proteste in particolare da parte delle organizzazioni sindacali delle forze di polizia la notizia di un vademecum fornito nell’ambito della formazione del primo contingente di polizia penitenziaria che dovrebbe operare presso il sito con una serie di prescrizioni surreali su come devono comportarsi al ristorante, sull’attenzione al linguaggio, e addirittura per un divieto di corteggiamento;
come testimoniano anche i reportage giornalistici di questi giorni siamo di fronte ad un enorme spreco di denaro pubblico per una infrastruttura che lede i diritti delle persone migranti e che serve al governo esclusivamente come arma di propaganda-:
quando il centro sarà completamente attivo e quali sono le ragioni vere del ritardo che hanno peraltro distolto le forze di Polizia, mandate a sorvegliare il sito del porto non attivo, dall’ordinario servizio in Italia.
Amendola e Scarpa presentano interrogazione a Ministro dell’Interno
Il partito democratico ha depositato un’interrogazione parlamentare al ministro degli interni, Piantedosi per chiedere delucidazioni su quanto accaduto il 5 agosto nella struttura del Cpr di Palazzo San Gervasio (Potenza) dove, nel corso di una protesta dei migranti ospitati, è morto un ragazzo di 19 anni, anch’egli ospite del Cpr. L’interrogazione, firmata dai deputati democratici, Enzo Amendola e Rachele Scarpa, sottolinea come “sulla base di quanto riportato dagli organi di informazione, il ragazzo sarebbe stato oggetto di violenze e non avrebbe ricevuto le necessarie cure nonostante la richiesta proveniente da parte di altri immigrati presenti nella struttura. Peraltro, aggiungono i democratici, il Cpr di Palazzo San Gervasio risulta essere al già centro di una iniziativa da parte della magistratura rispetto a presunte violenze consumate e alla somministrazione di psicofarmaci a danno degli ospiti. Da qui la domanda al Ministro Piantedosi di “fornire tutte le informazioni riguardo alle disposizioni che intende assumere con la massima tempestività per appurare quanto accaduto anche in considerazione del decesso di un ragazzo e, visto lo stato della struttura, di valutarne la chiusura”.
"Il naufragio di Cutro si poteva evitare. Quelle 94 vite, di cui 35 bambini, si potevano salvare. Lo scrive, nero su bianco, la Procura di Crotone che ha chiuso le indagini sui fatti di quella notte terribile, tra il 25 e il 26 febbraio del 2023, chiedendo il rinvio a giudizio per sei persone, quattro finanzieri e due militari della Guardia Costiera.
Cos'ha da dire il ministro Piantedosi che non ha mai risposto alle nostre domande su una delle più gravi stragi verificatesi in mare in prossimità delle coste italiane?
Cos'ha da dire il governo che a quella strage rispose solo inasprendo pene, limitando di fatto il diritto d'asilo, minando i diritti dei minori stranieri non accompagnati, costruendo centri di detenzione in Albania e stringendo accordi con autocrati del nord Africa a cui non interessa alcunché dei diritti umani dei loro cittadini, figuriamoci di quelli dei migranti ?
Bisogna abolire la Bossi-Fini, che impedisce ai migranti di entrare in Italia regolarmente in cerca di occupazione, e aprire canali legali di ingresso. Diversamente, continueremo una macabra conta dei morti nel deserto, nei campi di detenzione libici, nel Mediterraneo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Le politiche di accoglienza di questa destra sono inaccettabili e indegne di un paese civile. Nessuna risorsa per i territori, nessuna organizzazione logistica, nessun soccorso efficace per i migranti, spesso donne e minori ed in condizioni fisiche e psicologiche devastanti. Ringraziamo oggi la Regione Toscana ed i comuni interessati, i volontari e le associazioni coinvolte, per aver soccorso le 226 persone sbarcate oggi a Livorno dalla nave Geo Barents”: è quanto dichiara il deputato Pd e segretario dem della Toscana Emiliano Fossi.
“Il Governo Meloni criminalizza da sempre l’immigrazione come strumento di propaganda, dimenticando che dietro ogni persona c’è una vita difficile e spesso drammatica. La strage di Cutro, i lager in Albania, le norme contro le navi Ong che salvano vite in mare sono le uniche risposte di Giorgia Meloni a chi cerca un futuro migliore”: conclude Emiliano Fossi.
