“Su Granaio Italia il governo naviga nel buio e, per incapacità organizzative, fa slittare al 31 luglio 2025, con un emendamento di FdI al Milleproroghe, la data di entrata in funzione del registro telematico dei cereali. L’attivazione del registro, come segnala la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, è essenziale per riportare trasparenza nei mercati e per tutelare la qualità dei grani Made in Italy di fronte ad una concorrenza spietata che punta sulla riduzione dei prezzi a discapito della qualità. Attraverso il registro è possibile tenere sotto controllo la consistenza delle scorte dei cereali, anche al fine di immettere sul mercato informazioni utili a ridurre la volatilità dei prezzi ed avere una completa tracciabilità dei grani, in tutti i passaggi, soprattutto quando si tratta di prodotti importati. Il governo, non pago dei guasti già prodotti, ha anche respinto un nostro ordine del giorno che invitava l’esecutivo ad adottare nel prossimo provvedimento utile le opportune modifiche normative volte ad attivare il registro telematico nazionale sulle giacenze dei cereali. Qualunque ritardo favorisce gli speculatori internazionali e questo non è tollerabile”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
l governo ha accolto un ordine del giorno al decreto Milleproroghe, a firma delle deputate del Partito Democratico Antonella Forattini e Sara Ferrari, relativo all’uso dei veicoli aziendali come benefit per i lavoratori dipendenti. Un passo importante, ma che deve essere seguito da un intervento concreto per colmare il vuoto normativo creatosi con la modifica del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) approvata in legge di bilancio.
“La modifica introdotta dalla maggioranza - dichiarano Forattini e Ferrari - ha generato un pericoloso squilibrio che, senza una soluzione tempestiva, penalizzerà migliaia di lavoratori dipendenti. Già al Senato il nostro collega Daniele Manca aveva tentato di risolvere la questione, ma il suo emendamento non è stato approvato. Ora, con l’approvazione del nostro ordine del giorno, il governo si impegna finalmente a introdurre una clausola di salvaguardia per tutelare i contratti stipulati prima del 1° gennaio 2025, in modo da evitare disparità di trattamento ingiustificate.”
“Un mancato intervento - evidenziano le esponenti dem - porterebbe infatti a situazioni paradossali: un lavoratore che ricevesse un’auto aziendale elettrica a febbraio 2025 pagherebbe circa 800 euro di imponibile IRPEF annuo, mentre un suo collega, con lo stesso veicolo assegnato a novembre 2024, dovrebbe versare ben 11.000 euro. Una disparità ingiustificabile che colpirebbe proprio le aziende più virtuose, quelle che hanno scelto di investire nella transizione ecologica fornendo veicoli elettrici ai propri dipendenti”.
“La salvaguardia dei contratti precedenti al 1° gennaio 2025 - concludono Forattini e Ferrari - è una necessità per evitare di gravare ulteriormente sui lavoratori, sulle imprese e su un settore già in difficoltà come quello dell’automotive, come evidenziato anche dall’associazione ANIASA. Ci auguriamo che il governo intervenga al più presto con il primo provvedimento utile. Continueremo a seguire la questione fino a quando non sarà trovata una soluzione adeguata.”
“Il Partito Democratico vota contro l’ottantesima fiducia al governo. La destra ci ha ricordato quanto la sua idea d'Italia sia diversa dalla nostra con un Milleproroghe fatto di mance e prebende, che vengono di nuovo distribuite da una maggioranza non ancora paga di quello che ha già fatto con la legge di bilancio e con lo scempio fatto con gli ordini del giorno. Con questo provvedimento la destra ci ricorda la sua idea d'Italia, che è quella che premia i furbi e che dice a chi ha sempre pagato le tasse che è più fesso degli altri. Un’idea di Italia di chi rompe i patti di solidarietà e di comunità, come hanno fatto cancellando le multe per i Novax. Un'Italia che probabilmente vogliono sempre più somigliante a quello che Trump sta facendo oltreoceano. In questo Milleproroghe non ci sono risposte per chi fa più fatica, per chi rinuncia a curarsi. Nessuna risposta al caro Energie, nessuna risposta alle imprese, nessuna risposta ai comparti più in difficoltà. Con la fiducia di oggi e il provvedimento perdiamo un'occasione. L'occasione la perde Forza Italia di essere coerente con quello che dichiara sui giornali e nelle dichiarazioni. Ma soprattutto l'occasione la perde il governo di dare risposte, risposte a chi paga le tasse e chiede sanità pubblica, trasporti accessibili, scuola, servizi”.
