16/09/2025 - 16:32

“Per fortuna Crosetto è ancora il ministro della Difesa e non della Guerra come negli Stati Uniti, e come tale ha espresso una valutazione”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta a Tagadà su La7.

“Il disaccordo con il ministro Salvini però è un problema politico enorme: quest’ultimo dovrebbe occuparsi delle proprie tematiche, come quella dei trasporti, anziché fare continuamente campagna elettorale su questioni che non gli competono - ha proseguito la deputata dem - Anche su un argomento così serio riesce a mettere in mezzo la questione migratoria quando non c’entra nulla. Salvini è il vicepremier di questo Governo, rappresenta la seconda forza politica della Maggioranza, eppure non pensa mai a risolvere un problema che gli competa”.

“Continuiamo a essere in balia di questa spaccatura tra chi ci governa. Non solo: servirebbe, come Paese e come Maggioranza, la decenza di rispettare le posizioni del ministro competente. Provo solo un grande imbarazzo” ha concluso Gribaudo.

 

15/09/2025 - 17:14

"Come si permettono le destre di dire che la sinistra alimenta l'odio? La politica dell'odio e l'odio in politica non nascono a casa nostra. Ne so qualcosa: sono stata per anni oggetto di attacchi orchestrati dalla cosiddetta "bestia", quella macchina di propaganda salviniana che non ha niente da imparare da nessuno in quanto a violenza politica. Salvini per molto tempo ha associato il mio nome a qualsiasi crimine commesso dai migranti come se io ne fossi la mandante, facendo un'operazione scellerata di violenza politica e scatenando contro di me una campagna che tuttora trova seguito e mette a rischio la mia sicurezza personale. Quindi sorprende che ora vengano a farci la lezione, proprio loro.
Ricordo alla premier, che accusa la sinistra di violenza politica, che a marzo scorso, il Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) ha presentato un rapporto in Parlamento in cui si legge che si registra un innalzamento del rischio che viene dal mondo dell'estrema destra suprematista. Lo dice il Dis, non noi.
Questo alzare i toni da parte del governo e della presidente del Consiglio contro la sinistra è del tutto pretestuoso, ma anche irresponsabile e pericoloso". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, in un video pubblicato sui suoi canali social.

14/09/2025 - 12:26

Finalmente partiti. Da Augusta alle 16 del pomeriggio di ieri, sulle note di Bella Ciao. Siamo sulla Karma, che abitualmente si occupa di salvataggio, segnalazione e assistenza in mare dei migranti. È una barca della flotta di Tom ovvero 'Tutti gli Occhi sul Mediterraneo'. Si tratta di un omaggio esplicito dell’Arci – che promuove questa iniziativa – a una figura straordinaria del pacifismo italiano, Tom Benettollo. Un uomo verso cui tanti della mia generazione, che hanno iniziato a militare a sinistra agli inizi degli anni ’90, conservano un debito morale. Per il coraggio, per l’intelligenza politica, per il respiro culturale della sua testimonianza". Si apre così il diario di bordo che il deputato democratico Arturo Scotto sta tenendo della sua partecipazione alla Global Sumud Flotilla consultabile online su questo link: https://compagnoilmondo.it/rotta-per-gaza-siamo-partiti-con-la-flotilla-...
"Il nostro equipaggio - continua il parlamentare dem - è formato da otto persone: Annalisa, Paolo, Margherita, Giacomo, Mirta, Saverio, Yassin e il sottoscritto. Esperienze e generazioni diverse che si sono incrociate in questa avventura inedita". "Ci vorranno almeno dieci giorni per raggiungere le coste di Gaza - scrive ancora Scotto - ma la cosa più complessa alla fine era proprio mettere le barche a mare. Oggi, mentre costeggiamo la zona orientale della Sicilia e ci avviciniamo a Porto Palo, la punta estrema dell’Italia, sembra tutto meno difficile. Perché il vento comincia a soffiare forte”.