"Crudeltà e disumanizzazione delle persone migranti. Questo ci raccontano le immagini, diventate virali, girate al confine di Ventimiglia in cui si vede un camionista prendere a frustate con una cinghia con un terminale di ferro alcune ragazze migranti che erano salite sul suo tir. Su di lui ora indagano le autorità competenti e ci auguriamo che venga individuato prima possibile e che risponda di questo orrore. Si tratta di persone che lasciano i propri paesi a causa di conflitti, violazioni dei diritti umani e condizioni climatiche che non consentono la sopravvivenza.
Costretti a rischiare la vita in mare e nelle traversate del deserto, tenuti senza alcuna dignità e spesso sottoposti a tortura nei centri di detenzione in Libia o in Tunisia, segregati in baraccopoli ai margini delle città italiane senza alcun diritto, schiavizzati nei campi e sfruttati dai caporali fino a morire in modi orribili com'è successo a Satnam Singh nelle campagne di Latina.
A questo porta la retorica razzista e ipocrita che addita nei migranti il nemico pubblico numero uno, salvo poi chiudere uno o tutti e due gli occhi su chi li sfrutta poiché quel "nemico" fa comodo ed è funzionale alla produttività.
Il camionista di Ventimiglia è il frutto avvelenato di questa ipocrisia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Secondo la Corte dei Conti nell’ultimo anno l'Inail, l’ente che si occupa della prevenzione e delle conseguenze degli infortuni sul lavoro, ha accumulato un attivo di 3,1 miliardi di euro, che sono finiti nelle casse dello Stato invece di essere utilizzate per prevenire gli incidenti. Se fossimo in un paese normale con una notizia del genere il Ministro del Lavoro avrebbe già dato le dimissioni: in Italia si verifica in media un sinistro sul lavoro al minuto, tre morti al giorno, più di milleduecento all'anno, il caporalato costringe in schiavitù migliaia di migranti ma la destra nega che ci siano le risorse per fare maggiori controlli. La verità è che il Governo Meloni finanzia le sue leggi, e quindi i condoni, con le risorse che dovrebbero essere utilizzate per prevenire gli incidenti sul lavoro. Siamo di fronte a una destra che ha perso ogni minimo principio etico e morale pur di mantenere il potere": è quanto dichiara il deputato Pd in Commissione Lavoro e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.
"Che imbarazzo la presidente del Consiglio in Aula che rimprovera Salvini e Tajani perché non si alzano durante l'applauso dell'aula a Satnam Singh. Un'immagine dell’attenzione che il governo ha verso la vita dei migranti, soprattutto se irregolari. Satnam Singh era un bracciante irregolare che veniva sfruttato per meno di 5 euro l’ora nelle campagne laziali. La sua storia e il modo barbaro e disumano in cui è morto denuncia tutta l’ipocrisia di chi dichiara guerra a chi arriva sulle nostre coste dopo avere rischiato la vita e subìto torture di ogni genere, come accade in Libia, e poi chiude un occhio – anzi, tutti e due – quando quelle stesse persone vengono ridotte in schiavitù nelle campagne italiane, diventando funzionali alla produttività. Del resto, abbiamo sentito il ministro Lollobrigida, all’indomani della morte di Singh, preoccuparsi innanzitutto dell’immagine delle aziende agricole italiane, non della dignità, dei diritti e dell’ incolumità dei braccianti.
Salvini e Tajani che aspettano l’invito esplicito ad alzarsi in aula alla Camera durante il tributo a Singh fanno venire la pelle d’oca per la totale mancanza di empatia, fosse anche per salvare la faccia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo in un'intervista a Today.it
“FdI e la presidente del Consiglio Meloni provano a fare propaganda sulla diminuzione di sbarchi rispetto allo scorso anno. È successo in queste settimane e anche oggi in Aula. Vorrei ricordare però alla presidente Meloni che lo scorso anno, quando si è registrata un'impennata degli sbarchi, governavano sempre loro. E se invece confrontiamo i dati degli sbarchi del 2024 con quelli equivalenti del 2022 scopriamo che sono sostanzialmente identici. Nel 2022 c'era il Governo Draghi, con Luciana Lamorgese al Ministero dell'Interno, che l'allora capo dell'opposizione Meloni attaccava aspramente ogni giorno. Se vuole essere coerente perciò adesso dovrebbe attaccare se stessa!