Così la deputata Pd, Silvia Roggiani, nel corso della dichiarazione di voto sulla fiducia al Dl Milleproroghe.
“Quando abbiamo chiesto la proroga del fondo per il professionismo femminile in Legge di Bilancio, il governo ci ha voltato le spalle. Oggi, dopo due mesi, nel Milleproroghe viene finalmente recuperata – seppur parzialmente – una misura che avrebbe dovuto essere garantita sin dall’inizio. Un primo passo importante, certo, ma la verità è che se non avessimo alzato la voce questa battaglia non sarebbe neanche arrivata in Parlamento.”
Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, commentando la decisione del governo di prorogare per un anno il fondo per il professionismo sportivo femminile.
“Siamo felici che il fondo sia stato prorogato – prosegue Gribaudo – ma questo risultato arriva con un colpevole ritardo. Due mesi fa il governo bocciava il nostro emendamento, salvo poi fare marcia indietro sotto la pressione delle calciatrici e della Figc e di chi, come noi, non ha mai smesso di portare avanti questa battaglia. Una battaglia giusta, che non può fermarsi a un intervento tampone: servono almeno tre anni di programmazione per dare stabilità e prospettive al settore.”
Continua la parlamentare del PD: “È stato imbarazzante assistere al teatrino politico di queste lunghe settimane. Ci auguriamo che questo sia solo il punto di partenza di un impegno serio per il professionismo femminile, senza più passi indietro. E soprattutto, che il governo impari ad ascoltare quando le proposte sono nell’interesse dello sport e delle atlete, senza fare discorsi di bandierine politiche.
"In questi giorni le Azzurre della nazionale di calcio sono ad allenarsi a Coverciano, lì dove questa battaglia ha trovato una voce importante e le voglio ringraziare. Il loro impegno, il loro coraggio e la loro determinazione hanno fatto la differenza. Ora il nostro compito è continuare a sostenere il professionismo femminile, senza stop & go, ma con un vero piano di crescita per il futuro ” conclude Chiara Gribaudo.
“Il decreto Milleproroghe è l’ennesima dimostrazione di una politica fatta di misure parziali e di corto respiro. Il governo Meloni punta al consenso immediato senza affrontare riforme strutturali. Sulla Sanità, il governo ha annunciato interventi sulle liste d’attesa, approvando un decreto per aumentare le risorse, ma solo per la sanità privata accreditata. Tuttavia, i decreti attuativi non sono stati ancora emanati, e il disegno di legge per affrontare la carenza di personale sanitario è fermo da mesi. Inoltre, il Milleproroghe avrebbe dovuto concedere alle Regioni maggiore flessibilità di spesa sanitaria (utilizzando lo 0,7 per cento del fondo sanitario nazionale), ma questa misura è scomparsa dal testo definitivo. Nel frattempo, milioni di italiani rinunciano alle cure, la sanità privata cresce a scapito della pubblica, e la migrazione sanitaria dal Sud al Nord pesa per 5 miliardi di euro. Il governo non investe risorse adeguate, accompagnando di fatto il sistema verso una privatizzazione progressiva”. Lo ha detto in Aula alla Camera Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, durante la discussione generale sul decreto Milleproroghe.
“Il governo – conclude Merola - riapre i termini per accedere alla cosiddetta ‘Rottamazione-quater’ delle cartelle esattoriali, per i debitori decaduti a seguito del mancato, insufficiente o tardivo pagamento delle rate previste, mentre prepara la quinta, senza distinguere tra chi è realmente in difficoltà e chi sfrutta il meccanismo per rinviare i pagamenti. Le precedenti quattro rottamazioni hanno lasciato un buco di 21,6 miliardi sui 64,5 previsti, e ora la maggioranza discute se destinare altri 5,2 miliardi a una nuova rottamazione o 3-4 miliardi alla riduzione delle aliquote IRPEF. Il governo, mentre non stanzia fondi per medici e infermieri e impone tagli agli enti locali, favorisce chi può evadere le tasse, penalizzando i lavoratori dipendenti e compromettendo equità fiscale e welfare. Altro che quinta rottamazione, questo governo sta rottamando il Paese”.