11/09/2025 - 15:35

“Dai resoconti ufficiali della Camera dei deputati, pubblicati oggi, relativi alla seduta di ieri della Giunta delle autorizzazioni a procedere sul caso Almasri, emergono elementi di estrema gravità. Il Governo Meloni non solo ha scelto di non intervenire, favorendo la liberazione di Almasri, ma, da quanto riportato, ha finito per rafforzare i rapporti con un gruppo islamista radicale come la milizia Rada, responsabile di crimini efferati e violenze disumane anche strumentalizzando in maniera blasfema la religione. È inaccettabile che l’Italia, per mera convenienza politica, si sia affidata a un’organizzazione che perseguita, tortura e uccide persone innocenti. Almasri non è un ricercato qualsiasi: come emerge dal mandato d’arresto della Corte penale internazionale, a suo carico ci sono accuse di eccezionale gravità. Parliamo di 34 omicidi accertati, di cui 12 per torture, 16 per mancanza di cure mediche, 4 per ferite da arma da fuoco e 2 per esposizione a condizioni climatiche estreme. A questi si aggiungono 22 violenze sessuali documentate, perpetrate contro donne, uomini e minori. Le imputazioni comprendono torture sistematiche, incarcerazioni arbitrarie, trattamenti disumani e persecuzioni religiose e morali contro cristiani, atei, omosessuali e oppositori politici. Affidare a figure come queste la gestione delle persone migranti e di sicurezza è una vergogna nazionale. Il Governo ha il dovere di chiarire immediatamente in Parlamento perché ha scelto di sacrificare la verità e la dignità del nostro Paese sull’altare di un patto scellerato con chi rappresenta l’opposto dei valori democratici e umani che la nostra Costituzione tutela” così Paolo Ciani, vice capogruppo Pd-Idp alla Camera e segretario di Demos, commenta gli atti sul caso Almasri, che da oggi sono disponibili nei resoconti ufficiali della Camera.

26/08/2025 - 17:52

“Ancora una volta il ministro Piantedosi preferisce attaccare le Ong invece di riconoscere lo sforzo di chi si dedica a salvaguardare e garantire la vita umana in mare. È grave che, di fronte al salvataggio di persone in condizioni di pericolo, il Viminale scelga di insistere su sanzioni e fermi amministrativi piuttosto che ringraziare chi svolge questo prezioso lavoro dove lo Stato non arriva”.

Così Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, commenta le parole del ministro dell’Interno dopo il fermo della nave Mediterranea della ong Mediterranea Saving Humans.

“Le Ong non sostituiscono lo Stato – prosegue l'esponente dem – ma colmano vuoti che non dovrebbero esistere. Per tutta risposta questo governo costringe i migranti salvati in mare, spesso in condizioni molto precarie, a inutili giorni aggiuntivi di navigazione verso porti molto distanti dal teatro delle operazioni. Viaggi che, oltre che infliggere altre inutili sofferenze, tengono a lungo lontane le navi di soccorso dal Mediterraneo centrale, dove si continuano a consumare moltissime tragedie".

Invece di criminalizzare chi salva vite - conclude Mauri - il governo dovrebbe rafforzare le capacità di intervento istituzionali e cooperare con chi in mare agisce per umanità. E dovrebbe scusarsi pubblicamente per aver permesso a un torturatore conclamato come Almasri, di tornarsene tranquillamente in Libia. La propaganda e l'opportunismo politico non può valere più della sicurezza delle persone. La priorità, per chi ha giurato sulla Costituzione, deve essere una sola: salvare vite, sempre e senza esitazioni”.

 

24/08/2025 - 13:02

Presentata interrogazione su destinazioni navi ong.

“Condivido pienamente le parole del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni: non si può accettare che la gestione degli sbarchi e la destinazione delle navi ong venga piegata a logiche elettorali o propagandistiche, come ha ben spiegato il ministro Tajani nelle dichiarazioni che rassicurano il sindaco di Ancona che non arriveranno più navi nel porto marchigiano. Quindi il criterio è il colore politico dell’amministrazione locale? A tal proposito, ho presentato un’interrogazione in merito a questa vicenda”. Così la deputata ravennate del Partito Democratico Ouidad Bakkali, componente della commissione Trasporti.

“Le città, come Ravenna – sottolinea l’esponente dem - hanno sempre fatto la loro parte con responsabilità e umanità, collaborando con le istituzioni competenti per garantire accoglienza e sicurezza. È grave constatare che alcune scelte del governo sembrino rispondere più a calcoli politici che non alla tutela delle persone. Se ad Ancona si evita l’arrivo delle navi in vista delle elezioni regionali, questo significa scaricare tutto il peso su altri territori, senza alcuna equità e senza una visione nazionale. Non ci sono mai stati criteri nelle assegnazioni e dopo le parole di Tajani si comprende che esiste solo una logica, quella del tornaconto elettorale”.

“Per questo – conclude Bakkali - sostengo con forza la richiesta del sindaco Barattoni di convocare al più presto un tavolo nazionale dei porti sicuri: serve una strategia condivisa, che metta al centro i diritti delle persone e la responsabilità delle istituzioni, la capacità di gestione e organizzazione del fenomeno, non il tornaconto di parte. La propaganda del governo Meloni non ferma gli sbarchi, mentre si continuano a sprecare risorse pubbliche in operazioni assurde, disumane e totalmente irrazionali come quella in Albania. È il momento di una politica seria, che affronti il fenomeno migratorio con umanità, responsabilità, efficacia organizzativa e rispetto delle comunità locali“.