Alla Presidente del Consiglio, che si è soffermata anche sugli arrivi irregolari e che ha messo in luce alcuni problemi legati ai decreti flussi, vogliamo ricordare che il problema principale che ha l'Italia è che a oggi non c’è una legge che permetta gli arrivi regolari, organizzati, coordinati e che incrocino domanda e offerta. È venuto il momento di rottamare la Bossi-Fini, come tra l'altro lo stesso Fini ha detto più volte.
Questa destra usa il tema dell’immigrazione solo ed esclusivamente a fini elettorali, senza alcuna intenzione di intervenire con politiche migratorie adeguate”. Lo dichiara Matteo Mauri deputato e responsabile Sicurezza del Pd.
Come in edilizia va introdotto il durc di congruità anche nel settore agricolo
“Gli atti parlamentari sono accessibili a tutti e la carta canta: l'unica cosa che gli italiani sanno è che 3 mesi fa in quel striminzito decreto sul Pnrr di cui parla il ministro Ciriani, il governo ha bocciato gli emendamenti del Pd che chiedevano l'incremento delle assunzioni di ispettori per la sicurezza sul lavoro. Questo è un dato certo! Voi siete sempre quelli del giorno dopo e solo grazie alla tragedia della morte di Satman Singh vi siete accorti del caporalato. Una morte che non può essere derubricata ad un fatto di cronaca nera perché è un pezzo del sistema malato della filiera agricola. E solo ora dopo due anni decidete di convocare un tavolo con le parti sociali”. Così il deputato dem, Arturo Scotto, Capogruppo Pd in Commissione Lavoro, intervenendo nella replica del question time al ministro Ciriani sulla sicurezza del lavoro dopo i gravissimi casi di caporalato degli ultimi giorni.
“Non avete ancora introdotto – ha continuato Scotto - gli indici di congruità nel settore agricolo così come è stato fatto nell'edilizia. A titolo di esempio vi ricordo che in due anni dall'introduzione del durc di congruità sono emersi nell'edilizia 70mila casi di lavoro nero. Occorre fare lo stesso nell'agricoltura e fare la scelta drastica di abolire la legge Bossi-Fini perché i lavoratori migranti e 'a nero' saranno sempre ricattabili e, senza permesso di soggiorno, difficilmente potranno denunciare il caporale che ti sfrutta e ti manda a morire nei campi. Servono risposte incisive e non promesse a vuoto”.
Nel presentare l’interrogazione, la deputata dem Maria Cecilia Guerra, ha chiesto a Ciriani "quali urgenti iniziative ritenesse di dover adottare al fine di definire una nuova e credibile strategia di contrasto del lavoro irregolare e del caporalato”.
"Il caporalato è un fenomeno diffuso in tutto il paese, contro cui è necessario agire utilizzando gli strumenti già previsti dalla Legge 199 del 2016. Quello che ha colpito nella tragica vicenda di Satnam Singh non è soltanto lo sfruttamento e la mancanza di rispetto per la vita umana dei 'caporali' ma il senso di impunità che ha caratterizzato i carnefici prima, dutante e dopo l'incidente. Dal governo, che continua colpevolmente a sottovalutare la situazione, sono però arrivati soltanto flebili promesse: abbiamo un Ministro dell' Agricoltura che in questi mesi ha pensato soltanto a incrementare il suo staff con spese milionarie, a fermare treni per tagliare nastri in tempo, a cercare visibilità negli eventi sportivi con i soldi dei contribuenti e sostenere polemiche inutili con l'Europa. D'altro canto il Ministro del Lavoro non è stato migliore: affossando i diritti, cancellando il salario minimo e riducendo i controlli mentre il Ministro dell'Interno ha continuato a criminalizzare i migranti nonostante la richiesta di manodopera delle imprese di tutta Italia. È essenziale che il governo si impegni seriamente nell'implementazione della legge 199, coinvolgendo prefetture, INPS e tutti gli enti competenti. Solo attraverso un'azione coordinata e determinata potremo contrastare efficacemente il caporalato e tutelare i diritti dei lavoratori": è quanto dichiara il Capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani, intervenendo oggi, sabato 22 giugno, alla Iniziativa "Agricoltura e Sviluppo in Maremma" svolta a Manciano (provincia di Grosseto), promossa dal Partito Democratico territoriale.