"Finalmente il senatore della Lega Manfredi Potenti si è accorto che la Zls della Toscana non era stata istituita lo scorso settembre, come ha ripetuto per mesi insieme agli esponenti della destra ed addirittura al governo che è stato capace di ribadire questa falsità in Parlamento, ma soltanto poche settimane fa. Le imprese della Toscana non hanno infatti beneficiato delle risorse stanziate perché le richieste di incentivo dovevano pervenire entro lo scorso mese di gennaio ma mancava l'ufficializzazione della Zona Logistica Speciale. Il PD aveva sottolineato questa criticità, anche con atti a Montecitorio, ma dal governo erano arrivate soltanto risposte vaghe ed addirittura false conferme. Sempre il PD aveva presentato un emendamento al Milleproroghe per estendere di alcuni mesi la possibilità di presentare domande anche successivamente al 31 gennaio: grazie alla sua approvazione è stato allungato il periodo. Rimaniamo comunque sconcertati dal senatore Manfredi Potenti e dalla destra che invece di chiedere scusa per gli errori commessi, hanno addirittura il coraggio di rivendicare questo risultato. Vedremo ora se, al passaggio alla Camera del Milleproroghe, sottoscriveranno le nostre proposte per aumentare le risorse disponibili da destinate alle imprese anche della Toscana": è quanto riporta una nota dei Parlamentari toscani del partito democratico Emiliano Fossi, Marco Simiani, Ylenia Zambito, Dario Parrini, Laura Boldrini, Silvio Franceschelli, Simona Bonafe, Federico Gianassi Arturo Scotto Marco Furfaro e Cristian Di Sanzo.
“Vogliamo stigmatizzare il continuativo ricorso al voto di fiducia da parte del governo e gli effetti distorsivi che questo porta sul lavoro parlamentare. La prossima settimana saremo chiamati a votare altre due fiducie che evidenziano sempre più un monocameralismo alternato. Situazioni paradossali volute dal governo Meloni per evitare ogni forma di confronto di merito e proposte di emendamenti. Errare è umano, perseverare è diabolico. Il governo faccia un passo indietro e capisca che emergenze, Pnrr e milleproroghe sono materie dove è necessario un confronto in Aula. Non va bene che l'agenda del Parlamento sia solo nelle mani della maggioranza”. Così il deputato dem Andrea Casu, Segretario d'Aula a Montecitorio.
L’ultimo dei condoni quello alle multe per i no vax è gravissimo. Un insulto a medici e infermieri, alle famiglie delle vittime del Covid. Ve lo ricordate? Ci hanno salvato i vaccini! E invece la destra nega la scienza e intanto affossa la sanità pubblica.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Presentati due emendamenti Pd per sanare le gravi dimenticanze del governo”
“Ultima chiamata per finanziare la Zls del Polesine e tutte le Zls attivate o in via di attivazione e per sostenere, attraverso il rifinanziamento della legge, la lotta che quotidianamente i Consorzi di Bonifica del Bassopolesine, del Delta Ferrarese e del Ravennate combattono contro la subsidenza, ossia l’abbassamento del terreno e della costa a seguito delle estrazioni di gas naturale dei decenni scorsi. Ed è l’ultima chiamata anche per gli esponenti della maggioranza, soprattutto della Lega, che sul territorio a parole promettono battaglie, ma che poi nei fatti non producono nessun risultato. Ieri grazie al lavoro svolto in sinergia con il senatore e segretario regionale Andrea Martella, sono stati inseriti due emendamenti al decreto cosiddetto Milleproroghe per sanare le gravi dimenticanze del governo, più volte segnalate sia con emendamenti alla legge Finanziaria che con ordini del giorno. E’, questa, l’ultima possibilità per stanziare fondi fondamentali per i territori.