 

14/08/2025 - 17:35

“Un altro naufragio a poche miglia dalle coste italiane. Ancora una volta il Mediterraneo diventa un cimitero per migranti che sperano in una vita migliore. Sono almeno 27 le vittime a largo di Lampedusa, tra loro anche minori. Non è più accettabile, umanamente e politicamente”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul naufragio al largo delle coste di Lampedusa.
“Non possiamo accettare l'ipocrisia di un Governo che rimanda a casa un torturatore come Almasri che dalla Libia può nuovamente gestire i traffici di migranti, mandando in mare barche senza alcuna sicurezza - prosegue la deputata dem -. Tutto questo mentre dicono di voler inseguire gli scafisti su tutto il globo terracqueo: per ora li rimandano a casa con tutti gli onori e il volo di Stato”.
“Così come a Cutro, perché nessuno è intervenuto in tempo per salvare vite umane? Si faccia chiarezza, per onorare la memoria di chi non c'è più, e ci si attivi subito per corridoi sicuri nel Mediterraneo” conclude Gribaudo

13/08/2025 - 20:10

Le morti a largo di Lampedusa addolorano e indignano. I Cpr in Albania non servano a niente, il Piano Mattei non ha prodotto alcun effetto, i viaggi in Africa e le vergognose cortesie nei confronti di Almasri sono state del tutto inutili. Perché non si governa un fenomeno epocale con la propaganda. Diciamo da tempo che le politiche per l’immigrazione vanno gestite in Europa con una missione europea per la ricerca e il soccorso in mare, una collaborazione con le Ong che non possono essere criminalizzate, piani di accoglienza basate sulla solidarietà tra Paesi.
Basta cercare di ottenere qualche consenso sulla pelle di chi fugge, agitare paure e poi promettere misure impraticabili. L’Italia ha una collocazione nel Mediterraneo che le impone al contrario di essere protagonista di una svolta perché smetta di essere un mare di morte e dolore.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

01/08/2025 - 17:52

“La sentenza della Corte di Giustizia europea conferma ciò che denunciamo da tempo: il progetto dei CPR in Albania è sbagliato, costoso e contrario ai diritti fondamentali. Un fallimento totale, economico e giuridico": è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd, che ha visitato nei mesi scorsi due volte il centro di Jader.

“Oltre 900 milioni di euro già spesi per una struttura marginale, che viola le convenzioni internazionali e priva i richiedenti asilo del diritto a una valutazione individuale. La Corte lo ha detto chiaramente: non basta definire un paese ‘sicuro’ per negare la protezione. Cade così tutto il castello di propaganda della destra che millantava il centro come modello europeo. Serve una politica migratoria seria, non spot elettorali": conclude.

 

01/08/2025 - 17:50

La sentenza della Corte di Giustizia Ue sul Protocollo Italia-Albania dà completamente torto al Governo italiano e alla Presidente Meloni. E lo fa affermando un concetto molto semplice: "non si può considerare un Paese sicuro se non offre una protezione sufficiente a tutta la sua popolazione". È la dimostrazione che la nostra opposizione è sempre stata fondata sul rispetto del diritto. A differenza dell’operato di Meloni che ha sempre usato strumentalmente l'Albania e alla legge ha sostituito l’ideologia.

In tutti i sopralluoghi che abbiamo fatto in Albania abbiamo dimostrato - anche grazie al prezioso lavoro del Tavolo Asilo e Immigrazione - che il Centro di Gjader è solo un luogo di propaganda pagata a caro prezzo dai contribuenti, in cui si violano sistematicamente i diritti delle persone. Tutto per la campagna elettorale permanente di questo governo. Le dichiarazioni di oggi della Meloni denotano un grande imbarazzo, assai comprensibile per chi scandiva ad alta voce che i centri in Albania "fun-zio-ne-ran-no!”. Ci aspetteremmo ora che chiedesse scusa agli italiani per il grave spreco di soldi pubblici e investisse subito queste risorse sulla sanità e sul lavoro.

Così Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito democratico. 