Nel dettaglio, l’emendamento destinato alla lotta alla subsidenza propone di individuare, come dotazioni da destinare a questo scopo, 4 milioni all’anno, dal 2025 al 2027. Una esigenza che nasce dal fatto che il governo, per la prima volta in decenni, ha lasciato i Consorzi di bonifica senza alcun finanziamento, a fronte di costi energetici continui ed elevatissimi, in primo luogo per mantenere in funzione le idrovore, che garantiscono la sicurezza idraulica del territorio. Il secondo emendamento, invece, individua uno stanziamento di 250 milioni all’anno, sempre nel triennio 2025 – 2027, per le Zls, compresa quella che interessa il Polesine e il Veneziano. Lo scopo è quello di rifinanziare il meccanismo del credito d’imposta, che costituisce l’attrattiva maggiore, in termini di sgravi fiscali, per le aziende che lo strumento della Zls dovrebbe attrarre sul territorio, portando investimenti e lavoro. Anche in questo caso, da tempo anche le associazioni di categoria avevano segnalato al governo come l’attuale finanziamento fosse assolutamente insufficiente, ma sia queste segnalazioni sia gli emendamenti e ordini del giorno presentati non hanno sortito effetto”.
"Chiediamo al Governo e alla maggioranza di centrodestra di passare dalle parole ai fatti sulle risorse per l'abbattimento delle liste di attesa in sanità. Nonostante gli annunci, nel decreto Milleproroghe è sparito l'aumento fino allo 0,7% del fondo sanitario da destinare all'abbattimento delle liste di attesa. Non si tratta certo di un aumento di risorse, ma di dare maggiore flessibilità alle Regioni per poter destinare più risorse all'abbattimento delle liste di attesa. Ecco perché abbiamo presentato un emendamento per inserire nel decreto Milleproroghe la disposizione annunciata dal sottosegretario Gemmato e riportata sul sito della presidenza del consiglio ma di fatto sparita dal provvedimento. In questi mesi dalla maggioranza sono arrivati ripetuti annunci per l’abbattimento delle liste di attesa che sono tutti caduti nel vuoto. È stato anche approvato un decreto legge ad hoc che però non ha visto stanziare i fondi necessari. Serve un salto di responsabilità per assicurare le prestazioni della sanità pubblica". Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari Pd eletti in Toscana Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Laura Boldrini, Federico Gianassi, Artuto Scotto, Christian Di Sanzo e Marco Furfaro, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
"E' necessario posticipare la scadenza delle richieste dei contributi per garantire anche alle imprese della Toscana, che ricadono nella Zls, di poter beneficiare delle risorse già stanziate. Il Dpcm di istituzione, in ritardo di anni rispetto alla richiesta della Regione Toscana, è troppo ravvicinato rispetto alla scadenza del 30 gennaio per garantire una equa ripartizione dei finanziamenti. Il Partito Democratico presenterà un emendamento al Decreto Milleproroghe attualmente in discussione in Parlamento. Ci auguriamo che la destra, che oggi rivendica questo disastro, sostenga la nostra proposta": così in una nota congiunta i parlamentari Pd eletti in Toscana Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Laura Boldrini, Federico Gianassi, Artuto Scotto, Christian Di Sanzo e Marco Furfaro, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
"Il Governo ha cancellato, per la seconda volta, il fondo contro i disturbi alimentari. Già nella scorsa legge di bilancio, Giorgia Meloni lo aveva spazzato via, salvo poi fare marcia indietro dopo la battaglia dell'opposizione e le denunce di associazioni e cittadini. Adesso, la storia si è ripetuta: la maggioranza ha bocciato il mio emendamento per rifinanziare in legge di bilancio, con 20 milioni di euro, il fondo contro i DCA. Giorgia Meloni trova miliardi e miliardi di euro per un canile in Albania, per i rimborsi spese dei ministri, per il Ponte sullo Stretto, per costruire campi da golf, per marchette agli amici, ma non 20 milioni di euro per la salute di di 4 milioni di persone affette da anoressia, bulimia e da patologie legate alla psiche e al corpo. Un insulto ai 4000 morti, oltre 10 al giorno.
E morti non perché affetti da una malattia terminale, ma per mancanza di cure, di fondi e di leggi non applicate. Continueremo a batterci, a partire dal decreto Milleproroghe, per costringere il Governo a fare, ancora una volta, marcia indietro. Il diritto alla salute delle persone, presidente Meloni, viene prima dei costi della sua propaganda". Lo denuncia sui social Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari Sociali e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Abbiamo chiesto al Governo di rivedere la norma al Milleproroghe che prevede l’abrogazione delle sanzioni per quelle categorie di persone che erano obbligate per legge a vaccinarsi e che non avendo rispettato i termini di legge non essendosi vaccinate, sono state sanzionate. Parliamo di una somma cospicua, che si aggira intorno ai 150/170 milioni di euro. Abbiamo chiesto di rivedere questa abrogazione principalmente per due ordini di motivi: il primo riguarda il rispetto delle regole; il secondo riguarda il fatto che questa maggioranza e questo governo tentano in tutti i modi di mettere in discussione la validità scientifica di una scelta difficile che ha salvato milioni di vite e che non può essere messa in discussione in alcun modo o banalizzata attraverso questo strumento. Oltretutto questa scelta va nella direzione di creare dei dubbi nei cittadini circa la validità dei vaccini, quando tutta la comunità internazionale ne riconosce il merito. Inoltre sarebbe un grave sfregio a tutto il personale sanitario, le forze dell’ordine, gli over 50 e altre professioni che hanno rapporti diretti con il pubblico che in questi anni si sono vaccinati, oltre al fatto che è anche un affronto alle famiglie delle persone morte a causa del Covid”. Lo ha detto in Aula Gian Antonio Girelli, deputato Pd, presentando una interrogazione al Ministro Schillaci.
“Dalla stampa si apprende che il Consiglio dei Ministri avrebbe approvato il 'Decreto milleproroghe' dove avrebbe previsto l’annullamento delle sanzioni che erano state inflitte contro coloro che non avevano rispettato l’obbligo vaccinale contro il Covid-19. Una decisione molto grave e scientificamente pericolosa perché significherebbe teorizzare che i vaccini non sono utili e sono addirittura dannosi. Il vaccino contro il Covid si è confermato essere il farmaco più sicuro esistente sulla Terra con effetti collaterali rarissimi e lievi”. Così si legge nell'interrogazione presentata dai deputati Pd al ministro della Salute Orazio Schillaci.
“È un’offesa a chi ha vissuto e sofferto in prima linea quei momenti, è un'offesa per i morti di Covid! È l’ennesima ricerca di consenso dei soliti furbi. È tempo di una reazione indignata verso chi confuta la scienza e favorisce la disonestà”. L'interrogazione è stata presentata dalla capogruppo Pd Chiara Braga, Gian Antonio Girelli, Marco Furfaro, Paolo Ciani, Ilenia Malavasi, Nico Stumpo, Antonella Forattini, Sara Ferrari e Valentina Ghio
“La Cassa integrazione straordinaria per il settore della moda sarà estesa anche per il tutto il mese di gennaio 2025. Questo risultato è stato ottenuto grazie al lavoro delle opposizioni e del Partito Democratico. Il governo infatti, nonostante gli accordi presi in sede di discussione in commissione, voleva approvare il decreto senza alcuna proroga. Siamo perfettamente consapevoli che l’estensione a questo periodo è ancora insufficiente per un comparto in gravissima crisi. Il nostro obiettivo sarà adesso quello di ottenere un ulteriore rinnovo degli ammortizzatori sociali, almeno per tutto il nuovo anno con la Legge di Bilancio e il Decreto Milleproroghe”: è quanto riporta una nota congiunta dei parlamentari Pd eletti in Toscana Simona Bonafè, Arturo Scotto, Emiliano Fossi, Marco Simiani, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Laura Boldrini, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli, sull’emendamento al Decreto Pnrr approvato oggi, mercoledì 11 dicembre, dall’Aula di Montecitorio.