 

01/08/2025 - 17:48

“Le due domande di pronuncia pregiudiziale sulla questione dei Paesi di origine sicuri erano state sollevate dal Tribunale ordinario di Roma già a ottobre e il governo ha scelto di ignorarle, andando avanti con i due tentativi, fallimentari, di novembre e gennaio. Ora che la pronuncia è arrivata, palazzo Chigi esprime ‘sorpresa’. Una posizione semplicemente ridicola, di un esecutivo che ha scelto deliberatamente di ignorare i dubbi evidentemente fondati posti dai giudici e che, dopo il primo tentativo, ha macchiato il nostro paese con altre due deportazioni illegali, a novembre e a gennaio. Anche la ‘la seconda fase’, quella per cui la struttura di Gjadër è diventata un Cpr italiano, è già stata messa in discussione da un’ordinanza della Cassazione che rinvia alla Corte di Giustizia europea. Il governo si fermi ora: non una vita in più rovinata, non un euro in più speso in questo progetto folle. Perseverare con questa propaganda inutile e violenta è diabolico”.

Così la deputata democratica, Rachele Scarpa.

 

01/08/2025 - 17:10

“Lo avevamo denunciato in Parlamento, ma il governo Meloni ha preferito ignorare ogni voce critica pur di portare avanti un accordo propagandistico, costoso e in aperto contrasto con i principi europei. La Corte di Giustizia dell’UE è stata chiara: non si possono trasferire migranti in Paesi terzi considerati sicuri senza una reale garanzia di protezione per tutti.

Questo progetto si sta rivelando sempre più per quello che è: uno spreco enorme di denaro pubblico, una misura costosa, inefficace e totalmente ideologica.

Il governo si fermi, rispetti la sentenza della Corte e smetta di fare propaganda sulla pelle dei migranti e con i soldi dei contribuenti italiani” così la capogruppo democratica in commissione affari costituzionali della Camera Simona Bonafè.

 

01/08/2025 - 15:00

"Un paese si può definire "sicuro" quando lo è per tutti i gruppi che compongono la sua società: per tutte le etnie, le religioni, gli orientamenti politici, le identità di genere. E i giudici possono valutare se un paese è sicuro oppure no. Lo stabilisce la sentenza di oggi della Corte di giustizia  europea. Quindi la lista dei "paesi sicuri" stilata dal governo Meloni non è conforme al diritto europeo che è di rango superiore rispetto a quello italiano e la legge italiana non può andare contro quella europea, checché ne pensino Meloni e Piantedosi.
Ed è proprio su quella lista che nasce il malaugurato "protocollo Albania" sulla base del quale sono stati costruiti i due centri di identificazione e detenzione a Gjader e Shengjin, dove i diritti dei migranti vengono regolarmente violati e per i quali il governo sta spendendo 114mila euro al giorno per la detenzione di pochissime persone.
Non sono neanche serviti a ridurre i flussi migratori, come raccontava la propaganda del governo, dato che nei primi 6 mesi del 2025 gli sbarchi sono aumentati del 16% rispetto allo scorso anno.
Un fallimento su tutta la linea: legale, economica, umana, in termini di diritti e di politiche migratorie. Una premier con un briciolo di coscienza dovrebbe chiedere scusa per aver buttato via il denaro dei contribuenti, mettendo in piedi in Albania un sistema di centri inutilizzabili, raccontando bugie agli italiani e alla italiane". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

01/08/2025 - 12:43

Avranno qualcuno su cui provare a scaricare il fallimento delle politiche migratorie, ma non hanno avuto ragione: i centri non funzionano e non funzioneranno. La Corte Europea ferma l’arroganza del governo. E ora Meloni deve fermare lo spreco di risorse in Albania: quasi un milione di euro gettati al vento o per il baciamano del presidente albanese. Mentre sono stati ignorati basilari diritti dei migranti e umiliata la dignità di chi è costretto a fuggire da guerre, carestie e persecuzioni. La Corte è intervenuta per ribadire la forza di quei diritti.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo PD alla Camera dei deputati.

 

01/08/2025 - 12:37

“La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sulla definizione di paese sicuro che coinvolge i procedimenti di frontiera nei Cpr in Albania. Alla luce della sentenza della Corte, l’impianto della normativa italiana ridisegnato dal Governo con il Dl 157/2024 si dimostra nella sostanza non pienamente in linea con il diritto UE. Anzitutto non può essere qualificato come sicuro un Paese che non soddisfi, per talune categorie di persone, le condizioni sostanziali di tale designazione. I giudici UE aggiungono peraltro che i motivi e le fonti di informazione sui cui si fonda la designazione di Paese sicuro devono essere pienamente accessibili e valutabili, allo stato attuale di ogni singola procedura, da parte del giudice nazionale, che in assenza di tali informazioni può svolgere anche propri controlli, per garantire un'effettiva tutela giurisdizionale ai richiedenti protezione internazionale, che oggi invece si vedono respinte le domande sulla base della normativa italiana senza possibilità di provare o verificare se il loro paese sia effettivamente sicuro o meno ai sensi della normativa UE”.

Così il capogruppo Pd nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

 

Pagine